Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 20 Novembre 2019

«Rubrica salute»: la celiachia, malattia autoimmune legata all’assunzione di glutine, può portare a gravi complicanze

La celiachia è una malattia autoimmune assai frequente: a livello mondiale è seconda solo a quella del lattosio e riguarda circa l’1% della popolazione. In Emilia Romagna gli assistiti dal Servizio sanitario regionale per questa condizione sono circa 18 mila (ad Imola 556), con tendenza all’aumento per via di una maggior consapevolezza generale e a diagnosi sempre più accurate. Il rapporto tra maschi e femmine è di 1 a 3. Ma che cos’è la celiachia? E’ una condizione infiammatoria cronica dell’intestino tenue causata dall’ingestione di glutine, un complesso proteico presente in alcuni cereali (come frumento, orzo, segale, farro e kamut), in soggetti geneticamente predisposti. Cereali utilizzati nella preparazione di alimenti molto diffusi, come pane, pizza, pasta, biscotti… «E’ una malattia su base genetica – spiega Pietro Fusaroli, direttore facente funzione dell’Unità operativa complessa di Gastroenterologia dell’Azienda Usl di Imola -. Vi sono diverse ipotesi circa i fattori che ne condizionerebbero l’insorgenza, come la mancata alimentazione al seno, infezioni gastrointestinali e terapie antibiotiche nell’infanzia, ma non vi sono ancora elementi definitivi in tal senso».

Come si può manifestare questa malattia? «In forme cliniche più o meno sintomatiche e a qualsiasi età – risponde Fusaroli -. La celiachia, infatti, è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va da alterazioni minime, per esempio solo una lieve anemia con carenza di ferro, a forme maggiormente sintomatiche, con diarrea e magrezza, alterazioni della cute, talora in associazione con altre malattie autoimmuni». Come facciamo a diagnosticarla? «Con esami del sangue e ricerca di anticorpi specifici e, in caso di positività di questi ultimi, esofagogastroduodenoscopia con biopsia duodenale. E nel caso di presenza della malattia all’interno di una famiglia, data la sua caratteristica trasmissione genetica, è opportuno effettuare uno screening degli anticorpi in tutti i parenti di primo grado». Qual è la terapia da seguire? «La dieta senza glutine, condotta con rigore – dice ancora Fusaroli -, è l’unica buona regola che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute».

Rispettare, però, una dieta rigorosamente priva di glutine pone una serie di problemi psicologici e pratici, perciò occorre una corretta educazione alimentare. «Quello di seguire la dieta – prosegue Fusaroli – spesso costituisce un problema per chi scopre la malattia da adolescente, perché deve cambiare le proprie abitudini alimentari, mentre se la celiachia è diagnosticata in età pediatrica il bambino si abitua fin da subito a nutrirsi con gli alimenti corretti ed ha minori difficoltà». In natura sono molti gli alimenti che possono sostituire quelli vietati (come, ad esempio, riso, mais, patate) ed inoltre oggi esistono ottimi prodotti senza glutine, comprese particolari farine con cui è possibile cucinare pane, pasta, pizza, dolci. Se per altre malattie croniche una persona deve convivere con la consapevolezza di un progressivo peggioramento della malattia, per il celiaco il prezzo da pagare è la dieta, con le conseguenti limitazioni sociali, ma non vi è una vera progressione della malattia. E’ però fondamentale non fare eccezioni, infatti, anche la più piccola assunzione di glutine, se ripetuta nel tempo, può provocare danni. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: il dottor Pietro Fusaroli, direttore facente funzione dell”unità operativa complessa di gastoenterologia dell”Azienda Usl di Imola

«Rubrica salute»: la celiachia, malattia autoimmune legata all’assunzione di glutine, può portare a gravi complicanze
Cronaca 19 Novembre 2019

Anziana derubata di 3.800 euro da una finta dipendente di banca

Ha avvicinato un’anziana per strada e l’ha convinta a invitarla a entrare a casa sua con la scusa di verificare se le banconote che aveva erano vere oppure false. Poi se n’è andata, riuscendo a rubarle quasi 4 mila euro. Brutta esperienza quella che ha come protagonista una imolese di 87 anni, vittima del raggiro di un’abile truffatrice. Questi i fatti. Nel pomeriggio di domenica 17 novembre l’anziana era a passeggio con il proprio cane in viale Dante. A un certo punto, è stata avvicinata da una donna di corporatura robusta, vestita di nero e con una fascia in testa che si è qualificata come dipendente di una banca. La truffatrice ha poi iniziato ad allarmare l’ottantasettenne dicendo che i soldi che erano stati prelevati in precedenza (pare che qualche giorno prima il figlio sia andato a fare un prelievo, non è chiaro se in banca o allo sportello bancomat) sarebbero potuti essere falsi. Poi si è offerta di verificare lei stessa se i soldi che aveva l’anziana fossero veri oppure no. Una volta entrata nell’abitazione, è stato facile per la truffatrice farsi consegnare tutte le banconote che l’anziana custodiva in casa, ben 3.800 euro, e, con una scusa, allontanarsi con la promessa di controllarle. L’ottantasettenne, poco dopo, ha capito di essere stata raggirata e ha telefonato al 112.

I carabinieri hanno poi raccolto la sua denuncia. «Questa truffa non si verificava da tempo a Imola – dicono dall’Arma -. Molti anziani, anche per vergogna, non denunciano questo tipo di raggiri o lo fanno solo parecchio tempo dopo, rendendo più difficili le indagini. In questo caso, invece, la signora ha fatto la cosa corretta rivolgendosi subito a noi». Nel mese di settembre, un’altra donna era stata vittima del finto tecnico dell’acqua che, simulando un problema alle tubature, le aveva sottratto tutti i gioielli. Qualunque sia il tipo di raggiro, i militari non si stancano di ricordare alcune semplici regole per cercare di evitare di essere truffati da questi malviventi. «Non date confidenza agli estranei, neppure se dicono di conoscervi o di essere amici di un vostro parente stretto – affermano dalla caserma di via Cosimo Morelli -. Non fate entrare sconosciuti in casa. Al minimo dubbio, contattate il 112». (gi.gi.)

Foto d”archivio

Anziana derubata di 3.800 euro da una finta dipendente di banca
Cronaca 19 Novembre 2019

Maltempo, esonda ancora l'Idice a Budrio. A Medicina si lavora per ultimare la chiusura della falla sul Quaderna

Continua ad imperversare il maltempo sul nostro territorio, tanto che la Protezione civile ha emesso una nuova allerta arancione (e rossa in alcune zone)  per tutta la giornata di domani, mercoledì 20 novembre (leggi qui).

A Medicina, intanto, proseguono i lavori di volontari ed alpini che stanno provvedendo a ripristinare completamente la seconda falla creatasi nell”argine del Quaderna che, tra domenica e lunedì, aveva causato l”esondazione del torrente e la conseguenze evacuazione, poi rientrata, di alcune famiglie in via San Salvatore. Più preoccupante la situazione, invece, a Budrio dove oggi è avvenuta la seconda esondazione dell”Idice, dopo quella avvenuta domenica, a causa delle piogge della notte. Secondo quanto comunicato dal Comune sulla propria pagina facebook è stata ordinata l”evacuazione immediata delle strade in prossimità degli argini. (r.cr.)

Nella foto (dalla pagina facebook del Comune di Budrio):  la falla sull”argine dell”Idice

Maltempo, esonda ancora l'Idice a Budrio. A Medicina si lavora per ultimare la chiusura della falla sul Quaderna
Imola 19 Novembre 2019

L'ultimo atto dell'era Sangiorgi: sfiducia a Patrik Cavina. “Mi volevano interdire'. Frati: “Lei ci ha tradito'

Deleghe revocate a Patrik Cavina e l”assessore Andrea Longhi nominato vicesindaco per qualche ora. E’ stato questo, ieri pomeriggio l’ultimo atto amministrativo dell’ormai ex sindaca Manuela Sangiorgi. Un atto inutile che ha il sapore della ripicca seguito dall’ennesimo scambio di accuse reciproche con tre suoi assessori (Cavina stesso, Claudia Resta e Claudio Frati) a beneficio dei social.

«Lo stesso giorno delle mie dimissioni – ha motivato Sangiorgi nell’ultimo lungo video postato sulla sua pagina ufficiale da sindaco 5Stelle – sono venuta a conoscenza di una volontà in parte del mio gruppo della mia forza politica di farmi mettere una specie di interdizione temporanea, prevista dal Tuel se il sindaco sta poco bene di salute, il vicesindaco può prendere in mano la responsabilità di tutto e amministrare la città. Per questo motivo volevo dare un segnale di una sfiducia che è arriva proprio oggi che è l’ultimo giorno perché ci sono persone che sembravano amiche pareva remassimo tutti nella stessa direzione invece così non è soprattutto negli ultimi venti giorni ma ormai alle pugnalate alla schiena ci sono abituata». 

