Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 21 Febbraio 2018

Mobilità sostenibile, la Regione premia chi sceglie l'auto ibrida

L”Emilia-Romagna premia chi sceglie l”auto ibrida con un contributo massimo di 191 euro per chi sceglie di acquistare un veicolo ecologico e a basso impatto ambientale nel 2018 e a chi ne ha acquistato uno nel 2017. In entrambi i casi chi ha scelto di muoversi in maniera sostenibile con mezzi di prima immatricolazione riceverà il contributo per tre anni.

L”anno scorso oltre settemila automobilisti hanno scelto di acquistare un”auto ibrida di prima immatricolazione per un minor impatto ambientale. Proprio alla mobilità sostenibile punta, di fatto, il contributo regionale destinato ai residenti in Emilia Romagna e della durata di tre anni. Di fatto la Regione restituisce l”importo medio del bollo auto a chi ne sceglie una ibrida. Il bollo sarà comunque regolarmente da pagare ogni anno.

Come ottenere il contributo. Per ottenere il contributo è necessario registrarsi online con i dati anagrafici, quelli dell’auto ibrida e le coordinate bancarie sulla piattaforma regionale dedicata, che sarà attivata nelle prossime settimane. Potrà inviare la domanda a partire da aprile se l”auto è stata immatricolata nel 2018, da luglio se l”auto è stata acquistata nel 2017. Ogni anno, poi, la Regione accrediterà in automatico la cifra dovuta.

I numeri. I mezzi di trasporto ibridi sono sempre più presenti sulle strade dell”Emilia Romagna. Dai 2776 veicoli ibridi immatricolati nel 2015 in regione si è infatti passati ai 4369 del 2016 (con un aumento del 57 per cento) e ai 7056 del 2017 (con un aumento del 61 per cento rispetto all’anno precedente). La stessa Regione ha investito oltre due milioni di euro per l’acquisto di 103 veicoli elettrici per la pubblica amministrazione.

L”incentivo regionale per la auto ibride si affianca a quelli già previsti dalla legislazione nazionale per l’acquisto delle automobili elettriche, esentate dal pagamento del bollo per 5 anni.

mi.mo

Nella foto: l”immagine scelta dal Comune di Medicina per la promozione del progetto in favore della mobilità sostenibile Charge&Go

Mobilità sostenibile, la Regione premia chi sceglie l'auto ibrida
Sport 21 Febbraio 2018

Calcio serie D, l'Imolese con Ferretti e Titone mette in ginocchio il Montevarchi

Dopo la vittoria in trasferta a Mezzolara, l”Imolese (senza Rossi, Garattoni, Checchi e Pittarello), nel turno infrasettimanale, supera 3-1 il Montevarchi e, complice il pareggio 2-2 del Rimini contro la Vigor Carpaneto, si porta -9 punti dalla capolista.

Primo tempo avaro di emozioni. Un gol, giustamente annullato al Montevarchi per fuorigioco all”alba del match, e una traversa colpita da Adami in rovesciata sugli sviluppi di un corner, sono gli unici squilli degli ospiti nei primi 45 minuti. Ferretti e Titone ci provano ad impensierire il portiere toscano. ma bisogna aspettare il 36” per vedere la squadra di Gadda passare in vantaggio: Guatieri ci prova due volte dalla distanza e, sulla seconda conclusione, la palla finisce sulla testa del «Rulo» Ferretti che timbra il gol dell”1-0 con cui si conclude la prima frazione.

Nella ripresa succede poco o nulla nei primi minuti, a parte qualche bella giocata estemporanea dell”attaccante Diarrasouba. Al 9”, però, il capitano Ferretti concede il bis con una precisa staffilata dal limite che si insacca nell”angolo alla sinistra dell”estremo difensore toscano. Due minuti dopo ancora protagonista il bomber argentino dai cui piedi nasce l”azione della terza rete: apertura smarcante per Guatieri che serve Titone, il numero 7 si beve la difesa del Montevarchi e, con freddezza, deposita in rete. Al tramonto del match il «solito» gol subito dall”Imolese: errore di Montanaro, tiro di Rossetti, gran parata di Mastropietro e tap-in vincente di Adami, a porta vuota, che fissa il risultato finale. Prima del triplice fischio, però, c”è spazio ancora per il rosso diretto all”ospite Fofi e per l”ennesimo palo stagionale di Belcastro di testa su cross di Carraro.

