Posts by tag: lavori

Cronaca 8 ottobre 2018

Convento dell'Osservanza, al via da oggi il cantiere per completare il restauro del chiostro quattrocentesco

Sono partiti oggi 8 ottobre i lavori nel primo chiostro dell”ex convento dell”Osservanza. Si tratta in realtà del completamento del restauro architettonico di una delle parti più pregiate del complesso, il primo chiostro, terminato nel 1487 come testimoniato dall”iscrizione rinvenuta sul capitello della prima colonna accanto all”ingresso. Nel giro di alcuni mesi si procederà al rifacimento dell”intonaco e alla realizzazione del nuovo impianto di illuminazione.

L”intervento, che sarà effettuato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, sarà affiancato da un secondo cantiere che riguarderà il santuario della Beata Vergine delle Grazie, nel quale sarà realizzato l”impianto di riscaldamento. Il costo di entrambi è di 70.000 euro. La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola era già intervenuta nel complesso in occasione del restauro degli affreschi delle lunette del primo chiostro, terminato nel 2010.

Questa tranche di lavori si inserisce nel programma di recupero del complesso che è partito nell”agosto 2017, quando sono state rifatte alcune coperture. Tutti gli interventi si svolgono in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e con la supervisione della Diocesi di Imola.

Oltre alla finalità di recupero di un patrimonio di pregio, il programma si propone anche di sistemare gli spazi per le varie attività che si svolgono nel complesso, dove hanno sede la parrocchia di San Cassiano, gli scout e il Circolo Silvio Pellico, quest”ultimo fondato oltre 100 anni fa. Tra gli interventi futuri il restauro del gruppo scultoreo conosciuto come «i Piagnoni» e la sala Gardi. (r.c.)

Nella foto il chiostro quattrocentesco dell”Osservanza

Convento dell'Osservanza, al via da oggi il cantiere per completare il restauro del chiostro quattrocentesco
Cronaca 5 ottobre 2018

Miglioramento sismico per la materna Rodari, il Comune cambia ditta per “inadempimento contrattuale'

Tempi più lunghi del previsto per l’intervento strutturale sulla scuola materna comunale Rodari di Ozzano Emilia. Nei giorni scorsi il Comune ha provveduto alla risoluzione del contratto con la ditta vincitrice dell’appalto, la salernitana Edil Tors, per «grave inadempimento contrattuale» e ora dovrà cercare una nuova impresa per completare l’intervento di miglioramento sismico. Un’opera che, tra progettazione, lavori e Iva ha un costo per le casse comunali di 600 mila euro, dei quali 320 mila (Iva esclusa) per l’intervento vero e proprio. La Edil Tors si era aggiudicata l’appalto su 206 partecipanti alla gara proponendo il ribasso maggiore, ossia il 26,12%. L’impresa aveva cominciato i lavori nel mese di marzo. Poi, «la ditta è sparita il 3 agosto e per diverse settimane non siamo riusciti a metterci in contatto con loro» prosegue Lelli. Soltanto il 14 settembre c’è stato un incontro tra Amministrazione ed Edil Tors e l’impresa ha comunicato «che non avevano più possibilità di proseguire i lavori per problemi legati al personale». Da qui la scelta del Comune di rescindere il contratto.

«Ora il direttore dei lavori avrà 20 giorni di tempo per redigere lo stato di consistenza (cosa è stato fatto e cosa no, ndr) per poi poterlo presentare alle altre aziende in graduatoria, a partire dalla seconda. La ditta che accetterà di ultimare l’opera, dovrà farlo allo stesso ribasso della Edil Tors» precisa Lelli. L’ente locale finora aveva già pagato alla Edil Tors sia l’acconto che un primo stralcio, «complessivamente 160 mila euro, che sostanzialmente coincidono con i lavori che hanno effettivamente fatto, ossia circa il 50%, in particolare il consolidamento delle fondazioni e la posa di fibre di carbonio».  Serviranno, però, almeno un paio di mesi per individuare una nuova ditta. «Ipotizziamo di finire in primavera» abbozza il sindaco.

Il ritorno dei bambini avverrà nel corso dell’estate 2019. Nel frattempo, le tre sezioni della Rodari continueranno a fare lezione «in trasferta» nelle aule ricavate presso il nido Fresu, la scuola materna Cavalier Foresti di Maggio e il centro per le famiglie L’Abbraccio presso il polo scolastico Il Girotondo. «Il Comune continuerà a offrire gratuitamente il servizio di trasporto scolastico per i bimbi che sono stati trasferiti a Maggio, mentre il pre e post scuola continuerà ad essere gratuito per tutto l’anno per tutte e tre le sezioni» assicura Lelli. (gi.gi.)  

Altri particolari sul “sabato sera” del 4 ottobre. 

Nella foto i lavori in corso alla materna Rodari 

Miglioramento sismico per la materna Rodari, il Comune cambia ditta per “inadempimento contrattuale'
Cronaca 15 settembre 2018

Toscanella, lunedì 17 settembre l'inaugurazione della scuola materna ristrutturata “Guido Rossa'

Cerimonia di inaugurazione dei lavori di ristrutturazione della scuola materna «Guido Rossa».

La cittadinanza è invitata a partecipare all’evento, durante il quale saranno illustrati gli interventi realizzati.

Saranno presenti rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’ufficio Tecnico, la dirigente scolastica, i progettisti e una rappresentanza della ditta esecutrice. Oltre alla manutenzione straordinaria si è provveduto all’adeguamento sismico della scuola nonché all’efficientamento energetico e alla prevenzione incendi.

Alle ore 17.15, scuola materna «Guido Rossa» di Toscanella, via Poggiaccio 119.

Nella foto d”archivio la materna Guido Rossa prima dei lavori

Toscanella, lunedì 17 settembre l'inaugurazione della scuola materna ristrutturata “Guido Rossa'
Cronaca 6 settembre 2018

Ex Beccherucci, lunedì comincia la demolizione parziale, poi sulla Selice ritornerà il doppio senso di marcia

Prenderanno il via lunedì i lavori di demolizione parziale dell”Ex Beccherucci, l’edificio a forma di elle che si affaccia su via Selice e via Galvani, dal 2011 di proprietà di ConAmi. L”intervento è propedeutico al riassetto della viabilità che prevede la promessa e attesa riapertura del doppio senso di marcia sulla via Selice, con ripristino dell’immissione del traffico in uscita sulla rotatoria della circonvallazione.

In primavera il Consorzio Ami aveva pubblicato un avviso esplorativo per individuare gli operatori economici da invitare alla procedura negoziata per realizzare le opere di demolizione parziale del corpo d’angolo del fabbricato. A fine luglio la Giunta Sangiorgi ha approvato la relativa convenzione urbanistica e il prossimo 10 settembre, partirà il cantiere. La demolizione interessa il corpo d’angolo del fabbricato situato sulla rotonda tra le vie Selice, Galvani e Resistenza.

“I lavori – informano dal ConAmi con una nota – sono stati affidati a seguito di una procedura di gara alla ditta B.R. Demolizioni Srl di Bra (Cuneo). L’impresa, tra le migliorie offerte in sede di gara, ha proposto anche di attuare la demolizione con pinze demolitrici comandate a distanza dagli operatori – spiega lo stesso Consorzio -. Questo metodo, a differenza della classica demolizione con martello pneumatico, ridurrà fortemente gli impatti di rumore e vibrazioni, oltre a garantire maggiore sicurezza per gli addetti al cantiere”. L’importo contrattuale è di 87.8431 euro, è finanziato dal ConAmi e la durata dei lavori prevista è di 68 giorni consecutivi.

“Il cantiere non comporterà modifiche al traffico veicolare o restringimenti di carreggiata – precisano sempre dal ConAmi -; verranno invece temporaneamente interrotti i tratti di marciapiede sulle vie Selice e Galvani, in corrispondenza dell’area di esecuzione dei lavori, con la conseguenza che il flusso di bici e pedoni sarà convogliato dall’altro lato delle due carreggiate”. Il progetto e la gestione dei successivi interventi sulla viabilità sono stati affidati dal ConAmi ad ad Area Blu Spa mediante una convenzione, con oneri a carico di ConAmi. I lavori in progetto prevedono, oltre alla possibilità di immissione in rotonda dal tratto di via Selice interno alla cerchia urbana, una serie di opere idonee a garantire maggiore sicurezza agli incroci tra la Selice e le vie Coraglia e Mentana. 

Il progetto è atteso e approvato da tempo. Le attività commerciali e i residenti, infatti, hanno mal digerito la scelta di chiudere la Selice in uscita dal centro, avvenuta nel 2007 in concomitanza con la realizzazione della rotonda che ha sostituito i semafori. Una scelta dovuta alla necessità di ridurre la pericolosità dell’incrocio teatro di frequenti e gravi incidenti, ma la modifica, e il traffico che continua comunque ad insistere nella zona, costringe i veicoli a tortuose deviazioni nelle strade limitrofe per dirigersi sulla circonvallazione o la zona industriale e l”autostrada. Per non parlare del commercio che langue. Per chiedere la riapertura del doppio senso di marcia, sono state raccolte circa 400 firme tra residenti e cittadini, iniziativa a cui ha fatto seguito una mozione che venne approvata durante la Giunta Manca nel luglio del 2014 da tutti i gruppi consigliari, partendo da documenti presentati da M5Stelle, Forza Italia ed emendamenti del Pd. All”epoca l’obiettivo della riapertura, in verità, era anche allentare il traffico su via Andrea Costa che negli orari di partenza e arrivo degli autobus dedicati alle scuole risultava sovraccarica. Detto ciò, è bene ricordare che in questi anni gli incidenti sono diminuiti molto e la zona è sicuramente più tranquilla e sicura per chi ci abita. (l.a.)

Nella foto dell”ex Beccherucci le frecce nere indicano la parte che verrà demolita

Ex Beccherucci, lunedì comincia la demolizione parziale, poi sulla Selice ritornerà il doppio senso di marcia
Cronaca 4 settembre 2018

Castel San Pietro, il sindaco Tinti vuole chiudere sei consorzi entro fine 2019. Obiettivo: completare le opere urbanistiche

Sul Sillaro c’è del movimento su molti consorzi del territorio. Il sindaco castellano Fausto Tinti (nella foto), infatti, ha preso di petto la questione e ha deciso, possibilmente entro la fine del suo mandato nel 2019, di lavorare alla chiusura di diversi consorzi residenziali e produttivi del proprio territorio.

Un’azione che ha intrapreso, spiega, non solo come presidente dei consorzi in questione, una prassi comune per un sindaco, ma anche «in qualità di sindaco, sia per correttezza nei confronti dei consorziati che recentemente o addirittura decine di anni fa hanno acquistato i terreni su cui sorgono le proprie case o aziende e che attendono le opere urbanistiche di completamento, sia perché quartieri ed aree rifinite richiamano nuovi investimenti».La formula del consorzio è presto spiegata: si tratta di un ente di diritto privato formato da più proprietari ed imprese costruttrici. Il terreno del consorzio è di fatto privato fino alla consegna dello stesso all’Amministrazione comunale spettante, passaggio che può avvenire solo quando le opere urbanistiche in capo al consorzio sono completate e col-laudate.

Si tratta, per intenderci, di asfaltature, segnaletica verticale ed orizzontale, parcheggi, dossi rallentatori, cordoli, verde pubblico e così via. Tali opere sono a carico del consorzio sia per la spesa che per la realizzazione, finanziate con le quote preventivamente versate dai consorziati, ovvero i proprietari.

Sul Sillaro, come anche altrove, alcuni consorzi hanno rimandato il completamento delle opere urbanistiche di anno in anno, talvolta causando veri e propri disagi ai proprietari come nel caso delle fognature che causavano problemi di odori e ristagno e della rotonda fuori asse del Borghetto (quest’ultima di recente è stata ri-posizionata al centro dell’incrocio tra via Gandhi e via Madre Teresa di Calcutta).

«I consorziati sono cittadini, privati ed aziende, e meritano attenzione – è il pensiero del sindaco, che come detto veste i panni di presidente dei vari con-sorzi -. Per me è stato importante fin da subito, quando nel 2014 ho iniziato il mio mandato, prendere in mano una situazione di stallo, quella dei molti consorzi aperti e mai completati né chiusi, e portarla ad un lieto fine».

Nel dettaglio il sindaco Tinti si è trovato a fare i conti con i consorzi Borghetto, Quaderna, Pellizzara-Capriva, Molino Nuovo, Collina 2, Panzacchia 2, Valle di Malta (dove da poco ha aperto il discount Md), Fontanelle 2 (confinante con Valle di Malta), Banza Inferiore e Osteria Grande Ovest. «Per lo più si trattava e si tratta di finiture di completamento, dall’asfaltatura definitiva (in alcune strade si trova ancora solo lo strato di binder provvisorio) alla segnaletica fino all’illuminazione, ma sono comunque opere importanti per il decoro delle zone in questione – dettaglia Tinti -. In altri casi, le opere mancanti erano di prima necessità, ad esempio per quanto riguarda le fognature del Borghetto o la mancata asfaltatura di via Anna Magnani del consorzio Quaderna che causava problemi di sollevamento di polvere ai residenti».

Così il sindaco ha lavorato con i vari consigli di amministrazione dei consorzi, coadiuvato anche dall’Ufficio tecnico comunale, per la stesura delle procedure, per «aggredire», dice letteralmente, i consorzi in stallo. Essendo i consorzi enti di diritto privato, il modus operandi per finanziamento (con soldi privati), assegnazione e realizzazione delle opere è semplificato e ad oggi i consorzi Collina 2 e Panzacchia 2 sono già stati chiusi.

I tecnici esterni incaricati dai vari consigli di amministrazione stanno poi lavorando su ben sei consorzi, ossia Borghetto, Fontanelle 2, Banza Inferiore, Quaderna (legato anche al nuovo polo scolastico di Osteria Grande), Molino Nuovo e Pellizzara-Capriva, quest’ultimo aperto ben quarant’anni fa, per «completare le opere necessarie, fare i collaudi e arrivare alla chiusura di questi enti, con il passaggio di proprietà delle parti comuni dai privati al Comune di Castel San Pietro, entro la fine del mio mandato (primavera 2019, ndr) o, al più tardi, entro la fine del 2019». (mi.mo.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Castel San Pietro, il sindaco Tinti vuole chiudere sei consorzi entro fine 2019. Obiettivo: completare le opere urbanistiche
Cronaca 1 settembre 2018

Ozzano, un intervento da 700 mila euro per rinnovare il tetto e gli impianti del palazzetto dello sport

Con una traversia più lunga del solito, i lavori di ristrutturazione (riqualificazione energetica e impiantistica) del palazzetto dello sport di Ozzano Emilia sono stati assegnati, e si attendono molte novità. A cominciare dalla sostituzione del motivo colorato del tetto, chiamato da alcuni «la mongolfiera» e definito dal sindaco Luca Lelli «uno dei tratti distintivi di Ozzano da oltre 30 anni», fino al nome della struttura.

Con ordine. I lavori costeranno in tutto 700 mila euro, di cui 164 mila finanziati dalla Regione e i restanti 536 mila direttamente dal Comune, che ha ottenuto un parziale sblocco del Patto di stabilità, quello che vincola le spese delle amministrazioni a stringenti parametri con l’obiettivo di ridurre il deficit dello Stato. I primi paletti però li ha posti il calendario. Se i lavori non si concludono entro marzo 2019 si perde il contributo regionale. Tra settembre e giugno incombe il campionato di basket che dal prossimo anno vedrà la squadra ozzanese dei Flying Balls, fresca di promozione, «volare» in serie B.

Dunque non resta che la piccola finestra estiva tra agosto e inizio settembre per iniziare i lavori. Ovvero adesso. Se aggiungiamo poi che l’individuazione della ditta che eseguirà i lavori è passata attraverso due bandi comunali, il primo concluso il 12 luglio andato deserto, ecco il perché di un’assegnazione arrivata con l’acqua alla gola.

«Memori della passata esperienza dei lavori presso le scuole Rodari a fine 2017 – spiega Lelli -, dove una simile riqualificazione ha visto la partecipazione di circa 200 aziende con conseguente allungamento dei tempi per vagliare tuttele domande, avevamo scelto di inserire nel primo bando l’obbligo del sopralluogo. La ragione era appunto evitare documentazioni “fotocopia”, spesso presentate da ditte associate tra loro, che avrebbero causato uno slittamento dell’inizio dei lavori. Il problema è sorto quando solo tre aziende hanno chiesto il permesso di fare sopralluoghi, e tra queste solo una ha presentato un’offerta, ma irregolare».

Tutto da rifare, dunque. Archiviata la gara del 12 luglio come «deserta», si è passati a una seconda gara a invito. Il 6 agosto il lavoroè stato assegnato alla ditta Naldi Impianti di Castel San Pietro, che ha presentato un”offerta congiunta con Opere Costruzioni Generali di Imola e la Co.Ind di Villanova di Castenaso. L’azienda capofila, la Naldi Impianti, l’ha spuntata con il 3% di ribasso sul costo base preventivato, e dovrà svolgere gran parte delle opere mentre le società sportive continueranno ad allenarsi all’interno del palazzetto. Società che sono in crescita. Oltre ai cestisti Flying Balls, infatti, a Ozzano si allenerà anche il VolleyTeam Bologna. «Non ci sarà un periodo di chiusura – assicura il sindaco Lelli -. I lavori saranno compatibili conle attività sportive, per lo menocon gli allenamenti pomeridiani. Potrebbe giusto esserci una chiusura parziale, ad esempio per una settimana in occasione della sostituzione delle vetrate presso la palestra al piano superiore». (ti. fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto il palazzetto dello sport

Ozzano, un intervento da 700 mila euro per rinnovare il tetto e gli impianti del palazzetto dello sport
Cronaca 29 agosto 2018

Cantieri, via Emilia chiusa al traffico dal 3 al 13 settembre nel tratto sotto il voltone del palazzo comunale

Chiusura al traffico, nel periodo compreso tra lunedì 3 e giovedì 13 settembre, per il tratto di via Emilia sotto il voltone del municipio. Il provvedimento, anticipato qualche settimana fa, servirà alle operazione di smontaggio delle colonne in acciaio e dell’impalcato in legno realizzati a servizio del cantiere per il consolidamento statico del voltone.

Alla fine di luglio, come si ricorderà, era stato chiuso il tratto di via Mazzini, per consentire lo smontaggio dei sostegni in quel tratto. Entrambi gli interventi fanno parte del complessivo intervento di consolidamento definitivo delle porzioni del palazzo comunale soprastanti i voltoni, che stanno procedendo secondo programma. Solo al termine dei lavori saranno smontate, invece, la gru e la zona di carico e scarico mezzi poste su via Appia, di fronte all’ingresso dell’ex bar Colonne. Se tutto procederà secondo le tappe previste, quindi clima permettendo, la conclusione dell’intervento dovrebbe arrivare tra fine ottobre e inizio novembre.

Per effetto della chiusura della via Emilia, dal 3 al 13 settembre avverranno queste modifiche alla viabilità: il traffico pedonale e ciclabile potrà proseguire utilizzando il portico adiacente all’ex bar Bacchilega, posto a fianco della via Emilia; i mezzi autorizzati al transito nel tratto interessato dai lavori potranno uscire da via Aldrovandi tranne che nelle mattinate in cui è presente il mercato ambulante in piazza Matteotti (martedì, giovedì e sabato): in questo caso l”uscita sarà da via Vaini. Nei giorni di mercato, i mezzi degli ambulanti potranno uscire dalla via Aldrovandi. I mezzi autorizzati al carico e scarico delle merci potranno usare un”area apposita di carico e scarico sulla via Emilia, poco prima della svolta a destra su via Vaini.

Indicazioni precise saranno date inoltre da una specifica segnaletica di preavviso di chiusura strada posta agli incroci tra via Emilia e via Cosimo Morelli e tra via Emilia e via Selice. 

Cantieri, via Emilia chiusa al traffico dal 3 al 13 settembre nel tratto sotto il voltone del palazzo comunale
Cronaca 25 agosto 2018

Castel San Pietro, la Regione stanzia 240 mila euro per il ponte di via Mingardona, nella frazione di Molino Nuovo

Buone notizie a metà per gli abitanti della frazione castellana di Molino Nuovo e dintorni, lungo via Viara. Da una parte, infatti, sono in arrivo le risorse per sistemare il ponte di via Mingardona. Dall’altra, invece, ci vorrà ancora del tempo prima di poter ricostruire quello di via del Mulino. Da diverso tempo, infatti, i due ponti che consentono di attraversare il torrente Sillaro non sono utilizzabili, così che ai residenti della zona tocca utilizzare l’unico ancora percorribile, ossia quello all’altezza di San Martino in Pedriolo, più a valle, con tutti i disagi che ne conseguono.

Partiamo dalla buona notizia. Nei giorni scorsi, infatti, la Regione Emilia Romagna ha confermato lo stanziamento di 240 mila euro destinati al Comune di Castel San Pietro per il ponte di via Mingardona, al confine tra Castel San Pietro e Monterenzio, all’altezza di San Clemente. Ponte che, lo ricordiamo, è stato chiuso al traffico nel marzo di quest’anno, dopo che le piene del Sillaro l’avevano danneggiato. L’intervento in via Mingardona riguarderà la spalla e i muri d’ala del ponte, nonché il ripristino della strada d’accesso.

«Probabilmente si procederà inserendo delle gabbie di contenimento per ripristinare la sponda e dunque la strada – precisa il sindaco castellano, Fausto Tinti -. Contiamo di dare l’incarico in tempi brevi per poter intervenire prima delle prossime piogge in-vernali». Lo stanziamento di viale Aldo Moro rientra all’interno di un pacchetto da 9 milioni e mezzo di euro per interventi di messa in sicurezza in seguito al maltempo dei mesi scorsi.

«Il piano conferma i fondi promessi dal presidente Stefano Bonaccini per evitare l’isolamento di centri abitati e riaprire la viabilità dove già interrotta – aggiunge la consigliera regionale Francesca Marchetti (Pd) -. Nel bolognese sono in arrivo un milione e 110.460 euro per 17 interventi, tra cui quello al confine tra Castel San Pietro e Monterenzio. Questo tratto di viabilità risulta assoluta-mente importante per le abitazioni circostanti, nonché strategico per alcune aziende agricole site nelle vicinanze».

Soddisfatto della notizia di questo intervento è Vanes Tomasini, presidente della Consulta di Molino Nuovo. «Riaprire al traffico anche il ponte di via Mingardona è sicuramente importante soprattutto per le aziende agricole del territorio, che oggi sono costrette ad utilizzare il ponte nei pressi di San Martino in Pedriolo, molto più a valle e molto vecchio – dice Tomasini -. Purtroppo, invece, non abbiamo avuto novità in me-rito alla ricostruzione del ponte di via del Mulino». (gi.gi. mi.mo.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Nella foto il ponte di via Mingardona attualmente chiuso al traffico

Castel San Pietro, la Regione stanzia 240 mila euro per il ponte di via Mingardona, nella frazione di Molino Nuovo
Cronaca 17 agosto 2018

Da lunedì lavori di asfaltatura in via Morandi a Dozza. Viabilità modificata e limitazione alla velocità

Da lunedì 20 a giovedì 30 agosto cantiere aperto nel Comune di Dozza per i lavori di asfaltatura del secondo tratto di via Morandi. Al fine di garantire la sicurezza dei cittadini e delle attività artigianali presenti, in quei giorni (escluso sabato 25 e domenica 26) dalle ore 6 alle ore 18 è stato disposto sul tratto di strada interessato il limite di velocità di 30 km/h, oltre al divieto di sosta e di fermata in ambo le direzioni di marcia e il senso unico alternato.

«Attraverso quest”importante intervento – commenta il sindaco di Dozza Luca Albertazzi –  riusciremo a completare ed abbellire il contesto della zona industriale di via Morandi.  Siamo molto soddisfatti di poter finalmente eseguire questo intervento perché, fin dalla sua realizzazione, l’asfaltatura di via Morandi non era mai stata portata a termine. Ci scusiamo per gli eventuali disagi che il cantiere potrà comportare e proprio per questo abbiamo cercato di ridurli al minimo consentendo comunque l’utilizzo della strada interessata».

r.c.

Nella foto: il Comune di Dozza

Da lunedì lavori di asfaltatura in via Morandi a Dozza. Viabilità modificata e limitazione alla velocità
Economia 4 agosto 2018

Coop Cefla, in arrivo una vetrina sull'autostrada e le sale corsi per il settore medicale

Sempre a Imola in via Bicocca, Cefla ha già iniziato i lavori preliminari per la realizzazione di un nuovo edificio che ospiterà lo showroom e le sale corsi per la business unit Medical equipment.

«Vorremmo che fosse una vetrina sull’autostrada – anticipa il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci -. L’obiettivo è ampliare lo showroom dedicato solo ai prodotti della business unit Medical equipment e l’area destinata all’accoglienza dei visitatori, creando un unico polo funzionale che accolga oltre alle sale espositive anche un centro per la formazione dei “dealer”, che si occupano di assistenza prodotti».

La nuova costruzione, di circa 3 mila metri quadri, di superficie e di altezza variabile da 3,80 a 10 metri sarà realizzata nella fascia di terreno fronte autostrada. L’edificio si svilupperà su due livelli: il piano terra, dedicato alle sale espositive, e un piano seminterrato, dedicato a sale corsi, collegati da una scala centrale. Anche questo intervento, così come gli altri realizzati da Cefla negli ultimi anni, è stato curato da Marco Bartolozzi e Federica Tabanelli, dello studio associato di ingegneria edile Tb di Imola. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto è evidenziata l”area del nuovo showroom

Coop Cefla, in arrivo una vetrina sull'autostrada e le sale corsi per il settore medicale

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast