Posts by tag: agricoltura

Economia 17 ottobre 2018

La bava di lumache? Ottima base per prodotti cosmetici: l'esperienza dell'azienda BioVilla

A Villa Fontana, nelle campagne medicinesi, c’è un’azienda agricola che ha fatto dell’elicicoltura per la cosmesi il proprio business di punta.

«Il progetto è nato nel 2013 – ci racconta Giovanni Verardo, il titolare di BioVilla -. Su un ettaro di terreno alleviamo chiocciole delle varietà Helix aspersa muller ed Helix aspersa maxima con il metodo Cherasco, seguendo cioè il ciclo naturale all’aperto e senza l’uso di mangimi. In questo modo otteniamo prodotti biologici destinati alla ristorazione e alla cosmesi. Dal 2015 siamo arrivati a pieno regime. Dopo un anno, abbiamo creato il marchio Dadisten, registrato a livello europeo, con cui vendiamo cosmetici a base di bava di lumaca. E’ un mercato di nicchia, che però offre tanti spunti. Siamo tra i pochi a produrre una linea che va dallo shampoo, alla crema per il corpo e per il viso, con una concentrazione di bava al 70 per cento».

Le proprietà di questo ingrediente naturale sono molteplici. «La bava di lumaca – prosegue – è ricca di allantoina, efficace contro l’acne e le irritazioni della pelle. Inoltre, ha proprietà elasticizzanti e anti-età». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Nella foto un prodotto a marchio Dadisten dell”azienda BioVilla

La bava di lumache? Ottima base per prodotti cosmetici: l'esperienza dell'azienda BioVilla
Economia 17 ottobre 2018

Il regno delle lumache è a Imola in Pedagna: Enea Xheka racconta come è nata l'idea di allevarle

Da circa un anno nel quartiere Pedagna c’è… il regno delle lumache. Si chiama infatti così l’attività che Enea Xheka, trentaduenne di origine albanese, ha avviato su un terreno in via Punta, già di proprietà della Cesi e finito all’asta dopo l’entrata in liquidazione della cooperativa edile imolese.

Xheka non ama parlare di sé, anche se avrebbe molto da raccontare. «Sono arrivato in Italia e a Imola nel 1999 con un mio amico – riassume -. Avevo solo 13 anni ed ero clandestino. Fino a quando non sono diventato maggiorenne sono stato a Santa Caterina. Ho studiato all’Ecap per diventare elettricista e poi ho fatto qualsiasi tipo di lavoro». E’ stato anche dipendente proprio della Cesi, nel settore strade, fino a quando, nel 2014, la cooperativa edile non è entrata in liquidazione. «Non ci credo ancora che sia andata a finire così – dice – ci tenevo tanto a quella azienda. Ero fiero di dire “lavoro per la Cesi”. La gente, anche se ero albanese, mi guardava in un altro modo».

Xheka si è aggiudicato quel lotto, di poco più di 1,4 ettari, all’asta del 28 gennaio 2017, spuntandola tra altri quindici offerenti. «Il sogno mio e di mio fratello Martin, di due anni più piccolo – racconta – è sempre stato quello di lavorare la terra, anche se non ne sappiamo niente di agricoltura. Siamo nati in città, a Elbasan, a pochi chilometri da Tirana. Abbiamo comprato questo terreno senza sapere bene cosa farne. Volevamo fare qualcosa di innovativo e abbiamo cercato su Internet. All’inizio avevamo pensato alle erbe officinali per le case farmaceutiche. Poi, per caso, a tutti e due è venuta la stessa idea: perché non fare un allevamento di lumache?».

Partito da zero, Xheka ha cominciato a raccogliere informazioni, a visitare altri allevamenti e a partecipare agli incontri tenuti dall’Istituto internazionale di elicicoltura a Cherasco, in provincia di Cuneo, il più autorevole punto di riferimento in materia. Lì ha deciso di scegliere il metodo messo a punto proprio dall’Istituto ed è partito lo scorso aprile con circa 40 mila riproduttori della varietà Helix aspersa maxima, in 40 recinti da 45 metri per 3 metri e mezzo, ognuno diviso in due settori, uno per la riproduzione e uno per l’ingrasso delle lumache, che vengono alimentate solo con un misto di bietola, insalata amara, cavoli e frutta.

