Tra le vie Scania e Moro la grande rotonda non si farà

CASTEL SAN PIETRO
L’obiettivo è rendere più sicura la viabilità all’intersezione tra via Scania e via Aldo Moro, ma invece della grande rotonda progettata a suo tempo, ora si punta su ciclabili, marciapiedi e cordoli. L’obiettivo è migliorare la sicurezza con un intervento meno costoso, dato che nel frattempo chi avrebbe dovuto costruire la rotatoria è stato travolto dalla crisi dell’edilizia e chi è rimasto col cerino in mano, per così dire, sono i circa sessanta proprietari residenti del comparto e il Comune. Per riuscire a cambiare il vecchio progetto, però, occorre che tutti gli interessati diano il loro assenso. Solo quando avrà tutte le risposte affermative il Comune potrà incaricare un progettista di ridisegnare la variante. L’obiettivo sarebbe quello di arrivare alla gara d’appalto per i lavori entro il prossimo anno.

La rotatoria avrebbe dovuto realizzarla la cooperativa edificatrice San Giuseppe in base alla convenzione urbanistica sottoscritta per la lottizzazione denominata ex Cementubi, che risale oramai ad una dozzina di anni fa. Poi il fallimento della coop. e la definitiva messa in liquidazione nel 2013 ha costretto a rivedere tutti i piani. Il Comune è riuscito ad recuperare solo 110 mila euro della fideiussione stipulata a garanzia delle opere, ovvero la quota dei piccoli proprietari lottizzanti (una cinquantina di famiglie organizzati in un supercondominio più quattro villette mono e bifamiliari). Inoltre si è aggiunto alla lista dei creditori della San Giuseppe per cercare di incassare anche la quota rimanente (circa 120 mila euro) ma, come sempre in questi casi, si prevedono tempi lunghi. In sintesi, ad oggi i fondi disponibili solo 110 mila euro.

L’importo quantificato per il primo stralcio dei lavori della grande rotonda, invece, si aggirava sui 300 mila euro per un costo complessivo dell’opera di 1 milione e 200 mila euro. Già un paio di anni fa l’allora Giunta Brunori aveva ipotizzato di sostituire la rotonda con un semaforo, per cercare di ovviare al problema, e successivamente di anticipare i costi di realizzazione in attesa che terminasse il contenzioso e di incassare tutta la fideiussione, assicurando che l’opera era considerata «una priorità». Tra l’altro, la famosa convenzione siglata a suo tempo prevedeva che il Comune si facesse carico di parte dell’investimento.

Ora, la decisione maturata dalla Giunta Tinti, è quella di fare qualcosa di diverso, più semplice, rapido e decisamente meno oneroso.Dal Comune, sono ottimisti. “C’è interesse da parte di tutti a chiudere definitivamente il consorzio” sostiene Angelo Premi, dirigente del Settore tecnico del Comune. Qualora in un futuro arrivasse anche la quota di fideiussione della San Giuseppe sarebbe anch’essa vincolata ad opere per il comparto in questione «ma non c’è problema – conclude Premi – potremmo indicarle per opere aggiuntive o manutentive».

Altri particolari su “sabato sera” del 4 agosto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *