Posts by tag: MotorImola

Motosapiens 6 dicembre 2018

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri

Il secolo scorso è il momento storico in cui la motocicletta è prima stata inventata ed ha iniziato poi a diffondersi sempre più come mezzo di trasporto semplice ed economico. Ma è intorno alla motocicletta che un numero sempre maggiore di persone la sceglie per uno strano e forte sentimento di passione, non solo per la sua utilità. E insieme alle motociclette, nascono i motociclisti e i Motoclub.

Fra i primi in Italia nasce il Motoclub Santerno Checco Costa, fondato prima come Reale Associazione Motoristica Imolese grazie ad un gruppo auto organizzato di amici con la passione per le due ruote, che il 4 ottobre 1926 dà vita al motoclub che negli anni cambia più nomi, prima mc Imola poi mc Santerno; infine viene titolato allo storico presidente Checco Costa, padre del fondatore della Clinica Mobile.

Allora come oggi, fra gli ambiti di maggior interesse vi è l’attività mototuristica. Per ben cinque volte, infatti, il Motoclub Santerno vince il Campionato Europeo Fmi di Mototurismo grazie ai tanti chilometri macinati anno per anno.

Allora come oggi, il mc Santerno premia con la medaglia d’oro gli iscritti che raggiungono i centomila chilometri percorsi con il Motoclub. Ai 21 motociclisti di tutte le età già premiati quest’anno si sono aggiunti Luciano Bianconcini e Mirko Ceroni (nelle foto sotto). La storia del Motoclub Santerno è davvero una storia scritta sulla strada.

LE FOTO:

IL VIDEO: fra i premiati anche il Dottor Costa con un riconoscimento al merito per la Clinica Mobile. 

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri
Motosapiens 4 novembre 2018

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed

I piloti e le moto sono sempre ed inevitabilmente i protagonisti del mondo delle corse, dalla MotoGP al Civ. Ci mettono il manico, la faccia, la sensibilità tecnica, la vita. Ma non lavorano da soli: anche se non sembra, il motociclismo resta uno sport di squadra, di team. Ne abbiamo parlato con un team manager da anni impegnato nel mondo delle due ruote, Simone Steffanini, team manager bolognese (esattamente di Castel San Pietro Terme) del proprio team Green Speed motorizzato Kawasaki Italia, impegnato da anni al livello nazionale e non solo.

Chi è Simone Steffanini. Classe 1974, Steffanini è nel mondo delle moto dal 1994.Ha ricoperto vari ruoli, creandosi una carriera ricca di esperienze e soddisfazioni fino a decidere di fondare il proprio team. Fra e cose che ricorda con piacere ed emozione: il lavoro al fianco del preparatore bolognese Alberto Gubellini, gli anni come responsabile della moto di Cristiano Migliorati, il periodo di lavoro nel team di Davide Bulega (padre del più noto Niccolò), l’ottimo lavoro con il team Puccetti poi arrivato a vincere titoli mondiali, il Team Italia con Riccardo Russo e il titolo italiano Stock600 e l’esordio mondiale, il mondiale con Roberto Rolfo…Poi nel 2016 nasce il Team Green Speed.

Prima domanda, d’obbligo visto che il lavoro non ti mancava: perché un team tutto tuo?

Volevo essere libero nelle scelte tecniche dei fornitori ed anche sul modus operandi con cui affrontare le gare. Ho dovuto imparare un lavoro diverso, accanto a quello che sapevo già fare: le pubbliche relazioni e la ricerca di sponsor, competenze difficili da acquisire e che prendevano tempo al motivo per cui avevo deciso di fondare il mio team, il lavoro tecnico a modo mio. Ma devo ammettere che avere il mio tema regala anche grandi soddisfazioni, ad esempio l’appoggio che mi danno le aziende di settore che mi avevano conosciuto come tecnico significa che lavoro bene. E poi l’immensa soddisfazione per la wild card mondiale a Imola nel 2016, per una piccola realtà appena nata non era uno step ovvio!

Il tuo rapporto con i piloti?

Come team manager la mia sfida è sempre stata quella di lanciare giovani piloti, farli crescere, portarli ad essere pronti per sfide più grandi di quelle che potevo offrire io. Ad esempio ho portato Canducci al team ufficiale Kawasaki nel 2017. Ho lanciato Malone e Leotta, quest’ultimo vicecampione di Coppa Italia. Ma ho anche fatto correre piloti del calibro di Anthony West come wild card nel Civ, Rolfo nel campionato velocità in salita… La stagione appena finita è stata travagliata, non tanto per i risultati che ci vedono comunque 4 volte vincitori in altrettante gare nazionali…

La prossima stagione, invece, come sarà?

Ci stiamo lavorando. Sul piatto ci sono diverse prove del mondiale Supersport600 con un pilota italiano di assoluto valore nazionale, al fine di passare in pianta stabile al mondiale nel 2020. Ma stiamo lavorando anche per disputare campionati in ambito nazionale sempre con piloti giovani ed impiegando la nuova versione del Kawasaki Zx636.

Perché scommettere su piloti giovani?

Faccio quello che faccio più per passione che per lavoro, significa che devo divertirmi oltre a lavorare bene. La mia storia è sempre stata legata ai giovani ed è la strada che preferisco. Ritengo che sia più bello vincere con chi non ha mai vinto piuttosto che accontentarsi. La sfida è avere obiettivi competitivi: fare meglio della stagione precedente dando il massimo indipendentemente dalla posizione assoluta.

Come vedi il bacino di piloti italiani?

In Italia abbiamo ottimi talenti che faticano ad emergere a causa di una scarsa personalità più che della mancanza di talento. Il talento da solo non basta, bisogna aver voglia di mettersi in gioco con un po’ di sana fame di vittorie. La voglia di vincere fa la differenza ma oggi per troppi giovani è più importante dire che si è piloti piuttosto che dimostrare di esserlo.

Quali sono i limiti e i problemi di avere un proprio team?

Soprattutto limiti economici. Il motociclismo è uno sport di nicchia e i budget necessari sono elevati.

Secondo te gli organizzatori fanno abbastanza per promuovere il Civ?

No. Anche se è il massimo campionato nazionale viene comunemente considerato un campionato minore. Secondo me ci vorrebbe innanzitutto l’ingresso libero per il pubblico, avere più spettatori aiuta in termini di attenzione del pubblico e della stampa. Sulla stampa, poi, gli organizzatori dovrebbero investire per chiedere una maggiore presenza di giornali e tv: solo raccontando storie la gente si appassiona, e di belle storie il motociclismo è pieno a tutti i livelli.

E la Federazione, dal canto suo, cosa potrebbe fare?

La Federazione dovrebbe tornare un po’ indietro nel tempo, a quello che si faceva negli anni Novanta: appoggiare i team e non i singoli piloti, perchè i piloti crescono solo se hanno alle spalle delle buone squadre fatte da persone dalla comprovata esperienza in pista. E poi razionalizzare impegni e costi, ad esempio togliendo il giovedì in pista nei weekend di gara, cosa che aiuterebbe anche il pilota a lavorare più efficacemente e prepararsi più velocemente nell’ottica dei campionati superiori dove si gira poco e si deve essere in bolla subito. Quanto ai costi, poi, bisognerebbe abbassare i costi di iscrizione magari aprendo anche a circuiti più piccoli per rendere lo sport più capillare sul territorio nazionale. Il campionato inglese dimostra che correre in circuiti meno prestigiosi di quelli più noti non danneggia la spettacolarità delle tappe! Inoltre ritornare all’uso libero della benzina e liberalizzare le gomme, mentre ora siamo tutti obbligati a fare acquisti dagli sponsor dei campionati a prezzo superiori di un amatore che compra benzina e gomme! È assurdo: faccio pubblicità e paghiamo. Dal 2019 avremo l centralina unica in diverse categorie, il che significa un ulteriore aumento dei costi. È necessario che la federazione sia più lungimirante sui costi che sostengono i team, sono i team che vanno aiutati, sostenuti, in tutte le maniere possibili, anche sostenendo le squadre che portano in pista piloti famosi o stranieri come strategia di crescita del campionato.

mi.mo

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed
Motosapiens 4 ottobre 2018

Da Castello a Imola in un salto: Andrea Giorgia Grazia al mondiale di cross

Per la crossista castellana ventenne Andrea Giorgia Grazia, da Castel San Pietro a Imola c’è lo spazio di un salto, quello fatto per partecipare alla tappa conclusiva del mondiale cross femminile quale wild card locale.

«Sono una crossista giovane – racconta la Andrea#997, corro solo da tre anni mentre molte ragazze iniziano ben prima. Purtroppo mi sono appassionata alla moto solo recentemente, un po’ per caso, ma questo non mi ha impedito di dare sfogo alla mia nuova passione correndo nei campionati regionale e italiano, divertendomi e togliendomi anche qualche soddisfazione. La soddisfazione più grande? Disputare una prova mondiale e farlo sul circuito di casa realizzato ad Imola per il finale del campionato 2018. Una grandissima emozione: la mia prima esperienza mondiale e in casa, fra l’affetto di tanti amici venuti a trovarmi e l’agitazione per la prestazione agonistica. Mi sono divertita tanto ma ho anche fatto molti errori, spegnendo addirittura la moto in gara2 mentre mi giocavo la terzultima posizione. Ad ogni modo il risultato è migliore del previsto e non posso essere che contenta e carica per la prossima stagione. Sono arrivata penultima in classifica ma fra le prime quanto a felicità. E devo ringraziare per il sostegno la mia famiglia e Davide Degli Esposti, pilota supercross che mi ha allenata proprio con l’obiettivo Imola-mondiale».

Quest’anno prima il cambio di moto, quattro mesi fa da Kawasaki ad Honda, poi un infortunio hanno complicato la stagione della giovane, che si è comunque classificata in quinta posizione nel campionato regionale dell’Emilia Romagna ed ha solcato qualche podio in trofei Uisp amatoriali.

Ora che hai trovato il giusto feeling con una nuova moto, dopo che comunque con la Kawasaki ti eri laureata campionessa regionale, che obiettivi ti poni per la prossima stagione?

«Con la Honda 250 mi sento alla grande. Voglio partecipare al campionato italiano e dare il massimo, disputando forse qualche gara di regionale come allenamento ma senza puntare al titolo già ottenuto in passato – spiega -.  E poi vorrei partecipare di nuovo alla tappa imolese del mondiale, al momento prevista per il 22 settembre prossimo, e magari trovare il budget per iscrivermi anche alle altre due tappe italiane in programma per la prossima stagione mondiale, in Trentino e in Lombardia».

mi.mo

Foto: Massy Momard e Paolo Costa

Da Castello a Imola in un salto: Andrea Giorgia Grazia al mondiale di cross
Motosapiens 26 settembre 2018

Crescere motociclisti… (LE FOTO)

Crescere motociclisti… Con Motosapiens, sabatosera.it, Coop Bacchilega, Motoclub Racing Imolese #96 e il consiglio di zona Coop Alleanza 3.0.

Una quarantina di bambini fra i 7 e i 12 anni hanno avuto l’opportunità, lo scorso sabato 22 settembre al centro sociale Tozzona, di provare la moto in sicurezza e con l’ausilio degli istruttori specializzati della Federazione Motociclistica Italiana all’interno di un evento di promozione del motociclismo ideato e promosso dagli attori di cui sopra.

Ad arricchire il pomeriggio di motociclismo consapevole la presenza dell’ufficio di educazione stradale della PM di Imola, il centro di formazione sanitaria bolognese Medicalife e l’associazione Motorlab, al cui progetto per la sicurezza “Adotta una curva” sono stati devoluti i 130 euro raccolti nello speciale pomeriggio dedicato alle due ruote.

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Foto di Massy Momard

Crescere motociclisti… (LE FOTO)
Motosapiens 20 settembre 2018

Crescere motociclisti provando la moto a 7 anni (e fino ai 12, e gratuitamente!)

A 7-12 anni si può dare sfogo alla giovane passione per la moto dei bambini (e delle bambine!) in diversi modi e maniere: in piedi sul divano a vedere la MotoGp, portandoli dal vivo alle gare nazionali, europee o mondiali (facendo sempre attenzione al loro giovane udito), caricandoli in moto con tutti i presidi di sicurezza del caso (casco, paraschiena, sellino adattato), regalandogli modellini di tutte le case motoristiche ed altri “motogiochi”… Ma anche facendo loro provare la prima vera moto!

“Sfortunatamente” il motociclismo è uno sport costoso e che richiede grandi doti di pazienza e devozione. Fortunatamente esiste la possibilità di provare la moto anche a costo zero, grazie alla Federazione Motociclistica Italiana che ha ideato il progetto Hobby Sport e agli attori che di volta in volta sostengono il progetto per sostenere il motociclismo vero.

Crescere motociclisti, dunque, si può, dai 7 anni. L’occasione è Evolutio, evento di promozione del motociclismo a partire dai più piccoli ideato da Motosapiens, sabatosera.it, Coop Bacchilega, Motoclub Racing Imolese #96 e Consiglio di zona di Coop Alleanza 3.0. La data da salvare in agenda è sabato 22 settembre, dalle 15 alle 18, presso il centro sociale Tozzona di Imola. Nel corso del pomeriggio, gratuitamente, i bambini e le bambine interessati potranno provare la (prima) moto adatta per le loro esigenze, seguiti passo passo da istruttori Fmi qualificati e con tutte le protezioni del caso, per un pomeriggio di sport motoristico!

A tutti i piccoli partecipanti sarà poi offerta una merenda Coop, mentre i grandi, con o senza moto al seguito, potranno godere dello speciale aperitivo in compagnia dei numerosi ospiti presenti al terzo motoaperaduno Motosapiens. Fra questi: l’Ufficio di educazione stradale della Polizia Municipale di Imola, il centro di formazione sanitaria Medicalife di Bologna (con dimostrazioni e gadget per la salute), la special division del team Sk Racing con piloti diversamente abili e Bacchilega Editore con i migliori libri sulle due ruote ad Imola.

>>>La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti<<<

Per info: motosapiens@sabatosera.it.

Crescere motociclisti provando la moto a 7 anni (e fino ai 12, e gratuitamente!)
Motosapiens 19 settembre 2018

Ducatisti per Montecatone

Un giro in moto tra le curve della Vena del Gesso romagnola fino a Montecatone, sulle colline di Imola, per pranzare con i volontari della Casa di accoglienza Anna Guglielmi. Una domenica particolare dedicata sia al divertimento sia alla solidarietà, che domenica 16 settembre ha visto uniti ben quattro club Ducati dell’Emilia Romagna (Desmo Owners Club) per un centinaio di partecipanti. 

L’idea partita dal Doc Ente Tutela Pomponi Romagnoli (Etpr) di Ravenna ha coinvolto il DemoRomagnaDoc di Rimini, il Doc Borgo Panigale di Bologna e il Moto Club La Diamantina di Ferrara. Ciascuno con un gruppo di soci motociclisti. Alla fine della giornata sono stati raccolti ben 2.075 euro per la Casa di accoglienza Anna Guglielmi, la cooperativa sociale Onlus che dal 1987 offre accoglienza alberghiera alle famiglie che devono assistere per lunghi periodi i loro cari ricoverati presso il Montecatone Rehabilitation Institute Spa oppure ai pazienti che effettuano terapie in day hospital. La Casa è inoltre il luogo dove pazienti e famiglie sperimentano le autonomie acquisite durante il percorso riabilitativo prima del rientro a casa, svolgendo le attività della vita quotidiana in un ambiente interamente accessibile e attrezzato a misura di tutti. La struttura ospedaliera imolese è centro d’eccellenza specializzato nella cura delle persone con lesioni midollari o gravi cerebrolesioni, nonché unità spinale di riferimento per la Romagna e l’Emilia Est (Ferrara).

I protagonisti:

Tommaso Sangiorgi, presidente dei 130 soci dell’Etpr, non ha dubbi: «Quando riusciamo nel nostro piccolo a fare beneficenza è sempre un piacere. Montecatone è una realtà del nostro territorio che conosciamo bene perché i motociclisti, purtroppo, da sempre hanno un rapporto particolare con questo ospedale. Dare una mano a chi ha bisogno è giusto, se poi si tratta di motociclisti ci fa ancora più piacere». 

Michela Amerighi, presidente dei 340 soci del DesmoRomagnaDoc, aggiunge: «Il nostro club è nato proprio a fini benefici e tutti gli anni, a seconda delle disponibilità della cassa, abbiamo scelto un ente della nostra zona da aiutare  per l’acquisto di arredi o altro, ad esempio il Centro 21 che si occupa di famiglie di ragazzini con disabilità. Io faccio l’infermiera quindi conosco bene la realtà di Montecatone e l’idea dell’Etpr ci è piaciuta moltissimo, mi sa che dovremo ripeterla l’anno prossimo…»

Stessi toni soddisfatti per Elena Sarti, presidente dei 540 soci del Doc Borgo Panigale: «Abbiamo accolto subito la proposta di fare qualcosa insieme tra club. Un’idea bellissima. Conosco Montecatone perché un nostro ex presidente del club vi è stato curato dopo un incidente. Ed è anche per questo che ho detto subito che dovevamo partecipare ad un evento del genere». 

Roberto Vezzani, presidente dei circa 170 soci del Motoclub La Diamantina Doc, aggiunge: «E’ la prima volta che partecipiamo ad un’iniziativa del genere insieme ad altri club ed è stata davvero una bella esperienza. Soprattutto a Montecatone, che finora conoscevano, purtroppo, solo per quanto vissuto da amici motociclisti che avevano avuto un incidente ed erano stati curati qua».

Una giornata piacevole anche per i volontari e gli operatori della Casa di accoglienza e per le famiglie ospiti nella struttura, che si sono detti contenti del momento di convivialità e divertiti dalla presenza colorata delle moto che hanno rallegrato la domenica. Per tutti le parole della presidente della Onlus Claudia Gasperini: «Un grazie immenso ai club che hanno deciso di aiutarci venendo fin quassù da varie parti della regione. La vitalità e l’allegria che ci hanno regalato ha trasformato una domenica qualunque in un momento di incontro e di vicinanza. Un grazie davvero di cuore per l’amicizia ed il preziosissimo aiuto».

ms

Ducatisti per Montecatone
Motosapiens 18 luglio 2018

Lavezzola, in moto insieme per Simone Mazzola

Poco più di un anno fa il giovane pilota del Civ Simone Mazzola, romano classe 1996, rimaneva vittima di un grave trauma vetrebro midollare al seguito di un incidente alla curva 13 del circuito di Misano durante le prove della categoria Supersport300. Un incidente dovuto ad una passione che muoveva il suo corpo e la sua anima, ma anche un incidente sul lavoro.

Dopo la delicata rianimazione presso l’ospedale Bufalini di Cesena, il pilota è stato trasferito all’istituto di riabilitazione di Montecatone per il lungo cammino riabilitativo che, ad un anno dall’incidente, ancora continua. Le schegge della vertebra fratturata, infatti, hanno lesionato il midollo in maniera significativa e il futuro di Simone non è incerto solo per quanto riguarda le due ruote ma anche le proprie abilità personali. Un percorso lungo e costoso, per il quale si sono attivati in maniera solidale sia il Civ stesso sia tantissimi piloti, motociclisti ed appassionati.

A più di un anno di distanza, il percorso di Simone continua, così come la solidarietà del mondo delle due ruote. Oltre alle donazioni liberali della campagna #AiutiamoSimone, cui si può contribuire utilizzando IBAN e CF a fine articolo, domenica 22 luglio è in programma a Lavezzola (RA) un MOTO PIC NIC AL PARCO il cui ricavato sarà interamente devoluto al giovane pilota. A fronte dell’iscrizione di 10 euro sono previsti piadina con salsiccia, gadget, lotteria, musica live e premi per il gruppo più numeroso e quello da più lontano, la motociclista più bella, il motociclista più tatuato e quello più giovane.

Un pomeriggio di motociclismo solidale all’insegna dello stare bene, insieme, fra bikers e per il biker Simone alle prese con una sfida di vita.

 

 

 

 

 

 

(mi.mo)

Lavezzola, in moto insieme per Simone Mazzola
Motosapiens 10 luglio 2018

Diario di un pilota con Motosapiens sul casco: da Misano, Ayrton Badovini (Mv Agusta, mondiale Supersport)

Dalla tappa romagnola del campionato mondiale Superbike in scena in riviera, sul Misano World Circuit dedicato a Marco Simoncelli e fresco di una nuova race control e copertura wi-fi (all’interno di una corposa riqualificazione ancora in corso), Motosapiens non solo c’era ma ha seguito il weekend da molto vicino… Fra il casco e il box del pilota Mv Agusta Ayrton Badovini, impegnato nella categoria mondiale Supersport! Biellese ma residente da anni a Castel Bolognese, non lontano da Imola, Bado86 ha il fanclub nella vicinissima e pittoresca Dozza.

Un’occasione gentile e preziosa che ci ha permesso di realizzare una sorta di “diario del pilota”, un diario che, come vedete di seguito, non inizia nel weekend ma piuttosto a metà settimana…

MERCOLEDI’

Inizia la trasferta per essere pronti nel weekend. La sveglia è presto dal primo all’ultimo giorno, per Ayrton alle 7. Essendo quella a Misano una trasferta “di casa”, Ayrton parte in camper. Un po’ come quando si parte per il campeggio, la preparazione del mezzo con tutte le cose utili per la vita quotidiana è fondamentale. Quando poi si parte per un impegno oneroso come una gara in pista, il numero di cose da portarsi dietro aumenta vertiginosamente: tute, caschi, visiere, saponette, slider, intimo tecnico, maglie del team, … Inoltre il mercoledì è il primo ed ultimo giorno utile per avere le conferme dei parenti, amici, partner e sponsor che saranno ospiti di pilota e team nel weekend di gara e confermare i rispettivi accrediti. Andare a letto più o meno presto è una scelta del pilota, ma il riposo è importante: Ayrton però “tira tardi” fino alle 23:30, di solito!

GIOVEDI’

Iniziano il giovedì i primi impegni in circuito, a partire dalla sistemazione di tutte le attrezzature del pilota fra camion e box. Ogni cosa deve essere al posto giusto al momento giusto! I caschi e le tute, poi, vanno puliti non solo dopo ogni utilizzo, ma anche all’arrivo ad ogni tappa, nulla deve essere fuori ordine quando serve. E’ sempre il pilota ad occuparsi del ritiro dei pass e dell’organizzazione dei vari momenti con gli ospiti e gli invitati, propri e del team. Al giovedì iniziano anche i meeting con il team per iniziare a definire le strategie di gara a seconda delle prove precedenti, del meteo, della temperatura ed altri fattori variabili. E poi c’è l’incontro con il gommista! Se avanza tempo e se il pilota non è già troppo stanco, una capatina in Clinica Mobile per un massaggio muscolare può far bene alla preparazione del weekend vero e proprio.

VENERDI’

Quando tutto è pronto, può iniziare il lavoro vero e proprio, il lavoro fisico. Si scende in pista per il primo turno, ad ogni turno seguono uno o più meeting tecnici. Fra il primo e il secondo turno c’è un’ampia pausa da dedicare agli ospiti, dunque si torna in pista e di nuovo ci si confronta dei risultati e delle sensazioni in pista. L’integrazione sportiva (allenamento) ed alimentare sono importanti e non vanno mai dimenticate o sottovalutate. Niente patatine o bibite gassate, per intenderci! A fine giornata tutto il materiale utilizzato va ripristinato e gli impegni con ospiti e team (foto, autografi, incontri, interviste) non vanno trascurati. Al venerdì la sosta in Clinica Mobile per il massaggio diventa fondamentale per una buona prova dal punto di vista fisico nei giorni a venire.

SABATO

E’ il giorno del warm up, cui seguono lunghe analisi di dati e sensazioni in pista utili a preparare la miglior strategia per la Superpole. Quando parte la Superbike Ayrton la segue fra piacere e studio personale. Poi Superpole e analisi dati. Finiti gli impegni fra pista e box è tempo di curare l’alimentazione e le relazioni pubbliche, con gli impegni mediatici, in hospitality, con gli sponsor e gli ospiti. La giornata è lunga anche quando le parole per raccontarla non sembrano dare credito al tanto lavoro che c’è prima della gara, ma tant’è.

DOMENICA

La domenica in pista inizia con il warm up. Di nuovo si prepara tutto il materiale utile nelle ore a seguire. perchè la domenica ha i tempi davvero stretti! Anche dopo il warm up l’analisi dei dati è importante per ultimare la strategia di gara e decidere le ultime modifiche alla moto. Nel pre-gara, ogni pilota è diverso: per Ayrton è importante allontanarsi dai contatti con gli altri, concentrarsi in silenzio, al fresco, da solo, facendo stretching fisico e mentale. E’ l’ultima preparazione per la gara imminente. Dopo la gara gli animi non si sciolgono subito, prima si devono analizzare per l’ennesima volta i dati e quanto accaduto. Poi corre la Superbike, nuovo piacere-dovere: Ayrton non si perde nessuna gara, impegni permettendo. Ultimi impegni fra media, sponsor e amici e poi basta, il weekend finisce. Ma, proprio come quando si parte dal campeggio verso casa, tutto va risistemato e impacchettato prima di partire.

Vietato pensare che i piloti lavorano poco, solo quando sono in pista!

Ma com’è andata a Misano?

“Non bene – è il commento secco di Badovini, giunto decimo al termine di una grande rimonta -. E’ stato un weekend travagliato – non per colpa nostra, ndr – per un problema tecnico al venerdì, poi la pioggia di sabato e alla fine ho fatto una pessima qualifica. La gara è stata del tutto in salita, ho rimontato dalla ventunesima fino alla decima posizione in una bella e incisiva gara, ma di più non potevo fare. Anche se si tratta di un buon risultato viste le premesse, è un peccato perchè abbiamo un potenziale migliore che ancora non riusciamo ad esprimere. La moto è tanto bella quanto particolare da guidare per me, richiede una buona velocità in curva mentre io sono abituato a frenare ed accelerare forte. Purtroppo imparare a guidare diversamente non è facile come potrebbe sembrare, ma non demordiamo e ad ogni tappa diamo il nostro meglio, sempre”.

mi.mo

Foto: Massy Momard

Diario di un pilota con Motosapiens sul casco: da Misano, Ayrton Badovini (Mv Agusta, mondiale Supersport)
Motosapiens 2 giugno 2018

MVisti Romagnoli per la MV Agusta: un gruppo, un evento!

Chi ha una moto MV Agusta, sa che MV sta per Meccanica Verghera, conosce la storia sportiva che ha reso MV la casa motociclistica europea più vincente di ogni epoca.. E’ un motociclista MVista. Romagnolo, se fa parte del gruppo di motociclisti appassionati ma soprattutto amici degli MVisti Romagnoli – Veri Ignorant Pipol. Non un motoclub, non un’associazione sportiva ma una famiglia su due ruote.

CHI SONO. Gli MVisti Romagnoli nascono sul finire del 2015 da un piccolo nucleo di amici con la medesima passione per il marchio motociclistico italiano MV Agusta. “Eravamo cinque o sei – raccontano Manuel Codo e Simone Baliletti, tra i fondatori del gruppo –. Dai messaggini fra amici abbiamo aperto una pagina Facebook per raggiungere altri motociclisti come noi e in un paio di anni siamo diventati una cinquantina, ma gli iscritti Facebook sono anche di più (condizioni minime per iscriversi al gruppo sono l’appartenenza al marchio e quella regionale). In estate usciamo in moto, rigorosamente tutte MV, in inverno ci vediamo per stare insieme anche senza le due ruote, basta stare insieme”. “Siamo pochi ma buoni, ci conosciamo tutti e questa è la nostra vera forza”, aggiunge Simone Bailetti, che ricopre il ruolo di Ze President del gruppo.

 

L’EVENTO. Dopo due anni all’interno del nucleo fondatore del gruppo è nata la voglia di organizzare un evento per fare festa fra amici e fare festa con MV. E così il prossimo 22 giugno, AperiVIPiamo, aperitivo con cena buffet (o meglio buffè) a Villa Bolis di Cotignola, con esposizione di numerosi modelli di MV, più e meno prestigiosi, ed ospiti di riguardo (special ghest): dirigenti dalla casa motociclistica, il pilota Marco Lucchinelli, Simona e Andrea Tamburini, un cognome imprescindibilmente legato alla storia della casa su due ruote.

Perché i motociclisti sono tutta una unica famiglia, indipendentemente dalle preferenze di marchio e stile, gli MVisti Romagnoli hanno deciso di aprire a tutti gli appassionati la loro festa MV! “Abbiamo già iscrizioni di mvisti da fuori regione, collezionisti con moto al seguito, ma anche semplici appassionati o chi una MV l’ha avuta in passato – spiegano gli organizzatori –. Insomma, sarà una bella festa a tema MV, con esposizione, gadget, musica e tanti amici”.

Info e prenotazione obbligatoria entro il 15 giugno:

eventi@mvistiromagnoli.it, Manuel 3295478923, Simone 3391570275

MVisti Romagnoli per la MV Agusta: un gruppo, un evento!
Motosapiens 10 maggio 2018

A million dollar smile: #69 foto per Nicky Hayden in mostra a Imola

Nicky Hayden torna all’Enzo e Dino Ferrari. Dopo la sua ultima volta in pista, proprio sul circuito imolese per il Mondiale Superbike nel 2017, e dopo il tragico incidente in bicicletta che lo ha strappato alla vita, a Misano (appena tre giorni dopo la sua ultima bandiera a scacchi sul Santerno), il campione americano si riaffaccia a Imola, protagonista di una speciale mostra fotografica firmata e voluta da Mirco Lazzari, fotografo della MotoGp da ormai 15 anni.

“Ho seguito da vicino Nicky negli anni della MotoGp – racconta Lazzari -. Nel paddock ci si conosce tutti e nel tempo mi ero molto legato al pilota e alla persona che era Nicky. Per questo ho voluto ricordarlo con una mostra nell’ultimo circuito nel quale ha gareggiato prima di andarsene“.

LE FOTO IN MOSTRA. La mostra, dal titolo One million dollar smile in onore al suo iconico sorriso da bravo ragazzo, conta sessantanove immagini del pilota, della persona e del personaggio che è stato Nicky Hayden. #69 come il numero che portava in carena.

“Si tratta di foto che ripercorrono la sua carriera, le sue vittorie (come quella indimenticabile a Laguna Seca), le tappe e i circuiti che ha frequentato – spiega Lazzari – ma anche il personaggio e la persona dolce ed affabile che era, le sue passioni, gli interessi, gli scherzi nel paddock, i sorrisi. Soprattutto i sorrisi. Quelli che nessuno potrà mai dimenticare“.

VISITARE LA MOSTRA. La mostra, inaugurata all’interno della tappa imolese mondiale Superbike, è allestita all’interno della Sala Senna fino a domenica (in esposizione c’è anche la moto di Nicky), poi sarà spostata nella galleria dell’hub turistico di If Imola Faenza Tourism Company dove sarà visitabile ad ingresso libero fino al 10 giugno.

A renderla possibile, insieme a Mirco Lazzari, sono stati If, l’autodromo Enzo e Dino Ferrari, Formula Imola e Fowa Italia, che ha permesso le stampe ad alta qualità su carta «fineart».

>PER CHI NON PUO’ VISITARE LA MOSTRA, SULLA PAGINA FB DI MOTOSAPIENS UN BREVE VIDEO CON ALCUNI SCATTI<

A million dollar smile: #69 foto per Nicky Hayden in mostra a Imola

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