Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 25 Agosto 2018

Maltempo, oggi è allerta meteo gialla per temporali su tutta la regione

La Protezione Civile dell”Emilia-Romagna ha diramato un”allerta meteo gialla per temporali (leggi qui) che interesseranno la nostra regione per tutta la giornata di oggi. Sono infatti previste condizioni di instabilità già nelle prime ore del mattino con temporali, localmente di forte intensità, che interesseranno prevalentemente le pianure prospicienti il fiume Po. A partire dal pomeriggio poi i temporali, anche forti, saranno più probabili sui settori romagnoli.

Dalla sera, un ulteriore impulso di aria umida e instabile interesserà l”Emilia Romagna a partire dai settori occidentali, con piogge diffuse e fenomeni temporaleschi organizzati anche di forte intensità, in transito sul resto della regione nel corso della notte. Non si escludono forti raffiche di vento e grandinate.

Secondo le previsioni, nelle successive 48 ore, i fenomeni potrebbero anche intensificarsi.

r.c.

Nella foto: la mappa relativa all”allerta meteo

Maltempo, oggi è allerta meteo gialla per temporali su tutta la regione
Cronaca 24 Agosto 2018

Ad Area Blu per un anno la cura e la manutenzione delle strade del distretto bolognese Pianura est

Sarà Area Blu a occuparsi, fino al 31 luglio 2019, della cura e della manutenzione ordinaria delle strade del distretto Pianura est di Bologna, vale da dire di una vasta area del territorio provinciale che comprende i comuni di Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Castel Maggiore, Castello d”Argile, Castenaso, Galliera, Granarolo dell”Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale.

La decisione è stata presa dalla Città metropolitana, dopo una prima fase di sperimentazione avviata nel dicembre scorso e conclusasi a luglio. L”ente bolognese, che è socio di Area Blu, ha affidato alla Spa in house providing tutti i servizi di manutenzione ordinaria delle strade provinciali della Pianura est, compresi quelli si sgombero neve e spargimento sale. La delibera del Consiglio metropolitano ha incassato i voti a favore del Pd e l”astensione di Uniti per l”Alternativa, Movimento 5 Stelle e Rete Civica.

“La Città metropolitana conferma quindi la scelta dell’affidamento ad Area Blu anche alla luce dell’esito positivo con cui si è conclusa la fase di sperimentazione – sottolinea il consigliere delegato Marco Monesi -. L”obiettivo è quello di garantire i necessari standard manutentivi e di sicurezza. L’utilizzo dello strumento in house rappresenta inoltre per l’ente un valore aggiunto, in quanto consente di mantenere un controllo pubblico stringente sulle attività affidate”.

Alla base della scelta, c”è la constatazione che il Servizio Progettazione costruzioni e manutenzione strade della Città metropolitana ha incontrato sempre più difficoltà a gestire l”attività direttamente, soprattutto a causa di una consistente riduzione del personale. Da qui l”affidamento ad Area Blu, dietro il corrispettivo di poco più di 1,2 milioni di euro, che comprendono le seguenti attività: sorveglianza della zona da manutenere e servizio di reperibilità, sfalcio periodico, manutenzione delle pertinenze stradali e del verde, pulizia dei piani viabili, delle banchine e delle pertinenze stradali, manutenzione ordinaria del piano viabile, delle barriere di sicurezza, delle opere d’arte e degli impianti, nonché della segnaletica verticale e orizzontale; svolgimento dei servizi di sgombero neve e sparsa sale, che comprende il monitoraggio dei fenomeni meteo e l”attivazione/preallarme nonché la disponibilità di 26 mezzi spartineve e sei mezzi spargisale.

La foto è tratta dal sito della Città metropolitana di Bologna

Ad Area Blu per un anno la cura e la manutenzione delle strade del distretto bolognese Pianura est
Cronaca 24 Agosto 2018

Il Comune di Dozza conferisce la cittadinanza onoraria al campione paralimpico Stefano Travisani

Il Comune di Dozza, su richiesta di un gruppo di consiglieri, ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Stefano Travisani, campione mondiale paralimpico di tiro con l’arco, per i suoi rilevanti meriti sportivi.

