Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 10 Settembre 2018

Parte la vaccinazione gratuita contro l'Herpes Zoster, spedite 1650 lettere a chi compie 65 anni nel 2018

Per chi compie 65 anni quest’anno è in arrivo in questi giorni una lettera spedita dall’Ausl di Imola. Contiene un invito a sottoporsi alla vaccinazione contro l’Herpes Zoster, più comunemente conosciuto come fuoco di Sant’Antonio.

Come anticipato nel 2017 al «sabato sera» dal dottor Roberto Rangoni, dirigente medico responsabile del servizio Prevenzione delle malattie infettive ed Epidemiologia dell’Ausl di Imola, l’azienda sanitaria ha ampliato infatti quest’anno l’offerta di vaccini gratuiti, in linea con quanto previsto dal Piano nazionale vaccinale 2017-2019.

Il vaccino contro l’Herpes Zoster è riservato ai nati nel 1953 e circa 1650 sono state le lettere spedite alle persone interessate. L’Herpes Zoster, che colpisce soprattutto gli anziani, è una patologia frequente e debilitante, legata alla riattivazione del virus della varicella. Chi ha contratto infatti questa malattia non si libera del virus, il quale resta presente nel sistema nervoso e può riattivarsi con il passare degli anni e in presenza di situazioni di patologie o stress, provocando la comparsa di vescicole in una parte localizzata del corpo.

Oltre a dolore, bruciore e prurito, spesso la malattia porta febbre, debolezza, mal di testa e malessere generale. Non solo: nella fase acuta possono anche esserci complicanze gravi. La vaccinazione, costituita da un’unica iniezione (con rari effetti collaterali e di breve durata), è dunque lo strumento più efficace e sicuro per prevenire questo fastidioso e pericoloso disturbo. 

Chi ha ricevuto l’invito e desidera sottoporsi alla vaccinazione potrà presentarsi agli ambulatori del Servizio Igiene e Sanità Pubblica situati all’Ospedale Vecchio di Imola, in via Amendola 8, tutti i lunedì dal 3 settembre al 29 ottobre. Per informazioni è disponibile il numero di telefono 0542 604916 dalle 12 alle 13.30. Chi preferisce un appuntamento personalizzato può rivolgersi al Cup Sportello Unico distrettuale, senza bisogno di richiesta del medico curante.

Oltre che per i nati nel 1953, il vaccino gratuito è offerto anche alle persone di qualunque età, ma con più di 50 anni, che abbiano patologie a rischio (diabete mellito, cardiopatie croniche esclusa l’ipertensione isolata, Bpco, pazienti candidati a terapia immunosoppressiva). (r.c.)

Nella foto le tipiche vescicole dell”Herpes Zoster

Parte la vaccinazione gratuita contro l'Herpes Zoster, spedite 1650 lettere a chi compie 65 anni nel 2018
Sport 9 Settembre 2018

Carrera, in centro storico la Mora fa doppietta e si conferma imbattibile

Tutto come nel 2017. La Mora, dopo la vittoria al mattino lungo il viale delle Terme, si conferma imbattibile e conquista anche la 65^ Carrera Autopodistica sul percorso del centro storico.

Una supremazia legittimata dalla pole position prima e da una gara vissuta al comando dal primo all”ultimo metro. Alle sue spalle Ov e Coyote, poi via via tutti gli altri, con i Downlphin che hanno chiuso all”ultimo posto.

Da segnalare un ricorso nei confronti del Porz, poi accettato dai giudici, che ha portato alla retrocessioni di tre posizioni della squadra rosa che è così passata dal 2° al 5° posto finale.

r.c.

