Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cultura e Spettacoli 23 Marzo 2018

La primavera inizia con le Giornate Fai. I luoghi visitabili

Quarantamila studenti-ciceroni in tutt”Italia, di cui più di duecento a Imola: quella tra il Fai (Fondo ambiente italiano) e le scuole è ormai una collaborazione rodata che porta i ragazzi a diventare per alcuni giorni guide turistiche d”eccezione del proprio patrimonio culturale.

Domani e domenica, durante la 26 edizione delle Giornate Fai di primavera, saranno infatti loro a «prendere per mano» i cittadini facendo loro scoprire tesori nascosti sotto casa, che spesso scorrono sotto i nostri occhi senza che soffermiamo l”attenzione.

I luoghi. «A Imola saranno aperti quattro luoghi d”arte e cultura – spiega Paola Bizzi Bacchini, capogruppo del Fai imolese -: si tratta di Villa Muggia, della chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine, del Museo diocesano che ha sede nel palazzo vescovile, e di palazzo Marchi. Quattro gioielli all”interno dei quali si muoveranno come cicerone gli studenti dell”Alberghetti, del liceo classico, del liceo linguistico e del liceo delle scienze umane. Speriamo di replicare il successo delle Giornate Fai d”autunno, durante le quali ottomila visitatori ne hanno approfittato per conoscere meglio la loro città».

Giornate Fai di primavera. La manifestazione si tiene in tutt”Italia portando l”apertura di un migliaio di siti di interesse storico e culturale. La prima edizione di tale iniziativa si tenne nel 1993. Da allora sono stati aperti oltre undicimila luoghi in quattromilasettecento città: a volte si tratta di luoghi di proprietà del Fondo ambiente italiano, altre volte, come a Imola, luoghi privati o pubblici, che vengono scelti dal Fai che collabora con la proprietà per la riuscita dell”evento.

Villa Muggia

Indirizzo: via Bel Poggio 4 a Imola

Orari: sabato 10-18, domenica 10-18

Contributo d”ingresso: 3 euro

Ciceroni: studenti dell”istituto Alberghetti

Chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine

Indirizzo: via Emilia 32

Orari: sabato 9-14, domenica 14-16 (alle 16 concerto della Fondazione Juniores della Banda musicale Città di Imola).

Contributo d”ingresso: 3 euro

Ciceroni: studenti del liceo classico Rambaldi

Museo diocesano, palazzo Vescovile

Indirizzo: piazza Duomo 1

Orari: sabato 10-18, domenica 10-18

Contributo d”ingresso: 3 euro

Ciceroni: studenti del liceo delle scienze umane Alessandro da Imola

Palazzo Codronchi-Argeli, ora Marchi

Indirizzo: via San Pier Grisologo 38

Orari: sabato 10-18, domenica 10-18

Contributo d”ingresso: 3 euro

Ciceroni: studenti del liceo linguistico Alessandro da Imola

r.c.

Nella foto: Chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine

La primavera inizia con le Giornate Fai. I luoghi visitabili
Sport 23 Marzo 2018

Ciclismo, lo spettacolo delle Strade Bianche domani a Mordano

Il countdown e l’attesa degli appassionati sta per finire. Domani, sabato 24 marzo, infatti, ritornano le Strade Bianche di Romagna, evento organizzato dalla Nuova Ciclistica Placci del presidente Marco Selleri e giunto alla seconda edizione. La corsa, riservata agli Under 23 e patrocinata dalla Regione Emilia Romagna oltre che caldeggiata dal c.t. azzurro Davide Cassani, dall’Uci, dal Coni e dalla Federazione italiana di ciclismo, partirà da Mordano alle 13.30 (il ritrovo, invece, sarà presso lo stabilimento di Imola Bevande in via Fluno), con l’arrivo, dopo un primo passaggio sul traguardo, previsto intorno alle 16.30 sempre nel centro del paese.

