Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cultura e Spettacoli 17 Giugno 2018

Teatro e danza al chiaro di luna ai piedi della Torre campanaria di San Pietro

Nello splendido giardino archeologico di San Pietro a Ozzano, ai piedi di una suggestiva Torre Campanaria del 1200, da tredici anni va in scena “La torre e la luna”, festival di teatro e danza ideato e organizzato da Ote Compagnia Le Saracinesche e patrocinato dall’assessorato alla Cultura del Comune.

Quest”anno, il sipario si aprirà domani 18 giugno e proseguirà fino al 9 luglio con quattro appuntamenti seguendo come filo conduttore il sorriso: «Una forma espressiva che non necessita di parole aggiuntive, poiché il messaggio implicito è codificato dunque universalmente compreso – si legge nel comunicato stampa della rassegna -. Appartiene alla categoria dei gesti primari innati ed ha, a tutti gli effetti, un unico scopo: la comunicazione. È un potente strumento per relazionarsi positivamente con le altre persone, perché permette di stabilire un contatto diretto e immediato, abbattendo barriere e imbarazzi».

Si comincia, come detto, doma con “Chi ama brucia”, spettacolo di Alice Conti scritto da Chiara Zingariello, una produzione di «Ortika – gruppo teatrale nomade» sui campi di accoglienza per migranti stranieri, tratto da interviste originali. Lunedì 25 giugno, invece, è la volta di “Homo ridens – Ozzano”, un’indagine cinica e dissacrante sui meccanismi della risata firmata dal collettivo toscano Sotterraneo.

Lunedì 2 luglio, in anteprima nazionale, arriva il nuovo lavoro della Compagnia Dna di Bologna intitolato “Guida per risolvere il cubo di Rubik”, con un gruppo di uomini e donne di differenti età (tra i 16 e i 60 anni) che danza su una playlist liberamente scelta dal pubblico per parlare d’amore, incontri, attese, gioie. Conclusione lunedì 9 luglio con una produzione C&C Company e Ote Le Saracinesche: ideato, diretto e interpretato da Carlo Massari, “Youkali – Concerto Scenico” è uno spettacolo musicale e sensoriale fatto di suggestioni sonore e brani tratti dal repertorio di celebri artisti.

Gli spettacoli iniziano alle 21.30. In caso di maltempo saranno messi in scena nel palazzo della Cultura di piazza Allende 18 a Ozzano dell’Emilia. Info: 331/7813138.

Teatro e danza al chiaro di luna ai piedi della Torre campanaria di San Pietro
Cultura e Spettacoli 17 Giugno 2018

«La natura del verde», ovvero i nuovi aforismi di Sante Boldrini pubblicati da Bacchilega editore

Gli aforismi sono un genere di scrittura che non piace a tutti, ma questo genere ha numerosi estimatori che vi sono particolarmente affezionati e si dedicano alla lettura di questi brevi ma folgoranti testi con passione, centellinando pagina dopo pagina. Da poco è in libreria una raccolta di aforismi, pubblicata da Bacchilega editore e scritta da Sante Boldrini, La natura del verde. Il verde è un indistinto fitto di particolari naturali e non. E” un pretesto per discorrere di altro. Il blogger-filosofo Sante Boldrini da Il tuono della luce, emblematico nome del suo blog, ha scritto, dopo Le parole che dicono, questo nuovo tascabile, a scandagliare, con la voce dell’aforista e l’animo del poeta, le sfumature di un verde che ancora non conosciamo. Il suo scrivere, pagina dopo pagina, rivela o fa intuire il significato profondo dell’esistenza, attraversata da ragione e sentimento, da coerenza e cadute che si intrecciano in un «tessuto» da tutti vissuto, ma non indagato, se non da pochi.

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«La natura del verde», ovvero i nuovi aforismi di Sante Boldrini pubblicati da Bacchilega editore
Sport 17 Giugno 2018

Calcio, presentato il nuovo tecnico dell'Imolese Alessio Dionisi. Il suo ritratto nelle parole dell'ex rossoblù Monacizzo

«Sono felice di essere all’Imolese, una realtà ambiziosa, proprio come me». Sono queste le prime parole di Alessio Dionisi, nuovo tecnico rossoblù, nella conferenza stampa di presentazione organizzata venerdì al Centro Bacchilega. «Sono una persona che ama mettersi in discussione e per questo ritengo questa sfida molto stimolante – ha commentato l”ex allenatore del Fiorenzuola -. Spero di essere il prototipo del mister che piace al presidente Lorenzo Spagnoli, ma credo che il segreto delle mie esperienze precedenti siano stati i giocatori. Da parte mia ci metterò le idee e farò di tutto perché la squadra imponga il proprio gioco, ma poi in campo ci vanno i giocatori e qui c’è una base molto valida».

Chi conosce molto bene Alessio Dionisi è Christian Monacizzo, a Imola nella passata stagione e compagno di squadra in passato proprio dell”allenatore toscano. «In campo? Era un giocatore alla Bonucci». Ecco le parole con le quali l”ex centrocampista rossoblù fotografa il nuovo allenatore dell’Imolese che è stato suo compagno alla Tritium nella stagione 2011/12.

La squadra di Trezzo sull’Adda, che aveva Dionisi come simbolo della scalata dalla serie D all’allora C1, accolse l’imberbe Monacizzo in uscita dalla Primavera dell’Atalanta: il «pirata» prese subito il giovane sotto la propria ala protettrice (11 anni di differenza fra i due). «Alessio era un vero e proprio punto di riferimento per tutti, dentro e fuori dal campo – racconta Monacizzo -. Il capitano di quella squadra che aveva in ogni momento lo spirito del leader e per tutti noi era l’esempio da seguire, il modello di quello che deve essere un giocatore per stare a certi livelli. Era un trascinatore durante la settimana ed in gara, un professionista del quale ho un ricordo davvero positivo: allora non ci pensavo perché ero giovane, ma adesso che ho qualche anno in più è chiaro che quelli erano gli atteggiamenti e lo spirito che ti aspetti da chi poi, una volta terminata la carriera da giocatore, può passare a fare l’allenatore».

E allora vediamolo, da giocatore.

«Tecnicamente molto bravo, con il suo piede destro cercava sempre di impostare l’azione: questa sua voglia di imporre la propria idea di calcio l’ha trasmessa alle varie squadre, i giocatori che conosco che lo hanno avuto come mister me ne hanno parlato tutti molto bene ed i risultati che ha avuto in questi primi anni da allenatore ne sono la dimostrazione».

Due anni a Borgosesia, uno al Fiorenzuola ed ora l’avventura all’Imolese: mondi e ambienti diversi con quello del Bacchilega nel quale «ambizione» è la parola d’ordine.

«Credo che Dionisi possa essere l’allenatore giusto per la società rossoblù perché la sua filosofia e la sua voglia di imporre il proprio gioco sono esattamente quelle volute da Spagnoli. L’Imolese ambisce a grossi traguardi e anche Dionisi è preparato per puntare in alto: non posso fare un confronto diretto con Baldini, perché Alessio l’ho conosciuto solo da giocatore, certamente la grinta e la volontà di fare la partita che metteva in campo sarà la stessa che avrà in panchina».

L’ambiente a Imola?

«Non avrà problemi ad adattarsi, anche dal punto di vista del pubblico: quando giocavamo alla Tritium eravamo seguiti da pochi spettatori, così come Borgosesia e Fiorenzuola non sono certo posti dove c’è un grande seguito sugli spalti».

an.mir.

Nella foto (Isolapress): da sinistra Alessio Dionisi e Christian Monacizzo ai tempi dell”Imolese

Calcio, presentato il nuovo tecnico dell'Imolese Alessio Dionisi. Il suo ritratto nelle parole dell'ex rossoblù Monacizzo
Economia 17 Giugno 2018

Parte la produzione industriale degli imbutini, la pasta brevettata dell'ozzanese Flavia Valentini

La macchina per gli imbutini è pronta. Da molti considerato il piatto tipico ozzanese, ora esiste una macchina progettata tutta allo scopo, cioè quello di dare forma agli imbutini. «A partire dalla metà di luglio saremo pronti per la messa in vendita», spiegano l’ozzanese Flavia Valentini e Luca Tommasi di San Giorgio di Piano, la prima colei che ha inventato il nuovo tipo di pasta, il secondo il progettista meccanico che ha disegnato e prodotto la macchina. Ma c’è un’altra novità: proprio in questi giorni si sta costituendo la società che produrrà e metterà in commercio gli imbutini. Si chiama Sapori in Forma Srl e ha come soci, appunto, lo studio tecnico Cad Project di Luca Tommasi e Flavia Valentini. L’abbinamento delle parole è semplice: dal sapore dell’imbutino, «capace di racchiudere il condimento come nessun altra pasta» giurano in molti, e in «forma» come l’originale design del prodotto. Sì, perché anche la pasta ha il suo design.

