Posts by tag: Lavoro

Cronaca 16 settembre 2018

Premio 100% italiano, la Clai premia la Coop sociale Giotto che dà lavoro a disabili e detenuti

Nel 2016 il premio “100% italiano” era andato a Judith Wade, fondatrice e amministratore delegato della rete Grandi giardini italiani che raccoglie le meraviglie verdi d’Italia. Nel 2017 a riceverlo era stato il compianto Gino Girolomoni, precursore e padre dell’agricoltura biologica in Italia. Sabato sera della scorsa settimana, in occasione dell’evento Sapori in Villa, nell’ambito della 28ª Festa del contadino a Sasso Morelli, la Clai ha consegnato il premio alla cooperativa sociale Giotto di Padova.

Creata nel 1986 da alcuni giovani laureati e laureandi in Scienze agrarie e forestali con lo scopo di creare opportunità di lavoro, la cooperativa padovana offre oggi un’ampia gamma di servizi (dalla manutenzione del verde alle pulizie, dalla custodia di parcheggi alla gestione di collegi universitari, ai servizi di ristorazione), occupando 400 persone, tra cui disabili fisici o psichici e detenuti da reinserire nella società. Un modello di economia sociale guardato e studiato a livello internazionale.

«Avere ricevuto un riconoscimento per l’impegno nella promozione della cultura e del lavoro ci riempie di orgoglio – ha commentato il presidente della cooperativa sociale, Nicola Boscoletto -, anche per il fatto che questo riconosci-mento arriva da una importante realtà imprenditoriale cooperativa, la Clai, che negli anni ha creato valore dal punto di vista lavorativo e umano».

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto la cerimonia di consegna

Premio 100% italiano, la Clai premia la Coop sociale Giotto che dà lavoro a disabili e detenuti
Cronaca 14 settembre 2018

Ricerca di personale, ultimi giorni per candidarsi sul web come addetti alla manutenzione dei binari e della rete elettrica

Scadrà domenica 16 settembre il termine per presentare domanda di assunzione alla Rete Ferroviaria Italiana. Entro tale data, infatti, è possibile candidarsi a svolgere il ruolo di addetto alla manutenzione dei binari per la società che fa parte del Gruppo Fs Italia.

La ricerca di Rfi coinvolge anche l”Emilia Romagna ed è riservata a persone in possesso di diploma quinquennale di ambito tecnico (indirizzi elettronica ed elettrotecnica, informatica, telecomunicazioni, meccatronica, meccanica ed energia, costruzione, ambiente e territorio o geometra, trasporti e logistica) e un”età compresa tra i 18 e i 29 anni.

Chi abbia questi requisiti e desideri entrare nelle squadre tecniche di Rfi, specializzate nella manutenzione dei binari, delle linee di alimentazione elettrica dei treni e dei sistemi di gestione del traffico ferroviario, può dunque collegarsi direttamente entro domenica 16 settembre al sito www.fsitaliane.it e inserire la propria candidatura nella sezione Lavora con noi.

La foto è tratta dal sito di RFI

Ricerca di personale, ultimi giorni per candidarsi sul web come addetti alla manutenzione dei binari e della rete elettrica
Cronaca 7 settembre 2018

Maurizio Landini questa sera alla Festa della Cgil di Imola

Maurizio Landini, segretario confederale della Cgil nazionale, tra i possibili successori di Susanna Camusso alla guida del sindacato, questa sera sarà a Imola per essere intervistato durante la Festa della Cgil. Per Landini non è una novità la presenza a Imola e in particolare alla Festa della Cgil.

«Un’occasione di incontro e confronto su temi importanti, quali lavoro, diritti, pensioni, contrattazione, sviluppo e sull’azione rivendicativa che la Cgil deve mettere in campo per portare avanti le sue proposte – spiega Mirella Collina, segretaria generale della Camera del Lavoro di Imola motivando la Festa in generale –. Parleremo inoltre di territorio e di Città Metropolitana e quindi anche di servizi ai cittadini, a partire da quelli socio-sanitari. Questa edizione cade all’interno del percorso congressuale della Cgil, avviato nei mesi scorsi, che si concluderà con il congresso della Camera del lavoro di Imola il 25 e 26 ottobre e con quello della Cgil nazionale a gennaio 2019. Siamo quindi certi che dai dibattiti alla festa scaturiranno molteplici spunti di riflessione e discussione che potranno essere approfonditi nelle assemblee congressuali con lavoratori e pensionati in programma a settembre». 

Proprio la segretaria generale della Cgil nazionale era stata annunciata in un primo tempo invece di Landini, ma Susanna Camusso, il cui mandato scadrà a novembre, è impegnata in un viaggio che la porterà in Sudamerica, in vista di un probabile incarico nella confederazione sindacale mondiale. Da qui il suo forfait.

Nella foto Maurizio Landini alla Festa della Cgil nel 2017

Maurizio Landini questa sera alla Festa della Cgil di Imola
Cronaca 5 settembre 2018

Crisi Cesac, il medicinese Michele Filippini nominato presidente. Dovrà guidare il piano di risanamento

Il medicinese Michele Filippini è stato eletto al vertice della Cesac (Centro Economico Servizi Agricoli e Cantina) storica cooperativa di Conselice, dopo le dimissioni dei precedenti presidente, vicepresidente e collegio sindacale. Un cambio che arriva dopo la crisi economico-finanziaria che ha portato Cesac a chiudere il 2017 con una perdita di 1,7 milioni di euro e a giugno ha dato avvio ad una dolorosa e complessa riorganizzazione aziendale  che ha visto come elemento cardine la cessione del ramo d’azienda orticole e quarta gamma a Patfrut, cooperativa con sede a Monestirolo, nel ferrarese. 

“Sotto il profilo finanziario, questa importante operazione ci consente di iniziare a fare fronte al pagamento dei prodotti conferiti dai soci, in particolare cereali e orticole – spiega Filippini -. Contemporaneamente, possiamo risanare il bilancio e di conseguenza ricapitalizzare la società, in piena collaborazione con gli istituti bancari”. L’accordo con Patfrut, reso possibile anche dal contributo del sistema cooperativo, ha tamponato le difficoltà registrate negli ultimi mesi, ma – precisa il neopresidente – “il vero lavoro di ristrutturazione di Cesac comincia adesso con la ricostruzione del rapporto con i soci, il raggiungimento dell’equilibrio tra il contenimento dei costi e la qualità dei servizi, la riorganizzazione del personale in base alle principali attività di business, il migliore utilizzo delle risorse materiali della cooperativa”. 

I problemi della Cesac sono arrivati dopo la rapida crescita avvenuta nel giro di sei anni, a partire dall’acquisizione di altre realtà in difficoltà come la coop. Tre Spighe di Castel Guelfo, tramite affitto del ramo d’azienda, o la fusione con la Cometa di Medicina. Il fatturato è passato da 20 milioni di euro a oltre 63 milioni, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. La “nuova” Cesac, dopo la cessione del ramo orticole e quarta gamma oggi vede il fatturato diminuire di un terzo e la forza lavoro di circa due terzi: gli addetti passano infatti da 255 a 58 (con 115 dipendenti, tra fissi e stagionali, assorbiti dalla Patfrut e gli altri 75 usciti volontariamente), mentre il fatturato scenderà nel 2018 da 63 a circa 45 milioni di euro. La riorganizzazione dei servizi e degli stabilimenti si sta definendo ora e riguarda quelli di Sant’Antonio (ex Cometa) e via Nuova (ex Sermenghi) a Medicina, quelli di Altedo, Sala Bolognese e San Matteo della Decima.

Filippini, quarantotto anni, comprovata esperienza amministrativa e gestionale sia nelle istituzioni pubbliche (già assessore a Medicina) che nel mondo imprenditoriale (è stato nominato presidente della Tre Spighe di Castel Guelfo per travalicare la grave crisi che ha portato al passaggio in Cesac), ora dovrà dovrà portare avanti un impegnativo piano di mandato che ha come obiettivo di chiudere il bilancio 2019 in attivo e un percorso di risanamento economico-patrimoniale e il riequilibrio finanziario. A Sauro Bettoli, nominato già a giugno procuratore speciale di Cesac, è stato affidato il compito di realizzare in particolare la diminuzione delle spese generali e la riorganizzazione della struttura tecnica e amministrativa.  

“Il piano di risanamento – conclude il presidente Filippini – ha l’obiettivo di migliorare la redditività aziendale e offrire garanzie ai soci. Per questo, si prevede un controllo di gestione molto più puntuale e un recupero di marginalità negli asset strategici della cooperativa attraverso una riduzione di costi: cereali, mezzi e servizi tecnici, vitivinicolo. L’obiettivo è quello di condurre Cesac a chiudere il 2019 con un bilancio in attivo, ma già alla fine del 2018 vogliamo riportare in utile la gestione caratteristica dei singoli settori. In questo percorso saremo accompagnati dall’intervento finanziario del sistema Confcooperative, la nostra Organizzazione di riferimento che si è subito mossa a tutti i livelli per salvaguardare soci e lavoratori e che sarà al nostro fianco per il nuovo corso di Cesac”. (r.c.)

Nella foto la sede Cesac di Conselice e Michele Filippini

Crisi Cesac, il medicinese Michele Filippini nominato presidente. Dovrà guidare il piano di risanamento
Cronaca 1 settembre 2018

Gli imolesi Andrea Zucchini e Parnia Amani di I-Pars porteranno all'autodromo una delegazione di imprenditori iraniani

Una quarantina di imprenditori iraniani, facoltosi e provenienti da diversi settori, arriveranno a Imola la prossima settimana per cercare di creare legami con l”economia locale e, perché no, stringere affari convenienti per tutti. Il merito di questa bella iniziativa è dell”imolese Andrea Zucchini e dell”iraniana (ma imolese d”adozione) Parnia Amani, rispettivamente presidente e direttore generale di I-Pars, società di consulenza con sede a Teheran.

La delegazione, come illustrato nella conferenza di presentazione dell”evento andato in scena ieri nella sala Ayrton Senna del circuito in riva al Santerno, sarà all”autodromo Enzo e Dino Ferrari, insieme a accompagnatori e interpreti, intorno alle 8.30 di mercoledì 5 settembre e saranno accolti dalla sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e dagli Assessori Patric Cavina (Sviluppo economico) e Maurizio Lelli (Autodromo), dal mondo istituzionale e politico cittadino, oltre che dalle forze dell”ordine e da alcuni esponenti dell”industria locale.

A seguire è in programma un giro del tracciato su un pullman con sosta al monumento di Ayrton Senna ed al parco delle Acque Minerali. Sono previsti inoltre giri di pista con pilota su safety car, prova dei simulatori, visite alla mostra, alla torre Dekra e al podio. Possibile anche la possibilità di provare l”ebrezza di guidare una Ferrari 488 GTB o di fare un volo panoramico sull”elicottero Bell 407 GX. Emozioni forti, quindi, per gli ospiti dal momento che in Iran le auto con cilindrata superiore ai 2.500cc sono vietate, così come l”utilizzo di elicotteri privati o a scopo turistico. Sarà esposto inoltre il nuovo «gioellino» biposto prodotto dalla Curti Spa, simbolo dell”eccellenza aeronautica del Made in Italy.

La delegazione poi, prima o dopo l”evento, dovrebbe incontrare individualmente alcune aziende imolesi (massimo riserbo sui nomi), per poi spostarsi a Bologna dove è fissata una visita riservata che sarà comunicata ai presenti direttamente il giorno 5 settembre.

r.c.

Nella foto: da sinistra Erik Lanzoni (If), Andrea Zucchini e Parnia Amani (I-Pars), Marco Gaspatti (Confindustria Emilia) e Roberto Marazzi (direttore Autodromo)

Gli imolesi Andrea Zucchini e Parnia Amani di I-Pars porteranno all'autodromo una delegazione di imprenditori iraniani
Economia 24 agosto 2018

L'azienda Walvoil raddoppia gli spazi e trasloca a Ca' Bianca

Da via San Giovanni nella zona artigianale di Osteria Grande all’angolo tra via Maestri del lavoro e via Salieri nella zona industriale Ca’ Bianca, a due passi dal casello dell’autostrada. Uno spostamento di pochi chilometri, ma che per la Walvoil significa sostanzialmente raddoppiare gli spazi a disposizione tra uffici e produzione. Nel nuovo capannone troveranno posto gli uffici, il reparto produttivo e l’area ricerca e sviluppo, che occuperanno complessivamente 16.500 metri quadrati coperti, un po’ più del doppio degli 8 mila utilizzati oggi a Osteria Grande. 

Walvoil in Italia è un colosso che dà lavoro a circa 1.300 persone ed è presente a Reggio Emilia, Riola di Vergato e a Osteria Grande. Tra i clienti, si annoverano ad esempio Caterpillar, New Holland e, più vicini a noi, la Toyota a Calderara e la Bonfiglioli di Forlì. Nonostante i passaggi societari degli ultimi anni, la fabbrica di via San Giovanni si occupa sempre della produzione di valvole e distributori oleodinamici in particolare per macchine movimento terra. «La nostra filosofia aziendale è quella di mantenere le eccellenze nei territori in cui si trovano le aziende che vengono assorbite dal gruppo» ci spiegano dalla direzione dello stabilimento di Osteria Grande -. Un anno e mezzo fa abbiamo iniziato a riflettere sul futuro di questa realtà. Nel gruppo Walvoil c’era un progetto di crescita e, quindi, necessità di spazi maggiori. Questo perché abbiamo bisogno di far fronte alle crescenti richieste del mercato, oltre al  grande lavoro svolto da Walvoil in ambito tecnico-commerciale. Da qui la ricerca di un sito dove costruire per espanderci. In zona Ca’ Bianca abbiamo trovato un buon equilibrio tra qualità e prezzo, ma soprattutto è un’area favorevole agli spostamenti, in particolare per la vicinanza all’ingresso in A14. Tra l’altro, abbiamo incontrato una grande disponibilità sia da parte dell’amministrazione, in particolare del sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti, sia dell’ufficio tecnico nell’aiutarci a trovare uno spazio adatto e a velocizzare le pratiche necessarie ad ottenere il permesso di costruire. Si può pertanto affermare che abbiamo trovato una controparte pubblica che si è spesa molto per mantenere una realtà nel territorio in cui è nata».

I tempi dell’operazione, inoltre, sono stati molto veloci. «L’interessamento all’area da parte di Walvoil risale allo scorso autunno e a gennaio di quest’anno è stato fatto il rogito – proseguono dall’azienda -. Nel mese di giugno sono cominciati i lavori e l’obiettivo è ultimare il cantiere nei primi mesi del 2019».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 23 agosto.

Nella foto: il rendering del nuovo stabilimento a Ca’ Bianca

L'azienda Walvoil raddoppia gli spazi e trasloca a Ca' Bianca
Economia 17 agosto 2018

Alla Vertiv di Poggio Piccolo con il contratto integrativo ci sono anche i permessi per le cure termali

Un tempo era la Chloride Silectron, poi il nome è cambiato in Emerson Network Power e, dall’inizio dello scorso anno, si chiama Vertiv, dopo essere stata acquisita dal fondo statunitense Platinum equity.

L’attività dell”azienda è però sempre quella della progettazione di sistemi industriali Ups, gruppi di continuità che garantiscono l’autonomia anche in caso di interruzione di energia elettrica.

Nei giorni scorsi anche nell’azienda di via Fornace a Poggio Piccolo è stato rinnovato il contratto integrativo aziendale. Tra le misure adottate a beneficio dei dipendenti, 122 a cui si aggiungono i 218 dello stabilimento a Piove di Sacco in provincia di Padova, ci sono anche permessi retribuiti per visite mediche, esami e cure dentistiche.

Vengono inoltre riconosciute 16 ore annue di permesso retribuito anche per effettuare cure termali e terapie, purché finalizzate a reali esigenze terapeutiche e non collocabili al di fuori del normale orario di lavoro.

«Questo contratto – dettaglia il sindacalista Stefano Moni, della Fiom-Cgil di Imola – cerca di armonizzare i precedenti contratti in vigore all’ex Chloride e alla sede padovana. Il permesso per le cure termali era già in essere a Castel Guelfo ed è stato esteso allo stabilimento padovano».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”esterno dell”azienda

Alla Vertiv di Poggio Piccolo con il contratto integrativo ci sono anche i permessi per le cure termali
Economia 16 agosto 2018

Scuola e lavoro, ecco Its Maker, l'istituto che garantisce il 100% di occupazione ai diplomati

I dati usciti nei giorni scorsi dall’Its Maker (l’acronimo sta per istituto tecnico superiore) si possono leggere in due modi. La notizia è che il 100% degli studenti dell’anno appena concluso ha subito trovato un lavoro. Prima lettura: un record. Si tratta di corsi post diploma, durano 2000 ore spalmati su due anni di cui 800 ore svolte direttamente come tirocinio in azienda. Tra i partner principali di Its Maker, la cui sede a Bologna è in via Bassanelli 9/11, figurano anche Ima Spa di Ozzano e Sacmi di Imola. Seconda lettura: i ragazzi che scelgono un tale percorso di studio, alternativo alla laurea triennale, sono maledettamente pochi. Pochi perché il mercato del lavoro potrebbe assorbirne molti di più.

Se confrontiamo i numeri della situazione negli altri paesi europei balza all’occhio il paradosso. Il Regno Unito, che non è più un paese manifatturiero da almeno trent’anni, possiede un canale formativo professionalizzante, alternativo all”università, con più di 272 mila iscritti. In Spagna corsi analoghi sono frequentati da 400 mila ragazzi. Numeri più alti li troviamo in Francia, dove gli iscritti sono 529 mila. Tra tutte svetta la Germania, precursore del sistema di istruzione duale e locomotiva industriale dell’Europa che specializza fuori degli atenei quasi 770 mila ragazzi.

Gli Its italiani sono organizzati su scala provinciale, in una logica di sistema regionale. In Emilia Romagna ne esistono sette differenti, strutturati come fondazioni, che consentono di approfondire materie quali turismo, mobilità sostenibile, agroalimentare ed energia, tanto per citarne alcune. Per quanto riguarda l’Its Maker, è presente con quattro sedi (Bologna, Modena, Fornovo Taro e Reggio Emilia). Otto i corsi, che vanno dal tecnico superiore dei sistemi di controllo nella fabbrica digitale al tecnico superiore per materiali compositi e stampa 3D, solo per citarne due. Dal prossimo anno, si aggiungerà Forlì con il corso di tecnico superiore per industrializzazione dei processi e del prodotto.

Gli iscritti ai corsi dell’Its Maker sono 275. «Su Bologna gli studenti sono 75, a Modena 100, Fornovo Taro 50, Reggio Emilia 50» elenca Flavia Ferraro, tutor presso la sede di Bologna. E in Italia? «Nonostante siamo la seconda potenza manifatturiera in Europa, la settima economia mondiale – evidenzia il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Giovanni Brugnoli – restiamo all’ultimo posto potendo annoverare i soli 8/9 mila studenti iscritti agli Its».

Ma cosa imparano gli studenti in corsi ibridi, a metà strada tra laurea e diploma?
«I giovani saranno in grado di gestire i protocolli di comunicazione fra le macchine, procedere alla loro verifica, al montaggio e all’installazione, anche nelle aziende dei clienti. Quindi dovranno essere disponibili a viaggiare, a fare i trasfertisti, a collaborare con gli uffici tecnici. E’ un lavoro che sarà la fabbrica del futuro» spiega Daniele Vacchi, dirigente e azionista Ima, nonché direttore di Its Maker.

L’esperienza degli studenti dell’Its Maker è dritta come un fuso, o quasi. Maurizio Melandri e Andrea Pezzi sono tra i diplomati delle passate sessioni ad avere avuto a stretto giro un contratto in tasca. Un approccio concreto alla vita che li ha portati a scartare l’idea di lunghi percorsi universitari, optando per uno stipendio il prima possibile e il traguardo di una vita autonoma.

«Avevo soltanto un anno di ingegneria alle spalle, dove presi una batosta – racconta Melandri, imolese di 23 anni, diplomato al liceo scientifico Valeriani –. Non vedevo una prospettiva a breve, ma tanti ingegneri “a spasso”, senza lavoro. Il corso all’Its Maker l’ho concluso il 15 luglio 2016. Il lunedì successivo, il 18, avevo già un posto di lavoro alla Amap Srl, un’azienda allora fornitrice Ima che successivamente è stata acquisita da quest’ultima. Ora lavoro in Ima e mi occupo di premontaggi e blisteratrici». Andrea, invece, perito elettronico sfornato dall’Itis di Porretta dove risiede, ha realizzato il suo desiderio di lavorare nel mondo del software: «Per me è il primo passo verso un percorso di programmazione e progettazione».

Le aziende che partecipano al progetto dell’Its Maker sono molte. Alcune come Ima e Sacmi con investimenti a fondo perduto. Altre fornendo insegnanti che provengono dagli uffici delle aziende stesse. Tra queste, oltre le suddette Ima e Sacmi, citiamo Gd, Aretè & Cocchi Technology, Marchesini Group, MG2 di Pianoro, Protesa di Imola, Schneider Electric. I percorsi, promossi e finanziati anche da Regione Emilia Romagna, ministero dell’Istruzione e Fondo sociale europeo, prevedono una quota di 200 euro a carico degli iscritti che passeranno le selezioni.

«Partecipiamo e collaboriamo con gli Its fin dalla loro nascita, siamo tra i soci fondatori dell’Its in meccatronica di Bologna, poi confluito nell’Its Maker», spiega Mauro Tozzola delle risorse umane Sacmi.  (ti. fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”imolese Maurizio Melandri al lavoro in Ima

Scuola e lavoro, ecco Its Maker, l'istituto che garantisce il 100% di occupazione ai diplomati
Economia 23 luglio 2018

Il contratto integrativo aziendale della Curti Spa è «friendly» con le famiglie e con l'ambiente

Incentivi all’utilizzo del congedo parentale e del «car pooling», un Gruppo di lavoro dedicato all’efficienza (fino a 5 incaricati della società Curti e fino a 5 componenti indicati dalle Rsu), dove anche i rappresentanti dei lavoratori avranno voce in capitolo, un nutrizionista «aziendale» a disposizione dei dipendenti (al di fuori dell’orario di lavoro), sensibilizzazione contro il problema delle molestie e della violenza nei luoghi di lavoro (la Curti ha recepito integralmente e dà piena attuazione all’Accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria Emilia  Romagna, in data 3 maggio 2017).

Sono queste le principali novità contenute nel nuovo contratto integrativo aziendale della Curti Costruzioni Meccaniche Spa di Castel Bolognese. La proprietà l’ha siglato insieme a Rsu, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil territoriali e l’assistenza di Confindustria Romagna. Il contratto ha decorrenza dall’1 gennaio 2018 ed è valido fino al 31 dicembre 2020 e riguarda circa 240 lavoratori fra addetti fissi e con contratto di somministrazione.  

Davvero interessante il tema dell’attenzione alle famiglie. A fronte del costante calo delle nascite, la Curti ha scelto di prevedere un’integrazione da parte dell’azienda della quota di trattamento economico, spettante per legge sul congedo parentale, che permette a mamme o papà di assentarsi dall’azienda. In concreto, il primo mese l’azienda aggiungerà alla quota base il 40% dello stipendio (il lavoratore percepirà dunque fino al 70% della retribuzione), il secondo mese il 25% (per un totale del 55% della retribuzione), il terzo mese il 10% (per un totale del 40%). Dunque un’azienda «family friendly». 

Inoltre, per permettere ai lavoratori di raggiungere il luogo di lavoro limitando l’inquinamento, il nuovo contratto incentiva il «car pooling» ovvero l’utilizzo di una sola auto per un gruppo di almeno quattro persone che compiono abitualmente lo stesso tragitto casa-lavoro. L’incentivo, attivato in via sperimentale per 12 mesi, prevede un’indennità mensile lorda per ogni chilometro di percorrenza per il lavoratore che mette a disposizione la propria auto. 

«Il contratto – fanno sapere proprietà, direzione, organizzazioni sindacali e rappresentanze dei lavoratori – è stato siglato dopo una trattativa breve e va a integrare, migliorandolo, l’impianto preesistente. Il risultato dimostra che, quando vi è la ricerca di obiettivi comuni tra le parti, anche attraverso la contrattazione aziendale si possono promuovere crescita, sostenibilità ambientale e diritti». 

La Curti Spa, fondata nel 1955, sta vivendo una notevole crescita (negli ultimi cinque anni gli addetti sono passati da 190 a 240). E’ specializzata nella fabbricazione di macchine automatiche per la lavorazione di cavi elettrici, packaging, ma anche per componenti aerospaziali e aeronautici, e l’energia da fonti alternative. Del gruppo Curti fanno parte FamarTec (Sala Bolognese), Curtimet (Polonia) e Curti Usa Corporation (Chicago), tutte controllate al 100%. Curti Costruzioni Meccaniche Spa detiene inoltre partecipazioni all’interno delle aziende Cmatec (70%),  FreeFormPack (60%), Npc (40%), Cogne Macchine Tessili (25%), Hypertec Solution (20%), Nanolever (40%), Fly Safe  (40%). Ha collaborazioni con le Università di Bologna e Cagliari, su progetti di sviluppo specifici. Uno di questi è la realizzazione di Emilia 4, il veicolo elettrico solare a quattro posti nato da un”idea dell”associazione sportiva Onda Solare di Castel San Pietro, che ha partecipato proprio nei giorni scorsi all’American Solar Challenge 2018 negli Stati Uniti.

Il contratto integrativo aziendale della Curti Spa è «friendly» con le famiglie e con l'ambiente
Economia 23 luglio 2018

Coop.Ceramica di Imola, il presidente Bolognesi illustra l'accordo per ridurre l’organico senza licenziamenti

Ridurre l’orario di lavoro a 292 addetti, per evitare 90 licenziamenti; chi lavorerà meno, però, riceverà comunque una parte dello stipendio e tutti i contributi che gli spetterebbero a orario non ridotto. Come sottolineato da sabato sera nelle scorse settimane, l’accordo raggiunto tra sindacati e Cooperativa Ceramica d’Imola, non ha precedenti in Italia.

La sua unicità risulta tanto più evidente se si considera il percorso fatto dalla cooperativa imolese negli ultimi anni. Un percorso controcorrente rispetto a quello intrapreso da molte altre aziende che, spinte dalla crisi, hanno attuato drastici tagli al personale. Anche Coop. ceramica lo ha fatto, ma mettendo sul piatto svariate decine di milioni di euro per accompagnare l’uscita dei lavoratori, a fronte di una serie di accordi sindacali, che hanno sempre cercato di strappare le migliori condizioni possibili per le maestranze.

Come, ad esempio, nel 2009, i contratti di solidarietà applicati a 1.800 lavoratori, primo caso del genere in cui la misura veniva applicata su una platea così ampia di lavoratori; o la riduzione collettiva dell’orario di lavoro attraverso il massiccio ricorso al part-time, sperimentata nel 2017; o ancora la mobilità volontaria incentivata da buonuscite per oltre 600 persone.

Infine, l’accordo che nei giorni scorsi ha incassato l’ok della maggioranza dei lavoratori coinvolti (292 su circa 1.200) e che consente all’azienda di evitare gli ultimi esuberi. Una soluzione trovata nel corso di una lunga trattativa e resa possibile mediante un versamento straordinario sul fondo di previdenza integrativo del settore, Foncer, pari a ciò che l’Inps riconosceva durante il contratto di solidarietà, in scadenza a fine luglio.

«Per Cooperativa Ceramica – conferma il presidente Stefano Bolognesi – questo accordo rappresenta l’ultimo capitolo, ma solo in ordine di tempo non certamente di importanza, all’interno del percorso fatto negli ultimi anni per riallineare gli organici alle effettive necessità aziendali. Percorso iniziato nelle sue attività sostanziali con la presentazione del nostro piano industriale 2014-2016, a giugno 2013, alle parti sociali e agli amministratori del territorio. Il nostro progetto prevedeva una prospettiva di riduzione di 700 posti di lavoro e aveva alla base la nostra ferma volontà di perseguirlo, condizione necessaria per il riequilibrio economico e finanziario dell’azienda che rappresento. I risultati che abbiamo consuntivato negli ultimi anni hanno dato conferma, credo, anche ai più scettici della bontà delle nostre scelte, forse indirizzate verso un territorio che non era in quegli anni ancora pronto a coglierle. Grande elemento di forza, però, è stata la nostra coesione aziendale, la grande unitarietà e fiducia espressa dall’assemblea dei soci e dal consiglio di amministrazione, nonché, credo, l’essere stati il riferimento serio per tanti dei nostri lavoratori». (lo.mi)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 luglio

Nella foto il presidente di «Coop. Ceramica d’Imola», Stefano Bolognesi

Coop.Ceramica di Imola, il presidente Bolognesi illustra l'accordo per ridurre l’organico senza licenziamenti

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