Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 4 Dicembre 2018

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, commenti e ipotesi dietro l'uscita di scena di Roi

Dunque Ezio Roi non è più l’assessore alla Legalità e alla Sicurezza del Comune di Imola. Dopo un weekend di voci, articoli di stampa, post social, la prima bufera attraversata dalla maggioranza imolese a 5 Stelle ha azzoppato la Giunta Sangiorgi, che ora si ritrova con un uomo in meno. Parliamo di prima vera bufera, anche se a dire la verità qualche turbamento si era già registrato: il repentino avvicendamento nella carica di capogruppo tra l’eletto della prima ora, Fabrizio Favilli (guarda caso il più fermo sostenitore di Roi) e l’attuale Valerio Giovetti, la nomina a capo di gabinetto di Nicoletta Folli in un primo momento annunciata ma poi tramontata, con la sindaca che rinuncia completamente alla figura del capo di gabinetto. Tutte partite gestite senza grossi strascichi, perlomeno pubblici.

Questa volta è andata diversamente. Le motivazione ufficiale viene dalle parole pronunciate da Roi nella conferenza stampa convocata, sempre in Comune, per annunciare le sue dimissioni: «Una differente visione della strategia politica da adottare per il governo della città di Imola sul tema sicurezza». Piuttosto fredda la replica della Sangiorgi con la rassicurazione sulla «totale comunione d’intenti con tutte le forze dell’ordine che presenziano il nostro territorio», che pare suffragare la versione di Roi.

Ma altri segnali fanno pensare ad una lettura diversa della vicenda e invitano a guardare alle pesanti critiche che da destra, dall’area Lega, da mesi vengono inviate all’indirizzo di Roi. In particolare il lungo monologo pubblicato sul proprio profilo Facebook dall’ex capogruppo Fabrizio Favilli, che pare invitare a guardare fuori dal Movimento 5 Stelle per trovare la genesi della vicenda. «Una parte della nostra giunta è sotto attacco costante dal punto di vista personale», scrive tra le altre cose Favilli. «Tra tutti, Ezio Roi è stato messo nel mirino per la sua delega alla sicurezza. Ezio – prosegue Favilli – sta toccando i nervi scoperti di un sistema che altri vorrebbero lasciare coperto. Un sistema che altri, compreso chi della sicurezza ne fa un cavallo di battaglia a livello nazionale (si, parlo del centro-destra), vogliono lasciare così com”è. Quello che l”assessore Ezio Roi ha fatto è stato innanzitutto di chiedere un tavolo di confronto con le forze dell”ordine: chiedere dati, chiedere numeri, e le motivazioni per cui i numeri a Imola sono così disastrosi in termini di reati, furti e danneggiamenti in primis. E da lì partire per trovare soluzioni congiunte. Magari si, chiedendo uno sforzo in più agli agenti… ma questo ora è necessario. Vi sembra qualcosa di sbagliato? Vi sembra che a Imola la situazione furti e danneggiamenti sia sotto controllo? È assurdo che la Lega si metta contro chi sta cercando di riportare la legalità e la sicurezza». Il giorno dopo, la condivisione dello stesso Roi sulla sua pagina, accompagnata da poche amare parole: «Per coloro che non sanno, invito alla lettura del commento di Fabrizio, assolutamente non suggerito da me in alcun modo. Credo che interpreti bene lo spirito del M5S a Imola e dei tempi nuovi».

Quasi un avallo all’ipotesi che dietro l’uscita di scena non ci sia altro che l’ingombrante presenza della Lega, alleata a Roma ma all’opposizione a Imola. Che la Lega non vedesse di buon occhio Roi lo dicono non solo le critiche piovute su di lui dai consiglieri del Carroccio nelle settimana scorse, ma anche la stessa dichiarazione a caldo post dimissioni del segretario imolese Marco Casalini: «Le tardive ma ormai necessarie dimissioni dell’ex assessore Roi aprono oggi le porte a nuovi scenari per la città di Imola». E ancora: «Quando Roi lamenta che la Lega doveva utilizzare gli strumenti istituzionali per porre delle domande, gli ricordo che quando è stato fatto sono arrivate sterili risposte che parevano più un contentino che una vera risposta». Ma stiamo parlando di una forza che, a Imola, sta all’opposizione e non è troppo tenera con chi siede tra i banchi della maggioranza e qui, invece, la si ritiene in grado di esercitare una certa influenza sulla prima cittadina e almeno su una parte della Giunta.

A questo punto sarà interessante capire come si risolverà il «vuoto» in Giunta, chi sarà il nuovo assessore e come saranno riassegnate le deleghe. Sarà un segnale per capire anche quali sono le posizioni dentro al Movimento e i rapporti di forza all’interno del gruppo consiliare. La vicenda Roi ha evidenziato forse un problema di tenuta nella maggioranza che governa la città?

Azzardata l’ipotesi che si stia preparando nella sostanza, se non formalmente, una riedizione del patto di governo romano giallo-verde (la Lega con i suoi voti ha portato alla vittoria i 5Stelle il 24 giugno a Imola ma senza apparentamento vero e proprio e finora si è sempre tenuta le mani libere su critiche e opposizione)? Forse non a caso Daniele Marchetti, consigliere comunale e regionale della Lega, si è affrettato ieri a comunicare di aver presentato un “suo pacchetto sicurezza” che porta “a livello locale i contenuti del Decreto Salvini, convertito recentemente in legge. Potenziamento della videosorveglianza, Daspo urbano, contrasto ai parcheggiatori abusivi e agli accattoni”. (l.a. m.t.)

Nella foto, da sinistra Ezio Roi e Manuela Sangiorgi nel momento dell”entrata in Giunta a luglio, a destra Daniele Marchetti (Lega Nord)

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, commenti e ipotesi dietro l'uscita di scena di Roi
Sport 4 Dicembre 2018

Elia Viviani pedala… sulla cyclette del Centro Medico B&B di Imola

Paziente d’eccezione al Centro Medico B&B di Imola dove opera il dottor Roberto Corsetti, che è stato medico sportivo di team World Tour del ciclismo. A pedalare sulla cyclette dello studio, con i fili attaccati agli elettrodi applicati sul corpo per un controllo, c’era Elia Viviani, campione italiano su strada nel 2018, campione olimpico nell’Omnium su pista a Rio de Janeiro nel 2016, pluricampione mondiale ed europeo in diverse specialità della pista e plurivittorioso quest’anno con 18 successi (più una cronosquadre) con tappe al Tour Down Under in Australia, tappa e Tour di Dubai, tappa ad Abu Dhabi, la Tre Giorni di La Panne in Belgio, quattro tappe del Giro d’Italia, quattro della Adriatica – Ionica Race, tre della Vuelta e la Classica di Amburgo, che ha cominciato a vincere a gennaio per smettere a settembre. Almeno su strada, perché, in coppia con l’altro alfiere della Quick Step, Iljo Keisse, ha vinto nell’ultima serata la famosa e combattuta Sei Giorni di Gand. Il dottor Corsetti segue Viviani dai tempi dello squadrone Liquigas di cui facevano parte anche Ivan Basso, Vincenzo Nibali e un giovanissimo Peter Sagan. (h.b.) 

Nella foto: Elia Viviani sulla cyclette con il dottor Roberto Corsetti

Elia Viviani pedala… sulla cyclette del Centro Medico B&B di Imola
Cronaca 4 Dicembre 2018

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani

C’è chi a palazzo Dal Pero ci andava a bere una birra, quando nel piano sotterraneo si trovava lo storico pub Pampero, e chi invece ci andrà per segui-re le lezioni del proprio corso di laurea. Infatti, grazie alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola, proprietaria dell’immobile da una decina di anni, il palazzo tra piazza Duomo e via Garibaldi diventa oggi sede universitaria come il vicino palazzo Vespignani, che proprio quest’anno festeggia dieci anni di università ad Imola.

L’inaugurazione del nuovo palazzo universitario si terrà il prossimo 5 dicembre all’interno dell’ormai consueto appuntamento di apertura dell’anno accademico imolese, in programma nell’aula magna di palazzo Vespignani dalle ore 10.30, alla presenza del rettore Francesco Ubertini e delle autorità locali politiche e religiose. «Con questa nuova dotazione la Fondazione non investe solo sulla presenza dell’università ad Imola – spiega il presidente Fabio Bacchilega – ma sul futuro della città». In verità, già nel 2012 parte degli spazi di palazzo Dal Pero erano stati adibiti a sale studio per un centinaio di studenti universitari, mentre altri locali del medesimo palazzo erano allora affittati ad attività private. Man mano svuotatosi e completamente ristruttu-rato negli ultimi 24 mesi, i piani alti dell’immobile vengono oggi interamente destinati alla sede imolese dell’Unibo (mentre resta al momento vuoto il piano terra): si tratta di tre nuove aule da 45 posti, una da 75, un laboratorio informatico da 40 postazioni ed un’aula multimediale di ultima generazione con dotazioni all’avanguardia che permettono perfino di scrivere sulle pareti.

Degli arredi e degli allestimenti si è occupata Unibo, mentre i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del palazzo, finanziati con 2 milioni di euro dalla Fondazione di palazzo Sersanti, hanno incluso l’installazione di un ascensore e della scala antincendio nel giardino interno, l’adeguamento sismico dell’antica struttura realizzato mediante un involucro esterno in fibra di carbonio e il rifacimento completo degli interni. (mi. mo.)

L”articolo completo è su «sabatosera» del 29 novembre

Nella foto Patrizia Tassinari, responsabile del plesso universitario imolese e Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani
Cronaca 4 Dicembre 2018

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti

Quella dell’Avis è una storia di valori civici, di solidarietà e volontà di spendersi per il bene della propria comunità. Ma è anche una storia di sport e sana competizione, presupposti fondamentali per una vita piena di salute che ben si sposano con lo «stile Avis». Ebbene, un capitolo importante di questa storia riguarda l’Avis Podismo Castel San Pietro, che in oltre quarant’anni di attività ha collezionato e continua a collezionare successi. E l’edizione 2018 della rassegna La Festa della storia gli ha reso tributo dedicandogli la serata «L’infinita maratona dell’Avis Castello», condotta da Sauro Dalfiume e che ha proposto testimonianze e ricordi dei fondatori, degli atleti e dei dirigenti presenti tra il pubblico del Centro Bertella, tra aneddoti, risate e storiche rivalità.

L’Avis Podismo nasce nel 1973 dall’iniziativa di Orazio e Marino Galloni e dall’entusiastico appoggio dell’allora presidente della sezione castellana dell’Avis, Venusto Bottazzi. «Mio padre – ha ricordato Giorgia Bottazzi – iniziò persino ad allenarsi nonostante l’età, perché diceva di non poter fare brutte figure».

Il gruppo iniziale era costituito da una trentina di persone, comprendendo tutte le fasce di età ed anche alcune donne, cosa non usuale in quegli anni. L’obiettivo era attirare i giovani nell’orbita Avis attraverso lo sport e fare sì che nel mondo sportivo si parlasse dell’associazione. E a tal proposito venne costituita una squadra senior e una squadra di giovanissimi, composta da bambini che fremevano di entusiasmo per la corsa.

«Tutte le domeniche andavamo a gareggiare portandoci dietro i ragazzini – ha ricordato Marino Galloni, ex presidente dell’Avis locale -. E vedendo che il gruppo si allargava abbiamo iniziato a organizzare gare a Castel San Pietro». Le gare castellane erano due, una in marzo e una in dicembre, e attiravano circa duemila persone. Il coinvolgimento era grande: partecipavano intere famiglie, oltre ad alcuni atleti di livello agonistico come il castellano Claudio Cava, che ha raccolto le prime vittorie proprio in riva al Sillaro prima di spostarsi a Bologna. «Ricordo la goliardia che si respirava in quel gruppo durante le trasferte – ha raccontato -; tutti facevano un tifo indiavolato, che ti faceva dimenticare le sconfitte».

Quando iniziò a correre a Bologna, il legame con l’Avis Podismo rimase comunque forte. «Per più di un anno – ha aggiunto Cava – ho allenato il gruppo dei più giovani, con cui abbiamo vinto diversi titoli provinciali sia nell’individuale che nella staffetta».

I colori della divisa attuale, il giallo e il rosso di Castel San Pietro insieme al blu Avis, sono rimasti pressoché invariati nel tempo. «Negli anni Settanta e Ottanta si correva con le canotte di lana e i tubolari al ginocchio anche d’estate», ha ricordato l’attuale presidente della società podistica Franco Manfredi. Canotte che caratterizzano le fotografie del tempo, la maggior parte delle quali scattate in piazza XX Settembre con lo sfondo della chiesa del Santissimo Crocifisso a vegliare paternamente sui visi sorridenti dei corridori. E il clima famigliare che si viveva all’interno del gruppo era testimoniato dagli innumerevoli premi che il presidente Bottazzi metteva in palio per le gare so-cietarie. «Voleva che ognuno si sentisse vincitore», ha spiegato la figlia.

Nel 1982 il podismo castellano esce di scena, per poi ricomparire nel 1994 grazie all’unione con la Bruman Sport di Imola. La rinata società poté valersi dell’adesione di diversi corridori castellani e imolesi che abbandonarono le rispettive squadre di Bologna per correre a Castel San Pietro. La storia recente dell’Asd Atletica Avis Castel San Pietro è costellata di partecipazioni eccellenti, come quella alla New York city marathon del 2003, che coinvolse membri storici della podistica e alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, tra cui l’allora sindaco Graziano Prantoni. L’anello di congiunzione era l’assessore Libero Orsini, corridore Avis. «Il sindaco Prantoni venne addirittura chiamato sul podio poiché aveva stabilito il miglior tempo tra gli amministratori in corsa, battendo sindaci provenienti da tutto il mondo», ha ricordato. (ri.ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto il gruppo delle origini dell”Avis Podismo

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti
Cronaca 3 Dicembre 2018

Una delegazione russa ha deposto una corona davanti alle lapidi di tre partigiani sovietici morti nella Resistenza

Una delegazione russa, composta dal direttore del Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma Oleg Osipov e dallo storico Michail Talalay, ha deposto oggi una corona al Cimitero del Piratello davanti alle lapidi dei tre partigiani ignoti russi morti durante la Lotta di Liberazione, poste nel sacrario dei caduti della Resistenza. Ad accompagnarli c”erano l”assessore al Bilancio e risorse umane del Comune di Imola Claudio Frati e il presidente dell”Anpi di Imola Bruno Solaroli.

Il 3 dicembre in Russia si celebra ogni anno dal 2014 il Giorno del Milite Ignoto, in memoria di soldati russi e sovietici morti nei vari conflitti fuori e dentro il loro paese. La scelta è caduta su questo giorno perché il 3 dicembre del 1966, data del 25° anniversrio della sconfitta delle truppe tedesche vicino a Mosca, in una solenne cerimonia furono trasferite le ceneri di un soldato sconosciuto sepolto in una fossa comune al 41° chilometro dell”autostrada di Leningrado (in entrata nella città di Zelenograd) al muro del Cremlino, nel giardino Alexander.

La festività, come detto, è stata istituita per legge nel 2014, su iniziativa di un gruppo di parlamentari della Duma appartenenti a vari partiti. Il presidente Vladimir Putin vi appose la sua firma il 5 novembre di quell”anno. In questo giorno nella Federazione Russa si svolgono varie cerimonie a ricordo dei circa 2 milioni di cittadini sovietici e russi scomparsi nelle guerre e nei conflitti armati del XX e XXI secolo. Attraverso un accurato lavoro di ricerca svolo dal Ministero della Difesa, è stato possibile ricostruire il destino di circa 800.000 militari dichiarati dispersi e ogni anno decine di migliaia di persone, grazie all”aiuto del Memoriale “Banca dati generalizzata” (e-resource), trovano informazioni sui loro parenti e amici di cui si erano perse le notizie dai tempi della grande Guerra Patriottica, come viene definita in Russia la resistenza all”invasione nazista.

Nella foto la delegazione durante la cerimonia al Piratello

Una delegazione russa ha deposto una corona davanti alle lapidi di tre partigiani sovietici morti nella Resistenza
Cronaca 3 Dicembre 2018

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, l'assessore Roi si dimette: “Diversità di vedute'. La replica della sindaca

«Se sono un intralcio, mi tolgo di mezzo». Con queste parole l’assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Imola, Ezio Roi, ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili dall’incarico affidatogli appena la scorsa estate dalla neoeletta sindaca Manuela Sangiorgi. Lo ha annunciato lui stesso, convocando questa mattina una conferenza stampa dopo che da tempo si rincorrevano rumors di attrito e divergenze politiche in Giunta.

«Recentemente è emersa, fra me e la sindaca, una differente visione della strategia politica da adottare per il governo della città di Imola – ha detto Roi -. Volevo dare il mio contributo per migliorare la qualità della vita dei cittadini imolesi, ma se non posso attuare la mia politica d’urto nei confronti dei problemi di microcriminalità diffusa che mi sono stati segnalati dai cittadini stessi, allora non posso più fare l’assessore, devo cambiare mestiere». Roi è tra gli uomini nella squadra Sangiorgi sin dall”inizio, ovvero da quando venne presentata la proposta di Giunta durante la campagna elettorale come costume del M5S.

La divergenza sarebbe nata, stando a quanto dice l”ormai ex assessore, da una lettera da lui inviata a tutte le forze dell’ordine imolesi per chiedere maggiori controlli notturni. «La sindaca aveva forse in mente una strategia più diplomatica e non ha apprezzato il mio gesto». Una decisione che avrebbe dunque, poco o nulla a che fare con le frequenti polemiche della Lega imolese nei confronti del lavoro ritenuto poco soddisfacente dell’assessore alla Sicurezza, tema fra i più cavalcati dalla compagine del segretario Salvini tanto a livello nazionale quanto locale.

Prontamente la sindaca ha affidato la sua replica ad una nota stampa nella quale, annunciando l”intenzione di assumere pro tempore le deleghe di Roi (oltre a Legalità e Sicurezza ci sono anche Immigrazione, Centro storico e Frazioni), ha assicurato che «le preventive dimissioni dell’assessore Roi non spostano minimamente la nostra costante attenzione al riguardo di una pianificazione di primaria importanza focalizzata, in primis, al contrasto della piaga della microcriminalità nella nostra città».

Sangiorgi ha concluso con una notazione che appare, in effetti, molto “diplomatica”, rimarcando come la «comunione d’intenti con tutte le forze dell’ordine che presenziano il nostro territorio è totale per l’applicazione di un percorso condiviso votato alla massima sicurezza e all’assoluta salvaguardia di ogni cittadino». (mi.mo.)

Nella foto l”ormai ex assessore Roi nella conferenza stampa in cui ha annunciato le dimissioni

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, l'assessore Roi si dimette: “Diversità di vedute'. La replica della sindaca
Cronaca 3 Dicembre 2018

Dalla Regione Emilia-Romagna in arrivo più di 90 mila euro per lo sport imolese

Ancora una volta la Regione Emilia-Romagna ha dimostrato d”avere a cuore lo sport e la sua pratica sul territorio. La Giunta regionale, infatti, nei giorni scorsi ha approvato la graduatoria di due bandi datati 2018, finanziando ben 206 domande per un totale di 2 milioni e 800 mila euro.

Nel territorio imolese, quindi, sono in arrivo 69.503 euro per gli eventi sportivi e 24.742 euro per i progetti di attività motoria. «La Regione continua a credere nella pratica motoria e nell’organizzazione di eventi sportivi sul territorio, come volano di sviluppo dell’intero sistema – spiegano i consiglieri Francesca Marchetti e Roberto Poli -. E lo dimostra aumentando le risorse di quasi il 60% rispetto al 2017».

Nello specifico saranno finanziati gli eventi del centro sportivo italiano – comitato di Imola «Dal parcheggio al mondo» (10.050 euro), del Comune di Imola «Imola Città di tappa 2018» (40.000), dell”Asd Ciclistica Santerno Imola «23° Gp Fabbi Imola – due giorni di ciclismo giovanile in autodromo Enzo e Dino Ferrari» (7.142), della diffusione sport Imola Apd «Babyvolley 2018» (12.311). Per quanto riguarda, invece, i progetti sportivi arriveranno risorse per la polisportiva Csi Clai Imola per «Storie sotto rete» (20.000) e per l’associazione Auser volontariato Imola «attività dinamiche: socializzare muovendosi» (4.742). (d.b.)

Nella foto: da sinistra i consiglieri Roberto Poli e Francesca Marchetti e il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini

Dalla Regione Emilia-Romagna in arrivo più di 90 mila euro per lo sport imolese
Cronaca 3 Dicembre 2018

Il dramma degli stupri come arma di guerra: il 4 dicembre a Imola un documentario di Daniele Bellocchio

E” in programma martedì 4 dicembre alle 18, nella sala del Cidra di via Fratelli Bandiera 23 a Imola, un”iniziativa contro gli stupri come arma di guerra che vedrà l”intervento di Maria Eleonora Landini, componente della segreteria di redazione della rivista Il Mulino.

All”intervento seguirà la proiezione del documentario «Mwavita – nata in tempo di guerra», introdotto dall”autore Daniele Bellocchio (di Gli occhi della guerra) sulla situazione delle violenze sessuali in Congo. Dialogherà con l”autore la volontaria Giorgia Cardelli dell”Oratorio di San Giacomo che ha collaborato coi colleghi del medico congolese Denis Mukwege, insignito del premio Nobel per la Pace 2018 in quanto fondatore del Panzi Hospital, chirurgo specializzato nella cura dei danni fisici interni causati da stupro e un punto di riferimento per tutta la comunità internazionale per l’assistenza e l’aiuto delle persone che hanno subito violenze sessuali in guerra e nei conflitti armati.

Durante la serata vi sarà la lettura a cura di Marina Mazzolani di alcuni passi dal libro «L” u l t i m a ragazza», di Nadia Murad, vincitrice del premio Nobel per la Pace 2018 insieme a Mukwege, in cui la giovane irachena appartenente alla minoranza yazida racconta della sua esperienza in quanto vittima degli abusi perpetrati dall’Isis.

L”iniziativa è dell”associazione PerLeDonne in collaborazione con Coordinamento donne Anpi, Coordinamento donne Cgil Imola, Trama di Terre, Udi Imola.

Nella foto l”invito ufficiale all”iniziativa

Il dramma degli stupri come arma di guerra: il 4 dicembre a Imola un documentario di Daniele Bellocchio
Cultura e Spettacoli 3 Dicembre 2018

I Cameristi della Scala in concerto per l'Erf allo Stignani

L’ensemble dei Cameristi della Scala è una delle eccellenze del panorama cameristico italiano: fondato nell’82, composto da membri dell’Orchestra della Scala – ognuno leader e potenziale solista – si distingue per la frequente interpretazione di brani di virtuosismo. Un’opportunità per vederli all’opera si avrà questa sera, lunedì 3 dicembre alle 21, quando si esibiranno al teatro Stignani di Imola nell’ambito di Erf#StignaniMusica, accompagnati da Andrea Manco al flauto e Francesco Manara al violino solo. Il programma prevede brani di Johann Sebastian Bach (Suite n. 2 in si minore BWV 1067 per flauto, archi e basso continuo e Concerto in mi maggiore BWV 1042 per violino e orchestra), di Giuseppe Verdi (Fantasia su temi dell’opera La Traviata) e di Marco Enrico Bossi (Intermezzi goldoniani op.127 per orchestra da camera).

Il repertorio dei Cameristi comprende i più importanti capolavori per orchestra da camera dal Settecento ai giorni nostri e presta una particolare attenzione alle musiche poco frequentate dell’Ottocento strumentale italiano, spesso caratterizzate da parti solistiche di grande virtuosismo che ben si adattano alle qualità dei solisti dei Cameristi, che ricoprono tutti il ruolo di leader nell’orchestra del Teatro alla Scala. Inoltre, il costante rapporto con i più grandi direttori sulla scena mondiale, ha contribuito a far emergere caratteristiche musicali timbriche e di fraseggio uniche nel panorama musicale delle formazioni da camera. I Cameristi hanno eseguito concerti nei teatri e nelle sale da concerto più prestigiose del mondo. La stagione 2018 si è aperta con uno straordinario evento al World Economic Forum di Davos dove, insieme a Roberto Bolle, sono stati i protagonisti della serata inaugurale del Forum con la prima mondiale dello spettacolo The Seasons. Negli ultimi anni hanno suonato per due stagioni alla Carnegie Hall, alla sede Onu di New York, al Mit di Boston, a Washington, a Miami, in tre occasioni a Mosca nella sala Ciaikovskij, a Madrid all’Auditorio Nacional, a Buenos Aires al Teatro Coliseo, a Parigi nella sede dell’Unesco e nella Salle Gaveau, a Istanbul nella magica cornice di Hagia Irene e Is Sanat, a Varsavia nel Teatro dell’Opera, a Zurigo nella Tonhalle, a Toronto nel Sony Center, e, in tournée, in Spagna, Germania, Francia, Svizzera, Svezia, Norvegia, Danimarca, Polonia, Lettonia, Lituania, Serbia, Turchia.

Il flautista Andrea Manco ha studiato al Conservatorio «Tito Schipa» di Lecce sotto la guida di Luigi Bisanti, diplomandosi a sedici anni col massimo dei voti e la lode. Si è perfezionato con Persichilli, Mercelli, Cambursano e Marasco e al Conservatoire Superieure de Musique di Ginevra con Jacques Zoon. Considerato uno dei più brillanti flautisti della sua generazione, ha ottenuto premi nei maggiori concorsi flautistici internazionali. Nel 2002 è stato scelto da Riccardo Muti come primo flauto dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, da lui creata. Nel 2003, a soli vent’anni, ha ottenuto il posto di primo flauto nell’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Gianandrea Noseda. E’ stato invitato, in qualità di primo flauto ospite, da orchestre in tutto il mondo.

Francesco Manara ha frequentato il Conservatorio «G. Verdi» di Torino dove nel 1990 si è diplomato con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Nel 1992 è stato scelto da Riccardo Muti per ricoprire il ruolo di Primo Violino Solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala e ha vinto il primo premio al concorso a borse di studio indetto dall’Orchestra Filarmonica della Scala. È stato premiato in molti concorsi internazionali e si è esibito con un centinaio di orchestre. Docente di violino presso l’Accademia della Scala e presso la Scuola Musicale di Milano, è stato invitato a tenere masterclass negli Stati Uniti, in Giappone, Colombia e Venezuela e ha tenuto corsi di qualificazione professionale per orchestra presso la Scuola di musica di Fiesole e il Laboratorio sperimentale di Spoleto, e corsi di violino all’Istituto superiore di musica di Biella.

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Scuola Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto i Cameristi della Scala

I Cameristi della Scala in concerto per l'Erf allo Stignani
Cronaca 3 Dicembre 2018

Stasera 3 dicembre al teatro Cassero il commercio equo e solidale incontra il modello Riace

Il modello Riace sbarca nella città del Sillaro grazie all’iniziativa «Riace ci piace», organizzata dall’associazione Mandacarù e col patrocinio del Comune, nell’ambito del commercio equo e solidale. «A Castel San Pietro – motiva Andrea Trevisani, consigliere di amministrazione del consorzio Ctm-Altromercato – vi sono sia una presenza storica di persone impegnate nel commercio equo, come i soci di Mandacarù che per oltre 10 anni hanno gestito la “Bottega del Mondo”, sia la volontà politica di promuoverne i valori».

L’evento in agenda lunedì 3 dicembre, dalle ore 20.45, presso il teatro Cassero, sarà un’occasione per riflettere sulle tematiche dell’accoglienza e dell’economia solidale, partendo dall’esperienza maturata nel paese di Riace e diffusasi in altri comuni della Locride nel tentativo di risolvere le problematiche sociali ed economiche dovute allo spopolamento di quelle zone martoriate dalla criminalità organizzata. L’ospite della serata, che verrà intervistato dalla consigliera comunale castellana Sara Rouibi, sarà Maurizio Zavaglia, ex vicesindaco di Gioiosa Jonica e presidente della cooperativa Nelson Mandela, impegnato nell’accoglienza dei rifugiati provenienti dalla Siria e nella promozione della produzione agricola.

«L’attività della cooperativa di Gioiosa si basa soprattutto sulla produzione di olio – spiega ancora Trevisani -. E l’inserimento di migranti nel tessuto produttivo locale ha reso possibile nuove opportunità per la zona». A metà serata interverrà in collegamento telefonico lo stesso sindaco di Riace, Domenico (detto Mimmo) Lucano, diventato un simbolo dell’Italia che accoglie grazie alla sua ventennale attività di integrazione degli immigrati. La sua visione dell’ospitalità come opportunità per le comunità locali gli ha valso, nel 2016, l’inclusione da parte della rivista Fortune nella lista dei cinquanta leader più influenti del mondo. (ri. ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Stasera 3 dicembre al teatro Cassero il commercio equo e solidale incontra il modello Riace

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