Posts by tag: imolese

Sport 17 giugno 2018

Calcio, presentato il nuovo tecnico dell'Imolese Alessio Dionisi. Il suo ritratto nelle parole dell'ex rossoblù Monacizzo

«Sono felice di essere all’Imolese, una realtà ambiziosa, proprio come me». Sono queste le prime parole di Alessio Dionisi, nuovo tecnico rossoblù, nella conferenza stampa di presentazione organizzata venerdì al Centro Bacchilega. «Sono una persona che ama mettersi in discussione e per questo ritengo questa sfida molto stimolante – ha commentato l”ex allenatore del Fiorenzuola -. Spero di essere il prototipo del mister che piace al presidente Lorenzo Spagnoli, ma credo che il segreto delle mie esperienze precedenti siano stati i giocatori. Da parte mia ci metterò le idee e farò di tutto perché la squadra imponga il proprio gioco, ma poi in campo ci vanno i giocatori e qui c’è una base molto valida».

Chi conosce molto bene Alessio Dionisi è Christian Monacizzo, a Imola nella passata stagione e compagno di squadra in passato proprio dell”allenatore toscano. «In campo? Era un giocatore alla Bonucci». Ecco le parole con le quali l”ex centrocampista rossoblù fotografa il nuovo allenatore dell’Imolese che è stato suo compagno alla Tritium nella stagione 2011/12.

La squadra di Trezzo sull’Adda, che aveva Dionisi come simbolo della scalata dalla serie D all’allora C1, accolse l’imberbe Monacizzo in uscita dalla Primavera dell’Atalanta: il «pirata» prese subito il giovane sotto la propria ala protettrice (11 anni di differenza fra i due). «Alessio era un vero e proprio punto di riferimento per tutti, dentro e fuori dal campo – racconta Monacizzo -. Il capitano di quella squadra che aveva in ogni momento lo spirito del leader e per tutti noi era l’esempio da seguire, il modello di quello che deve essere un giocatore per stare a certi livelli. Era un trascinatore durante la settimana ed in gara, un professionista del quale ho un ricordo davvero positivo: allora non ci pensavo perché ero giovane, ma adesso che ho qualche anno in più è chiaro che quelli erano gli atteggiamenti e lo spirito che ti aspetti da chi poi, una volta terminata la carriera da giocatore, può passare a fare l’allenatore».

E allora vediamolo, da giocatore.

«Tecnicamente molto bravo, con il suo piede destro cercava sempre di impostare l’azione: questa sua voglia di imporre la propria idea di calcio l’ha trasmessa alle varie squadre, i giocatori che conosco che lo hanno avuto come mister me ne hanno parlato tutti molto bene ed i risultati che ha avuto in questi primi anni da allenatore ne sono la dimostrazione».

Due anni a Borgosesia, uno al Fiorenzuola ed ora l’avventura all’Imolese: mondi e ambienti diversi con quello del Bacchilega nel quale «ambizione» è la parola d’ordine.

«Credo che Dionisi possa essere l’allenatore giusto per la società rossoblù perché la sua filosofia e la sua voglia di imporre il proprio gioco sono esattamente quelle volute da Spagnoli. L’Imolese ambisce a grossi traguardi e anche Dionisi è preparato per puntare in alto: non posso fare un confronto diretto con Baldini, perché Alessio l’ho conosciuto solo da giocatore, certamente la grinta e la volontà di fare la partita che metteva in campo sarà la stessa che avrà in panchina».

L’ambiente a Imola?

«Non avrà problemi ad adattarsi, anche dal punto di vista del pubblico: quando giocavamo alla Tritium eravamo seguiti da pochi spettatori, così come Borgosesia e Fiorenzuola non sono certo posti dove c’è un grande seguito sugli spalti».

an.mir.

