Sirelle fallisce, licenziati in 17

IMOLA
Licenziamento collettivo per i dipendenti di Sirelle, la controllata di 3elle che vendeva porte e infissi ai privati. A metà novembre i soci di Sirelle, costituita al 90% da 3elle e al 10% da Siredile, hanno optato per l’autofallimento, sancito poi dal tribunale di Bologna con sentenza del 19 novembre.

Alla base della decisione ci sarebbe la forte incidenza delle perdite, che nel bilancio del 2014 ammontavano già a 805 mila euro, a fronte di un giro d’affari di 6,4 milioni di euro. Un trend negativo che nel 2015 è peggiorato, portando la società al punto di non ritorno.

A causare il corto circuito, un mix letale tra costi fuori controllo, insolvenza di imprese clienti, giunte a loro volta al concordato o al fallimento, e le difficoltà della 3elle, che hanno influito negativamente sulla credibilità commerciale di Sirelle, spingendo potenziali clienti verso altri fornitori ritenuti più affidabili. Va però detto che Sirelle non vendeva soltanto prodotti 3elle, ma anche quelli dei principali marchi italiani.

Come sempre accade in questi casi, a farne le spese in prima battuta sono stati i lavoratori. Per i 17 dipendenti, in forza alla società al 19 novembre e dislocati nei sette punti vendita (a Imola in via Bacchini, altri a Faenza, Ravenna, Forlì e tre a Bologna), l’arrivo del curatore fallimentare nominato dal tribunale, Riccardo Romani, il fallimento si è tradotto nell’arco di pochi giorni nella risoluzione del rapporto di lavoro a far data dal 3 dicembre. “E’ una modalità – spiega Aldo Giam-mella, segretario generale Uiltucs-Uil Emilia Romagna e Bologna – consentita dalla legge fallimentare nei casi in cui l’attività è ferma. Il curatore ha fatto in modo che i lavoratori potessero percepire al più presto possibile l’indennità di disoccupazione mettendoli in condizione di poter richiedere la Naspi” ovvero la Nuova assicurazione sociale per l’impiego, forma di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti del settore privato.

Il numero delle persone rimaste senza lavoro, però, sale a più di 30 se si considerano anche gli agenti commerciali e i posatori, per i quali non sono previste tutele.

Altri dettagli nell’articolo pubblicato sul settimanale “sabato sera” in edicola dal 23 dicembre 2015

Uno dei veicoli Sirelle, davanti alla sede in via Bacchini a Imola

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