Start-up per alghe da mangiare

IMOLA-CASTEL SAN PIETRO
Si utilizzano in cucina, per purificare l’aria inquinata e presto potranno essere coltivate a chilometro zero grazie ad una start up imolese. Stiamo parlando delle alghe unicellulari, organismi facenti parte del fitoplancton che sta alla base della catena alimentare; da loro dipende la vita di tutti gli animali acquatici. Di solito non rappresentano un alimento della nostra dieta ma sono uno dei più ricchi dal punto di vista nutrizionale, in quanto contengono aminoacidi essenziali, antiossidanti, omega 3, carotenoidi, sali minerali e vitamine dei gruppi B, C ed E.

La start up che sta studiando la possibilità di produrle dalle nostre parti si chiama “Algae farm”, cioè Fattoria delle alghe. E’ un’idea di Roberto e Nicoletta Saponelli, fratello e sorella, che hanno registrato la start up presso la Confartigianato di Imola. E qui entra in gioco il lato tecnico della start up, ovvero Roberto Saponelli, che sta sviluppando fotobioreattori idonei all’utilizzo nelle nostre zone. Si tratta di contenitori che ricreano il clima tipico nel quale in natura si riproducono le alghe unicellulari. In sostanza una specie di serra. L’innovazione non sta tanto nel fotobioreattore in sé, quanto nel suo sviluppo per coltivare le alghe commestibili. La start up gode della collaborazione dell’Università di Agraria di Bologna, che sta studiando la fattibilità nella sede imolese presso l’istituto Scarabelli di via Ascari. Il sogno di Nicoletta Saponelli è di poter produrre un giorno le alghe direttamente nel suo negozio di erboristeria a Castel San Pietro.

Altri dettagli su “sabato sera” in edicola dal 12 novembre

Roberto e Nicoletta Saponelli

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