Nella foto (Isolapress): il team Mora durante le premiazioni dal balcone del Comune

Carrera, in centro storico la Mora fa doppietta e si conferma imbattibile
Sport 9 Settembre 2018

Il medicinese Stefano Romualdi racconta la sua avventura americana in mountain bike al «Great Divide»

A due passi dal cimitero c’è la carrozzeria di Stefano Romualdi, ma la cosa più curiosa è il nome della strada. Via della Resistenza. Sì, lo sappiamo che si riferisce a cose ben più serie, ma un ragazzo che ogni giorno lavora sotto una simile esortazione, forse si è fatto sedurre, anche inconsciamente. La «resistenza», quella con la «erre» minuscola, è una parte fondante della sua vita da 38enne in gran forma e lo ha dimostrato in giugno, quando è stato l’unico italiano a partecipare e a concludere «The great divide», 2.800 miglia (cioè 4.500 chilometri) in mountain bike, fermandosi solo il tempo necessario per rifocillarsi e dormicchiare.

Ha impiegato 18 giorni, 15 ore e 2 minuti per segare in due il nord America da nord a sud, partendo venerdì 8 giugno da Banff, in Canada e arrivando mercoledì 27 giugno ad Antelope Wells, nel New Mexico. Passando dal ghiaccio fino al sole più cocente in meno di tre settimane, tra l’altro piazzandosi al 9º posto, nonostante fosse la sua prima esperienza in un percorso che, tanto per rendersene conto, è di oltre 1.000 chilometri più lungo del Tour de France o del Giro d’Italia. «Vorrei che qualche ragazzo giovane iniziasse ad appassionarsi a questa disciplina così affascinante – ha detto Romualdi -. Bicicletta, zaino e via: non c’è mica bisogno di andare negli Stati Uniti per fare queste cose».

Come ci si prepara per una sfacchinata di 4.500 chilometri?

«Soprattutto a livello articolare. Corsa, palestra e, ovviamente, bicicletta. Il vero obiettivo non era quello di andare forte, bensì di arrivare alla fine. Dalla primavera in poi ho fatto qualche pedalata notturna perché, insieme al mio preparatore, avevamo deciso di scombussolare un po’ il metabolismo. Una volta, ad esempio, sono andato fino a Torino per vedere giocare mio figlio…».

Il bagaglio ridotto al minimo è un obbligo, per chi se lo deve trascinare lungo la strada.

«Abbiamo imballato la bicicletta con le borse da telaio, mentre i vestiti del viaggio li ho buttati via dopo l’atterraggio. Bisogna limitarsi all’essenziale, come il sacco a pelo, il materassino, il bivy bag e lo spazzolino da denti. Come abbigliamento avevo una tenuta estiva da ciclismo, due divise antiacqua, una maglia termica a maniche lunghe, guanti e scarpette».

Non c’è una partenza vera e propria, giusto?

«L’appuntamento era alle 8 di mattina di venerdì 8 giugno, circa 140 atleti, ma in realtà ognuno inizia a pedalare quando vuole, un po’ come nel Cammino di Santiago. Alla fine siamo arrivati in una sessantina».

C’è un metronomo interno che scandisce le tappe?

«A parte la stanchezza, le due variabili fondamentali sono l’acqua e il cibo. Bisogna essere attrezzati a percorrere 300 chilometri nel nulla e appena si trova un luogo di ristoro non si può ignorare. Alcune volte mi sono addormentato alle 7 di sera e sono ripartito 3 ore dopo. Non sapendo l’inglese, in alcuni casi mi sono fatto sfuggire dei punti di rifornimento gestiti da guardie forestali, oppure dei pozzi nel deserto. Insomma, ho pagato l’ingenuità del principiante».

Come ti alimentavi?

«Coi burritos surgelati: fagioli e patate, oppure carne e patate. Infilavo il sacchetto nella schiena e dopo un po’ di microonde corporeo erano pronti da mangiare. Cercavo di evitare con cura tutte quelle salse che gli americani cospargono ovunque».

Dal gelo canadese ai 40 gradi del deserto. In mezzo, qualche colpo di sfortuna non poteva mancare.

«La prima foratura l’ho avuta circa a metà percorso. Mi sentivo bene, stavo proseguendo assieme ad un ragazzo belga, ma ci siamo dovuti dividere. Ho atteso l’apertura di un negozio specializzato, ho rimesso a posto la bici ma due giorni dopo ho tagliato nuovamente il copertone, di notte, su un terreno ghiaiato. Nonostante il faro, che fa luce come un’automobile, non mi sono reso conto di come sia successo».

Entrare tra i primi 10 all’esordio è stata l’impresa dentro l’impresa.

«Come ho detto, siamo partiti in 140, quindi non è male. Quelli che sono arrivati davanti a me? Di sicuro vanno mediamente più forte, ma conta tanto anche l’organizzazione. Se io impiegavo 2 ore per trovare un motel, ho visto gente col panino in una mano, il Gps nell’altra e il telefono davanti per le previsioni meteo. Tutto tempo risparmiato».

Hai già pensato di riprovarci?

«La tentazione di riprovarci ovviamente c’è, però occorre tempo, minimo 25 giorni, e una organizzazione capillare. Ma ci sono anche altre sfide da raccogliere. Mi piacerebbe andare a fare un trail in Scozia e mi sono informato pure per il Marocco, anche se non mi convince l’organizzazione».

p.z.

L”intervista completa e tante belle immagini su «sabato sera» del 6 settembre.

Nella foto: Stefano Romualdi sul percorso

Il medicinese Stefano Romualdi racconta la sua avventura americana in mountain bike al «Great Divide»
Sport 9 Settembre 2018

Lotta greco-romana, Mirco Minguzzi convocato per rappresentare l'Italia ai Mondiali juniores

Pur essendo tornato a casa dagli Europei Juniores senza medaglie, l’imolese Mirco Minguzzi (classe 1998) è stato convocato in Nazionale per rappresentare l’Italia ai Mondiali nella categoria 77 kg della lotta greco-romana.

La competizione si terrà in Slovacchia dal 17 al 23 settembre e per Minguzzi sarà l’ultimo appuntamento Juniores.

«Gli Europei di Roma – ha dichiarato l”atleta – potevano andare meglio, adesso ho voglia di riscatto, anche perché mi sento pronto, ben preparato e ho acquisito esperienza per sfruttare al meglio i miei punti di forza».

Nella foto Mirco Minguzzi

Lotta greco-romana, Mirco Minguzzi convocato per rappresentare l'Italia ai Mondiali juniores
Sport 9 Settembre 2018

Carrera, ancora una volta la Mora alza al cielo la Coppa Terme

La Mora, partita dalla pole position, ha conquistato la vittoria nella 61^ Coppa Terme e ha bissato il successo del 2017. Alle sue spalle Ov e Porz, con a seguire tutti gli altri. Ultimo il Dowlphin, mentre il Nibbio, per un incidente di gara senza però particolari conseguenze, non è arrivato al traguardo.

Appuntamento ora al pomeriggio con la Carrera Rosa (ore 17.30) e la Carrera Autopodistica (alle 18).

r.c.

Nella foto: il team Mora

Carrera, ancora una volta la Mora alza al cielo la Coppa Terme
Sport 9 Settembre 2018

L'ultra-runner imolese Gianluca Galeati e il richiamo della montagna. Oggi inizia il suo sesto Tor des Geants

Oggi a mezzogiorno riparte l’avventura del Tor des Geants, il più impegnativo e prestigioso appuntamento ultra-trail (la corsa estrema in montagna). Ricomincia anche la sfida dell’imolese Gianluca Galeati a una gara che nel 2015 stava per vincere. Il Tor des Geants è un marchio registrato con 330 km da percorrere sulle due Alte Vie della Valle d’Aosta (ci sono i 4 Giganti delle Alpi, cioè Monte Bianco, Gran Paradiso, Monte Rosa e Monte Cervino), per un totale di 24.000 metri di dislivello positivo. In realtà, negli ultimi anni il percorso ha visto alcune piccole modifiche che hanno portato il totale a ben 355 km, con 28.000 metri di dislivello positivo.

Le regole sono semplici: si parte a mezzogiorno e ci sono 150 ore di tempo (una settimana) per riuscire a terminare la prova entro il tempo massimo. Gli atleti al via (quasi 900) possono fermarsi a mangiare e riposare nelle basi-vita distribuite lungo il percorso, ma chi lotta per la vittoria si ferma ogni volta solo per una manciata di minuti, concludendo la prova in 70-80 ore (comprese le 2-3 ore dormite, sommando tutti i micro-sonni). Galeati, 35 anni, è alla sesta partecipazione.

Gianluca, come ti sei preparato?

«A luglio ho partecipato all’Andorra Ultra Trail (170 km, 13.000 metri di dislivello positivo) chiudendo al secondo posto, nonostante un errore organizzativo nella segnalazione del percorso. Tre settimane dopo ho partecipato al Monte Rosa Walser Trail (114 km, 8.000 di dislivello): ero ancora affaticato dall’impegno precedente, ma ho vinto. Forse due gare così toste sono troppe, ma è più allenante per la testa. Poi ho continuato a correre con le ferie in montagna: ormai posso dire di sapere come ci si prepara e come si corre il Tor des Geants, ma quando ci si spinge al limite la sfiga è sempre dietro l’angolo».

Per dare qualche numero in più sulla preparazione fisica?

«Nel 2015 sono arrivato al Tor con 180.000 metri di dislivello positivo nelle gambe. Più di 30.000 al mese non riesco a farli, considerando che ho anche un lavoro e abito in pianura. Sono 1.85 di altezza e peso 68-70 kg quando sono tirato. A riposo il mio cuore ha circa 32 battiti: è un parametro importante, quando ne ho più di 40 vuol dire che sono stanco e devo recuperare».

Insomma, arrivi al Tor in grande forma.

«Meglio non dire niente, anche nel 2016 e 2017 mi sentivo bene… poi mi sono ritirato. Come sostengo sempre, è inutile parlare di pronostici o degli avversari più forti: in una gara così lunga e massacrante, riuscire a tagliare il traguardo è già un’impresa. Poi, quando lotti per le prime posizioni, tutti i dettagli fanno la differenza e sorgono mille complicazioni in più».

Ci sarà il tuo team di supporto?

«Ci saranno Giada (compagna di Gianluca, nda), Maurino, Olly e un nuovo ingresso, Andrea. Non ci sarà Marco, che negli anni precedenti ha coordinato il team, ma dopo il suo grande lavoro passato, il gruppo è collaudato».

Cosa ti spinge a provarci di nuovo?

«Per noi che corriamo in montagna è una specie di richiamo. Non ci vado per vincere, ma perché nella settimana del Tor si vive un’esperienza quasi mistica. Giornate intere da soli in mezzo alla montagna, in una sorta di dimensione parallela. E poi è bello anche prepararsi per un anno intero per un appuntamento così atteso. Due ritiri consecutivi oltre i 200 km lasciano l’amaro in bocca: è come una classica del ciclismo o il Tour de France, la gara è lunga ma le emozioni più intense si vivono solo nel finale. Non lo dico in giro, ma un po’ di voglia di arrivare in fondo di nuovo ce l’ho».

ma.ma.

L”articolo completo su «sabato sera» del 6 settembre.

Nella foto: Gianluca Galeati

L'ultra-runner imolese Gianluca Galeati e il richiamo della montagna. Oggi inizia il suo sesto Tor des Geants
Cultura e Spettacoli 9 Settembre 2018

Fontanelice mette in primo piano agricoltura, zootecnia e gastronomia con l'Antica fiera

Tredici anni di festa ma, in realtà, molti di più. L”Antica Fiera di Fontanelice, che si terrà domenica 9 settembre con la sua XIII edizione, affonda infatti le proprie radici nel XVII secolo quando, dopo il terremoto del 1672, i fontanesi chiesero la protezione della Vergine della Consolazione e le cinsero il capo di una corona d”argento, decidendo che ogni anno – in quella giornata – l”8 settembre – si doveva celebrare tale festività. Da allora quella giornata è diventata un importante momento di socializzazione per gli abitanti del paese e delle campagne, e la festa è stata spostata alla domenica più vicina. L’inaugurazione ufficiale dell”edizione 2018 si avrà quindi domenica 9 alle 9.30 nella piazza Antico Lavatoio alla presenza del sindaco Athos Ponti. Alla manifestazione, dedicata al mondo agricolo e zootecnico del territorio della Vallata del Santerno, si possono trovare, in via VIII Dicembre, una vasta area dedicata all’esposizione, degustazione e vendita di prodotti agricoli ed agroalimentari tipici della zona ad opera delle aziende agricole produttrici, una mostra zootecnica con bovini da latte e da carne, suini, ovini ed equini, un”esposizione di macchine ed attrezzature per l’agricoltura, di ultima generazione e un”esposizione di macchine ed attrezzature agricole d”epoca realizzata grazie a numerosi volontari.

«Dai formaggi alle conserve di marmellata, dalla frutta ed ortaggi della zona ai diversi tipi di miele, dalla birra prodotta in zona ai vini, sono tanti i prodotti della terra ed i prodotti lavorati che si potranno gustare ed acquistare dalle aziende e associazioni del territorio presenti alla manifestazione – si legge nel comunicato stampa dell”evento -. Anche in questa edizione dell”Antica Fiera si conferma la presenza degli allevatori delle razze zootecniche autoctone dell”Emilia Romagna, la cui presenza è una valorizzazione della biodiversità animale». In mattinata ci sarà anche un momento di incontro e riflessione grazie al dibattito organizzato sul tema «Presenza della fauna selvatica nelle aree agricole». Non mancheranno i laboratori didattici, come quello del formaggio a cura della Società agricola Caboi Claudia (ore 11), o la dimostrazione della battitura con la «zerca» svolta nelle campagne di un tempo a cura della Parrocchia di Campiano (ore 11 e ore 15) o come quello di scoperta della natura tenuto dal Centro di educazione del Circondario Imolese (ore 11). Dalle 9.30 alle 12.30 il Ceas organizza poi una passeggiata lungo il Santerno (prenotazione allo 0542/602183). Da non perdere le degustazioni delle singole aziende che esalteranno i prodotti e le materie prime e lo stand gastronomico, che aprirà, a partire dalle 9.30, a cura del Comitato Sagra Piè Fritta e dell’Avis Fontanelice, dove si potranno gustare strichetti aglio e prezzemolo, salumi e formaggi nostrani, salsiccia alla griglia, patatine fritte e piadina fritta.

Alle 14 verrà organizzata una gara di tiro alla fune nel campo sportivo, e alle 16.45 ci sarà un concerto dei ragazzi dell”Associazione musicale Baruzzi di Fontanelice. Quest’anno sarà poi organizzata un”iniziativa a cura della Pro Loco di Fontanelice: la Festa del Ritorno, per accogliere coloro che, nativi di Fontanelice, hanno lasciato negli anni il loro paese d’origine e in questa occasione vi ritornano per ritrovarsi ed incontrarsi (dalle 10, con brindisi alle 16). Da ricordare che il mercato straordinario occuperà le aree mercatali di Corso Europa.

Fontanelice mette in primo piano agricoltura, zootecnia e gastronomia con l'Antica fiera
Sport 8 Settembre 2018

Carrera Autopodistica, domani tutti a caccia della Mora in centro e alle Terme. IL VIDEO DELLE PROVE UFFICIALI

Domani è il giorno della Carrera Autopodistica e partirà ufficialmente la caccia alla… Mora. Il team nero-viola infatti scatterà in pole position sia lungo viale delle Terme che in centro storico. Alle sue spalle Ov e Porz anche se in posizioni invertite al pomeriggio rispetto al mattino. Nella Carrera Rosa, invece, le Cavedane hanno conquistato la prima piazzola e dovranno guardarsi le spalle da La Venere e dalle Geckes.

Tutto pronto quindi con lo start che sarà dato domani, alle 12, sul rettilineo di viale Terme per la 61^ Coppa Terme – Trofeo Giuseppe Raggi. Nel pomeriggio, per le vie del centro, alle 17 ci sarà una gara esibizione dei team della Carrera dei Piccoli, alle 17.30 spazio alle donne con la gara valida per la 9^ Carrera Rosa. InFIne, alle 18, si concluderà con la 65^ Carrera Autopodistica – Trofeo Maurizio Ragazzi. In caso di maltempo, se non fosse possibile correre una o più gare, verranno posticipate alla domenica successiva, il 16 settembre, sempre agli stessi orari.

r.c.

Nella foto: la Mora in viale Terme

Carrera Autopodistica, domani tutti a caccia della Mora in centro e alle Terme. IL VIDEO DELLE PROVE UFFICIALI
Cronaca 8 Settembre 2018

Piano aria regionale, ecco le norme su camini e stufe a pellet. Nessun divieto per Comuni montani e ristoranti

Devono ancora entrare in vigore, ma hanno già creato molte polemiche le misure del Piano aria integrato regionale (Pair 2020) che, dal primo ottobre al 31 marzo 2019, impongono restrizioni all’uso di camini aperti tradizionali, stufe e caldaie con efficienza energetica inferiore al 75%, vale a dire di classe “1 stella”, poco efficienti e maggiormente inquinanti.

La Regione ha dunque deciso di intervenire per chiarire i motivi che hanno portato all’approvazione del provvedimento, ma anche per elencare le esclusioni dal divieto, che non sono poche. Partiamo dunque da queste ultime e in particolare dai Comuni montani: i divieti valgono sotto i 300 metri di altitudine, quindi nell’intero territorio dei Comuni appenninici le restrizioni (peraltro identiche a quelli del 2017) non si applicano, come non si applicano a tutte le abitazioni nelle quali stufe e camini rappresentino il solo impianto di riscaldamento esistente.

Ancora: possono essere accesi e utilizzati senza problemi gli impianti che non servono solo per riscaldare, bensì anche per cucinare o a fini commerciali. Per intenderci: il divieto non vale per ristoranti e pizzerie. Libero uso, infine, per tutti gli apparecchi a legna o pellet di classe “2 stelle” o superiori (l’indicazione è contenuta nei documenti forniti dal costruttore o rivenditore al momento dell’acquisto). A questa categoria certamente appartengono le installazioni acquistate con il contributo del Conto termico nazionale, costituito per incentivare l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili anche per impianti di piccole dimensioni.

Tornando invece alla genesi delle limitazioni, l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, precisa che il Pair 2020 è stato approvato dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna senza voti contrari (Lega e M5S, così come Forza Italia e Fdi-An si sono astenuti, ndr) e che le misure erano contenute anche nell’Accordo di bacino padano sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna nel giugno 2017 con il Ministero dell’Ambiente e con Piemonte, Veneto e Lombardia. «Si tratta dunque – prosegue l’assessore – di limitazioni in vigore in tutte le regioni per azioni comuni contro l’inquinamento della pianura Padana. L’efficacia delle politiche dipende dalla condivisione delle scelte: per questo già il Piano Aria, rispondendo alle richieste dei territori, aveva escluso dalle limitazioni sui caminetti tutte le aree al di sopra dei 300 metri di altitudine. Il confronto avviato dalla Regione con i Comuni, Anci e Uncem porterà a rendere esplicita, con una norma specifica che sarà approvata entro settembre, l’esclusione dai divieti di tutti i Comuni montani dell’Appennino che non presentano superamenti dei valori limite della qualità dell’aria, rispetto ai quali è in corso la procedura di infrazione comunitaria».

Una notizia, quella della prossima approvazione di una norma esplicita che esclude il divieto per i Comuni montani, che viene accolta con soddisfazione dall’Uncem (Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani) il cui presidente regionale, Giovanni Battista Pasini, ha infatti commentato: «Sono soddisfatto del veloce esito positivo della vicenda riguardo a limitazioni assolutamente non applicabili nei territori montani che, notoriamente, vedono caminetti e stufe fra i principali strumenti per riscaldarsi e cucinare».

Il Piano che entrerà in vigore il primo ottobre prevede comunque, per il futuro, l’obbligo di installare solo impianti di classe 3 o superiore, mentre dal primo gennaio 2020 si alzerà l’asticella alla classe 4 o superiore, al fine di ridurre sempre più l’uso di vecchi camini molto inquinanti. Non si deve dimenticare, infatti, che in Emilia Romagna oltre il 50% delle emissioni di Pm10 è dovuto al riscaldamento domestico a biomassa, legna e pellet. Un camino aperto tradizionale emette, secondo i dati 2013 di Arpae, 2.880 tonnellate l’anno di Pm10, 1.228 è il quantitativo invece messo da una stufa a legna, a fronte delle 17 tonnellate di un impianto a metano.

Concludendo, per il Piano Aria la Regione ha investito per le 94 azioni previste 300 milioni di euro, dei quali 67 per l’efficienza energetica delle imprese, 53 milioni per la riduzione delle emissioni nell’agricoltura, 14 per la mobilità sostenibile. La cifra di 60 milioni, 50% dei quali cofinanziati dalle aziende di trasporto pubblico locale, sarà impiegata invece per sostituire 600 vecchi autobus. (r.c.)

Piano aria regionale, ecco le norme su camini e stufe a pellet. Nessun divieto per Comuni montani e ristoranti
Cultura e Spettacoli 8 Settembre 2018

La Sagra della braciola arriva domani a Castello, mentre oggi si fa festa con la Supercrapula e il rock di Innesto

È il weekend della Carrera ma anche della braciola a Castel San Pietro, unendo così due delle passioni della città sul Sillaro: «È un amore profondo e fedele quello che ci lega al Settembre Castellano – scrive infatti il sindaco Fausto Tinti nell’opuscolo degli eventi -, un amore fedele sessantasette anni, che cresce nell’attesa della festa, dell’amicizia e del ritrovarsi attorno alla nostra identità culturale e alle nostre tradizioni di sempre, Carrera e buon cibo, con in testa la braciola di castrato, simboli che solo chi non ama questa città può considerare non importanti».

La sessantasettesima Sagra della Braciola si tiene così domenica 9 settembre quando in piazza Acquaderni sarà aperto dalle 11.30 il ristoro della sagra con con degustazione tradizionale di castrato cotto allo spiedo (aperto anche giovedì 6, venerdì 7, sabato 8 dalle ore 19), in tutta la città ci saranno tipicità castellane presso ristoranti e trattorie e presso la Locanda slow allestita nel parcheggio di viale Oriani (aperta fino al 19 settembre tutte le sere dalle 19 e le domeniche 9 e 16 anche a pranzo dalle ore 12, con specialità tradizionali; per prenotazioni telefonare al 347 5922451 dalle 17 alle 22.30). Da ricordare che alla Pro Loco sarà disponibile il piatto della Sagra della Braciola con l’immagine vincitrice del concorso, che raffigura un suggestivo scorcio del centro storico disegnato da Sandra Fiumi. In serata, alle 21 in piazza XX Settembre si terrà uno spettacolo comico con Davide Dalfiume e Max Pisu, e alle 23.30 il parco Lungo Sillaro saluterà con i fuochi artificiali.

Da segnalare anche, tra i tanti eventi del Settembre castellano, la Supercrapula che si terrà sabato 8 dalle 20.30 dal Cassero alla Montagnola e piazza Galvani: vetrina vetrina conviviale della città, offerta dai commercianti, dagli artigiani e dalle associazioni di Castello, vedrà un grande buffet a cielo apertocon tipicità castellane, il cui ricavato sarà devoluto all’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica Policlinico S. Orsola – Malpighi – Ospedale Maggiore di Bologna (contributo per il buffet: 2 euro adulti, 1 bambini). Nella stessa sera, alle 22 in piazza XX Settembre, il sassofonista Andrea Innesto, celebre per la sua lunga collaborazione con Vasco Rossi, terrà un concerto insieme a Pippo Guarnera, Ariane Diakite, Vladi Dimatore, Uccio Rizzo, Davide Truccolo e Andrea Braido come special guest.

La Sagra della braciola arriva domani a Castello, mentre oggi si fa festa con la Supercrapula e il rock di Innesto

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast