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Cronaca 24 settembre 2018

Truffe ai danni delle persone anziane, i consigli della polizia per combattere il fenomeno

Non accenna a placarsi, purtroppo, ìl triste fenomeno delle truffe, soprattutto ai danni di persone anziane che, come accade spesso in questi casi, sono il bersaglio preferito di chi vive di espedienti per mettere le mani su somme di denaro, gioielli e non solo.

Per combattere questo reato, quindi, la Polizia sta continuando a insistere sul prestare la massima attenzione e di non aprire la porta di casa a sconosciuti. Nella maggior parte dei casi, infatti, le vittime descrivono gli autori come persone distinte o di bell”aspetto, persone in uniforme, persone che lavorano per qualche servizio di pubblica utilità, impiegati di banca, Poste Italiane, Enel o altri Enti o ditte o addirittura liberi professionisti come avvocati o medici.

Le casistiche sono le più varie e ormai note un pò a tutti. Si passa dall’avvocato che telefona alla vittima richiedendo con urgenza una somma di denaro in cambio della immediata liberazione di un qualsiasi familiare, fino all’amico del figlio o di un parente che chiede un aiuto economico. Senza dimenticare poi il falso postino che suona alla porta e chiede alla vittima di scendere mentre un complice approfitta della situazione per intrufolarsi in casa o dei «classici» addetti al controllo di utenze che si presentano alla porta con la richiesta di dover saldare alcune fatture o bollette in sospeso o di dover installare apparecchi di vario tipo obbligatori per legge. E non è finita qui: capita anche che i malviventi con la scusa di dover controllare se il denaro o i monili in possesso della vittima siano falsi o contaminati, si introducono in casa e portino via tutto o casi nei quali semplicemente si presenta alla porta un falso medico per controllare lo stato di salute del padrone di casa ma che in realtà si introduce in casa esclusivamente per rubare, spesso approfittando della distrazione del malcapitato.

Tante situazioni ma, visto l”unico pretesto di entrare nelle abitazioni, possibilmente evitabili se si presta attenzione e si diffida sempre di chi bussa alla porta. E” fondamentale, infatti, ricordare che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento di bollette, rimborsi o verifica e sostituisce eventuali banconote false. Se dovessero presentarsi casi come quelli descritti sopra o analoghi è consigliato rivolgersi immediatamente ad un familiare o vicino di casa oppure semplicemente telefonare all”Ente, alla ditta o al 113 per accertamenti. Infine, meglio dubitare sempre anche di chi appare distinto e dai modi gentili, di non accettare passaggi da sconosciuti e di chiamare il 113 se il soggetto insiste nelle sue richieste.

r.c.

Foto d”archivio

Truffe ai danni delle persone anziane, i consigli della polizia per combattere il fenomeno
Cronaca 2 agosto 2018

Pensava di comprare un trattore sul web da un imolese, invece era una truffa. Tre denunciati

Brutta disavventura per un 74enne faentino, che si era mostrato interessato all’acquisto di un trattore messo in vendita su un noto sito di annunci. I carabinieri, però, sono riusciti a individuare e denunciare gli autori delll’ennesima truffa online che vede gli ignari acquirenti pagare per l’acquisto di beni che poi, di fatto, non vengono mai consegnati.  In questo caso il 74enne aveva deciso di cercare sul web un trattore da utilizzare nel suo podere.

Scandagliando vari siti ne aveva trovato uno che sembrava fare al caso suo: era in vendita a 3500 euro. Contattato telefonicamente il venditore, questi gli aveva riferito di essere residente a Imola, però il mezzo non era visionabile in quanto si trovava a Torino. A quel punto il faentino si era fatto descrivere le caratteristiche del trattore e alla fine si era convinto all’acquisto dato che la voce al telefono gli aveva consigliato anche di affrettarsi visto che altri erano interessati. Così, pensando di fare un buon affare, aveva “bloccato” il mezzo agricolo versando una caparra di 1750 euro su una carta ricaricabile indicatagli dall’inserzionista. 

In un primo tempo tutto era sembrato filare liscio, il 74enne aveva anche ricevuto una telefonata da un uomo che, presentatosi come il camionista incaricato della consegna, gli aveva chiesto l’indirizzo esatto dove portare il trattore il giorno successivo. Il mezzo però non è mai arrivato, nessuno ha più risposto ai numeri di telefono utilizzati durante la trattativa e l’inserzione è sparita dal sito di annunci.  

A quel punto l’anziano si è recato dai carabinieri di Faenza per denunciare il fatto, fornendo gli estremi della carta su cui aveva versato la caparra e i numeri di telefono delle persone con cui aveva parlato. Le indagini dei militari hanno permesso di risalire all’intestatario delle utenze telefoniche che è risultato essere un 23enne residente in provincia di Reggio Calabria, nell’arco degli ultimi mesi denunciato dalle forze dell’ordine di tutta Italia sempre per la stessa tipologia di reato.

Insieme a lui, è stato denunciato anche un pregiudicato 25enne di Siracusa, intestatario della carta ricaricabile. “Come spesso accade per questa tipologia di reati, alcuni personaggi senza scrupoli, fanno  da prestanome per l’intestazione di numeri di telefono o di conti correnti in uso ai truffatori” spiegano i carabinieri.  

Inoltre, è finita nei guai anche una terza complice, la sorella 25enne del calabrese, perché come accertato dai carabinieri, aveva messo a disposizione del fratello una seconda carta ricaricabile. Su quella stessa carta risultavano numerose transazioni di denaro sospette, è plausibile  ritenere che quell’espediente servisse a ripulire il denaro proveniente dalle truffe, oltre che per impedire alle forze dell’ordine di risalire alla sua provenienza illecita.  Per questo motivo, oltre la denuncia per truffa in concorso, è stato ipotizzato a carico dei tre anche il reato di riciclaggio.  

I carabinieri consigliano di “non fidarsi mai troppo delle trattative a distanza, ma di cercare delle buone opportunità in zona. Il venditore disonesto che ha qualcosa da nascondere evita sempre di concludere l’affare di persona e soprattutto mette pressione all’acquirente con la scusa di avere altri contatti già in lista d’attesa. In quei casi bisogna diffidare e lasciar perdere”. (r.c.)

Foto fornita dai carabinieri di Faenza

Pensava di comprare un trattore sul web da un imolese, invece era una truffa. Tre denunciati
Cronaca 31 luglio 2018

Colpi con la tecnica dell’abbraccio, divulgata la foto della ladra, una vittima anche a Castel San Pietro

C’è anche un castellano di 76 anni tra le vittime della ventinovenne, domiciliata a Bologna ma residente in Romania, finita agli arresti domiciliari nei giorni scorsi per essersi resa responsabile di vari colpi avvenuti con la tecnica dell’abbraccio.

Tecnicamente si parla di furti con destrezza. Solitamente a metterla in atto sono delle ragazze che avvicinano alla vittima prescelta (di solito una persona anziana, uomo o donna) e, con la scusa di chiedere l’orario o delle indicazioni stradali, l”abbracciano per ringraziarla, sfilandole nel contempo orologio, anelli o collanine. Per chi la subisce si tratta non solo di un furto ma di uno sgradevole raggiro.

Per quanto riguarda il castellano, era stato derubato del suo orologio nei pressi della stazione ferroviaria lo scorso 25 giugno, ma ha riconosciuto la ladruncola soltanto pochi giorni fa quando i carabinieri di Casalecchio di Reno ne hanno divulgato la fotografia (ma non il nome) dopo averla arrestata mentre stava cercando di mettere a segno l’ennesimo colpo all’uscita di una chiesa.

Da quel momento, ai militari sono arrivate decine di telefonate di persone che sostenevano di averla riconosciuta come la donna che li aveva derubati con la tecnica dell’abbraccio. Finora, sono sette le denunce formalizzate, tra cui quella del castellano, ma per i carabinieri i casi potrebbero essere molti di più e invitano a mettersi in contatto con la stazione di Casalecchio di Reno (tel. 051/570199) per avere ulteriori dettagli.

Nella foto grande un”immagine d”archivio, l”altra è la ventenne arrestata

Colpi con la tecnica dell’abbraccio, divulgata la foto della ladra, una vittima anche a Castel San Pietro
Cronaca 29 marzo 2018

Sicurezza, a Medicina furti e truffe sono in calo per il secondo anno di fila

Più che dimezzati i furti in appartamento e, in generale, calano tutte le tipologie di furti e truffe. E’ questa la fotografia che emerge confrontando i dati della Prefettura di Bologna tra il 2016 e il 2017 riguardo al Comune di Medicina. Per il secondo anno consecutivo, quindi, prosegue il trend positivo che, dopo il picco del 2015, ha visto i reati diminuire drasticamente.

In particolare, i furti in abitazione sono calati del 66%(da 88 del 2016 ad appena 30 nel 2017, mentre nel 2015 erano stati ben 156), ma scendono anche quelli ai danni di esercizi commerciali e di autovetture. Sostanzialmente stabili i furti all’interno delle auto in sosta, mentre sono aumentati i furti con destrezza. Le truffe, invece, sono calate del 48%. «Non possiamo che essere soddisfatti del netto calo dei delitti commessi sul nostro territorio. I furti e i danneggiamenti sono notevolmente diminuiti, così come le truffe e andiamo particolarmente orgogliosi del totale azzeramento dei delitti in materia di stupefacenti» ha commentato l’assessore alla Partecipazione, Valentina Baricordi, che ha aggiunto: «Questi risultati si ottengono solamente attraverso una cooperazione costante con la polizia municipale e i carabinieri in piena e totale collaborazione con i gruppi di sicurezza del vicinato ma anche ascoltando i cittadini e chi vive quotidianamente il paese».

Il riferimento è ai gruppi di cittadini auto-organizzati che si tengono in contatto scambiandosi informazioni su furti o persone sospette tramite chat di gruppo create con l’applicazione per smartphone Whatsapp. A Medicina il sistema è partito nell’estate del 2015 «e oggi conta circa mille iscritti» dice con orgoglio uno dei referenti, Alessandro Collina. Il territorio è stato diviso in zone e sono stati creati 16 gruppi, ossia Fossatone, Villa Fontana, Fiorentina, Sant’Antonio, Portonovo, Buda, Ganzanigo e Crocetta, via Nuova, centro storico, zona artigianale, via Zanardi, Armigeri e Roslè, Togliatti e San Paolo, Argentesi e Massarenti, via Flosa, più il gruppo commercianti. Queste reti, oltre ad aumentare il senso civico, fanno sì che alle forze dell’ordine arrivino segnalazioni più precise e, se da una parte contribuiscono ad aumentare il senso di sicurezza, dall’altra i malviventi hanno la sensazione che sul territorio ci sono occhi vigili. Il fatto poi che da quando esistono a Medicina siano calati furti e truffe pare ben più di una coincidenza. «Le persone denunciano di più rispetto a qualche anno fa – è convinto Collina -. A mio parere gli incontri che abbiamo organizzato e la prevenzione che abbiamo fatto hanno avuto un’incidenza in questi dati, che rispecchiano la nostra percezione».

Nelle serate organizzate per presentare i gruppi di vicinato e in quelle che hanno visto la presenza di esponenti dell’Arma dei carabinieri, infatti, «vengono fornite anche informazioni utili su come comportarsi. Ad esempio, non lasciare attrezzi da giardino incustoditi all’esterno, che possono essere utilizzati dai ladri come attrezzi da scasso – elenca Collina -. Oppure, di notte illuminare il giardino, tenere in casa i cani e le finestre chiuse in estate. Inoltre, di recente i gruppi sono serviti anche per divulgare le allerte in caso di maltempo, ad esempio quando sono state chiuse le scuole per neve».

gi.gi. 

L”articolo completo e la tabella con i dati della prefettura su sabato sera del 29 marzo

Nella foto: alcuni esponenti dei gruppi di vicinato di Medicina insieme al sindaco Onerlio Rambaldi e all”assessore Valetina Baricordi

Sicurezza, a Medicina furti e truffe sono in calo per il secondo anno di fila

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