Nella foto (Isolapress): da sinistra Alessio Dionisi e Christian Monacizzo ai tempi dell”Imolese

Calcio, presentato il nuovo tecnico dell'Imolese Alessio Dionisi. Il suo ritratto nelle parole dell'ex rossoblù Monacizzo
Sport 9 giugno 2018

Calcio, l'Imolese non è mai stata così vicina al ripescaggio in serie C

La settimana scorsa la Figc ha diramato i criteri di scelta per le squadre di serie D vincitrici dei play-off che ambiscono al ripescaggio in serie C. Non si sa ancora quanti posti saranno disponibili (attualmente sembrano 6 per arrivare a quota 60), ma si sa che il primo andrà ad una seconda squadra di serie A (la prima ad averne diritto è l’Inter, poi Juventus, Milan, Roma, Atalanta, ecc., a seconda di una formula che considera convocazioni in Nazionale, punteggio in classifica, spettatori); il secondo ad una retrocessa dalla C; il terzo alla prima in classifica (come punteggio) nella griglia delle vincitrici dei play-off di serie D.

Poi si ripartirebbe nello stesso ordine dal 4º posto vacante in poi. In base ai nuovi criteri, l’Imolese dovrebbe collocarsi in 2ª posizione dietro al Como (pare che la Cavese non sia in regola). Quindi, visto che l’unica squadra retrocessa dalla C che ha le carte in regola per essere ripescata è il Prato (ma pare abbia problemi finanziari), servirebbero 4 posti vacanti nella terza categoria. Cioè l’eventuale ordine sarebbe: Inter, Como, Juventus, Imolese. Oppure Inter, Cavese, Juventus, Como, Milan e Imolese (nel caso in cui la Cavese fosse in regola). 

La scuola è finita, ma se qualcuno ha voglia di restare fresco, potrebbe levarsi lo sfizio di calcolare il coefficiente esatto dell’Imolese nella classifica dei ripescaggi dalla D. Difficile che l’Imolese possa sperare di avere il proprio impianto a norma quando la domanda di ripescaggio in C verrà presentata allegando, oltre alla indicazione di un campo in regione omologato, anche due eurini: o, meglio, i 105mila della tassa di iscrizione alla categoria, ai quali vanno aggiunti 300mila euro come contributo straordinario da versare a fondo perduto alla Federcalcio, altri 300mila euro (sotto forma di fidejussione in favore della Lega Serie C) a garanzia degli emolumenti dovuti nella stagione 2018/2019 a tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo e per concludere 350mila euro (come fidejussione principale).

Se non vi siete persi, è ora di cominciare a sfogliare l’almanacco del calcio imolese ed accendere la calcolatrice: nei criteri di ripescaggio diffusi dalla Federazione, infatti, una quota del punteggio chiamata tradizione sportiva (da moltiplicare per 0.25) tiene conto del punteggio maturato in base al numero di anni che ciascuna squadra in passato ha giocato in C, C1 e C2 a partire dal 1935/36 in poi; una quota chiamata numero medio spettatori (da moltiplicare per 0.25) dal 2011/12 al 2015/16; ed una (qui entra in gioco la classifica finale dopo i play-off di D ed i relativi coefficienti che devono essere trasformati in un punteggio che la Lnd deve ancora comunicare) che va moltiplicata per 0.5. La somma di questi punteggi compone la classifica finale per il ripescaggio in D con l’Imolese, che grazie agli anni eroici in C dovrebbe sorpassare Matelica e Albalonga (che pensano al ripescaggio ma hanno meno tradizione) e Arzignano (società non interessata al ripescaggio) piazzandosi sul podio dietro a Cavese e Como, società che in questi giorni stanno riflettendo sulla questione economica.

A questo punto non resta che aspettare le prossime settimane per vedere l”evolversi della situazione.

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: la parata salva risultato del portiere dell”Imolese Rossi contro il Forlì nella finale playoff

Calcio, l'Imolese non è mai stata così vicina al ripescaggio in serie C
Sport 31 maggio 2018

Calcio, gli Under 13 dell'Imolese sul tetto d'Italia a Formia

Domenica scorsa la vittoria più bella dell’Imolese Calcio 1919 è arrivata a più di 500 km di distanza dal Romeo Galli e più precisamente a Formia. Nella splendida cornice del Centro di Preparazione Olimpica della cittadina latinense, gli Esordienti 2005 rossoblù hanno conquistato il titolo nazionale nel torneo Fair Play Elite Under 13, laureandosi campioni italiani di categoria.

