Secondo il dossier Legambiente nel torrente Sillaro superati i limiti di legge sui pesticidi

CIRCONDARIO IMOLESE
Legambiente ha presentato il «Dossier Pesticidi» che ha preso in considerazione i dati ufficiali 2015-2016 sulla qualità delle acque superficiali della Regione. E nel 2016 un triste primato spetta al torrente Sillaro che rientra nella lista dei punti dove sono stati riscontrati superamenti dei limiti di legge per quanto riguarda la media annua di concentrazione di pesticidi, sia per quanto riguarda la presenza di una sostanza singola che per la sommatoria delle concentrazioni di quelli rilevati.

Le soluzioni, per Legambiente, sono da ricercare nel diffondere pratiche agricole e di gestione del verde alternative e sostenibili (come un cambio di coltivazione aumentando la superficie atta al biologico) e nell’applicare un sistema di monitoraggio sempre più puntuale di tali sostanze nell’ambiente e approfondire i loro effetti reali.

“La presenza dei pesticidi nelle acque è ubiquitaria – hanno segnalato da Legambiente – con un mix di decine di sostanze contemporaneamente che permangono molto a lungo nell’ambiente. E’ necessario dunque puntare sempre più su pratiche agricole meno impattanti”.

Sempre Legambiente segnala che, rispetto alla media nazionale delle vendite di fitofarmaci per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) pari a 4,6 kg/ettaro, l’Emilia-Romagna risulterebbe nettamente al di sopra con 7,6 kg/ettaro (dati 2014). Si nota comunque un calo dell’utilizzo sia a livello nazionale che regionale, dove la sostanza attiva è diminuita di circa il 20% dai primi anni 2000.

Nella foto: la valle del torrente Sillaro

One Response to Secondo il dossier Legambiente nel torrente Sillaro superati i limiti di legge sui pesticidi

  1. Le analisi sono fornite dagli organi di controllo: Legambiente si limita a raccoglierle, commentarle e presentarle ai cittadini e alle istituzioni affinché prendano coscienza in quale ambiente vivono, cosa mangiano e quale sia la qualità dell’acqua di superficie e di falda, che poi beviamo una volta …. potabilizzata…
    Nel Circondario Imolese sappiamo bene quale siano i dati sulle cause di mortalità e forse varrebbe la pena che questi organi di controllo (i Sindaci in primis!)intervenissero facendo prevenzione e non…tentare di curare soltanto le conseguenze.

    Legambiente ImolaMedicina
    9 novembre 2017 at 12:31
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