Posts by tag: Ciclismo

Sport 13 luglio 2018

«Strade Bianche di Romagna», la corsa vintage di Marco Selleri parte domani da Mordano

Dopo le fatiche per l’organizzazione del Giro d’Italia U23, che gli ha dato tante soddisfazioni, Marco Selleri con i volontari della «Nuova Ciclistica Placci 2013» non rinuncia alla sua creatura «Strade Bianche di Romagna» in notturna, classica vintage per bici e «montura» d’epoca e tanti pezzi di sterrato.

Domani, sabato 14 luglio alle ore 20, partenza da Mordano per il percorso ormai classico con l’unica variazione che non si passerà da Castel San Pietro ma dalla via Emilia, provenendo dal pantagruelico ristoro delle Cantine Branchini, si imboccherà subito via Riniera per affrontare poi la «Cima Coppi» di Monte del Re con l’arcigno strappo di via Croce Conta.

r.s.

Nella foto: Marco Selleri in maglia amaranto prima della partenza di una passata edizione dell”evento

«Strade Bianche di Romagna», la corsa vintage di Marco Selleri parte domani da Mordano
Cronaca 11 luglio 2018

Il fotografo imolese Matteo Marchi racconta la sua America tra basket Nba, ciclismo, cucina e… Hollywood

Nove mesi a New York sono una promessa mantenuta, soprattutto a se stesso. Matteo Marchi in questo inizio luglio è tornato a casa, ma questa è la vacanza, il lavoro è altrove. Non è stato «scelto», come capita ai giocatori Nba durante il draft (guarda caso l’ultimo impegno prima del volo verso Imola), ma ha scelto di provare a farsi scegliere. Grazie alla qualità di bellissime e insolite fotografie e grazie a una forza di volontà che in pochi hanno. «Non ho incontrato altri come me, nessuno è così pazzo. Da quel che ho potuto constatare, sono l’unico fotografo al mondo che sta provando ad entrare nel circus del basket Nba in questa maniera».

Possiamo dire che il sogno si è realizzato?

«Assolutamente no. Sono solo all’inizio del percorso, anche se ho fatto dei passi avanti. Questi 9 mesi li posso riassumere così: tanta fatica e col piacere immenso di essere riuscito a tornare a casa, almeno per un po’. Anche perché New York è una città che ti divora. Il mio contatto principale è la stessa Nba, per la quale ho fatto tre partite più la serata dei Draft. Oltre a ciò, vado nelle arene per conto mio, avverto Getty e mando le foto che finiscono nel loro immenso database. Su queste prendo il 35% di royalties e… diciamo che riesco a pagarmi l’affitto».

Quel servizio a Filadelfia con «Beli» nei panni di Rocky, poi uscito su Sportweek, è stato una parentesi da ricordare.

«Molto divertente. Elisa Guarnieri, la p.r. di Belinelli, ha fatto il mio nome e ci siamo organizzati per un lavoro molto complicato, su 4 location nel giro di un chilometro, con un freddo pazzesco, mentre Marco indossava solo una tuta. Alla fine delle 4 ore mi ha detto che se il fotografo non fossi stato io, se ne sarebbe andato molto prima».

La somiglianza tra Belinelli e Stallone non è stato l’unico aggancio con la tua presenza a Filadelfia…

«Infatti mi è successa una cosa piuttosto incredibile. Visto che ero in città durante le riprese di Creed-2, sono stato contattato su Instagram da una agenzia che aveva bisogno di foto del set, per promuovere il nuovo film che uscirà in novembre. Ho immortalato gli attori sul ring e ho pure visto Dolph Lundgren. Devo dire che lavorare per Hollywood, oltre che essere una esperienza diversa da tutte le altre, a livello economico vale come 10 partite Nba».

E le avventure alternative al basket non finiscono qui. Sei stato mandato a seguire il Giro della California.

«Roberto Bettini, famoso fotografo italiano di ciclismo, mi ha chiesto un favore e gliel’ho fatto assai volentieri. Ho seguito i corridori in macchina da Los Angeles fino a Sacramento, dal 13 al 19 maggio e mi sono divertito molto, anche per la presenza di campioni come Peter Sagan».

E poi ad Ellis Island con Massimo Bottura, il famoso chef italiano.

«Mi hanno chiesto un servizio fotografico per una cena di beneficenza. Ad un certo punto si sarà reso conto che ammiravo il suo famoso bollito come un labrador e mi ha offerto un piatto. Quando gli ho detto che sono di Imola gli si sono illuminati gli occhi perché è un grande amico di Valentino Marcattilii e Max Mascia, tanto che ogni pranzo di Natale lo viene a fare al San Domenico».

p.z.

Due pagine con alcuni bellissimi scatti di Matteo Marchi e l”intervista completa su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: Matteo Marchi a Brooklyn davanti al Barclays Center

Il fotografo imolese Matteo Marchi racconta la sua America tra basket Nba, ciclismo, cucina e… Hollywood
Sport 8 luglio 2018

Ciclismo, medaglia di bronzo per l'imolese Alessia Patuelli ai tricolori Allieve

Terzo posto per Alessia Patuelli della Re Artù Factory Team che ieri, ai Campionati italiani Allieve disputati alle Terme di Comano (Trento), si è dimostrata una delle migliori cicliste del panorama nazionale nella sua categoria.

L”imolese, dopo quasi 58 km di corsa, era nel gruppo finale di sei atlete che si è giocato la vittoria in volata, ma si è dovuta arrendere sul traguardo arrivando alle spalle delle portacolori del Piemonte Camilla Eleonora Gasparrini e Sylvie Truc.

d.b.

Nella foto (dal sito dell”evento): Alessia Patuelli, la prima a destra, con la medaglia di bronzo

Ciclismo, medaglia di bronzo per l'imolese Alessia Patuelli ai tricolori Allieve
Sport 16 giugno 2018

Ultime pedalate del Giro d'Italia Under 23. I tanti volontari da Imola e Mordano. Sulla Gazzetta la firma di Massimo Marani

La 41ª edizione del Giro d’Italia Giovani Under 23 Enel, la corsa a tappe più prestigiosa per la categoria termina oggi dopo dieci giorni tra Romagna, Emilia, Lombardia, Trentino e Veneto. E sarà una giornata storica per il ciclismo: al Muro di Ca” del Poggio, a San Pietro di Feletto in quel di Treviso, si svolgerà la cronometro Real time, il nuovo format ideato da Davide Cassani, c.t. della Nazionale di ciclismo, che prende spunto dal metodo Gundersen della combinata nordica e verrà applicato per la prima volta nel ciclismo. Un”idea per rendere più spettacolare la decisiva prova contro il tempo.

Quest’anno il Giro U23, la rilanciato nel 2017 dalla Nuova Ciclistica Placci 2013 presieduta da Marco Selleri di Mordano, non ha toccato i comuni del circondario di Imola e non ha visto al via nessun atleta del territorio, tra i 176 in rappresentanza di 30 team provenienti da 14 Paesi e 4 Continenti. Ma al seguito c’era un nutrito gruppo di volontari mordanesi e imolesi perché, come ripete spesso il direttore generale Selleri, “in Romagna siamo fortunati. Io in 400 metri a Mordano ho trovato un gruppo così forte, aggiungendo gli imolesi facciamo mezza carovana…”.

In effetti, solo considerando Mordano, oltre a Marco Selleri c”è la famiglia, con la moglie Fosca Lanzoni responsabile del villaggio di arrivo e i figli Alfonso e Isabella, che con la loro attività Personalizzandia hanno realizzato tutti gli allestimenti per il Giro U23. E poi Gilberto Cani, che cura i rapporti con gli Enti locali; Angelo Domenichini, responsabile palco firma; Maurizio Gasparri, responsabile villaggio di partenza; Alberto Montanari, responsabile arrivo; Elena Albertazzi, interprete, senza dimenticare Malip e tutti i mordanesi di Ca” de Borg, oltre a tutti gli altri volontari del paese. Un gruppo affiatato, che comprende buona parte della carovana (composta da 530 persone): anche chi non vede il proprio nome scritto sul “Garibaldi” della corsa è fondamentale per la buona riuscita della stessa. E tra i mordanesi c”è anche il giornalista Massimo Marani, nonché firma dello sport di “sabato sera”, che per l’occasione ha raccontato il Giro anche sulle pagine della “rosa”.

“E” la prima volta che mi capita di collaborare con La Gazzetta dello Sport – ci ha detto Massimo, raggiunto nel corso del Giro -. E” una bella soddisfazione in particolare scrivere del mio sport preferito perché, oltre ad essere la più nota testata sportiva italiana, è anche quella che ha contribuito a fondare il Giro d”Italia, nel 1909, con il proprio giornalista Tullo Morgagni di Forlì. Mi ha fatto molto piacere vivere questa esperienza, mi pace pensarla come un riconoscimento per chi ha creduto nelle mie possibilità in questo settore. Penso ai miei genitori e a mia sorella, ma anche a Ilario Rossi, Luca Martelli e Normanno Bartoli della Ciclistica Santerno Fabbi Imola che mi hanno convinto a iniziare a scrivere, più di dieci anni fa, e anche al ”sabato sera” stesso”. 

Qualche aneddoto? “Non molti, al Giro curo anche l”ufficio stampa e i tempi sono davvero stretti. Però per chi è appassionato di ciclismo da sempre, come me, fa un certo effetto avvicinare ogni mattina personaggi come Davide Cassani, Paolo Bettini, Ivan Basso e Marino Amadori e chiedere loro ”una battuta per la Gazzetta dello Sport””.

Spesso, sulle pagine della “Gazzetta”, gli articoli di Marani sono stati accompagnati in questi giorni dalle foto Isolapress, scattate dagli imolesi Marco Isola e Massimo Fulgenzi. Altri nomi imolesi, come quello di Alex Martucci esperto di social media e intervistato poche settimane fa proprio sul “sabato sera” e addetto ai social media anche per il Giro d”Italia professionisti. 

E non è finita, sono imolesi gli ispettori di percorso Giuliano Collina ed Enzo Zaccherini, il responsabile quartier tappa Marino Matti e la voce di radio corsa, Virgilio Rossi, oltre a tanti altri volontari non citati nella guida della corsa. 

Un vanto, per il nostro territorio, vedere così tante persone impegnate nell”organizzazione e promozione della più importante corsa a tappe per giovani talenti del ciclismo, un vero e proprio esame di maturità prima del passaggio al professionismo. La gara in passato ha lanciato campioni come Francesco Moser e Marco Pantani.

Oggi, in conclusione, a Ca’ del Poggio, una festa con stand enogastronomici, musica, ospiti internazionali e testimonial d’eccezione. (r.s.)

Nella foto grande Massimo Marani al lavoro durante il Giro Under 23 con il colombiano Brayan Chaves, fratello del professionista Esteban, 2° al Giro d”Italia 2016 dietro a Vincenzo Nibali; nelle altre il fotografo Massimo Fulgenzi sulla moto; il collega Marco Isola ritratto in una posa curiosa; la famiglia di Marco Selleri

Ultime pedalate del Giro d'Italia Under 23. I tanti volontari da Imola e Mordano. Sulla Gazzetta la firma di Massimo Marani
Sport 9 giugno 2018

La grande impresa di Andrea «Fagiano» Pirazzoli nel massacrante Tuscany Trail di ciclismo

Andrea Pirazzoli ce l’ha fatta ancora una volta. Dopo il titolo mondiale conquistato a dicembre nel ciclocross a scatto fisso, il 30enne ciclista imolese si è ripetuto anche sabato 2 e domenica 3 giugno nel massacrante Tuscany Trail, vincendo una delle gare più prestigiose della specialità che riunisce più partecipanti al mondo, con circa 800 iscritti. Per far capire meglio l’impresa realizzata dal «Fagiano», basta snocciolare qualche numero: 550 km di corsa da Massa a Capalbio con 9.000 metri di dislivello, per un totale di più del 65% di strade sterrate. Il tutto senza assistenza tecnica dalla partenza fin sulla linea d’arrivo e con, come unico amico, un Gps su cui era caricato l’itinerario. «L’anno scorso era il mio primo trail e decisi di partecipare insieme alla mia ragazza – ha raccontato Andrea Pirazzoli -. In questa edizione però volevo mettermi alla prova, così mi sono iscritto da solo».

Come si è sviluppata la corsa?

«Siamo partiti sabato mattina alle 8 e per 300 km ho inseguito Nico Valsesia, uno degli atleti più forti in questa disciplina. L’ho ripreso a 30 km dal traguardo e, domenica alle 16, siamo arrivati insieme all’arrivo, esattamente dopo 32 ore di gara. La media finale è stata di 17 km/h o 19 km/h se non contiamo le due ore, compreso il tempo di una pizza, passate giù dalla sella. Più di metà gara, comunque, l’ho fatta in solitaria e l’unica crisi l’ho attraversata sabato notte».

Un problema immaginiamo sia stato riposare e alimentarsi.

«Ho dormito, se così si può dire, cinque minuti la domenica mattina e altrettanti a ridosso dell’arrivo. Sulla bici con me avevo delle barrette energetiche, oltre alle luci per la notte e qualcosa per coprirmi dal freddo».

Come ci si prepara per una gara di questo tipo?

«Allenarsi secondo me non conta molto, perché devi fare affidamento soprattutto sulla forza di volontà e sulla resistenza fisica, oltre che mentale. Dopo tante ore che pedali le gambe vanno praticamente da sole».

Adesso ti riposi o sei già pronto per risalire in sella?

«Per venti giorni non voglio più vedere una bici. Forse, però, a fine mese sarò a Canazei per una gara di Superenduro».

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: Andrea Pirazzoli

La grande impresa di Andrea «Fagiano» Pirazzoli nel massacrante Tuscany Trail di ciclismo
Sport 31 maggio 2018

Villa Fontana capitale del ciclismo per tre giorni con il «Memorial Mioli»

Ermanno Mioli è stato uno dei giornalisti più conosciuti e apprezzati al seguito del ciclismo, per testate come Stadio e Corriere dello Sport. Era al seguito di una corsa in bicicletta anche quando se ne è andato, troppo presto (a 62 anni) in un incidente stradale nel brindisino, mentre si dirigeva verso la sede di arrivo di una tappa del Giro di Puglia. Era il 1991, e terminò così una carriera giornalistica iniziata nel 1949. Mioli era stato anche tra i promotori della società ciclistica Villafontanese, sempre molto attento al proprio territorio di origine. La Polisportiva Villafontana non l’ha mai dimenticato e organizza il Memorial Ermanno Mioli, che nel 2018 giunge alla 27ª edizione. Si parte venerdì 1 giugno con la cronometro Amatori (Trofeo Spiga) alle 18.30, poi, come da tradizione, il Memorial dedicato alle categorie giovanili. Sabato 2 giugno, alle ore 10, parte dal centro commerciale «Medicì» la gara per Juniores (1718 anni, Gp centro commerciale Medicì) che prevede 4 giri di un circuito locale che misura 25 km; domenica 3 giugno tocca prima agli Allievi (15-16 anni, Coppa Carni Gest – Memorial Daniele Censi) alle 9, con 12 giri del circuito di Villa Fontana di 6,6 km (totale 79,2 km); nel pomeriggio sullo stesso classico percorso di 6,6 km gareggiano prima gli Esordienti primo anno (5 giri, il via alle 15.30), poi gli Esordienti secondo anno (6 giri) nel Trofeo Autotrasporti Fraulini – Memorial Luca Fabbri. Le prove per Esordienti e Allievi sono valevoli anche per la Bologna Cycling Cup e la Bologna Sprinter Cup.

ma.ma.

L”articolo completo su «sabato sera» del 31 maggio.

Nella foto: la squadra 2018 della Polisportiva Villafontana

Villa Fontana capitale del ciclismo per tre giorni con il «Memorial Mioli»
Sport 17 maggio 2018

Ogni corridore ha una storia da raccontare nel libro «I nostri prof di ciclismo» di Nino Villa. IL VIDEO

«Divertente o drammatica, comunque indimenticabile. Ogni corridore ha una storia da raccontare». E da queste parole di Marco Pastonesi, noto e apprezzato giornalista di ciclismo, è partita la serata di presentazione del libro «I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi» (qui la scheda), scritto da Nino Villa e pubblicato da Bacchilega Editore.

Lunedì sera alla sala Ayrton Senna all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola di storie se ne sono raccontate tante: Nino Ceroni, Iriano Campagnoli, Luigi Sarti, Salvatore Mongardi, Andrea e Fabio Patuelli, Roberto Pelliconi, Fabiano Fontanelli, Michele Coppolillo, Stefano Cembali, Patrizia Zulato, Veraldo Valdrè e Fausto Pezzi, figlio di Luciano, sono solo alcuni dei protagonisti che nel corso della serata hanno raccontato aneddoti legati alla propria carriera nel mondo del ciclismo. Il libro ripercorre storie e schede dei professionisti imolesi passando da Enea Dal Fiume a Dante Rivola, da Adriano Medri a Diego Ronchini e tutti gli altri. E’ stata una serata durante la quale tanti amici si sono ritrovati a ripercorrere carriere lunghe o brevi, da gregari o da vincenti, ma sempre piene di storie da raccontare. «Una serata di ciclismo come questa è amicizia, appartenenza, affetto, storie – ha concluso Pastonesi -. Da ascoltare, da raccontare, da tramandare. Da scrivere. Storie da ricordare. E la memoria è tutto».

ma.ma.

Nella foto: Nino Villa con il libro «I nostri prof di ciclismo»

Ogni corridore ha una storia da raccontare nel libro «I nostri prof di ciclismo» di Nino Villa. IL VIDEO
Sport 16 maggio 2018

Giro d'Italia a Imola, con l’arrivo della tappa in mostra la storia del ciclismo

La bici di Marco Pantani del 1998, il programma ufficiale del primo Giro ciclistico d’Italia svoltosi dal 13 al 30 maggio 1909 e l’Alfa Romeo 1900 super del 1955, ammiraglia della squadra Ghigi dal 1958 al 1962. Sono solo alcuni dei cimeli che compongono In Giro nella Collezione Pezzi, mostra che resterà allestita un giorno solo, ovvero domani, nella sala convegni Ayrton Senna dell’autodromo «Enzo e Dino Ferrari» di Imola, in occasione dell’arrivo in città della 12ª tappa del Giro d’Italia. «Si potranno ammirare alcuni degli oggetti e dei cimeli storici legati al ciclismo raccolti nella collezione voluta dalla Fondazione Luciano Pezzi per salvaguardare una parte importante della storia di quello che é il più popolare sport italiano», spiega Fausto Pezzi, figlio del compianto Luciano Pezzi. Ad introdurre la mostra sarà proprio l’Alfa Romeo 1900 super del 1955, utilizzata come ammiraglia della squadra Ghigi dal 1958 al 1962, che fu usata anche da Luciano Pezzi come direttore sportivo della Ghigi nelle stagioni 1960, 1961 e 1962. Da segnalare anche una borraccia in alluminio, sponsorizzata dalla Liebig, usata nel Tour de France negli anni ’40, le biciclette Bianchi squadra corse 1958 appartenute a Diego Ronchini ed a Luciano Pezzi. Un viaggio fra corridori emiliano romagnoli, Giro d’Italia e altre meraviglie in una mostra che durerà un giorno ma vale una vita di racconti e ricordi.

r.s.

Nella foto: Luciano Pezzi

Giro d'Italia a Imola, con l’arrivo della tappa in mostra la storia del ciclismo
Sport 12 maggio 2018

Ciclismo, domani si corre la Coppa Varignana a Osteria Grande

Domani è una giornata da segnare nel calendario per gli appassionati di ciclismo. E’ il giorno della Coppa Varignana, la storica gara ciclistica per Elite e Under 23 che chiuderà la «due giorni ciclistica delle colline Castellane», aperta lo scorso 29 aprile dal Memorial Benfenati per Allievi. Organizzazione, come sempre, a cura della società ciclistica Sergio Dalfiume di Osteria Grande, sodalizio sempre attivo nella promozione del ciclismo.

Quella di domani sarà la 67ª edizione della Coppa Varignana (denominata anche 65ª Coppa Dalfiume, 43° Trofeo Brunori, 7° Trofeo Berardi Bulloneria). Partenza alle ore 13.30, classico percorso di oltre 140 km, su cui si sfideranno ben 200 corridori, il numero massimo consentito. Dopo il via dal Bocciodromo di Osteria Grande, tre giri del circuito pianeggiante a Castel San Pietro, poi l’impegnativo e spettacolare circuito finale di Varignana, che da sempre raccoglie molto pubblico. L’arrivo è previsto circa alle ore 16.50. La Coppa Varignana porta anche il nome di Sergio Dalfiume, che fu il primo vincitore della Coppa Varignana. Tra gli iscritti anche il «nostro» Filippo Bedeschi (Work Service Videa Coppi Gazzera), l’imolese al quarto anno tra gli Under 23.

ma.ma.

Nella foto: l”arrivo dello scorso anno

Ciclismo, domani si corre la Coppa Varignana a Osteria Grande
Cronaca 7 maggio 2018

Giro d'Italia a Imola 2018, in città arrivano le sagome, in attesa dei ciclisti veri

Una quarantina di sagome posizionate agli ingressi della città e sulle principali strade di percorrenza interna per cominciare a creare l”atmosfera e ricordare che il Giro d’Italia arriverà a Imola il 17 maggio. 

Si chiama “Imola Città di Tappa 2018” il logo che contraddistingue quest”anno l’arrivo in città della dodicesima tappa. E nei giorni è stato posizionato sotto forma e di sagome lungo le vie di accesso alla città e nelle principali strade di percorrenza per ricordare a chi transita l’appuntamento con il grande ciclismo.

Il logo riassume un ciclista stilizzato e rivisitato, il profilo dell’autodromo, nel quale i ciclisti concluderanno la tappa, e quello dei Tre Monti, il cui percorso costituisce la parte finale, disegnato con i colori della città, il rosso e il blu. Le sagome sono state realizzate in polipropilene alveolare, sono 1,5 metri di base per 1 metro di altezza. 

A ricordare l’appuntamento saranno posti anche degli striscioni nei punti limitrofi all’autodromo, lungo viale Dante in corrispondenza del Ponte sul Santerno ed in via Santerno all’incrocio con via Pisacane. Un pro memoria visivo per creare quel giusto clima di attesa verso un evento di rilevanza internazionale. (r.c.)

Nella foto una delle sagome

Giro d'Italia a Imola 2018, in città arrivano le sagome, in attesa dei ciclisti veri

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