Un successo prestigiosissimo, in una competizione che comprende le migliori scuole calcio di tutta Italia, comprese quelle delle società professionistiche (che hanno partecipato con l’annata 2006). Nella due giorni di Formia, la formazione allenata dai mister Gianluca Montori e Andrea Casadio ha sbaragliato la concorrenza dei toscani del Tau Calcio Altopascio (3-1 il punteggio della partita, che comprende il risultato dei tre tempi disputati e degli shoot-out tirati), della Polisportiva Calcio Sicilia (3-2) e della Roma (3-1), classificandosi meritatamente al primo posto e conquistando un titolo nazionale assolutamente inaspettato all’inizio della competizione.

Una manifestazione che ha visto i giovani rossoblù vincere prima la fase regionale (sbaragliando la concorrenza di Cesena, Parma, Sassuolo, Forlì e Bologna, tra le altre), poi quella interregionale (superando Inter, Udinese, i veneti del Giorgione e il Vipo Trento). Un trionfo di portata immensa, per un settore giovanile che continua a regalare soddisfazioni al presidente Spagnoli, il quale ha voluto evidenziare il successo degli Esordienti rossoblù anche nella conferenza stampa post-Forlì.

r.c.

Nella foto: squadra e staff al completo durante la premiazione

Calcio, gli Under 13 dell'Imolese sul tetto d'Italia a Formia
Sport 31 maggio 2018

Calcio, l'Imolese saluta Gadda e annuncia Alessio Dionisi come nuovo tecnico

Cambio in panchina per l”Imolese. La notizia era nell”aria da giorni, ma adesso c”è anche l”ufficialità. La società rossoblù, con una nota sul proprio sito, ha comunicato che «Massimo Gadda non sarà l’allenatore della Prima Squadra nella prossima stagione sportiva. II presidente Lorenzo Spagnoli e tutta la società ringraziano mister Gadda per l’impegno profuso e per la serietà dimostrata, augurandogli un grande in bocca al lupo per il futuro. Allo stesso tempo, l’Imolese Calcio 1919 comunica che per la stagione 2018/2019 la conduzione tecnica della Prima Squadra sarà affidata a mister Alessio Dionisi, al quale rivolge i più calorosi auguri di buon lavoro».

Il 38enne allenatore toscano di Piancastagnaio (ma vive a Varese), ex tecnico del Fiorenzuola, nei giorni scorsi, quando ancora non era stata data l”ufficialità del suo ingaggio, era stato intercettato da sabato sera in vista di un suo potenziale approdo in riva al Santerno. Dionisi sulla carta corrisponde perfettamente al profilo del tecnico che piace al presidente Lorenzo Spagnoli; è molto giovane, ha una concezione moderna del calcio; ama comandare la partita attraverso il possesso palla e il bel gioco. Ha cominciato ad allenare quattro anni fa, iniziando dall’Olginatese, l’ultima squadra della sua carriera di calciatore, che da difensore centrale lo aveva visto in precedenza vestire le maglie di Voghera, Varese, Tritium, Ivrea e Sambonifacese.

Se il Rimini ha vinto legittimamente il campionato e l’Imolese si è confermata la seconda forza aggiudicandosi anche i play-off, il Fiorenzuola, che è stato al comando della classifica per tutto il girone di andata, è senza alcun dubbio la squadra che ha espresso il miglior calcio del torneo. «Ringrazio chi lo dice – ha detto Dionisi -. Sul gioco ho anch’io le mie idee. Ad esempio prediligo gestire la palla concedendo poco agli avversari. Ma siccome so che i giocatori contano più dell’allenatore, credo che il merito principale di quando ha fatto vedere quest’anno il Fiorenzuola sia da attribuire a loro».

E’ esportabile quel modo di giocare?

«Sono esportabili le idee. Poi il fatto di riuscire a metterle in pratica dipende da chi si ha a disposizione. Il 4-3-3 utilizzato a Fiorenzuola è un modulo suggeri
tomi dai giocatori che ho allenato. E credo di avere sfruttato bene le loro caratteristiche».

Tatticamente ti reputi un integralista?

«Non lo sono e non potrei nemmeno permettermi di esserlo. Integralista può esserlo uno che allena da vent’anni. Io lo faccio solo da tre e mi adeguo alle esigenze».

