Posts by tag: Lavoro

Economia 17 agosto 2018

Alla Vertiv di Poggio Piccolo con il contratto integrativo ci sono anche i permessi per le cure termali

Un tempo era la Chloride Silectron, poi il nome è cambiato in Emerson Network Power e, dall’inizio dello scorso anno, si chiama Vertiv, dopo essere stata acquisita dal fondo statunitense Platinum equity.

L’attività dell”azienda è però sempre quella della progettazione di sistemi industriali Ups, gruppi di continuità che garantiscono l’autonomia anche in caso di interruzione di energia elettrica.

Nei giorni scorsi anche nell’azienda di via Fornace a Poggio Piccolo è stato rinnovato il contratto integrativo aziendale. Tra le misure adottate a beneficio dei dipendenti, 122 a cui si aggiungono i 218 dello stabilimento a Piove di Sacco in provincia di Padova, ci sono anche permessi retribuiti per visite mediche, esami e cure dentistiche.

Vengono inoltre riconosciute 16 ore annue di permesso retribuito anche per effettuare cure termali e terapie, purché finalizzate a reali esigenze terapeutiche e non collocabili al di fuori del normale orario di lavoro.

«Questo contratto – dettaglia il sindacalista Stefano Moni, della Fiom-Cgil di Imola – cerca di armonizzare i precedenti contratti in vigore all’ex Chloride e alla sede padovana. Il permesso per le cure termali era già in essere a Castel Guelfo ed è stato esteso allo stabilimento padovano».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”esterno dell”azienda

Alla Vertiv di Poggio Piccolo con il contratto integrativo ci sono anche i permessi per le cure termali
Economia 16 agosto 2018

Scuola e lavoro, ecco Its Maker, l'istituto che garantisce il 100% di occupazione ai diplomati

I dati usciti nei giorni scorsi dall’Its Maker (l’acronimo sta per istituto tecnico superiore) si possono leggere in due modi. La notizia è che il 100% degli studenti dell’anno appena concluso ha subito trovato un lavoro. Prima lettura: un record. Si tratta di corsi post diploma, durano 2000 ore spalmati su due anni di cui 800 ore svolte direttamente come tirocinio in azienda. Tra i partner principali di Its Maker, la cui sede a Bologna è in via Bassanelli 9/11, figurano anche Ima Spa di Ozzano e Sacmi di Imola. Seconda lettura: i ragazzi che scelgono un tale percorso di studio, alternativo alla laurea triennale, sono maledettamente pochi. Pochi perché il mercato del lavoro potrebbe assorbirne molti di più.

Se confrontiamo i numeri della situazione negli altri paesi europei balza all’occhio il paradosso. Il Regno Unito, che non è più un paese manifatturiero da almeno trent’anni, possiede un canale formativo professionalizzante, alternativo all”università, con più di 272 mila iscritti. In Spagna corsi analoghi sono frequentati da 400 mila ragazzi. Numeri più alti li troviamo in Francia, dove gli iscritti sono 529 mila. Tra tutte svetta la Germania, precursore del sistema di istruzione duale e locomotiva industriale dell’Europa che specializza fuori degli atenei quasi 770 mila ragazzi.

Gli Its italiani sono organizzati su scala provinciale, in una logica di sistema regionale. In Emilia Romagna ne esistono sette differenti, strutturati come fondazioni, che consentono di approfondire materie quali turismo, mobilità sostenibile, agroalimentare ed energia, tanto per citarne alcune. Per quanto riguarda l’Its Maker, è presente con quattro sedi (Bologna, Modena, Fornovo Taro e Reggio Emilia). Otto i corsi, che vanno dal tecnico superiore dei sistemi di controllo nella fabbrica digitale al tecnico superiore per materiali compositi e stampa 3D, solo per citarne due. Dal prossimo anno, si aggiungerà Forlì con il corso di tecnico superiore per industrializzazione dei processi e del prodotto.

Gli iscritti ai corsi dell’Its Maker sono 275. «Su Bologna gli studenti sono 75, a Modena 100, Fornovo Taro 50, Reggio Emilia 50» elenca Flavia Ferraro, tutor presso la sede di Bologna. E in Italia? «Nonostante siamo la seconda potenza manifatturiera in Europa, la settima economia mondiale – evidenzia il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Giovanni Brugnoli – restiamo all’ultimo posto potendo annoverare i soli 8/9 mila studenti iscritti agli Its».

Ma cosa imparano gli studenti in corsi ibridi, a metà strada tra laurea e diploma?
«I giovani saranno in grado di gestire i protocolli di comunicazione fra le macchine, procedere alla loro verifica, al montaggio e all’installazione, anche nelle aziende dei clienti. Quindi dovranno essere disponibili a viaggiare, a fare i trasfertisti, a collaborare con gli uffici tecnici. E’ un lavoro che sarà la fabbrica del futuro» spiega Daniele Vacchi, dirigente e azionista Ima, nonché direttore di Its Maker.

L’esperienza degli studenti dell’Its Maker è dritta come un fuso, o quasi. Maurizio Melandri e Andrea Pezzi sono tra i diplomati delle passate sessioni ad avere avuto a stretto giro un contratto in tasca. Un approccio concreto alla vita che li ha portati a scartare l’idea di lunghi percorsi universitari, optando per uno stipendio il prima possibile e il traguardo di una vita autonoma.

«Avevo soltanto un anno di ingegneria alle spalle, dove presi una batosta – racconta Melandri, imolese di 23 anni, diplomato al liceo scientifico Valeriani –. Non vedevo una prospettiva a breve, ma tanti ingegneri “a spasso”, senza lavoro. Il corso all’Its Maker l’ho concluso il 15 luglio 2016. Il lunedì successivo, il 18, avevo già un posto di lavoro alla Amap Srl, un’azienda allora fornitrice Ima che successivamente è stata acquisita da quest’ultima. Ora lavoro in Ima e mi occupo di premontaggi e blisteratrici». Andrea, invece, perito elettronico sfornato dall’Itis di Porretta dove risiede, ha realizzato il suo desiderio di lavorare nel mondo del software: «Per me è il primo passo verso un percorso di programmazione e progettazione».

Le aziende che partecipano al progetto dell’Its Maker sono molte. Alcune come Ima e Sacmi con investimenti a fondo perduto. Altre fornendo insegnanti che provengono dagli uffici delle aziende stesse. Tra queste, oltre le suddette Ima e Sacmi, citiamo Gd, Aretè & Cocchi Technology, Marchesini Group, MG2 di Pianoro, Protesa di Imola, Schneider Electric. I percorsi, promossi e finanziati anche da Regione Emilia Romagna, ministero dell’Istruzione e Fondo sociale europeo, prevedono una quota di 200 euro a carico degli iscritti che passeranno le selezioni.

«Partecipiamo e collaboriamo con gli Its fin dalla loro nascita, siamo tra i soci fondatori dell’Its in meccatronica di Bologna, poi confluito nell’Its Maker», spiega Mauro Tozzola delle risorse umane Sacmi.  (ti. fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”imolese Maurizio Melandri al lavoro in Ima

Scuola e lavoro, ecco Its Maker, l'istituto che garantisce il 100% di occupazione ai diplomati
Economia 23 luglio 2018

Il contratto integrativo aziendale della Curti Spa è «friendly» con le famiglie e con l'ambiente

Incentivi all’utilizzo del congedo parentale e del «car pooling», un Gruppo di lavoro dedicato all’efficienza (fino a 5 incaricati della società Curti e fino a 5 componenti indicati dalle Rsu), dove anche i rappresentanti dei lavoratori avranno voce in capitolo, un nutrizionista «aziendale» a disposizione dei dipendenti (al di fuori dell’orario di lavoro), sensibilizzazione contro il problema delle molestie e della violenza nei luoghi di lavoro (la Curti ha recepito integralmente e dà piena attuazione all’Accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria Emilia  Romagna, in data 3 maggio 2017).

Sono queste le principali novità contenute nel nuovo contratto integrativo aziendale della Curti Costruzioni Meccaniche Spa di Castel Bolognese. La proprietà l’ha siglato insieme a Rsu, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil territoriali e l’assistenza di Confindustria Romagna. Il contratto ha decorrenza dall’1 gennaio 2018 ed è valido fino al 31 dicembre 2020 e riguarda circa 240 lavoratori fra addetti fissi e con contratto di somministrazione.  

Davvero interessante il tema dell’attenzione alle famiglie. A fronte del costante calo delle nascite, la Curti ha scelto di prevedere un’integrazione da parte dell’azienda della quota di trattamento economico, spettante per legge sul congedo parentale, che permette a mamme o papà di assentarsi dall’azienda. In concreto, il primo mese l’azienda aggiungerà alla quota base il 40% dello stipendio (il lavoratore percepirà dunque fino al 70% della retribuzione), il secondo mese il 25% (per un totale del 55% della retribuzione), il terzo mese il 10% (per un totale del 40%). Dunque un’azienda «family friendly». 

Inoltre, per permettere ai lavoratori di raggiungere il luogo di lavoro limitando l’inquinamento, il nuovo contratto incentiva il «car pooling» ovvero l’utilizzo di una sola auto per un gruppo di almeno quattro persone che compiono abitualmente lo stesso tragitto casa-lavoro. L’incentivo, attivato in via sperimentale per 12 mesi, prevede un’indennità mensile lorda per ogni chilometro di percorrenza per il lavoratore che mette a disposizione la propria auto. 

«Il contratto – fanno sapere proprietà, direzione, organizzazioni sindacali e rappresentanze dei lavoratori – è stato siglato dopo una trattativa breve e va a integrare, migliorandolo, l’impianto preesistente. Il risultato dimostra che, quando vi è la ricerca di obiettivi comuni tra le parti, anche attraverso la contrattazione aziendale si possono promuovere crescita, sostenibilità ambientale e diritti». 

La Curti Spa, fondata nel 1955, sta vivendo una notevole crescita (negli ultimi cinque anni gli addetti sono passati da 190 a 240). E’ specializzata nella fabbricazione di macchine automatiche per la lavorazione di cavi elettrici, packaging, ma anche per componenti aerospaziali e aeronautici, e l’energia da fonti alternative. Del gruppo Curti fanno parte FamarTec (Sala Bolognese), Curtimet (Polonia) e Curti Usa Corporation (Chicago), tutte controllate al 100%. Curti Costruzioni Meccaniche Spa detiene inoltre partecipazioni all’interno delle aziende Cmatec (70%),  FreeFormPack (60%), Npc (40%), Cogne Macchine Tessili (25%), Hypertec Solution (20%), Nanolever (40%), Fly Safe  (40%). Ha collaborazioni con le Università di Bologna e Cagliari, su progetti di sviluppo specifici. Uno di questi è la realizzazione di Emilia 4, il veicolo elettrico solare a quattro posti nato da un”idea dell”associazione sportiva Onda Solare di Castel San Pietro, che ha partecipato proprio nei giorni scorsi all’American Solar Challenge 2018 negli Stati Uniti.

Il contratto integrativo aziendale della Curti Spa è «friendly» con le famiglie e con l'ambiente
Economia 23 luglio 2018

Coop.Ceramica di Imola, il presidente Bolognesi illustra l'accordo per ridurre l’organico senza licenziamenti

Ridurre l’orario di lavoro a 292 addetti, per evitare 90 licenziamenti; chi lavorerà meno, però, riceverà comunque una parte dello stipendio e tutti i contributi che gli spetterebbero a orario non ridotto. Come sottolineato da sabato sera nelle scorse settimane, l’accordo raggiunto tra sindacati e Cooperativa Ceramica d’Imola, non ha precedenti in Italia.

La sua unicità risulta tanto più evidente se si considera il percorso fatto dalla cooperativa imolese negli ultimi anni. Un percorso controcorrente rispetto a quello intrapreso da molte altre aziende che, spinte dalla crisi, hanno attuato drastici tagli al personale. Anche Coop. ceramica lo ha fatto, ma mettendo sul piatto svariate decine di milioni di euro per accompagnare l’uscita dei lavoratori, a fronte di una serie di accordi sindacali, che hanno sempre cercato di strappare le migliori condizioni possibili per le maestranze.

Come, ad esempio, nel 2009, i contratti di solidarietà applicati a 1.800 lavoratori, primo caso del genere in cui la misura veniva applicata su una platea così ampia di lavoratori; o la riduzione collettiva dell’orario di lavoro attraverso il massiccio ricorso al part-time, sperimentata nel 2017; o ancora la mobilità volontaria incentivata da buonuscite per oltre 600 persone.

Infine, l’accordo che nei giorni scorsi ha incassato l’ok della maggioranza dei lavoratori coinvolti (292 su circa 1.200) e che consente all’azienda di evitare gli ultimi esuberi. Una soluzione trovata nel corso di una lunga trattativa e resa possibile mediante un versamento straordinario sul fondo di previdenza integrativo del settore, Foncer, pari a ciò che l’Inps riconosceva durante il contratto di solidarietà, in scadenza a fine luglio.

«Per Cooperativa Ceramica – conferma il presidente Stefano Bolognesi – questo accordo rappresenta l’ultimo capitolo, ma solo in ordine di tempo non certamente di importanza, all’interno del percorso fatto negli ultimi anni per riallineare gli organici alle effettive necessità aziendali. Percorso iniziato nelle sue attività sostanziali con la presentazione del nostro piano industriale 2014-2016, a giugno 2013, alle parti sociali e agli amministratori del territorio. Il nostro progetto prevedeva una prospettiva di riduzione di 700 posti di lavoro e aveva alla base la nostra ferma volontà di perseguirlo, condizione necessaria per il riequilibrio economico e finanziario dell’azienda che rappresento. I risultati che abbiamo consuntivato negli ultimi anni hanno dato conferma, credo, anche ai più scettici della bontà delle nostre scelte, forse indirizzate verso un territorio che non era in quegli anni ancora pronto a coglierle. Grande elemento di forza, però, è stata la nostra coesione aziendale, la grande unitarietà e fiducia espressa dall’assemblea dei soci e dal consiglio di amministrazione, nonché, credo, l’essere stati il riferimento serio per tanti dei nostri lavoratori». (lo.mi)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 luglio

Nella foto il presidente di «Coop. Ceramica d’Imola», Stefano Bolognesi

Coop.Ceramica di Imola, il presidente Bolognesi illustra l'accordo per ridurre l’organico senza licenziamenti
Economia 12 luglio 2018

Coop. Ceramica, i lavoratori approvano la riduzione d’orario anti-esuberi. Si comincia il 31 luglio

I lavoratori di Cooperativa ceramica d’Imola hanno approvato l’ipotesi di accordo che consentirà di evitare circa 90 licenziamenti, a fronte della riduzione d’orario per altri 300. Una soluzione che non ha precedenti nel manifatturiero e che esprime una forte solidarietà collettiva.

Le cinque assemblee che tra Imola, Borgo Tossignano e Faenza hanno visto la presenza di 202 lavoratori, ovvero il 70% di quelli coinvolti dal provvedimento, si sono concluse lunedì con una percentuale di voti positivi che ha raggiunto l’88%. «L’obiettivo – spiega Rossana Carra, segretaria generale della Femca-Cisl Area metropolitana bolognese – era salvaguardare 92 posti di lavoro a rischio, mediante una riduzione di orario per 292 addetti, su un totale di circa 1200, con una serie di condizioni migliorative, rispetto a quella che sarebbe stata la richiesta del part time, e con la contribuzione più alta possibile».

L’ipotesi di accordo, siglata il 2 luglio da azienda, Rsu e organizzazioni sindacali (Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil di Imola e Faenza), prevede che la cooperativa integri in busta paga una parte del reddito che verrà meno con la riduzione d’orario e che integri totalmente la contribuzione.

L’accordo diventerà effettivo a partire dal 31 luglio, data in cui terminerà il contratto di solidarietà utilizzato negli ultimi 36 mesi, e avrà una validità di due anni. Saranno coinvolti i reparti smalteria e cernita nei tre stabilimenti di Imola, Borgo Tossignano e Faenza, e il reparto dei servizi generali che comprende le portinerie, le pulizie industriali e la mensa. Alcune figure professionali, come capiturno, capireparto e manutentori, saranno esentate dalla riduzione di orario per ragioni organizzative. «Come organizzazioni sindacali – commenta Tiziana Roncassaglia, segretaria della Filctem-Cgil di Imola – siamo soddisfatti dell’alta partecipazione dei lavoratori alle assemblee, in considerazione del fatto che alcuni avevano già programmato le ferie a inizio anno, e del lavoro svolto in questi mesi». (lo.mi.) 

Nella foto la sede della Coop. Ceramica d’Imola in via Vittorio Veneto

Coop. Ceramica, i lavoratori approvano la riduzione d’orario anti-esuberi. Si comincia il 31 luglio
Economia 4 luglio 2018

Alla Cefla premio di risultato anche per gli interinali nel rinnovo del contratto aziendale

Dopo oltre un anno di trattative, lo scorso 28 giugno la direzione aziendale di Cefla, Rsu e sindacati territoriali sono giunti al rinnovo del contratto integrativo aziendale, che riguarda oltre mille lavoratori nel territorio imolese. L’importante risultato ha raccolto il 91,6% dei consensi dei diretti interessati.