Nel prossimo turno, in programma domenica 25 (ore 14.30) la squadra di Gadda sarà impegnata in trasferta sul campo del Trestina, formazione che viene dal pareggio 0-0 a Mezzolara ed è in piena lotta per evitare i play-out, mentre il Rimini riceverà la Sammaurese.

d.b.

Tabellino

Imolese-Montevarchi 3-1 (1-0)

Imolese: Mastropietro, Boccardi, Zini, Torta, Sereni (16” s.t. Montanaro), Carraro, Crema (23” s.t. Miotto), Valentini, Guatieri (16” s.t. Belcastro), Ferretti (34” s.t. Borrelli), Titone (28” s.t. Franchini). All. Gadda.

Montevarchi: Pellegrini, Videtta, Schiaroli, Gorini Giu. (20” s.t. Desideri), Lischi, Biagi (13” s.t. Migliorni), Donatini, Gorini Gia. (19” s.t. Meledandri), Diarrasouba (10” s.t. Rossetti), Adami, Napolano (25” s.t. Fofi). All. Rigucci.

Arbitro: Loffredo di Torino.

Gol: 36” p.t., 9” s.t. Ferretti (I), 11” s.t. Titone (I), 45” s.t. Adami (M).

Ammoniti: Lischi (M), Gorini Gia. (M), Sereni (I), Torta (I), Meledandri (M).

Espulso: Fofi (M).

Note: giornata fredda e piovosa. Spettatori 200 circa.

Nella foto: il gol di Titone, la gioia di Rulo Ferretti

Calcio serie D, l'Imolese con Ferretti e Titone mette in ginocchio il Montevarchi
Sport 21 Febbraio 2018

Calcio, l'avventura in serie C di Alfonso Selleri (intervista)

Inutile girarci attorno, quando al tifoso medio del Romeo Galli dici «Ravenna», sono due i nomi che ti sentirai rispondere: il primo è certamente quello di Alfonso Selleri, il secondo è quello di Lelj, autore del pareggio last-minute che lo scorso anno costò di fatto la promozione in serie C all’Imolese.

Quella serie C nella quale sabato 10 febbraio è andato in onda un film diverso dal passato, più o meno recente: il Ravenna ha perso in casa con il Fano restando a bocca asciutta nei minuti di recupero in un match che, se vinto, avrebbe messo (probabilmente in maniera definitiva) Selleri ed i suoi compagni lontano dai guai.

E’ da lì che parte la chiacchierata con il centrocampista mancino imolese.

«Purtroppo contro il Fano ci sono state decisioni dell’arbitro (Gualtieri di Asti, nda) che hanno condizionato la nostra partita: ci siamo trovati in 10, il Fano ha inserito tutti gli attaccanti a disposizione, visto che se avessero perso si sarebbero trovati a 10 punti ed avremmo potuto pensare di salvarci senza i play-out».

Parliamo un po’ di serie C.

«E’ un’esperienza bella da vivere, il discorso è ben diverso rispetto alle vecchie C1 e C2: il nome sulla maglia, la maggiore visibilità che deriva dalle partite trasmesse su internet, la possibilità di affrontare giocatori come Pinzi che hanno 400 partite in serie A sono tutti ingredienti che sono stimolanti in un campionato molto difficile, nel quale il nostro punto di partenza ogni domenica è la forza del gruppo, il marchio di fabbrica che da novembre dell’anno scorso ci contraddistingue e che è necessaria per ottenere i risultati ed annullare il gap tecnico che possiamo subire confrontandoci con tante squadre del nostro girone».

Un girone nel quale, inevitabile non pensarci, se Lelj non avesse mandato il pallone a sbattere su Bettati prima di infilarsi nella porta «lato Tamburello», avrebbe visto in campo quell’Imolese che invece, anche l’anno prossimo (salvo miracoli) sarà in D visto che quest’anno c’è un Rimini davanti a tutti.

Dici Rimini e non si può non pensare a Buonaventura, grande amico di Selleri e suo compagno a Imola nella stagione 2014/15.

«Il Rimini è un po’ come il Ravenna dello scorso anno, anche se rispetto a noi hanno trovato la quadratura da subito, mostrando una grande solidità: non pensavo dominassero così il campionato, anche loro hanno un gruppo veramente forte nel quale Alex sta mostrando quello che vale. Lui in serie D ci sta tranquillamente, ha accusato qualche alto e basso in passato ma adesso, in un ambiente che lo stimola, lo fa sentire importante ed al centro del progetto, dimostra le sue qualità. Quando era a Imola il discorso era diverso: non eravamo ancora una squadra pronta per fare qualcosa di importante, ma con il senno di poi tanti giocatori che sono passati dall’Imolese in questi anni potrebbero starci ancora adesso nella squadra attuale».

Un paragone fra Ferretti e Buonaventura?

«Sono due giocatori che potrebbero tranquillamente giocare assieme, visto che Alex dà ottima profondità al gioco e si muove molto, mentre Ferretti, al di là del rigore sbagliato con il Romagna Centro, nel quale secondo me ha sentito il peso della responsabilità, è un attaccante da 20 reti ogni anno, quindi non si discute. Stiamo parlando di due punte molto forti, con i quali è stato un piacere giocare».

Un confronto fra l’Imolese di oggi e quella dello scorso anno?

«La sensazione dal campo lo scorso anno era quella di affrontare una squadra organizzatissima, cosa che nell’Imolese attuale, ma qui parlo ovviamente solo avendola vista dalla tribuna, sembra esserci un po’ meno. Il problema è che quella attuale subisce troppi gol, così non puoi andare da nessuna parte: a volte può essere un problema di comunicazione in campo, una chiamata in ritardo o fatta male che può portare ad un gol subìto».

Quale può essere stato il problema principale?

«L’Imolese di sicuro sconta il cambio di allenatore estivo. Gli 11 punti di distacco sono tanti, mai dire mai, ma è davvero difficile pensare ad un Rimini che perda tutti gli scontri diretti e che si pianti improvvisamente. Il segreto per vincere sta nel gruppo e nella serenità che ci deve essere in tutto l’ambiente attorno alla squadra. Queste sono le componenti che noi trovammo lo scorso anno da novembre e che il Rimini ha probabilmente trovato subito».

a.m.

Nella foto: Selleri e Buonaventura

Calcio, l'avventura in serie C di Alfonso Selleri (intervista)
Cronaca 21 Febbraio 2018

Domani a Imola la presentazione del libro “Suzuki RG 500' con moto e piloti

La moto che negli anni ’70 cambiò la storia del motomondiale, che pose fine all’era dei quattro tempi e della gloriosa Mv Agusta 500, che contrassegnò un’epoca, vincendo molto (51 Gran Premi fra il ’75 e l’82) e permettendo ad una gran quantità di piloti, ufficiali e non, di mettersi in evidenza, ora è diventata un libro dal titolo «Suzuki RG 500 – Il Mito nelle corse 1974-1980».

La pubblicazione, firmata da Massimo Cuffiani, verrà presentata domani giovedì 22 febbraio alle ore 20.45 nell’ambito di una serata organizzata da Max Calvi nelle sede imolese della Confartigianato, in viale Amendola 56/D, con ingresso libero fino ad esaurimento di posti.

Nell’occasione alcuni modelli di queste Suzuki, tutte appartenenti all’Imola Classic Racing Team di proprietà del collezionista Francesco Merzari, verranno esposte al pubblico.

«Ne porterò due del ’76 che appartennero a Barry Sheene e Giacomo Agostini, una del ’77 di Teuvo Lansivuori e un’altra del ’79 del Team di Roberto Gallina» ci ha anticipato l’imprenditore imolese Merzari.

La storia. Dotata di un fascino unico e inimitabile, questa leggendaria mezzo litro a disco rotante, spinta da un motore 4 cilindri in quadrato, che esordì nel 1974 con l’inglese Sheene, facendo intravedere subito il suo enorme potenziale, esplose in maniera dirompente nel biennio ’76-77, portando per due volte di seguito lo stesso Sheene sul tetto del mondo. Molti piloti decisero di convertirsi a questa velocissima e sibilante due tempi, a cominciare dal più titolato dei campioni, Giacomo Agostini, che al Mugello nel Gran Premio delle Nazioni 1976, suo malgrado, parcheggiò l’ancora ruggente, ma ormai ansimante, Mv Agusta 4 cilindri in un angolo del suo caravan, per salire appunto in sella alla Suzuki 500 RG, che fra i suoi alfieri, oltre a Sheene, annoverava anche Phil Read.

L’avvento di Kenny Roberts, che con la Yamaha 500 conquistò tre mondiali consecutivi dal ’78 all’80, interruppe solo momentaneamente l’egemonia Suzuki. Che, partendo sempre dalla stessa base motoristica, ritornò prepotentemente a imporsi nel 1981 col pilota spezzino e imolese di adozione Marco Lucchinelli; bissando poi il titolo iridato l’anno successivo con Franco Uncini.

La moto del 1981, col telaio in acciaio, fu poi replicata è venduta ai piloti privati con la sigla Rgb. Con una di quelle ci corse pure per due anni Attilio Riondato, che nel luglio dell’84 concesse a chi scrive l’onore di provarla sul circuito di Misano Adriatico.

«Quando ho iniziato a scrivere questo libro – ha spiegato l’autore del libro Cuffiani – una delle motivazioni che mi hanno spinto a farlo è stata la bellezza estetica e tecnica della Suzuki 500 RG. Ho pensato di contattare alcuni dei piloti italiani che allora andavano per la maggiore, come Lucchinelli, Uncini, Graziano Rossi e Virginio Ferrari. Molto gentilmente si sono resi disponibili a raccontarmi le loro esperienze su questa moto».

I quattro campioni citati da Cuffiani, unitamente a Roberto Gallina, Loris Reggiani, Leandro Becheroni e al faentino Gianni Rolando, sono stati invitati alla serata. Per l’occasione saranno presenti pure anche alcuni giornalisti specializzati.

a.d.p.

Domani a Imola la presentazione del libro “Suzuki RG 500' con moto e piloti
Cronaca 21 Febbraio 2018

Lavoro, domani sera incontro con chi se l'è creato o ha reinventato se stesso

“Chi fa da sè. Racconti di chi il lavoro se l’è creato o ha reinventato se stesso” è il titolo dell’ultima serata di Jobsmart, giovani al lavoro. Si chiude infatti domani 22 febbraio alle 20.30, alla sala Bcc Città & Cultura (via Emilia 210/a), il ciclo di tre incontri pubblici sul rapporto tra giovani e mondo del lavoro, organizzato dal Comitato giovani soci della Bcc ravennate forlivese e imolese.

Dopo la grande partecipazione di pubblico dell’ultima serata, in cui giovani e giovanissimi hanno avuto la possibilità di interloquire con dirigenti di aziende del territorio come gruppo Sacmi, Curti, gruppo Hera e Crif, rivolgendo loro domande al fine di superare le varie fasi della selezione di personale in azienda, l’incontro di domani sarà incentrato sulle esperienze di chi il lavoro se lo è creato, reinventando se stesso o ricercando nuovi strumenti e nuove competenze.

Gli ospiti. Alla serata saranno presenti Alberto Dalmasso, fondatore e Ceo della startup italiana Satispay, applicazione che permette di pagare nei negozi convenzionati fisici e online, Luca Cavina, tra i fondatori di Social Cities, agenzia web in Emilia Romagna e Mattia Alberani, fondatore di Cine Food, brand dell’azienda UpSet incentrato sulla comunicazione video e fotografica della gastronomia italiana e internazionale.

Massimiliano Mascia, chef del San Domenico, racconterà ai ragazzi presenti in sala la sua esperienza di giovane chef che, terminata la scuola, ha iniziato a viaggiare il mondo con lo scopo di ampliare le proprie conoscenze su materie prime, tecniche e sapori. Oggi rappresenta la nuova generazione del ristorante San Domenico, ma al tempo stesso un segno di continuità nell’innovare e nel rinnovarsi.

Anche domani il pubblico avrà la possibilità di rivolgere domande e curiosità agli ospiti della serata al fine di comprendere meglio come sviluppare, concretizzare e sostenere economicamente un’idea imprenditoriale, creandosi una stabile occupazione. L’ingresso alla serata è libero e non è necessaria la prenotazione.

r.c.

Nella foto: il pubblico di un precedente appuntamento

Lavoro, domani sera incontro con chi se l'è creato o ha reinventato se stesso
Cronaca 21 Febbraio 2018

Stalker quarantenne arrestato dai carabinieri a Medicina

Nonostante lei l”avesse già denunciato, lui non ha desistito. Ha continuato a seguirla e tormentarla. Venerdì scorso lei ha chiamato i carabinieri che l”hanno arrestato per atti persecutori. La vicenda è accaduta a Medicina. La vittima una ragazza di 24 anni. Lo stalker che la seguiva continuamente e l”infastidiva un uomo di 40 anni. Entrambi medicinesi.  

La ragazza aveva già presentato querela nei suoi confronti a dicembre, poi venerdì la telefonata in caserma per chiedere aiuto perché il quarantenne la stava nuovamente pedinando. La pattuglia si è diretta sul posto, ma alla vista dei militari l”uomo dapprima si è infastidito poi ha minacciato i militari, infine li ha aggrediti, fortunatamente senza conseguenze.

Tratto in arresto per atti persecutori su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, ha trascorso il fine settimana in carcere. Lunedì il giudice per le indagini preliminari ha disposto il rilascio con l’obbligo di dimora e di presentarsi ai carabinieri. 

l.a.

Foto d”archivio

Stalker quarantenne arrestato dai carabinieri a Medicina
Cronaca 20 Febbraio 2018

Boom birre artigianali, il successo di Claterna dal beer firm al birrificio vero e proprio

L”anno scorso è stato l”anno del boom delle birre artigianali, prodotte in Italia per 50 milioni di litri, e dei microbirrifici artigianali, passati in 10 anni da 113 a 718.

Nel circondario imolese l”anno scorso sono nati due microbirrifici: Hopinion a Imola, Claterna a Castel San Pietro.

Claterna produce dal 2014 come beer firm (ovvero con ricetta originale ma prodotta in un birrificio non di proprietà) ma solo nel 2017 ha inaugurato il proprio stabilimento sul Sillaro. 

“Il settore brassicolo vive un vero fermento – dice Pierpaolo Mirri di Claterna -. L”anno scorso, poi, è andato particolarmente bene per via del caldo intenso, perchè la birra è un prodotto stagionale e viene consumata di più nella stagione calda. Ma fra birre industriali ed artigianali, sempre più persone scelgono le seconde, alla ricerca del gusto originale e di un prodotto genuino, che viene dalla terra. La nostra birra è garantita dal seme alla bottiglia!”.

Il successo di Claterna è tangibile: dopo tre anni di produzione dislocata presso un altro birrificio agricolo di Fabriano, lo scorso settembre anno l”azienda ha investito nel proprio stabilimento sul Sillaro, costruito e attrezzato ex novo. “Un investimento importante – spiega ancora – ma di valore. Economico e produttivo. Che per la prossima stagione ci permetterà di proporre nuove birre ma anche organizzare visite con degustazioni guidate direttamente in azienda“.

mi.mo

Nella foto: stand Claterna dalla pagina Facebook del birrificio stesso

Boom birre artigianali, il successo di Claterna dal beer firm al birrificio vero e proprio
Cronaca 20 Febbraio 2018

Boom birre artigianali, per Hopinion è importante distinguere fra “artigianale' e “agricolo'

Il 2017 è stato l”anno del boom delle birre artigianali (i dati di Coldiretti), prodotte in Italia per 50 milioni di litri, e dei microbirrifici artigianali, passati in 10 anni da 113 a 718.

Nel circondario imolese sono nati, negli ultimi mesi, due microbirrifici artigianali: Claterna a Castel San Pietro e Hopinion a Imola. “Più italiani bevono birra e sempre più spesso scelgono quella artigianale, ma è importante saper distinguere fra un birrificio artigianale e uno agricolo” sottolinea Marco Tampieri di Hopinion.

La differenza è presto detta: se un microbirrificio artigianale è un birrificio la cui produzione è fatta in loco senza l”ausilio di macchinari e metodi industriali (dunque inevitabilmente produce una quantità limitata di birra), un microbirrificio agricolo, per legge, deve utilizzare materie prime prodotte in proprio per una percentuale minima del 51 per cento.

“Il nostro birrificio non ha ancora un anno di vita, dunque non possiamo ancora dire come sta andando il lavoro – continua Tampieri -. Il prodotto piace, molti clienti si sono ormai affezionati, ma la maggior parte ancora non conosce le differenze fra le tante birre artigianali nel mercato, alcune agricole, altre no. Un microbirrificio agricolo ha un importante legame con il territorio e la terra stessa, ma di conseguenza sostiene anche costi più elevati per le materie prime che produce anzichè comprare dall”estero”.

Hopinion utilizza anche luppolo italiano a chilometro zero, filiera agricola che sta nascendo da qualche anno. “Scegliere una birra agricola – conclude Tampieri – è garanzia di qualità e genuinità. Il costo maggiore è giustificato da questi parametri fondamentali”.

mi.mo

Nella foto: l”inaugurazione del birrificio Hopinion, dalla pagina Facebook del birrificio stesso

Boom birre artigianali, per Hopinion è importante distinguere fra “artigianale' e “agricolo'
Cronaca 20 Febbraio 2018

Boom birre artigianali, secondo il birrificio Non Retorico “gli imolesi bevono meglio'

Il 2017 è stato l”anno del boom delle birre artigianali, prodotte in Italia per 50 milioni di litri, e dei microbirrifici artigianali, passati in 10 anni da 113 a 718.

Secondo l”imolese Matteo Dalpozzo del Birrificio Non Retorico di Imola “si tratta di un settore in aumento perchè vi è spazio di crescita”. Non Retorico, per la precisione, non è un microbirrificio ma un beer firm, marchio birrario privo di impianto di proprietà che utilizza quello di un altro birrificio, nel dettaglio quello della Birra Bellazzi di San Lazzaro. Le ricette, però, sono quelle originali del Non Retorico.

“Siamo contenti del lavoro e della risposta dei clienti – continua Dalpozzo -. Credo che l”intero panorama dei microbirrifici della nostra zona sia positivo. Non solo c”è spazio per i prodotti artigianali nel mercato, ma c”è un vero interesse nei confronti delle birre artigianali che permette di proporre piccoli eventi cui la gente partecipa. Gli imolesi stanno imparando a bere in maniera diversa, interessandosi alle differenti produzioni, alla provenienza degli ingredienti. In una parola dimostrano di voler bere meglio, applicando l”attenzione che per lo più si rivolge al cibo, agli alimenti e alla loro genuinità anche al bere e alla birra. Cercano i produttori di cui fidarsi, per questo scelgono i microbirrifici”.

Il Birrificio Non Retorico produce tre birre più una stagionale. Per i prossimi mesi ha intenzione di lanciare la quarta birra, “una novità”.

mi.mo

Nella foto: stand del Birrificio Non Retorico dalla pagina Facebook del birrificio stesso

Boom birre artigianali, secondo il birrificio Non Retorico “gli imolesi bevono meglio'
Economia 20 Febbraio 2018

Boom birre artigianali, cresce il made in Italy e calano le importazioni straniere

Il 2017 è stato l”anno del boom delle birre artigianali italiane: secondo l”analisi dei dati Istat presentata da Coldiretti all”interno dell”appuntamento di settore Beer Attraction di Rimini, la produzione attualmente stimata delle birre artigianali italiane è di 50 milioni di litri. Una crescita esponenziale dovuta anche all”aumento, negli ultimi dieci anni, del numero di microbirrifici artigianali, passati da 113 a 718.

Più “bionde” italiane, meno straniere. Oltre ad essere cresciuti i boccali made in Italy, l”anno scorso sono anche crollati del 79 per cento i consumi di birre inglesi nel Belpaese e del 31 per cento le importazioni tedesche.

Ma quanto bevono gli italiani? Con la differenziazione del mercato, sempre più caratterizzato da produzioni artigianali ed agricole, gli italiani bevono più birra. Secondo l”Istat piace a quasi un italiano su due, con un consumo medio pro capite di oltre 31 litri all”anno. Fra birre artigianali ed industriali si tratta di una filiera che vale circa 6 miliardi di euro.

“Negli ultimi anni – spiega Coldiretti – la produzione artigianale made in Italy si è molto diversificata con numerosi esempi di innovazione, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso”.

Birra buona non solo per il palato. Oltre a contribuire alle economie locali e nazionale, la birra artigianale rappresenta anche una forte spinta all”occupazione soprattutto tra gli under 35. Fantasia, innovazione ma anche certificazione dei prodotti e chilometro zero sono le parole chiave di un settore che con la sua crescita sostiene la ripartenza dell”agricoltura. 

“Stanno nascendo anche nuove figure professionali – continua Coldiretti – come il sommelier delle birra, capace di riconoscere i caratteri principali di stile, gusto, composizione, colore, corpo, sentori a naso e palato e suggerire gli abbinamenti ideali delle diverse tipologie di birra con primi piatti, carne o pesce e perfino con i dolci”.

Nel circondario imolese vi sono diversi esempi di birrifici e birre artigianali.

mi.mo

Foto: Ansa

Boom birre artigianali, cresce il made in Italy e calano le importazioni straniere

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast