Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 13 Febbraio 2019

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»

Quando, dieci anni fa, Onelio Rambaldi iniziò il suo primo mandato disse che avrebbe solo preparato il terreno per qualcun altro, per i giovani, poi cinque anni fa le condizioni per il suo passo indietro non ci furono e ritornò ad indossare la fascia tricolore da sindaco. Ora è tempo di bilanci e di appendere quella fascia al chiodo.

Qualche esempio delle cose più importanti fatte in questi anni?
«Medicina nel 2009 veniva da un periodo di sviluppo intenso e rapido, fu un bene ma alle volte quando vai di fretta dimentichi qualcosa, in più c’erano già le prime avvisaglie della crisi. L’obiettivo fu rendere più vivibile e meno impattante per i cittadini quello sviluppo. Ad esempio, la rotonda su via Fava dedicata a Luciano Landi ha risolto un problema del traffico, altri piccoli interventi hanno teso a ricucire comparti scollegati con ciclabili, marciapiedi, parcheggi. Poi è stato fatto un grande e complesso lavoro per mettere in regola con fogne, luce, acquedotto la zona produttiva di Fossatone, coinvolgendo aziende, ConAmi ed Hera (che sta completando una nuova condotta per allacciare tutta l’area al depuratore). Questo permetterà di ottenere le certificazioni necessarie oggigiorno, l’area sarà appetibile e si potrà sviluppare. Poi, abbiamo lavorato sugli impianti sportivi, riqualificando le strutture o sostituendole, come il palazzetto per la ginnastica, responsabilizzando le società sportive: noi abbiamo allungato le convenzioni ma loro hanno collaborato investendo. Poi, ovviamente c’è la piscina coperta. Infine la messa in sicurezza delle scuole: abbiamo speso almeno 1 milione per miglioramenti antincendio, sismici e manutenzioni straordinarie».

In cosa sono stati diversi primo e secondo mandato?
«Sono stati diversissimi, il primo è stato caratterizzato dal patto di stabilità. Non potevamo spendere neppure l’avanzo, l’assessore Balestrazzi sintetizzava così: “Rischiamo di morire di fame col frigo pieno”. Abbiamo gestito una situazione immobile. Negli ultimi cinque anni invece abbiamo cominciato a mettere mano a temi che attendevano da anni con progettualità di medio e lungo periodo, vedi la riqualificazione del Canale di Medicina. Per fortuna nei primi cinque anni abbiamo anche messo a posto in modo maniacale il bilancio e siamo tra i pochi Comuni che l’hanno approvato a dicembre, quindi ogni onere che entra ora possiamo spenderlo e sappiamo bene come: la tariffe non vengono aumentate per il settimo anno consecutivo, anzi abbiamo previsto nuove agevolazioni per le persone fragili e le famiglie. Abbiamo una Casa della salute che offre servizi di qualità e grande umanità senza bisogno che le persone si spostino. E l’Asp è la dimostrazione di una gestione associata che funziona».

A proposito di gestioni associate, attualmente è presidente del Circondario, dove Imola pentastellata a giorni alterni parla di uscirne. Cosa pensa debba fare Medicina?
«Il Circondario ha senso se il comune più grande, cioè Imola, ci crede. Medicina ha i numeri per fare da sola ma oggi non vai molto lontano. Con Castel San Pietro si è ragionato di lavorare con altri, come Ozzano, che intendono fare le cose insieme».

Cosa si augura per Medicina e cosa attende il pensionato Rambaldi?
«Ricordo che io sono già un pensionato (ha 69 anni, ndr), ho accettato a suo tempo di fare il sindaco per dare una mano alla mia comunità, visto che me l’avevano chiesto. Per Medicina mi auguro che il Carmine venga recuperato e che la chiesa di Bologna ci metta lo stesso impegno che all’epoca ebbe il mondo cooperativo per la Sala del Suffragio (per vent’anni Rambaldi è stato presidente della Cooperativa lavoratori della terra di Medicina, ndr). Poi vorrei esserci per consegnare alla comunità il Centro feste Ca’ Nova, anch’esso un lascito del passato del mondo cooperativo, sarà nel 2027 quando avremo finito di pagare il mutuo, per cederlo senza debiti al Comune. In generale, noi quattro che siamo in Giunta dall’inizio, io, Matteo Montanari, Dilva Fava e Mauro Balestrazzi, abbiamo lavorato a progetti che andassero oltre il nostro mandato, io mi auguro che si continui, con metodi nuovi».

E sul fronte politico?
«Sono iscritto al Pd e ho ricoperto tanti incarichi politici, ma dopo il 26 maggio vorrei solo andare a lavare dei piatti nel Centro feste Ca’ Nova. Non sono stanco, ho la licenza da revisore legale, e continuo a fare il corso di aggiornamento perché la cooperativa autonoma di volontari che lo gestisce ha bisogno di un revisore, ovviamente gratis». (l.a.)

Il sindaco di Medicina, Onelio Rambaldi, in versione volontario alla Festa de l”Unità

Medicina

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»
Cronaca 13 Febbraio 2019

Guerra aperta ai piccioni: dopo le multe a chi li sfama, ora il Comune pensa a contrastarli con i falchi pellegrini

Pare proprio che i piccioni siano il nemico numero uno per l”Amministrazione comunale imolese. Dopo il giro di vite deciso nei giorni scorsi con l”ordinanza che vieta di dar da mangiare ai volatili e impone multe da 25 a 500 euro (vedi link), ora l”assessore all”Ambiente, Andrea Longhi, sta pensando all”ipotesi di ricorrere al falco pellegrino per dare la caccia ai piccioni e ridurre così la loro presenza.

La soluzione, che pare aver avuto successo in alcuni comuni dove è stata sperimentata, è stata valutata dall”assessore insieme al dottor Ivano Avoni, veterinario delegato imolese della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e consiste nel favorire l”insediamento del rapace nel territorio. Il falco pellegrino è infatti un naturale e implacabile nemico dei piccioni: secondo le stime, una coppia di falchi pellegrini può catturarne fino a 600 in un anno.

Favorirne l”insediamento comporta un impegno a creare le condizioni ideali perchè si riproduca nel territorio, mediante la realizzazione di nidi artificiali, realizzati secondo i criteri utilizzati dal falco in natura per costruire il proprio nido, nei punti più alti del centro città. Per individuare i punti più adatti, lunedì prossimo l’assessore Longhi e il dottor Avoni faranno un sopralluogo in alcuni dei posti più elevati al fine di verificare la loro idoneità ad ospitare i nidi per accogliere il falco pellegrino, per poi procedere con le installazioni e attendere che i rapaci facciano la loro parte. (r.cro.)

Guerra aperta ai piccioni: dopo le multe a chi li sfama, ora il Comune pensa a contrastarli con i falchi pellegrini
Cronaca 13 Febbraio 2019

Il Comune di Imola fa chiudere un asilo abusivo frequentato da bimbi non vaccinati

Non aveva i requisiti necessari, così ha dovuto cessare l’attività una sorta di «asilo» aperto sulle prime colline imolesi da un’associazione di promozione sociale di fuori territorio, spacciato per campo estivo ma più somigliante a un’attività di tipo educativo, in altre parole una scuola. Per di più frequentata da bimbi non in regola con gli obblighi vaccinali. A darne notizia è stata l’Amministrazione di piazza Matteotti, per bocca dell’assessore alla Scuola Claudia Resta. «L’Azienda sanitaria di Imola aveva riscontrato tutta una serie di rilievi – ha raccontato -. Appena abbiamo ricevuto la segnalazione dell’Asl ci siamo immediatamente attivati inviando la comunicazione di avvio di procedimento amministrativo e diffida per la cessazione dell’attività di tipo educativo».

Tutto era iniziato con la presentazione, nell’autunno scorso, della Scia, la segnalazione al Comune di inizio attività, da parte dell’associazione stessa, per l’apertura di un centro ricreativo estivo da settembre a giugno. Un periodo insolito per un campo solare. Particolare che ha fatto drizzare le antenne, con segnalazione all’Azienda sanitaria e avvio di verifiche che hanno fatto emergere una realtà diversa: e cioè, che l’attività (avviata in spazi attigui ad un ristorante, concessi in comodato d’uso), doveva essere classificata come scuola.Malgrado la mancanza dei requisiti necessari ed il conseguente ritiro della Scia, l’associazione però non ha sospeso l’attività, fino a che, in occasione di un sopralluogo condotto dagli operatori dell’Ausl, è stata constatata anche l’inosservanza degli obblighi vaccinali nei bimbi presenti. Segnalazione al Comune, che ha inviato immediatamente una diffida. «Nell’atto inviato – ha dettagliato l’assessore alla Scuola – venivano dati all’associazione titolare dell’attività cinque giorni per presentare memorie, deduzioni e documentazioni. Così come previsto dalla legge 241/90, si è trattato di un tempo ridotto per presentare eventuali memorie e documentazioni, dato atto che sussistevano esigenze di celerità che giustificano i tempi brevi».

L’associazione, appena il messo le ha notificato la comunicazione (il 5 febbraio), ha provveduto il giorno stesso a cessare l’attività svolta ed a sgomberare i locali utilizzati, ottemperando in tal modo alla diffida e dandone comunicazione (l’8 febbraio) al Comune. «La fattiva collaborazione fra l’Azienda sanitaria ed il Comune ha permesso di far cessare, in tempi molto brevi, una volta appuratane l’esistenza, questa attività priva dei requisiti necessari, dimostrando che le istituzioni sul territorio ci sono e svolgono con attenzione il proprio compito», ha commentato soddisfatta l’assessore Claudia Resta.Per quanto riguarda il procedimento amministrativo, l’Amministrazione comunale esaminerà i contenuti della comunicazione inviata dall’associazione e valuterà in accordo con l’Asl le eventuali azioni congiunte da adottare. (re.cro.)

Nella foto: l’assessore alla Scuola Claudia Resta

Il Comune di Imola fa chiudere un asilo abusivo frequentato da bimbi non vaccinati
Economia 13 Febbraio 2019

Alla scoperta del cardo, delle sue varietà e dei produttori che lo coltivano da Ponticelli a Ozzano Emilia

Gobbi e salsiccia ma, in mancanza di carne ricca, si potevano anche cuocere semplicemente in umido, come raccomandava già nel 1891 il gastronomo Pellegrino Artusi nel suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Il cardo era uno dei pochi prodotti invernali dell’orto e tipici di una civiltà contadina di inizio secolo, che cucinava in modo semplice e povero. Oggi questo prodotto ha meno successo. «Non è di consumo immediato – dice Michael Ferri, che a Ponticelli si prende cura di circa 100 quintali di cardi gobbi bianchi, soprattutto della varietà Gigante di Romagna -. Non è pratico perché deve essere lavorato, pulito e poi cucinato. La società è cambiata, non ha più tempo per certe cose».

Ma Michael ci crede e la sua produzione, grazie soprattutto alla vendita a filiera corta nei mercatini, finisce velocemente. «Nella vallata del Santerno siamo ormai gli unici – prosegue Ferri -. Iniziamo la raccolta a metà ottobre, poi andiamo avanti fino a febbraio. E’ il contorno di stagione. La quantità è in linea con lo scorso anno, anzi prevedo un 10-15 per cento in più, mentre il processo produttivo è leggermente ostacolato da bizzarrie climatiche, troppo caldo. Il gelo è fondamentale, dopo una gelata, infatti, la consistenza del cardo diventa migliore e più tenera. Il clima sta cambiando. La qualità comunque è ottima».

Lavoro in cucina e lavoro nei campi. «Occorre molta manodopera, i costi di produzione sono alti, c’è difficoltà di meccanizzazione nella maggior parte della lavorazione». Ma, nonostante questo, Ferri e la sua famiglia vanno avanti. «E’ anche una questione culturale». Una coltura di nicchia, insomma, prodotta e consumata localmente. «E’ tutta una questione di trovare la varietà giusta, con la giusta tecnica di produzione – spiega l’esperto di agricoltura biologica, ambiente ed agrobiodiversità, Stefano Tellarini – e in Emilia Romagna la varietà adatta è il cardo gigante di Romagna, coltivato con il sistema dell’interramento, che fa diventare il gambo bianco e lo rende più tenero e dolce. Una tipologia che ha fatto la sua comparsa ufficiale intorno agli anni Cinquanta». Ma noi siamo terra di confine e sulle nostre tavole arriva anche il cardo di fossa bolognese, un’altra storica produzione a consumo invernale delle campagne vicine che veniva consumato fresco in pinzimonio. Una coltura in pericolo di estinzione, visto che ormai sono in pochissimi a portarla avanti. Tra questi, l’ozzanese Mauro Gualandi, titolare dell’omonima azienda agricola, fondata oltre un secolo fa dal bisnonno Giovanni. «Per noi ormai è una tradizione di famiglia – ci spiega -. Ogni anno trapianto circa 4.500 cardi, della varietà bolognese Centofoglie. Quest’anno la produzione è stata ritardata dal fatto che a novembre, quando era il momento di mettere le piante in trincea, pioveva sempre».

La trincea in questione è una fossa di circa 80 centimetri di profondità, dove i fusti vengono collocati in verticale e coperti con un telo nero, per proteggerli dalla luce e dal freddo; in questo modo possono vegetare fino a metà febbraio. Una pratica d’altri tempi. Proprio per sensibilizzare sulla tutela e sul recupero di uno dei prodotti agricoli che hanno contribuito a impreziosire la biodiversità emiliana, la Fondazione bolognese Fico per l’educazione alimentare e alla sostenibilità ha recentemente organizzato a Bologna nello Spazio 118 Eataly World di via Paolo Canali 8, una mostra fotografica dal titolo Archeologia orticola: il salvataggio del cardo di fossa bolognese, visitabile fino al 20 febbraio. Far vedere le fasi di lavorazione, dalla selezione dei semi, che veniva direttamente curata dai contadini, alla vendita dei prodotti può invogliare, perché no, anche il suo consumo. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Nella foto il cardo romagnolo

Alla scoperta del cardo, delle sue varietà e dei produttori che lo coltivano da Ponticelli a Ozzano Emilia
Sport 13 Febbraio 2019

Presentazione prestigiosa a Verona per il team imolese Bike Innovation

Dopo avere completato la squadra, è giunto il momento della presentazione ufficiale per il team imolese di mountain bike, uno dei più interessanti nel panorama nazionale. Domenica 17 febbraio alle ore 11 il palcoscenico sarà prestigioso, il Cosmobike Show di Verona, una delle più importanti fiere nel settore del ciclismo.

Sarà l’occasione per svelare le nuove maglie, il calendario delle manifestazioni in cui il Bike Innovation sarà presente ed ovviamente gli atleti: Giacomo Berlato e Cristiano Salerno, del Team Elite. Ed i tre giovani Juniores, Lorenzo Mengozzi, Elia Ranzo e Tommaso Sassatelli, che si misureranno nelle stesse gare della squadra Elite, comprese quelle facenti parte dei circuiti internazionali, oltre a qualche ulteriore granfondo. (re.spo)

Nella foto: il team manager Matteo Baldissarri

Presentazione prestigiosa a Verona per il team imolese Bike Innovation
Calcio 12 Febbraio 2019

Imolese da 0-0, emozioni nel finale: la punizione di Lanini è entrata o no?

Questo 0-0 con la Sambenedettese è stato l’ultimo turno infrasettimanale della stagione, con un centinaio di tifosi ospiti e circa 600 persone totali. La partita però è tra le più brutte ammirate in questa stagione al Romeo Galli (meglio il secondo tempo del primo) e pure la tenuta ospite non aiuta a fare spettacolo: una orribile maglia verdastra stile amatori anni Ottanta. Per non parlare di Nicoletti di Catanzaro, uno dei peggiori arbitri visti quest’anno.

La cronaca. C’è tanta densità a centrocampo, non è facile costruire azioni ficcanti e degne di nota. Appena passato il quarto d’ora però l’Imolese trova qualche spazio e riesce ad andare al tiro in un paio di occasioni: la prima con Bensaja (alto) e la seconda con Carraro al 18’ (parata). La Samb prova a fare un po’ paura, con un tiraccio da fuori, ma al 25’ scatta l’azione più bella per l’Imolese, tutta in velocità, tutta di prima. Si va in corner e sugli sviluppi c’è un atterraggio in area, ma con fallo in attacco (servirebbe il Var…). Al 27’ da una punizione di Carraro sulla trequarti la sfera termina a Cappelluzzo che spara incredibilmente alto da due passi, ma era comunque in fuorigioco. Al 33’ una punizione di Fiore dallo spigolo destro dell’area non gira abbastanza e termina alta. Si torna negli spogliatoi: non sarà freddo come un mese fa, ma non è ancora una serata primaverile, visto che ci sono 4 gradi.

La ripresa. Si riparte sulla falsariga del primo tempo, ma al 4’ c’è una brutta palla persa di Fiore che rischia di mettere in difficoltà la difesa rossoblù: per fortuna Carini è bravo ad intervenire. Anche perché c’è l’impressione che, in una partita simile, un gol sarebbe difficile da rimontare, da entrambe le parti. Al 9’ Bensaja apre benissimo con un cross che attraversa l’area, il tiro di Mosti viene parato, ma il guardalinee segnala la palla fuori, forse terminata out prima ancora del tiro. Al 25’, quasi dal nulla, esce il tiro più pericoloso della partita, con Bensaja che spara di destro, ma il portiere devia con un miracolo. E sull’angolo c’è una invenzione di Saber (migliore in campo) che crossa, ma De Marchi (entrato al posto di un impalpabile Cappelluzzo) non riesce a colpire di testa. Al 36’ c’è un Lanini-show: si procura una punizione dai 25 metri, la tira lui con la palla che termina sulla traversa e sbatte probabilmente oltre la linea. Gol sì o no? Chissà. Ma l’arbitro fischia fallo sul portiere nella mischia che segue. All’ultimo sospiro un colpo di testa di Carini termina alto. Tutti a casa. (Paolo Zanelli)

Imolese – Sambenedettese 0-0 (0-0)

Imolese (4-3-1-2): Rossi; Sciacca, Boccardi, Carini, Fiore; Saber (90’ Valentini), Carraro, Bensaja; Mosti (77’ Gargiulo); Lanini, Cappelluzzo (64’ De Marchi). All. Dionisi.

Imolese da 0-0, emozioni nel finale: la punizione di Lanini è entrata o no?
Cronaca 12 Febbraio 2019

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione

L’associazione sportiva dilettantistica Bocciofila toscanellese, che gestisce l’omonima struttura della frazione dozzese, non si è sciolta. Questo significa che, almeno per il momento, l’impianto non chiude i battenti, nonostante i conti pesantemente in rosso dell’associazione. Questa la decisione dei soci al termine di «un’infuocata» assemblea straordinaria convocata il 31 gennaio durante la quale sono volate accuse ben precise in merito alle cause della situazione (oltre due ore di discussione per una settantina di presenti, compresa la Giunta dozzese al completo e ben tre carabinieri in servizio a scongiurare eventuali problemi).

La vicenda è nata a fine anno, quando il direttivo ha dato l’allarme sulle casse vuote: secondo i consiglieri, che hanno detto di aver già presentato un esposto in procura in merito, il presidente Renzo Manzoni avrebbe «svuotato il conto corrente con una serie di bonifici e prelievi in favore dell’associazione “Gli amici della bistecca di Imola”», di cui sempre Manzoni è presidente. Le cifre di cui si parla, però, sono ancora incerte. Il direttivo, avvalendosi anche della collaborazione di un avvocato, sta cercando di ricostruire lo storico delle uscite e delle entrate degli ultimi sette mesi, da quando cioè Manzoni è diventato presidente, e parla di una «cifra fra i 10 e i 20 mila euro». A questi si aggiungerebbero fatture mai pagate per le ultime forniture di materiali, al momento impossibili da conteggiare, a detta dei consiglieri revisori presenti all’assemblea. Tali debiti, però, ha precisato l’avvocato Vassilia Casselli «dovrebbero per legge gravare su chi ha fatto gli ordini», ovvero sempre il presidente Manzoni.

Come detto, l’assemblea straordinaria era stata convocata con l’ordine del giorno specifico di sciogliere l’associazione. A sorpresa, però, nonostante il voto favorevole di sette consiglieri del direttivo su nove (Manzoni non si è presentato e il barista non ha votato) più una manciata di soci, la maggioranza assoluta della partecipatissima e lunga assemblea ha votato contro lo scioglimento. Pochissimi gli astenuti. Se l’Asd si fosse sciolta, ha spiegato il sindaco Luca Albertazzi, non si sarebbe potuta tenere aperta la bocciofila, il gestore è stato designato con bando pubblico e occorreva farne un altro. Gestione, tra l’altro, che formalmente è scaduta in dicembre ma è stata prorogata di un anno proprio dall’Amministrazione comunale per arrivare fino alla corposa ristrutturazione già prevista per l’inverno prossimo.

I lavori comporteranno messa a norma, ampliamento ed abbattimento delle barriere architettoniche per un totale di 990 mila euro per metà coperti da un contributo regionale e per metà da un mutuo agevolato per il credito sportivo richiesto dall’Amministrazione stessa. Tornando all’assemblea, il sindaco ha detto che forse «si potrebbe stralciare la sala più grande», ovvero tenerla chiusa risparmiando così sulle spese (secondo il direttivo la gestione dell’intera struttura costa «tre volte tanto quella del solo bar»). Questo permetterebbe di mantenere nella frazione almeno il ritrovo e l’aggregazione offerta dalle sale bar e tv, ma si perderebbe quella delle altre associazioni sportive che gravitano su questo grande spazio. I campi dove un tempo rotolavano le bocce, infatti, negli ultimi anni sono stati utilizzati per feste, sagre, tombolate e balera ma soprattutto per l’attività del judo e del tiro con l’arco.

Ciò su cui Albertazzi è stato molto chiaro è nel rispondere negativamente all’esplicita richiesta di «un aiuto economico» da parte del Comune. «E’ ingiustificabile in termini di legge» ha tagliato corto il sindaco. I soci della Bocciofila toscanellese hanno così deciso di proseguire le attività contando sul volontariato dei 165 iscritti e confidando sugli eventi di autofinanziamento. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Nella foto un momento dell”assemblea del 31 gennaio, alla quale erano presenti anche i carabinieri

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione
Sport 12 Febbraio 2019

Calcio serie C, i prossimi avversari dell'Imolese: tutto sulla Sambenedettese

A tre giorni dalla vittoria di Gubbio, l”Imolese stasera torna in campo al Galli nel turno infrasettimanale contro la Sambenedettese (calcio d’inizio alle ore 20.30). I marchigiani arriveranno, invece, a Imola dopo la sconfitta casalinga contro il Ravenna e proveranno a ripetere il risultato dell”andata che condannò la squadra di Dionisi al primo ko in campionato. La Samb al momento si trova a metà classifica, anche se in estate era partita con ben altri obiettivi, e dopo il ko di Vicenza era riuscita ad infilare una striscia di 12 risultati utili consecutivi, conclusa dalle recenti sconfitte con Monza e appunto Ravenna.

Mister Roselli ha dichiarato che farà un ampio turnover. In attacco potrebbe riposare uno tra Calderini, Stanco e Di Massimo, mentre a centrocampo dovrebbe trovare spazio Ilari, che all”andata con il suo ingresso dalla panchina trasformò il volto della squadra.

Arbitrerà la sfida il signor Nicoletti di Catanzaro, assistenti i signori Lenarduzzi e Donato.

In vista del match sono 19 i convocati dal tecnico Roselli.

Convocati Sambenedettese

Portieri. 1 Pegorin, 12 Rinaldi, 22 Sala. Difensori. 2 Biondi, 5 Zaffagnini, 6 Miceli, 13 Celjak, 14 Rapisarda, 24 D”Ignazio, 26 Cecchini. Centrocampisti. 4 Gelonese, 8 Bove, 20 Ilari, 28 Signori, 31 Caccetta. Attaccanti. 7 Di Massimo, 9 Stanco, 10 Calderini, 32 Russotto.

Probabile formazione

Sambenedettese (3-4-3): 1 Pegorin; 13 Celjak, 2 Biondi, 6 Miceli; 20 Ilari, 28 Signori, 14 Rapisarda, 26 Cecchini; 9 Stanco, 10 Calderini, 32 Russotto. All. Roselli.

Foto del match d”andata tratta dalla pagina facebook della Sambenedettese

Calcio serie C, i prossimi avversari dell'Imolese: tutto sulla Sambenedettese
Cronaca 12 Febbraio 2019

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport

A Medicina mercoledì 13 febbraio ci sarà anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini alla presentazione dei lavori fatti dopo il terremoto per il consolidamento del palazzo comunale e l’avvio del laboratorio partecipativo per il Parco dello Sport. L’Amministrazione guidata da Onelio Rambaldi ha deciso di racchiudere in un solo pomeriggio i due eventi. Si comincerà alle ore 17 presso il municipio di via Libertà con un percorso espositivo e rappresentazioni teatrali che condurranno in un tour del palazzo che sarà accompagnato da un progetto di virtual tour che consente di vivere un’esperienza multimediale immersiva ed interattiva a 360 gradi.

L’intervento di consolidamento e miglioria sismica del palazzo comunale si era reso necessario dopo che il terremoto del 2012 e i conseguenti controlli avevano evidenziato varie criticità nell’antico edificio (l’impianto originario è del Cinquecento). E’ costato oltre 1 milione ed è stato finanziato con fondi della Protezione civile nazionale per le attività di prevenzione sismica (ora è più sicuro di oltre il 60% rispetto alla situazione precedente), a questi il Comune ha aggiunto fondi propri per completare una vera e propria ristrutturazione «per la messa in sicurezza del luogo quotidianamente frequentato da centinaia di cittadini e anche al fine di valorizzare il bene e il territorio per accrescere la propria at-trattività in ambito metropolitano».

A seguire, alle ore 18.30, presso la palestra di via Battisti si terrà la presentazione del laboratorio di idee e percorso di progettazione partecipata con il quale Medicina intende dare vita ad un parco sportivo aperto a tutti all’interno della cosiddetta Città dello Sport di via Battisti, ovvero l’area del capoluogo attorno alla quale insistono palestre e campi sportivi. Il laboratorio di idee, che fa parte del Piano strategico locale comunale, si svolgerà nei mesi di febbraio e marzo ed è finalizzato a ripensare insieme ai cittadini spazi aperti, aree verdi ed eventuali attrezzature. Gli esiti del laboratorio con i cittadini diventeranno le linee guida di un concorso per i progettisti, che prepareranno il progetto del parco. Il gruppo di lavoro è formato da Elena Farnè, architetto ed esperta di progettazione partecipata, dall’architetto Riccardo Tagliaferri e per l’ammini-strazione comunale dall’ingegnere Rachele Bria e dalla geometra Silvia Suzzi. (r.cro.)

Nella foto il Palazzo comunale di Medicina dopo i lavori di consolidamento

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport

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