Posts by tag: investimenti

Cronaca 6 dicembre 2018

Nel 2019 si faranno i lavori in viale Andrea Costa, l'obiettivo è un accesso alla città «da cartolina»

Una nuova immagine per viale Andrea Costa e il piazzale della stazione, perché chi arriva in treno da fuori possa avere un impatto migliore con la nostra città. E’ con questo scopo che la Giunta ha inserito la riqualificazione di questa area nell’elenco annuale 2018 dei lavori pubblici, con un impegno di spesa di 300 mila euro e lavori previsti dopo l’estate dell’anno prossimo.

«Riteniamo che questa sia la cartolina della città quando si arriva a Imola – motiva la sindaca, Manuela Sangiorgi -. Sarà riqualificata l’illuminazione, che fungerà anche da deterrente contro le azioni notturne diffuse, verificatesi anche ultimamente. Sarà rigenerato l’arredo urbano, panchine, aiuole e tettoie delle fermate dei bus. Sarà installato un pannello led per far capire le eccellenze enogastronomiche e le attrattive culturali. Vogliamo comunicare una certa qualità, propria di una “smart city”».

L’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio promette cura e attenzione ai dettagli, senza però fornire i dettagli del progetto. «Oggi questa area dà un’immagine che poco si confà a una città moderna – afferma -. Sembra piuttosto la prima periferia di una realtà di provincia, non si ha la percezione di essere già all’interno della città. Vogliamo dare una nuova visione di quest’area attraverso strumenti moderni. Un “led wall”, ovvero un pannello luminoso di 4 metri per 2, simile a quelli di Times Square (a New York) sarà utilizzato anche per promuovere gli eventi in città».

Verrà inoltre riqualificata l’area di sosta dei taxi, con l’aggiunta di un bagno pubblico. Le risorse per i lavori saranno attinte dalle casse comunali. (lo.mi.)

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Nel 2019 si faranno i lavori in viale Andrea Costa, l'obiettivo è un accesso alla città «da cartolina»
Cronaca 4 dicembre 2018

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani

C’è chi a palazzo Dal Pero ci andava a bere una birra, quando nel piano sotterraneo si trovava lo storico pub Pampero, e chi invece ci andrà per segui-re le lezioni del proprio corso di laurea. Infatti, grazie alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola, proprietaria dell’immobile da una decina di anni, il palazzo tra piazza Duomo e via Garibaldi diventa oggi sede universitaria come il vicino palazzo Vespignani, che proprio quest’anno festeggia dieci anni di università ad Imola.

L’inaugurazione del nuovo palazzo universitario si terrà il prossimo 5 dicembre all’interno dell’ormai consueto appuntamento di apertura dell’anno accademico imolese, in programma nell’aula magna di palazzo Vespignani dalle ore 10.30, alla presenza del rettore Francesco Ubertini e delle autorità locali politiche e religiose. «Con questa nuova dotazione la Fondazione non investe solo sulla presenza dell’università ad Imola – spiega il presidente Fabio Bacchilega – ma sul futuro della città». In verità, già nel 2012 parte degli spazi di palazzo Dal Pero erano stati adibiti a sale studio per un centinaio di studenti universitari, mentre altri locali del medesimo palazzo erano allora affittati ad attività private. Man mano svuotatosi e completamente ristruttu-rato negli ultimi 24 mesi, i piani alti dell’immobile vengono oggi interamente destinati alla sede imolese dell’Unibo (mentre resta al momento vuoto il piano terra): si tratta di tre nuove aule da 45 posti, una da 75, un laboratorio informatico da 40 postazioni ed un’aula multimediale di ultima generazione con dotazioni all’avanguardia che permettono perfino di scrivere sulle pareti.

Degli arredi e degli allestimenti si è occupata Unibo, mentre i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del palazzo, finanziati con 2 milioni di euro dalla Fondazione di palazzo Sersanti, hanno incluso l’installazione di un ascensore e della scala antincendio nel giardino interno, l’adeguamento sismico dell’antica struttura realizzato mediante un involucro esterno in fibra di carbonio e il rifacimento completo degli interni. (mi. mo.)

L”articolo completo è su «sabatosera» del 29 novembre

Nella foto Patrizia Tassinari, responsabile del plesso universitario imolese e Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani
Economia 2 dicembre 2018

L'azienda metalmeccanica Mas ha festeggiato i suoi primi 40 anni regalandosi un nuovo look

E’ un’azienda che non dimostra la sua età, anche perché, in occasione dei suoi primi 40 anni, si è concessa un nuovo look, più accattivante e al passo coi tempi. La metamorfosi dell’azienda metalmeccanica Mas, sigla che sta per Macchine attrezzature speciali, si è compiuta nell’arco degli ultimi mesi ad opera degli dell’A2 Studio Gasparri e Ricci Bitti architetti associati di Imola, in collaborazione con Mario Giberti, il progettista che segue l’azienda dal 1986, da quando cioè è stato costruito il primo nucleo dell’attuale sede.

La ristrutturazione ha riguardato l’esterno dello stabilimento di via Spallicci, l’ingresso principale, la reception e gli uffici al primo piano. «Nel 2017 abbiamo compiuto 40 anni di attività, così ci è venuta l’idea di rifare il look dello stabilimento» spiega Erik Salvatori, che assieme al cugino Marco rappresenta la seconda generazione alla guida dell’azienda fondata dai rispettivi padri, Silvano e Romeo. A entrare nel merito dei dettagli progettuali sono gli architetti Antonio Gasparri e Andrea Ricci Bitti, che a Imola hanno firmato, ad esempio, il «cubo di luce» oggi sede di Acantho ed Herambiente, la riqualificazione della sede di Hera Comm e l’Auditorium 1919 della Sacmi.

«La sfida – illustrano gli architetti – era “rianimare” un edificio dalle soluzioni obsolete, trasformandolo in un complesso moderno e fortemente connotato, senza però modificarne i volumi e l’architettura. Grazie a un nuovo involucro, realizzato con pannelli di alluminio anodizzato tagliati al laser e agganciati a una semplice struttura metallica alla parete esterna, abbiamo donato al volume una nuova anima e una nuova identità. In questo doppio ruolo di confine e interfaccia, la nuova “pelle” assume una duplice valenza: elemento di rivestimento e protezione, funzionale anche al risparmio energetico dato che il rivestimento metallico nasconde un cappotto di 15 centimetri, e strumento di relazione e interfaccia verso il mondo esterno. Abbiamo così pensato a una soluzione che dal punto di vista architettonico permettesse, con un giusto budget, di raggiungere l’obiettivo». (lo. mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”esterno dello stabilimento Mas dopo la ristrutturazione

L'azienda metalmeccanica Mas ha festeggiato i suoi primi 40 anni regalandosi un nuovo look
Cronaca 30 novembre 2018

Il Comune di Castel San Pietro accelera per fare l'ascensore tra via Carducci e il parcheggio entro fine mandato

Castel San Pietro si appresta ad eliminare le due più note barriere architettoniche ancora presenti nel centro storico e pure il dislivello con il parcheggio di via Oriani, quello di fronte all’ex ospedale, oggi Casa della salute. Nulla di inedito, per carità, progetti promessi da tempo, che l’attuale Amministrazione comunale si è impegnata nero su bianco a realizzare entro la fine del mandato.

In particolare, la Giunta Tinti ha, di fatto, deciso di realizzare l’ascensore per collegare viale Carducci con il parcheggio approvando, con la delibera di Giunta del 15 novembre, l’affidamento dello studio di fattibilità tecnica ed economica dell’opera alla società in house Area Blu. Documento alla mano, Tinti dovrà portare l’opera in Consiglio comunale per inserirla nell’elenco 2018 delle opere pubbliche e dunque destinarvi i fondi già accantonati.

