Cronaca

Poste italiane, lunedì 1 marzo sciopero regionale per l’intera giornata. Il commento di Federconsumatori

Poste italiane, lunedì 1 marzo sciopero regionale per l’intera giornata. Il commento di Federconsumatori

Domani, lunedì 1 marzo, intera giornata di sciopero per tutti gli uffici di poste italiane. A proclamarlo la Cgil. «Da mesi denunciamo le forti criticità presenti negli uffici postali e nei centri di recapito e smistamento della nostra regione – si legge nella nota -. Il motivo è legato alla carenza strutturale del personale, che tra l’altro sta producendo la messa in appalto ad aziende esterne delle linee di trasporto postale. È questo lo scenario che ci ha portato ad aprire una lunga mobilitazione, fino allo sciopero regionale per l’intera giornata di domani. Il numero degli addetti, che ha subito un calo del 30% negli ultimi otto anni, è infatti insufficiente in tutti gli ambiti aziendali. E così il combinato disposto tra la difficile situazione sanitaria del Paese e le scelte di Poste Italiane di riorganizzarsi sul territorio senza un’adeguata copertura degli organici, sta provocando un forte ridimensionamento del servizio postale inteso come servizio pubblico, essenziale e universale, mettendo a serio rischio intere comunità della regione».

«È una situazione inaccettabile, che vede in grossa difficoltà i lavoratori e le lavoratrici, chiamati ogni giorno a smaltire lunghe file anche dopo l’orario di lavoro. Eventi spiacevoli che si risolvono solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine – spiega Giuseppe Ledda, coordinatore regionale Slc Cgil -. La carenza di organico sta producendo importanti disservizi. “Le lavorazioni interne nei vari centri di recapito non sono più sufficienti a garantire l’uscita in orario dei portalettere e la chiusura delle lavorazioni a fine orario. La carenza dei portalettere non permette il rispetto di tempi di consegna previsti. E tutto questo sta provocando un aumento dello stress per le lavoratrici e i lavoratori legato proprio al peggioramento delle condizioni di lavoro».  

Sulla decisione di scioperare è intervenuta anche Federconsumatori Emilia Romagna che ha segnalato, assieme a tanti altri soggetti, il progressivo degrado del servizio di Poste Italiane SpA, controllata da Cassa Depositi e Prestiti e dal Ministero delle Finanze, società alla quale è affidato il servizio universale postale fino al 2026. «Un degrado ben rappresentato dalle proteste che giungono dai territori per i disservizi e le code che da mesi si ripetono davan ti agli uffici postali, per i numerosi sportelli che hanno chiuso all”inizio del Covid e che non hanno ancora riaperto o lo hanno fatto solo parzialmente, per i limiti del servizio consegne – scrivono -. Crediamo sia giunta l”ora di unire le forze di chi si oppone ad una deriva simile, a partire dalle amministrazioni locali, dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni dei consumatori. Federconsumatori Emilia Romagna ritiene che tutti debbano quindi guardare con favore alla mobilitazione indetta a livello regionale da Slc Cgil per il 1° marzo. Una iniziativa condivisibile, che con grande serietà mette al centro proprio il miglioramento della qualità del servizio, chiede la riapertura delle filiali ancora chiuse, chiede a Poste Italiane di cambiare profondamente». (r.cr.)

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