Non solo al dente o cotta al punto giusto, è la forma della pasta a catturare il sugo o i vari condimenti. Al momento la sede legale della neo società è ad Argelato, negli uffici della Cad Project, mentre la macchina sarà istallata in un primo tempo presso un pastificio del bolognese, anche se la Valentini e Tommasi preferiscono non dire dove esattamente. Non manca nulla dunque, tranne che poche cose come il logo e l’etichetta che comparirà sulle confezioni.«Gli imbutini saranno sugli scaffali dei negozi dei prodotti tipici locali, mentre stiamo sviluppando una rete commerciale che possa raggiungere anche la grande distribuzione». Ogni cosa a suo tempo.

Chi ha provato gli imbutini sfornati dalla nuova macchina sostiene che sono in grado di mantenere le caratteristiche dell’imbutino fatto a mano. Sono passati infatti quattro anni da quando Flavia ha inventato l’imbutino partendo dal tagliere di casa sua e da uno strano tagliapasta trovato in un mercatino di San Lazzaro. «Ancora oggi non so a che scopo servisse quello strano aggeggio, ma con un po’ di adattamento e fantasia ha dato forma ai primi imbutini sperimentali. Oggi lo conservo come una reliquia» afferma Flavia Valentini. Da lì la popolarità degli imbutini si è sparsa, ma sempre nell’ambito di Ozzano e comuni limitrofi. Con tante iniziative, come nella scorsa estate quando Flavia ha partecipato a un workshop presso la Notte bianca di Ozzano in cui insegnava la tecnica della sfoglia e dell’imbutino.

Ora, con l’arrivo della macchina, la società è pronta per il grande salto: «Far conoscere il più possibile, partendo dagli stand fieristici di Bologna, le glorie dell’imbutino» affermano i due soci.Inoltre, con l’arrivo della tecnologia per produrli in serie, il nuovo tipo di pasta brevettato da Flavia Valentini si è sdoppiato. Può essere fatto come cappello di strega oppure imbutino propriamente detto. «L’unica differenza – spiega Tommasi – è la forma della punta, piegata per il cappello di strega, dritta per l’imbutino».

La macchina automatica, in grado di produrne circa 70 chilogrammi al giorno e (almeno per ora) 40 imbutini al minuto, li produce entrambi. «Ma la discrepanza è poca, e decideremo quale forma adottare. Entrambe, cappello di strega e imbutino, sono nomi coperti dal brevetto».«Alta 1,6 metri, ingombra 2×1,5 metri e funziona sia a 220 e 380 volt – spiega Tommasi, che oltre agli imbutini si occupa di progettazione e disegno industriale -. Può lavorare il singolo rotolo di sfoglia con carico manuale o in linea con un’altra sfogliatrice. L’imbutino viene poi pastorizzato o essiccato». La favola dell’imbutino, dunque, continua. (ti.fu.) 

Nelle foto: Flavia Valentini mostra un libro sugli imbutini; la macchina per fare il particolare tipo di pasta inventato dalla ozzanese

Parte la produzione industriale degli imbutini, la pasta brevettata dell'ozzanese Flavia Valentini
Sport 17 Giugno 2018

Football americano, i Ravens Imola avanzano in semifinale e oggi al Bacchilega sfidano i Redskins Verona

Nella splendida cornice del Romeo Galli e davanti ad un buon pubblico, è andata in scena domenica scorsa la sfida dei quarti di finale playoff del football americano giocato con 9 elementi. I Ravens Imola hanno battuto 34-33 le Aquile Ferrara in rimonta, grazie alla prestazione super di Cannata. Il tempo di festeggiare, però, è durato poco visto che oggi si replica al Bacchilega contro i Redskins Verona in semifinale. Kick-off alle ore 15.30.

r.s.