Sangiorgi letteralmente sola sull’Aventino rispetto al resto della sua Giunta e soprattutto al Movimento 5 Stelle imolese che, seppur logorato da mesi di diatribe interne, cerca di ricompattarsi. Conscio che deve sopravvivere alla nottata se tra qualche mese vuole presentarsi agli imolesi con un candidato credibile per le amministrative 2020. Da qui la ricerca anche di un nuovo dialogo con la città, ad esempio con la richiesta degli assessori stessi e del M5s (negata dalla sindaca) di un’ultima giunta per revocare il controverso atto di indirizzo politico di «privatizzazione» della piscina comunale Ruggi approvato, sempre da loro stessi come giunta ovviamente, ma appena tre ore prima che la Sangiorgi desse le dimissioni a sorpresa in piazza Matteotti. 

La risposta all’ultimo video della sindaca non si è fatta attendere. Altra pagina ufficiale, quella del Movimento 5 Stelle. I solitamente felpati Cavina, Resta e Frati si lasciano andare. Frati lamenta: «Siamo stati traditi come gruppo da una persona che per anni ha nascosto parti importanti della propria vita e della propria personalità e quando sei candidata sindaco non lo puoi fare. Cose che se ne fossimo stati a conoscenza a questo punto non ci saremmo mai arrivati». Impossibile non leggerci il riferimento anche alla ormai nota relazione della Sangiorgi con il capogruppo della Lega Simone Carapia.

Ma la Resta va oltre e attacca nel merito delle pesanti accuse fatte dalla Sangiorgi al partito: «La sindaca ha sostenuto che non c’è mai stato aiuto da Roma quando noi sappiamo che c’è stato, che avevamo il numero di Riccardo Fraccaro (deputato M5s) e potevamo chiamarlo quando volevamo ma lei non ha saputo ascoltare e utilizzare le competenze messe a disposizione o fare gruppo per usare quelle interne ma si è fidata di persone che non appartenevano al Movimento 5 Stelle».

La conclusione tocca a Cavina: «Questa vista dell’ultimo periodo non è la politica dei noi intendiamo, quella a servizio dei cittadini, quella che non scappa». E rilancia dando l”appuntamento agli elettori all”anno prossimo: «Questo progetto del M5s non finisce ma va avanti per le future elezioni amministrative che ci saranno in maggio o giugno». (l.a.)

Nella foto un fermo-immagine del video di Frati, Cavina e Resta e della Sangiorgi

L'ultimo atto dell'era Sangiorgi: sfiducia a Patrik Cavina. “Mi volevano interdire'. Frati: “Lei ci ha tradito'
Cultura e Spettacoli 19 Novembre 2019

Torna CooperAttivaMente con «Altri sguardi» sulla storia e sul ruolo delle donne nei secoli

«Altri sguardi» sulla storia. Domani, mercoledì 20 novembre la rassegna Cooperattivamente si occuperà, in collaborazione con la Società italiana delle Storiche e con l’associazione PerLeDonne, di un tema particolare, che potremmo semplificare come il rapporto tra le donne e la storia. Il presupposto è che la storia, in generale, è raccontata al maschile: poche sono le donne di cui si parla e poche erano, fino a poco tempo fa, quelle che se ne occupavano. Il 20 novembre, appunto, saranno a Imola (ore 18, sala delle Stagioni) Francesca Minen e Caterina Di Paolo, rispettivamente autrice dei testi e illustratrice del volume «Le civiltà dei fiumi. Altri sguardi, nuovi racconti». Il libro fa parte, insieme a «Preistoria», l’altro volume già pubblicato, della collana «Storie nella Storia», edita da Settenove, nata con l’obiettivo di fornire, appunto, un approccio nuovo e diverso alla storia, più rispettoso del ruolo femminile, più vicino alle persone comuni, alla descrizione della società, della vita quotidiana, dei rapporti all’interno delle famiglie.

A dialogare con le autrici saranno Assunta Di Sario in rappresentanza dell’associazione PerLeDonne di Imola e la giornalista di «sabato sera» Milena Monti. Non a caso l’associazione PerLeDonne ha inserito l’appuntamento nel calendario delle iniziative in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ritenendo che, accanto all’aiuto concreto alle donne vittime di violenza di genere svolto quotidianamente attraverso il Centro antiviolenza, occorra un lavoro culturale che ridefinisca in maniera intelligente, nelle diverse fasi della storia umana, il ruolo delle donne. Un approccio che vede d’accordo Francesca Minen. «Il problema – spiega – è che la storia è fatta da uomini, che ne scrivono una versione fatta di guerre e politica, poco attenta ai fatti meno roboanti, ma fondamentali -. Anche la ricerca archeologica privilegia il palazzo, il tempio e non invece i centri di insediamento della popolazione. I fondi venivano dati a grandi scavi, statue colossali, corredi d’oro ed’argento, non per portare alla luce i luoghi in cui abitavano le persone normali. Ora si fa più attenzione a questa storia più puntuale, alla vita di ogni giorno, all’attività produttiva svolta dalle donne, che in genere lavoravano in casa ma preparavano il cibo, producevano vestiario, si occupavano di piccoli e anziani, realizzavano utensili, anfore,ciotole. Non erano retribuite, quindi in genere non si considera come lavoro».

Il libro «Le civiltà dei fiumi» prende in esame quattro civiltà sviluppatesi lungo il corso di grandi fiumi: la Mesopotamia (Tigri ed Eufrate), l’Egitto (Nilo), la Cina (fiume Giallo e fiume Azzurro) e la valle dell’Indo (fiume Indo appunto),nel subcontinente indiano. Per quanto riguarda le fonti, Minen osserva: «Quando ci sono si usano le fonti scritte, ma nel caso della valle dell’Indo la scrittura non è ancora stata decifrata. In questo caso ci si appoggia su dati archeologici. Tuttavia, anche in presenza di fonti scritte, occorre sempre chiedersi da chi sono state scritte e per quale fine. Quasi mai le autrici sono donne e di solito i documenti che si trovano sono amministrativi, economici,storici. Si tratta di dati funzionali, spesso mirati ad affermare l’ideologia del sovrano. Tornando alle donne, si trovano menzionate, ma molto difficile è trovare delle scrittrici. In Mesopotamia però,intorno al 2000 a.C., è vissuta Enheduanna, la prima poetessa di cui sappiamo il nome

Accanto a Francesca Minen ha lavorato al libro, in qualità di autrice delle illustrazioni, Caterina Di Paolo. «Illustrare i testi della collana è una sfida grande per me – confessa-. Non è un progetto in cui posso avere carta bianca. Certamente lavoro seguendo il mio stile, ma nell’ambito di parametri precisi. L’idea di costruire una serie illustrata su questo tema aiuta perché non si tratta di volumi didattici, nei quali l’illustrazione è poca e non preponderante. In questa collana l’illustrazione e lo scritto insieme aiutano ad approcciare un tema difficile come la parità di genere, a renderlo più vicino alla comprensione e a produrre empatia in chi legge». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto: la copertina del libro “Le civiltà dei fiumi” e le autrici Francesca Minen (in alto) e Caterina Di Paolo (in basso)

Imola

Torna CooperAttivaMente con «Altri sguardi» sulla storia e sul ruolo delle donne nei secoli
Cultura e Spettacoli 19 Novembre 2019

«Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà» è la mostra su Pietro Zuffi

«Scenografo, costumista, sceneggiatore, regista, grafico, pittore… potrebbero essere ancora tante le categorie professionali alle quali riferirsi per tracciare la figura di Pietro Zuffi, ma darebbero ugualmente l’idea di tentativi vani al fine di comprendere un personaggio che, fondamentalmente, fece della sua esuberanza, estro e inventiva una professione. Un imolese in giro per il mondo nel cui lavoro, capacità, concretezza, impegno ed entusiasmo ci piace ritrovare i segni delle sue origini locali». Così Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, introduce la figura di Pietro Zuffi, a cui l’ente di palazzo Sersanti dedica la mostra «Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà» che inaugura venerdì 22 novembre alle 17.30 a palazzo Sersanti. Curata dall’associazione culturale Segni del moderno, sarà allestita sia nel centro polivalente «Gianni Isola» di piazza Matteotti 4 che nel Ridotto del teatro comunale «Ebe Stignani».

La mostra arriva nel centenario della nascita di Zuffi: «L’occasione l’ha offerta il calendario, che vede in quest’anno 2019 la ricorrenza del centenario della nascita – commentano Claudio Calamelli e Fabrizio Castellari di Segni del Moderno -. Poi è intervenuta la generosa sensibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, senza la quale la proposta dell’associazione culturale Segni del Moderno sarebbe rimasta iscritta nel libro dei buoni propositi. E lontano da Imola, se non addirittura perduti, sarebbero rimasti tutti i materiali ritrovati a Roma dopo lunghe e appassionate ricerche condotte dalla stessa Associazione e che, d’ora in avanti, chiameremo Fondo Pietro Zuffi. Oltre un migliaio di pezzi originali tra documenti, disegni, fotografie, manifesti, locandine, pitture e molto altro ancora che ora, acquisiti dalla Fondazione, sono stati assicurati per sempre al patrimonio culturale della città».

Documenti che saranno anche parzialmente in mostra insieme a tanto altro materiale per raccontare il mondo creativo di un artista che è stato pittore, scenografo (impegnato, ad esempio, al fianco di Giorgio Strehler e poi alla Scala per tredici anni dove debuttò nel 1954 con le scene e i costumi per l’Alceste di Gluck con la soprano Maria Callas), costumista, decoratore, regista…

Come detto, la mostra sarà divisa in due sedi. Al Ridotto del teatro ci sarà «Zuffi alla Scala» per raccontare i grandi allestimenti da lui realizzati nel teatro milanese tra il 1954 e il 1966, con foto di scena, locandine, bozzetti per le scenografie, disegni dei costumi e costumi veri e propri. Al centro Gianni Isola, invece, si darà spazio ancora al teatro nella prima sala al pian terreno, per poi spaziare alle altre arti al piano superiore: cinema, disegno, pittura, creazione. Oltre che dal Fondo Zuffi, il materiale in mostra proviene anche dagli archivi di enti e istituzioni qualificati e prestigiosi, tra cui il Teatro alla Scala, il Teatro Comunale e la Cineteca di Bologna, l’archivio Missoni e altri. (s.f.)

Nella foto l”immagine scelta per la locandina della mostra

«Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà» è la mostra su Pietro Zuffi
Cronaca 19 Novembre 2019

Nel nord Italia crolla la produzione di olive

Mentre si prevede un calo mediamente del 9% della produzione di olio d’oliva in Europa, nel 2019 rispetto al 2018, in Italia si stima un raddoppio della produzione (da 175 mila tonnellate a 350 mila). Lo mette in evidenza il report sul comparto olivicolo del Centro studi di Confagricoltura, sulla base delle previsioni dell’Unione europea, presentate a Bruxelles.
Ottima la qualità per la Cia-Agricoltori italiani, il Consorzio nazionale Italia olivicola e per l’Associazione italiana frantoiani oleari (Aifo), che però mettono l’accento sui dati negativi relativi alla quantità dell’olio prodotto in Emilia Romagna (-50%) dovuti alla ciclicità che caratterizza la produzione olivicola e al ritardo della fioritura causata dalle basse temperature di inizio primavera.
Un segno ulteriormente peggiorativo se ci si limita poi al solo territorio coperto dalle nove aziende aderenti alla Rete olio extravergine felsineo. «Un meno 60, 70 per cento», quantifica Ermanno Rocca, produttore e presidente della rete di imprese che a breve cambierà il proprio nome in Rete olio extravergine olio di oliva Colli di Bologna.

Ma se la quantità è poca, almeno la qualità è elevata. Raccolta del prodotto a parte, questa è l’occasione per parlare di un olio territoriale dal sapore amaro e piccante, fruttato medio intenso, che raccoglie in particolare, in circa 170 ettari di terreno, le cultivar regionali Nostrana, Leccino, Correggiolo e Frantoio.
«Anche nelle colline bolognesi ci sono gli ulivi – ricorda Rocca – e danno un  ottimo prodotto». Anzi, le piante di ulivo ci sono sempre state e a documentarlo si possono consultare carte che risalgono al XIII secolo. Poi, la miniglaciazione di inizio Settecento ha fatto seccare gli alberi e si è passati ad altre coltivazioni. (al. gi.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 14 novembre

Nel nord Italia crolla la produzione di olive
Imola 19 Novembre 2019

L'ex vice capo della Polizia di Stato Nicola Izzo è il Commissario prefettizio del Comune di Imola

E” Nicola Izzo il commissario prefettizio nominato questa mattina dal prefetto di Bologna, Patrizia Impresa, per traghettare il Comune di Imola fino alle prossime elezioni amministrative che si terranno tra maggio e giugno 2020. Sono infatti diventate irrevocabili, allo scoccare dei 20 giorni dalla loro presentazione (come da disposizioni del Testo unico degli enti locali, art. 53), le dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi. Al Commissario, che è atteso a Imola nei prossimi giorni, sono conferiti i poteri spettanti al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale.

Nicola Izzo è nato a Scafati (Salerno) il 6 aprile 1949 ed è laureato in giurisprudenza e scienze politiche presso l”università di Pavia. E” entrato in polizia nel 1967 frequentando l”Accademia del corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza. A partire dal 1995 ha ricoperto le cariche di questore di Treviso, Verona, Torino e Napoli, direttore interregionale per Lazio, Abruzzo e Sardegna e poi per Lombardia ed Emilia Romagna. Nel 2005 è stato poi nominato prefetto di Lodi. Successivamente ha ricoperto l”incarico di direttore centrale per i Servizi tecnico-logistici e la gestione patrimoniale del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Nel 2007 è stato nominato della segreteria del dipartimento della Pubblica sicurezza, poi dal 2008 al 2012 è stato il vice capo vicario della Polizia di Stato. Nel febbraio scorso Izzo è stato nominato Commissario prefettizio di Rovigo, Comune che ha retto fino alle elezioni amministrative di giugno.

Nella foto il neo Commissario Nicola Izzo (foto tratta dal sito della Polizia di Stato) e la facciata del municipio di Imola

L'ex vice capo della Polizia di Stato Nicola Izzo è il Commissario prefettizio del Comune di Imola
Cronaca 19 Novembre 2019

Emanuela Mosa e Alberto Ferro ai concerti dell’Accademia

Sarà il duo Mosa-Ferro a guidare il secondo appuntamento della Stagione dei concerti 2019-2020 dell’Accademia pianistica di Imola. Emanuela Mosa, giovane violoncellista siciliana diplomata anche in pianoforte, sarà accompagnata dal pianista pluripremiato Alberto Ferro nelle musiche di Boccherini, Beethoven e Schubert.

Il concerto, che si terrà domani alle ore 20.45 nella sala Mariele Ventre di Palazzo Monsignani a Imola, è stato realizzato in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena per la kermesse imolese degli eventi artistici del Progetto Speciale Chigimola 2019.

L’ingresso è previo ritiro obbligatorio dell’invito presso l’Accademia (Rocca Sforzesca, entrata laterale, piazzale Giovanni dalle Bande Nere 12) dal lunedì al giovedì ore 9-19, il venerdì ore 9-17. L’intera Stagione è dedicata all’Osservanza: contestualmente al ritiro dell’invito sarà possibile donare un’offerta libera destinata al recupero del complesso conventuale. (r.cr.)

Emanuela Mosa e Alberto Ferro ai concerti dell’Accademia
Cronaca 19 Novembre 2019

La Regione continua a investire per rafforzare l’assistenza ai celiaci

Più tempestività e sicurezza diagnostica nel riconoscere la celiachia, una delle malattie croniche legate all’alimentazione più diffuse a livello globale, ma anche una diminuzione dei costi sostenuti dai cittadini per gli accertamenti diagnostici. Sono questi i principali obiettivi delle Linee di indirizzo per la diagnosi e il follow up della celiachia nei bambini e adulti approvate dalla Giunta regionale in condivisione con l’Associazione italiana celiachia Emilia Romagna.

Indicazioni operative rivolte a medici di Medicina generale, specialisti e pediatri di libera scelta, volute dall’assessorato alle Politiche per la salute per armonizzazione su tutto il territorio regionale il percorso diagnostico di questa malattia.
«Abbiamo definito un programma articolato riguardo la malattia celiaca utile alla formazione e all’aggiornamento professionale della classe medica – spiega l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – allo scopo di facilitare l’individuazione dei celiaci, siano essi sintomatici o appartenenti a categorie a rischio, adulti o bambini. La celiachia è una malattia che, se non diagnosticata, rappresenta un rischio per la salute dei pazienti: il celiaco inconsapevole che assume glutine si espone a complicanze anche gravi, spesso irreversibili, che ne compromettono la salute. La diagnosi precoce, pertanto, è una forma indispensabile di prevenzione sulla quale come Regione continueremo ad investire. E le Linee di indirizzo che abbiamo approvato vanno proprio in questa direzione». (r.cr.)

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La Regione continua a investire per rafforzare l’assistenza ai celiaci

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