Sull’onda dell’impegno preso durante la campagna elettorale di intervenire sulle barriere architettoniche del centro, che rendevano la vita difficile a disabili, anziani e mamme con i passeggini (si ricordi la «passeggiata» in carrozzina che fece in prima persona l’allora candidato Fausto Tinti su invito dei Giovani democratici), la Giunta ne ha già abbattute una decina, investendo 20 mila euro derivati dagli incassi dei parcheggi a pagamento. Si tratta di criticità quali gradini, restringimenti della zona pedonale e rampe non idonee.

Ora l’Amministrazione ha trovato la soluzione anche per due delle più problematiche: la rampetta troppo ripida per l’accesso al portico su via San Francesco, dove si trova l’ufficio postale, e i due fittoni all’altezza del civico 7 di via Matteotti. Eliminare questi ultimi si è rivelato un lavoro particolarmente complicato in quanto, diversamente dagli altri, si doveva intervenire su una proprietà privata. «I fittoni saranno rimossi grazie ad un accordo fra l’Amministrazione e la proprietà del portico dove si trovano gli ostacoli» spiega l’assessore all’Urbanistica Tomas Cenni, che ci sta lavorando da due anni. «Dell’affidamento per la rimozione se ne occuperà Area Blu – aggiunge Cenni -, la nostra intenzione è che si possa intervenire prima delle prossime festività natalizie oppure aspettare l’inizio del prossimo anno per non intralciare le attività natalizie nel centro storico».

La rampa di accesso alla Posta, invece, oggi utilizzabile al massimo per il carico e scarico e non per le carrozzine dei disabili, dovrà essere messa in sicurezza dal condominio proprietario del manufatto stesso. «Il nostro ufficio tecnico sta lavorando insieme a loro per l’aggiunta dell’apposito corri-mano e per diminuire la pendenza, che è eccessiva – conferma Cenni -. Nel frattempo stiamo ideando una ulteriore soluzione alternativa e migliorativa che collocheremo su via Palestro, ovvero un attraversamento pedonale rialzato per portare le persone ed eventuali carrozzine o passeggini “in quo-ta” all’altezza del portico». (l.a. mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”allora candidato sindaco Fausto Tinti in carrozzina alle prese con le barriere architettoniche

Il Comune di Castel San Pietro accelera per fare l'ascensore tra via Carducci e il parcheggio entro fine mandato
Economia 23 novembre 2018

Il neo Cavaliere Alberto Vacchi ha tagliato il nastro del nuovo capannone della Bc Srl di Claudio Betti

C’era emozione e soddisfazione negli occhi di Claudio Betti, mentre lo scorso 16 novembre veniva inaugurato il nuovo capannone che consentirà di ampliare la vicina sede della Bc Srl, l’azienda da lui fondata nel 1974 assieme alla moglie Franca Bettini e che oggi, oltre a dare lavoro a 40 addetti, vede impegnate al proprio interno tre generazioni della stessa famiglia, i tre figli dei fondatori e i nipoti. Qui il pane quotidiano è la meccanica di precisione, nelle sue più moderne declinazioni tecnologiche, che consentono di ottenere componenti per macchine automatiche.

All’attivo l’azienda di via Pasquala ha ben 17 brevetti nel campo della meccanica e del polimero. La quasi totalità del personale è costituita da giovani tecnici formati all’Istituto Alberghetti di Imola. L’azienda infatti è solita inserire con regolarità neodiplomati all’interno del proprio organico, prima attraverso tirocini e poi con contratti stabili. Principale cliente e partner di eccellenza è l’ozzanese Ima, leader mondiale nella produzione di macchine automatiche, che nel 1993 è entrato anche nella compagine societaria della Bc, tramite l’acquisizione di una quota del 30%. Oggi le lavorazioni su particolari meccanici realizzati in esclusiva per Ima rappresentano quasi l’80% del fatturato complessivo. Ecco perché l’onore del taglio del nastro è spettato al presidente e amministratore delegato di Ima, Alberto Vacchi, che ha visitato i nuovi spazi produttivi, l’ufficio progettazione per le nuove tecnologie e l’ingegnerizzazione dei particolari, più il laboratorio all’avanguardia, in cui si svolgono i test sui pezzi eseguiti e sui prototipi.

