Si indaga ancora sulla donna scomparsa

IMOLA
La famiglia non si è mai rassegnata alla scomparsa di Hiuan Tesfai Abraha, dottoressa di origine eritrea che a Imola lavorava all’Avis e si era sposata (la coppia ha un figlio). Domenica 22, guidati dal fratello, amici e parenti hanno organizzato una fiaccolata per chiedere che sia fatta piena luce sulla sua scomparsa. Con loro un centinaio di persone, la comunità eritrea bolognese, l’associazione dei familiari delle persone scomparse Penelope e l’associazione imolese Trama di terre. Della donna non si sa più nulla dalla vigilia di Natale del 2009 quando, dopo l’allarme del marito, venne trovato il suo giubbotto rosso sulla sponda del Santerno poco lontano dal ponte di viale Dante. La polizia ha indagato per mesi, l’ipotesi era omicidio, il marito era iscritto nell’albo degli indagati, ma alla fine il caso è stato archiviato: secondo polizia e magistrato non c’erano prove sufficienti. La versione ufficiale è quella del suicidio. Un gesto che la famiglia, in particolare il fratello, frate, non ha mai accettato. Il corpo non è mai stato trovato (il fiume era in piena in quei giorni). Poi, la richiesta di indagare ancora. La procura ha deciso di riaprire le indagini, , di verificare ulteriormente, dando incarico di seguirle alla mobile di Bologna, sezione omicidi, che se ne occuperà insieme ai colleghi di Imola.

La fiaccolata di domenica 22 dicembre

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