Top cod, centro direzionale da riempire

IMOLA
Un codice a barre alto 50 metri non passa di certo inosservato e se in più si trova a pochi metri dall’A14, la sua visibilità aumenta in modo esponenziale. Il complesso direzionale Top code, poco o per nulla apprezzato dagli imolesi, con una lunga e travagliata storia alle spalle, in realtà è molto più noto all’estero, dove ha ricevuto premi e prestigiosi riconoscimenti nel panorama dell’architettura mondiale.

Il progetto, firmato dagli architetti faentini Gabriele Lelli, Roberta Bandini e Andrea Luccaroni, risale al 2004 e due anni dopo cominciano i lavori di realizzazione. Oggi, a quasi dieci anni di distanza, l’edificio è ancora in larga parte vuoto.

“ Il codice a barre appartiene alla cultura figurativa contemporanea ed è riconosciuto da tutti. Da qui l’idea di ingigantirlo, facendo un lavoro di astrazione” raccontano Lelli e Bandini.

Altri dettagli su “sabato sera” in edicola dal 26 novembre nell’inserto “L’habitat”

Il centro direzionaleTop code

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