Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Sport 5 Dicembre 2018

Sarà un 2019 pieno di grandi novità per il Golf Club Le Fonti di Castello. Intervista al presidente Ivano Serrantoni

Si va a scuola, al Golf Club Le Fonti, per imparare lo swing, il gioco lungo, il gioco corto ed il put, ma anche il gioco sul percorso. Da gennaio 2019 sarà Enrico Trentin, 44 anni di Bassano del Grappa (Vicenza), professionista e allenatore di atleti dilettanti e professionisti (52 titoli italiani e 24 internazionali vinti) ad aiutare gli «allievi» di tutte le età, in collaborazione con altri due giocatori professionisti: Giovanni Dassù ed Emanuele Lattanzi (da oltre 15 anni «maestro» a Le Fonti).

Il presidente del Circolo Le Fonti, Ivano Serrantoni, ha presentato il «team» della Golf Academy (di cui fanno parte anche Marco Crespi e Gregory Molteni) ad un’interessata platea di giocatori (soci e non soci) che ha gremito la sala riunioni della Club House di viale Terme. Partendo dalla premessa che… «Nel 2022 in Italia ci sarà la Ryder Cup e purtroppo stiamo notando un’energia troppo sopita per un avvenimento di portata mondiale, che potrà dare un’immagine importante al golf italiano» e che… «In dieci anni al Golf Le Fonti abbiamo organizzato una decina di eventi nazionali ed internazionali», il presidente Serrantoni ha poi spiegato «il perché di questa Golf Academy», in un’ottica di «situazioni sempre nuove e sempre diverse per i nostri soci, ai quali quest’anno abbiamo anche abbassato le quote sociali». «Con la Enrico Trentin School – ha continuato Serrantoni – vogliamo cambiare il concetto di questi anni, nei quali il maestro-professionista rimane in campo pratica ed attende l’allievo-cliente… E’ sbagliato! Occorre andare incontro al cliente, utilizzando tutte le attrezzature tecnologiche possibili, pensando di approcciarsi all’allievo in funzione dei suoi desideri e delle sue ambizioni anche in base a corporatura, età, impegno. Ragionare per obiettivi è fondamentale in questa didattica: facendo il mio caso, ho chiesto a Trentin di poter avanzare il colpo di 20 metri, per ora me ne ha concessi 15, verificando se l’obiettivo è raggiungibile».

Quello castellano è uno dei pochissimi campi di golf in Italia di proprietà comunale, grazie ad un accordo pubblico-privato che sul finire degli anni ’90 vide protagonisti l’Amministrazione comunale e l’imprenditore Giuseppe Bombi (titolare della Cicli Cinzia, nonché sponsor delle principali società sportive castellane, calcio e ciclismo in particolare). Grazie a questa sinergia fu realizzato l’impianto golfistico castellano e dall’anno 2000 (inaugurazione) ad oggi, al Club Le Fonti sono «nati» oltre 5.000 nuovi giocatori, con una buona percentuale di giovani e donne. Serrantoni ha quindi ricordato che: «Dal 2007 il Golf Le Fonti è stato nominato dalla Federazione italiana golf come Centro Tecnico Federale Femminile, un progetto importante che continua con la nomina per il Circolo di Punto Rosa e che prevede programmi ed eventi per il golf femminile. Anche la Golf Academy di Trentin sarà punto cardine del progetto federale Il Golf è donna».

Si possono chiedere informazioni sulla Golf Academy e prenotare le lezioni alla segreteria del Golf Club Le Fonti (tel. 051-6951958, mail: info@golfclublefonti.it). (s.d.f.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 29 novembre.

Nella foto (Isolapress): una veduta del Golf Club Le Fonti di Castel San Pietro

Sarà un 2019 pieno di grandi novità per il Golf Club Le Fonti di Castello. Intervista al presidente Ivano Serrantoni
Cronaca 5 Dicembre 2018

Cent'anni fa nasceva Arduino Capra, già vicesindaco di Imola. Il ricordo ieri in consiglio comunale

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha ricordato ieri, in apertura di consiglio comunale, la figura di Arduino Capra in occasione del centenario della nascita che cade oggi, 5 dicembre.

Capra, scomparso il 19 settembre 2009, è stato vicesindaco di Imola dal 1956 al 1980, con quattro diversi sindaci: Veraldo Vespignani, Amedeo Ruggi, Enrico Gualandi e Bruno Solaroli. Negli ultimi anni della sua vita attività politico-amministrativa ha ricoperto la carica di presidente delle Ami (le allora Aziende Municipali di Imola).

La Sangiorgi lo ha ricordato con queste parole: «Un uomo sempre disponibile al confronto, rispettoso delle idee degli altri in quanto portatrici di possibili migliorie per la collettività. Un modello ed un contributo importante, ancora oggi, per il patrimonio della nostra comunità».

Nel corso della breve cerimonia la prima cittadina ha consegnato alla moglie e ai famigliari di Arduino Capra una pergamena a ricordo del loro congiunto.

Nella foto la consegna della pergamena alla moglie di Arduino Capra da parte della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi

Cent'anni fa nasceva Arduino Capra, già vicesindaco di Imola. Il ricordo ieri in consiglio comunale
Sport 5 Dicembre 2018

Una stagione di successi per la società imolese Bike Innovation tra le «ruote grasse»

Anche il 2018, così come accaduto nella stagione precedente, ha sorriso al team Bike InnovationFocus Rosti, società che da un paio di stagioni svolge attività professionistica nella mountain bike (disciplina Marathon). Un team imolese a tutti gli effetti, a partire dallo staff: il presidente è Nicola Treggia, imprenditore nel campo dell’import-export di macchine movimento terra con la sua Nikex; responsabile della cura di bici e materiali è Gianluca Salieri, titolare del negozio Bike Innovation di via del Lavoro; logistica e segreteria sono affidate a Ilaria Sabbatani. E’ di Imola anche il team manager Matteo Baldissarri, titolare di Hand Made, che dopo qualche anno da direttore sportivo degli Allievi della Santerno Fabbi, è passato alle «ruote grasse» nel 2017 per la nuova avventura tra i professionisti della mountain bike.

Matteo Baldissarri, un bilancio di questo 2018?

«Ci siamo fatti valere, alla pari con i grandi team Marathon. Abbiamo partecipato a 28 gare, in Italia e all’estero, da metà febbraio a ottobre, ottenendo complessivamente 14 successi, altri 6 podi e 3 convocazioni in Nazionale con i nostri 3 atleti professionisti».

E’ stata ancora protagonista Maria Cristina Nisi, che nel 2017 aveva ottenuto 21 successi e il 13° posto ai Mondiali.

«Vero, anche nel 2018, nonostante una frattura al polso a inizio stagione, ha vinto ben 13 volte. In più, ha chiuso al 5° posto agli Italiani, oltre ad arrivare 17ª assoluta al mondiale e 10ª all’Europeo».

E a livello maschile?

«Anche qui ci siamo confermati ai vertici. Il toscano Elia Favilli, che abbiamo fatto esordire in mountain bike nel 2017, dopo sei stagioni da professionista su strada, ha vinto quest’anno la Granfondo Montefaeta, poi un 2° e un 3° posto, il 18° agli Italiani e il 23° agli Europei. Tante belle prestazioni anche per Martino Tronconi di Marradi, impreziosite dall’exploit del 2° posto alla Sellaronda Hero a Selva di Val Gardena, una delle gare più difficili in assoluto, e dalla partecipazione ai Mondiali Marathon».

Prospettive per il 2019?

«Al momento è stato confermato l’ingaggio del ligure Cristiano Salerno, classe 1985, passato alla mountain bike nel 2016 dopo nove anni da pro su strada e già stabilmente in Nazionale Marathon. Oltre a lui, siamo in trattativa con un’atleta che sostituirà Maria Cristina e un Under 23 che cercherà di non far rimpiangere Martino».

Una macchina organizzativa impegnativa, ma le soddisfazioni non mancano.

«Nei fine settimana di gare ci muoviamo con un furgone, un camper e un’auto, il gazebo da 36 metri quadrati per ospitare i tre professionisti, i due meccanici, lo spazio hospitality sponsor e l’area dedicata agli amatori, che partecipano alle gare partendo poco dopo i pro, suddivisi in griglie. Quest’anno ho fatto 30mila km in macchina… se considero solo quelli percorsi nei week-end». (ma.ma)

L”articolo completo su «sabato sera» del 29 novembre.

Nella foto: il team manager Matteo Baldissarri

Una stagione di successi per la società imolese Bike Innovation tra le «ruote grasse»
Cronaca 5 Dicembre 2018

L'orologio del Comune per ora non funziona, serve un intervento per adeguare ingranaggi vecchi di due secoli

Servirà ancora tempo per rivedere in funzione l’orologio del palazzo comunale di Imola. Il sopralluogo organizzato dall’Amministrazione comunale con Giorgio Trebino, titolare dell’omonima azienda di Uscio (Genova), specializzata in questo settore a livello internazionale, ha infatti messo in luce problematiche di funzionamento che richiedono uno specifico intervento.

«L’azienda – ha fatto sapere l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio – ha valutato l’ipotesi di inserire un nuovo sistema di movimentazione elettrica dei quattro quadranti, perché gli ingranaggi di trasmissione del movimento, che sono ancora quelli originali del 1838, non sono più idonei».

Per questo motivo lo stesso Minorchio ha annunciato che la ditta Trebino farà pervenire al Comune un preventivo per realizzare l’intervento, precisandone costi e tempi. Solo a quel punto la Giunta deciderà se procedere per far tornare in funzione l’orologio, che fu costruito quasi due secoli fa dai fratelli Domenico e Stanislao Cavina di Civitella di Romagna e donato alla città dal francese Ippolito Guichard, ufficiale napoleonico rimasto poi a vivere a Imola.

I meccanismi e gli ingranaggi che costituivano il motore dell’orologio meccanico del 1838 furono sostituiti nel 1976 con un orologio elettronico della ditta Melloncelli di Sermide (Mantova), poi nel 2002 tale cuore meccanico fu sostituito da un nuovo motore elettronico automatico della ditta Trebino. Gli ingranaggi che muovono le lancette dei quadranti e le aste di collegamento con il servomotore sono, invece, ancora quelli del 1838. 

Nella foto Giorgio Trebino durante il sopralluogo

Imola

L'orologio del Comune per ora non funziona, serve un intervento per adeguare ingranaggi vecchi di due secoli
Sport 5 Dicembre 2018

Stasera la stagione allo Stignani si apre con «Questi fantasmi!» di De Filippo

Questi fantasmi! è una delle commedie più importanti di Eduardo De Filippo, tra le prime ad essere rappresentata all’estero nel 1955: unisce comicità e tragedia giocando, nel più classico dei temi eduardiani, sulle «maschere» degli uomini. Con questo lavoro scritto nel 1945 inaugura la stagione 2018/2019 del teatro Stignani di Imola: dal 5 al 9 dicembre sarà infatti in scena una produzione di Elledieffe, la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo oggi diretta da Carolina Rosi, con la regia di Marco Tullio Giordana. «Ho deciso di affidare il testo – ha dichiarato Carolina Rosi – alla preziosa ed attenta regia di Marco Tullio Giordana perché sicura che ne avrebbe esaltato i valori ed i contenuti, che avrebbe abbracciato la compagnia e diretto la messinscena con lo stesso amore con il quale cura ogni fotogramma». In scena ci saranno Gianfelice Imparato, nel ruolo di Pasquale Lojacono, affiancato da Carolina Rosi (Maria, sua moglie) e da Nicola Di Pinto (Raffaele, portiere), Massimo De Matteo (Alfredo Marigliano), Giovanni Allocca (Gastone Califano), Paola Fulciniti (Armida), Gianni Cannavacciuolo, fino ai giovanissimi Federica Altamura, Andrea Cioffi e Viola Forestiero.

Biglietto da 15 a 30 euro, ridotto da 12 a 25, fino a 20 anni 11 euro. Info: 0542/602600 o www.teatrostignani.it

Nella foto: un momento dello spettacolo

Stasera la stagione allo Stignani si apre con «Questi fantasmi!» di De Filippo
Cronaca 5 Dicembre 2018

Vede tre uomini sospetti girare attorno al capannone, titolare di una ditta di Medicina colpito con un pugno

I titolari di una ditta di Medicina hanno notato due uomini che giravano attorno al capannone della ditta. Sono usciti e li hanno inseguiti ma è arrivato un terzo che ha colpito con un violento pugno al volto uno dei due titolari. E’ accaduto venerdì scorso in via Fabbri. I due soci si sono attardati in azienda e sulle 19 hanno visto le due figure muoversi furtivamente fuori dall’edificio. A quel punto sono usciti in cortile e hanno chiesto agli estranei cosa stessero facendo, le due figure hanno iniziato a scappare, ad un certo punto dal buio è sbucato il terzo che ha sferrato il pugno, poi si è dileguato insieme agli altri. 

Questa la ricostruzione dei carabinieri che stanno cercando di dare un volto e identificare i tre uomini, molto probabilmente dei ladri che pensavano di poter approfittare del buio e di un capannone già vuoto oppure stavano facendo un sopralluogo con l’intenzione di agire in un secondo momento. Per ora le informazioni sono scarne, la ditta non ha telecamere ma i militari sperano di recuperare qualche immagine da altri apparecchi di videosorveglianza dei dintorni. (l.a.) 

Vede tre uomini sospetti girare attorno al capannone, titolare di una ditta di Medicina colpito con un pugno
Cronaca 4 Dicembre 2018

All'ex Beccherucci già effettuata la demolizione che consentirà di riaprire la strada a doppio senso

Sono entrati nel vivo i lavori all”ex Beccherucci, lo stabile di proprietà di ConAmi all”angolo tra via Selice, via della Resistenza e via Galvani a Imola. Come si vede dalla foto del cantiere è stata infatti effettuata la demolizione dello spigolo esterno dell”edificio, necessaria per consentire la riapertura del doppio senso di marcia sulla via Selice e il ripristino dell’immissione del traffico in uscita dalla via Selice stessa sulla rotatoria (al momento è possibile solo entrare dalla rotatoria in direzione centro).

I lavori, finanziati dal ConAmi, sono stati affidati a seguito di una procedura di gara alla ditta Br Demolizioni srl di Bra (Cuneo) in quanto l’impresa, tra le migliorie offerte in sede di gara, aveva proposto anche di attuare la demolizione con pinze demolitrici comandate a distanza dagli operatori. Questo metodo, a differenza della classica demolizione con martello pneumatico, è stato ritenuto preferibile in sede di gara perché limita fortemente gli impatti di rumore e vibrazioni, oltre a garantire maggiore sicurezza per gli addetti al cantiere.

L”importo dell”intervento, il cui termine è previsto entro l”anno, è di poco inferiore ai 90.000 euro.

All'ex Beccherucci già effettuata la demolizione che consentirà di riaprire la strada a doppio senso
Cronaca 4 Dicembre 2018

Il progetto della ciclabile di Villa Fontana ha ottenuto un contributo dalla Regione di 400 mila euro

Buone notizie per la frazione di Villa Fontana. Il progetto di 2,5 chilometri di ciclabile, presentato dal Comune di Medicina, è stato inserito tra i 29 finanziati dalla Regione (su 86 presentati). Per la precisione è risultato quindicesimo e ha ottenuto 400 mila euro di contributo su un totale di 800 mila.

Il bando, complessivamente, metteva a disposizione 9 milioni per il potenziamento della mobilità ciclopedonale regionale e Medicina si è aggiudicata l’importo massimo presentando una progettazione condivisa con il Consiglio comunale e soprattutto con la Consulta della frazione.

Il tracciato, che dovrà essere appaltato entro il 2019, parte dalla scuola elementare nuova di Villa Fontana e arriva fino a via del Piano. Questa ciclabile è pensata per integrarsi con le altre esistenti (come il tratto da via Bergianti fino a via Fava, recentemente riqualificato) o a quelle in via di realizzazione (come quella compresa nella riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria). In sostanza una ciclovia che arriverà fino a Ganzanigo passando per Medicina, già inserita nel Biciplan della Città Metropoli-tana come itinerario cicloturistico di valore regionale.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto lavori in corso per la ciclabile dietro l”ex stazione verso Ganzanigo

Il progetto della ciclabile di Villa Fontana ha ottenuto un contributo dalla Regione di 400 mila euro
Cronaca 4 Dicembre 2018

La Regione finanzia il 70% della ciclabile di Ozzano che collega la stazione con Ponte Rizzoli

Il progetto relativo alla ciclabile che collegherà la stazione ferroviaria di via dello Sport al centro abitato della frazione di Ponte Rizzoli ha ottenuto un finanziamento della Regione Emilia Romagna pari al 70 per cento dell’importo totale dei lavori. In termini economici, stiamo parlando di un intervento che avrà un costo complessivo di 450 mila euro, di cui solo 135 mila saranno a carico dell’Amministrazione comunale.

In verità, la realizzazione è ipotizzata su sei stralci in un tratto complessivo di 3,15 chilometri, ma solo quattro sono a carico dell’Amministrazione comunale mentre due sono stati inseriti in interventi già previsti. Il tratto a nord del sottopasso autostradale fino all’intersezione con gli Stradelli Guelfi, ad esempio, per un totale di circa 800 metri, è a carico dei lottizzanti che parteciperanno all’Area produttiva ecologicamente attrezzata (Apea) di Ponte Rizzoli, mentre quello che va dall’innesto degli Stradelli Guelfi con via Tolara di Sotto fino al centro abitato della frazione, per circa 330 metri, è stato inserito nelle opere compensative derivanti dalla realizzazione della quarta corsia dell’A14.

In capo al Comune, e al finanziamento regionale, rimane un tratto di circa 3 chilometri. «L’importo è molto contenuto non perché cercheremo di risparmiare sulla qualità dei materiali – ci tiene a sottolineare il sindaco Luca Lelli -, ma perché utilizzeremo in parte via Marconi, che sarà trasformata in ciclopedonale mantenendo l’accesso per i veicoli dei residenti e ai mezzi agricoli». Una volta completato anche questo tracciato, Ozzano raggiungerà «la dotazione di 1,5 metri di ciclopedonale per abitante previsto dal Piano aria integrato regionale per il 2020» conclude Lelli.

Nella foto il tracciato complessivo della ciclabile con i sei tratti evidenziati

La Regione finanzia il 70% della ciclabile di Ozzano che collega la stazione con Ponte Rizzoli
Cronaca 4 Dicembre 2018

Ciclabili, lavori in corso in via Lume e sulla via San Francesco per unire Mordano alle frazioni

Paese che vai, ciclabile che trovi. A Mordano da qualche mese sono aperti due cantieri nel progetto denominato «collegamento ciclabile città-pianura» e riguardano sia il tratto di un chilometro che collegherà Bubano con la borgata di Chiavica, passando per via Lume e via Colombarone Canale, sia quello su via San Francesco (lato cimitero) che, unendosi con quella già esistente, porterà sempre dalla frazione fino al centro di Mordano. Entrambe le ciclopedonali vengono realizzate dalla cooperativa imolese Cti a fronte di 910 mila euro, comprensivi di Iva, espropri e spese tecniche. «Nel consiglio comunale del 21 novembre – esordisce il sindaco Stefano Golini – abbiamo destinato 165 mila euro dell’avanzo di bilancio per alcune aggiunte in tema di ciclabili, ovvero l’allargamento del marciapiede ciclopedonale di Bubano su via Lume nel lato del canale (dalla rotonda sulla Cavallazzi in direzione dell’abitato) e la sistemazione di quello in via Bacchilega a Mordano. Inoltre sarà rifatta la segnaletica orizzontale esistente».

L’obiettivo è completare le opere entro febbraio del prossimo anno, salvo ritardi dovuti alle condizioni meteo. Soffermandosi sulla ciclabile in direzione di Chiavica si può notare la presenza, come da progetto originario, di un tratto che sale leggermente sull’argine del canale che «dovrebbe avere una pendenza massima non superiore all’8 per cento» sottolinea Golini, che rimarca come la larghezza di via Lume «rimarrà identica». A sfatare il fatto che, a prima vista, si potrebbe pensare il contrario. In effetti la via Lume non è una strada ampia, anzi, spesso è considerata troppo stretta in proporzione al traffico che la interessa. Il sindaco assicura che la ciclopedonale non modificherà in alcun modo la carreggiata: «Le righe laterali bianche presenti rimarranno al loro posto. Non è in programma nemmeno una riasfaltatura, in quanto l’ultimo intervento risale a pochi anni fa».

Metro alla mano, la nuova ciclabile ha una larghezza media (cordoli esclusi) di 2,40 metri, «si restringe nei tratti in cui l’argine del canale è più stretto, però non scende mai sotto i due metri» dice Golini. Invece il piano carrabile all’interno delle due strisce laterali di margine è di 5,10 metri (troppo pochi, ad esempio, per prevedere una linea di mezzeria). Su quel pezzo di via Lume, quindi, si viaggerà su tre corsie quasi identiche: due a disposizione dei mezzi a motore e una per biciclette e pedoni. L’articolo 182 del Codice della strada dispone che, qualora esista una pista ciclabile questa debba essere utilizzata dai ciclisti, ma non sempre questo accade. Ma il timore è ritrovarsi le bici sulla strada nonostante l’ampia pista a loro disposizione. «Sarà difficile immaginare gruppi numerosi di cicloamatori percorrere la nuova ciclabile di via Lume, vista la brevità del tratto» commenta il primo cittadino. Su via San Francesco la situazione è diversa. I lavori sono partiti in un secondo tempo perché fanno parte di uno stralcio successivo. La nuova pista «sarà larga sempre 2 metri e mezzo, con 50 cm di cordolo e sarà caratterizzata da asfalto rosso, come su via Lume e sul tratto già esistente sulla San Francesco». La sede stradale, però, «sarà spostata dall’attuale tracciato di circa un metro e mezzo a nord – conclude il sindaco – dove ora c’è il marciapiede di autobloccanti, mentre sul lato sud sorgerà la ciclopedonale». (d.b.)

Nella foto (di Davide Benericetti): la pista ciclopedonale in costruzione su via Lume

Ciclabili, lavori in corso in via Lume e sulla via San Francesco per unire Mordano alle frazioni

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