Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 7 Maggio 2018

Giro d'Italia a Imola 2018, in città arrivano le sagome, in attesa dei ciclisti veri

Una quarantina di sagome posizionate agli ingressi della città e sulle principali strade di percorrenza interna per cominciare a creare l”atmosfera e ricordare che il Giro d’Italia arriverà a Imola il 17 maggio. 

Si chiama “Imola Città di Tappa 2018” il logo che contraddistingue quest”anno l’arrivo in città della dodicesima tappa. E nei giorni è stato posizionato sotto forma e di sagome lungo le vie di accesso alla città e nelle principali strade di percorrenza per ricordare a chi transita l’appuntamento con il grande ciclismo.

Il logo riassume un ciclista stilizzato e rivisitato, il profilo dell’autodromo, nel quale i ciclisti concluderanno la tappa, e quello dei Tre Monti, il cui percorso costituisce la parte finale, disegnato con i colori della città, il rosso e il blu. Le sagome sono state realizzate in polipropilene alveolare, sono 1,5 metri di base per 1 metro di altezza. 

A ricordare l’appuntamento saranno posti anche degli striscioni nei punti limitrofi all’autodromo, lungo viale Dante in corrispondenza del Ponte sul Santerno ed in via Santerno all’incrocio con via Pisacane. Un pro memoria visivo per creare quel giusto clima di attesa verso un evento di rilevanza internazionale. (r.c.)

Nella foto una delle sagome

Giro d'Italia a Imola 2018, in città arrivano le sagome, in attesa dei ciclisti veri
Cronaca 7 Maggio 2018

Autodromo e rumore, il giudice archivia il procedimento sull’esposto di Legambiente

Procedimento archiviato. Il giudice per le indagini preliminari di Bologna l’ha deciso non solo perché «in ogni caso il reato sarebbe estinto per intervenuta prescrizione» ma entrando nel merito sancisce che «non risulta il superamento delle emissioni sonore consentite al di fuori di quelle previste in deroga e quindi autorizzate». Questa la sentenza del 18 aprile scorso nel procedimento che vedeva imputato Uberto Selvatico Estense in quanto legale rappresentante di Formula Imola Spa, la società che gestisce l’autodromo di Imola. Nodo del contendere era il rumore, così come per gli altri esposti e relative indagini alle quali abbiamo assistito in questi anni. In punta di diritto ipotesi di reato diverse, ma nella sostanza il tema è sempre quello.

In quest’ultimo caso si ipotizzava la violazione dell’articolo 659 del Codice penale (disturbo della quiete pubblica) in particolare per la scuola Pelloni Tabanelli. Legambiente Imola-Medicina, che ha presentato l’esposto ipotizzando inizialmente il reato di truffa e falso su rumore e rilevazioni, si era opposta alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero.

La sentenza lascia più che soddisfatto l’avvocato Giuseppe Girani che segue Formula Imola: «Il provvedimento non si ferma alla prescrizione ma entra nel merito dicendo che il superamento dei 70 decibel è avvenuto nelle giornate in deroga, ovvero autorizzate, ergo non sussiste il reato. La messa sotto accusa dell’autodromo si è infranta contro le buone prassi gestionali messe in atto». In effetti, archiviato questo procedimento e un anno fa quello analogo presentato da 37 residenti, a gennaio il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Legambiente e residenti sulla zonizzazione acustica approvata dal Comune. Rimane aperta solo l’ulteriore indagine avviata a ottobre 2016 da un gruppo di cittadini.

«Certo è difficile avere un confronto quando il livello dello scontro è sempre la via giudiziale» commenta Stefano Manara, presidente di ConAmi che, auspica «un dialogo costruttivo con i comitati per entrare nel merito di ciò che si fa, oltre l’idea che l’autodromo debba essere chiuso. Noi abbiamo operato per avere gli strumenti da un lato che ci consentissero di ridurre l’impatto verso la città e i residenti e dall’altro un modello economico che ci porti alla sostenibilità nel tempo. Ora abbiamo un sistema di monitoraggio, dati acquisiti negli anni, una propensione all’intervento come dimostrano le protezioni installate l’anno scorso sulla scuola Pelloni Tabanelli e ora in via dei Colli, integrato con la contrattualistica sul controllo sugli scarichi». (l.a.)           

Nella foto il recente evento Motor Legend Festival 

Autodromo e rumore, il giudice archivia il procedimento sull’esposto di Legambiente
Cronaca 7 Maggio 2018

Autodromo e rumore, in via dei Colli una barriera in vetro alta 5 metri e mezzo

Una barriera alta 5 metri e mezzo e lunga 185 all’altezza della variante alta su via dei Colli. Sarà in vetro con una base in calcestruzzo e avrà il compito di mitigare il rumore e proteggere le quattro case presenti, in sostanza simile a quelle che vengono posizionate lungo le autostrade o le massicciate delle ferrovie. L’intenzione è realizzarla entro l’estate.

«Stiamo integrando il progetto per soddisfare le indicazioni del Tavolo tecnico e la prossima settimana lo consegneremo per chiedere il permesso a costruire, sulla base di questo sarà avviata una conferenza dei servizi e speriamo di poter predisporre la gara all’inizio di giugno» precisa Stefano Manara, presidente del ConAmi, che ha in concessione l’autodromo imolese per conto del Comune.

Questa barriera acustica non è certo una novità. E’ prevista tra le «opere di mitigazione passiva» del rumore nel Piano di azioni redatto da Formula Imola Spa, società gestore dell’autodromo, già nel luglio del 2016 e recepito nel piano triennale degli investimenti del Consorzio. «Alla luce delle vicende giudiziarie che mettevano in dubbio la zonizzazione acustica comunale abbiamo preferito aspettare – motiva Manara -, poi quando a gennaio è arrivata la sentenza il Consiglio di Stato (sentenza che ha ribaltato la precedente decisione del Tar dando così ragione al Comune nella classificazione acustica rispetto al ricorso di Legambiente e alcuni residenti, ndr) abbiamo predisposto un progetto che è stato presentato il 13 aprile al Tavolo tecnico, nel quale siedono anche Arpae e Ausl. Al Tavolo si è valutata la soluzione che presenta la migliore efficacia acustica in rapporto ai costi e alla fattibilità. Non dimentichiamo che quella è una zona dove spesso il pubblico si posiziona dalla rete per vedere la pista, quindi si è preferito il vetro per non impedire la visuale e ridurre l’impatto paesaggistico» conclude Manara.

Il costo stimato è di circa 250 mila euro «a carico di ConAmi». (l.a.) 

Nella foto un tratto di via dei Colli interessato dal progetto

Autodromo e rumore, in via dei Colli una barriera in vetro alta 5 metri e mezzo
Cronaca 7 Maggio 2018

Nuova raccolta dei rifiuti a Castel Guelfo, gli informatori ambientali spiegano casa per casa

E” partita la campagna di comunicazione casa per casa per informare i cittadini sulle nuove modalità per effettuare la raccolta differenziata a Castel Guelfo. Gli informatori ambientali, che nelle prossime quattro settimane busseranno alle porte, sono cinque. Il loro compito sarà quello di spiegare le nuove modalità di raccolta, distribuire l’opuscolo informativo e il kit necessario, ossia due tessere elettroniche per aprire i cassonetti (cosiddetta carta smeraldo), la pattumiera per l’organico con una scorta di sacchi compostabili e un rotolo di sacchetti da 30 litri per l’indifferenziato, della dimensione giusta per l’imboccatura degli appositi contenitori.

Come riconoscere gli informatori? Ciascuno indosserà una pettorina gialla con la dicitura «assistente smeraldo» e un cartellino di riconoscimento fornito da Hera. In nessun caso possono accettare denaro e la consegna dei materiali può essere effettuata sulla soglia di casa, senza necessità di entrare all’interno. Se ci sono dubbi, è comunque possibile chiamare e chiedere conferma al servizio clienti gratuito Hera (800999500), attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 e il sabato dalle ore 8 alle 18, che dispone dell’elenco completo dei nominativi, a disposizione anche delle forze dell’ordine.

Le immagini degli informatori ambientali sono anche sul sito di Hera (www.gruppohera.it, sezione clienti, nella pagina dedicata ai servizi ambientali di Castel Guelfo). Dopo alcuni passaggi senza trovare nessuno in casa, gli informatori lasceranno un avviso con le indicazioni per ritirare direttamente il materiale.A questo proposito, verrà organizzato uno sportello temporaneo per il ritiro diretto dei materiali da parte delle utenze non trovate in casa e, a partire dal 9 giugno, sarà attivo uno sportello permanente a Castel Guelfo a cui rivolgersi per le tessere in caso di smarrimento, furto, mancato funzionamento, nuova attivazione, cessazione.La distribuzione interesserà complessivamente circa 2.370 utenze, di cui circa un sesto sono attività produttive.

I nuovi contenitori saranno posizionati a partire da giugno e per le prime settimane, fino al 30 luglio compreso, rimarranno comunque aperti per favorire un passaggio graduale al nuovo servizio. Dal giorno seguente, invece, sarà necessario utilizzare le tessere nominative per aprirli.Il sistema sarà molto simile a quello appena introdotto a Castel San Pietro e a Dozza e che, a breve, interesserà anche Mordano. In pratica, gli attuali contenitori saranno sostituiti da cassonetti per l’indifferenziato con calotta, cassonetti per plastica e lattine, carta e cartone, sfalci e potature, organico e, infine, una campana per il vetro. Ad esclusione di quest’ultima, si apriranno solo con la tessera nominativa. La nuova raccolta toccherà tutto il territorio di Castel Guelfo, frazioni e campagne comprese. Per le attività produttive che hanno grandi quantitativi di rifiuti sarà comunque possibile richiedere ulteriori contenitori in base al fabbisogno. (gi.gi.) 

Nelle foto gli informatori ambientali di Hera

Nuova raccolta dei rifiuti a Castel Guelfo, gli informatori ambientali spiegano casa per casa
Cronaca 7 Maggio 2018

Sergio Suzzi, presidente di No Sprechi: “Dopo quattro anni puntiamo a crescere rispondendo meglio ai bisogni degli utenti'

«Finita la fase di start-up, abbiamo visto che l’attività sta in piedi, è utile e ha margini di crescita. Ora per l’associazione si apre una fase di consolidamento e puntiamo a uno sviluppo per rispondere in maniera maggiore ai bisogni degli utenti». Sergio Suzzi, imolese, un passato lavorativo nel settore scuole del Comune di Imola e del Circondario, è il nuovo presidente di No Sprechi che succede a Bruno Faldi. Terminato il quarto anno di attività, l’associazione che nacque nella primavera del 2014 si affida dunque a una nuova guida per la fase di consolidamento e sviluppo della propria missione.

Suzzi, da sempre impegnato nel volontariato, da oltre un anno è uno dei 25 volontari impegnati nell’Emporio solidale di via Lambertini e nella Bottega del cotto di via Garibaldi gestiti da No Sprechi che raggruppa sette associazioni di volontariato imolese (Croce Rossa, Caritas, Auser, Anteas, San Vincenzo, Santa Caterina e Trama di Terra) che supportano a rotazione un totale di 501 famiglie composte da oltre 1.700 persone.

Presidente Suzzi, com’è arrivato alla No Sprechi?

«Sono impegnato nel volontariato da tanti anni, in diverse forme. Il contatto è stata tramite la parrocchia, Nostra Signora di Fatima, e la Caritas con cui collaboriamo. Mi hanno chiesto se ero interessato a provare quest’esperienza e dopo un anno mi hanno chiesto se me la sentivo di diventare presidente. Ho trovato un gruppo di volontari fantastico, ben organizzato e spinto da motivazioni vere, genuine. Per questo ho accettato la sfida importante che ci aspetta nei prossimi anni: dopo aver visto che funziona, dobbiamo consolidare l’attività e svilupparla».

Cosa serve per consolidare l’attività dell’associazione?

«Serve aumentare il giro degli approvvigionamenti e quindi delle imprese e dei volontari che sposino il progetto. Certamente la legge Gadda (che favorisce le donazioni attraverso una semplificazione burocratica e soprattutto sgravi fiscali, nda) e la collaborazione sempre maggiore col Banco Alimentare ci permettono di pensare».

Per sviluppo intende aumentare gli utenti?

«Anche, ma non solo. L’obiettivo principale è essere in grado a rispondere sempre meglio ai bisogni degli utenti che sono le fasce deboli della popolazione. Vorremmo aumentare il numero di prodotti, ma anche avere una maggiore varietà. Servirebbe aumentare, ad esempio, prodotti come olio, uova, zucchero e farina, ma anche per l’igiene della persona e della casa».

La No Sprechi ha appena compiuto 4 anni. Qual è il bilancio di questi primi anni?

«Nel 2014 abbiamo fatto fronte alle esigenze di 222 famiglie e 755 persone, mentre nel 2017 a 367 famiglie e 1.248 persone. Il totale delle famiglie assistite, che si alternano nel corso dell’anno, è di 501, ossia oltre 1.700 persone. Assistiamo ad un incremento costante. Da qualche mese abbiamo aperto anche la bottega del cotto e aumentato così il bacino d’utenza. I prodotti distribuiti da marzo 2014 a dicembre 2017 sono stati oltre 2.227 quintali, mentre di generi non alimentari 12.755 pezzi, perlopiù cancelleria e vestiti».

Nella foto IsolaPress il presidente della No Sprechi, Sergio Suzzi.

La versione integrale la trovate sul sabato sera in edicola.


Sergio Suzzi, presidente di No Sprechi: “Dopo quattro anni puntiamo a crescere rispondendo meglio ai bisogni degli utenti'
Cronaca 7 Maggio 2018

Melvin Jones Fellowship, premiato Marco Gasparri, il presidente della Fondazione Montecatone

Non per i tanti ruoli che ricopre bensi per l”impegno personale e sociale, anche Marco Gasparri, come Fabrizia Fiumi, è stato insignito da parte del Lions club Val Santerno di un Melvin Jones Fellowship, il massimo riconoscimento lionistico.

«Ricevere un riconoscimento come persona fisica e non come una delle giacche dei miei tanti ruoli non è solo piacevole, ma mi permette anche di dimostrare pubblicamente che l’impegno nei confronti del prossimo paga a livello curricolare oltre che personale». ha commentato Gasparri.

In ambito lavorativo, nel settore tecnologico, Gasparri è amministratore delegato dell’azienda Aepi e presidente della società Iprel Progetti. Inoltre è presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia Area Centro. In ambito sociale è attivo dal 2004, prima come consigliere delle scuole San Giovanni Bosco di Imola, dal 2011 anche come presidente della onlus Fondazione Montecatone.

«Dare agli altri è importante per la società ma anche per se stessi – commenta -. Allargare i propri orizzonti soprattutto a livello sociale, dedicandovi il proprio tempo, contribuisce alla crescita umana, personale e professionale anche più di un corso di formazione. Solo includendo fra le proprie esperienze anche quelle del mondo reale si diventa una persona completa».

Nell’esperienza di Montecatone Gasparri ha portato le proprie competenze e capacità organizzative e manageriali. Fra le attività che segue da vicino vi sono il servizio sociale nazionale e gli eventi attraverso cui Montecatone raccoglie fondi per i propri progetti solidali e si racconta alla città. «Quello che Montecatone dona a me è ben di più di quanto io faccio per questa eccellenza imolese – ammette Gasparri -. Prima per me era solo un luogo cui passavo davanti quando andavo in bici. Quando mi è stato chiesto di collaborare ai progetti della Fondazione Montecatone ho accettato mettendoci tutto me stesso ed anche la faccia in prima persona, come sono solito fare in tutte le cose. In breve tempo Montecatone è diventata un’esperienza di vita straordinaria perché é un luogo dove si lavora per trasformare il limite della disabilità in una nuova opportunità per l’individuo».

L”intervista completa a Marco Gasparri è su «sabato sera»del 3 maggio, insieme all”intervista all”altra imolese premiata, Fabrizia Fiumi.

Nella foto: Marco Gasparri (a destra) con il presidente del Lions club Val Santerno Gabriele Vassura

Melvin Jones Fellowship, premiato Marco Gasparri, il presidente della Fondazione Montecatone
Cronaca 7 Maggio 2018

Melvin Jones Fellowship, il riconoscimento a Fabrizia Fiumi, la presidente della Cri

Per l”impegno, la generosità e la disponibilità individuale nei confronti del prossimo e della società, il Lions club Val Santerno ha conferito il massimo riconoscimento lionistico, il Melvin Jones Fellowship, a due imolesi che si sono distinti nel proprio ambito territoriale operando in vari settori in armonia con gli scopi dell”associazione: una di questi è Fabrizia Fiumi.

Insegnante in pensione, già assessore del Comune di Imola (prima a Cultura e Turismo e poi ad Attività produttive, Relazioni internazionali e Pari opportunità), il motivo del conferimento del Melvin Jones Fellowship è da ricercarsi nei molteplici ruoli che Fabrizia Fiumi ricopre tuttora: prima donna ad essere diventata presidente del Comitato di Imola della Croce rossa italiana, oggi al secondo mandato; console del Touring club del territorio imolese; ambasciatrice dell’associazione Città del vino; e presidente del Cise, il Centro studi egittologici.

«Il trucco, se così si può dire, per trovare il tempo e la grinta per fare tante cose per il bene pubblico è cercare di fare le cose che piacciono, che appassionano – spiega l’interessata -. Ho amato insegnare, ho apprezzato l’impegno richiesto dalle cariche di amministratrice pubblica ed oggi continuo a provare passione per l’impegno sociale, culturale ed associativo. Per questo, anche se ricopro diversi ruoli contemporaneamente, trovo la grinta per mettere tutta me stessa in ciascuno di essi».

L’impegno verso la Croce Rossa, però, oggi è preponderante. «Quasi un impiego full time – ammette -. Non si tratta solo di gestire ambulanze e volontari ma anche di sensibilizzare i giovani su tematiche di salute e sociali e operare nei confronti delle persone svantaggiate con spirito di collaborazione, come quello che ci ha spinto a fondare l’emporio No sprechi insieme ad altre associazioni del volontariato».

Oltre all’impegno nella Croce rossa, la Fiumi è attiva nella divulgazione, da un lato attraverso il proprio ruolo con il Touring club del territorio imolese ed anche quale membro del Consiglio direttivo dell’associazione Città del vino.

L”intervista completa a Fabrizia Fiumi è su «sabato sera»del 3 maggio, insieme all”intervista all”altro imolese premiato, Marco Gasparri.

Nella foto: Fabrizia Fiumi con il governatore del distretto 108 Piero Augusto Nasuelli

Melvin Jones Fellowship, il riconoscimento a Fabrizia Fiumi, la presidente della Cri
Sport 6 Maggio 2018

Basket Andrea Costa, futuro ancora incerto per il capitano Patricio Prato: «Vorrei giocare ancora, Imola è la mia priorità»

Dopo presidente e coach, tocca… al capitano. Al termine della sua settima stagione in biancorosso, nella quale Patricio Prato è diventato il settimo di sempre per presenze (180) e ottavo per punti (2.064), c’è tanto da dire sul passato e sul futuro dell’italoargentino all’Andrea Costa. Un anno fa Prato finì in anticipo la stagione per un infortunio, mentre oggi il capitano biancorosso chiude l’annata sul campo, ancora da protagonista. «Sono assolutamente soddisfatto della nostra stagione – rivela il gaucho – anche se dispiace non essere andati ai play-off, che sarebbero stati la ciliegina sulla torta di questa bella cavalcata».

T’immaginavi una stagione del genere?

«A chi storce il naso per il mancato ingresso nelle prime 8, vorrei ricordare che partivamo da una squadra completamente ricostruita, con un nuovo tecnico, un sistema di gioco completamente diverso e dopo aver fatto tante scommesse. Ogni scelta si è rivelata azzeccata, abbiamo ribaltato ogni pronostico (non dimentico che tanti media ci davano per retrocessi la passata estate) e, salvandoci con largo anticipo, siamo arrivati a 30 punti che a ovest hanno significato i play-off».

Com’é stata la convivenza tra (molto) giovani e (molto) vecchi?

«Ho vissuto molto bene questa differenza generazionale, anche perché questi sono ragazzi in gamba, che insieme a noi “diversamente giovani” sono stati importanti per costruire un bel gruppo e una vera squadra, che poi sono state le armi principali per vincere e centrare l’obiettivo».

Quanto c’è di Cavina in questa stagione?

«Lui è stato il motore della nostra macchina e i risultati si sono visti. Noi però siamo stati bravi a seguirlo al meglio».

La sua conferma è fondamentale per Imola?

«Sarebbe un bel passo avanti, per il valore del coach, ma anche perché la continuità paga sempre. Sarebbe importante non ripartire da zero come guida tecnica».

A questi livelli ci puoi giocare tranquillamente anche l’anno prossimo?

«Mi sento bene e mi accorgo che riesco ancora a rendere come due o tre anni fa. Amo questo sport, mi piace stare in palestra, sentire il rumore delle scarpe sul parquet e sono molto motivato. Voglio giocare ancora».

C’è chi ha detto che prima di sostituirti bisogna pensarci due volte.

«Fa piacere sentire queste parole. Io sono in scadenza di contratto, ma l’Andrea Costa, con la quale si è creato un rapporto di grande stima, è la mia priorità. In futuro ci saranno da valutare tante cose e semmai trovare un accordo, ma oggi è difficile capire cosa succederà».

Allora ci rivediamo al raduno di agosto, per entrare ancora di più nella storia biancorossa?

«Me lo auguro, anche perché il prossimo sarà un campionato speciale, con tre promozioni e cinque retrocessioni. Bisogna vedere chi ci sarà e che squadra avremo, ma senza fare proclami».

p.p.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress): Patricio Prato

Basket Andrea Costa, futuro ancora incerto per il capitano Patricio Prato: «Vorrei giocare ancora, Imola è la mia priorità»
Sport 6 Maggio 2018

Imolese: 2-2 col Forlì, play-off con la Sangio

E’ finita 2-2 tra Imolese e Forlì, ultima partita di campionato che ha visto gli ospiti scappare via sul 2-0 e poi due perle di Belcastro a impattare un risultato che andava bene ad entrambe, finite rispettivamente seconda e terza dietro alla regina Rimini. Al quarto posto il Fiorenzuola e al quinto la Sangiovannese, prossima avversaria (pare lunedì 14 maggio alle ore 18, vista la contemporaneità con il Mondiale Superbike) dei rossoblù al Romeo Galli. Una Sangio che nella stagione regolare ha raccolto una vittoria in Toscana (2-1) e un pareggio a Imola (1-1) contro la squadra di Gadda.

Come detto, i forlivesi sono partiti subito forte, segnando in contropiede con Ferri Marini al 13’ e con Graziani al 20’. Ma poi è salito in cattedra sua maestà Belcastro, che al 25’ ha piazzato un destro a giro coi piedi subito dentro l’area e al 48’ ha infilato una punizione all’incrocio dalla sinistra. Nella ripresa unica vera occasione nei piedi dell’immarcabile Belcastro che ha preso un doppio palo, mentre Crema non è riuscito a ribadire in rete.

Per l’ultima di campionato, Gadda ha schierato un insolito 4-4-2 con Rossi in porta, difesa coi laterali Boccadamo e Guatieri e coi centrali Checchi e Crema. Centrocampo con (da destra a sinistra) Garattoni, Valentini, Miotto e Borrelli. Attacco con Belcastro e Pittarello. Alla mezzora del primo tempo Checchi è stato costretto ad uscire e al suo posto è entrato Franchini, mentre nella ripresa sono entrati via via Ferretti (per Belcastro), Garavini (per Pittarello), Tattini (per Miotto) e Galanti (per Garattoni). (p.z.)

Imola

Imolese: 2-2 col Forlì, play-off con la Sangio
Sport 6 Maggio 2018

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro

Il pareggio a reti bianche in casa del Villabiagio ha fatto toccare quota 70 in classifica all’Imolese. L’occhio ora è rivolto ai play-off, che si giocheranno dal 13 maggio. Prima però oggi ci sarà da affrontare il Forlì (stadio Romeo Galli, inizio ore 15), avversario mai banale nella storia rossoblù. Nell’attesa degli spareggi ci si continua a domandare perché l’Imolese quest’anno sia rimasta tagliata fuori dalla lotta per il primo posto con diverse giornate di anticipo. E lo abbiamo chiesto a Federico Carraro, 26 anni il prossimo 23 giugno, regista della squadra, arrivato nel novembre scorso dal Modena escluso in corsa dal campionato di serie C. «Innanzitutto dobbiamo prendere atto che il Rimini ha fatto un grandissimo campionato – ha risposto Carraro -. Migliore del nostro, che pure non è stato male, nonostante le tante sconfitte. Loro hanno perso solo tre volte, l’ultima quando avevano già vinto matematicamente il campionato».

Troppe sconfitte, ma anche una gran quantità di gol presi. Come te lo spieghi?

«Non riesco a darmi una spiegazione. Anche perché a livello di gioco non abbiamo mai subìto tanto gli avversari. Solo che alla prima occasione ci hanno quasi sempre fatto gol».

Adesso non restano che i play-off per sperare nel ripescaggio.

«Dobbiamo fare il massimo per vincerli. Primo per toglierci una soddisfazione che compensi almeno in parte la delusione del primo posto mancato. Secondo perché vincendoli conquisteremmo una buona posizione nella griglia dei ripescaggi».

Che giudizio dai alla tua stagione?

«Sotto l’aspetto della continuità, positivo. Non ho accusato infortuni e sono stato sempre impiegato dal mio arrivo a novembre. E questo, per uno che gioca nel mio ruolo, è importante. Per il resto penso di aver disputato buone partite e altre un po’ meno».

La tua futura maglia la immagini ancora rossoblu?

«Intanto bisogna vedere cosa pensano di me dirigenti e tecnici. E’ chiaro che se la loro voglia di far bene anche il prossimo anno si sposa con la mia, diventerebbe naturale continuare insieme. E’ ovvio che rimarrei più volentieri in serie C. Ma accetterei anche la D se, come penso, ci saranno di nuovo i presupposti per vincere il campionato».

Manca una giornata alla fine. Ed è quella del derby col Forlì, che potrebbe anche essere un avversario nei play-off. Quale è l’avversario più temibile sulla carta? 

«Intanto dobbiamo cercare di vincere quest’ultima sfida, perché per il discorso ripescaggio conta anche il numero dei punti in classifica. E poi, concludendo bene il campionato, affronteremmo con più fiducia i play-off. Abbiamo visto che la squadra che gioca il miglior calcio è il Fiorenzuola. Ma come organico è il Forlì ad essere più attrezzato, ed anche quello che, incontrandolo, può darci più fastidio».

Stando alla classifica attuale è la Sangiovannese l’avversario più probabile nella prima partita play-off.

«E’ sicuramente una squadra tosta e molto fisica. Però ricordo che in gennaio, nell’incontro di ritorno al Romeo Galli, la dominammo, nonostante il pareggio finale».

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress); Federico Carraro

Calcio, il regista dell'Imolese Federico Carraro analizza la stagione rossoblù e parla del suo futuro

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