Niente mangime. «In questo modo – spiega – si riesce a fare un ciclo naturale biologico completo. Se segui alla lettera il disciplinare, che spiega tutto passo passo, anche una persona senza esperienza come me ce la può fare. Magari questo può dare speranza anche ad altri giovani. Il prossimo anno conto di arrivare a regime, anche se già quest’anno ho avuto i primi risultati. L’Istituto di Cherasco garantisce il ritiro completo del prodotto, ma non c’è un’esclusiva». L’obiettivo, infatti, è arrivare anche alla vendita diretta dal prossimo anno. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Il regno delle lumache è a Imola in Pedagna: Enea Xheka racconta come è nata l'idea di allevarle
Economia 2 ottobre 2018

L'azienda Caci di Imola base di partenza per promuovere e valorizzare le noci italiane di varietà Chandler

Le noci 100% italiane partono da Imola per conquistare la penisola e il web. Prende infatti il via dall”azienda imolese Caci un progetto di promozione e valorizzazione delle noci italiane Chandler, che sarà accompagnato su internet dall”hashtag #amoreperlaterra e che si propone di diffondere tra i cittadini il gusto per un consumo consapevole di noci nazionali, sostenendo, in questo modo, i nostri produttori.

La base di partenza, come detto, è l”azienda agricola Caci di Imola, dalla quale avrà inizio, a metà ottobre, la raccolta dei frutti di 33 ettari di noceto, impiantato nel 2006. La produzione prevista va dai 1.200 ai 1.400 quintali di noci essiccate, che saranno lavorate direttamente in azienda per garantire una filiera corta e controllata in ogni fase. E per la commercializzazione ci si affida a internet: per acquistare le noci a chilometro zero, a 6 euro al chilo (la confezione è di 2,5 chilogrammi, per 15 euro in tutto di spesa, spedizione compresa), è sufficiente visitare il sito www.fruttaebacche.it. Frutta e bacche è un marchio dell”azienda ravennate Euro Company, leader nazionale nel settore della frutta secca e dei frutti disidratati, con oltre 17 mila tonnellate di prodotti venduti, per un totale di oltre 100 milioni di confezioni, realizzate attraverso 28 linee di confezionamento.

La filiera corta non è l”unico beneficio del progetto imolese, che strizza l”occhio anche al mangiare sano. Le proprietà delle noci sono infatti molteplici: contengono un’alta concentrazione di acidi grassi Omega-3, che contribuiscono alla salute soprattutto perché riducono il rischio di malattie cardiovascolari, contribuiscono a mantenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue e contengono quantità importanti di vitamine e minerali, in particolare la vitamina E, che protegge le cellule dallo stress ossidativo e il fosforo, che contribuisce al normale metabolismo energetico.

Passando invece alla noce Chandler, si tratta di una varietà originaria della California settentrionale, che prende il nome dal professor W.H. Chandler, che l”ha selezionata all’University of California U.C. Davis nel 1979. Tale tipo di noce ha trovato in Emilia Romagna il suo terreno ideale per diventare un prodotto di qualità, che presenta caratteristiche ben riconoscibili rispetto alle altre varietà di noci: l”ovale della forma, il colore chiaro con leggere sfumature scure, la pezzatura medio-grossa, il guscio sottile e liscio, il gheriglio chiaro, facile da sgusciare e con un sapore delicato, non privo di retrogusto che assomiglia al miele.

L'azienda Caci di Imola base di partenza per promuovere e valorizzare le noci italiane di varietà Chandler
Economia 29 settembre 2018

La Tre Monti della famiglia Navacchia in tv tra i «Signori del Vino» di Romagna su Rai2

Anche la Tre Monti, l’azienda vitivinicola di via Lola condotta dalla famiglia Navacchia, sulle colline sopra Imola, partecipa a «I signori del vino», il popolare programma nato da un’idea di Marcello Masi e Rocco Tolfa, già direttore e vicedirettore del Tg2. La trasmissione va in onda su Rai2 ogni sabato alle ore 18.05 e racconta le eccellenze enologiche italiane.

In un simile contesto è più che naturale che i due conduttori abbiano posato lo sguardo sull’azienda imolese, che insieme alla forlivese Drei Donà rappresenterà la Romagna.  «Questa trasmissione è un palcoscenico importante a livello nazionale e di prestigio. La soddisfazione è grande perché sono stati loro a cercarci. Hanno degustato il nostro albana secco biologico Vigna della Rocca durante una presentazione a Roma e da lì è scattato l’interesse per il vitigno», racconta David Navacchia che insieme al fratello Vittorio porta avanti l’azienda di famiglia, sotto lo sguardo attento del padre Sergio, che ha fondata l’azienda con la moglie Thea. 

Dall’intervista in vigna a Vittorio, fino alle riprese delle anfore in cui nasce la Vitalba, albana secco che continua a mietere riconoscimenti e premi anche a livello internazionale. «L’albana prodotta ad Imola – tiene a sottolineare David Navacchia – pur nella diversità degli esiti, penso a Codronchio, della Fattoria Monticino Rosso, e Gioja, dell’azienda agricola Giovannini, oltre che ai nostri Vigna della Rocca, Vitalba e Casa Lola, sta emergendo nel panorama nazionale e non ha più nulla da invidiare a quelle prodotte a Bertinoro e Faenza. Questa è una soddisfazione per tutto il territorio imolese, segno di un lavoro continuo fatto in vigna ed in cantina, alla ricerca dell’eccellenza». 

L’unico problema è che la produzione non ha detto quanto avverrà esattamente la messa in onda della puntata, forse oggi oppure in una delle prossime. La curiosità è d’obbligo. 

Nelle foto: Rocco Tolfa e Marcello Masi assieme alla famiglia Navacchia (David, Vittorio e il padre Sergio) di fronte alle anfore in terracotta ove viene posta a macerare l’uva da cui si ottiene il «Vitalba»

La Tre Monti della famiglia Navacchia in tv tra i «Signori del Vino» di Romagna su Rai2
Economia 24 settembre 2018

Astro Turrini confermato presidente di Coldiretti imolese: guiderà l'associazione per i prossimi cinque anni

Astro Turrini, 57 anni, allevatore di Casalfiumanese, è stato confermato presidente della Coldiretti imolese per i prossimi cinque anni. Turrini, al suo secondo mandato, ha dichiarato di voler «proseguire nella gestione collegiale, di confronto con tutte le realtà locali, per portare avanti sul territorio le battaglie di Coldiretti per l’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti, per dare garanzie di qualità e sicurezza ai consumatori e per la creazione di politiche di filiera che diano sicurezza ai produttori agricoli sugli sbocchi delle proprie produzioni».

L’assemblea dei soci ha anche votato un nuovo consiglio, spiega Coldiretti Bologna «con l’immissione di nuove leve provenienti da Coldiretti Giovani impresa». Il nuovo consiglio di Imola è composto dai dieci presidenti di sezione eletti nelle assemblee di fine estate. Il 27 settembre i presidenti delle varie sezioni saranno chiamati a eleggere i nuovi organi provinciali della Coldiretti di Bologna, di cui la sezione imolese rappresenta un’importante articolazione.

L’articolo completo è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto il nuovo consiglio di Coldiretti imolese

Astro Turrini confermato presidente di Coldiretti imolese: guiderà l'associazione per i prossimi cinque anni
Economia 24 settembre 2018

I francesi di Unigrains attraverso il Fondo agroalimentare italiano hanno acquisito il 35% di Agrimola

I «rumors» erano nell’aria già da un po’, ma solo nei giorni scorsi Agrimola ha ufficializzato l’ingresso nella propria compagine societaria del Fondo agroalimentare italiano I (Fai I), che ha acquisito il 35% delle quote. Azionista di maggioranza dell’azienda di via Di Vittorio a Casalfiumanese, che produce e commercializza castagne e semilavorati a base di frutta, resta Luca Sassi, attuale amministratore delegato.

«Fai I – spiega una nota congiunta – supporterà lo sviluppo dell’azienda attraverso l’espansione delle relazioni con i clienti esistenti, in particolare nel B2B (da impresa a impresa, Ndr) e a livello internazionale, attraverso l’innovazione e sviluppo di nuovi prodotti a valore aggiunto destinati ai produttori di confetture, yogurt, succhi e prodotti per l’infanzia, opportunità di crescita esterna per il consolidamento del settore della trasformazione della frutta in Italia e in Europa».

Il Fai I, lanciato quest’anno dal gruppo di investimento francese Unigrains e gestito dalla sua filiale italiana con sede a Milano, punta sulle Pmi agroalimentari italiane, con un fatturato compreso tra i 10 e i 150 milioni di euro. Il Fondo detiene quote di minoranza anche all’interno della società vicentina Trasporti Romagna, che fornisce soluzioni di logistica a temperatura controllata per l’agroalimentare, e l’astigiana Sfoglia Torino, specializzata in semilavorati di pasta sfoglia e prodotti da forno surgelati. (lo.mi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto lo stabilimento Agrimola a Casalfiumanese

I francesi di Unigrains attraverso il Fondo agroalimentare italiano hanno acquisito il 35% di Agrimola
Economia 19 settembre 2018

Cereali, il progetto della cooperativa Terremerse per fornire le migliori materie prime all'industria alimentare

All”interno della cooperativa agroalimentare Terremerse il settore Cereali rappresenta circa il 24% del fatturato totale, che nel 2017 ha raggiunto oltre 142 milioni di euro (consolidato 168 milioni) e un utile netto di 181 mila euro. «Nel 2017 – dettaglia Augusto Verlicchi, direttore del settore Cereali e Proteici della cooperativa di Bagnacavallo – abbiamo ritirato 135 mila tonnellate di cereali e proteoleaginose (ad esempio girasole, soia e colza, Ndr). I produttori che hanno consegnato cereali sono stati 1.780. Di questi, 1.258 sono soci della cooperativa. Per quanto riguarda il circondario imolese, abbiamo avuto 68 conferenti, di cui 57 soci».

Coltivare cereali, oggi, è ancora remunerativo?
«Per quanto riguarda il grano – spiega il direttore – è vero che i prezzi in generale sono bassi, ma nell’ultimo periodo, da fine luglio, il prezzo del frumento tenero ha recuperato. Proprio per ovviare al problema dei prezzi volatili e bassi degli ultimi anni, dettati dai mercati internazionali su tutte le commodities, come cooperativa da anni siamo fortemente orientati a proporre ai nostri soci contratti di coltivazione e commercializzazione con premialità e maggiorazioni del prezzo di mercato. Questo viene proposto in generale su tutti i cereali e proteoleaginose che la cooperativa ritira. All’interno di questi c’è, ad esempio, anche il contratto alta qualità frumento duro Barilla, che proponiamo fin dal 2007. Per l’imminente campagna proporremo, oltre ai contratti soliti, anche alcune nuove proposte che stiamo definendo in questi giorni con l’industria molitoria, di trasformazione e la grande distribuzione».

Un altro esempio è la collaborazione con Deco Industrie, altra cooperativa di Bagnacavallo, che produce biscotti, dolci da ricorrenza e piadine. A Imola Deco Industrie ha acquisito nel 2016 lo stabilimento della Packaging Imolese, dove si producono detergenti e deodoranti (altro ambito di attività della cooperativa) e poi l’ex sede di 3elle in via Lasie, oggi centro logistico aziendale. La molla alla base della collaborazione tra Terremerse e Deco Industrie sono stati la ricerca di materie prime di qualità e il recupero delle filiere produttive locali, per andare incontro a consumatori sempre più informati ed esigenti, che prestano grande attenzione alla provenienza degli ingredienti dei prodotti.

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Cereali, il progetto della cooperativa Terremerse per fornire le migliori materie prime all'industria alimentare
Cultura e Spettacoli 9 settembre 2018

Fontanelice mette in primo piano agricoltura, zootecnia e gastronomia con l'Antica fiera

Tredici anni di festa ma, in realtà, molti di più. L”Antica Fiera di Fontanelice, che si terrà domenica 9 settembre con la sua XIII edizione, affonda infatti le proprie radici nel XVII secolo quando, dopo il terremoto del 1672, i fontanesi chiesero la protezione della Vergine della Consolazione e le cinsero il capo di una corona d”argento, decidendo che ogni anno – in quella giornata – l”8 settembre – si doveva celebrare tale festività. Da allora quella giornata è diventata un importante momento di socializzazione per gli abitanti del paese e delle campagne, e la festa è stata spostata alla domenica più vicina. L’inaugurazione ufficiale dell”edizione 2018 si avrà quindi domenica 9 alle 9.30 nella piazza Antico Lavatoio alla presenza del sindaco Athos Ponti. Alla manifestazione, dedicata al mondo agricolo e zootecnico del territorio della Vallata del Santerno, si possono trovare, in via VIII Dicembre, una vasta area dedicata all’esposizione, degustazione e vendita di prodotti agricoli ed agroalimentari tipici della zona ad opera delle aziende agricole produttrici, una mostra zootecnica con bovini da latte e da carne, suini, ovini ed equini, un”esposizione di macchine ed attrezzature per l’agricoltura, di ultima generazione e un”esposizione di macchine ed attrezzature agricole d”epoca realizzata grazie a numerosi volontari.

«Dai formaggi alle conserve di marmellata, dalla frutta ed ortaggi della zona ai diversi tipi di miele, dalla birra prodotta in zona ai vini, sono tanti i prodotti della terra ed i prodotti lavorati che si potranno gustare ed acquistare dalle aziende e associazioni del territorio presenti alla manifestazione – si legge nel comunicato stampa dell”evento -. Anche in questa edizione dell”Antica Fiera si conferma la presenza degli allevatori delle razze zootecniche autoctone dell”Emilia Romagna, la cui presenza è una valorizzazione della biodiversità animale». In mattinata ci sarà anche un momento di incontro e riflessione grazie al dibattito organizzato sul tema «Presenza della fauna selvatica nelle aree agricole». Non mancheranno i laboratori didattici, come quello del formaggio a cura della Società agricola Caboi Claudia (ore 11), o la dimostrazione della battitura con la «zerca» svolta nelle campagne di un tempo a cura della Parrocchia di Campiano (ore 11 e ore 15) o come quello di scoperta della natura tenuto dal Centro di educazione del Circondario Imolese (ore 11). Dalle 9.30 alle 12.30 il Ceas organizza poi una passeggiata lungo il Santerno (prenotazione allo 0542/602183). Da non perdere le degustazioni delle singole aziende che esalteranno i prodotti e le materie prime e lo stand gastronomico, che aprirà, a partire dalle 9.30, a cura del Comitato Sagra Piè Fritta e dell’Avis Fontanelice, dove si potranno gustare strichetti aglio e prezzemolo, salumi e formaggi nostrani, salsiccia alla griglia, patatine fritte e piadina fritta.

Alle 14 verrà organizzata una gara di tiro alla fune nel campo sportivo, e alle 16.45 ci sarà un concerto dei ragazzi dell”Associazione musicale Baruzzi di Fontanelice. Quest’anno sarà poi organizzata un”iniziativa a cura della Pro Loco di Fontanelice: la Festa del Ritorno, per accogliere coloro che, nativi di Fontanelice, hanno lasciato negli anni il loro paese d’origine e in questa occasione vi ritornano per ritrovarsi ed incontrarsi (dalle 10, con brindisi alle 16). Da ricordare che il mercato straordinario occuperà le aree mercatali di Corso Europa.

Fontanelice mette in primo piano agricoltura, zootecnia e gastronomia con l'Antica fiera
Cultura e Spettacoli 7 settembre 2018

L'agricoltura fa festa a Sesto Imolese con stand gastronomico, spettacoli e sport

Una manifestazione dedicata alla terra e ai suoi prodotti. È la Festa dell”agricoltura di Sesto Imolese che l”associazione Festagri Sesto Imolese organizza venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 settembre per la sua ventiquattresima edizione. L”evento, che coinvolge diversi luoghi della frazione, vedrà il parco ospitare nei tre giorni (venerdì in serata, sabato dalle 15 e domenica dalle 10) un chiosco ristoro, stand espositivi, una mostra pomologica ed enologica, bancarelle e mercatino, un”esposizione di macchine agricole d”epoca e innovative (domenica ci saranno anche animazioni e possibilità di vedere gli animali da cortile).

La Festa prende il via venerdì alla ore 20 al centro civico dove ci saranno il saluto delle autorità e l”inaugurazione della mostra a cura della biblioteca intitolata «Memorie di paesaggio agricolo: l”acqua, la pietra, la piantata» (visitabile anche sabato dalle 20 alle 23 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 23), seguiti alle 20.30 dalla premiazione degli studenti diplomatisi nell”anno scolastico 2017/2018 all”istituto agrario Scarabelli e alle 21 da un convegno organizzato in collaborazione con Coldiretti e associazioni di categoria e dedicato a «Agricoltura di precisione: l”innovazione per le aziende agricole legata all”agricoltura di precisione» (al termine brindisi e buffet offerti da Cavim e Clai). Al chiosco ristoro la serata sarà dedicata alla pancetta e ad altre specialità locali con tanto di elezione di Miss e Mister Pancetta e concerto dei Lennon Live alle 21 (in caso di maltempo, funzionerà lo stand gastronomico in parrocchia e il concerto si terrà nel teatro parrocchiale).

Sabato dalle 15 il parco ospiterà il torneo di green volley giovanile organizzato dalla Pallavolo Sesto Imolese asd e il torneo di calcetto dedicato ai pulcini della Polisportiva Calcio Sesto Imolese con tanto di premiazioni alle ore 18, mentre alle 20.30 andrà in scena un”esibizione dimostrativa delle scuole di ballo che terranno i corsi dall”autunno presso Palinsesto seguita alle 21 dallo spettacolo con l”Orchestra Dolce Vita. In parrocchia sarà allestito lo stand gastronomico con specialità tradizionali dalle 18.30.

Domenica alle 9 i cavalieri si incontreranno al centro sociale, per poi dar vita ad una sfilata dalle 10 dal parco per le vie del paese in un corteo storico che vede macchine agricole d”epoca, cavalieri celtico romagnoli e Banda Città di Imola. Alle 11 nel parco verrà celebrata la Messa all”aperto, con l”accompagnamento in musica della banda. Chi vuole potrà pranzare allo stand gastronomico in parrocchia, aperto dalle 12.30 (menù fisso con prenotazione al 3479869806), oppure cenarvi dalle 18.30 con specialità tradizionali. Il pomeriggio vedrà il campo Le Cannarelle lungo il fiume animato sin dalle 14.30 con il carosello equestre organizzato dal gruppo Cavalieri di Sesto Imolese, mentre l”area campestre, con accesso da via Deportati (angolo via Gardi), ospiterà dalle 14 esibizioni di fast pulling. Nel parco ci sarà alle 17 una commemorazione del moto insurrezionale della bassa imolese del 14 settembre 1944, a cura dell”Anpi, con musica popolare dei Canterini romagnoli. Sempre nell”area verde della frazione alle 18.30 saranno premiati i partecipanti ai giochi equestri, alle 20.30 ci sarà un”esibizione dimostrativa delle scuole di ballo che terranno i corsi dall”autunno presso Palinsesto, alle 21 terranno uno spettacolo i ballerini di Cicognani danze. La festa si concluderà alle 23 con i fuochi pirotecnici e a mezzanotte con l”accensione dei vecchi trattori.

Nella foto un”immagine dell”edizione 2016 (Isolapress)

L'agricoltura fa festa a Sesto Imolese con stand gastronomico, spettacoli e sport
Cronaca 5 settembre 2018

Crisi Cesac, il medicinese Michele Filippini nominato presidente. Dovrà guidare il piano di risanamento

Il medicinese Michele Filippini è stato eletto al vertice della Cesac (Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina) storica cooperativa di Conselice, dopo le dimissioni dei precedenti presidente, vicepresidente e collegio sindacale. Un cambio che arriva dopo la crisi economico-finanziaria che ha portato Cesac a chiudere il 2017 con una perdita di 1,7 milioni di euro e a giugno ha dato avvio ad una dolorosa e complessa riorganizzazione aziendale  che ha visto come elemento cardine la cessione del ramo d’azienda orticole e quarta gamma a Patfrut, cooperativa con sede a Monestirolo, nel ferrarese. 

“Sotto il profilo finanziario, questa importante operazione ci consente di iniziare a fare fronte al pagamento dei prodotti conferiti dai soci, in particolare cereali e orticole – spiega Filippini -. Contemporaneamente, possiamo risanare il bilancio e di conseguenza ricapitalizzare la società, in piena collaborazione con gli istituti bancari”. L’accordo con Patfrut, reso possibile anche dal contributo del sistema cooperativo, ha tamponato le difficoltà registrate negli ultimi mesi, ma – precisa il neopresidente – “il vero lavoro di ristrutturazione di Cesac comincia adesso con la ricostruzione del rapporto con i soci, il raggiungimento dell’equilibrio tra il contenimento dei costi e la qualità dei servizi, la riorganizzazione del personale in base alle principali attività di business, il migliore utilizzo delle risorse materiali della cooperativa”. 

I problemi della Cesac sono arrivati dopo la rapida crescita avvenuta nel giro di sei anni, a partire dall’acquisizione di altre realtà in difficoltà come la coop. Tre Spighe di Castel Guelfo, tramite affitto del ramo d’azienda, o la fusione con la Cometa di Medicina. Il fatturato è passato da 20 milioni di euro a oltre 63 milioni, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. La “nuova” Cesac, dopo la cessione del ramo orticole e quarta gamma oggi vede il fatturato diminuire di un terzo e la forza lavoro di circa due terzi: gli addetti passano infatti da 255 a 58 (con 115 dipendenti, tra fissi e stagionali, assorbiti dalla Patfrut e gli altri 75 usciti volontariamente), mentre il fatturato scenderà nel 2018 da 63 a circa 45 milioni di euro. La riorganizzazione dei servizi e degli stabilimenti si sta definendo ora e riguarda quelli di Sant’Antonio (ex Cometa) e via Nuova (ex Sermenghi) a Medicina, quelli di Altedo, Sala Bolognese e San Matteo della Decima.

Filippini, quarantotto anni, comprovata esperienza amministrativa e gestionale sia nelle istituzioni pubbliche (già assessore a Medicina) che nel mondo imprenditoriale (è stato nominato presidente della Tre Spighe di Castel Guelfo per travalicare la grave crisi che ha portato al passaggio in Cesac), ora dovrà dovrà portare avanti un impegnativo piano di mandato che ha come obiettivo di chiudere il bilancio 2019 in attivo e un percorso di risanamento economico-patrimoniale e il riequilibrio finanziario. A Sauro Bettoli, nominato già a giugno procuratore speciale di Cesac, è stato affidato il compito di realizzare in particolare la diminuzione delle spese generali e la riorganizzazione della struttura tecnica e amministrativa.  

“Il piano di risanamento – conclude il presidente Filippini – ha l’obiettivo di migliorare la redditività aziendale e offrire garanzie ai soci. Per questo, si prevede un controllo di gestione molto più puntuale e un recupero di marginalità negli asset strategici della cooperativa attraverso una riduzione di costi: cereali, mezzi e servizi tecnici, vitivinicolo. L’obiettivo è quello di condurre Cesac a chiudere il 2019 con un bilancio in attivo, ma già alla fine del 2018 vogliamo riportare in utile la gestione caratteristica dei singoli settori. In questo percorso saremo accompagnati dall’intervento finanziario del sistema Confcooperative, la nostra Organizzazione di riferimento che si è subito mossa a tutti i livelli per salvaguardare soci e lavoratori e che sarà al nostro fianco per il nuovo corso di Cesac”. (r.c.)

Nella foto la sede Cesac di Conselice e Michele Filippini

Crisi Cesac, il medicinese Michele Filippini nominato presidente. Dovrà guidare il piano di risanamento

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