Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Economia 17 Agosto 2018

Alla Vertiv di Poggio Piccolo con il contratto integrativo ci sono anche i permessi per le cure termali

Un tempo era la Chloride Silectron, poi il nome è cambiato in Emerson Network Power e, dall’inizio dello scorso anno, si chiama Vertiv, dopo essere stata acquisita dal fondo statunitense Platinum equity.

L’attività dell”azienda è però sempre quella della progettazione di sistemi industriali Ups, gruppi di continuità che garantiscono l’autonomia anche in caso di interruzione di energia elettrica.

Nei giorni scorsi anche nell’azienda di via Fornace a Poggio Piccolo è stato rinnovato il contratto integrativo aziendale. Tra le misure adottate a beneficio dei dipendenti, 122 a cui si aggiungono i 218 dello stabilimento a Piove di Sacco in provincia di Padova, ci sono anche permessi retribuiti per visite mediche, esami e cure dentistiche.

Vengono inoltre riconosciute 16 ore annue di permesso retribuito anche per effettuare cure termali e terapie, purché finalizzate a reali esigenze terapeutiche e non collocabili al di fuori del normale orario di lavoro.

«Questo contratto – dettaglia il sindacalista Stefano Moni, della Fiom-Cgil di Imola – cerca di armonizzare i precedenti contratti in vigore all’ex Chloride e alla sede padovana. Il permesso per le cure termali era già in essere a Castel Guelfo ed è stato esteso allo stabilimento padovano».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto l”esterno dell”azienda

Alla Vertiv di Poggio Piccolo con il contratto integrativo ci sono anche i permessi per le cure termali
Cronaca 17 Agosto 2018

Orti sociali di Medicina, fino al 7 settembre aperti i termini per presentare domanda di assegnazione

Sei residente a Medicina, studente, disoccupato sotto i 35 anni oppure hai più di 60 anni e sei già in pensione? Allora puoi fare domanda per ottenere la concessione di un orto sociale da parte del Comune di Medicina.

Il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi e ci sarà tempo fino al 7 settembre alle 12 per presentare domanda.

I lotti di terreno che il Comune medicinese mette a disposizione sono 18 e si trovano in via delle Fragole. Per partecipare, oltre ad essere residente a Medicina, avere tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti oppure più di 60 anni e non possedere un”occupazione, occorrono anche altri requisiti: l”assenza di situazioni di morosità sia nei confronti del Comune sia degli enti che svolgono servizi per conto del Comune e il fatto di non avere a disposizione altri terreni o orti coltivabili.

La domanda potrà essere recapitata a mano e consegnata all”Ufficio Servizi Scolastici e Politiche Sociali (via Pillio, 1), oppure spedita a mezzo raccomandata A/R indirizzata a: Comune di Medicina – Via Libertà 103, oppure tramite Pec all”indirizzo comune.medicina@cert.provincia.bo.it.

Per informazioni: Servizi Scolastici e Politiche Sociali tel. 051 6979247; e-mail: serviziallapersona@comune.medicina.bo.it.

La foto è tratta dal sito del Comune di Medicina

Notizia a cura della Segreteria del Sindaco

Orti sociali di Medicina, fino al 7 settembre aperti i termini per presentare domanda di assegnazione
Sport 17 Agosto 2018

Calcio serie C, per rafforzare il centrocampo dell'Imolese ingaggiato Mario Gargiulo

L”Imolese in questa sessione di mercato piazza quasi un colpo al giorno e, in attesa del match di domenica contro il Rimini in Coppa Italia, il diesse Ghinassi ha regalato al tecnico Dionisi un nuovo rinforzo a centrocampo.

Si tratta del classe ”96 Mario Gargiulo, proveniente dal Pontedera (35 presenze e un gol lo scorso anno nel girone A della serie C). La mezzala napoletana, che arriva in rossoblù a titolo definitivo, può vantare anche 6 gettoni in serie B con la maglia del Brescia, società nella quale ha fatto anche il percorso giovanile.

r.s.

Nella foto: Mario Gargiulo insieme al diesse Filippo Ghinassi

Calcio serie C, per rafforzare il centrocampo dell'Imolese ingaggiato Mario Gargiulo
Cronaca 17 Agosto 2018

Dalla Regione 30 mila euro al Comune di Dozza per l'asilo nido: sette posti in più e un'aula didattica a cielo aperto

Un contributo di 30.300 euro per migliorare il sistema di educazione e istruzione da zero a sei anni. Il finanziamento, del quale è beneficiario il Comune di Dozza, arriva dalla Regione Emilia-Romagna e consentirà di raggiungere due importanti obiettivi: esaurire la graduatoria per l”asilo nido e realizzare un progetto di riqualificazione nel giardino del nido stesso.

A illustrare i due obiettivi è l”assessore al Bilancio, Barbara Pezzi: “In primo luogo potremo aumentare il numero dei bambini ammessi al nido da 42 dell’anno 2017/2018 a 49 per l’anno 2018/2019, esaurendo così la graduatoria. Il costo di questa iniziativa sarà di circa 12.500 euro. Successivamente realizzeremo un progetto di riqualificazione del giardino del nido per creare un’aula didattica  a cielo aperto condivisa dai bambini del nido e delle scuole dell’infanzia. Si tratta di un innovativo progetto di continuità educativa che vedrà la luce nel polo scolastico di Toscanella nei prossimi mesi. Tale intervento avrà un costo di 17.800 euro”.

Soddisfatto per il finanziamento anche il sindaco, Luca Albertazzi: “Siamo felici di essere riusciti ad intercettare ulteriori risorse dedicate all’ambito scolastico, attraverso le quali potremo realizzare un importante intervento di riqualificazione del polo scolastico che si va ad aggiungere ai lavori di rinnovamento, ora in corso, della sede della scuola materna G. Rossa. Tutto questo consentirà di avviare un innovativo progetto educativo che verrà proposto ai nostri bambini negli anni a venire. Ulteriore soddisfazione discende dalla consapevolezza di riuscire, per il prossimo anno scolastico, ad azzerare la graduatoria di accesso al nido. Veramente una bella notizia per la nostra comunità, controcorrente rispetto al contesto socio-economico attuale”.

Nella foto il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi

Dalla Regione 30 mila euro al Comune di Dozza per l'asilo nido: sette posti in più e un'aula didattica a cielo aperto
Sport 17 Agosto 2018

Aperture autodromo, dopo il pranzo di Ferragosto si torna in pista già stasera

All’autodromo Enzo e Dino Ferrari proseguono le date di apertura al pubblico. La pista, infatti, sarà accessibile stasera, sempre dalle ore 18.45 alle 20.30, e nelle giornate di lunedì 20 e mercoledì 22. E’ ovviamente consentito l’accesso a piedi e con mezzi meccanici non a motore.

r.s.

Nella foto: appassionati all”autodromo

Aperture autodromo, dopo il pranzo di Ferragosto si torna in pista già stasera
Cronaca 16 Agosto 2018

Seno, labbra, naso come le star: sempre più giovanissimi ricorrono alla chirurgia estetica

La moda spopola in America, ma anche in Italia i numeri appaiono in crescita: sono sempre di più le ragazze (ma anche i ragazzi) che si affidano al bisturi per somigliare alle celebrità.

Chi sogna il seno dell”attrice Blake Lively, chi le labbra e il naso della modella Bella Hadid, ma la sostanza non cambia: tante under 30 si rivolgono alla chirurgia estetica alla ricerca di quella che per loro è la “perfezione”. 

La colpa, nemmeno a dirlo, in buona parte è dei social network. Basta guardare i dati resi noti dall”Aafprs (Accademia americana di chirurgia ricostruttiva e plastica facciale): quasi la metà dei chirurgi estetici degli Stati Uniti ha fatto sapere di aver ricevuto richieste di pazienti under 30 per migliorare la loro immagine ed essere perfetti nei selfie e nei post social.

Numeri più precisi arrivano dall”American Society of Plastic Surgeons (Asps), secondo la quale uno studio del 2015 ha registrato, nella fascia d’età sotto i 20 anni, 65.000 richieste di interventi, soprattutto di rinoplastica, aumento del seno e otoplastica (cioè interventi alle orecchie).  

In Italia la situazione non cambia di molto. Stando a una ricerca che la Società italiana di medicina estetica ha condotto insieme all’università Magna Grecia di Catanzaro, sono sempre più numerose le ragazze tra i 13 e i 18 anni che si rivolgono a un centro di chirurgia estetica per rifare seno, fianchi e gambe, mentre i maschi scelgono di intervenire su muscoli e naso.

I modelli cui ispirarsi, ovviamente, gli attori e i cantanti più in voga. Scendendo nel dettaglio delle percentuali, il 17,7% degli intervistati vorrebbe migliorare parti del proprio corpo attraverso la medicina estetica (49,2%) e la chirurgia plastica (31,3%). Un certo numero lo fatto davvero: il 15,8% delle ragazze e il 3,3% dei ragazzi ha dichiarato di avere già usufruito della medicina estetica per curare l’acne, ridurre i peli e le smagliature, correggere il naso, le orecchie o il seno.

Una moda dunque piuttosto diffusa, dalla quale gli esperti mettono in guardia i più giovani.

Il chirurgo estetico Renato Zaccheddu spiega innanzitutto che gli interventi di chirurgia estetica, in base alla legislazione italiana, si eseguono solo su pazienti maggiorenni, così come anche in Gran Bretagna. “Anche a me – confessa – è capitato di avere richieste da 15-17enni per rifare il naso o il seno, ma non affronto nemmeno il discorso, dicendo semplicemente che non posso fare nulla a questa età, per legge. L’unica eccezione consentita dalla legge è l’otoplastica, da effettuare col consenso obbligatorio di entrambi i genitori, a fronte di problematiche particolari”.

Secondo Zaccheddu “la sensibilità dei giovanissimi è aumentata e potrei dire che una delle ragioni principali è che si spende molto tempo giornalmente a mandarsi foto e video attraverso i social. Queste foto mettono inesorabilmente a nudo i difetti che tutti abbiamo ma che ora vengono continuamente immortalati e poi visti da tutti.  La modifica di tali foto prima di renderle pubbliche diventa quindi un momento importante, necessario. Si va alla ricerca di quella perfezione, che è pura illusione, non esistendo in natura e tantomeno non ottenibile sul tavolo operatorio. Quello che è importante capire è che la vera bellezza non è sinonimo di perfezione a tutti i costi e che non si ottiene cercando di replicare l’aspetto di altri”.

Attenzione, tuttavia, a questa rincorsa a modelli di perfezione che, dice il chirurgo, sono sbagliati. “Il problema – prosegue Zaccheddu – si pone quando viene richiesta una miglioria eccessiva di qualcosa che già  sta perfettamente nei canoni della normalità. Il pensiero di molti è che andare dal chirurgo voglia dire rifarsi come e dove si vuole, senza limitazioni. Per esempio cambiare, se non stravolgere, la forma degli occhi, del naso o delle labbra. Per assomigliare magari più a questo o quel personaggio pubblico. Oppure quando si richiede l’uso del botox a 20 anni perché non si sopporta la minima iniziale ruga di espressione sulla fronte o intorno agli occhi.  In questo caso il rifiuto a procedere è d’obbligo”.

Diverso, invece, è il caso di difetti visibili (seno piatto, naso “importante”) che possono compromettere il benessere del paziente in termini di relazioni sociali e stabilità emotiva.

“In questo caso – conclude l”esperto – la valutazione a procedere può essere considerata. In particolare, nei giovanissimi post-adolescenza, gli interventi più facilmente eseguibili sono, in ordine decrescente: mastoplastica additiva, rinoplastica, liposuzione, otoplastica. Per quanto riguarda il trattamento estetico non chirurgico, invece, il riempimento delle labbra. Ribadisco però il mio no ad interventi immaginari a cambiare forme o proporzioni nel tentativo di assomigliare a questo o all’altro”.

Seno, labbra, naso come le star: sempre più giovanissimi ricorrono alla chirurgia estetica
Cronaca 16 Agosto 2018

La Regione stanzia 490 mila euro per l'apicoltura, il bando scadrà entro novembre

Circa 490 mila euro per sviluppare l”apicoltura, migliorare la qualità dei prodotti da alveare, a partire dal miele, studiare nuovi trattamenti per combattere le malattie delle api e puntare sulla sicurezza dei consumatori.

A tanto ammontano le risorse (50% di provenienza comunitaria, 50% stanziati dal Governo nazionale) del bando che la Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi, in attuazione della terza annualità del programma regionale 2017-2019 di aiuti al settore dell”apicoltura. La quantità di finanziamenti destinati dal Ministero delle Politiche agricole e forestali all”Emilia-Romagna si basa sul calcolo del numero di alveari censiti dall”Anagrafe apistica nazionale, vale a dire circa 110 mila nel 2017. 

In tutto, calcolando anche quasi 270 mila euro di finanziamenti privati, gli investimenti nel settore superano quota 756 mila euro.

Per partecipare al bando, occorre presentare domanda entro il 19 novembre prossimo attraverso la piattaforma informatica di Agrea (Sop). Potranno farlo gli apicoltori sia singoli che associati, le associazioni apistiche e le organizzazioni dei produttori, oltre che gli enti di ricerca e l”Osservatorio nazionale del miele, che ha sede a Castel San Pietro Terme, considerata la capitale dell”apicoltura regionale. 

I contributi saranno erogati a fronte delle spese sostenute tra agosto 2018 e luglio 2019, con percentuali variabili dal 40 al 100% dei costi sostenuti, a seconda della tipologia di intervento e dei beneficiari.

Circa 260 mila euro andranno a finanziare le azioni di assistenza tecnica, compresi i seminari di formazione e divulgazione per migliorare le condizioni ambientali per l’apicoltura e l’acquisto di attrezzature per la conduzione degli apiari e per la lavorazione, confezionamento e conservazione dei prodotti dell’alveare. Altri interventi coperti dal bando sono: incentivi per l’acquisto di macchine ed attrezzature per l’esercizio del nomadismo, cioè lo spostamento degli alveari per seguire le fioriture stagionali, e per la realizzazione di una banca dati apistica regionale per la mappatura delle aree nettarifere e la georeferenziazione degli apiari (80mila euro); la lotta alle malattie dell’alveare, in particolare i contributi per l’acquisto di arnie antivarroa (60mila euro); le misure disostegno ai laboratori di analisi del miele e degli altri prodotti dell’apicoltura (55mila euro); lo studio da parte del Crea – Agricoltura e Ambiente di Bologna di nuove strategie di lotta contro la varroasi(circa 28mila euro); infine gli aiuti per l’acquisto di materiale apistico vivo (sciami, nuclei e pacchi d’api) per il ripopolamento degli alveari (circa 3.500 euro).

La graduatoria sarà compilata e approvata entro il 4 marzo 2019 e seguirà le priorità indicate nel bando: giovani, produzione con metodo biologico o integrato, assistenza tecnica, numero degli alveari posseduti. 

“E” un”ottima notizia per il settore – commenta la consigliera regionale di Castel San Pietro Francesca Marchetti (Partito Democratico) –. Un traguardo importante che premia l’impegno delle associazioni e del territorio che a Castel San Pietro trovano un coordinamento unico e prezioso per un settore d’eccellenza».

La Regione stanzia 490 mila euro per l'apicoltura, il bando scadrà entro novembre
Cultura e Spettacoli 16 Agosto 2018

Incontri con l'autore, a Castel Del Rio Ernesto Aloia presenta il suo nuovo libro «La vita riflessa»

Domani alle 17.30 presso la piscina il Galletto a Castel del Rio, l’Associazione culturale «Il Giglio», in collaborazione con l’Associazione Bandando, incontrerà lo scrittore Ernesto Aloia, bellunese naturalizzato torinese, per parlare del suo ultimo libro intitolato «La vita riflessa», edizioni Bompiani.

L’incontro sarà condotto da Barbara Maraia, presidente dell’Associazione Il Giglio, «La vita riflessa è un libro di profonda introspezione umana nell’era moderna dei social». 

A seguire è previsto un brindisi in compagnia dell’autore.

r.c.

Nella foto: il volantino dell”evento

Incontri con l'autore, a Castel Del Rio Ernesto Aloia presenta il suo nuovo libro «La vita riflessa»
Cronaca 16 Agosto 2018

Scuole Medicina, a inizio settembre si concluderanno i lavori alla materna Calza e alle medie Simoni

Si concluderanno i primi giorni di settembre, a Medicina, i lavori di consolidamento in corso nella scuola materna Calza e nella scuola media Simoni. Gli interventi, partiti a luglio, sono stati finanziati grazie al contributo di 238 mila euro complessivi proveniente dal Fondo per il sisma del 2012.  

A fine anno, poi, partiranno i lavori per un terzo edificio, la Scuola di musica della Banda municipale di via Mazzini, per i quali saranno investiti 60 mila euro, anche questi parte del fondo per la ricostruzione. 

Per la materna Calza un primo intervento era già stato realizzato l’anno scorso, con un investimento di 100 mila euro. In quell’occasione furono realizzati i micropali e un nuovo cordolo per rinforzare murature e fondamenta, realizzato il marciapiede perimetrale esterno e sostituita parte della nuova linea fognaria.

“Prosegue l’impegno dell’Amministrazione per garantire strutture sempre più sicure e accoglienti – illustra l’assessore ai Lavori pubblici Matteo Montanari. – Oltre ai fondi propri del bilancio comunale, sono importanti i contributi che continuano ad esserci assegnati dall’Agenzia regionale alla ricostruzione, oltre ai numerosi bandi ai quali il Comune di Medicina partecipa”.

La scuola Calza si trova in un immobile costruito all’inizio del Novecento e da tempo viene monitorata, viste anche le crescenti preoccupazioni dei genitori per fessure e pavimenti con avvallamenti nelle aule. Inoltre, sul finire del 2016, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle aveva presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno che chiedeva per l’appunto che venisse appurata la situazione strutturale della scuola. Dal canto suo, l’Amministrazione aveva tranquillizzato tutti impegnandosi a intensificare i controlli periodici in attesa dell’intervento vero e proprio. 

Passando alle medie Simoni, i lavori in corso, del costo di 100 mila euro, riguardano «consolidamenti statici, in particolare con l’irrobustimento di alcune travi portanti e il rinforzo dei punti di giuntura tra le parti dell’edificio realizzare in epoche diverse (il fabbricato è stato costruito a blocchi tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, ndr)» conclude il vicesindaco.

Le informazioni complete nell’articolo di Giulia Giuffrida su «sabato sera» del 2 agosto

Nella foto la materna Calza

Scuole Medicina, a inizio settembre si concluderanno i lavori alla materna Calza e alle medie Simoni
Cronaca 16 Agosto 2018

A Medicina nuovo business per Agribioenergia grazie alle piante officinali

«Non abbiamo abbandonato l’agricoltura, bensì cercato di dare continuità e creare un diversivo, non un’alternativa, dalle produzioni storiche quali patata, cipolla, vigna ed erba medica. E’ un modo per differenziare il rischio, non per voltare pagina». Enrico Dall’Olio, presidente della società agricola cooperativa Agribioenergia, esordisce così dal suo ufficio in via Canale, mentre racconta dell’ultima avventura, iniziata quattro anni fa, della coltivazione ed essicazione delle piante officinali da utilizzare soprattutto in campo medico, erboristico, cosmetico e alimentare.

Un ramo totalmente nuovo, ma che sta dando grandi risultati per via dei terreni, a quanto pare, davvero adatti e che proprio da questa estate può contare su un nuovo grande capannone e ben dieci forni per l’essiccazione. Un investimento da 2 milioni di euro per la cooperativa che, nata nel 2005, oggi conta 25 soci provenienti soprattutto da Medicina, Castel Guelfo e Imola e coltiva complessivamente 1.800 ettari, dei quali 60 oggi vengono dedicati alle piante officinali. «Dal 2010 abbiamo attivato un impianto a biogas da 1 Megawatt – riassume Dall’Olio -. Inizialmente veniva alimentato con l’insilato di mais, mentre ora al 70% con sottoprodotti e scarti prodotti dai nostri soci, quali bucce di pomodoro, patate e, in piccola parte, liquami bovini. L’energia elettrica che riusciamo a generare con questo impianto viene immessa in rete, mentre finora non eravamo ancora riusciti a sfruttare appieno l’acqua calda a 80 gradi che deriva dal raffreddamento del cogeneratore».

Da qui l’idea di buttarsi nel business delle piante officinali. Questa energia termica, infatti, serve per riscaldare i dieci forni all’interno dei quali avviene l’essiccazione a una temperatura compresa tra i 30 e i 50 gradi, prolungata in alcuni casi anche per 72 o 96 ore. «Nel 2014 siamo partiti con appena tre forni assistiti dai consulenti di una multinazionale farmaceutica che abbiamo conosciuto quasi per caso ad un evento del settore – prosegue Dall’Olio -. Facendo le analisi è emerso che i principi attivi estratti dalle nostre piante sono di alta qualità, dovuta soprattutto ai terreni fertili e argillosi di Medicina e dintorni, che sono difficili da lavorare, ma ottimi per queste coltivazioni. Basti pensare che anche la cipolla e l’erba medica (quest’ultima usata in gran parte per alimentare le mucche da cui si ricava il latte per il parmigiano reggiano), due peculiarità del nostro territorio, sono due erbe officinali e hanno proprietà importanti per l’organismo. Quattro anni fa siamo partiti coltivando un ettaro con il cardo, che ha importanti proprietà per protegge e regolare la funzionalità epatica. Poi abbiamo aggiunto anche tanaceto, melissa e camomilla. Di quest’ultima, ora abbiamo 15 ettari. Inoltre, coltiviamo il meliloto e, di conseguenza, siamo tra i produttori della cumarina, ossia il principio attivo contenuto nell’anticoagulante Coumadin».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 2 agosto.

Nelle foto: a sinistra il nuovo capannone e i campi con la calendula in fiore, a destra il presidente Dall”Olio (sesto da sinistra) con altri soci di «Agribioenergia»

A Medicina nuovo business per Agribioenergia grazie alle piante officinali

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