Il legame di Travisani con Dozza risale a quattro anni fa, per la prima edizione di «Giochiamo senza frontiere», una manifestazione volta a far conoscere tutte le associazioni del territorio, proponendo attività accessibili a tutti ma con un occhio di riguardo soprattutto per le discipline paraolimpiche. In quella occasione era stato coinvolto anche l’Istituto Riabilitativo di Montecatone, in quanto molti ragazzi ricoverati nella struttura svolgono terapia riabilitativa attraverso la pratica sportiva. Stefano Travisani provò così a tirare con l’arco olimpico per la prima volta al di fuori dell’Istituto e quello fu l”inizio di una serie di successi culminati con il titolo di campione mondiale. Oggi Travisani fa parte delle Fiamme Gialle e gareggia in competizioni olimpiche con avversari normodotati.

Durante la prossima edizione di «Giochiamo senza frontiere» che si terrà il 15 settembre prossimo gli verrà consegnato un attestato, simbolo del conferimento della cittadinanza onoraria. «Siamo molto orgogliosi – commentano il sindaco Luca Albertazzi e l”assessore allo sport Luana Vittuari – di aver potuto contribuire anche se in minima parte, con il tiro della sua prima freccia, al successo di Stefano e fieri del fatto che la nostra comunità sia testimone di una vicenda così bella e densa di significati. Siamo convinti che Stefano rappresenti un esempio estremamente positivo per tutti, ma in particolare per i nostri giovani, perché è portatore di tante qualità positive: impegno, perseveranza e coraggio. Rappresenta esempio e speranza, dimostrando che anche dopo un grave incidente è possibile reinventarsi e affrontare la quotidianità in maniera positiva».

r.c.

Nella foto: Stefano Travisani insieme al sindaco di Dozza Luca Albertazzi e l”assessore allo sport Luana Vittuari

Il Comune di Dozza conferisce la cittadinanza onoraria al campione paralimpico Stefano Travisani
Cultura e Spettacoli 24 Agosto 2018

Max Mascia, chef del ristorante San Domenico di Imola, tra ricordi, idee e nuovi progetti

Durante la chiacchierata utilizza sempre il termine cuoco e mai chef che invece potrebbe utilizzare a ragion veduta in quanto, secondo il significato comune, quest”ultimo comprende anche una più ampia responsabilità di gestione, elaborazione e organizzazione: l”uso del termine cuoco, però, è a livello emotivo molto più bello, ha il sapore di casa e delle cose belle di una volta, della semplicità e della concretezza, della concentrazione e del calore, di quell”attenzione tutta «familiare» che ti fa pensare alle nonne e a quei piatti che da adulto evochi in un istante come piccolo eden del sapore. Ed è significativo, quindi, della filosofia di Massimiliano Mascia, cuoco (chef) del ristorante San Domenico di Imola: semplicità, tradizione, cura, attenzione alle piccole cose così come a quelle grandi, legami. Proprio i legami sono una parte importante della storia del trentacinquenne imolese così come del ristorante stellato: legami con la tradizione (il San Domenico venne fondato da Gianluigi Morini nel 1970 avendo in mente l”attenzione alla cura e all”idea della «cucina di casa»), legami di famiglia (Max è il nipote di Valentino Marcattilii, executive chef del San Domenico, da anni anima della cucina di via Sacchi a Imola, e di Natale Marcattilii, maitre che dirige la sala e «coccola» i clienti), legami con il territorio (a Imola il San Domenico è considerato «un”istituzione»), legami con la terra (i prodotti del luogo sono la base di quella che è una cucina fondata sulle materie prime), legami con il futuro (l”innovazione e l”attenzione al nuovo sono fondamentali nella gestione del ristorante).

Ma come nasce un cuoco da due stelle Michelin? «Ho avuto la passione per questo mestiere sin da bambino – racconta Mascia -. Mia mamma è la sorella di Valentino e Natale, per cui sono cresciuto respirando l”aria del San Domenico. Ricordo che a fine anni Ottanta, quando si aprì il San Domenico a New York, Valentino tornava a casa con oggetti-ricordo tipici americani, come una bellissima palla da baseball, che mi avevano fatto venire il mito dell”America! Trent”anni fa fare il cuoco non era così in vista come oggi, ma io avevo già la passione: basta pensare che nella recita del presepe di prima elementare mi ero vestito da cuoco! Poi ho sviluppato quello che era un gioco e un sogno con lo studio e con il lavoro».

Tanto impegno e… tanti chilometri. «Dal ”97, quando avevo 14 anni, ho frequentato la scuola alberghiera a Castel San Pietro, e contemporaneamente andavo al San Domenico nei weekend e nelle vacanze, fino a quando mi sono diplomato nel 2002. Poi ho cominciato a lavorare nel ristorante e nel 2003-2009 sono “andato in giro”. Nel 2003 ho lavorato a New York in un ristorante italiano con una stella Michelin, l”Osteria Fiamma. È stato un lavoro impegnativo, con 250 persone a cena ogni sera. Ho imparato il ritmo, l”organizzazione, l”autonomia. Lì sono nate le mie prime idee, soprattutto per eventi e iniziative, formule che poi abbiamo inserito anche noi prendendovi spunto. Nel 2004 sono stato in Sicilia al Ristorante Mulinazzo, un ristorante di grande tradizione con due stelle Michelin: venivano utilizzate grandi materie prime, di cui la Sicilia è ricchissima, dalla verdura al pesce alla frutta, ma anche alle carni grazie alla tradizione dell”entroterra… Nel 2005 ero a Viareggio al Ristorante Romano, un ristorante di famiglia, con più di 50 anni di storia, un stella, tra i tre o quattro migliori ristoranti di pesce d”Italia. Una cucina semplice con assoluta attenzione alla materia prima, un posto piccolo che mi è servito per capire come funzionava, avendo dimensioni simili al nostro. Nel 2006 ho lavorato da Vissani, grande cucina a due stelle, ed erano gli anni in cui era all”apice. Nel 2007 sono stato in Francia, alla Bastide Saint Antoine (2 stelle), nelle colline che sovrastano Cannes, in Costa Azzurra dove sono fondamentali le erbe, i frutti… per fare questo mestiere bisogna immergersi prima o poi nella loro cultura della ristorazione e soprattutto del servizio. Il servizio, del resto, è ciò che fa la differenza perché le persone vogliono sentirsi coccolate, e su dieci tavoli non ce n”è uno uguale all”altro, perciò il cliente va conosciuto e capito immediatamente, al volo. Infine, nel 2009 ho lavorato a Parigi da Alain Ducasse al Plaza Athenée (3 stelle) , che è come andare a giocare nel Real Madrid. Per il tipo di cucina nostra è il miglior ristorante del mondo: classica con mano francese… a cui poi si fanno le dovute modifiche…».

Quindi il ritorno a casa, sempre «in serie A». «Nel 2010 sono tornato al San Domenico e piano piano sono cresciuto. Mi piace molto stare in cucina, ma amo anche la parte imprenditoriale: dobbiamo lavorare bene sia dal punto di vista culinario che da quello gestionale. Poi i ristoranti vendono anche immagine, e questo significa girare, fare esperienze, aprirsi alle idee, alle novità, sperimentare. Quest”anno, ad esempio, a luglio e agosto al Forte Village resort in Sardegna abbiamo la Terrazza San Domenico: dato che ci sono ospiti che arrivano da tutto il mondo, è un modo importante di far conoscere all”estero la nostra cucina (piadina, tortellini, uovo in raviolo…). La seguiamo direttamente io e Valentino alternandoci, e in cucina ci sono cinque ragazzi che vengono da qui, dalla “sede” imolese».

L”intervista completa a Max Mascia è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 23 agosto

Nella foto Massimiliano Mascia

Max Mascia, chef del ristorante San Domenico di Imola, tra ricordi, idee e nuovi progetti
Cultura e Spettacoli 24 Agosto 2018

«Musei più aperti», l'evento estivo si conclude domani con l'apertura straordinaria della Rocca di Imola

L”iniziativa «Musei più aperti» si conclude domani, sabato 25 agosto, con l’apertura straordinaria della Rocca sforzesca di Imola dalle 10 alle 13. L”evento, che ha coinvolto i Musei civici della città nel corso dell”estate, ha riscosso molto successo rivolgendosi ai turisti di passaggio, stranieri e non, ma anche agli imolesi rimasti in città per visitare gli affascinanti spazi e le ricche collezioni presenti.

Sono stati, infatti, ben 2.272 i visitatori complessivi che le tre biglietterie di Rocca Sforzesca, Palazzo Tozzoni e Museo di San Domenico hanno registrato nei mesi di luglio e agosto, un dato in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando i biglietti staccati erano stati «solo» 1.585. Nello specifico sono aumentati i visitatori nelle aperture straordinarie del sabato mattina alla Rocca e anche le richieste di turisti per le mattinate infrasettimanali quando è regolarmente aperto al pubblico il Museo di San Domenico, ma, per chi lo desidera, si organizzano aperture anche degli altri due Musei. 

E” soprattutto l’apertura straordinaria del pomeriggio di Ferragosto con il biglietto speciale di 1 euro che ha incontrato il favore del pubblico: 681 visitatori (erano stati 250 nell’estate 2017)  hanno approfittato di questa opportunità per passare qualche ora immersi nella cultura. Anche quest’anno è stata la Rocca ad aver registrato la maggiore affluenza di pubblico con molta gente, in prevalenza giovani e famiglie con ragazzi e bambini, che ha approfittato dell”occasione per una passeggiata al tramonto sui camminamenti della fortezza di Caterina Sforza.

r.c.

Nella foto: la Rocca di Imola di notte

«Musei più aperti», l'evento estivo si conclude domani con l'apertura straordinaria della Rocca di Imola
Sport 24 Agosto 2018

Carrera Autopodistica, i tempi della Superpole in centro storico

Ora si inizia davvero a fare sul serio. La Carrera a Castel San Pietro sta entrando nel vivo e, in attesa delle gare di domenica 9 settembre, mercoledì sera è andata in scena la Superpole in centro storico, i cui tempi determineranno la griglia di partenza nel caso domenica 2 settembre non si potessero svolgere le prove ufficiali.

La prova si è divisa in due manche e, per stilare la classifica finale, è stato preso il miglior tempo di ognuna per ogni team. Davanti a tutti, neanche a dirlo, la Mora (2”13””704) seguita da Coyote, Porz, Ov, Nibbio, Ovetto, Delfino, Cavedano, Porzelin, Bianco Nibbio, Team Volpe, Wile e, per ultimo, Dowlphin.

Tra le donne, invece, le Cavedane sono state le più veloci tallonate da La Venere, mentre le Geckes hanno chiuso al terzo posto.

Domenica 26, invece, andrà in scena la Superpole Coppa Terme.

r.s.

Nella foto: il team Coyote

Carrera Autopodistica, i tempi della Superpole in centro storico
Cultura e Spettacoli 24 Agosto 2018

Questa sera Pizzocchi, martedì Vito: i Suoni degli Angeli salutano l'estate

Salutano l”estate «I suoni degli Angeli 2018». La rassegna di musica e spettacolo organizzata dall”associazione Il Giardino degli Angeli Onlus al fine di raccogliere fondi a favore di progetti di ricerca rivolti a bambini gravemente malati è giunta all”ultima settimana di programmazione. Nel Giardino degli Angeli, in via Remo Tosi a Castel San Pietro, questa sera si esibirà Duilio Pizzocchi con il suo cabaret fatto di personaggi noti e amati quali l”imbianchino maldestro, la chiromante che compone oroscopi improbabili, il camionista Ermete Bottazzi. Domani, sabato 25 agosto, sarà sul palco Massimo Priviero, in tournée per la presentazione del suo nuovo album dal titolo All”Italia.

A chiudere l”ottava edizione della rassegna sarà Vito che, martedì 28 agosto, racconterà le Storie della Bassa di Maurizio Garuti. Vito, con i suoi monologhi, porta in scena da tempo il mondo della sua infanzia, donne e uomini padani, personaggi legati alla terra e al buon cibo e quindi all’amore. Ci sono storie vere e storie inventate; personaggi fantastici e personaggi reali. «Tutti sono accomunati dall”essere surreali, dal vivere nel confine dell’assurdo – si legge nelle note allo spettacolo -. Uno spettacolo di atmosfere, che narra di un mondo che non c’è più, un universo surreale e affascinante, quello della Bassa che Zavattini amava descrivere con una riga, che quando c”è la nebbia diventa un tutt”uno tra cielo e terra».

Gli spettacoli avranno inizio alle ore 20.45. In caso di maltempo si svolgeranno al teatro Cassero. Ingresso a offerta libera.

Nella foto Vito

Questa sera Pizzocchi, martedì Vito: i Suoni degli Angeli salutano l'estate
Cronaca 24 Agosto 2018

Raccolta fondi dell'oratorio di San Giacomo per restaurare la Madonna di Torano

Nascosta tra il verde delle colline imolesi sorge villa Torano, la grande villa seicentesca costruita dai vescovi imolesi dell’epoca, che ne fecero la propria residenza estiva. Oggi è ancora proprietà della diocesi di Imola e, dopo otto anni in cui era rimasta chiusa, dal 2015 viene gestita dai ragazzi dell’oratorio di San Giacomo, coordinati da don Beppe Tagariello. Di fianco, e collegata alla villa, i vescovi fecero edificare anche la chiesa di Santa Maria in Torano. E’ proprio nell’abside della chiesa che si trova una pittura murale, anonima e senza data, raffigurante una Madonna con Bambino e devoto, che ora i ragazzi dell’oratorio vorrebbero far restaurare. «Il complesso di villa Torano risale al 1622, ma la chiesa deve aver inglobato una cappella che esisteva già precedentemente – racconta Don Beppe-. L’abside della chiesa attuale potrebbe quindi essere l’antico tempietto intorno al quale prima del Seicento forse sorgeva un cimitero medievale. Se fosse così anche la pittura murale nell’abside potrebbe essere più antica di quello che si è sempre pensato».

Quello che è certo è che l’affresco potrebbe riservare delle sorprese, come sottolinea anche Miryam Bertuzzi, studentessa di Beni Culturali all’università di Ravenna, che fa parte dell’oratorio di San Giacomo e che sta seguendo il progetto da vicino. «Lo stile dell’affresco non sembra appartenere al XVII secolo, ma dato che mancano data e autore è difficile definirlo con precisione – dice -. Ci auguriamo che il restauro ci sappia dare una datazione più precisa. Ci sono strumenti appositi che fanno una sorta di “radiografia” della pittura mostrando cosa è più antico e cosa, invece, potrebbero essere interpolazioni successive. Ci auguriamo di poter iniziare i lavori entro settembre e l’obiettivo del restauro è quello di constatare lo stato di conservazione e contrastare l’agire del tempo. Spetterà al restauratore, dopo gli esami diagnostici, decidere come agire. Spero che tutto proceda in tempi brevi anche perché mi laureerò a breve a vorrei dedicare la mia tesi proprio a questo restauro».

Per il momento comunque si stanno ancora raccogliendo i fondi per l’iniziativa tramite il sito, dove è stata aperta la pagina Un restauro per miracolo!, richiamandosi proprio alla tradizione secondo la quale l’affresco sarebbe in grado di compierne. «Abbiamo scelto di utilizzare la piattaforma on-line Ginger perché ci aiuta a gestire la raccolta fondi e permette di elargire piccole “ricompense” a chi dona, dei riconoscimenti simbolici per ringraziare le persone della loro offerta» aggiunge Bertuzzi. In base all’entità della donazione, infatti, si può ottenere ad esempio una semplice lettera di ringraziamento, una visita guidata oppure la possibilità di vedere il proprio nome ricordato in una targa all’interno della chiesa. Per ora sono stati raccolti 4.750 euro, ma la cifra da raggiungere entro il 12 settembre sarebbe di 5.000 euro. «Nel caso in cui non riuscissimo ad arrivare alla somma stabilita, cercheremo qualcuno che possa sostenerci economicamente – conclude Bertuzzi -. Per ora non abbiamo ancora preso decisioni a riguardo perché, ovviamente, speriamo di riuscire a raccogliere il necessario in questo modo». 

re.co.

L”articolo completo su «sabato sera» del 23 agosto.

Nella foto: l”affresco da restaurare

Raccolta fondi dell'oratorio di San Giacomo per restaurare la Madonna di Torano
Economia 24 Agosto 2018

L'azienda Walvoil raddoppia gli spazi e trasloca a Ca' Bianca

Da via San Giovanni nella zona artigianale di Osteria Grande all’angolo tra via Maestri del lavoro e via Salieri nella zona industriale Ca’ Bianca, a due passi dal casello dell’autostrada. Uno spostamento di pochi chilometri, ma che per la Walvoil significa sostanzialmente raddoppiare gli spazi a disposizione tra uffici e produzione. Nel nuovo capannone troveranno posto gli uffici, il reparto produttivo e l’area ricerca e sviluppo, che occuperanno complessivamente 16.500 metri quadrati coperti, un po’ più del doppio degli 8 mila utilizzati oggi a Osteria Grande. 

Walvoil in Italia è un colosso che dà lavoro a circa 1.300 persone ed è presente a Reggio Emilia, Riola di Vergato e a Osteria Grande. Tra i clienti, si annoverano ad esempio Caterpillar, New Holland e, più vicini a noi, la Toyota a Calderara e la Bonfiglioli di Forlì. Nonostante i passaggi societari degli ultimi anni, la fabbrica di via San Giovanni si occupa sempre della produzione di valvole e distributori oleodinamici in particolare per macchine movimento terra. «La nostra filosofia aziendale è quella di mantenere le eccellenze nei territori in cui si trovano le aziende che vengono assorbite dal gruppo» ci spiegano dalla direzione dello stabilimento di Osteria Grande -. Un anno e mezzo fa abbiamo iniziato a riflettere sul futuro di questa realtà. Nel gruppo Walvoil c’era un progetto di crescita e, quindi, necessità di spazi maggiori. Questo perché abbiamo bisogno di far fronte alle crescenti richieste del mercato, oltre al  grande lavoro svolto da Walvoil in ambito tecnico-commerciale. Da qui la ricerca di un sito dove costruire per espanderci. In zona Ca’ Bianca abbiamo trovato un buon equilibrio tra qualità e prezzo, ma soprattutto è un’area favorevole agli spostamenti, in particolare per la vicinanza all’ingresso in A14. Tra l’altro, abbiamo incontrato una grande disponibilità sia da parte dell’amministrazione, in particolare del sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti, sia dell’ufficio tecnico nell’aiutarci a trovare uno spazio adatto e a velocizzare le pratiche necessarie ad ottenere il permesso di costruire. Si può pertanto affermare che abbiamo trovato una controparte pubblica che si è spesa molto per mantenere una realtà nel territorio in cui è nata».

I tempi dell’operazione, inoltre, sono stati molto veloci. «L’interessamento all’area da parte di Walvoil risale allo scorso autunno e a gennaio di quest’anno è stato fatto il rogito – proseguono dall’azienda -. Nel mese di giugno sono cominciati i lavori e l’obiettivo è ultimare il cantiere nei primi mesi del 2019».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 23 agosto.

Nella foto: il rendering del nuovo stabilimento a Ca’ Bianca

L'azienda Walvoil raddoppia gli spazi e trasloca a Ca' Bianca
Cronaca 23 Agosto 2018

Volontariato e beneficenza per l'immancabile appuntamento con il Mercatino dei frati cappuccini. IL VIDEO

Grande successo di pubblico per l’ormai tradizionale Mercatino dei frati cappuccini , che ha aperto i battenti in via Villa Clelia lo scorso 20 agosto e che proseguirà fino al 1° settembre. In tanti attendono questo appuntamento estivo per cercare oggetti d’occasione, a cui dare una seconda vita.

Le offerte così raccolte vengono destinate ai progetti delle missioni dei cappuccini dell’Emilia Romagna. Quello scelto quest’anno ha per titolo IllimiTarcha. «Vogliamo costruire – spiega frate Nicola – un asilo per i figli dei detenuti del carcere maschile e femminile della piccola città di Tarcha (nella regione del Dawro Konta in Etiopia, Ndr), dove operiamo da circa dieci anni. Vogliamo dare un futuro a bambini che tutti i giorni fanno i conti con i limiti della prigione in cui vivono».

Il mercatino è aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 15 alle 18.30 (il sabato anche la mattina, ore 10-12). Mercoledì 29 agosto è prevista una apertura serale straordinaria, dalle ore 19 alle 24, in occasione del Mercatino in musica, con cibo e giochi per i bimbi. Prosegue inoltre tutti i giorni la raccolta di materiale usato, in buono stato. Ad allestire e gestire il mercatino ci sono un centinaio di volontari, italiani e stranieri che partecipano al Servizio civile internazionale, arrivati a Imola da molti Paesi europei per aderire al Campo di lavoro e formazione missionaria, organizzato dalle Missioni dei frati cappuccini dell’Emilia Romagna dal 16 agosto al 2 settembre. «Quest’anno abbiamo una dozzina di ragazzi stranieri – prosegue fra’ Nicola -, mentre il 23 agosto sono attesi altri 27 ragazzi provenienti dalla nostra missione di Sighet, in Romania. Il Campo prevede anche una parte di formazione, che avviene la mattina anche con l’intervento di esperti. Quest’anno a partire dal tema del carcere stiamo riflettendo sui concetti di limite, muro, confine e frontiera, luoghi che possono diventare anche di incontro».

Chi volesse informazioni su come donare materiale o come prestare opera di volontariato, anche solo per qualche giornata, può contattare il numero 0542/40265, email centromissionario.imola@gmail.com.

Volontariato e beneficenza per l'immancabile appuntamento con il Mercatino dei frati cappuccini. IL VIDEO

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