Chi, tra i 150 atleti al via, succederà nell’albo d’oro al russo Roman Kustadinchev della Gazprom Rusvelo? Il verdetto si saprà solo al termine dei 150,5 km complessivi d’asfalto e strada bianca (21 km divisi in 18 settori) attraverso i quali il gruppo sconfinerà anche in provincia di Ravenna, prima di toccare il circondario e le città di Dozza e Imola.

Il percorso è un po’ cambiato rispetto allo scorso anno, ma chi conosce molto bene queste strade è certamente l’ex ciclista professionista degli anni ’90 Michele Coppolillo che, insieme al gruppo degli «Sciamannati» (tra i quali c’è anche il nostro Normanno Bartoli), ha avuto il piacere di fare una ricognizione alla vigilia dell’edizione 2017.

«E’ una gara impegnativa – ha raccontato Coppolillo – e una palestra per questi giovani corridori che un giorno non troppo lontano diventeranno professionisti. Sarà anche l’antipasto delle prossime gare in Belgio di categoria e, benché non abbiamo molte corse simili in Italia, il nostro territorio non ha nulla da invidiare alle più famose colline senesi. Penso che Selleri e il suo staff abbiano azzeccato in pieno la scelta di voler far misurare i nostri Under 23 con i migliori coetanei stranieri e in un percorso così impegnativo».

C’è da crederci, se detto da chi l’anno scorso ha avuto il piacere di testarlo in anteprima.

«Correre tra i filari delle vigne è sempre piacevole. E’, comunque, un bello spot promozionale per il territorio e il turismo locale, oltre a rappresentare un importante evento di sport. Il tratto più impegnativo sarà a Dozza, in via Monte del Re, dove i corridori troveranno un settore di strada bianca in salita. Il secondo passaggio sul Gpm (al traguardo mancheranno circa 45 km, nda), infatti, potrebbe rappresentare il perfetto trampolino di lancio per chi vorrà ambire alla vittoria finale».

L”intervista completa a Michele Coppolillo è su “sabato sera” del 22 marzo.

d.b.

Nelle foto: un momento dalla edizione dello scorso anno e il percorso 2018

Ciclismo, lo spettacolo delle Strade Bianche domani a Mordano
Cronaca 23 Marzo 2018

Buche sulle strade dopo il maltempo, un milione di euro per ripararle

La neve e la pioggia di marzo si sono portate dietro uno strascico di disagi. Tanto per dare qualche numero, per far fronte a neve e ghiaccio sono state stese circa 150 tonnellate di sale che, sommate all’attività degli spazzaneve, hanno fatto lievitare il conto per il solo Comune di Imola a 171 mila euro.

Sciolta la neve, è iniziata la conta dei danni, a partire dalle buche stradali. «La combinazione di acqua, sale, neve e ghiaccio ha avuto effetti negativi soprattutto nelle strade che hanno una pavimentazione non più nuova e al confine tra i rappezzi e il vecchio manto, dove la “cucitura” è più fragile» spiega Armando Marchi dell’area Infrastrutture di Area Blu, che si occupa della manutenzione stradale di Imola. La società, tra l’altro, aveva chiesto ai cittadini tramite il proprio sito internet di avvisare della presenza di buche e sono arrivate un centinaio di segnalazioni.

Per il momento, considerato anche il maltempo persistente, gli interventi si sono limitati alla «chiusura delle buche con asfalto a freddo – dettaglia Marchi -. In alcuni punti abbiamo usato del materiale che dovrebbe garantire una durata di circa due anni, in altri è stato fatto solo un intervento tampone. Complessivamente, abbiamo già chiuso l’80% delle buche per una spesa di circa 30 mila euro».

Detto questo, Area Blu si è attivata per inviare alla Protezione civile una prima stima dei danni che servirà alla Regione per chiedere il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. Tra buche, avvallamenti, fessurazioni, scubettature e ragnatele, gli interventi da fare sono stati divisi in tre filoni, via via più profondi e costosi. Complessivamente, «abbiamo stimato una spesa complessiva di 1 milione e 100 mila euro» dice Marchi.

I dettagli di strade e interventi sono su “sabato sera” del 22 marzo.

gi.gi.

Nella foto: buca evidente su via Emilia

Buche sulle strade dopo il maltempo, un milione di euro per ripararle
Cronaca 23 Marzo 2018

Vite da discarica, chi sono e cosa succederà agli addetti che lavorano nella Tre Monti

Nella vicenda della discarica Tre Monti gli unici finora a non aver avuto voce in capitolo sono stati coloro che ci lavorano. Anzi, ci lavoravano fino a qualche settimana fa, quando la sentenza del Tar del 10 gennaio scorso ha di fatto bloccato le attività di conferimento. Flavio Zoso, Avram Sirca e Dragutin Lekic sono tra i 12 addetti della modenese Discariche società consortile, aggiudicataria dell’appalto, con scadenza alla fine del 2019, per le attività di messa a dimora dei rifiuti e di controllo del percolato e biogas, attività quest’ultima che sta proseguendo e che fino a inizio aprile impegnerà solo due dei 12 addetti. Poi subentrerà personale di Herambiente.

Flavio e i suoi colleghi, invece, erano coloro che, sulle ruspe, avevano il compito di sistemare i rifiuti in arrivo, secondo le direttive del Piano di gestione operativa, formando strati sovrapposti e compattati. «Dovevamo sistemare i mucchi di rifiuti, metterli in sicurezza e sagomare le sponde come da progetto – racconta Zoso -. Inoltre, a mano, mettevamo i pozzetti, di rete, con al centro le tubazioni per il recupero del biogas. Ogni sera dovevamo poi coprire i rifiuti arrivati quel giorno con teli a carbone attivo per abbattere gli odori e con terreno sulle fasce laterali e sulle sponde».

Un lavoro di certo non per nasi fini, letteralmente in mezzo a tonnellate di spazzatura maleodorante, su due turni, dalle 6 alle 17, sei giorni alla settimana, per anni. Circa venti, per l’esattezza, quelli che Flavio ha passato in discarica, 16 quelli che invece ha all’attivo Avram, 12 Dragutin. E se, nel tempo lo scenario e le mansioni sono rimasti gli stessi, a cambiare in modo vorticoso sono state le società per cui hanno lavorato. Ben sette nell’arco degli ultimi 15 anni: «Eco veneta – elencano – Eco veneta assieme a Cmi Imola, Cmi Imola da sola, Sogliano Rubicone, Lombardi ecologica (fallita nel 2012), Ram (fallita del 2014) e infine la Discariche di Modena». I lavoratori sono passati da una all’altra, come pacchi. Prendere o lasciare. Ogni passaggio, però, azzerava gli scatti di anzianità, spezzava la continuità contributiva, senza contare gli effetti collaterali imprevisti, come, da ultimo, una contesa non ancora conclusa sul Tfr, che la Lombardi ecologica sostiene di aver regolarmente versato e che invece i lavoratori dicono di non aver mai ricevuto.

Un lavoro, insomma, poco invidiabile, per un salario di circa 1.300 euro al mese. In quanti sarebbero disposti a farlo? Per loro, invece, quel lavoro era tutto e il periodo di incertezza che si è aperto dopo il 10 gennaio, in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sul ricorso presentato il 5 marzo dalla Regione Emilia Romagna, rischia di diventare l’anticamera della disperazione: il licenziamento collettivo, niente lavoro e zero prospettive, a parte quella di diventare, ironia della sorte, rifiuti sociali, manodopera che nessuno vuole più.

«Ho 62 anni – dice Zoso nessuno è disposto ad assumere una persona della mia età, anche se ho esperienza. Sono solo, ma devo comunque pagare l’affitto e le rate della macchina, che mi serve, perché abito in vallata, in una zona fuori mano. Visto che mi mancano cinque anni alla pensione, ho provato anche a vedere se potevo richiedere l’Ape sociale, ma posso fare domanda solo fra due anni, allo scadere dell’indennità di disoccupazione e non è detto che fra due anni questa possibilità, per ora provvisoria, venga confermata anche dai prossimi Governi. Capisco far chiudere la discarica se ci fossero stati pericoli per la salute. Noi che lavoriamo lì da anni non abbiamo problemi. Ma chiuderla perché altrimenti si rovina il paesaggio… Devo dire un bel grazie alle persone e ai comitati che hanno fatto chiudere la discarica – aggiunge ironico -. Lo scriva che adesso lo stipendio dovrebbero essere loro a darcelo».

Su “sabato sera” del 22 marzo le storie di Avram Sirca e Dragutin Lekic, arrivati in Italia in cerca di un futuro migliore.

lo.mi.

Nella foto: un mezzo operativo alla discarica Tre Monti prima della chiusura

Vite da discarica, chi sono e cosa succederà agli addetti che lavorano nella Tre Monti
Cronaca 22 Marzo 2018

Gelo primaverile, nella notte delle campagne il rumore delle ventole anti-brina

Contro il gelo primaverile di questi giorni, quando soprattutto alla sera e al mattino presto le temperature sono tanto basse da mettere a rischio le piante da frutto che avevano già iniziato a fiorire, e di conseguenza la produzione agricola, in campagna sono diverse le misure anti-gelo ed anti-brina che i coltivatori adottano per salvaguardare le proprie piante.

Un metodo che sta diffondendosi sempre più è quello delle ventole, vere e proprie torri alte fino a 11 metri che, grazie a ventole a due o tre pale, mitigano la temperatura al suolo mischiando l”aria fredda bassa a quella più calda che si trova più in alto.

“La differenza di temperatura tra il suolo e i 14 metri di altezza (la misura raggiunta dalla torre più le pale della ventola che arrivano a 3 metri) può essere anche di 3 o 4 gradi” racconta Samuele Zanotti dell”omonima azienda agricola di Casola Canina, nell”imolese, e ha scelto questa soluzione da un paio di anni. “Si tratta di un investimento costoso, perché serve una torre ogni tre ettari di frutteto – precisa Zanotti -, e costano 14 mila euro l”una se usate, anche il doppio se nuove, ma è una soluzione fondamentale contro le gelate primaverili”. Oltre alla ventola in sè, che funziona con un motore diesel alquanto potente e rumoroso, come hanno potuto constatare in queste notti di gelate coloro che abitano nelle zone di campagna, è necessario costruire anche un basamento fisso in calcestruzzo per fissarle.

Altre soluzioni sono i fuochi controllati ma vengono utilizzate per riscaldare le piante non troppo alte, come le viti – racconta Marco Poggi dell”azienda agricola Poggi di Imola – oppure su usa l”irrigazione a ghiaccio, che permette di congelare il fiore al fine di controllare la temperatura a zero gradi anziché farla bruciare da un freddo più intenso, come meno tre, quattro gradi. Quest”ultima modalità non l”ho mai sperimentata però l”ho vista utilizzare”.

Detto ciò, non mancano poi anche le assicurazioni contro i danni da gelo, che tutelano gli agricoltori contro le perdite economiche causate dal maltempo primaverile particolarmente pazzerello come quello di quest”anno.

mi.mo.

Nella foto un esempio di ventola anti-brina (AgriExpo)

Gelo primaverile, nella notte delle campagne il rumore delle ventole anti-brina
Cultura e Spettacoli 22 Marzo 2018

Arrivano a Imola i grandi vini di Voluptates, gusto e beneficenza

Voluptates, ovvero «Magnifici vini in degustazione». Ritorna da domani con la quindicesima edizione la manifestazione organizzata dall”associazione Voluptates di Imola, in collaborazione con il Comune di Imola, I Musei Civici e l’Associazione Italiana Sommelier Romagna: per tre giorni negli spazi del Museo Civico San Domenico di Imola, i visitatori potranno degustare scegliendo tra quasi 200 grandi vini italiani, francesi e di altre regioni vitivinicole europee.

I vini. Saranno proposte celebri etichette internazionali (ad esempio Vega Sicilia, Drouhin, Krug, Dom Pérignon) e grandi nomi del Belpaese, da Gaja e Giacosa a Sassicaia, Ferrari e Ca’ del Bosco per citarne solo alcuni, «affiancati da tanti produttori forse meno noti, ma capaci di produzioni straordinarie, sovente tesi al massimo rispetto dell’ambiente e al recupero di varietà dimenticate», spiegano le note stampa dell”evento. Alcuni vini, disponibili in quantità limitate, saranno proposti in ognuna delle tre giornate (ciò potrebbe comportare che nel corso della degustazione risultino esauriti, ma nuovamente disponibili nelle giornate successive).

L”ingresso costa 15 euro e comprende un bicchiere con tasca e un coupon che consentirà la degustazione fino a 5 vini o assaggi di prodotti agroalimentari o degustazioni di olii extravergine di oliva. Sarà  possibile aggiungere singole degustazioni supplementari a costi variabili tra 2 e 12 euro. Verticali di cru di Barolo e produzioni di vignaioli artigiani saranno protagonisti di degustazioni guidate, ospitate nella trecentesca Sala del Capitolo.

Il ricavato di Voluptates, grazie all’opera di una settantina di volontari e alla collaborazione di enti, produttori e privati, verrà destinato a iniziative di utilità sociale e benefiche, attive nell’imolese, sul territorio nazionale e all’estero (nelle passate edizioni sono stati sostenuti, ad esempio, il Comitato Sao Bernardo onlus e l”Ausl Imola – Oncologia, e in questa edizione, in particolare, si vogliono sostenere i progetti in corso di realizzazione nella regione senegalese di Ziguinchor Casamance da parte del Comitato).

Da segnalare, inoltre, la collaborazione dell”iniziativa con il ristorante San Domenico di Imola: domani alle 20 e domenica alle 12.30 sarà proposta una selezione di tre dei piatti «storici» (55 euro, compreso carnet di degustazione vini, solo su prenotazione al 338/1082501): in particolare venerdì il menù prevede crudo di ricciola con gel di yuzu e gin tonic spray, risotto ai crostacei in salsa creola, cheesecake ai frutti di bosco, mentre domenica uovo in raviolo «San Domenico» con parmigiano dolce, burro nocciola e tartufo di stagione, guancialino di vitello con verze brasate al rosmarino e mousse allo zabaglione e caffè.

Gli orari. Voluptates si tiene domani e sabato dalle 17 alle 22, domenica dalle 12 alle 19.

r.c.

Arrivano a Imola i grandi vini di Voluptates, gusto e beneficenza
Economia 22 Marzo 2018

Bilancio Ima in crescita, i ricavi sfiorano i 1500 milioni di euro

Ancora una volta il gruppo Ima, leader mondiale nelle macchine automatiche, ha chiuso un ottimo bilancio. Nel 2017 il fatturato ha fatto un balzo all’in su del 10,2%, con ricavi netti saliti a 1.444,7 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre ammontava a 50,1 milioni di euro, in forte diminuzione rispetto ai 99,9 milioni di un anno prima. Indebitamento che riflette sia l’esborso complessivo di 47,6 milioni di euro per diverse acquisizioni (l’argentina Mai, e poi Mapster ed Eurosicma, il saldo per Medtech e l’acquisizione della minoranza di Atop), sia l’incasso di circa 102,5 milioni di euro derivante dalla quotazione della controllata Gimatt (di cui, peraltro, la famiglia Vacchi ha mantenuto il controllo detenendo il 60% circa del capitale). L’utile, di 85,6 milioni di euro, è risultato in calo rispetto all’esercizio 2016, che però aveva beneficiato di un provento finanziario straordinario e, senza di quello, il 2017 avrebbe superato il 2016 di 10 milioni di euro.

«Siamo complessivamente soddisfatti dei risultati conseguiti nel 2017 – ha commentato Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima -. La significativa generazione di cassa ha permesso una sensibile riduzione dell’indebitamento e ci ha consentito di attuare investimenti ordinari e strategici, aumentando il valore del gruppo. Quindi anche quest’anno abbiamo deciso di premiare gli azionisti, proponendo alla prossima assemblea un dividendo in aumento rispetto all’esercizio precedente»: 1,70 euro contro 1,60 di un anno fa. La quota export ha superato l’88%, con una crescita in tutte le aree del mondo. Crescita confermata anche nell’anno in corso e, se se le condizioni attuali troveranno conferma nei prossimi mesi, il gruppo Ima stima ricavi per circa 1,55 miliardi di euro. «Guardiamo con fiducia all’anno in corso – ha commentato ancora Vacchi – grazie all’elevata consistenza del portafoglio ordini a fine 2017 ed alla presa ordini in aumento nei primi due mesi del 2018. Il nostro obiettivo di crescita sarà perseguito anche attraverso acquisizioni disponendo delle risorse per continuare l’attività di merger and acquisition», ovvero nuove acquisizioni.

r.c.

Nella foto: Alberto Vacchi

Bilancio Ima in crescita, i ricavi sfiorano i 1500 milioni di euro
Sport 22 Marzo 2018

Ic Futsal, il presidente Brunori commenta le voci di fusione con l'Imolese

Pur perdendo l”ultima partita 4-2 contro la capolista Came Dosson (l”analisi della partita e il commento di un arrabbiato coach Pedrini sulla gestione della partita sono su “sabato sera” in edicola), i bianconeroverdi dell”Ic Futsal hanno ancora tutte le carte in regola per riuscire nell’impresa di conquistare la salvezza.

Alla resa dei conti mancano tre partite (eventualmente cinque se bisognerà passare dai play-out) e la classifica, nonostante gli zero punti conquistati nell’ultimo turno, è rimasta identica a prima, viste le contemporanee sconfitte di Cisternino, Lazio e Milano.

L’Ic Futsal questo fine settimana si riposta e tornerà in campo sabato 7 aprile dopo la sosta pasquale (nel prossimo week-end il campionato si fermerà per le final-eight di Coppa Italia), ma a tenere banco in questi giorni ci sono le voci di una possibile fusione con l’Imolese Calcio a 5.

«Prima voglio parlare della partita – ha esordito il presidente Matteo Brunori -. I giocatori in settimana si sono impegnati al massimo con sedute di doppi allenamenti e il match giocato è stato rovinato esclusivamente dagli arbitri. Noi qui ci giochiamo il campionato se ancora non si fosse capito».

Come commenta le voci di un interessamento dell’Imolese?

«Posso dire che è la quarta società che viene a parlare con noi ed è impossibile non rapportarsi con altre realtà. Comunque i contatti con l’Imolese vanno avanti da agosto, tramite il direttore generale Pedinelli, per far crescere i nostri e i loro giovani. Qualche esempio? Tedesco, che di recente è stato convocato in Nazionale, gioca da noi e proviene dal vivaio rossoblù, mentre il portiere Carpino ha fatto il percorso inverso».

Quindi il prossimo anno si sentirà ancora parlare di Ic Futsal?

«Certo e l’importante sarà consolidare questo gruppo di amici che con grande passione sta permettendo alla società di essere in questa categoria. Noi, ad ogni modo, continueremo sia in caso di salvezza che di retrocessione».

d.b.

Nella foto: il giocatore Mauro Castagna

Ic Futsal, il presidente Brunori commenta le voci di fusione con l'Imolese
Cronaca 22 Marzo 2018

Rubano due pulmini dell'Atletica Imola per compiere un furto nel bar di Faenza

Nella notte tra lunedì e martedì qualcuno ha forzato l”ingresso della società sportiva Atletica Imola, che ha sede all”interno dello stadio Romeo Galli, e si è introdotto negli uffici con l”intento di “ripulirli”. A prima vista si potrebbe dire per un ben magro bottino: a sparire, secondo quanto raccontato dalla stessa società sportiva, sono stati solo 130 euro in contanti, proventi di alcune iscrizioni. Da un controllo più accurato, però, sono risultati  mancare all”appello anche i due pulmini della società sportiva, marchiati sulla fiancata Atletica Imola Sacmi Avis le cui chiavi erano conservate negli uffici.

Uno dei due mezzi, tra l”altro, è stato già ritrovato il giorno successivo, mercoledì, sulle colline faentine, in pessimo stato. I ladri l”avevano utilizzato come ariete per compiere un altro reato: sfondare la vetrata e derubare il bar Sporting di via Oberdan, nella città manfreda.

Manca ancora all”appello il secondo pulmino. “Chi lo avvistasse è pregato di contattare le forze dell”ordine” chiedono dalla società sportiva, si tratta di “un Citroen grigio targato AF545ZR e con le grafiche dell”Atletica Imola Sacmi Avis sulle fiancate”.

Ad occuparsi del caso sono il Commissariato di Imola, per quanto riguarda il furto ai danni dell”Atletica Imola, e le forze dell”ordine faentine per il colpo al bar.

L”Atletica Imola sta pensando anche di avviare “una raccolta di fondi per comprare un altro pulmino, molto importante per le attività sportive della società”, fa sapere il presidente Massimo Cavini.

mi.mo

Nelle foto: la spaccata al bar Sportin di Faenza e il pulmino dell”Atletica Imola

Rubano due pulmini dell'Atletica Imola per compiere un furto nel bar di Faenza
Cronaca 22 Marzo 2018

RappOrti, per appassionati o semplici curiosi, per imparare a fare l'orto

RappOrti, ovvero cinque incontri per imparare a fare l’orto o tenere il giardino. Un’idea quantomai d’attualità vista la primavera alle porte. Un corso originale organizzato dal Comune di Imola all’interno del percorso di partecipazione ImolaRipartecipa. “Tutti possono partecipare, sia ortisti di professione che persone incuriosite dal tema, senza necessità di iscrizione ed è completamente gratuito, con lezioni frontali ma anche scambio di idee e valorizzazione di buone pratiche locali”.  

Per tutti gli incontri la sede sarà il centro sociale Orti Bel Poggio, in via Bel Poggio 1/e (dietro l’ospedale nuovo). La prima lezione è in calendario per domani venerdì 23 marzo dalle ore 18.30 alle 19.30 il taglio è generale con Monia Guarino, dell”associazione Principi Attivi, per inquadrare tematiche meno comuni: una carrellata sui diversi tipi di orto (orto, orto-giardino, orto di comunità, orto diffuso, verticale, eccetera). 

Gli incontri di giovedì 29 marzo, e 5 e 12 aprile si svolgeranno invece dalle ore 20.30 alle 22 e avranno un taglio tecnico e operativo: il terreno, lavorazione e sistemazione superficiale, esigenze nutritive e fertilità, concimazione e pacciamatura. Le piante, scelta e semina, trapianto e strutture di allevamento, protezione e interventi irrigui. La cura, avversità delle piante ortive, antagonisti naturali, provvedimenti di prevenzione e difesa ecocompatibili. L’incontro conclusivo di giovedì 19 aprile sarà un’occasione “aperta” a tutti per poter condividere esperienze e in generale strumenti, spunti e idee in cui verrà anche affrontato il tema delle diverse innovazioni (coltivazione biologica, biodinamica, sinergica); un’occasione “aperta” a tutti, anche a chi non potrà essere presente agli incontri, si potrà infatti partecipare segnalando buone pratiche proprie o di altri (presenti nel territorio imolese) così da contribuire all’expo finale.

A guidare gli incontri Francesco Tinarelli, Pietro Martelli, Aldo Pollini e Davide Zaniboni dell’Associazione periti agrari ex allievi dell’Istituto agrario Scarabelli di Imola.

Nel 2016 il Comune ha approvato la delibera che modifica il Regolamento per la gestione degli orti per anziani fissando una quota non inferiore al 5 per cento dei lotti a disposizione nel territorio comunale a cittadini di età compresa tra i 18 ed i 55 anni non compiuti. Un’apertura che ha consentito di assegnare ben 40 orti comunali a giovani e famiglie. “RappOrti vuole offrire un sostegno formativo a questi nuovi coltivatori e un’occasione di aggiornamento per gli ortisti più navigati facendo conoscere loro anche nuove tecniche di coltivazione e di tutela biologica” dicono dal Comune.

r.c.

RappOrti, per appassionati o semplici curiosi, per imparare a fare l'orto

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