Venti di guerra, Filippo Agnelli stilista in Turchia

IMOLA-ISTANBUL
“Per fortuna questo week-end ero a casa (cioè a Imola)”. Questo il commento di Filippo Agnelli, che in Turchia ci va per lavoro una decina di giorni tutti i mesi. Da anni impegnato nel mondo della moda, lavora come consulente per diverse realtà locali. Ad esempio, segue il merchandising per due grossi gruppi che vogliono espandersi oltre confine e per una stilista emergente, inoltre è maestro sarto per un gruppo turco-qatarino che produce uniformi per l’esercito.

“Sono rientrato lunedì scorso – racconta – e devo dire che in effetti si respirava una sensazione di insoddisfazione, tutti si lamentano di questo governo, ma poi nessuno fa niente, perchè Erdogan li terrorizza con l’idea che senza di lui il Paese sarà invaso dagli stranieri che premono al confine”.

La notizia del tentato colpo di stato e gli sviluppi li ha visti e seguiti questa notte tramite la tv e gli amici. “Ero in contatto con un gruppo di amici per cui avevo le notizie in diretta prima che arrivassero dal tg. Sono piuttosto critici con il presidente, ma non erano favorevoli al golpe, perché lo ritengono un modo di protestare molto empirico. Adesso sono terrorizzati che scoppi la guerra civile, perchè questo indebolirebbe ulteriormente il Paese buttandolo nel caos, cosa di cui non hanno bisogno. In realtà il problema vero è che cominciano ad abituarsi a questo genere di cose”.

In teoria Agnelli dovrebbe ritornare a Istanbul il prossimo fine settimana. “Sulla paura ormai sono vaccinato, sono dieci anni che lavoro in Turchia, ho visto l’escalation dai primi attentati, passando per le varie proteste, fino all’attentato dell’aeroporto di fine giugno, dove, fra l’altro, non ero solo per un puro caso…”.

Filippo Agnelli

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