«L’accordo, che avrà una durata triennale – informano Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil territoriali – prevede per la parte economica la conferma di un premio di risultato variabile allargato a tre parametri (redditività, produttività ed efficienza), che può raggiungere un valore di 2.900 euro, a cui si aggiunge, dopo quasi trent’anni, l’aumento dei superminimi collettivi aziendali non assorbibili, pari a 600 euro a partire da luglio 2018».

Inoltre, in via sperimentale, viene introdotto un «premio di assiduità», che incentiva chi fa poche assenze, dal valore complessivo, a regime, di ulteriori 600 euro aggiuntivi, erogati semestralmente.Novità assoluta per Cefla, il premio di risultato verrà garantito anche a tutti i lavoratori forniti dalle agenzie interinali, con un anticipo mensile di 50 euro, che produrrà già a partire dal mese di luglio un aumento, per questi lavoratori precari, di oltre 80 euro.

Per Fim, Fiom e Uilm «questo è un obiettivo che risponde all’esigenza di unificare un mondo del lavoro sempre più disgregato e frammentato dove inoltre, con l’estensione della polizia sanitaria integrativa Cefla, dal valore di 346 euro a partire dal 1° gennaio 2019, prima era prevista solo per i lavoratori con una anzianità superiore a 4 anni, permette di allargare diritti a tutti i lavoratori presenti in azienda». (r.e.)

Nella foto un reparto della coop. Cefla

Alla Cefla premio di risultato anche per gli interinali nel rinnovo del contratto aziendale
Economia 4 luglio 2018

Alla Coop. Ceramica orario ridotto per 300 per evitare 90 esuberi, ipotesi di accordo innovativa

Si prospetta una novità per la Cooperativa Ceramica d’Imola. Lunedì scorso, in tarda serata e dopo 14 ore di trattativa, sindacati e vertici aziendali sono arrivati ad un’ipotesi di accordo che consentirà di evitare circa 90 licenziamenti. Un documento, siglato da Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil di Imola e Faenza, che ora deve essere sottoposto al voto dei lavoratori per diventare operativo.

In sintesi prevede la riduzione di orario di lavoro per 300 dipendenti; a tutti loro, però, la cooperativa integrerà in busta paga una parte del reddito (da un minimo di 125 a un massimo di 240 euro al mese) e coprirà totalmente la contribuzione che verrebbe meno con la riduzione d’orario. L’importo verrà versato al Fondo di previdenza integrativo di settore, Foncer, o ai fondi pensionistici privati scelti dai lavoratori.

«Si tratta di un accordo innovativo a livello nazionale, oserei dire storico – sottolinea Tiziana Roncassaglia, della Filctem-Cgil di Imola -. La trattativa durava da mesi. Fin dal 2013 si sapeva che gli ammortizzatori sociali sarebbero arrivati al termine. Nell’ultimo quinquennio, infatti, Coop. ceramica ha usufruito dei 36 mesi di contratto di solidarietà, previsti dalla legge e in scadenza a fine luglio. Crediamo di aver ottenuto il miglior risultato possibile e va dato merito all’azienda, che stanzierà risorse per tutelare lavoratori che altrimenti sarebbero stati licenziati».

Dall’inizio del 2012, da Coop. ceramica sono usciti circa 750 addetti, in base a piani industriali mirati all’efficientamento e al miglioramento del processo produttivo. L’uscita è stata accompagnata da incentivi economici. A questo fine, negli ultimi anni l’azienda ha destinato oltre 25 milioni di euro. Coop. ceramica è stata una delle prime aziende che già nel 2008 ha condiviso con il sindacato l’utilizzo del contratto di solidarietà sull’intera platea dei dipendenti (all’epoca 2.200), con l’obiettivo di evitare licenziamenti e salvaguardare il patrimonio industriale del territorio.La riforma degli ammortizzatori di tre anni fa, riducendo la durata e il livello di copertura della cassa integrazione e del contratto di solidarietà, ha lasciato imprese e sindacati pochi strumenti per gestire crisi e riorganizzazioni complesse.

«Servono strumenti che aiutino queste esperienze e sperimentazioni – sottolinea dal canto suo Giordano Giovannini, segretario generale Filctem-Cgil Emilia Romagna -; servono misure che aiutino e sostengano forme di riduzione degli orari e di re-distribuzione del lavoro. Governo e Parlamento aiutino chi fa politiche di responsabilità sociale e di difesa e sviluppo dell’occupazione, anziché continuare a defiscalizzare e decontribuire a pioggia le imprese, anche quando licenziano o promuovono finto welfare aziendale. L’accordo sulla riduzione d’orario in Cooperativa ceramica dimostra questo» conclude. (lo.mi.)

Altri dettagli su “sabato sera” in edicola dal 5 luglio.

Nella foto la sede della Coop. Ceramica d”Imola

Alla Coop. Ceramica orario ridotto per 300 per evitare 90 esuberi, ipotesi di accordo innovativa
Economia 4 giugno 2018

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini

C’è ancora grande incertezza sul futuro della filiale della banca Bpm (Banco Popolare di Milano) in Corso Europa a Fontanelice. Intanto, come già accaduto un paio di anni fa, i cittadini si sono mossi e, mentre si attende una risposta da Milano, è stata organizzata una raccolta firme per scongiurare la chiusura, che potrebbe avvenire già il prossimo 30 giugno. L’iniziativa è partita dai cittadini e ha subito ricevuto l’appoggio del sindaco Athos Ponti. Per il momento sono state raccolte una cinquantina di firme.

«Continueremo a raccoglierle per una settimana, o anche di più se necessario» dice Ponti. E’ possibile sottoscrivere la petizione in molti locali pubblici, dai bar al municipio, ma anche all’interno della stessa banca. Si tratta di una filiale storica, «aperta 130 anni fa come Cassa di Risparmio di Imola, poi diventata Banca popolare di Verona e, infine, Bpm – ricostruisce il sindaco -. A inizio maggio ho scritto al presidente del Cda del Bpm, Carlo Fratta Pasini, per chiedere conferma e cercare di scongiurare la chiusura, che sarebbe un problema specialmente per gli anziani (la filiale più vicina del Bpm è a Borgo Tossignano, ndr).

Non ho ancora ricevuto risposta e manderò un sollecito». Anche i sindacati, confederali e pensionati di Cgil, Cisl e Uil, si stanno interessando alla questione. «Solo muovendoci tutti insieme, forze sociali e politiche, si potrà ottenere un passo indietro da parte dell’istituto di credito o quantomeno un’apertura almeno nei giorni di mercato che garantisca la continuazione seppur parziale dell’erogazione dei servizi» dicono. A stretto giro, i consiglieri regionali Pd Roberto Poli e Francesca Marchetti hanno presentato un’interrogazione per richiedere l’intervento della Regione. «La privazione dell’unico sportello bancario esistente sarebbe una grave perdita per il territorio» dicono. (re.co.)     

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini
Economia 31 maggio 2018

Cims, il presidente Poli: “2017 anno difficile ma abbiamo voltato pagina”

Per la prima volta, da quando si sono accesi i riflettori sulla crisi della Cims, il presidente Giovanni Poli prende la parola pubblicamente in una nota stampa diffusa nei giorni scorsi per informare dell’approvazione del bilancio 2017 della Cooperativa intersettoriale montana Sassoleone, avvenuta durante l’assemblea sociale svoltasi il 24 maggio. «Il 2017 – commenta Poli – è stato un anno difficile per Cims, per la prima volta abbiamo avuto una perdita in bilancio. Le ragioni sono tante, prevalentemente legate a un mercato pubblico sempre più frammentato e con appalti al massimo ribasso, che non favoriscono chi opera nel pieno rispetto di regole e contratti. Ma abbiamo voltato pagina – assicura -. Uno dei temi sui quali sono personalmente impegnato è quello di contribuire a stemperare le tensioni tra i soci e all’interno dell’azienda, rassicurando clienti e fornitori sulla nostra solidità e capacità di gestire lavori complessi». 

Il presidente getta acqua sul fuoco, dunque, dopo l’alzata di scudi dei sindacati (Cgil e Cisl) proprio contro quelle «misure di riequilibrio economico» citate da Poli, in particolare le modalità con cui si è arrivati al taglio degli stipendi dei soci. Proteste poi culminate con lo sciopero e il presidio del 4 maggio, a cui ha aderito una quarantina di dipendenti. Motivo delle contestazioni è la scelta di decurtare per un anno, a partire dalla busta paga relativa al mese di marzo, il reddito imponibile, cosa che influisce sulla cassa edile, sulle pensioni dei lavoratori e che violerebbe i protocolli siglati con Anci ed Hera, in base ai quali le aziende coinvolte in appalti pubblici devono rispettare i minimi contrattuali previsti dalla contrattazione nazionale e locale. Si attende inoltre in questi giorni la data dell’incontro del Tavolo di crisi regionale, richiesto dagli stessi sindacati.  

Il bilancio 2017 della Cims segna una perdita di 355 mila euro, coperta però dal patrimonio della cooperativa, mentre il valore della produzione di 33,8 milioni di euro ha subito un calo di circa 6 milioni (-15,1%) rispetto ai 39,8 milioni del 2016. «Recentemente – spiega la nota – è stato varato il programma triennale, che prevede una stabilizzazione dei valori della produzione intorno ai 40 milioni di euro annui e il miglioramento della marginalità. Obiettivi alla portata già nel 2018 grazie anche al potenziamento della rete commerciale: la previsione è di chiudere l’esercizio in corso con una produzione di 39 milioni di euro, di cui 34 frutto di lavori già contrattualizzati e un preventivato nettamente superiore a quello dello stesso periodo dello scorso anno. Le azioni messe in campo per il miglioramento dell’efficienza, consentono una previsione positiva per il risultato d’esercizio del 2018».

Il consiglio d’amministrazione della Cims prevede quindi di superare le difficoltà già nell’anno in corso, dato che i provvedimenti messi in atto per il riequilibrio economico «con l’obiettivo prioritario di salvaguardare la continuità aziendale e l’occupazione» pare stiano producendo i risultati attesi. Le anticipazioni sull’andamento del 2018 sono state fornite nel corso dell’assemblea, a cui hanno partecipato 122 soci sui 165 aventi diritto al voto, pari al 73,94% del totale. Il bilancio è stato approvato all’unanimità. (lo.mi.)  

Altri particolari nell”articolo sul “sabato sera” del 31 maggio.

Nella foto Domenico Olivieri, presidente Aci Imola, e i vertici Cims: Giovanni Poli, presidente, Marco Gamberini, vicepresidente, Giampiero Bassi, direttore amministrativo, Adalberto Costantini, presidente collegio sindacale durante l’assemblea sociale

Cims, il presidente Poli: “2017 anno difficile ma abbiamo voltato pagina”
Sport 1 maggio 2018

1° Maggio 2018, le manifestazioni sul territorio per la festa dei lavoratori

«Sicurezza, il cuore del lavoro». E’ questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil, per celebrare la festa del Primo maggio, visto che quella della sicurezza sul lavoro è divenuta una vera e propria emergenza, con infortuni gravi e mortali nei luoghi di lavoro, dal nord al sud dell’Italia, che si verificano quotidianamente. La manifestazione nazionale si svolgerà a Prato, città che rappresenta un’importante e simbolica realtà industriale dove il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è fortemente sentito.

A Imola, invece, il programma prevede, dalle ore 9.30, appuntamento in piazza  Matteotti, distribuzione di garofani e palloncini. Alle 10 concerto della banda Città di Imola e alle 10.45 interventi di Alberto Schincaglia (segretario generale aggiunto Cisl Area metropolitana bolognese), Carmelo Massari (in rappresentanza di Uil Emilia Romagna) e Marina Balestrieri (segreteria Cgil Emilia Romagna). In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà nella galleria del Centro cittadino. A Castel San Pietro, dalle ore 9.30 avrà luogo la distribuzione di garofani e palloncini in piazza XX Settembre; alle 10.15 concerto della Banda cittadina. Alle 10.45 interventi di Morena Visani (segreteria Cgil Imola), Nicola Frascione (Cisl Area metropolitana bolognese), Valerio Stanziani (Uil Imola). Alle 11.30 aperitivo del 1° Maggio. Nella mattinata tradizionale distribuzione dei garofani, organizzata dalla Cgil, anche a Toscanella in piazza Gramsci, a Borgo Tossignano in piazza Unità d’Italia e a Casalfiumanese in piazza Cavalli.

r.c.

Nella foto: il manifesto dell”edizione 2018

1° Maggio 2018, le manifestazioni sul territorio per la festa dei lavoratori

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast