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Economia 19 giugno 2018

L'innovativa montatura di telescopi dell'azienda imolese Npc in grado di «inseguire» i detriti spaziali

Quando lo scorso aprile tutto il mondo era con il fiato sospeso per la caduta della stazione spaziale cinese Tiangong, l”azienda imolese Npc è riuscita a intercettare e seguire per 6 minuti consecutivi il modulo in transito a circa 220 chilometri dalla terra. Questo grazie a uno dei prodotti sviluppati dalla sua divisione Spacemind, un sistema di puntamento dinamico, collocato per l’occasione nel piazzale dell’azienda in via Malatesta, che consente ai telescopi di inseguire oggetti molto veloci come i detriti spaziali. 

La Npc (New production concept) è nata nel 2002 ed è specializzata nella progettazione e fornitura, come terzista, di macchine complete per il packaging e beverage per importanti clienti come Tetra Pak e Sacmi. Sei anni or sono, però, Npc ha iniziato a muovere i primi passi anche nel settore aerospaziale, avviando una collaborazione con due giovani ingegneri, l’imolese Niccolò Bellini e il pesarese Davide Rastelli, nel momento in cui erano in procinto di avviare la loro start-up Spacemind. Ma prima ancora di vedere la luce, questa è stata inglobata all’interno di Npc come vera e propria divisione aziendale. L’ambito di ricerca sono i nanosatelliti, piccoli cubi modulari, che vanno da 1 a 10 chili di peso. La struttura di base ha lati di appena 10 centimetri. «Quello in cui ci stiamo muovendo – spiega il presidente di Npc, Nabore Benini – è un settore di nicchia, una sorta di privé all’interno di un club ristretto. Noi ci abbiamo messo piede e ci stiamo facendo conoscere a livello internazionale, con la presenza ai principali simposi, fiere e convegni del settore».

La scelta di concentrarsi sui nanosatelliti è tutt’altro che casuale. Le stime infatti prevedono una crescita esponenziale del loro utilizzo nello spazio, perché richiedono costi e tempi di sviluppo inferiori rispetto ai satelliti tradizionali e sono meno impattanti sull’ambiente, dato che per le loro ridotte dimensioni, una volta ultimato il ciclo di vita, si disintegrano entrando a contatto con l’atmosfera. Nel 2017 ne sono stati lanciati circa 200, ma si prevede che nei prossimi cinque anni il loro numero salirà a oltre 2 mila. Un’opportunità di business allettante e che non è sfuggita ai soci di Npc, le aziende Curti Costruzioni meccaniche di Castel Bolognese (40%), Ecor di Schio (40%) e Benini stesso (20%). «Quando all’estero raccontiamo la nostra storia – dicono i trentenni Bellini e Rastelli, già compagni di studi all’università di Forlì e oggi colleghi – colpisce la scelta fatta da Npc di puntare su un settore così costoso come quello aerospaziale, senza ricorrere, per il momento, a finanziamenti o bandi, investendo in proprio e creando addirittura una divisione interna. Per far questo servono lungimiranza, coraggio e concretezza. Neanche le nostre collaborazioni con le università di Bologna e La Sapienza di Roma sono supportate da fondi pubblici». 

Spacemind partecipa anche allo sviluppo di missioni satellitari, come quella di 1Kuns-Pf, il primo nanosatellite del Kenia, rilasciato l’11 maggio scorso dalla Stazione spaziale internazionale Iss. Una parte dell’assemblaggio è avvenuta proprio a Imola. Oggi Npc ha 33 dipendenti e un fatturato di circa 24 milioni di euro. «Abbiamo aspettative alte – conclude il presidente -. In cinque anni, grazie alla divisione Spacemind, contiamo di aumentare il fatturato di circa il 15-20 per cento. La visione, in prospettiva, è realizzare a Imola un centro di eccellenza per applicazioni aerospaziali e progettazione di nanosatelliti. Anche se in Europa l’Italia è il fanalino di coda nel settore aerospaziale, qui abbiamo teste e creatività. Non serve andare fuori. Dobbiamo riuscire a tenere i giovani in Italia per farli crescere qui».

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 14 giugno.

Nella foto: il presidente di «Npc» Nabore Benini (al centro), con a destra Niccolò Bellini e Davide Rastelli, accanto a «Moral» la montatura per telescopi

L'innovativa montatura di telescopi dell'azienda imolese Npc in grado di «inseguire» i detriti spaziali
Cronaca 31 marzo 2018

Spazio, ultimi aggiornamenti sulla Tiangong-1. Esclusa dai detriti l'Emilia-Romagna

Ormai ci siamo. Nelle prossime ore la ormai famosa stazione spaziale cinese Tiangong-1, come si legge sul sito della Protezione civile (ultimo aggiornamento alle 18.15 di oggi) farà il suo rientro in atmosfera domani, giorno di Pasqua, alle 22.34 (00:34 ora italiana del 2 aprile), con un intervallo tra le 5 e le 10 ore di variazione. Lo slittamento della stima rispetto ai precedenti aggiornamenti è dovuto al rallentamento della stazione cinese a causa delle condizioni atmosferiche.

Per capire dove potrebbero cadere i detriti nel nostro Paese basta osservare la mappa emessa dall”Asi (Azienda Spaziale Italiana) nel comunicato n° 15 dove vengono evidenziate, con colori differenti, le fasce orarie e le varie zone potenzialmente interessate. Nello specifico risultano quattro: la prima dalle 04:25 alle 04:55, la seconda dalle 05:58 alle 06:28, la terza dalle 07:30 alle 08:00 e l’ultima dalle 09:02 alle 09:32.

In base a questa previsione e all”interno di questo arco temporale, come riferisce la nota della Protezione civile, saranno escluse la Liguria e l”Emilia-Romagna, diversamente da quanto era stato ipotizzato in un precedente aggiornamento. Potrebbero essere, invece, interessate tutte le regioni a sud dell”Emilia-Romagna, anche se le probabilità che i detriti possano cadere sul territorio italiano, mari esclusi, è pari allo 0.2%.

Ulteriori aggiornamenti comunque saranno disponibili nelle prossime ore sul sito della Protezione civile.

Aggiornamento dell”1 aprile (ore 20.00). Il rientro della Tiangong-1 è previsto per domani, 2 aprile, alle 00.39 (02:39 ora italiana), con un intervallo tra le 2 e le 4 ore di variazione. Secondo la Protezione civile, come si legge sul loro sito, le fasce che interesserebbero l”Italia si ridotte da quattro a due e riguardano il Lazio, l”Abruzzo, il Molise, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Sardegna e l”isola di Lampedusa (guarda mappa). Inoltre la possibilità che i frammenti cadano sul territorio italiano si è ridotta allo 0.1%.

d.b.

Nella foto: la mappa sulle opportunità di rientro della Tiangong-1 

Spazio, ultimi aggiornamenti sulla Tiangong-1. Esclusa dai detriti l'Emilia-Romagna
Cronaca 30 marzo 2018

Spazio, gli echi radar della Tiangong-1 raccolti dalla Croce del Nord

Continua il monitoraggio quotidiano della Tiangong-1 da parte dei ricercatori della Stazione radioastronomica di Medicina. Il radiotelescopio Croce del Nord viene utilizzato come parte ricevente di un radar bi-statico, che rileva e rielabora gli echi radar riflessi dalla stazione spaziale cinese che sta ricadendo sulla Terra. 

Per riuscire a catturare la riflessione delle onde radio sulla Tiangong-1 (i cosiddetti echi radar), questa viene irradiata da un trasmettitore che è stato appositamente costruito dalla ditta Essat di Bagnara di Romagna, a dimostrazione che una buona sinergia tra ricerca ed industria riesce a portare buoni risultati.

I dati di Medicina sono poi condivisi con quelli degli altri sensori nazionali ed europei, ottici e radar, che partecipano al progetto Space sourveillance and tracking, per la sorveglianza e il tracciamento dei detriti spaziali. La fusione dei dati ottenuti da questa sofisticata rete di sensori, migliora considerevolmente la conoscenza della traiettoria e l’accuratezza delle stime dell’area di rientro della stazione spaziale cinese.

La Tiangong-1 infatti sta procedendo nella sua caduta incontrollata, talvolta attraversando la nostra penisola sotto i 44 gradi di latitudine, cioè rimanendo sempre a sud dell”Emilia romagna. Le ultime stime prevedono come momento del rientro domenica 1 aprile alle 2.12 della notte, ma con una variabilità ancora alta. Solo domani pomeriggio si saprà con certezza ora e luogo. In questo momento la Tiangong-1 sta letteralmente rotolando, cioè ruotando su se stessa nel rapido avvicinamento con l”atmosfera.

r.c.

Nella foto l”immagine dell”area interessata dalla caduta della Tiangong-1 pubblicata sul sito della Protezione civile

Spazio, gli echi radar della Tiangong-1 raccolti dalla Croce del Nord
Cronaca 28 marzo 2018

Spazio, le indicazioni della Protezione civile in vista della caduta della Tiangong-1

La Protezione civile italiana ha attivato una pagina specifica sul suo sito per aggiornare quotidianamente sui dettagli della traiettoria di caduta della Tiangong-1 o “Palazzo celeste”, la stazione spaziale cinese  che sta precipitando sulla Terra, e l”eventuale pioggia di detriti. Ad oggi, si prevede come momento del rientro domenica 1 aprile intorno alle 3 della notte, ma con una variabilità che va dalle 15 alle 30 ore. 

All”analisi dei dati sta partecipando anche il radiotelescopio della Croce del Nord di Medicina. I suoi tecnici hanno partecipato ieri anche all”ultima riunione del tavolo tecnico a Roma e una decina di giorni fa hanno spiegato come “le stime vengono affinate ad ogni passaggio”. In sostanza solo 36 ore prima sarà possibile conoscere il punto esatto dell”impatto«Quella prevista per il rientro non è una finestra fissa – ha fatto sapere all”Ansa Ettore Perozzi dell”Agenzia Spaziale Italiana – ma viene aggiornata continuamente e diventerà sempre più piccola. Molto dipenderà dalle condizioni dell”atmosfera».

Gli eventuali frammenti che resisteranno all’attrito con l’atmosfera cadranno nella zona all’interno della fascia -44° S e +44° N di latitudine. Un’area molto ampia e costituita in gran parte da oceani e deserti, ma anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e pure l”Italia. Per quanto riguarda il nostro Paese, l”area potenzialmente interessata è quella centro-meridionale, più o meno dall”Emilia Romagna verso il sud; sarebbe esclusa la zona del circondario di Imola.

Vista la rarità di eventi simili non esistono dei veri comportamenti di autotutela codificati, ma la Protezione civile nazionale ha indicato alcune modalità possibili come stare lontani dalle finestre e porte vetrate, posizionarsi vicino alle pareti, le colonne o le volte e soprattutto, se si avvista un frammento, non toccarlo ma tenersi ad una distanza di 20 metri e segnalarlo alle autorità competenti.

r.c.

Nella foto: la stazione cinese Tiangong-1

Spazio, le indicazioni della Protezione civile in vista della caduta della Tiangong-1
Cronaca 27 marzo 2018

Domenica notte una scia luminosa ha attraversato i cieli italiani. Cos'era esattamente?

Domenica notte una lunga scia luminosa, durata più di trenta secondi, ha attraversato i cieli italiani ed è stata ben visibile al Sud, oltre che in Toscana e nel Lazio. Un meteorite, un razzo o un oggetto non identificato sono state le ipotesi a caldo della gente. Ma cos”era esattamente? 

Si è trattato di una parte della capsula Soyuz Ms-08 che, dopo essere partita dal Kazakistan mercoledì scorso con direzione Iss (Stazione Spaziale Internazionale) una volta esaurito il suo compito si è staccata raggiungendo l”atmosfera terrestre. Infuocandosi ha poi dato vita ad una suggestivo lampo visibile su gran parte del nostro paese. «Non so se ci siano stati dei ritrovamenti – commenta a il mordanese Germano Bianchi, responsabile della Croce del Nord e del progetto Detriti spaziali della Stazione di Medicina – ma i frammenti sono caduti nel Mediterraneo centrale, in Libia o in Egitto. In teoria potrebbe essere stata interessata la Sicilia, ma il tratto di attraversamento è così breve che la probabilità che un pezzo sia caduto proprio lì, anche se possibile, è molto bassa».

Video, segnalazioni e foto con gli smartphone hanno fatto subito il giro del web, in attesa che nei prossimi giorni cada sulla Terra la stazione cinese Tiangong-1…

d.b.

Nella foto: la traiettoria della parte della capsula staccata che ha causato la scia luminosa

Domenica notte una scia luminosa ha attraversato i cieli italiani. Cos'era esattamente?
Cronaca 15 marzo 2018

Spazio, a Medicina si monitora la stazione cinese fuori controllo

La stazione spaziale cinese sta precipitando sulla Terra. Non è il titolo di un disaster movie ma quanto sta accadendo realmente in questo momento sopra le nostre teste. Il rientro doveva avvenire in maniera controllata, l’idea era che la caduta fosse pilotata nell’Oceano Pacifico, ma nel marzo del 2016 l’Agenzia spaziale cinese (Cnsa) ha perso i contatti. In sostanza la TianGong-1 sta cadendo dallo spazio senza controllo. E anche buona parte dell’Italia è potenzialmente a rischio. Gli esperti stimano che l’impatto della TianGong-1 con gli strati più densi dell’atmosfera avverrà all’inizio di aprile, alcune parti bruceranno per l’attrito, ma i frammenti composti da materiali resistenti alle alte temperature (come l’acciaio e il titanio) arriveranno sicuramente fino al suolo.

Il radiotelescopio Croce del Nord della Stazione radioastronomica di Medicina, sarà impiegato nella campagna di monitoraggio della TianGong-1. «La campagna internazionale di osservazioni inizia proprio in questi giorni, a metà marzo. Con la Croce del Nord seguiremo la TianGong-1 in ogni suo passaggio sopra l’Italia e ne calcoleremo traiettoria, altezza e velocità. Abbiamo già svolto qualche osservazione di test, con esito positivo» conferma il mordanese Germano Bianchi, responsabile della Croce del Nord e del progetto Detriti spaziali della Stazione medicinese. «I dati delle osservazioni fatte da Medicina verranno tempestivamente trasmessi all’Aeronautica militare e all’Agenzia spaziale italiana che, sfruttando anche i dati di altri, potranno stimare la zona di impatto e dare l’allerta alla Protezione civile in caso di rischio» precisa Bianchi.

Il momento della caduta è possibile stabilirlo solo poche ore prima. «E’ impossibile dire quando e dove cadrà la TianGong-1, perché l’evento dipende da molti fattori che variano in continuazione. Quello che si riesce a fare sono delle stime che vengono aggiornate e raffinate ad ogni successivo passaggio – continua Bianchi -. Questo non deve creare allarmismo, in quanto se consideriamo che la superficie italiana è lo 0,06 per cento rispetto al resto della superficie terrestre sorvolata dalla stazione spaziale cinese, significa – calcola lo scienziato – che la probabilità di essere colpiti è inferiore all’uno per mille, diciamo che il rischio è inferiore di 10 volte rispetto a quello di un incidente aereo».

Per quanto riguarda la zona del circondario Imolese dovremmo essere al sicuro: «La TianGong-1 sorvola l’Italia da sud fino ad arrivare al massimo alla Toscana, quindi l’Emilia Romagna si trova fuori pericolo». La stazione spaziale cinese non è molto che è in orbita, è stata lanciata nel settembre 2011 dal centro spaziale di Jiuquan ed ha raggiunto una quota massima di 364 chilometri. Fu pensata come stazione sperimentale per l’attracco di varie navette Shenzhou, che effettivamente l’hanno visitata tre volte, due delle quali in missioni con astronauti. TianGong-1 significa «Palazzo celeste» e lo è letteralmente: pesa circa 8 tonnellate ed è grande come un appartamento di 50 metri quadrati. Sarà uno degli oggetti più grandi mai ricaduti sulla Terra. Attualmente si trova ad una quota di 250 chilometri e fa il giro del mondo in appena 90 minuti (la durata di una partita di calcio), viaggiando ad una velocità di quasi 30 mila chilometri orari (100 volte più veloce di un’auto da F1).

r.c.

Nelle foto: la stazione cinese Tiangong-1 e il team della Croce del Nord

Spazio, a Medicina si monitora la stazione cinese fuori controllo

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