Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 18 Aprile 2019

Il premio “La Torre' del Comune di Ozzano alla campionessa Paola Tattini e al volontario Santolo Marzulli

Il premio “La torre” è il riconoscimento che l’Amministrazione comunale ozzanese conferisce a coloro che si distinguono per meriti letterari, storici, artistici, sportivi, economici, scientifici o per l’impegno civile e nel volontariato. Istituito con delibera consiliare nel febbraio del 2004, il premio consiste in una formella in argento raffigurante la torre di San Pietro, simbolo del Comune di Ozzano dell’Emilia, opera d’arte realizzata dalla ditta ozzanese «A.Artistico» di Cristina Righi.

La 6ª edizione si è svolta lo scorso 27 marzo. Di fronte al Consiglio comunale riunito, il premio è stato conferito a Paola Tattini per meriti sportivi e a Santolo Marzulli per il suo impegno nel volontariato. «Paola Tattini – ha motivato il sindaco Luca Lelli – è una super campionessa nel tiro a volo, disciplina nella quale ha vinto, negli anni, titoli mondiali ed europei».

Santolo Marzulli (conosciuto come Sandro), invece, è un ex dipendente comunale ora in pensione che è diventato un pilastro del volontariato e un prezioso punto di riferimento per l’Amministrazione comunale e per la collettività. Assistente civico dal 2015, affianca la Polizia municipale nel controllo della sicurezza nelle manifestazioni esterne, nel controllo del ter-ritorio e negli attraversamenti stradali davanti alle scuole. «La sua grande disponibilità e il suo spiccato senso civico – ha tenuto a rimarcare il sindaco Lelli – li ha dimostrati anche in occasione dell’apertura temporanea del centro di prima accoglienza di via Liguria dove quotidianamente ha affiancato l’Amministrazione comunale nella gestione e coinvolgi-mento dei migranti in lavori socialmente utili. Il Comune di Ozzano dell’Emilia lo ringrazia per la sua impagabile attività di volontariato». (r.cr.)

Nella foto la consegna del premio a Marzulli e Tattini

Il premio “La Torre' del Comune di Ozzano alla campionessa Paola Tattini e al volontario Santolo Marzulli
Cronaca 18 Aprile 2019

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi di Regione, Hera e Conami. La discarica rimane chiusa

La discarica Tre Monti rimane chiusa. Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi di Regione, Hera e ConAmi contro la sentenza del Tar che a gennaio 2018 ha bocciato l’ampliamento «volumetrico in sopraelevazione» dell’impianto di via Pediano e l’autorizzazione della Regione stessa che, come previsto dal suo piano regionale dei rifiuti aumentava la capienza per ulteriori 375 mila tonnellate. I magistrati della quarta sezione li hanno ritenuti «non fondati». Chiaramente soddisfatte le associazioni Wwf, Panda Imola e Legambiente Imola e Medicina firmatarie dell’esposto vincente al Tar insieme ai cittadini Stefano Frascineti e Maria Bianconi.

La decisione risale al 20 dicembre scorso, ma è stata pubblicata solo oggi. Tra le righe si legge che è stato considerato determinante il famoso parere non favorevole del ministero dei Beni culturali, acquisito in sede di Conferenza dei servizi, per «incompatibilità» paesaggistiche con quanto scritto nel Ptpr regionale vigente in tema di salvaguardia dei sistemi crinali e collinari. I giudici scrivono: «E’ stata la stessa Regione a decidere di autovincolarsi alla richiesta del parere del Mibact (anche) per il nuovo progetto stralciato e non più formalmente riguardante un’area sottoposta a vincolo». Non solo. «La Regione, a prescindere dalla natura non vincolante del parere espresso dal Mibact, avrebbe dovuto motivare specificamente le ragioni del superamento del dissenso, non potendosi limitare, a ritenere il parere medesimo come mai reso». Non è stata considerata sufficiente la tesi della Regione che non se ne doveva semplicemente tener conto, dato che la sopraelevazione rientrava già nell’area di sedime di una discarica operativa e prevista nel Piano regionale dei rifiuti, occorreva risolvere l”incongruenza col Ptpr. Nessuna vera analisi di merito in una vicenda considerata “complessa” dagli stessi giudici, tanto che ognuno paga per sé le spese né sono previsti indennizzi.

«Ottima notizia che intendiamo come una tutela assoluta per il nostro ambiente e per la salute degli imolesi» ha commentato la sindaca Manuela Sangiorgi, che nel programma di mandato a 5 Stelle con cui è stata eletta aveva per l”appunto l”impegno per la chiusura delle Tre Monti. In ottobre ha dato mandato per la costituzione del Comune in appello e ora «ritiene di avere correttamente evidenziato profili di illegittimità accolti dal Consiglio di Stato». E alla Regione manda a dire: «Dovranno individuare in modo definitivo un piano B per la gestione dei rifiuti». 

I giudici, in verità, nella sentenza non fanno riferimento a salute o ambiente, contaminazioni da percolato o mancanza di valutazione di impatto sanitario, tanto paventati dalle associazioni stesse e dal comitato Vediamoci chiaro, che si è battuto negli ultimi anni per la chiusura definitiva della discarica. Ciò che è certo è che la discarica Tre Monti (gestita da Hera e di proprietà del ConAmi) ad oggi è chiusa (spazio per altri rifiuti non ce n’è da oltre un anno) e tale rimarrà. Viene utilizzato solo il capannone e gli spazi del Tmb per smistare i rifiuti indifferenziati urbani dei 23 comuni che fanno capo al Consorzio Ami che arrivano dai campattatori; una volta traslocati sui camion, i rifiuti vengono spediti ai termovalorizzatori o in altri impianti e discariche della regione per essere smaltiti. (l.a.)

Nella foto d”archivio la discarica Tre Monti di via Pediano in attività

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi di Regione, Hera e Conami. La discarica rimane chiusa
Cronaca 18 Aprile 2019

Buona Settimana di Marco Raccagna: Per tre ore social media inaccessibili, che sofferenza

Il cellulare e i social media sono da tempo diventati parte integrante della nostra vita quotidiana. Ma, da evidenti strumenti di progresso, capaci di far fare in tutti i campi passi da gigante nelle comunicazioni, sono divenuti elementi così importanti delle nostre giornate datrasformarsi in veri e propri strumenti di costrizione, che ci tengonoben stretti al guinzaglio o, come ha detto papa Francesco rivolgendo sia i giovani, creando una autentica dipendenza (come avviene per la droga) dalla quale è complicato disintossicarsi. Il problema è che si tratta di una dipendenza che ha colpito non solo i teenager, ma anche e soprattutto gli adulti, che sono infatti coloro che più hanno sofferto quando domenica 14 aprile per ben tre ore WhatsApp, Facebook e Instagram hanno smesso di funzionare.

Un po’ di dati allora, pochi, giusto per aiutarci a capire la profondità del fenomeno. Gli italiani che frequentano i social media sono circa 35 milioni. Il 70% punta gli occhi sul cellulare come prima azione della giornata e il 63% fa la stessa cosa come ultimo gesto serale prima di chiudere gli occhi nel tentativo di dormire. Il 50% dei ragazzi entro i 20 anni controlla il cellulare 75 volte al giorno, ma sono certo che per gliadulti non sia poi così differente. Già, gli adulti. Più del 30% dei figli li rimprovera per l’uso smodato chefanno del loro smartphone; molti soffrono della cosiddetta sindrome da «vibrazione fantasma» e l’80% interrompe la conversazione coivicini di sedia durante pranzi e cene per dare un’occhiata al cellulareo rispondere ad un messaggio.

Ma tutto ciò non stupisce granché se è vero che iniziamo a soffrirequando ci allontaniamo per più di 30 centimetri dalla nostra «macchinetta» e che il 75% degli incidenti stradali è ormai causato dall’usodel telefonino mentre si sta guidando. D’altra parte quante volte sorridiamo o scuotiamo sconsolatamente la testa vedendo in pizzeria o altrove famiglie intere o coppie di ogni età cenare in silenzio perché ognuno con la testa china sul proprio cellulare? E a casa è lo stesso… Non oso quindi immaginare l’agitazione e l’angoscia degli over 30 domenica scorsa in quelle tre ore senza possibilità di postare il piattodi pasta mangiato a pranzo o l’ultima vetrina guardata o il selfie fresco di scatto. Oppure il loro spaesamento nel dover di nuovo guardare negli occhi i propri interlocutori e dare vita ad un dialogo. O il sentirsi perduti in una passeggiata a dover davvero osservare la bellezza della natura e non solo a fotografarla per poi postarla. Ma scherzate, che palle! I ragazzi l’avranno presa certamente meglio. Intanto perché si saranno buttati su social, che loro conoscono e noi non «nativi digitali» no. E poi perché loro hanno il passepartout che li toglie da ogni inciampo: «chissene» e si passa ad altro. Dire che i cellulari e i social media non vanno usati sarebbe dal mio punto di vista una enorme sciocchezza. Essi non sono «altro» rispetto alla realtà. Nel mondo di oggi sono parte di essa, al contrario. E una parte importante da molti punti di vista e per ogni età. E’ su un loro uso maggiormente equilibrato e sul come ottenerlo da noistessi e dagli altri che forse dovremmo concentrare i nostri sforzi. Riscoprendo, come ha detto papa Francesco, che non dobbiamo avere paura del silenzio. Riaccendendo in noi la voglia di conversare «devisu» coi nostri familiari e con gli amici. Visitando i luoghi perché belli e godendoci appieno quei momenti, senza trascorrere tutto il tempo a cercare l’inquadratura migliore per la foto da mettere su Facebook o Instagram. Riacquistando la consapevolezza che l’ansiada mail o messaggio non letti o da suoneria spenta non fanno bene, né a noi né a chi ci sta vicino. Sapendo infine, però, che non è certo con l’impedimento punitivo, la costrizione o altro che potremo ottenere qualche risultato. Non è infatti con la privazione forzata che si guarisce dalle dipendenze digitali, ma con la «trattativa», con noistessi, con gli altri, coi nostri figli.

Ed ora scusate, ma mi sono arrivate delle notifiche. Buona settimana.

Buona Settimana di Marco Raccagna: Per tre ore social media inaccessibili, che sofferenza
Cronaca 18 Aprile 2019

«StraDozza 2019», all'Ausl di Imola consegnati più di 5 mila euro

Alla sua decima edizione, la «StraDozza 2019», svoltasi il 10 marzo scorso, ha battuto ogni record di presenze e di raccolta fondi. Oltre 1.300 le partecipanti a quello che è ormai diventato un appuntamento immancabile per moltissime signore di tutte le età del nostro territorio, favorito quest’anno anche dal meteo. Grazie all’offerta libera delle partecipanti, «Rina e le sue amiche», gruppo organizzatore della manifestazione, hanno versato all’Ausl di Imola 5.500 euro. Una parte di questi fondi, insieme ai 3.000 euro raccolti lo scorso anno alla nona Stradozza e alla Camminata sotto le stelle (che si tiene a fine giugno), hanno permesso l’acquisto di uno strumento professionale per la riabilitazione del pavimento pelvico (del costo di circa 6 mila euro), utilizzato presso gli ambulatori urologici per combattere il diffuso problema dell’incontinenza urinaria femminile.

Il direttore generale Andrea Rossi e il direttore amministrativo Maria Teresa Donattini hanno accolto Rina Sperindio e Nadia Nanni per ringraziarle personalmente per le iniziative che con tenacia ed entusiasmo organizzano ogni anno, promuovendo un messaggio importante di impegno sociale, ma anche di promozione della salute fisica e della salute psicologica, che si realizzano prima di tutto attraverso le camminate all’aperto e il divertirsi in compagnia. «Oramai ci sentiamo noi stessi parte del gruppo – ha detto Rossi -. Sono tante infatti le colleghe dell’Azienda Usl che partecipano alle camminate e io stesso vi presenzio sempre perché, oltre alle importanti donazioni che sono state raccolte nel tempo (con questa Stradozza si è arrivati a circa 27 mila euro), non deve sfuggire il grande valore comunitario di queste iniziative. Un grazie sentito e di cuore a tutte le donne che hanno partecipato alla Stradozza 2019, alle organizzatrici e ai tanti che le coadiuvano, nonché al Comune di Dozza, che ne è partner e la ospita sul suo splendido territorio».

Nella foto: Rina Sperindio e Nadia Nanni insieme al direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi ed il direttore amministrativo Maria Teresa Donattini

«StraDozza 2019», all'Ausl di Imola consegnati più di 5 mila euro
Cronaca 18 Aprile 2019

Ladri in azione al «Bar alla Stalla», per fortuna rubati solo pochi spiccioli

Da qualche giorno in città gira voce di alcuni furti ai danni di aziende ed abitazioni. Interpellate le forze dell’ordine, però, la risposta è stata: «Non sono pervenute denunce, le notizie viaggiano veloci solo sui social network». I titolari del «Bar alla Stalla», nell’omonimo centro sociale di via Serraglio, al contrario, prima del post su Facebook hanno preferito rivolgersi alla polizia quando hanno scoperto la visita dai ladri nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 aprile. La gestione del bar, tra l’altro, è stata appena vinta dall’associazione imolese Bof (acronimo dei cognomi dei soci Alfonso Bottiglieri, Daniele Ossani ed Ardonel Feimi), con sede legale proprio nel centro sociale, nota per organizzare manifestazioni di Street Food (il cibo da strada preparato sui camioncini colorati) in giro per l’Italia (e ritornerà a Imola nel Parco dell’Osservanza dal 10 al 12 maggio). «Venerdì ho chiuso io – racconta Ossani – quando sono andato via alle due e mezza era tutto tranquillo. I ladri sono entrati da una porta di emergenza sul retro del centro sociale, forzando la serratura con un cacciavite, prima di fare lo stesso con una seconda porta tagliafuoco interna, entrambe prive di allarme. A quel punto è stato semplice “aprire” anche quella simile che dà sul nostro locale, ma a quel punto è scattato il dispositivo anti-intrusione».

Immediato l’intervento della polizia che era in zona con una pattuglia. «Alle 3.09 ha suonato l’allarme ed alle 3.14 erano già qui – precisa Feimi -. Spesso la gente si lamenta delle forze dell’ordine, ma noi li vogliamo ringraziare per la tempestività». I ladruncoli hanno avuto solo pochi minuti per agire. «Non abbiamo videopoker o altre macchinette – spiega Bottiglieri – e nemmeno tabacchi. Hanno portato via un centinaio di euro dal fondo cassa. Sicuramente non lo lasceremo più». Bocche cucite, per il momento, dalla polizia che sta indagando grazie alle registrazioni video. Proprio i neo titolari hanno dotato il locale di un sistema di allarme e videosorveglianza. «Abbiamo aperto il 20 febbraio – precisa Bottiglieri – e ogni possibile accesso ha un dispositivo che suona in caso di apertura o impatto forte». «Dovrebbe trattarsi di due o tre persone a volto coperto» dice Feimi. «I danni ammontano ad un migliaio di euro – fa i conti Ossani – se contiamo porte da riparare e un ulteriore allarme inserito in quella che divide il bar dagli spazi del centro sociale. Secondo me più che gente che gravita qua sono bande che per un periodo agiscono in una zona poi se ne vanno». (d.b.)

Nella foto: uno dei titolari Daniele Ossani 

Ladri in azione al «Bar alla Stalla», per fortuna rubati solo pochi spiccioli
Cronaca 18 Aprile 2019

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

POLITICA. Longhi divide i 5Stelle. FESTIVITA”. 25 aprile, festa della Liberazione. 1° Maggio, appuntamenti anhe a Imola e Castello. CRONACA. Il Tar respinge la sospensiva sul caso della nomine del Cda di ConAmi.

SPORT. Rugby. Imola vola in serie B, invece Castello retrocede in C2. Calcio. L”Imolese gioca sul campo della Fermana. Pallavolo. La Clai alle final-four di Coppa Italia. Basket. Le Naturelle chiudono a Forlì e sognano i play-off. In serie B la Sinermatic Ozzano ospita San Vendemiano e se vince si salva.

«SABATOSERA DUE». Circo. Ad Ozzano arriva il festival eco-sostenibile. Musica. «Canto Desaparecido» a Medicina. Lo spettacolo ispirato al film «Notting Hill». Petrushansky chiude i concerti dell”Accademia. Omaggio a Battisti allo Stignani. Editoria. Il nuovo libro dello scrittore Luca Occhi. Arte. Le essenze compositive di Vittorio Presepi. Cabanding espone le sue opere alla galleria Tales of Art ed al Museo di San Domenico. Sapori. E” tempo della sagra della Piè fritta a Fontanelice. (d.b.)

Nella foto: le «prime pagine» di sabato sera questa settimana

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Sport 17 Aprile 2019

Calcio serie C, rinnovo di contratto per il difensore dell'Imolese Filippo Carini

Il campionato per l’Imolese deve ancora terminare, ma qualcosa si sta già muovendo in vista della prossima stagione. E” notizia di oggi, infatti, il rinnovo del contratto di Filippo Carini fino al 30 giugno 2021.

Il difensore classe 1990, arrivato a Imola nel luglio 2018, quest’anno è stato il più impiegato della rosa a disposizione di mister Dionisi collezionando ben 39 presenze da titolare. «Con l’Imolese è nato qualcosa di speciale che fai fatica a trovare nel mondo del calcio al giorno d’oggi – ha commentato il difensore -. Con i compagni si è creata un’intesa fortissima e anche la società non ti fa mai mancare niente. Penso sia il posto giusto per me per fare bene». (d.b.)

Nella foto (concessa dall”Imolese Calcio 1919): il direttore sportivo Ghinassi e Carini nel momento della firma

Calcio serie C, rinnovo di contratto per il difensore dell'Imolese Filippo Carini
Cronaca 17 Aprile 2019

Incidente sulla via Emilia, muore 26enne di Castel San Pietro

Un tragico incidente è avvenuto questa notte, intorno alle 4, sulla via Emilia, all”altezza del km 48,3 tra Toscanella e Castel San Pietro. A perdere la vita Luca Trevisani, 26enne residente nella città termale. 

Secondo la ricostruzione dei carabinieri giunti sul posto, il ragazzo viaggiava sulla sua Ford Ka in direzione Bologna quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo della vettura finendo fuori strada lungo il proprio senso di marcia. L”auto ha prima sbattuto contro un muretto, poi proseguito per oltre un centinaio di metri fuori dalla carreggiata per poi ribaltarsi almeno un paio di volte e finire a testa in giù nel campo adiacente.

Sul luogo dell”incidente anche i sanitari del 118 ed i vigili del fuoco, ma già all”arrivo dei soccorritori, intervenuti tempestivamente, per il giovane non c”era più nulla da fare a cause delle gravi ferite riportate. (d.b.)

Foto d”archivio

Incidente sulla via Emilia, muore 26enne di Castel San Pietro
Cronaca 17 Aprile 2019

Due candidati per la gestione della piscina Conca Verde a Fontanelice

Dopo lunghe vicissitudini sembra che per la piscina Conca Verde di Fontanelice, chiusa dal 2016, si veda la fine del tunnel. Il 15 aprile è scaduto il bando di gara, aperto sia a società che privati. Il Comune richiedeva un canone annuale di mille euro annui con la possibilità di usufruire delle attrezzature già presenti all’interno del complesso. Attrezzature lasciate da Geims, la società che per ultima aveva gestito la piscina, al termine del contenzioso con l’amministrazione. Il bando prevede una gestione di sei anni rinnovabili per altri sei.

Il sindaco di Fontanelice, Athos Ponti, per ora non si sbilancia: «Ci sono state due società che hanno partecipato al bando e fatto un’offerta al momento al vaglio della Centrale unica di committenza (il servizio associato del Circondario per la gestione delle gare d”appalto dei Comuni)». Sarà la Cuc ad occuparsi delle procedure di legge e a stabilire quale delle due aziende vincerà: «La commissione incaricata valuterà se le due società soddisfano i requisiti richiesti poi deciderà a quale delle due andrà la gestione».

I tempi dovrebbero essere piuttosto brevi: «Entro questa settimana spero di avere il nome della società vincitrice» conclude il sindaco. A quel punto la palla passerà nuovamente al Comune che con un atto assegnerà la piscina al nuovo gestore, sperando di mettere la parola fine al lungo periodo di inattività della Conca Verde.

Sarà la prossima amministrazione a dover decidere, invece, sul ristorante che si trova all’interno del parco, chiuso dal 2015 e sul quale grava un contezioso con la Città metropolitana per non aver rispettato i vincoli di un finanziamento da 187 mila euro. La sentenza in appello dovrebbe arrivare nel 2020. (re.co.)

Foto d”archivio della Conca Verde prima della chiusura (Isolapress)

Due candidati per la gestione della piscina Conca Verde a Fontanelice
Economia 17 Aprile 2019

Arriva “Imola City Hub', il progetto da 5,2 milioni di euro che potrebbe lanciare in orbita il primo satellite imolese

Imola potrebbe avere, in un futuro non troppo lontano, il proprio satellite in orbita a 500 chilometri da terra e in grado di monitorare il territorio, transitando sopra la città a cadenza quindicinale o settimanale. Il condizionale è d’obbligo, perché ancora non si conosce l’esito del bando europeo «Urban innovative actions» (Uia) che permetterebbe di finanziare il progetto, del costo di oltre 5 milioni e 200 mila euro, proposto dal Comune nel ruolo di capofila assieme a quattro aziende imolesi che metteranno in rete le loro competenze: Npc-Spacemind (na-nosatelliti per la raccolta dati), SisTer (analisi ed elaborazione dati), Imola Informatica (aggregazione e archiviazione dati), Antreem (interfacce utente per piattaforma web e smartphone).

Per ora si sa che il progetto «Imola city hub» è stato ammesso alla selezione assieme ad altri 174 progetti e che, di questi, ne verranno finanziati 25, con una probabilità di riuscita quindi che si aggira attorno al 14%. Ma l’Amministrazione comunale è ottimista e ha anticipato i dettagli in una conferenza stampa che si è svolta il 2 aprile alla presenza anche della sottosegretaria alle Politiche agricole alimentari e forestali, Alessandra Pesce. Il progetto in questione risponde al tema della «Transizione digitale», riguardante idee sulla digitalizzazione dei servizi delle città europee, finalizzate a sviluppare servizi pubblici digitali, riducendo il peso amministrativo e burocratico sui cittadini. Tradotto per Imola: un sistema che permette, ad esempio, di mettere in contatto gli imolesi con la Pubblica amministrazione, proporre referendum con voto online all’insegna della democrazia diretta, migliorare i servizi digitali esistenti, analizzare la situazione del dissesto idrogeologico, monitorare strade, parcheggi e flussi turistici (tramite l’uso delle celle telefoniche), ottenere dati sulla qualità dell’aria e per l’agricoltura, avviare percorsi di attrattività turistica.

In caso di vincita, il programma della Commissione europea finanzierà l’80% dei costi, mentre la parte restante, circa 1 milione e 200 mila euro, sarà ripartita tra i partner del progetto. Per quanto riguarda il Comune, ha precisato il vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico Patrik Cavina, «metteremo a disposizione il personale e uno spazio fisico all’interno del centro storico (al momento non ancora individuato), per supportare l’alfabetizzazione informatica del cittadino e introdurlo ai servizi digitali offerti dal Comune».Un altro obiettivo è riuscire ad aumentare il numero degli imolesi iscritti alla rete regionale Lepida. «Oggi sono 5 mila, ma nei prossimi tre anni puntiamo a coinvolgere 20 mila cittadini» ha puntualizzato Cavina. Il satellite potrebbe essere utilizzato anche da altri Comuni, «ad esempio quelli gemellati con Imola – ha poi proseguito il vicesindaco -. Questa esperienza potrebbe essere portata a livello dei Comuni del ConAmi». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile 

Nella foto la presentazione del progetto “Imola City Hub”

Arriva “Imola City Hub', il progetto da 5,2 milioni di euro che potrebbe lanciare in orbita il primo satellite imolese

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