Stupri di Rimini, 30 mila euro ai tre aggrediti dalla Fondazione vittime dei reati presieduta da Carlo Lucarelli

BOLOGNA-MORDANO-IMOLA
Dopo i 10 mila euro per aiutare Gessica Notaro, la ventottenne riminese sfregiata con l’acido, a sostenere le spese mediche dei tanti interventi che le occorreranno, la Fondazione regionale vittime dei reati presieduta da Carlo Lucarelli ha deciso di erogare una cifra analoga per ciascuna delle tre vittime delle violenze avvenuti sempre a Rimini a fine agosto, la coppia di polacchi e la prostituta peruviana.

“Gravissimi episodi di violenza, speriamo che il nostro aiuto possa rendere più affrontabile il difficile percorso per ritrovare il proprio equilibrio con tutti gli aiuti sanitari, psicoterapeutici, legali e di assistenza che possono essere necessari”. Le tre vittime hanno riportato pesanti traumi sia sul piano fisico sia sul piano psicologico ed emotivo, conseguenza delle violenze sessuali e delle aggressioni. “Non è un risarcimento ma un contributo economico che certo non cancella la violenza di quella notte ma speriamo possa rendere più affrontabile il difficile percorso che segue, per ritrovare il proprio equilibrio con tutti gli aiuti sanitari, psicoterapeutici, legali e di assistenza che possono essere necessari”.

Esattamente una settimana fa lo stesso scrittore e autore televisivo mordanese Lucarelli raccontava, durante un incontro in Biblioteca a Imola, questa nuova avventura che lo sta coinvolgendo particolarmente. “Nei miei gialli mi sono occupato sempre di più dell’assassino, in realtà l’attenzione alle vittime è fondamentale” ha detto. “I nostri contributi non sono esorbitanti, ma poche migliaia di euro possono davvero fare la dfferenza. Io sono onorato e orgoglioso che mi abbiano chiesto di prendere il posto del presidente precedente, Sergio Zavoli”.

La Fondazione regionale ha accolto, come prevede la procedura, la richiesta presentata dal sindaco Andrea Gnassi.
La Fondazione vittime dei reati è nata nel 2004 per volontà della Regione e dei Comuni capoluogo dell’Emilia Romagna (www.regione. emilia-romagna.it/fondazione-perle-vittime-dei-reati). Il patrimonio originario di 470.000 euro dovrebbe venire alimentato con le quote annuali dei soci e le donazioni (è possibile donare anche come privati e con il 5×1000), ma le cifre disponibili vengono soprattutto dalla Regione. Per i Comuni non capoluogo la quota per diventare soci va dai 500 ai 2.500 euro ma l’adesione è libera e oggi si contano sulle dita di una mano. Tra questi dal 2015 c’è Imola che versa 500 euro.

Nella foto: l’intervista a Carlo Lucarelli sul suo ruolo di presidente della Fondazione vittime dei reati pubblicata da “sabato sera del 28 settembre”

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