Terremerse, paga Cantina dei Colli

IMOLA
Terremerse dovrà restituire il milione di euro che ottenne dalla Regione per la costruzione della cantina di via Bicocca a Imola. Nel frattempo, però, l’azienda è stata incorporata dalla Cantina dei Colli Romagnoli, quindi la restituzione spetta a quest’ultima. Questa la sentenza del Tar di Bologna, che sostanzialmente boccia il ricorso che la stessa Cantina aveva fatto un anno fa contro la decisione della Regione di revocare il finanziamento. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto fondata l’ipotesi della «discrasia temporale tra quanto dichiarato dal presidente (di Terremerse, Giovanni Errani, ndr) e quanto effettivamente reso evidente dalla documentazione» sugli «investimenti realizzati con il contributo pubblico». La complessa vicenda, infatti, ha come nodo del contendere i tempi di realizzazione della cantina: le indagini delle guardie di finanza ipotizzano che siano stati commessi degli illeciti per non far perdere il contributo regionale a Terremerse, dato che la costruzione non era terminata nei tempi previsti. E il Tar accoglie questa versione, alla luce, in particolare, delle autonome verifiche fatte dalla Regione stessa (cioè la documentazione fotografica del 28 aprile 2006, pochi giorni prima della data in cui il capannone di via Bicocca avrebbe dovuto essere ultimato, ovvero il 31 maggio).
Si tratta dell’ennesimo tassello di una vicenda complessa, che vede oggi imputati l’allora presidente di Terremerse, Giovanni Errani, con l’ipotesi di truffa aggravata, insieme a lui Gian Paolo Lucchi, progettista, e Alessandro Zanotti responsabile della sicurezza. Il processo per loro si terrà a marzo 2014. Nel frattempo, a settembre è stato già stato condannato con rito abbreviato Aurelio Selva Casadei, il funzionario della Regione Emilia Romagna che fece il sopralluogo nel nuovo stabilimento, attestando che i lavori erano stati terminati nei termini richiesti e avviando l’erogazione del contributo (per lui 1 anno e 2 mesi per concorso in truffa e falso in atto pubblico). L’altro versante dell’inchiesta, che ha visto il presidente della Regione Vasco Errani, fratello di Giovanni, difendersi dall’accusa di falsità ideologica, insieme ad altri due dirigenti regionali accusati di favoreggiamento, si è concluso con l’assoluzione.
Unica nota positiva per la Cantina dei Colli romagnoli è che il Tar ha stabilito che non dovrà pagare la sanzione amministrativa e gli interessi, cioè 354 mila euro, né dovrà essere sospesa per tre mesi da ulteriori agevolazioni, come deliberato invece a suo tempo dalla Regione.

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