Nella foto (di Andrea Donati, dalla pagina ufficiale dei Ravens Imola): la squadra in campo

Football americano, i Ravens Imola avanzano in semifinale e oggi al Bacchilega sfidano i Redskins Verona
Cronaca 16 Giugno 2018

Orti rialzati coltivabili anche da persone disabili a Toscanella

Hanno raccolto grande interesse e curiosità gli «orti rialzati» inaugurati sabato 28 maggio durante l’open day del centro occupazionale La Tartaruga, gestito da Seacoop a Toscanella di Dozza. All’inaugurazione erano presenti Roberta Tattini, presidente di Seacoop, Luca Albertazzi, sindaco di Dozza, Sonia Carla Cicero, direttore dell’ufficio di supporto e dell’ufficio di piano del Circondario imolese, Fabio Gardenghi, consigliere della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, e Monia Zavagli, responsabile dell’area disabilità e salute mentale della cooperativa di via Lasie.

Il progetto degli orti rialzati consiste nella realizzazione di un’area ortiva sinergica dedicata a persone con ridotta autonomia di movimentazione degli arti, costituita da vasche coltivabili rialzate ad altezza idonea alla lavorazione per chi necessita dell’uso di carrozzine o altri ausili atti alla mobilità. Vicina all’area ortiva sono stati messi in opera percorsi di accesso privi di barriere architettoniche diretti a bagni e spogliatoi, pavimentazione e impiantistica necessaria all’irrigazione.

Sono inoltre stati previsti un tavolo centrale di lavoro ed un pergolato che ombreggi la zona interessata. «Questo progetto è stato realizzato con l’intento di rendere fruibile uno spazio adibito a orto anche a disabili adulti che possono muoversi solo in condizioni di totale assenza di barriere architettoniche – ha spiegato Monia Zavagli -. Il principio su cui si fonda l’idea del centro La Tartaruga è quello di integrare tutta la comunità attraverso una serie di azioni mirate ad aumentare le occasioni di relazione e incontro. La creazione di questi spazi, rialzati e completamente privi di barriere, agevola la nostra idea di una cittadinanza davvero attiva».

r.c.

Nella foto: l”inaugurazione degli «orti rialzati»

Orti rialzati coltivabili anche da persone disabili a Toscanella
Cultura e Spettacoli 16 Giugno 2018

Il convento dei Cappuccini si veste di nuovi colori, quasi terminati i lavori di consolidamento

Dopo più di anno i lavori nella chiesa del convento dei frati minori cappuccini a Castel San Pietro stanno volgendo al termine. «I lavori sono stati per lo più invisibili» spiega padre Giuseppe De Carlo, che ricopre il ruolo di guardiano, ossia di respon-sabile del convento. In sostanza, per quel che riguarda le fondamenta sono state fatte delle iniezioni di cemento per consolidarle, la volta delle cappelle è stata rafforzata tramite fasce in fibra di acciaio e malta ed è stata realizzata una nuova copertura in intonaco armato.

Infine, sono stati applicati dei tiranti, ovvero delle catene metalliche posizionate fra l’estradosso della volta e la copertura. L’edificio ha mostrato cedimenti strutturali dal 2015, dovuti a movimenti del terreno circostante e alla povertà dei materiali con cui era stato costruito. A mostrare i problemi più gravi era stata la cappella più vicina alla porta d’entrata, dedicata a Sant’Antonio, che era stata chiusa. Per tutti questi motivi i frati avevano deciso di effettuare dei lavori di consolidamento.

A saltare più all’occhio è la nuova tinteggiatura e l’assenza di una parte in marmo che precedentemente correva lungo le pareti. Proprio la tinteggiatura ha causato qualche ritardo dato che la Soprintendenza si è presa del tempo per decidere quali fossero i colori più adatti. L’interno era verde scuro, ma la Soprintendenza, dopo aver analizzato i vari strati di pittura, ha optato per un rosa chiaro che sembrava essere il colore più antico e quindi quello più vicino all’originale aspetto della chiesa. Per quel che riguarda l’esterno si è deciso di ritinteggiare solo la facciata e il lato della chiesa visibile venendo dal centro cittadino con un colore più chiaro rispetto a prima (da giallo a bianco). «L’intervento che deve ancora concludersi è proprio quello della tinteggiatura del lato nord – spiega padre Giuseppe -. Non sapevamo se procedere per la scarsità dei fondi, ma alla fine abbiamo deciso di affrontare quest’ultima spesa, circa 21 mila euro, sperando di concludere entro un mese».

