Sette comuni uniti per celebrare il 500° della morte di Leonardo

IMOLA-FAENZA-COTIGNOLA-CESENA-SESENATICO-SOGLIANO AL RUBICONE-RIMINI
Nel 2019 ricorrerà il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci. Per l’occorrenza, sette comuni romagnoli visitati dal genio rinascimentale nel 1502, si sono uniti per celebrare la propria eredità leonardesca.

La permanenza di Leonardo in Romagna, dove venne al seguito dell’esercito di Cesare Borgia in qualità di «architecto et ingegnero generale», fu breve ma sufficiente a lasciare un’impronta indelebile nelle città da lui visitate: Cesena, Cesenatico, Sogliano al Rubicone, Faenza, Rimini, Imola e Cotignola conservano tuttora nel proprio tessuto urbano i segni del suo passaggio, con la presenza di edifici che furono oggetto della sua attenzione o, in alcuni casi, della sua progettazione.

Proprio per celebrare la loro eredità leonardesca, questi sette Comuni hanno deciso di allearsi per promuovere iniziative condivise di valorizzazione ma anche intraprendendere un percorso comune per dialogare in modo più incisivo con gli interlocutori istituzionali, prima fra tutti la Regione Emilia Romagna, e promuovere linee di intervento condivise volte alla ricerca di contributi, sponsorizzazioni o altre forme di sovvenzione.

Il 30 maggio, nella sala degli Specchi, è stato compiuto il primo passo in questa direzione, con la firma del protocollo d’intesa siglato dal sindaco di Cesena Paolo Lucchi, dal sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli, dall’assessore alla Cultura del Comune di Imola Elisabetta Marchetti, dall’assessore alle Arti del Comune di Rimini Massimo Pulini, dall’assessore alla Cultura del Comune di Faenza Massimo Isola, dall’assessore alla Cultura del Comune di Cotignola Federico Settembrini e dall’assessore alla Cultura del Comune di Sogliano Dante Orlandi. Il documento, che individua come capofila il Comune di Cesena, indica fra i prossimi impegni assunti dalle parti quello di istituire un comitato tecnico-scientifico del circuito dei Comuni della Romagna leonardiana.

Nella foto: la firma del protocollo d’intesa nella sala degli Specchi

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