Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Sport 10 Novembre 2018

Futsal B, alla Cavina non c'è storia e l'Imolese Kaos mantiene l'imbattibilità

Questa Imolese Kaos non conosce ostacoli e anche oggi conquista l”intera posta in palio, superando alla Cavina 10-3 il Cornedo (4 Liberti, 3 Tiago, doppietta di Gabriel e rete di Bueno). I rossoblù, quindi, dopo sei giornate guidano la classifica a punteggio pieno con 18 punti. Dietro solo il Miti Vicinalis tiene il passo a -2, mentre il Maccan Prata perde ulteriore terreno. 

La squadra di Carobbi tornerà in campo martedì 13 (ore 19) in casa per il terzo turno di Coppa della Divisione. Avversaria il Rieti, formazione di serie A che ha tra le sue fila l”ex Ic Futsal Marcio Borges. Sabato prossimo, invece, il campionato di B osserverà un turno di riposo (Vignoli e compagni sfideranno il 24 in trasferta il Pordenone) ma l”Imolese, in caso di vittoria contro i laziali, sarà impegnata a Massa Carrara contro i padroni di casa per gli ottavi di finale della manifestazione. (d.b.)

Tabellino

Imolese Kaos-Cornedo 10-3 (p.t. 6-2)

Imolese: Spadoni, Gabriel, Tiago, Castagna, Vignoli, Baroni, Salas, Bueno, Michelotto, Juninho, Paciaroni, Liberti. All. Carobbi.

Cornedo: Petkovic, Sbicego, Gonzato, Zanotto, Radujkovic, Aalders Marciano, Concato, Suksomkorn, Aalders Marinio, Rubega, Boscaro, De Chiara. All. Albertini.

Marcatori: 5” p.t. Gabriel (I), 6” Tiago (I), 7” Aalders (C), 9” Tiago (I), 12” Tiago (I), 12” Liberti (I), 13” Liberti (I), 15” Radujkovic (C), 1” s.t. Gabriel (I), 9” Bueno (I), 10” Liberti (I), 11” Liberti (I), 15” Sbicego (C).

Nella foto (dalla pagina facebook dell”Imolese Kaos): Gabriel

Futsal B, alla Cavina non c'è storia e l'Imolese Kaos mantiene l'imbattibilità
Cronaca 10 Novembre 2018

Operazione antidroga all'Alberghetti di Imola, trovati tre trincia tabacco con tracce di marijuana e uno spinello

Il ritrovamento di tre trincia tabacco con tracce di marijuana e uno spinello sono stati il risultato dell”operazione antidroga messa in atto dalla polizia di Imola per cercare di contrastare il consumo di stupefacenti tra gli adolescenti.

Il blitz è scattato ieri mattina, intorno alle 10, quando gli agenti si sono presentati all”Istituto professionale Alberghetti in viale Dante, in accordo con la dirigenza scolastica, insieme alle unità cinofile provenienti da Bologna e al cane Iago, pastore nero specializzato nel fiutare tracce di droga. Per prima cosa sono state fatte sgomberare le aule in modo che gli agenti potessero controllare liberamente tutti i locali, compresi gli zaini e gli effetti personali degli studenti. L”ispezione, in un secondo tempo, si è spostata anche nei bagni della scuola e negli spazi esterni. E” proprio nel bagno che il fiuto di Iago ha permesso di individuare uno dei tre trincia tabacco, mentre gli altri due sono stati trovati in giardino sotto le finestre delle aule. Uno spinello, invece, è stato recuperato sul davanzale di un”altra finestra.

Dopo circa un”ora il blitz è terminato e non risultano esserci indagati dal momento che non si può risalire ai possessori delle sostanze ritrovate. Non è un caso, però, che l”ispezione sia arrivata poche settimane dopo l”arresto del 30enne residente a Imola trovato in possesso di 17 chili tra hashish e marijuana (leggi la news) che probabilmente da lì a poco sarebbero stati immessi sul mercato, soprattutto tra i giovanissimi. Anche per questo motivo le forze di polizia assicurano che servizi di questo tipo proseguiranno nelle prossime settimane anche in altri istituti scolastici imolesi. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): un momento del blitz di ieri mattina all”Alberghetti di Imola

Operazione antidroga all'Alberghetti di Imola, trovati tre trincia tabacco con tracce di marijuana e uno spinello
Sport 10 Novembre 2018

Basket A2, il doppio ex Giacomo Sgorbati presenta il derby Le Naturelle-Ravenna

Il derby tra l’Andrea Costa e Ravenna è stato il suo pane nelle ultime tre stagioni, ma domenica 11 novembre lui non ci sarà e per quest’anno al «Ruggi» non ci metterà piede. Il 21enne imolese Giacomo Sgorbati ora gioca con la Fortitudo, ma nel 2015/16 vestì la maglia biancorossa e nelle due successive quella ravennate. Forse quello di domenica, tra Naturelle e OraSì, sarà un po’ il suo derby, anche se lui sarà sul campo del «palaBanca» di Piacenza con le Aquile bolognesi. «Definirlo il mio derby – ribatte Jack – è un po’ eccessivo, anche se sono state due squadre importanti (tra l’altro una della mia città) in cui ho giocato».

Chi è favorito?

«E’ impossibile dirlo, perché il campionato è altamente competitivo e poi tutte le sfide tra Imola e Ravenna sono sempre match molto tirati».

A cosa possono ambire le tue «ex»?

«Sono due piazze importanti e credo che possano puntare entrambe ai play-off».

A tre anni di distanza quali sono i tuoi ricordi della stagione a Imola?

«Sono tutti positivi, anche perché è stata una delle annate più belle della storia recente dell’Andrea Costa. Abbiamo raggiunto un traguardo inaspettato e, per me che ero alla prima stagione nel grande basket, è stato doppiamente importante».

E dei due anni a Ravenna cosa ricordi?

«Anche quelle sono state due annate da segno più, in particolare la prima, dove andammo oltre le aspettative. Forse siamo andati un po’ peggio l’anno scorso, quando abbiamo mancato i play-off, anche se poi abbiamo raggiunto le finali di Coppa Italia». (Piero Petrini)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”8 novembre.

Nella foto (Isolapress): Giacomo Sgorbati in maglia Fortitudo

Basket A2, il doppio ex Giacomo Sgorbati presenta il derby Le Naturelle-Ravenna
Sport 10 Novembre 2018

«Camminar per sagre», l'ultimo appuntamento con «Grani e Melograni» a Oriolo dei Fichi

Domani, domenica 11 novembre, prosegue «Camminar per Sagre», l’iniziativa di «IF Imola Faenza» che unisce trekking e scoperta dei sapori del territorio. L’ultimo dei 4 appuntamenti previsti è in occasione di «Grani e Melograni» a Oriolo dei Fichi, con ritrovo alle ore 8.45 e ritorno previsto per le ore 12.30. Il percorso si snoda sulle colline di Faenza, nella bella cornice della Torre di Oriolo, dove si svolge questa rassegna dedicata alle antiche colture locali: i grani antichi e le varietà del melograno.

I costi di partecipazione sono di 10 euro a persona (solo trekking con guida escursionistica) oppure 25 euro col pranzo compreso. E’ obbligatorio prenotarsi entro la sera precedente l’escursione, contattando Imola Faenza Tourism Company (tel. 0542-25413). Si raccomanda un abbigliamento adatto alla stagione e scarpe da trekking. (Redazione sportiva)

Foto tratta dal sito di «If Imola Faenza»

«Camminar per sagre», l'ultimo appuntamento con «Grani e Melograni» a Oriolo dei Fichi
Cultura e Spettacoli 10 Novembre 2018

Un «Sogno d'aria» per i più piccoli apre la stagione teatrale al Magazzino Verde di Medicina

Dopo la festa di apertura, entra nel vivo la stagione di teatro per bambini e ragazzi al Magazzino Verde di Medicina. Curata da La Baracca – Testoni Ragazzi, vede il primo spettacolo in cartellone domenica 11 novembre alle 16.30: si tratta di una produzione della stessa Baracca intitolata Sogno d’aria e dedicata ai bambini da 1 a 5 anni. Roberto Frabetti dà vita ad uno spettacolo poetico, pioniere del teatro per la prima infanzia, fatto di sorprese continue e basato su un gusto surreale per la libera associazione mentale e l’assurdo.

Un soffio d’aria anima gli oggetti, conducendo il protagonista in uno spazio nuovo, forse pieno di doni. «L’aria è l’elemento che dà vita: porta parole, odori, musica. Muta lo spazio, lo trasforma, rendendo pieno ciò che prima era vuoto» racconta Roberto Frabetti, autore e interprete di quello che è un omaggio all’emozione e alla curiosità, al piacere della scoperta, alla forza dell’immaginazione.

Biglietti: intero 6 euro, ridotto fino a 14 anni e soci Coop Reno 5 euro. Informazioni:  051/4153718 dal martedì al venerdì dalle 14 alle 17.

Nella foto Roberto Frabetti in scena

Un «Sogno d'aria» per i più piccoli apre la stagione teatrale al Magazzino Verde di Medicina
Sport 10 Novembre 2018

Basket C Gold, si avvicina il rientro di Daniele Casadei dopo l’infortunio: «Voglio tornare da protagonista»

Il 10 maggio, esattamente sei mesi fa, il crac al ginocchio sinistro durante gara-2 della semifinale play-off persa contro Ozzano, poi un susseguirsi di visite ed esami fino all’operazione al crociato del 16 giugno scorso e la lunga riabilitazione. Ora però l’attesa per rivedere Daniele Casadei in campo con la canotta giallonera è finalmente ai titoli di coda, per la gioia anche di coach Tassinari che ritroverà così il suo leader più carismatico. «L’intervento è riuscito perfettamente – spiega il lungo imolese -. Il dottor Lelli che mi ha operato è un luminare, oltre ad essere molto conosciuto nell’ambiente della pallacanestro».

Il bello (o il brutto dipende dai punti di vista) arriva però dopo.

«Il percorso di riabilitazione è lungo e tortuoso e con pochissimo tempo libero. Affidarmi alle cure dell’Isokinetic di Bologna, comunque, è stata la scelta migliore».

Sei in linea con la tabella di marcia prevista?

«I tempi clinici sono di 5-6 mesi, quindi direi di sì. Cinque anni fa mi operai al ginocchio destro ma, un po’ per l’età e un po’ per lo status da professionista, tornai in campo dopo soli 4 mesi. Finora mi sono aggregato al gruppo solo in qualche seduta atletica, ma nella pausa proverò anche qualche situazione di gioco». 

Hai cerchiato in rosso una data per l’esordio?

«Se tutto andrà come nelle previsioni sarà il 16 dicembre al Ruggi contro Ferrara».

Infortunato ma fin da agosto una presenza fissa nello spogliatoio e in panchina.

«Devo ringraziare la società che mi ha permesso fin da subito di far parte del gruppo, anche se è una tortura stare a bordo campo e non poter entrare».

Un’agonia che sta per finire…

«Non vedo l’ora, ma con il mio rientro serviranno aggiustamenti tecnico-tattici nel quintetto. So di essere una presenza ingombrante, ma dovremo essere bravi tutti a creare i giusti equilibri. Fin dal primo giorno mi hanno ripetuto che sarò un importante rinforzo invernale.».

Ora puoi dirlo. Hai mai pensato di appendere le scarpe al chiodo?

«Quando attendi l’esito della risonanza ti assalgono mille pensieri, compreso questo. Per fortuna è durato poco, sia per la mia voglia di tornare in campo che per la fiducia dimostratami dalla società. A 37 anni suonati credo di avere ancora qualcosa da dare al basket».

Pensi di essere ancora un valore aggiunto per questa squadra?

«L’inizio magari sarà difficoltoso e la tenuta atletica non sarà ottimale, ma di sicuro non giocherò in maniera remissiva. Voglio tornare da protagonista senza essere un peso, sperando che il mio fisico me lo conceda». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”8 novembre.

Nella foto (Isolapress): Daniele Casadei

Basket C Gold, si avvicina il rientro di Daniele Casadei dopo l’infortunio: «Voglio tornare da protagonista»
Cultura e Spettacoli 10 Novembre 2018

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso

E” in programma oggi 10 novembre, dalle 16 alle 18, una conferenza nella chiesa dell”Osservanza a Imola, con l”obiettivo di presentare il libro sulla storia del complesso monumentale e fare il punto sui lavori presenti e futuri.

La prima parte, dopo i saluti delle autorità, è dedicata alla presentazione del «Libro ove saranno notate le cose degne di memoria di mano in mano dalli reverendi padri Guardiani pro tempore per notizia de’ posteri, appartenenti a questo convento di Santa Maria delle Grazie, detto volgarmente dell’Osservanza dei padri Minori Osservanti ora Riformati di San Francesco, cominciando dall’anno 1466, in cui li sudetti religiosi furono chiamati in Imola», curato da Riccardo Pedrini, archivista Provincia di Sant’Antonio Ofm e pubblicato dall”editrice Il nuovo diario messaggero. La presentazione è introdotta e moderata dal vicedirettore dell”Archivio Diocesano, Andrea Ferri.

Nella seconda parte si procederà, invece, all”illustrazione dello stato dei lavori di recupero del complesso. Attualmente è in corso un intervento sul primo chiostro e sul santuario che contiene l”immagine della Madonna delle Grazie, finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Nel chiostro si sta procedendo al ripristino dell’intonaco, alla tinteggiatura e all’installazione di una illuminazione mirata a valorizzare al meglio le lunette affrescate, mentre nel santuario sarà realizzato un nuovo impianto di riscaldamento. Nell”occasione si farà il punto anche sui finanziamenti, tra i quali figura un cospicuo contributo concesso dalla Conferenza Episcopale Italiana. 

La parte dedicata ai lavori sarà aperta dal saluto del parroco di San Cassiano all’Osservanza, canonico Emilio Moretti, che lascerà poi la parola al canonico Antonello Caggiano Facchini, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, a Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza e a Stefania Campomori, progettista e direttore dei lavori delle opere di restauro.

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso
Cronaca 9 Novembre 2018

Ozzano, la crescita della Fatro dagli anni Quaranta ad oggi: 650 dipendenti nel mondo e 200 milioni di fatturato

La Fatro Spa continua a crescere. Non solo nella sua espansione territoriale, fresca dell’acquisto degli oltre 6 mila 800 metri quadrati in quel di Tolara di Sotto, ma anche come numero di dipendenti, che fanno dell’azienda una delle eccellenze industriali non solo del bolognese ma dell’intero Paese, dove il cuore degli affari sono i prodotti farmaceutici e i medicinali per animali, tra cui anche i vaccini. Non una goccia per l’uomo.

Fatro non è nuova ad acquisizioni monstre attorno alla propria sede di via Emilia. Lo scorso anno ha acquistato un tratto di via I Maggio per 930 mila euro per poter collegare comodamente e in sicurezza i vari capannoni sorti nel tempo, in particolare quelli che oggi formano il polo logistico. La Fatro è nata nel 1947, il nome è l’acronimo di Farmo-tecnica-romagnola. A Ozzano c’è dal 1963, quando Corrado Zaini, figlio del fondatore Gualtiero, spostò da Forlì la produzione e aprì lo stabilimento lungo la via Emilia.

Nel 2014, alla morte di Corrado, alla guida dell’azienda è subentrata la moglie, Silvana Dal Magro, che ha assunto la carica di presidente. Oggi nella sede ozzanese impiega 300 dipendenti in uno stabilimento che oggi copre i 100 mila metri quadrati. Nel resto del mondo ha altri sette impianti produttivi (in Spagna, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Uruguay, Argentina, India), più uno a Brescia destinato ai vaccini aviari. In tutto il globo impiega oltre 650 dipendenti, con un fatturato da 200 milioni l’anno, esporta in 92 Paesi e vanta 15 brevetti internazionali e prodotti esclusivi tra medicinali, vaccini e additivi per mangimi. Sono inclusi quelli per gli animali domestici e da compagnia non vendibili a banco, come il farmaco per prevenire la filariosi, pericolosa malattia parassitaria trasmessa dalle punture di zanzara, con conseguenze che possono essere letali. I materiali che compongo i farmaci per animali si attengono a protocolli di qualità che non hanno niente da invidiare a quelli per i farmaci umani.

Stesso discorso per la filiera delle forniture. Quando alcuni anni fa la Fatro fu accusata di utilizzare cartilagini di squalo provenienti dal mercato nero australiano, l’azienda rispose mostrando che le materie prime arrivavano da selezioni certificate e la polemica finì sul nascere.Colpisce il dato delle assunzioni. Dal 2011 i laboratori Fatro hanno aumentato il personale a tempo indeterminato di dieci – quindici unità ogni anno, quando altre realtà si trovavano nel periodo più duro della crisi economica. Il 63 per cento dei dipendenti sono donne, in gran parte si tratta di laureati e periti chimici. Per i figli dei dipendenti, l’azienda ha messo a disposizione una biblioteca e ha inserito in busta paga un bonus per l’acquisto di libri scolastici.

Stretto il rapporto con l’Università di Bologna, la cui facoltà di Medicina veterinaria, come noto, è proprio a Ozzano, in via Tolara di Sopra, a poche centinaia di metri in linea d’aria dagli uffici Fatro. A separarli c’è la via Emilia. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto un laboratorio di produzione Fatro

Ozzano, la crescita della Fatro dagli anni Quaranta ad oggi: 650 dipendenti nel mondo e 200 milioni di fatturato
Cronaca 9 Novembre 2018

Ozzano, la Fatro si è aggiudicata il terreno con il Camaroun per 905 mila euro. L'acquisto sarà perfezionato a breve

La vendita del terreno sul quale sorge l’Arci Tolara meglio noto come «Camaroun» di Ozzano è ormai cosa fatta. Si è aggiudicata il lotto la ditta Fatro Spa, che ha il suo quartier generale proprio nei pressi, sulla via Emilia, nella zona di Tolara di Sotto. Prezzo dell’operazione 905 mila euro, di poco superiore alla base d’asta.

«Per ora è in assegnazione provvisoria – spiega il sindaco Luca Lelli –, mancano solo i tempi tecnici della transazione». L’acquisto attende la certificazione obbligatoria antimafia rilasciata dalla Prefettura che dovrebbe arrivare nel giro di 30 giorni. Negli ultimi mesi ci sono già stati diversi contatti tra l’azienda e l’Amministrazione comunale, e sono state presentate alcune proposte su ciò che Fatro intende realizzare nell’area di 6.825 metri quadrati, 4 mila di superficie utile edificabile, con destinazione produttiva: c’è l’ipotesi di una mensa aziendale, ma anche quella di un parcheggio, sempre per i dipendenti Fatro.

«La vendita non è stata fatta a cuor leggero», confida Lelli, che dal 2000 al 2003 fu presidente della stessa Arci Tolara. Risale proprio a quegli anni l’inizio di una graduale modifica della viabilità intorno al Camaroun, dapprima con l’introduzione del senso unico su quel tratto di via Tolara di Sotto a seguito della realizzazione della grande rotonda sulla via Emilia fino alla chiusura della strada, per finire con la vendita di un intero tratto di via I Maggio un anno fa, acquistato sempre dalla Fatro, che vi ha costruito attorno il suo polo logistico. Il circolo Arci risentì parecchio dei vari passaggi: il locale si trovò isolato, sempre meno clienti nel bar, una volta frequentatissimo dai lavoratori della zona, e a poco è servito l’abbassamento del canone d’affitto che il Comune chiedeva, ridotto da 16 mila a 3 mila euro l’anno. «Siamo consapevoli che l’Arci Tolara rappresenta ancora oggi un valore storico per molte persone non solo ozzanesi, specie tra i frequentatori della sala da ballo, ma ci teniamo a dire che non tutto è finito».

Il «Camaroun» era un luogo storico, che in passato ha visto passare celebri personaggi come Claudio Villa. Ma non tutto è perduto per gli appassionati del rito della Filuzzi in quel di Ozzano. «La sala Primavera di via Galvani è disponibile da subito a ospitare serate di ballo e musica, e mi auguro che possa essere sfruttata di più», dichiara Lelli. La sala si trova nel centro del capoluogo, non gode di un ottimo parcheggio, ma è facilmente raggiungibile. Anche la sala Primavera, tra l’altro, fa parte dell’Arci, ma di Ozzano non di Tolara.

A questa soluzione se ne sta affiancando un’altra, che Lelli descrive come «obiettivo finale di questo mandato» (le elezioni amministrative sono previste a metà del 2019). «Abbiamo avviato dei contatti con la proprietà della Villa degli Alpini in via Collegio di Spagna. Avremmo voluto acquistare l’area per ristrutturare l’edificio ma non ci è stato concesso. Dunque, puntiamo ad una concessione di lunga durata, con l’obiettivo di costruire, comunque, una nuova struttura da destinare ad attività ludiche e ricreative».  (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il polo logistico Fatro a Tolara di Sotto

Ozzano, la Fatro si è aggiudicata il terreno con il Camaroun per 905 mila euro. L'acquisto sarà perfezionato a breve
Cronaca 9 Novembre 2018

Contro la rotonda Scania-Marconi di Castel San Pietro 380 firme. Il sindaco: «Farà diminuire l'inquinamento»

L’annunciata rotonda al posto del semaforo all’incrocio tra le vie Scania e Marconi ha raccolto oltre trecentottanta «no». Non sono poche le firme contrarie al progetto e consegnate al sindaco Fausto Tinti, secondo il quale però, la rotatoria sarebbe «strategica per la riduzione del traffico e dello smog all’interno di una più complessa riorganizzazione della viabilità» che comprende anche nuove ciclabili (lungo le vie Colombarina e Grandi) e sensi unici (nelle vie Tosi e Tanari), come raccontato sul «sabato sera» del 18 ottobre.

Stando alla lettera dei cittadini, invece, sarebbe meglio mantenere il semaforo perché la realizzazione della rotonda causerebbe prima di tutto l’abbattimento di diversi tigli e il ridimensionamento del giardinetto di via Volturno, creando un impatto negativo sulla percezione visiva delle mura storiche vicine al giardinetto, inoltre si metterebbe a rischio la salute dei cedri di fronte alla biblioteca.

«Alcuni punti della lettera li condividiamo – risponde Tinti -, le antiche mura, oggi lasciate a loro stesse ed utilizzate solo per le affissioni comunali, sono da valorizzare quale bene culturale, così come è importante salvaguardare il patrimonio del verde urbano. Per quanto riguarda le mura occorre un progetto – aggiunge il sindaco – di cui ci occuperemo. Invece sul tema dell’ambiente e della salute, vorrei sottolineare che abbiamo commissionato uno studio sulle emissioni inquinanti da parte dei veicoli all’incrocio Marconi-Scania che dimostra come in quella zona il traffico stimato è di oltre diecimila veicoli al giorno, quasi 4 milioni all’anno. La rotonda poterà ad un risparmio fra le 10 e le 24 tonnellate di anidride carbonica (CO2), mentre se facessimo affidamento sulla capacità di assorbimento da parte degli alberi ne servirebbero dai 100 ai 240 esemplari».

Gli alberi che dovrebbero essere abbattuti sono in tutto sei, cinque platani e un tiglio. «E ricordo – aggiunge Tinti – che, come da prassi, saranno comunque posizionate altrettante nuove piante nel territorio comunale». (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Contro la rotonda Scania-Marconi di Castel San Pietro 380 firme. Il sindaco: «Farà diminuire l'inquinamento»

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