Scioperano bar, alberghi e ristoranti

IMOLA
Domani panino a rischio. Infatti per mercoledì 15 è stato indetto dalle categorie del turismo di Cgil, Cisl e Uil lo sciopro dei lavoratori di alberghi, bar e ristoranti, refezioni scolastiche e ospedaliere, self-service, agenzie di viaggio e punti di ristoro autostradali. Più di un milione di persone occupate nel settore del turismo senza contratto nazionale da due anni. Nel circondario imolese sono oltre duemila, di cui molti occupati nella ristorazione che vede tra le imprese colossi come Camst, Autogrill e Gemos.

“L’impossibilità di addivenire al rinnovo è stata provocata dalla volontà di Confindustria, Fiavet, Fipe, Angem e Alleanza delle cooperative di ridurre tutele normative e salariali addebitando i costi reali e presunti della crisi alle lavoratrici e ai lavoratori” scrivono dal sindacato di categoria Filcams della Cgil. “Siamo di fronte a delle controparti che non hanno unità di intenti perché portavoce di esigenze diverse, se non il fine comune di lucrare sui diritti fondamentali dei lavoratori, chiedendo l’abolizione degli scatti di anzianità, dei permessi individuali ed il peggioramento del pagamento della malattia – precisano Morena Visani e Alessandra Loreti della Filcams -, lavoratori regolarizzati a part-time, salvo poi essere sottoposti a tanto lavoro irregolare e turnover soprattutto nei piccoli esercizi. Nell’affrontare questo rinnovo in una simile crisi strutturale della nostra economia, ci rendiamo conto che l’obiettivo è quello di sfiancare i lavoratori – continuano Visani e Loreti -. Se da un lato l’incertezza occupazionale non aiuta ad alzare la testa quando si subiscono dei soprusi, dall’altro chi pensa di avere un lavoro sicuro combatte con uno stipendio che comunque non consente di sostenere tutte le spese del vivere quotidiano. Nemmeno dal mondo cooperativo giungono segnali lontanamente positivi”.

Le centrali cooperative non hanno mai firmato il contratto nazionale del Turismo, pur applicandolo, e il quadro sarebbe aggravato dal Jobs Act. “Molti lavoratori sono soggetti ad appalto o concessione e d’ora in poi no avranno più alcuna garanzia occupazionale in caso di cambio d’appalto. A poco serve sapere che siamo il Bel Paese, che abbiamo tanta capacità attrattiva se non siamo in grado di trasformarla in buon lavoro stabile e qualificato. La battaglia contro l’evasione fiscale parte anche da qui: dove non ci sono rapporti di lavoro chiari e regolamentati, c’è lavoro occulto, nero”.

In occasione dello sciopero ci saranno tre manifestazioni nazionali in altrettanti luoghi simbolo: Milano, sede di Expo, Roma in cui si trovano le sedi nazionali di Confcommercio e Confindustria, e Taormina, località emblema della stagionalità. Lo sciopero è stato proclamato in concomitanza con la giornata di mobilitazione internazionale Global fast-food workers action day, che vede coinvolti tutti i lavoratori dei fast-food di tutto il mondo contro le condizioni ottocentesche di lavoro in quelle catene di montaggio 2.0 che sono le multinazionali del panino (a partire da Mc Donald’s). #Fightfor15 lo slogan che accomunerà tutte le iniziative.

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