Posts by tag: Lavoro

Economia 4 giugno 2018

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini

C’è ancora grande incertezza sul futuro della filiale della banca Bpm (Banco Popolare di Milano) in Corso Europa a Fontanelice. Intanto, come già accaduto un paio di anni fa, i cittadini si sono mossi e, mentre si attende una risposta da Milano, è stata organizzata una raccolta firme per scongiurare la chiusura, che potrebbe avvenire già il prossimo 30 giugno. L’iniziativa è partita dai cittadini e ha subito ricevuto l’appoggio del sindaco Athos Ponti. Per il momento sono state raccolte una cinquantina di firme.

«Continueremo a raccoglierle per una settimana, o anche di più se necessario» dice Ponti. E’ possibile sottoscrivere la petizione in molti locali pubblici, dai bar al municipio, ma anche all’interno della stessa banca. Si tratta di una filiale storica, «aperta 130 anni fa come Cassa di Risparmio di Imola, poi diventata Banca popolare di Verona e, infine, Bpm – ricostruisce il sindaco -. A inizio maggio ho scritto al presidente del Cda del Bpm, Carlo Fratta Pasini, per chiedere conferma e cercare di scongiurare la chiusura, che sarebbe un problema specialmente per gli anziani (la filiale più vicina del Bpm è a Borgo Tossignano, ndr).

Non ho ancora ricevuto risposta e manderò un sollecito». Anche i sindacati, confederali e pensionati di Cgil, Cisl e Uil, si stanno interessando alla questione. «Solo muovendoci tutti insieme, forze sociali e politiche, si potrà ottenere un passo indietro da parte dell’istituto di credito o quantomeno un’apertura almeno nei giorni di mercato che garantisca la continuazione seppur parziale dell’erogazione dei servizi» dicono. A stretto giro, i consiglieri regionali Pd Roberto Poli e Francesca Marchetti hanno presentato un’interrogazione per richiedere l’intervento della Regione. «La privazione dell’unico sportello bancario esistente sarebbe una grave perdita per il territorio» dicono. (re.co.)     

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini
Economia 31 maggio 2018

Cims, il presidente Poli: “2017 anno difficile ma abbiamo voltato pagina”

Per la prima volta, da quando si sono accesi i riflettori sulla crisi della Cims, il presidente Giovanni Poli prende la parola pubblicamente in una nota stampa diffusa nei giorni scorsi per informare dell’approvazione del bilancio 2017 della Cooperativa intersettoriale montana Sassoleone, avvenuta durante l’assemblea sociale svoltasi il 24 maggio. «Il 2017 – commenta Poli – è stato un anno difficile per Cims, per la prima volta abbiamo avuto una perdita in bilancio. Le ragioni sono tante, prevalentemente legate a un mercato pubblico sempre più frammentato e con appalti al massimo ribasso, che non favoriscono chi opera nel pieno rispetto di regole e contratti. Ma abbiamo voltato pagina – assicura -. Uno dei temi sui quali sono personalmente impegnato è quello di contribuire a stemperare le tensioni tra i soci e all’interno dell’azienda, rassicurando clienti e fornitori sulla nostra solidità e capacità di gestire lavori complessi». 

Il presidente getta acqua sul fuoco, dunque, dopo l’alzata di scudi dei sindacati (Cgil e Cisl) proprio contro quelle «misure di riequilibrio economico» citate da Poli, in particolare le modalità con cui si è arrivati al taglio degli stipendi dei soci. Proteste poi culminate con lo sciopero e il presidio del 4 maggio, a cui ha aderito una quarantina di dipendenti. Motivo delle contestazioni è la scelta di decurtare per un anno, a partire dalla busta paga relativa al mese di marzo, il reddito imponibile, cosa che influisce sulla cassa edile, sulle pensioni dei lavoratori e che violerebbe i protocolli siglati con Anci ed Hera, in base ai quali le aziende coinvolte in appalti pubblici devono rispettare i minimi contrattuali previsti dalla contrattazione nazionale e locale. Si attende inoltre in questi giorni la data dell’incontro del Tavolo di crisi regionale, richiesto dagli stessi sindacati.  

Il bilancio 2017 della Cims segna una perdita di 355 mila euro, coperta però dal patrimonio della cooperativa, mentre il valore della produzione di 33,8 milioni di euro ha subito un calo di circa 6 milioni (-15,1%) rispetto ai 39,8 milioni del 2016. «Recentemente – spiega la nota – è stato varato il programma triennale, che prevede una stabilizzazione dei valori della produzione intorno ai 40 milioni di euro annui e il miglioramento della marginalità. Obiettivi alla portata già nel 2018 grazie anche al potenziamento della rete commerciale: la previsione è di chiudere l’esercizio in corso con una produzione di 39 milioni di euro, di cui 34 frutto di lavori già contrattualizzati e un preventivato nettamente superiore a quello dello stesso periodo dello scorso anno. Le azioni messe in campo per il miglioramento dell’efficienza, consentono una previsione positiva per il risultato d’esercizio del 2018».

Il consiglio d’amministrazione della Cims prevede quindi di superare le difficoltà già nell’anno in corso, dato che i provvedimenti messi in atto per il riequilibrio economico «con l’obiettivo prioritario di salvaguardare la continuità aziendale e l’occupazione» pare stiano producendo i risultati attesi. Le anticipazioni sull’andamento del 2018 sono state fornite nel corso dell’assemblea, a cui hanno partecipato 122 soci sui 165 aventi diritto al voto, pari al 73,94% del totale. Il bilancio è stato approvato all’unanimità. (lo.mi.)  

Altri particolari nell”articolo sul “sabato sera” del 31 maggio.

Nella foto Domenico Olivieri, presidente Aci Imola, e i vertici Cims: Giovanni Poli, presidente, Marco Gamberini, vicepresidente, Giampiero Bassi, direttore amministrativo, Adalberto Costantini, presidente collegio sindacale durante l’assemblea sociale

Cims, il presidente Poli: “2017 anno difficile ma abbiamo voltato pagina”
Sport 1 maggio 2018

1° Maggio 2018, le manifestazioni sul territorio per la festa dei lavoratori

«Sicurezza, il cuore del lavoro». E’ questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil, per celebrare la festa del Primo maggio, visto che quella della sicurezza sul lavoro è divenuta una vera e propria emergenza, con infortuni gravi e mortali nei luoghi di lavoro, dal nord al sud dell’Italia, che si verificano quotidianamente. La manifestazione nazionale si svolgerà a Prato, città che rappresenta un’importante e simbolica realtà industriale dove il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è fortemente sentito.

A Imola, invece, il programma prevede, dalle ore 9.30, appuntamento in piazza  Matteotti, distribuzione di garofani e palloncini. Alle 10 concerto della banda Città di Imola e alle 10.45 interventi di Alberto Schincaglia (segretario generale aggiunto Cisl Area metropolitana bolognese), Carmelo Massari (in rappresentanza di Uil Emilia Romagna) e Marina Balestrieri (segreteria Cgil Emilia Romagna). In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà nella galleria del Centro cittadino. A Castel San Pietro, dalle ore 9.30 avrà luogo la distribuzione di garofani e palloncini in piazza XX Settembre; alle 10.15 concerto della Banda cittadina. Alle 10.45 interventi di Morena Visani (segreteria Cgil Imola), Nicola Frascione (Cisl Area metropolitana bolognese), Valerio Stanziani (Uil Imola). Alle 11.30 aperitivo del 1° Maggio. Nella mattinata tradizionale distribuzione dei garofani, organizzata dalla Cgil, anche a Toscanella in piazza Gramsci, a Borgo Tossignano in piazza Unità d’Italia e a Casalfiumanese in piazza Cavalli.

r.c.

Nella foto: il manifesto dell”edizione 2018

1° Maggio 2018, le manifestazioni sul territorio per la festa dei lavoratori
Cultura e Spettacoli 30 aprile 2018

Per i 20 anni del «Cantamaggio» di Medicina una performance pubblica dedicata ai bambini lavoratori

Un anniversario importante. Compie vent’anni il Cantamaggio di Medicina, il laboratorio teatrale residenziale organizzato da La Baracca – Testoni Ragazzi  che ogni anno raduna a Medicina cento ragazzi fra i 14 e i 30 anni, e che si conclude con una performance pubblica gratuita (domani alle 16 al parco delle Mondine). «È un traguardo incredibile – commenta Bruno Cappagli, regista e direttore artistico della manifestazione -. Tutto è nato da un sogno, e da allora abbiamo fatto un lungo percorso. Dimostreremo che il sogno continua».

Un sogno che porta più di cento ragazzi a lavorare insieme tre giorni per creare una performance finale condividendo idee, talento, impegno. «La cosa più bella è vedere centoventi ragazzi in scena che agiscono con un unico obiettivo – continua Cappagli -: emozionare ed emozionarsi. Questo con qualunque tempo o disagio, sotto il sole cocente o sotto la pioggia… È un atto di teatro popolare molto forte. I primi anni, poi, per me è stato un incubo, mentre ora c’è più mestiere: vent’anni fa iniziammo senza copione, e noi attori-registi che coordinavamo il tutto siamo diventati matti per unire i vari pezzi e le varie scene. Ora, invece, abbiamo un copione: quest’anno l’ho preparato io ed è la storia di Iqbal Masih in forma romantica e poetica».

Il Cantamaggio di quest’anno è infatti dedicato ai bambini lavoratori e a Iqbal Masih, piccolo pakistano ucciso nel 1995 a soli 12 anni, divenuto un simbolo della lotta al lavoro minorile per aver combattuto contro di esso  e a favore dei diritti dell’infanzia. Si intitola Canto di lavoro ed è lo stesso titolo del primo Cantamaggio, anche se i testi sono diversi. I ragazzi lavoreranno per creare cinque scene che saranno poi montate e mostrate nella performance finale dell’1 maggio. «Si sono già iscritti centoventi ragazzi, probabilmente raggiungeremo il numero di centoquaranta, che è stato il record dello scorso anno – spiega il regista -. Arriveranno dalla Lituania, dalla Università Autonoma di Madrid, da Vicenza, Schio, Bergamo, ovviamente da Bologna e Medicina, poi ci saranno i ragazzi del Laboratorio Icaro e parteciperanno i Cantieri Meticci con alcuni ragazzi richiedenti asilo».

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: un momento del «Cantamaggio» 2017

Per i 20 anni del «Cantamaggio» di Medicina una performance pubblica dedicata ai bambini lavoratori
Economia 27 aprile 2018

Undici medicinesi assunti grazie ai contributi comunali per le aziende

«Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, la risposta delle aziende è stata molto buona e, anche per questo vogliamo riproporre un nuovo bando a breve». Dilva Fava, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Medicina, commenta così l’esito del bando pubblicato lo scorso anno attraverso il quale l’ente locale si impegnava ad erogare un contributo a fondo perduto alle aziende che assumevano cittadini medicinesi per un periodo di almeno tre mesi. 

Nel dettaglio, il contributo era rivolto alle ditte che dall’1 aprile al 30 novembre 2017 avessero attivato contratti di lavoro dipendente di almeno 3 mesi (i contratti a tempo indeterminato danno più punteggio in gradutoria) per cittadini residenti nel comune di Medicina almeno dall’1 gennaio 2016. Per ogni assunzione a tempo pieno il Comune avrebbe erogato alle aziende un contributo di 300 euro al mese per un massimo di 12 mesi e per non più di due assunzioni di personale per ciascuna impresa. Il contributo diventava di 400 euro per assunzioni di persone disabili, in aggiunta alla quota obbligatoria per legge, senza fruizione di agevolazioni fiscali o contributi specifici. Per le assunzioni a tempo parziale (minimo 20 ore) l’entità del contributo sarebbe stata calcolata in proporzione. Raccolte le domande, l’ente locale ha stilato la graduatoria in cui rientrano 10 aziende e 11 assunzioni, questo perché la Fondazione Donati Zucchi ha partecipato con due dipendenti. In due casi si tratta di contratti a tempo inteterminato, in 5 situazioni sono proroghe di contratti già in essere. Nella maggior parte dei casi (8), inoltre, l’assunzione è a tempo pieno.  

«Inizialmente avevamo stanziato all’interno del Fondo di solidarietà 20 mila euro, una cifra alla quale abbiamo aggiunto altri 4.120 euro per coprire interamente i contributi alle aziende di Medicina che hanno assunto dei residenti – aggiunge l’assessore Fava -. Purtroppo, per mancanza di ulteriori fondi, sono rimaste escluse dal contributo altre tre aziende che non hanno la sede nel Comune di Medicina. La nostra intenzione, comunque, è pubblicare un altro bando analogo a breve, magari già nel mese di maggio». Questo tipo di contributo, introdotto nel 2013, era stato poi sospeso negli anni successivi in concomitanza con altri benefici e sgravi fiscali che erano stati introdotti per le aziende, a partire dalle agevolazioni legate al Jobs act. Nel 2017, però, l’Amministrazione comunale ha deciso di riproporlo. «Siamo consapevoli che è una goccia nel mare, comunque è dare una mano sia alle aziende che ai loro collaboratori» conclude l’assessore. (gi.gi.) 

Nella foto l’assessore Dilva Fava

Undici medicinesi assunti grazie ai contributi comunali per le aziende
Cronaca 27 aprile 2018

L’Asp pronta ad assumere Oss, educatori e infermieri, i concorsi entro l’anno

«Fino ad ora siamo riusciti solo a coprire solo il turn over ma quest’anno abbiamo messo a Bilancio le risorse per un piano di assunzioni che andrà a coprire i posti vacanti in pianta organica». La notizia arriva da Stefania Dazzani, direttore dell’Asp, l’Azienda servizi alla persona che gestisce i Servizi sociali e Sociosanitari dei Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina e Mordano.

Oggi l’Asp conta complessivamente 183 dipendenti e un bilancio che per quest’anno si prevede sarà di 19 milioni e 400 mila euro. La settimana scorsa l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio di previsione 2018 proposto dal Cda e il relativo piano degli investimenti che prevede, tra le altre cose un budget di oltre 550 mila euro all’anno per assumere a tempo indeterminato dodici Oss, tre infermieri e tre educatori. «Contiamo di fare i concorsi per Oss ed educatori entro l’anno – dice Dazzani -, mente per gli infermieri abbiamo attivato una convenzione con l’Asp di Bologna per farlo insieme a loro». In verità i posti a concorso non saranno proprio questi perché, come prevedono le norme, prima di avviare la procedura pubblica di selezione l’ente sta verificando eventuali mobilità. «Dalla procedura di mobilità aperta abbiamo già assunto tre Oss quindi faremo un concorso solo per 9 – chiarisce Dazzani -, anche un infermiere arriverà a luglio quindi i posti vacanti sono solo 2 da coprire per concorso».

Da notare che Oss e infermieri in forze all’Asp, che sono impiegati nelle case di riposo e nei centri diurni, hanno il contratto di lavoro dei dipendenti dei Comuni e non quello della sanità, quindi l’appetibilità sotto forma di stipendio e vantaggi è inferiore, ma di questi tempi l’idea del «posto fisso» fa gola a molti. «L’assunzione degli Oss andrà a colmare alcune carenze e soprattutto il fatto che stiamo utilizzando molto lavoro flessibile interinale – motiva Dazzani -. In particolare a Medicina, una situazione che si sta trascinando insieme ai pensionamenti e non siamo mai riusciti a risolvere con la mobilità». Dazzani però ci tiene a sottolineare che «questo non significa vi siano elementi di sofferenza nei servizi perché il personale interinale è qualificato e motivato. Solo non può garantire la continuità che dà un dipendente».

Il piano personale 2018 dell’Asp non finisce qui. «La settimana scorsa abbiamo assunto con contratto formazione lavoro un assistente sociale e un altro prenderà servizio l’1 maggio – continua Dazzani -. Questo ci permetterà di raggiungere e superare gli standard regionali che chiedono un assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Noi eravamo in regola se consideriamo anche il personale che fa attività trasversali e non direttamente con l’utente, ma con le due nuove assunzioni avremo la disponibilità anche per il front office sul territorio». I due specialisti dell’attività sociale costeranno circa 70 mila euro all’anno. Altri 63 mila euro all’anno serviranno per sostituire due pensionamenti in area amministrativa e contabile. (l.a.)

Nella foto Stefania Dazzani nella sede Asp presso il «Silvio Alvisi» a Imola 

L’Asp pronta ad assumere Oss, educatori e infermieri, i concorsi entro l’anno
Economia 29 marzo 2018

Sciopero Mediaworld, domani sarà interessato il negozio di Imola

Sciopero di otto ore domani, venerdì, 30 marzo, nel punto vendita Mediaworld nel Centro Leonardo. Lo comunica la Filcams-Cgil di Imola: “Il punto vendita imolese – precisa Veruska Grementieri  – nel 2015 è stato interessato da una riorganizzazione, che ha determinato una riduzione del personale di circa dieci dipendenti, che attualmente sono una ventina. Lo sciopero interessa tutti i punti vendita, anche quello del nostro territorio, contro la decisione unilaterale dell”azienda (gruppo Mediamarket) di trasferire le lavoratrici e i lavoratori dei negozi in chiusura di Grosseto e Milano centrale e delle aree interessate dal contratto di solidarietà. Non possiamo avere la certezza che la stessa sorte non tocchi anche ai dipendenti imolesi, che non vorrebbero essere informati dall”oggi al domani della chiusura del loro punto vendita come accaduto ai colleghi che attualmente stanno subendo le decisioni dell”azienda”.

La mobilitazione dei dipendenti dei negozi Mediaworld italiani, compreso quello di Imola, era stata resa nota già qualche giorno fa. Uno sciopero proclamato dai lavoratori con il sostegno di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dell’Emilia Romagna. In regione ci sono oltre 350 lavoratori e dieci punti vendita che fanno capo a Mediamarket, che sta attraversando una crisi e una riorganizzazione aziendale con chiusure e contratti di solidarietà su tutto il territorio nazionale.

r.c.

Nella foto il negozio Mediaworld di Imola

Sciopero Mediaworld, domani sarà interessato il negozio di Imola
Economia 28 marzo 2018

Gimatt, l'azienda ozzanese aumenta l'utile e vuole premiare gli azionisti

Gimatt, la società ozzanese che si occupa delle macchine automatiche per l’imballaggio dei prodotti derivati dal tabacco (e, in particolare, dei cosiddetti prodotti reduced-risk di nuova generazione), ha chiuso decisamente bene il primo bilancio dopo lo scorporo da Ima e la sua quotazione nel segmento Star di Piazza Affari, avvenuta nel novembre 2017.

In forte crescita ricavi e utile: i ricavi netti sono saliti a 151,8 milioni di euro (+51,2%) e l’utile d’esercizio ha raggiunto 44,1 milioni di euro (+62%). «I brillanti risultati conseguiti da Gimatt nell’anno della quotazione in Borsa – ha commentato Sergio Marzo, presidente della società di via Tolara di sotto – riflettono il trend di crescita del settore tabacco, in particolare dei prodotti di nuova generazione a rischio ridotto. Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti: i ricavi e gli utili conseguiti confermano il dinamismo di Gimatt e la sua capacità di proporre soluzioni altamente innovative per il packaging dei prodotti derivati del tabacco».

La quota export è stata superiore al 72%, con ottimi risultati in Europa e in Asia. Molto bene anche il mercato domestico, cresciuto del 13%. Se l’andamento degli ordini troverà conferma nei prossimi mesi, si stimano ricavi superiori a 180 milioni di euro. «Cresciamo rapidamente all’interno del mercato di riferimento e continuiamo ad investire in ricerca e sviluppo: l’innovazione rappresenta infatti l’elemento trainante del nostro percorso di crescita. Le prospettive per il 2018 sono positive: i primi due mesi evidenziano una buona performance e confermano la nostra fiducia nella favorevole evoluzione dell’esercizio in corso. Alla prossima assemblea di bilancio – ha concluso il presidente – proporremo la distribuzione di un dividendo di 0,42 euro per azione premiando così gli azionisti che hanno creduto nello sviluppo di questa società giovane e dinamica, con ottime prospettive di crescita».

r.e.

Nella foto: l”officina dell”azienda Gimatt

Gimatt, l'azienda ozzanese aumenta l'utile e vuole premiare gli azionisti
Cronaca 15 marzo 2018

Discount Md, oggi è stato inaugurato il nuovo punto vendita a Castello

Dopo Imola, Castel San Pietro. Oggi inaugura ufficialmente il nuovo discount Md nei pressi dell’incrocio tra la via Emilia, via Torricelli e  l’imbocco della lottizzazione Valle di Malta, dietro al distributore di carburanti. Qui, nel giro di pochi mesi, Md ha realizzato il proprio punto vendita su una superficie di 1.500 metri quadrati, dei quali 1.081 dedicati alla vendita, più il magazzino e un parcheggio da 108 posti auto complessivi. All’interno del punto vendita, trovano spazio i banchi macelleria e gastronomia nei quali si può essere serviti dal personale, mentre l’angolo panetteria è soltanto a libero servizio. «All’interno – fanno sapere dall’ufficio stampa di Md -, vi lavorano 16 dipendenti, assunti a livello locale, che hanno un’età media di 30 anni».

Tra l’altro, sul sito della catena, sono ancora aperte le selezioni per l’assunzione di personale sia nel nuovo discount di Castel San Pietro, sia in quello di Medicina lungo la San Vitale. Nello specifico, per Castello la ricerca è mirata all’individuazione di uno store manager con esperienza nel settore, che si occuperà della gestione del punto vendita, ma anche di addetti alle vendite. Il termine per presentare la propria candidatura è fissato a lunedì 30 aprile. Il nuovo discount sul Sillaro è del tutto simile a quello realizzato in via I Maggio a Imola un annetto fa, che per il gruppo Md ha rappresentato la prima nuova apertura del 2017, ma rientra in un piano di sviluppo che, nel giro di un triennio, «prevede investimenti complessivi per 488 milioni di euro, che consentiranno l’apertura di circa 90 nuovi punti vendita» dicono dall’azienda senza tuttavia scendere nei dettagli dei singoli investimenti.

Così come accaduto a Imola, anche a Castello l’azienda si è fatta carico di coprire i costi della viabilità, in particolare della realizzazione della nuova rotonda sulla via Emilia. Md oggi la rete conta 725 punti vendita. Ha chiuso il 2016 con un fatturato di 2,3 miliardi di euro ed è la seconda catena di discount in Italia, con una quota di mercato pari al 15 per cento. Oltre al nuovo punto vendita castellano, nel circondario imolese sono aperti altri due discount a marchio Md. Come detto, uno è a Medicina sulla San Vitale e l’altro a Imola in via Primo Maggio. Invece, dall’inizio del 2018 ha chiuso i battenti il secondo discount imolese del gruppo, che si trovava in via Pisacane (ex Ld). 

gi.gi.

L”articolo completo su “sabato sera” in edicola del 15 maggio.

Nella foto: il cantiere del nuovo discount a Castel San Pietro

Discount Md, oggi è stato inaugurato il nuovo punto vendita a Castello
Economia 14 marzo 2018

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti

Se la vetreria Glastebo non è andata in frantumi dopo il fallimento avvenuto nel 2015, è anche per merito della tenacia di Tarik El Ouariti, trentacinquenne di origini marocchine, che nella sua attività di consulente aziendale si è adoperato per trovare imprenditori disposti a investire nell’impresa di via Meucci. Oggi El Ouariti è direttore generale della Glastebo International, la società italo-marocchina che lo scorso luglio ha acquistato all’asta l’azienda per 1 milione e 380 mila euro. La nuova proprietà fa capo a due aziende del settore, la Leali vetri di Castiglione delle Stiviere e la Miroiterie du Grand Maghreb (Mgm), con sede principale a Casablanca, socie ognuna al 50%. A fare da tramite tra le due realtà è stato proprio El Ouariti. «Nel 2016 – racconta – la Mgm voleva ampliarsi in Marocco e ho cominciato a vedere se erano possibili partnership “al contrario”, cioè dal Marocco verso l’Italia. Cercando in rete, mi sono imbattuto in Glastebo. Ho accompagnato il titolare della Mgm, Monsieur Bakoussi, in visita allo stabilimento di Castel San Pietro. In quel momento era interessato all’acquisto di macchinari per la lavorazione del vetro. Ci siamo resi conto che la Glastebo era una azienda ancora viva, con asset importanti costituiti non solo dai macchinari, ma soprattutto dall’esperienza del personale

. Al termine della visita Bakoussi mi disse che gli piangeva il cuore portare via le attrezzature, perché per lui era come sradicare denti sani. Da qui l’idea di trovare dei partner per acquistare l’azienda».

Dopo che la prima cordata ha poi dato forfait senza versare l’intero importo, El Ouariti non si è dato per vinto. «Ho girato mezzo mondo per trovare nuovi partner; sono andato in Algeria, Turchia, Belgio, Francia, spiegando che la Glastebo aveva un potenziale forte, con un nome e prodotti di qualità indiscutibile, a prezzi competitivi. Nel frattempo il signor Leali si era interessato all’azienda, ma aveva necessità di un socio, in quanto non avrebbe potuto gestirla da solo. L’ex management ci ha fatti incontrare poche settimane prima dell’asta. Leali è una persona lungimirante, ha portato la sua azienda a una crescita importante con prodotti reputati di grande qualità e, per caso, era anche innamorato del Marocco. E’ venuto a Casablanca, ha visitato la Mgm, ci si è capiti e si è costruito un piano industriale insieme».

La nuova gestione ha già ingranato la marcia. «Abbiamo confermato tutte le 24 persone in forza durante l’esercizio provvisorio – dettaglia il direttore generale – e assunto 5 agenti per l’Italia e due per l’estero. Abbiamo investito oltre 450 mila euro per l’acquisto di nuovi macchinari e stiamo migliorando il sistema di controllo di gestione, per portare l’azienda a diventare una industria 4.0, dove è possibile tracciare in tempo reale ogni singolo prodotto. L’obiettivo è rafforzare la Glastebo sul mercato locale, ma anche far crescere la quota di export, specie in Francia e Nordafrica, puntando sull’asse principale Bologna-Casablanca. In Marocco il settore edile è in piena espansione e ci attendiamo nuovi importanti ordinativi».

Anche per questo per il 2018 il budget punta a un fatturato di 5 milioni e mezzo di euro, in netta crescita rispetto ai 3,2 milioni del 2017 e ai 2,6 milioni del 2016, realizzati durante l’esercizio provvisorio dell’azienda. Nello stabilimento di via Meucci il vetro arriva in grandi lastre di 3,21 metri per sei, che vengono tagliate e lavorate per realizzare prodotti su misura per i settori edile, dell’arredamento, elettrodomestico, navale, automotive, aeronautico e militare. In una camera a temperatura controllata, dove si lavora con camice e cuffia, vengono assemblati i vetri laminati, che diventeranno antiproiettili. «L’8 marzo – conclude El Ouariti – sono in programma i test presso il poligono di Brescia per ottenere anche le certificazioni Br5 Ns e Br6 Ns, per prodotti antiproiettile e antischeggia». Vetri sempre più resistenti, quindi, come l’azienda castellana che li produce.

lo.mi.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo.

Nelle foto: il direttore generale Tarik El Ouariti e una fase di realizzazione del vetro laminato

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti

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