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Sport 15 settembre 2018

Ciclismo, domani a Dozza l'arrivo del 20° Memorial Luciano Pezzi

Vent’anni fa, nel 1998, moriva Luciano Pezzi, filo conduttore di cinquant’anni di storia del ciclismo mondiale. Da corridore fu un fidato gregario di Fausto Coppi, capace anche di vincere una tappa al Tour de France nel 1955; poi fu l’illuminato direttore sportivo di Felice Gimondi alla Salvarani negli anni Sessanta e proseguì la carriera da dirigente sportivo fino a quando, da presidente del team Mercatone Uno, contribuì insieme a Romano Cenni al rilancio di Marco Pantani. Quest’anno dunque ricorrono i vent’anni dalla sua scomparsa e arriva la 20ª edizione del Memorial Luciano Pezzi, gara ciclistica per Allievi (15-16 anni) che si svolgerà domani, domenica 16 settembre. Ad organizzarla sono la Ciclistica Santerno Fabbi Imola e la Fondazione Luciano Pezzi, presieduta dal figlio Fausto; al via anche numerose formazioni extra-regionali.

Partenza alle ore 14.55 da piazza della Libertà a Toscanella, poi il gruppo toccherà alcune località del circondario imolese, con un circuito pianeggiante da ripetere 5 volte tra Pontesanto e Casola Canina, prima di immettersi in via Emilia (dopo il traguardo volante di Pontesanto è previsto un altro sprint intermedio davanti alla Pasticceria Berti di Toscanella). Da lì in poi il percorso diventa decisamente impegnativo, salendo verso Monte del Re e immettendosi, alle 16.20 circa, nel circuito finale intorno e all’interno del borgo di Dozza. I corridori passeranno per due volte in pieno centro storico, prima del terzo e ultimo passaggio (arrivo) sul caratteristico pavé del centro alle ore 17 circa, dopo 78.5 km. «Siamo molto felici di ritrovarci a Dozza anche quest’anno per un traguardo importante come la 20ª edizione – commenta Fausto Pezzi, presidente della Fondazione -. E’ il modo migliore di ricordare la figura di Luciano, che ha sempre creduto molto nei giovani».

Per maggiori informazioni sul Memorial Luciano Pezzi e sull’attività della Ciclistica Santerno Fabbi, è possibile visitare il sito internet www. ciclisticasanterno.it. Per gli appassionati intenzionati a seguire il Memorial Pezzi sulle strade, i punti consigliati sono a Pontesanto dalle 15.10 circa fino alle 16, per 5 passaggi del gruppo impegnato nei traguardi volanti posti nei pressi della parrocchia (via Maria Zanotti 25) e a Dozza, all’interno del Borgo, dalle 16.20 circa per il primo dei 3 passaggi e per l’arrivo finale; accesso pedonale e parcheggi per il pubblico indicati in zona.

ma.ma.

L”articolo completo su «sabato sera» del 13 settembre.

Nella foto (di Massimo Fulgenzi): la scorsa edizione del Memorial Luciano Pezzi

Ciclismo, domani a Dozza l'arrivo del 20° Memorial Luciano Pezzi
Sport 1 settembre 2018

1° settembre '68, 50 anni fa Vittorio Adorni vinse il Mondiale di ciclismo a Imola. Tre giorni di eventi e Grifo per omaggiarlo

1 settembre 1968, una data che tutti gli appassionati di ciclismo hanno ben impressa nella mente. 50 anni fa esatti Vittorio Adorni trionfava ai Mondiali su strada di Imola che si svolsero su un percorso di 277 km sul circuito dei Tre Monti, con l”arrivo previsto all’autodromo.

I favoriti erano il belga Eddy Merckx e l”italiano Felice Gimondi, ma al quarto giro oltre a loro dal gruppo si avvantaggiarono anche lo stesso Vittorio Adorni, Michele Dancelli, Joaquim Agostinho, Vito Taccone, Herman Van Springel, Franco Bitossi. Adorni riuscì a fare il vuoto con un attacco a 90 chilometri dall”arrivo che lo portò sul traguardo con nove minuti e 50 secondi di vantaggio sul primo inseguitore, Herman Van Springel, per quello che è ancora oggi il più grande distacco tra vincitore e secondo nella storia della prova iridata su strada per professionisti. Una domenica da incorniciare per l’Italia, che vide anche il terzo posto di Michele Dancelli, seguito da Franco Bitossi, Vito Taccone e Felice Gimondi.

La città di Imola visse il suo personale momento di gloria grazie alla perfetta organizzazione di Nino Ceroni, supportato dall’allora sindaco Amedeo Ruggi insieme ad alcuni altri concittadini, fra cui Gianfranco Bernardi, con il Circolo Filatelico Numismatico ‘G. Piani’. Ora la vuole festeggiare l”importante ricorrenza con una tre giorni di eventi, dal 21 al 23 settembre, che fra concerto della banda Città di Imola, mostre, proiezione di filmati d’epoca culminerà con la consegna, da parte dell’Amministrazione comunale del Grifo Città di Imola a Vittorio Adorni e la premiazione, con una medaglia d’oro commemorativa, dei componenti della nazionale italiana di allora.

r.s.

Nella foto: Vittorio Adorni a braccia alzate sul traguardo del Mondiale ”68

1° settembre '68, 50 anni fa Vittorio Adorni vinse il Mondiale di ciclismo a Imola. Tre giorni di eventi e Grifo per omaggiarlo
Sport 9 agosto 2018

Ciclismo, prima vittoria su strada per Matteo Montefiori nel paese che porta il suo nome

Dopo un’intera stagione sempre piazzato tra i primi dieci, è arrivato il primo meritato successo su strada per Matteo Montefiori. L’allievo imolese della Ciclistica Santerno Fabbi Imola ha ottenuto la sua prima vittoria domenica 29 luglio a San Matteo della Decima (nel bolognese), staccando tutti gli avversari. Montefiori aveva già vinto una gara su pista in questa stagione, mentre su strada non era stato centrato il bersaglio, anche se il colpo grosso era nell’aria fin da inizio stagione.

ma.ma.

L’articolo completo su «sabato sera» del 2 agosto.

Nella foto: l’allievo Matteo Montefiori dopo la sua prima vittoria su strada della stagione

Ciclismo, prima vittoria su strada per Matteo Montefiori nel paese che porta il suo nome
Sport 2 agosto 2018

Ciclismo su pista, oro per Alessia Patuelli nell'inseguimento a squadre Allieve

Dal 30 luglio fino ad oggi a San Francesco al Campo, in provincia di Torino, si sono svolti i campionati italiani giovanili di ciclismo su pista.

A brillare è stata l”imolese Alessia Patuelli che ha conquistato l”oro nell”inseguimento a squadre Allievi, con l”Emilia-Romagna finita davanti alle padrone di casa del Piemonte e alla Lombardia.

La Patuelli, infine, si è fregiata anche dell”argento nell”inseguimento individuale Allieve.

r.s.

Nella foto: la premiazione delle atlete emiliano romagnole con Alessia Patuelli che è la prima a destra

Ciclismo su pista, oro per Alessia Patuelli nell'inseguimento a squadre Allieve
Sport 20 luglio 2018

Ciclismo giovanile, weekend con il Gp Fabbi e mille «campioncini» all'autodromo di Imola

Questo weekend torna il consueto e atteso appuntamento con il 23° Gp Fabbi, due giorni ciclistica giovanile in programma domani e domenica 22 luglio all’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Come ogni anno, organizzazione a cura della Ciclistica Santerno, la società sportiva imolese che si occupa dell’avviamento al ciclismo per i ragazzi e le ragazze tra i 7 e i 16 anni. Il Gp Fabbi Imola è tra le manifestazioni ciclistiche giovanili più attese in Italia, considerando la suggestiva location e il fatto che, tradizionalmente, arrivano sul tracciato in riva al Santerno quasi 1.000 ragazzi e ragazze delle categorie Giovanissimi, Esordienti e Allievi.

La gara viene organizzata con la fondamentale collaborazione di quasi 100 volontari, tesserati della Santerno ma anche di altre società cicloturistiche imolesi o semplici appassionati, e grazie al supporto della direzione dell’autodromo, della Regione Emilia Romagna e del Comune di Imola. Uno degli elementi che caratterizzano il Gp Fabbi e lo rendono appuntamento unico nel panorama ciclistico giovanile italiano, è l’autodromo, che suscita un fascino particolare su atleti e addetti ai lavori nel mondo del ciclismo, avendo ospitato tanti grandi eventi ciclistici tra cui il Mondiale vinto da Vittorio Adorni nel 1968 e l’arrivo di tappe del Giro d’Italia, l’ultima circa due mesi fa, con il successo dell’irlandese Bennett. Ma il vero punto di forza dell’autodromo per una manifestazione ciclistica giovanile è rappresentato dall’opportunità di gareggiare in uno spazio protetto, chiuso al traffico veicolare. Un aspetto importante, dal punto di vista della sicurezza, che conferma il ruolo dell’impianto di Imola come struttura polivalente ideale per diverse discipline sportive e non solo.

Il Gp Fabbi Imola, che prende il nome dalla ditta Fabbi – materiale elettrico, sponsor principale della Ciclistica Santerno fin dal 1995, oltre ad aver guadagnato sempre più considerazione, genera un rilevante indotto economico, portando in città circa 4.000 persone in due giorni fra giovani atleti, squadre, familiari ed amici che usufruiscono delle strutture ricettive e delle attività commerciali del territorio imolese. Dal punto di vista tecnico e agonistico, il percorso rende le gare di Esordienti e Allievi difficili da pronosticare, adatte sia a un epilogo allo sprint che ad azioni nel finale di corridori completi, capaci di difendersi sia in salita che sul passo. La gara degli Esordienti sarà anche valevole come terza prova della Bologna Cycling Cup, challenge istituito nel 2017 dal Comitato provinciale di Bologna della Federazione ciclistica italiana. Sia per gli Esordienti che per gli Allievi, è in palio il premio combattività «Never Give Up».

Gli appassionati potranno accedere a piedi in autodromo tramite i cancelli di piazza Ayrton Senna, dal ponte di viale Dante. Per chi non potrà essere presente (ma anche per chi si muoverà lungo il percorso), è confermata anche nella 23ª edizione la diretta streaming audio e video sul sito ciclisticasanterno.it o sulla pagina Facebook «Ciclistica Santerno Fabbi Imola». Le immagini delle telecamere fisse dell’autodromo, unite a telecamere in movimento coordinate da volontari gialloverdi, consentiranno ai direttori sportivi in corsa, ma anche ad amici e appassionati a casa, di non perdere nessun momento della corsa.

ma.ma.

L”articolo completo e il programma dell”evento su «sabato sera» del 19 luglio.

Nella foto: l”edizione 2017 del Gp Fabbi all”autodromo

Ciclismo giovanile, weekend con il Gp Fabbi e mille «campioncini» all'autodromo di Imola
Sport 13 luglio 2018

«Strade Bianche di Romagna», la corsa vintage di Marco Selleri parte domani da Mordano

Dopo le fatiche per l’organizzazione del Giro d’Italia U23, che gli ha dato tante soddisfazioni, Marco Selleri con i volontari della «Nuova Ciclistica Placci 2013» non rinuncia alla sua creatura «Strade Bianche di Romagna» in notturna, classica vintage per bici e «montura» d’epoca e tanti pezzi di sterrato.

Domani, sabato 14 luglio alle ore 20, partenza da Mordano per il percorso ormai classico con l’unica variazione che non si passerà da Castel San Pietro ma dalla via Emilia, provenendo dal pantagruelico ristoro delle Cantine Branchini, si imboccherà subito via Riniera per affrontare poi la «Cima Coppi» di Monte del Re con l’arcigno strappo di via Croce Conta.

r.s.

Nella foto: Marco Selleri in maglia amaranto prima della partenza di una passata edizione dell”evento

«Strade Bianche di Romagna», la corsa vintage di Marco Selleri parte domani da Mordano
Cronaca 11 luglio 2018

Il fotografo imolese Matteo Marchi racconta la sua America tra basket Nba, ciclismo, cucina e… Hollywood

Nove mesi a New York sono una promessa mantenuta, soprattutto a se stesso. Matteo Marchi in questo inizio luglio è tornato a casa, ma questa è la vacanza, il lavoro è altrove. Non è stato «scelto», come capita ai giocatori Nba durante il draft (guarda caso l’ultimo impegno prima del volo verso Imola), ma ha scelto di provare a farsi scegliere. Grazie alla qualità di bellissime e insolite fotografie e grazie a una forza di volontà che in pochi hanno. «Non ho incontrato altri come me, nessuno è così pazzo. Da quel che ho potuto constatare, sono l’unico fotografo al mondo che sta provando ad entrare nel circus del basket Nba in questa maniera».

Possiamo dire che il sogno si è realizzato?

«Assolutamente no. Sono solo all’inizio del percorso, anche se ho fatto dei passi avanti. Questi 9 mesi li posso riassumere così: tanta fatica e col piacere immenso di essere riuscito a tornare a casa, almeno per un po’. Anche perché New York è una città che ti divora. Il mio contatto principale è la stessa Nba, per la quale ho fatto tre partite più la serata dei Draft. Oltre a ciò, vado nelle arene per conto mio, avverto Getty e mando le foto che finiscono nel loro immenso database. Su queste prendo il 35% di royalties e… diciamo che riesco a pagarmi l’affitto».

Quel servizio a Filadelfia con «Beli» nei panni di Rocky, poi uscito su Sportweek, è stato una parentesi da ricordare.

«Molto divertente. Elisa Guarnieri, la p.r. di Belinelli, ha fatto il mio nome e ci siamo organizzati per un lavoro molto complicato, su 4 location nel giro di un chilometro, con un freddo pazzesco, mentre Marco indossava solo una tuta. Alla fine delle 4 ore mi ha detto che se il fotografo non fossi stato io, se ne sarebbe andato molto prima».

La somiglianza tra Belinelli e Stallone non è stato l’unico aggancio con la tua presenza a Filadelfia…

«Infatti mi è successa una cosa piuttosto incredibile. Visto che ero in città durante le riprese di Creed-2, sono stato contattato su Instagram da una agenzia che aveva bisogno di foto del set, per promuovere il nuovo film che uscirà in novembre. Ho immortalato gli attori sul ring e ho pure visto Dolph Lundgren. Devo dire che lavorare per Hollywood, oltre che essere una esperienza diversa da tutte le altre, a livello economico vale come 10 partite Nba».

E le avventure alternative al basket non finiscono qui. Sei stato mandato a seguire il Giro della California.

«Roberto Bettini, famoso fotografo italiano di ciclismo, mi ha chiesto un favore e gliel’ho fatto assai volentieri. Ho seguito i corridori in macchina da Los Angeles fino a Sacramento, dal 13 al 19 maggio e mi sono divertito molto, anche per la presenza di campioni come Peter Sagan».

E poi ad Ellis Island con Massimo Bottura, il famoso chef italiano.

«Mi hanno chiesto un servizio fotografico per una cena di beneficenza. Ad un certo punto si sarà reso conto che ammiravo il suo famoso bollito come un labrador e mi ha offerto un piatto. Quando gli ho detto che sono di Imola gli si sono illuminati gli occhi perché è un grande amico di Valentino Marcattilii e Max Mascia, tanto che ogni pranzo di Natale lo viene a fare al San Domenico».

p.z.

Due pagine con alcuni bellissimi scatti di Matteo Marchi e l”intervista completa su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: Matteo Marchi a Brooklyn davanti al Barclays Center

Il fotografo imolese Matteo Marchi racconta la sua America tra basket Nba, ciclismo, cucina e… Hollywood
Sport 8 luglio 2018

Ciclismo, medaglia di bronzo per l'imolese Alessia Patuelli ai tricolori Allieve

Terzo posto per Alessia Patuelli della Re Artù Factory Team che ieri, ai Campionati italiani Allieve disputati alle Terme di Comano (Trento), si è dimostrata una delle migliori cicliste del panorama nazionale nella sua categoria.

L”imolese, dopo quasi 58 km di corsa, era nel gruppo finale di sei atlete che si è giocato la vittoria in volata, ma si è dovuta arrendere sul traguardo arrivando alle spalle delle portacolori del Piemonte Camilla Eleonora Gasparrini e Sylvie Truc.

d.b.

Nella foto (dal sito dell”evento): Alessia Patuelli, la prima a destra, con la medaglia di bronzo

Ciclismo, medaglia di bronzo per l'imolese Alessia Patuelli ai tricolori Allieve
Sport 16 giugno 2018

Ultime pedalate del Giro d'Italia Under 23. I tanti volontari da Imola e Mordano. Sulla Gazzetta la firma di Massimo Marani

La 41ª edizione del Giro d’Italia Giovani Under 23 Enel, la corsa a tappe più prestigiosa per la categoria termina oggi dopo dieci giorni tra Romagna, Emilia, Lombardia, Trentino e Veneto. E sarà una giornata storica per il ciclismo: al Muro di Ca” del Poggio, a San Pietro di Feletto in quel di Treviso, si svolgerà la cronometro Real time, il nuovo format ideato da Davide Cassani, c.t. della Nazionale di ciclismo, che prende spunto dal metodo Gundersen della combinata nordica e verrà applicato per la prima volta nel ciclismo. Un”idea per rendere più spettacolare la decisiva prova contro il tempo.

Quest’anno il Giro U23, la rilanciato nel 2017 dalla Nuova Ciclistica Placci 2013 presieduta da Marco Selleri di Mordano, non ha toccato i comuni del circondario di Imola e non ha visto al via nessun atleta del territorio, tra i 176 in rappresentanza di 30 team provenienti da 14 Paesi e 4 Continenti. Ma al seguito c’era un nutrito gruppo di volontari mordanesi e imolesi perché, come ripete spesso il direttore generale Selleri, “in Romagna siamo fortunati. Io in 400 metri a Mordano ho trovato un gruppo così forte, aggiungendo gli imolesi facciamo mezza carovana…”.

In effetti, solo considerando Mordano, oltre a Marco Selleri c”è la famiglia, con la moglie Fosca Lanzoni responsabile del villaggio di arrivo e i figli Alfonso e Isabella, che con la loro attività Personalizzandia hanno realizzato tutti gli allestimenti per il Giro U23. E poi Gilberto Cani, che cura i rapporti con gli Enti locali; Angelo Domenichini, responsabile palco firma; Maurizio Gasparri, responsabile villaggio di partenza; Alberto Montanari, responsabile arrivo; Elena Albertazzi, interprete, senza dimenticare Malip e tutti i mordanesi di Ca” de Borg, oltre a tutti gli altri volontari del paese. Un gruppo affiatato, che comprende buona parte della carovana (composta da 530 persone): anche chi non vede il proprio nome scritto sul “Garibaldi” della corsa è fondamentale per la buona riuscita della stessa. E tra i mordanesi c”è anche il giornalista Massimo Marani, nonché firma dello sport di “sabato sera”, che per l’occasione ha raccontato il Giro anche sulle pagine della “rosa”.

“E” la prima volta che mi capita di collaborare con La Gazzetta dello Sport – ci ha detto Massimo, raggiunto nel corso del Giro -. E” una bella soddisfazione in particolare scrivere del mio sport preferito perché, oltre ad essere la più nota testata sportiva italiana, è anche quella che ha contribuito a fondare il Giro d”Italia, nel 1909, con il proprio giornalista Tullo Morgagni di Forlì. Mi ha fatto molto piacere vivere questa esperienza, mi pace pensarla come un riconoscimento per chi ha creduto nelle mie possibilità in questo settore. Penso ai miei genitori e a mia sorella, ma anche a Ilario Rossi, Luca Martelli e Normanno Bartoli della Ciclistica Santerno Fabbi Imola che mi hanno convinto a iniziare a scrivere, più di dieci anni fa, e anche al ”sabato sera” stesso”. 

Qualche aneddoto? “Non molti, al Giro curo anche l”ufficio stampa e i tempi sono davvero stretti. Però per chi è appassionato di ciclismo da sempre, come me, fa un certo effetto avvicinare ogni mattina personaggi come Davide Cassani, Paolo Bettini, Ivan Basso e Marino Amadori e chiedere loro ”una battuta per la Gazzetta dello Sport””.

Spesso, sulle pagine della “Gazzetta”, gli articoli di Marani sono stati accompagnati in questi giorni dalle foto Isolapress, scattate dagli imolesi Marco Isola e Massimo Fulgenzi. Altri nomi imolesi, come quello di Alex Martucci esperto di social media e intervistato poche settimane fa proprio sul “sabato sera” e addetto ai social media anche per il Giro d”Italia professionisti. 

E non è finita, sono imolesi gli ispettori di percorso Giuliano Collina ed Enzo Zaccherini, il responsabile quartier tappa Marino Matti e la voce di radio corsa, Virgilio Rossi, oltre a tanti altri volontari non citati nella guida della corsa. 

Un vanto, per il nostro territorio, vedere così tante persone impegnate nell”organizzazione e promozione della più importante corsa a tappe per giovani talenti del ciclismo, un vero e proprio esame di maturità prima del passaggio al professionismo. La gara in passato ha lanciato campioni come Francesco Moser e Marco Pantani.

Oggi, in conclusione, a Ca’ del Poggio, una festa con stand enogastronomici, musica, ospiti internazionali e testimonial d’eccezione. (r.s.)

Nella foto grande Massimo Marani al lavoro durante il Giro Under 23 con il colombiano Brayan Chaves, fratello del professionista Esteban, 2° al Giro d”Italia 2016 dietro a Vincenzo Nibali; nelle altre il fotografo Massimo Fulgenzi sulla moto; il collega Marco Isola ritratto in una posa curiosa; la famiglia di Marco Selleri

Ultime pedalate del Giro d'Italia Under 23. I tanti volontari da Imola e Mordano. Sulla Gazzetta la firma di Massimo Marani
Sport 9 giugno 2018

La grande impresa di Andrea «Fagiano» Pirazzoli nel massacrante Tuscany Trail di ciclismo

Andrea Pirazzoli ce l’ha fatta ancora una volta. Dopo il titolo mondiale conquistato a dicembre nel ciclocross a scatto fisso, il 30enne ciclista imolese si è ripetuto anche sabato 2 e domenica 3 giugno nel massacrante Tuscany Trail, vincendo una delle gare più prestigiose della specialità che riunisce più partecipanti al mondo, con circa 800 iscritti. Per far capire meglio l’impresa realizzata dal «Fagiano», basta snocciolare qualche numero: 550 km di corsa da Massa a Capalbio con 9.000 metri di dislivello, per un totale di più del 65% di strade sterrate. Il tutto senza assistenza tecnica dalla partenza fin sulla linea d’arrivo e con, come unico amico, un Gps su cui era caricato l’itinerario. «L’anno scorso era il mio primo trail e decisi di partecipare insieme alla mia ragazza – ha raccontato Andrea Pirazzoli -. In questa edizione però volevo mettermi alla prova, così mi sono iscritto da solo».

Come si è sviluppata la corsa?

«Siamo partiti sabato mattina alle 8 e per 300 km ho inseguito Nico Valsesia, uno degli atleti più forti in questa disciplina. L’ho ripreso a 30 km dal traguardo e, domenica alle 16, siamo arrivati insieme all’arrivo, esattamente dopo 32 ore di gara. La media finale è stata di 17 km/h o 19 km/h se non contiamo le due ore, compreso il tempo di una pizza, passate giù dalla sella. Più di metà gara, comunque, l’ho fatta in solitaria e l’unica crisi l’ho attraversata sabato notte».

Un problema immaginiamo sia stato riposare e alimentarsi.

«Ho dormito, se così si può dire, cinque minuti la domenica mattina e altrettanti a ridosso dell’arrivo. Sulla bici con me avevo delle barrette energetiche, oltre alle luci per la notte e qualcosa per coprirmi dal freddo».

Come ci si prepara per una gara di questo tipo?

«Allenarsi secondo me non conta molto, perché devi fare affidamento soprattutto sulla forza di volontà e sulla resistenza fisica, oltre che mentale. Dopo tante ore che pedali le gambe vanno praticamente da sole».

Adesso ti riposi o sei già pronto per risalire in sella?

«Per venti giorni non voglio più vedere una bici. Forse, però, a fine mese sarò a Canazei per una gara di Superenduro».

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: Andrea Pirazzoli

La grande impresa di Andrea «Fagiano» Pirazzoli nel massacrante Tuscany Trail di ciclismo

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