Il costo totale dei lavori dovrebbe aggirarsi sui 250 mila euro, un po’ più dei 230 mila euro previsti inizialmente. Decisamente una bella sommetta, visto che i frati non possono contare né su sovvenzioni, né sull’8 per mille. Da qui la decisione di partire con una raccolta fondi, promossa anche dall’Amministrazione comunale. Mancano ancora le cifre precise anche perché durante l’anno si sono avvicendati due diversi guardiani del convento e il posto di padre Paolo è stato preso da padre Giuseppe. Tuttavia, «circa la metà della spesa finale dovrebbe essere stata coperta grazie alle offerte, ma aspettiamo la fine dei lavori per fare un conteggio totale sia dei costi che delle preziose donazioni che ci sono giunte sia da privati cittadini che dalle aziende del territorio – conclude  padre Giuseppe -. Il resto della spesa verrà coperta dalla Provincia dei frati cappuccini dell’Emilia Romagna».

In occasione dei lavori è stata data alle stampe la pubblicazione “Un cammino lungo quattro secoli. I Frati Cappuccini e Castel San Pietro: una questione d’affetto!” nel quale si può trovare una descrizione puntale degli interventi eseguiti e anche alcune dell’indagine archeologica che ha portato alla luce tre sepolture.(re.co.) 

Nella foto la facciata del convento

Il convento dei Cappuccini si veste di nuovi colori, quasi terminati i lavori di consolidamento
Cronaca 16 Giugno 2018

Nell’aviosuperficie di Ponte Rizzoli si può fare un tuffo nella piscina a forma di aereo

Per una volta per pilotare un aereo non c’è bisogno del brevetto e basta tuffarsi, senza decollare. In via Sabbionara, presso l’aviosuperficie Fly Ozzano, venerdì 8 giugno ha aperto l’Aeropool, ossia la piscina a forma di aereo. A onor del vero, il singolare impianto era stato inaugurato tre anni fa dall’associazione di volo a vela «Giorgio Regazzoni», che all’epoca aveva la sede presso l’aviosuperficie di Ponte Rizzoli. Tuttavia, l’uso era riservato esclusivamente ai soci e agli invitati dell’associazione volovelistica.

«La piscina, che non veniva più utilizzata già da un po’ di tempo, ora è di nostra proprietà – spiega Stefano Landi, proprietario dell’aviosuperficie -. Abbiamo effettuato alcuni lavori: ad esempio, l’abbiamo riverniciata, abbiamo allestito un bar, completato bagni e spogliatoi, creato una siepe come perimetro e dei vialetti di accesso. E ora l’abbiamo aperta al pubblico, quindi anche ai non soci».

La piscina è profonda un metro in corrispondenza della fusoliera e 1 metro e 40 centimetri dove ci sono le ali e il muso. La fusoliera è lunga 25 metri, così come le ali. In corrispondenza della coda dell’aereo, invece, sono state inserite delle panchine per l’idromassaggio e c’è anche una fontana che simula la rotazione dell’elica. L’Aeropool sarà aperta da giugno a settembre. Nei mesi di giugno e settembre vi si potrà accedere nelle giornate di venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 19, mentre nei mesi di luglio e agosto anche il mercoledì e giovedì e l’orario verrà prolungato fino alle ore 20. Il costo per l’intera giornata è di 5 euro dal lunedì al sabato e di 8 euro alla domenica e nei giorni festivi. (gi.gi.)

Nell’aviosuperficie di Ponte Rizzoli si può fare un tuffo nella piscina a forma di aereo
Cultura e Spettacoli 16 Giugno 2018

Palio del Torrione di Bubano, questa sera l'evento clou con la sfida dei rioni

Sarà la dama a sconfiggere il drago nel Palio di Bubano, tradizionale evento di fine primavera che quest’anno si tiene fino a domani e che richiama il periodo di Caterina Sforza. Musica, spettacoli, mercatini, eventi sportivi accompagneranno la festa che ha nel Palio l’evento clou: questa sera, in serata, i quattro rioni di Bubano (Caterina Sforza, Ponte Pilastrino, Ponte Fornace, Stazione di Posta) si sfideranno in una gara durante la quale una dama, posta su una costruzione che richiama la torre del castello di Caterina Sforza, deve trafiggere il bersaglio (drago), mentre quattro cavalieri spingono la torre il più possibile vicino all’obiettivo. 

Bubano, inoltre, sarà medievale dalle 18 con l’allestimento di un campo dove si potranno vivere scene di vita quotidiana e dove ci sarà la ricostruzione di un opificio per la fabbricazione della carta; inoltre si darà spazio alla musica itinerante con la Compagnia del Coniglio. Alle 21, il corteo storico accompagnerà l’entrata in paese di Caterina Sforza, che sarà seguita dallo spettacolo di fuoco Belfagor e, appunto, dal Palio. La festa terminerà domani con il raduno di scooter, Fiat 500, moto e macchine d’epoca (alle 9), alle 16 saranno aperti l’accampamento e il mercato medievali, alle 21.30 la compagnia del Gams presenterà lo spettacolo Genesi… l’inizio… la creazione… la vita, mentre per i più piccoli ci saranno laboratori (dalle 16 alle 19 al Torrione, per bambini dai 5 anni), spettacoli (Fabula jocando alle 19) e un mini palio (alle 20.30 in piazza).

r.c.

Nella foto (dalla pagina facebook ufficiale dell”evento): una passata edizione del Palio

Palio del Torrione di Bubano, questa sera l'evento clou con la sfida dei rioni
Sport 16 Giugno 2018

Pallavolo B2 femminile, la Csi Clai Imola ingaggia l'argento olimpico per non udenti Vanessa Caboni

Vanessa Caboni, 21 anni da poco compiuti, entra nell’organico della Clai per la prossima stagione in B2. La centrale bolognese, a luglio dello scorso anno, è salita agli onori della cronaca vincendo in Turchia la medaglia d’argento alle Olimpiadi per i non udenti.

E’ stata una delle protagoniste dell’inaspettato secondo posto, tanto da finire intervistata anche da diversi quotidiani nazionali, fra cui la Gazzetta dello Sport, poi però è arrivato un grave infortunio al ginocchio (da cui deve ancora riprendersi) quando giocava in serie C a Castenaso. «E’ amica di Mara Bombardi – racconta Turrini – e ci ha chiesto di potersi allenare con noi per rimettersi in forma. E’ una centrale, quindi partiremo con quattro giocatrici in questo ruolo e quando sarà fisicamente a posto valuteremo come utilizzarla».

In pratica alla Clai mancano due pedine per completare l’organico che affronterà la B2 il prossimo anno. Vale a dire un palleggiatore da affiancare alla confermata Cavalli e una schiacciatrice che potrebbe essere un’altra conferma nel caso sia la Devetag. Del sette base, oltre a Cavalli, già sicure le conferme di Collet come opposto, Tesanovic di banda, Ferracci e Melandri al centro. Gherardi e Tamburini partono come cambi delle esterne, Bombardi e l’ultima arrivata Caboni saranno le alternativa al centro, mentre Ricci Maccarini e Dal Monte saranno i liberi che avranno il non facile compito di sostituire la Magaraggia.

In attesa quindi del girone ufficiale previsto fra più di un mese, si può già ipotizzare la presenza di diverse formazioni romagnole (Forlì, il neopromosso Lugo, Cervia e due squadre di Rimini, visto che oltre alla Stella parteciperà alla B2 anche il Riviera di serie C che ha acquistato il titolo). Possibile anche la presenza dell’Idea Volley Bologna, allenata da Massimo Benedetti, che il prossimo anno giocherà comunque a Ozzano. Quest’ultima però potrebbe anche decidere di disputare la B1 se trovasse una società disposta a scambiare il titolo alla pari.

c.a.t.

L”articolo completo su «sabato sera» del 14 giugno.

Nella foto: Vanessa Caboni in maglia azzurra alle Olimpiadi per non udenti

Pallavolo B2 femminile, la Csi Clai Imola ingaggia l'argento olimpico per non udenti Vanessa Caboni

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