“Stato di grave pericolosità” per gli incendi boschivi, proibito bruciare le stoppie, pena multe salate e carcere

EMILIA ROMAGNA
Da venerdì è scattato in tutta l’Emilia Romagna “lo stato di grave pericolosità” per quanto riguarda il rischio di incendi nei boschi. Il provvedimento è stato emanato dal direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Maurizio Mainetti, d’intesa con la direzione regionale dei vigili del fuoco e il Comando dei carabinieri forestale.

Lo stato di “grave pericolosità” (che durerà almeno fino al 27 agosto) discende da una doppia valutazione: da una parte il centro Arpae descrive la situazione meteo-climatica e la previsione a medio termine sulle precipitazioni e la ventilazione, dall’altra i carabinieri forestali rappresentano lo stato della vegetazione, in seguito ai sopralluoghi effettuati sul territorio.

In sostanza viene così introdotto il divieto assoluto di accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci all’interno delle aree forestali. E’ vietato accendere fuochi di legna o residui vegetali, soprattutto è proibita la tipica pulizia dei pascoli e dei terreni bruciando le stoppie.

Inoltre sono state inasprite le sanzioni per chi causa un rogo: chi viola le prescrizioni o adotta comportamenti che possono innescare un incendio boschivo rischia multe fino a 10.000 euro. Sotto il profilo penale è prevista la reclusione da 1 a 5 anni se l’incendio viene causato in maniera involontaria per negligenza, imprudenza o imperizia. Si sale da 4 a 10 anni se l’incendio è provocato volontariamente in maniera dolosa. Infine, chi provoca un incendio può essere condannato al risarcimento dei danni.

Foto d’archivio

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