Calcisticamente parlando oggi Imola è una piazza ambiziosa al massimo. Chi viene ad allenare qui sa cosa ci si aspetta da lui.

«Che ci sia voglia di vincere lo so molto bene. Ma è una voglia contagiosa, positiva, stimolante. Tutti i tecnici in carriera aspirano ad allenare squadre che puntano a vincere. Le responsabilità non devono far paura. E nemmeno il rischio di essere messi in discussione. Ogni volta che mi è successo sono migliorato. Per questo vi confido che a me piace essere messo in discussione».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 31 maggio.

Nella foto Isolapress): Alessio Dionisi al Romeo Galli durante la semifinale play-off tra Imolese e Sangiovannese

Calcio, l'Imolese saluta Gadda e annuncia Alessio Dionisi come nuovo tecnico
Sport 27 maggio 2018

Calcio, intervista esclusiva al direttore generale dell'Imolese Fiorella Poggi

Se da circa 6 anni l’Imolese ha riacquistato una grande credibilità, fatta di investimenti, risultati e forti ambizioni, il grande merito è di due persone. Lorenzo Spagnoli, il presidente e Fiorella Poggi, la moglie, che spesso preferisce restare in disparte, ma che ricopre un ruolo altamente decisionale nelle scelte della società rossoblù. La manager bolognese, che nelle aziende di famiglia (Poggi Trasmissioni Meccaniche) è amministratore delegato, a Imola ricopre il ruolo di direttore generale. «Non mi occupo della parte sportiva e tecnica – ci tiene a precisare -, quella la gestisce Lorenzo. Su tutto il resto ci butto un occhio».

Le cose che avete fatto in questo quinquennio sono incommensurabili, ma la gente non vi premia ancora come dovrebbe.

«Diciamo che non abbiamo ancora avuto un riscontro popolare. Probabilmente abbiamo commesso qualche errore, non concentrandoci troppo su questo punto di vista e cercando di fare al meglio tutto il resto. Per ora non è stato sufficiente, ce ne rendiamo conto, ma bisogna anche comprendere che alla domenica ci sono tantissime società che giocano in contemporanea, che lavorano bene e che fanno disperdere tanti appassionati».

Pensa che una eventuale serie C farebbe aumentare la gente allo stadio?

«Non so rispondere. Non conosco i reali motivi per cui la gente non viene. Siamo aperti a qualsiasi suggerimento per provare a incrementare il pubblico».

Facciamo un passo indietro. Qual è stato il vero motivo per cui avete scelto Imola per fare calcio?

«Una casualità. Lorenzo giocava qui, si è sempre trovato bene e quando la sua carriera di calciatore stava volgendo al termine, ci sono stati i primi approcci con Mauro Lelli e la vecchia proprietà».

Dopo 6 anni si può fare un bilancio del vostro lavoro.

«Il percorso è stato tracciato fin dall’inizio. Siamo andati un po’ controcorrente rispetto alle mentalità consolidate dell’ambiente e poco sostenibili. Ci siamo concentrati sulle strutture e sul settore giovanile, con l’obiettivo finale di portare la società fra i professionisti. Ma soprattutto per fargliela rimanere, con basi solide, per non rischiare di scivolare giù dopo breve tempo. Faremo di tutto per riuscirci, senza mai spendere un euro in più del necessario, checché se ne dica in giro».

Qui entra in scena il famoso #bedifferent (siamo diversi), che campeggia ovunque nelle vostre strutture.

«Il #bedifferent non è la sola rappresentazione di serietà della società, quindi la sostenibilità economica di tutta la gestione, ma è un vivere quotidiano, una filosofia di calcio che esiste dentro il nostro centro sportivo e fortemente voluta da Lorenzo».

Ci sono state delle critiche che le hanno dato fastidio in questi anni?

«Parto dal presupposto che chi fa il nostro lavoro è sempre soggetto a dei commenti, sia tra i tifosi, sia sulla stampa. Le cose che succedono al nostro interno difficilmente diventano pubbliche, quindi spesso mi limito a sorridere quando ascolto o leggo certe cose. Tornando indietro nel tempo, mi diede parecchio fastidio quando vincemmo il campionato di Eccellenza e ci furono persone della vecchia gestione che se ne attribuirono il merito».

Che cosa rappresenta l’Imolese per Fiorella Poggi?

«L’amore segreto di mio marito, ma non ne sono gelosa, diciamo che è una piacevole convivenza».

p.z.

L”intervista completa su «sabato sera» del 24 maggio.

Nella foto (Isolapress): Fiorella Poggi, direttore generale dell”Imolese

Calcio, intervista esclusiva al direttore generale dell'Imolese Fiorella Poggi
Sport 19 maggio 2018

Calcio, tra play-off e ripescaggi domani inizia il futuro dell’Imolese

In questi giorni, quando si parla di Imolese, la parola più ricorrente è «ripescaggio». Inserita in pianta stabile nella domanda «se sarà possibile salire in serie C in quel modo» giocoforza si eleva sul contesto, travalicando ogni altra valutazione sul futuro. Perfino la prima partita di play-off di serie D, che l’Imolese giocherà domani al Romeo Galli con la Sangiovannese (inizio ore 16), passa in secondo piano, pur nella consapevolezza che un sottile filo lega direttamente le due cose; perché gran parte delle chance di ripescaggio dipendono proprio dal risultato dei play-off.

Ammesso e non concesso che quest’anno ci siano questi benedetti ripescaggi, perché con la conferma ufficiale da parte del commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini dell’apertura fin dalla prossima stagione alle seconde squadre di serie A e B, che dovrebbero andare a coprire alcuni dei buchi lasciati vuoti dalla mancata iscrizione in serie C di alcune società, è chiaro che i posti per chi aspira a salire dalla D, pur non avendo vinto il campionato, potrebbe ridursi all’osso, se non azzerarsi del tutto. «Aspetto che mi arrivino notizie ufficiali – ha detto Lorenzo Spagnoli, presidente dell’Imolese -. Difficile fare commenti sulle cose che si sentono dire. Di incertezze ce n’erano anche prima della novità legata alla seconde squadre. I parametri sui ripescaggi ad esempio non sono ancora stati resi noti. E non sappiamo nemmeno gli eventuali costi che questi comporteranno».

Intanto però in ballo c’è anche il progetto relativo alla messa a norma dello stadio. Si procede coi lavori o si attende?

«Il progetto sul Romeo Galli va avanti regolarmente – ha confermato il massimo dirigente rossoblù -. Non vogliamo farci cogliere impreparati nel caso in cui ci siano possibilità di andare su. A prescindere da quello che succederà, noi in questo momento sappiamo di dover progettare un altro campionato di serie D. In mezzo ci sono i play-off che proveremo a vincere, indipendentemente dal fatto che serva o meno. Quindi dobbiamo concentrarci al massimo per la partita con la Sangiovannese. Sappiamo che tutte le squadre partecipanti ci tengono a classificarsi prime in questa mini competizione, indipendentemente dal fatto che siano interessate al ripescaggio».

Intanto nella prima sfida play-off giocata domenica scorsa, il Forlì l’ha spuntata sul Fiorenzuola semplicemente pareggiando per 0-0 dopo i tempi supplementari. Anche all’Imolese contro la Sangiovannese le basteranno due risultati su tre per qualificarsi alla finale con lo stesso Forlì. «Non nego che l’essersi classificati davanti dia dei concreti vantaggi psicologici – ha ammesso Massimo Gadda, allenatore dell’Imolese -. Ma non possiamo scendere in campo puntando a priori al pareggio. Sarebbe molto pericoloso un atteggiamento del genere. Questa è una sfida da affrontare a viso aperto, cercando di vincerla. E’ una partita da dentro o fuori e quindi di per sé difficile. Ma più che l’avversario a preoccuparmi sono le assenze con le quali dobbiamo ancora fare i conti. Praticamente manca tutta la difesa. Agli irrecuperabili Sereni e Zini si è aggiunto Checchi. Un po’ meglio è messo Torta ma, essendo stato fermo due mesi, non è in grandi condizioni. Se non ce la farà, al fianco di Boccardi giocherà uno fra Crema e Boccadamo. Per il resto abbiamo recuperato pienamente Carraro per il centrocampo, e il centravanti Ferretti, dopo una settimana di allenamenti differenziati, sta lavorando col gruppo e spero di poterlo utilizzare fin dall’inizio».