«Quando sono partito non avrei mai immaginato di essere qui, dopo quasi 45 anni, a inaugurare un nuovo spazio lavorativo per affrontare nuove sfide – ha detto l’amministratore delegato Claudio Betti, ringraziando le maestranze, la famiglia Vacchi, Ima e i tanti collaboratori che hanno contribuito alla crescita dell’azien-da -. L’eccellenza e l’innovazione sono sempre state la stella polare della Bc e lo saranno anche nel futuro, con lo sviluppo del 3D printing e di nuovi investimenti tecnologici».

All’inaugurazione dell’ampliamento della Bc abbiamo colto l’occasione per chiedere al presidente e amministratore delegato di Ima, Alberto Vacchi, di recente insignito Cavaliere del lavoro, di parlarci del legame tra Ima e Bc.

Qual è l’importanza di una azienda come la Bc per la crescita di Ima e del territorio?
«L’importanza è grandissima e lo è per due motivi: primo, perché all’interno di una realtà come Bc esiste una competenza diffusa, difficilmente riscontrabile in tante altre realtà. Attraverso questo tipo di competenza, Ima, così come altre aziende simili a Ima e tutto il territorio, può beneficiare di nuovi traguardi per l’applicazione di nuove idee tecnologiche nella realizzazione dei propri prodotti. Se Ima è dove è, e se tante aziende sono dove sono, lo devono a realtà come Bc, che è riuscita a sfidare le tecnologie in epoche non sospette, quindi già da di-versi anni, riuscendo a realizzare componentistica meccanica con nuove idee, dando la possibilità di raggiungere livelli di competitività molto maggiori rispetto al passato. Quindi attraverso realtà come Bc riusciamo veramente a costruire un indotto territoriale di primissima eccellenza, forse tra i migliori che possiamo riscontrare in ambito europeo».

Eccellenza e innovazione sono termini che ricorrono spesso quando si parla di Ima e Bc. Cosa c’è qui di tanto innovativo?
«Il macchinario è fondamentale, ma è la testa che fa funzionare il macchinario in quel certo modo che dà il valore aggiunto. Qui in Bc, a partire da Claudio Betti a tutta la famiglia e a tutti i collaboratori di Claudio, si riescono a immettere nuove idee e nuovi salti tecnologici nell’applicazione delle tecnologie esistenti e credo sia questa la grande forza di questa realtà». (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Nella foto Alberto Vacchi taglia il nastro del nuovo capannone della Bc Srl

Il neo Cavaliere Alberto Vacchi ha tagliato il nastro del nuovo capannone della Bc Srl di Claudio Betti
Economia 14 novembre 2018

Aster Coop inaugura domani 15 novembre a Castel San Pietro il nuovo magazzino da 10.000 metri quadri

Grazie alla vicinanza al casello autostradale, Castel San Pietro Terme si conferma sempre più territorio vocato al  trasporto e alla logistica industriali. E’ di poche settimane fa l’inaugurazione del nuovo magazzino di Decathlon Italia, il gigante del retail sportivo, già presente nell’area industriale Ca’ Bianca e trasferitasi poco più in là, in una struttura più spaziosa costruita dalla società bresciana Fap Investments in via Henry Ford 4, dalla parte dell’outlet village.

Ebbene, il prossimo 15 novembre, alle 17.30, verrà inaugurato un altro magazzino  frutto di un accordo tra Aster Coop, cooperativa di Udine attiva da 40 anni nella logistica, e Centrale Adriatica, la società cooperativa che si occupa della logistica per le cooperative di consumatori di Alleanza 3.0.

Si tratta di un centro per lo stoccaggio, la preparazione e la distribuzione, su 10.000 metri quadri, che gestirà 5 milioni di colli a servizio dei negozi di Coop Alleanza 3.0.Il centro logistico, anch’esso situato in via Henry Ford, ma al numero 9, occuperà 36 lavoratori.

«La nascita di questo nuovo centro logistico – ha commentato il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti – rappresenta un importante segnale di fiducia nel nostro territorio da parte dell’imprenditoria cooperativa, che sceglie di investire e creare nuovi posti di lavoro nel nostro Comune».

Aster Coop inaugura domani 15 novembre a Castel San Pietro il nuovo magazzino da 10.000 metri quadri
Economia 13 novembre 2018

Castel San Pietro, inaugurata la nuova struttura logistica di Decathlon costruita in soli due anni

Decathlon ha inaugurato la nuova struttura logistica con una grande festa, alla quale ha partecipato una nutrita delegazione dell’Amministrazione comunale di piazza XX Settembre guidata dal sindaco Fausto Tinti.

«Ringraziamo Decathlon per aver dato fiducia alla nostra Amministrazione, puntando ancora su Castel San Pietro Terme», ha detto Tinti, senza peraltro rinunciare a rivendicare (per sè, per i colleghi di Giunta e per i tecnici comunali) i meriti per i risultati positivi sin qui raggiunti: «In questi quattro anni, con questa Amministrazione – ha tenuto infatti a sottolineare il primo cittadino castellano – abbiamo realizzato l’insediamento o lo sviluppo nel territorio comunale di un’azienda ogni sei mesi»: oltre a Decathlon, l’elenco comprende anche Turolla-Danfoss, Alce Nero, Cartotecnica Moreschini, Teko-Telecom, Bio-on, Robopac, Sacmi, Walvoil, Marchesini. «E lavoreremo fino all’ultimo giorno per insediarne altre», ha aggiunto Tinti, senza però svelare il nome del prossimo arrivo.

Decathlon, gruppo francese di rilevanza mondiale specializzato nella produzione e distribuzione di articoli sportivi, conta oggi in Italia 120 negozi, 2 stabilimenti produttivi e 4 depositi logistici, per oltre 7 mila dipendenti. I centri logistici sono a Basiano (Mi), Maddaloni (Ce), Brandizzo (To) e, da fine 2005, a Castel San Pie-tro. Prima in via degli Artigiani, nella zona Ca’ Bianca, e ora in via Henry Ford. La nuova struttura è notevolmente più grande, al fine di poter gestire in futuro la crescita della rete commerciale, con apertura di nuovi punti-vendita, e l’aumento dei prodotti da trattare.

In verità è stata Fap Investments (società bresciana d’investimento attiva nel campo immobiliare, detenuta al 50% da Fernova Srl, riconducibile alla famiglia Ferrari, e per il restante 50% dalla società Arcese Immobiliare Srl, appartenente alla famiglia Arcese) a realizzare concretamente la struttura in soli due anni, fra procedure, costruzione e consegna. «Dovevamo essere rapidi ed efficienti – ha detto ancora Tinti – e ci siamo riusciti, grazie a Fap, guidata da Fausto Ferrari, e alla nuova generazione del nostro ufficio tecnico, guidato da Angelo Premi, con il fondamentale contributo di Barbara Emiliani, Manuela Mega, Manuela Mongardi e Fausto Zanetti. Una squadra competente e determinata che sta traguardando una linea politica che è quella di portare lavoro nel nostro territorio».

Tempi brevi, anzi brevissimi per un Paese, l’Italia, ove la burocrazia imperversa sovrana con i suoi tempi biblici. Per costruire la nuova piattaforma logistica di Fap-Decathlon è stato individuato infatti un percorso nell’ambito del Piano strutturale comunale che, sfruttando la normativa nazionale di snellimento delle procedure per le imprese, ha consentito di ridurre i tempi di rilascio del permesso di costruire, istruendo contemporaneamente le fasi urba-nistiche. 

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il sindaco Fausto Tinti con Felice Di Domenica, responsabile di Decathlon Italia

Castel San Pietro, inaugurata la nuova struttura logistica di Decathlon costruita in soli due anni
Economia 12 novembre 2018

La TeaPak raddoppierà gli spazi nella nuova sede lungo via Gambellara. Il cantiere previsto a primavera

Per i dettagli occorrerà attendere il completamento del progetto esecutivo. Per ora ci sono il terreno, un lotto di 42 mila metri quadri lungo via Gambellara ac-quistato a metà ottobre dalla Cti, e il permesso di costruire. E’ qui che nel 2019 TeaPak, l’azienda imolese controllata dalla multinazionale statunitense Yogi Tea, leader in Europa per tisane e infusi bio, realizzerà la sua nuova sede.

Fondata nel 1991, TeaPak miscela e confeziona i prodotti Yogi Tea per Europa, Africa e Medio Oriente. Conta un centinaio di dipendenti, in maggioranza giovani donne (l’età media è di 37 anni), e oggi occupa un immobile di 6 mila metri quadri, in via Colombarotto. Da diversi anni il business di Yogi Tea cresce in modo costante a doppia cifra e quello di TeaPak va di pari passo. Già negli anni scorsi in via Colombarotto è stato necessario ottimizzare gli spazi sia per supportare l’espansione dell’area produttiva sia per implementare la lavorazione a monte del confezionamento, con il trasferimento dalla Germania a Imola del processo di miscelazione delle materie prime provenienti da tutto il mondo.

Nel 2017 l’azienda imolese ha superato il mezzo miliardo di bustine di tisane prodotte, con un ritmo di crescita che ha reso sempre più esigui gli spazi attuali. «Siamo partiti con uno studio di fattibilità che è durato due anni, periodo durante il quale sono state valutate numerose opzioni» così l’azienda racconta come si è sviluppato il progetto della nuova sede. In un primo tempo è stata presa in considerazione anche la possibilità di decentrare la produzione in altre zone d’Italia o addirittura all’estero. Poi, grazie all’impegno della precedente Amministrazione comunale a garantire pratiche veloci nel quadro del progetto Manufacturing zone restart e grazie al sostegno di Confartigianato, la proprietà dell’azienda si è convinta a rimanere e ad ampliarsi a Imola, investendo a lungo termine sul nostro territorio «per garantire ai dipendenti presenti e futuri di TeaPak una nuova sede produttiva, flessibile abbastanza da supportare la crescita già prevista».

Per TeaPak, che in questo modo potrà trasferire tutte le attività dall’immobile oggi in affitto, si tratta di un investimento ingente, anche se al momento l’azienda non fornisce cifre. L”obiettivo è quello di dare il via alla gara di appalto nel periodo invernale e di iniziare i lavori di costruzione con il ritorno della bella stagione, nel 2019. (lo.mi.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto l”attuale stabilimento TeaPak in via Colombarotto

La TeaPak raddoppierà gli spazi nella nuova sede lungo via Gambellara. Il cantiere previsto a primavera
Economia 12 novembre 2018

Via Gambellara, al via entro fine dicembre i lavori per costruire un parco, dei parcheggi e una rotonda

Lavori in vista lungo via Gambellara sul terreno compreso tra il canile e via Bicocca. A metà ottobre la Cooperativa trasporti Imola lo ha venduto all’azienda TeaPak, che vi costruirà la sua nuova sede. I primi mezzi in azione saranno però della stessa Cti, alla quale competono le opere di urbanizzazione: un parco pubblico, parcheggi e un intervento sulla viabilità, con la costruzione di una rotonda all’incrocio tra via Gambellara e via Bicocca.

«Il lotto in questione era un terreno agricolo edificabile di 57 mila metri quadri, dove la nostra controllata Caci coltivava ad anni alterni grano e girasoli – dettaglia il presidente di Cti, Luca Montroni -. Lo scorso anno, tra primavera e novembre, qui sono stati effettuati alcuni scavi archeologici dalla Soprintendenza, che al termine ha dato il suo nulla osta». Oltre ad alcune sepolture di età romana, sono stati ritrovati i resti di una cascina, databile tra il I secolo avanti Cristo e il VI secolo dopo Cristo. I reperti, su cui sono ancora in corso gli studi, sono oggi conservati al deposito archeologico all’interno del Sante Zennaro.

«TeaPak ha acquistato un’area di 42 mila metri quadri – prosegue il presidente – e la parte restante, di circa 15 mila metri quadri e oggetto di convenzione con il Comune, sarà quella dove andremo a realizzare le opere di urbanizzazione. Si tratta di due fasce di terreno alle estremità nord e sud del lotto, una più verso il canile e l’autostrada, l’altra costeggiante via Bicocca. I lavori che ci competono inizieranno entro fine dicembre. In queste settimane stiamo definendo la cantierizzazione e il cronoprogramma dei lavori. Entro ottobre 2019, comunque, è prevista la cessione di quei terreni al Comune».

La prima parte dei lavori riguarderà la realizzazione di parcheggi e di un bacino di laminazione delle acque all’angolo fra via Bicocca e Gambellara. Un’opera, questa, obbligatoria quando si realizzano nuove urbanizzazioni. «Eviterà che le acque piovane si riversino direttamente nei canali di scolo, prevenendo gli allaga-menti» spiega il presidente. Accanto al bacino è prevista un’ottantina di posti auto. «La superficie destinata a parcheggio è di 3.100 metri quadri – aggiunge -. Dalla parte opposta, più vicina al canile, sarà invece creato un parco pubblico su una superficie di circa 6 mila metri quadri, con un piccolo accesso per le macchi-ne che si occuperanno della manutenzione del verde».

Qui si farà anche un’area sgambatura cani, che sarà senz’altro apprezzata dagli utenti a quattro zampe del vicino canile municipale. In una fase successiva Cti interverrà sul riassetto di via Gambellara. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto l”area sulla quale TeaPak costruirà la sua nuova sede

Via Gambellara, al via entro fine dicembre i lavori per costruire un parco, dei parcheggi e una rotonda
Cronaca 30 ottobre 2018

Lavori prima dell'inverno per sistemare il guado di Carseggio, in attesa del nuovo ponte da costruire nel 2019

Il Comune di Casalfiumanese sta per affidare i lavori per sistemare il guado sul Santerno in via Macerato e la strada alternativa in vista dell’inverno. Il tutto in attesa della costruzione del nuovo ponte, per il quale la Regione ha aggiunto di recente ulteriori 915 mila euro allo stanziamento iniziale di 985 mila, una cifra che, secondo le previsioni, dovrebbe permetterne la realizzazione il prossimo anno.

Nel frattempo, le famiglie e l’allevamento avicolo della zona per raggiungere la via Montanara dovranno utilizzare ancora per un po’ il guado che da quattro anni consente di attraversare il fiume Santerno dopo che una disastrosa piena ha costretto all’abbattimento del vecchio ponte. In alternativa, possono percorrere l’impervia stradina che conduce alla via Maddalena. Da qui la richiesta fatta dal Comune alla Regione per ottenere una cifra da poter investire in alcune manutenzioni necessarie per renderli praticabili e meno disagevoli durante la prossima stagione invernale.

«Avevamo chiesto 56 mila euro e ce ne hanno accordati 50 mila – dice soddisfatta il sindaco di Casale, Gisella Rivola -. Si tratta di opere di somma urgenza, quindi contiamo di affidarle in tempi brevissimi ed effettuare gli interventi a novembre».

Quali sono gli interventi previsti? Per quanto riguarda il guado «è necessario inserire del calcestruzzo nelle rampe di accesso che si sono rovinate a causa delle abbondanti piogge dell’estate – dettaglia Rivola -. Inoltre, chiuderemo le buche che si sono create nella strada alternativa e taglieremo alcuni alberi che sono cresciuti troppo. Da ultimo, conserveremo una quota dei fondi per effettuare un servizio di trasporto scolastico dedicato, se le famiglie dovessero farne richiesta in vista dei mesi più rigidi». (r.c.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Nella foto il guado di via Macerato

Lavori prima dell'inverno per sistemare il guado di Carseggio, in attesa del nuovo ponte da costruire nel 2019

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