Questa la probabile formazione: Rossi; Garattoni, Boccardi, Crema (Boccadamo), Guatieri; Miotto, Carraro, Valentini; Belcastro; Ferretti, Titone.

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 17 maggio.

Nella foto (Isolapress): Mario Titone

Calcio, tra play-off e ripescaggi domani inizia il futuro dell’Imolese
Sport 13 maggio 2018

Calcio, i play-off dell'Imolese rimandati a domenica 20. Il tecnico Gadda: «Questa società merita la C, a prescindere da tutto»

Il rinvio a domenica 20 maggio (ore 16) della prima partita di play-off che, in base alla classifica finale, l’Imolese giocherà con la Sangiovannese, a causa della concomitanza col Mondiale Superbike all’autodromo, è arrivato come un fulmine a ciel sereno. D’altronde l’ipotesi di posticipare come l’anno scorso l’orario della partita inizialmente in programma il 13 maggio alle 18, si è infranta contro le nuove regole sulla sicurezza per quel che riguarda gli eventi sportivi. Mentre l’idea dell’Imolese di giocare domani nel tardo pomeriggio è stata respinta al mittente dalla stessa Sangiovannese. Che incredibilmente è arrivata a suggerire l’inversione del campo. Proposta davvero indecente, questa. «E’ chiaro che avremmo preferito giocare subito, ma visto che a rinviare la partita è stata la Federazione, non resta che adeguarci – ha commentato il tecnico dell’Imolese -. Guardiamo perciò ai vantaggi, più che agli svantaggi. Una settimana in più ci consentirà di recuperare meglio sia il centrocampista Carraro che il centravanti Ferretti. E di monitorare meglio le condizioni degli infortunati Checchi e Torta».

E’ il secondo anno consecutivo che l’Imolese è costretta ad accontentarsi del secondo posto. La stagione scorsa chiuse con 63 punti in 34 partite; mentre quest’anno ne ha fatti 71 in 38 giornate. La media punti è stata più o meno la stessa: 1,85 con Baldini, 1,86 con Gadda. Insufficiente per aspirare al primo posto nel campionato di serie D. Ora non resta che affidare ai play-off le residue speranze di fare il salto di categoria. «I 71 punti conquistati non sono pochi – ha detto Gadda -. Per me è un’annata positiva. Anche se sappiamo che il secondo posto non è ciò a cui ambiva la società. Io comunque lo ritengo un risultato che dimostra il buon lavoro svolto. Poi è anche vero che commettendo meno errori nelle partite potevamo fare di più. Adesso dobbiamo fare di tutto per regalare questa soddisfazione alla società. E ci metteremo tutto l’impegno possibile».

Delle quattro squadre impegnate nei play-off, l’unica che pare intenzionata a chiedere il ripescaggio è l’Imolese. Una bella responsabilità?

«Che non deve rappresentare un peso per noi, ma un ulteriore stimolo a centrare l’importante risultato».

Che aumenterebbe i coefficienti a favore dell’Imolese nella griglia dei ripescaggi.

«Personalmente sono un po’ critico verso i play-off. Che non premiano chi li vince come succede in serie C, ma chi ha i soldi per pagarsi il ripescaggio. Parlo a ragion veduta, perché li ho già fatti col Forlì due anni fa, perdendoli con la Correggese. Poi, pagando, siamo stati ripescati lo stesso. Quindi sono convinto che non ci sia bisogno di questa appendice per definire le squadra da ripescare. Anche perché le società che possono permettersi di chiedere di andare su sono poche».

Però i play-off sono una vetrina che un po’ aiuta.

«Vincerli è sicuramente una bella cosa per la società e per i tifosi. Ti regalano anche qualche punto in più a livello di coefficienti. Ma ribadisco che non ci sarebbe bisogno di giocarli. Per me l’Imolese che arriva seconda per due anni, che in questo campionato ha fatto 71 punti, che possiede un eccellente settore giovanile, nonché strutture di altissimo livello, andrebbe ripescata a prescindere».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 maggio.

Nella foto (Isolapress): Massimo Gadda

Calcio, i play-off dell'Imolese rimandati a domenica 20. Il tecnico Gadda: «Questa società merita la C, a prescindere da tutto»
Sport 6 maggio 2018

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro

Il pareggio a reti bianche in casa del Villabiagio ha fatto toccare quota 70 in classifica all’Imolese. L’occhio ora è rivolto ai play-off, che si giocheranno dal 13 maggio. Prima però oggi ci sarà da affrontare il Forlì (stadio Romeo Galli, inizio ore 15), avversario mai banale nella storia rossoblù. Nell’attesa degli spareggi ci si continua a domandare perché l’Imolese quest’anno sia rimasta tagliata fuori dalla lotta per il primo posto con diverse giornate di anticipo. E lo abbiamo chiesto a Federico Carraro, 26 anni il prossimo 23 giugno, regista della squadra, arrivato nel novembre scorso dal Modena escluso in corsa dal campionato di serie C. «Innanzitutto dobbiamo prendere atto che il Rimini ha fatto un grandissimo campionato – ha risposto Carraro -. Migliore del nostro, che pure non è stato male, nonostante le tante sconfitte. Loro hanno perso solo tre volte, l’ultima quando avevano già vinto matematicamente il campionato».

Troppe sconfitte, ma anche una gran quantità di gol presi. Come te lo spieghi?

«Non riesco a darmi una spiegazione. Anche perché a livello di gioco non abbiamo mai subìto tanto gli avversari. Solo che alla prima occasione ci hanno quasi sempre fatto gol».

Adesso non restano che i play-off per sperare nel ripescaggio.

«Dobbiamo fare il massimo per vincerli. Primo per toglierci una soddisfazione che compensi almeno in parte la delusione del primo posto mancato. Secondo perché vincendoli conquisteremmo una buona posizione nella griglia dei ripescaggi».

Che giudizio dai alla tua stagione?

«Sotto l’aspetto della continuità, positivo. Non ho accusato infortuni e sono stato sempre impiegato dal mio arrivo a novembre. E questo, per uno che gioca nel mio ruolo, è importante. Per il resto penso di aver disputato buone partite e altre un po’ meno».

La tua futura maglia la immagini ancora rossoblu?

«Intanto bisogna vedere cosa pensano di me dirigenti e tecnici. E’ chiaro che se la loro voglia di far bene anche il prossimo anno si sposa con la mia, diventerebbe naturale continuare insieme. E’ ovvio che rimarrei più volentieri in serie C. Ma accetterei anche la D se, come penso, ci saranno di nuovo i presupposti per vincere il campionato».

Manca una giornata alla fine. Ed è quella del derby col Forlì, che potrebbe anche essere un avversario nei play-off. Quale è l’avversario più temibile sulla carta? 

«Intanto dobbiamo cercare di vincere quest’ultima sfida, perché per il discorso ripescaggio conta anche il numero dei punti in classifica. E poi, concludendo bene il campionato, affronteremmo con più fiducia i play-off. Abbiamo visto che la squadra che gioca il miglior calcio è il Fiorenzuola. Ma come organico è il Forlì ad essere più attrezzato, ed anche quello che, incontrandolo, può darci più fastidio».

Stando alla classifica attuale è la Sangiovannese l’avversario più probabile nella prima partita play-off.

«E’ sicuramente una squadra tosta e molto fisica. Però ricordo che in gennaio, nell’incontro di ritorno al Romeo Galli, la dominammo, nonostante il pareggio finale».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress); Federico Carraro

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro
Sport 24 aprile 2018

Rimpatriata per i giocatori dell'Imolese che 19 anni fa centrarono la promozione in C2. IL VIDEO

Le cose belle non si dimenticano, neppure dopo una ventina d’anni. Ecco allora che venerdì scorso l’Imolese del 1998/99, quella che fu promossa in C2 dopo lo spareggio di Lugo contro il Forlì (2-0, gol di Maresi e Spezia), si è ritrovata alla Tavernetta, locale dell’allora capitano Maurizio Fusari. Ai suoi tavoli si sono seduti dirigenti (Morini, Pelliconi, Mambelli e altri), staff (il mister Nevio Valdifiori, il diesse Gianni Galli) e ovviamente i calciatori. In quella squadra c’erano i portieri Monterastelli e Ruffolo, poi Bonetti, Toschi, Erbuto, Antonelli, Bersanetti, Maresi, Fusari, Arfeo, Spezia, Actis Dato, Zotti, Paterna, Pari, Malavenda, Rossi, Ballacci, Caselli, Tombolini, D’Avino, Donattini, Polmonari, Cavina e Fraccaro.

r.s.

Nella foto: il gruppone dei partecipanti

Rimpatriata per i giocatori dell'Imolese che 19 anni fa centrarono la promozione in C2. IL VIDEO
Sport 21 aprile 2018

Calcio serie D, ingresso gratuito per vedere l'Imolese. Il presidente Spagnoli parla dei play-off e del possibile ripescaggio

L”Imolese perde per l”ennesima volta a Piancastagnaio (2-1 con rete del momentaneo vantaggio rossoblù di Borrelli) e consegna al Rimini, vittorioso 3-2 in casa contro il Romagna Centro con il gol decisivo firmato dall”ex Ambrosini, la vittoria del campionato con tre giornate di anticipo. Per la formazione allenata da Massimo Gadda ora c’è un secondo posto da difendere e, soprattutto, i play-off da vincere, alla luce delle intenzioni della società di puntare al ripescaggio. Andando per ordine, i punti di vantaggio sul Fiorenzuola, terzo in classifica, sono ora 6; con tre giornate ancora da giocare ne bastano dunque 4 per conquistare matematicamente la seconda posizione. L’imperativo è farne già 3 domani col Sasso Marconi; stadio Romeo Galli, inizio ore 15 (ingresso gratuito).

Per quel che riguarda l’idea della società di chiedere il ripescaggio per giocare la prossima stagione in serie C, c’è da registrare un’importante accelerazione sulla messa a norma del Romeo Galli per il calcio professionistico. La settimana scorsa l’Imolese ha ottenuto il via libera per presentare un progetto relativo all’adeguamento dell’illuminazione ai canoni richiesti in serie C. La documentazione dovrà passare obbligatoriamente dalla Sopritendenza di Bologna e da lì ottenere tutti i permessi per dare il via ai lavori. E’ evidente che questa mossa prelude a passi importanti nelle direzione del ripescaggio. «Ma prima dobbiamo vincere i play-off – ha precisato il presidente Lorenzo Spagnoli -. E prima ancora c’è da difendere questo secondo posto. Quella di domani contro il Sasso Marconi è una partita da vincere».

Ritornando all’ipotesi ripescaggio, potrebbero esistere maggiori possibilità rispetto all’anno scorso?

«Intanto bisognerà vedere quali saranno i parametri di ripescaggio. Al momento, non essendoci un presidente federale, è tutto in alto mare. L’importante per noi adesso è metterci nelle condizioni di essere pronti nel caso si aprano spiragli. Dobbiamo essere preparati a ragionare sui costi e su tutto il resto che ne consegue. Intanto partiamo col cercare di adeguare il Romeo Galli alla categoria superiore».

La strada quindi è ancora lunga e irta di difficoltà.

«Per prima cosa dobbiamo vincere i play-off. E’ un traguardo imprescindibile se si vuole proseguire col resto. Questo lo devono sapere tutti. E so che non è facile aggiudicarsi i play-off per due anni di seguito. Ma dobbiamo provarci con tutte le nostre forze».

L’idea di dare continuità al progetto di quest’anno è ancora in piedi?

«Certamente. Siamo convinti di avere un gruppo di ragazzi valido. Importante anche a livello umano. Quindi ci piacerebbe proseguire con questo progetto tecnico».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: la dirigenza dell”Imolese in tribuna al Romeo Galli, ovvero Fiorella Poggi, il presidente Lorenzo Spagnoli e il direttore sportivo Filippo Ghinassi

Calcio serie D, ingresso gratuito per vedere l'Imolese. Il presidente Spagnoli parla dei play-off e del possibile ripescaggio

SPECIALE GOCCE DI MUSICA 2018

banner_gocce_2018_piccolo

Cerca

PROMO

Seguici su Facebook

PROMO

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast