Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Sport 9 Maggio 2018

Open paddock all'autodromo, Imola scalda i motori in attesa della Superbike. Ultimi giorni per la promozione dei biglietti

E” ormai tutto pronto per lo sbarco della Superbike all”autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, quinto round del mondiale in programma dall”11 al 13 maggio. Domani pomeriggio, infatti, ritorna il classico appuntamento con l”open paddock e i cancelli saranno aperti dalle 14 alle 18. In quelle ore gli appassionati potranno passeggiare per il paddock e vedere tutti i team all”opera. Sarà presente anche il Paddock Show con musica, intrattenimento e gadget, oltre alla probabile possibilità di incontrare i campioni delle due ruote.

Nel weekend dell”evento, per tutti i possessori del pass paddock, sarà anche possibile visitare la mostra la mostra fotografica dedicata all’indimenticato pilota statunitense Nicky Hayden, tragicamente scomparso lo scorso anno pochi giorni dopo la tappa imolese. Le foto, 69 come il numero che lo contraddistingueva in moto, sono state scattate da Mirco Lazzari, fotografo professionista della MotoGP e della Superbike, e saranno esposte nell’Hub turistico di If.

Oggi e domani, infine, sono gli ultimi due giorni di promozione per i residenti della Città Metropolitana di Bologna e dei 23 Comuni del Conami per acquistare i biglietti scontati per gara e paddock alla biglietteria dell” Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola presso la sede di Imola Faenza Turism Company.

r.s.

Nella foto: l”open paddock nel 2007

Open paddock all'autodromo, Imola scalda i motori in attesa della Superbike. Ultimi giorni per la promozione dei biglietti
Cronaca 9 Maggio 2018

Scuola e sospensioni, i presidi: «Le pene alternative funzionano ed educano»

Sostituire, ove possibile, le sospensioni vere e proprie con «pene alternative». E’ questa la direzione che sempre più spesso stanno prendendo gli istituti scolastici per cercare di educare, lavorando e non stando semplicemente a casa, chi ha commesso qualcosa di sbagliato.

Anche i dirigenti scolastici delle scuole del nostro territorio concordano con questa chiave di lettura. «L’ultima sospensione risale a sei anni fa, quando venni a sapere di un caso di bullismo allo Scientifico ai danni di un compagno di classe – racconta il preside dei licei, Lamberto Montanari -. Poco dopo, abbiamo iniziato a stringere accordi con alcuni enti ed associazioni del territorio, ad esempio la Caritas e l’Istituto Santa Caterina, dove mandiamo i ragazzi che, al posto di restare a casa per qualche giorno, si rendono utili, collaborano con gli educatori o si dedicano anche solo alle pulizie. Naturalmente, è considerata un’opzione al posto della sospensione e deve essere approvata dalla famiglia dello studente o della studentessa sospesa». Ai licei, comunque, i casi di sospensioni sono davvero rari. «Tre o quattro dal 2011 ad oggi, con sospensioni che oscillano dai due ai quattro giorni – prosegue Montanari -. Possono essere legate ad episodi di aggressività tra compagni di classe, così come a dei furti avvenuti nel corso di una gita scolastica. E’ però positivo che i ragazzi facilmente capiscono l’errore e cambiano atteggiamento».

Un maggior numero di sospensioni c’è all’Alberghetti (istituto tecnico e professionale). «Quest’anno ad esempio parliamo di una ventina di casi, ma su circa 1.700 alunni – dettaglia la dirigente scolastica, Vanna Monducci -. C’è stato qualche episodio di bullismo, ma soprattutto riguardano un uso improprio del telefonino e la mancanza di rispetto verso gli insegnanti». Anche all’Alberghetti si prediligono le pene alternative. «Da tre anni abbiamo delle convenzioni per far svolgere ai ragazzi dei lavori socialmente utili, in particolare con la Croce rossa, il convento dei frati Cappuccini e il Banco alimentare – va avanti la Monducci -. Se queste associazioni non riescono ad assorbire i nostri studenti, in alternativa proponiamo delle attività con gli assistenti tecnici di laboratorio oppure la pulizia del giardino scolastico».

Stessa situazione anche al Paolini Cassiano. «I lavori socialmente utili sono più difficili da organizzare perché prevedono che lo studente sia assistito, ma cerchiamo comunque di sostituire la sospensione con questa pratica – dice il preside, Enrico Michelini -. Tre anni fa abbiamo attivato delle convenzioni, ad esempio con l’Istituto Santa Caterina, la Caritas e l’associazione No Sprechi. Tra le attività che svolgono gli studenti c’è ad esempio l’apparecchiatura della mensa, l’aiuto compiti per i ragazzi disabili o per gli stranieri. Possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto perché alcuni alunni, una volta terminata la “punizione”, chiedono di poter continuare a svolgere questa attività di volontariato». Quali sono i motivi di sospensione più frequenti? «Non abbiamo avuto casi di bullismo vero e proprio, semmai aggressività tra compagni, atteggiamenti non corretti verso i docenti, ma soprattutto un uso improprio dei social network, con offese ai compagni di classe».

gi.gi.

Nella foto: il Liceo Scientifico a Imola

Scuola e sospensioni, i presidi: «Le pene alternative funzionano ed educano»
Cronaca 9 Maggio 2018

L'esercizio 2017 permetterà al Consorzio Ami di spartire 8,8 milioni di euro tra i Comuni soci

L’esercizio 2017 del Consorzio Ami si è chiuso con ricavi per 10,9 milioni di euro, un margine operativo lordo attestato su 6,4 milioni e 8,8 milioni di euro di utile netto. Insomma, un risultato decisamente ottimo, che farà sicuramente felici i sindaci dei 23 Comuni consorziati: vale a dire, Bagnara di Romagna, Borgo Tossignano, Brisighella, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Castelbolognese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro, Conselice, Dozza Imolese, Faenza, Firenzuola, Fontanelice, Imola, Marradi, Massa Lombarda, Medicina, Mordano, Palazzuolo sul Senio, Riolo Terme, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo.

Com’è noto, le entrate del Consorzio di via Mentana sono essenzialmente proventi finanziari dovuti alle partecipazioni azionarie detenute e canoni di affitto degli impianti di proprietà. Nel buon risultato conseguito dalle società partecipate si segnalano anche le ottime performance di Sfera (farmacie) e Acantho (servizi integrati a banda larga). Per quanto riguarda i settori in cui il Conami opera, l’idrico si conferma la voce prevalente, con ricavi per circa 4 milioni di euro. Nota dolente l’igiene ambientale, scesa dai 2,4 milioni del 2016 a 1,2 milioni del 2017 per effetto delle note vicende legate alla discarica Tre Monti.

I ricavi legati alle attività immobiliari e ad altri affitti ammontano a circa 2 milioni di euro, con un incremento di circa 200.000 euro rispetto al 2016, principalmente riconducibile allo spin-off immobiliare dell’autodromo. Di contro, l’indebitamento finanziario si è ridotto di 3 milioni. Si è inoltre modificata la struttura del debito da breve a medio termine. Queste operazioni liberano ulteriori risorse che, sommate alle disponibilità liquide di cassa, garantiscono la copertura degli investimenti nel territorio consortile previsti nel Piano triennale per il 2018, superiori a 15 milioni di euro. Il patrimonio netto risulta invariato a circa 305 milioni di euro. «La solidità del consorzio e la differenziazione nei ricavi, portata avanti negli ultimi anni, hanno consentito ancora una volta una performance economica di assoluto rilievo e garantiscono una importante capacità di investimento indipendente dalle situazioni contingenti», ha commentato il direttore generale del Conami,  Stefano Mosconi.

L’assemblea per l’approvazione del bilancio si terrà in giugno. Nell’occasione il Consiglio di amministrazione dell’ente di via Mentana proporrà ai 23 Comuni consorziati la seguente destinazione dell’utile d’esercizio: 441.277,21 euro, pari al 5%, al fondo di riserva statutario; 8.100.000 euro da dividere tra i consorziati in relazione alle percentuali detenute; 284.267,09 euro a riserva. «La creazione di valore per i Comuni soci è centrale nell’azione del Conami – ha confermato il presidente Stefano Manara -. E sulla base dei risultati raggiunti, proporremo all’assemblea degli azionisti la distribuzione di utili per 8,1 milioni, pari a quelli distribuiti nel 2016 e in linea con la policy dichiarata e approvata dai soci. Ciò ci consente di portare il fondo di riserva distribuibile a circa 4 milioni di euro con l’accantonamento di ulteriori 284.000 euro».

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 maggio.

Nella foto: Stefano Mosconi, direttore generale del Conami

L'esercizio 2017 permetterà al Consorzio Ami di spartire 8,8 milioni di euro tra i Comuni soci
Cronaca 9 Maggio 2018

Coltivare e zappare l’orto al posto della sospensione. Il progetto per gli studenti dello Scappi

Allontanare i ragazzi «problematici» da scuola per qualche giorno non è sempre la soluzione migliore. Al contrario, spesso è più proficuo sostituire la mera sospensione con ore di lavoro socialmente utile. La pensa così anche l’Ufficio scolastico regionale (Usr) che ha emanato delle linee guida in questo senso. Gli istituti scolastici, dal canto loro, hanno iniziato a muoversi nella stessa direzione. E’ il caso ad esempio dell’alberghiero Scappi di Castel San Pietro. «La scuola sta lavorando su differenti proposte di attività alternative alla sospensione scolastica – fanno sapere dalla scuola senza però entrare troppo nel dettaglio dei progetti che dovrebbero partire dal prossimo anno scolastico –. Stiamo prendendo accordi con enti ed associazioni del territorio per offrire diverse attività socialmente utili agli studenti che per motivi non eccessivamente gravi incorrano nella sospensione. Si tratta di una opportunità per mettere gli studenti indisciplinati di fronte alla realtà della vita vera, le sue problematiche e le sofferenze, nel tentativo di fargli trovare ed imboccare la strada giusta come individui, socialmente parlando».

Fra i progetti socialmente utili alternativi alla pena della sospensione dalle lezioni spicca certamente il progetto in collaborazione con l’associazione castellana «Semi di benessere» che, tra le altre cose, si occupa di progetti di ortoterapia aperti alla cittadinanza in un orto gratuitamente messo a disposizione dall’Amministrazione comunale. Nel regolamento degli orti comunali, infatti, l’ente locale prevede esplicitamente la possibilità di affidare fino a quattro appezzamenti (due nel capoluogo e due a Osteria Grande) «al fine di avviare progetti con le scuole o progetti di promozione sociale e ricreativa rivolti a persone disabili o in difficoltà o promossi da associazioni del territorio».

«Semi di benessere», che si occupa di promuovere il benessere mediante il contatto con la natura, è la prima associazione a farne richiesta e lo scorso 17 aprile la Giunta comunale ha accolto la sua domanda per un periodo sperimentale di tre anni, fino al 31 dicembre 2021. Ergo, l’associazione avrà a disposizione gratuitamente un appezzamento nel parco Lungosillaro per l’attività di ortoterapia e, in aggiunta, potrà accogliere gli studenti dello Scappi che optano per sanzioni disciplinari alternative alla sospensione dalle lezioni. Gli alunni, in sostanza, andranno a zappare la terra e coltivare frutta e verdura per meglio riflettere su quanto commesso a scuola piuttosto che passare il tempo nella propria camera. Da notare tuttavia che la scelta di un’eventuale pena alternativa alla sospensione resta comunque in capo ai genitori dell’alunno. Per questo motivo, l’alberghiero sta lavorando su molteplici e differenti proposte.

mi.mo.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto: orti pronti ad accogliere gli studenti allontanati da scuola

Coltivare e zappare l’orto al posto della sospensione. Il progetto per gli studenti dello Scappi
Cultura e Spettacoli 9 Maggio 2018

L'ispettore Coliandro a Ozzano, alcune riprese del telefilm in via Claterna e dintorni

L’Ispettore Coliandro in questi giorni è in via Claterna, località Maggio di Ozzano, per girare alcune riprese della settima edizione del poliziotto più imbranato della tivù. Il primo ciak in terra ozzanese è scoccato lunedì, ma il grosso delle operazioni si è svolto all’interno del negozio di arredi vintage G&H Tatterton, di proprietà di Martino Perdisa. Si è proseguito ieri pomeriggio con una serie di scene all’aperto, che dovrebbero comprendere anche un inseguimento.

Da alcuni giorni, infatti, sono comparsi dei volantini lungo un tratto di via Claterna per avvisare i residenti che le riprese avranno luogo sia di giorno che di notte, e che verranno esplosi colpi di arma da fuoco e altri effetti speciali. «La produzione della serie televisiva – si legge nel volantino – informa che potrebbero sentirsi rumori». Firmato, L”ispettore Coliandro. 

Sul volantino ci sono anche le date delle sparatorie: la prossima è prevista per oggi, tra il pomeriggio e la sera, e domani giovedì 10 maggio tra la sera e la notte. Alcuni curiosi si sono affacciati nella speranza di trovare il protagonista, Giampaolo Morelli, e colleghi. Gli attori in effetti si sono concessi alcune battute e dei selfie coi fan; chi li ha incontrati li definisce «molto concentrati». 

Il sindaco Luca Lelli spiega così i motivi di questa inaspettata visibilità: «Negli ultimi anni, grazie anche al passaparola tra le case di produzione, sono sempre di più le richieste che riceviamo e alle quali siamo ben contenti di rispondere positivamente. Crediamo sia parte di una strategia di marketing territoriale che passa attraverso la valorizzazione del luogo che amiamo».

Le riprese dei quattro episodi della stagione 2018 di Coliandro sono iniziate lo scorso 26 marzo, sempre per la regia dei romani Manetti Bros, sulle idee dello scrittore mordanese Carlo Lucarelli, che ne ha scritto soggetto e sceneggiatura. Tra le altre sedi scelte come set c’è stato il piano superiore dell’Autostazione delle corriere di Bologna dove è stato montato l’interno della questura dove l’ispettore lavora. La serie sarà trasmessa il prossimo autunno su Rai2. (ti.fu.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 10 maggio.

Foto dalla Pagina Fb ufficiale di Giampaolo Morelli

L'ispettore Coliandro a Ozzano, alcune riprese del telefilm in via Claterna e dintorni
Cronaca 9 Maggio 2018

Festa della Liberazione… dei sentieri montani scomparsi con i volontari dell'Enduro Motor Valley

Quale miglior modo di festeggiare il 25 aprile, Festa della Liberazione, che dedicare la giornata al recupero di antichi sentieri sulle nostre colline, teatro di aspre battaglie proprio durante la Seconda guerra mondiale? I volontari di Enduro Motor Valley si sono così dati da fare per continuare l’opera di aprire il sentiero che dal rio della Caspa si inoltra nel rio di Gaggio. «Il sentiero, ora scomparso, correva lungo il rio e congiungeva la valletta a lato di monte Cappello con il fondovalle e quindi con Fontanelice – spiega Giorgio Bambini, che è anche socio Cai -. Ci sono ancora i resti di un piccolo ponte in muratura e di una diga in sasso. Purtroppo decenni di abbandono hanno cancellato questo sentiero ed il rio è pericolosamente ingolfato di alberi crollati e frane che formano delle pericolose dighe che possono saltare in occasione di piene del torrente».

Uno dei volontari che ha seguito soprattutto la messa in sicurezza del torrente è Simone Zaniboni di Imola, bagnato fino al collo, ma soddisfatto del lavoro. «L’intervento di oggi conclude un periodo molto impegnativo per noi, le nevicate dell’inverno scorso ci hanno obbligato a lavorare praticamente tutti i fine settimana per riaprire i percorsi».

r.c.

Nella foto: volontari al lavoro

Festa della Liberazione… dei sentieri montani scomparsi con i volontari dell'Enduro Motor Valley
Cronaca 9 Maggio 2018

In via Pisacane, ciclista urtato da un'auto che esce da una proprietà privata

Non ha fortunatamente riportato ferite gravi il giovane investito ieri mattina in bicicletta lungo via Pisacane a Imola. L”incidente si è verificato verso le ore 10 all”altezza del civico 49, non lontano dalla rotonda con via Resistenza.

Stando a quanto ricostruito dalla polizia municipale, la Fiat Panda condotta da un 83enne, di Imola, stava uscendo da una proprietà privata quando ha urtato la bici condotta da un 22enne, residente in Marocco, che è sopraggiunto dalla destra dell”auto.

Il ciclista è stato trasportato al pronto soccorso, fortunatamente in codice verde, che indica i casi di minor gravità. Resta da chiarire se il giovane stesse circolando in strada oppure sul marciapiede che in quel tratto costeggia gli edifici.

Foto d”archivio

In via Pisacane, ciclista urtato da un'auto che esce da una proprietà privata
Cronaca 9 Maggio 2018

Dall'Archivio storico «Carducci» le rigide regole della scuola negli anni del fascismo

Essere maestro negli anni del regime non è cosa semplice! È quello che viene spontaneo pensare leggendo alcune delle carte dell’Ispettorato scolastico di quegli anni; molte affermazioni generano un sorriso, ma è sufficiente cercare di mettersi nei loro panni per avvertire come lo stato d’animo difficilmente potesse essere sereno e rilassato: infatti sono sempre sotto controllo da parte dei superiori che vigilano affinchè non si discostino dal modello che il regime ha fissato, controllo che lascia trapelare spesso un poco di malafede in quanto sembra che direttori, ispettore e provveditore si aspettino di trovare sempre delle pecche o delle scorrettezze.

La loro vita non è semplice: se sono assegnati in sedi scomode devono dimorare sul posto, in locali, spesso annessi alla scuola e messi a disposizione dal Comune, che non sono sempre lindi e accoglienti; ad esempio un direttore fa notare all’ispettore che le rimostranze della maestra, riguardo la casa dove si è appena trasferita, sono fondate, non assurde pretese, in quanto il «lavandino e la latrina» sono davvero indecenti; questi trasferimenti si rivelano spesso transitori per cui è difficile organizzarsi e creano problemi se le signore hanno un marito, figli magari piccoli o genitori anziani; anche raggiungere la sede è in molti casi scomodo, in quanto i collegamenti con treno o corriera sono disagevoli e talvolta incerti. Ad esempio il direttore Guerrini in persona si accerta del fatto che, sospeso il servizio di treno e corriera tra Imola e Borgo Tossignano, le maestre possono raggiungere la scuola solo con «un passaggio» fortuito e dopo aver camminato nei campi col fango a mezza gamba: a quel punto concede che la scuola resti chiusa.

I superiori si preoccupano molto dell’atteggiamento e dell’aspetto delle maestre, del fatto che magari non hanno la divisa in ordine, che non presenziano alle cerimonie del regime (assenza che viene anche punita con decurtazione dello stipendio), che si assentino senza giustificazione dal lavoro e temono sempre che giungano in ritardo o lascino in anticipo la classe. Il 12 aprile 1939 il Regio Provveditore Sgroi scrive all’Ispettore Capo Balbarini: «Questa mattina, essendo in giro d’ispezione, è salita sull’autobus per Imola, alle 9.30, una insegnante, che è scesa a Ozzano Emilia ed ha raggiunto la scuola dopo le 10. Non conosco il nome della maestra, dalla apparente età di circa anni 40. Potrebbe essere la Mª Fiorani Nanni Paolina, che è nata nel 1897. Le maestre Schipa Molinari Mercedes e Cassarini Pagani Lucia sono anziane, mentre la Mª Morandi Maria Teresa, nata nel 1906, non ha l’età sopra considerata. In ogni modo accertate subito e identificate l’insegnante e riferitemi d’urgenza sull’ingiustificato ritardo».

ma.ama. fra.mon.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto: scolaresca delle scuole elementari di Imola 

Dall'Archivio storico «Carducci» le rigide regole della scuola negli anni del fascismo
Cronaca 8 Maggio 2018

Troppo alcol al volante in occasione della Festa del vino, patente ritirata

Due automobilisti sono finiti nei guai con l”alcoltest domenica sera durante un controllo sulla circolazione stradale dei carabinieri lungo la via Emilia. Un servizio attivato “in occasione di una manifestazione dedicata al vino che si stava tenendo a Dozza – precisano dall”Arma -. La via Emilia è una strada ad alta densità di traffico e durante i fine settimana è transitata anche da soggetti sotto l’influenza di alcol e sostanze stupefacenti”.

Si tratta di un 29enne fermato alla guida di una Volkswagen Golf, denunciato perché trovato con un valore di 1,17 grammi di alcol per litro di sangue (il limite da non superare è lo 0,5), e di un 45enne al volante di una Peugeot 208 che aveva un valore maggiore dello 0,5 ma minore dello 0,8 quindi per lui è scattata la segnalazione alla Prefettura. Per tutti e due anche il ritiro della patente di guida. Entrambi stavano tornando a casa. (r.c.)

Foto d”archivio di un controllo dei carabinieri

Troppo alcol al volante in occasione della Festa del vino, patente ritirata
Cronaca 8 Maggio 2018

Edicole in stazione e ospedale, deserti i bandi, costano poco ma nessuno è interessato

Doppia fumata nera per trovare un gestore sia per l’edicola presso la stazione ferroviaria che presso l’ospedale di via Montericco. Né il gruppo Ferrovie dello Stato né l’Ausl di Imola, infatti, hanno ricevuto risposte ai rispettivi bandi pubblicati per trovare qualcuno interessato a rilevare l’attività di rivendita di giornali.

Per quanto riguarda la stazione dei treni, l’edicola è chiusa dal febbraio del 2017, quando la storica titolare, dopo trentasette anni di attività, decise di chiudere i battenti. Una perdita per pendolari e non. Da subito Rfi, ovvero la società per azioni controllata dal gruppo Ferrovie dello Stato italiane responsabile della gestione complessiva della rete ferroviaria nazionale, ha confermato di voler «garantire la continuità del servizio». Rfi ha fatto un bando per trovare un nuovo gestore a marzo, al termine di una serie di lavori per la riqualificazione della stazione. Il contratto prevedeva un affitto per sei anni, eventualmente rinnovabili di altri sei. La base dell’offerta era fissata in 4.100 euro (Iva esclusa) annui. Inoltre, proprio per rendere quel locale più appetibile, veniva data la possibilità di vendere anche oggetti di cartoleria, carte telefoniche, ricariche, piccoli articoli per la persona e per l’igiene personale e prodotti alimentari confezionati (caramelle, biscotti). «Nonostante la proroga che abbiamo dato ai termini per presentare offerte, il bando è andato deserto – confermano da Rfi -. Il nostro obiettivo resta però quello di riaprire un’edicola in stazione e siamo intenzionati a fare un’indagine di mercato per capire se effettivamente c’è interesse per quegli spazi. A quel punto, pensiamo di pubblicare un nuovo bando».

Anche l’Azienda usl, a stretto giro, ha pubblicato un bando analogo per l’edicola all’ingresso dell’ospedale nuovo. Nel settembre del 2015 l’attività era stata rilevata da «Giuliana», che in precedenza aveva l’edicola sotto i portici in centro storico. «L’edicolante l’avrebbe avuta in gestione fino al 31 agosto 2021, ma ha dato disdetta prima, lecitamente e senza penali – fanno sapere dall’Ausl -. Ora l’edicola resterà aperta fino a fine maggio». Sulle motivazioni che hanno portato alla disdetta bocche cucite sia da parte dell’Ausl che da parte del gestore. Il nuovo bando, scaduto lo scorso 13 aprile, prevedeva una gestione per quattro anni più eventuali altri due di proroga e un canone annuo a baste d’asta pari a 3.500 euro (Iva esclusa). «Nessuno si è fatto avanti, ma siamo intenzionati a riproporre un nuovo bando». In caso contrario, anche l’ospedale, così come la stazione dei treni, resterebbe senza edicola.

Quel che è certo è che l’universo dell’editoria e dei suoi canali di distribuzione tradizionali si è fatto più complicato: innegabile la contrazione delle vendite della carta stampata. Una crisi generale del settore che deve fare i conti con internet e il digitale, la possibilità di leggere in biblioteca e, per le edicole private, la concorrenza con i corner dei giornali nei supermercati. Una serie di fattori che costringono, da una parte, le redazioni a trovare nuove strade per stimolare i lettori e, dall’altra, gli edicolanti a vendere anche prodotti che poco hanno a che fare con l’informazione.

Non a caso, dunque, negli ultimi anni a Imola (ma non solo) si è assistito alla chiusura di edicole. Tra le ultime, all’inizio di quest’anno, quella all’interno della galleria del centro commerciale Leonardo sostituita oggi da un ampliamento della vicina gioielleria. In compenso all’interno dell’Ipercoop da qualche giorno c’è un piccolo angolo per la rivendita di riviste e giornali accanto alle scansie dei libri. La stessa cosa da tempo c”è nel Conad in via Montericco. (gi.gi.) 

Altre informazioni nell’articolo su “sabato sera” del 3 maggio. 

Nella foto come si presenta oggi l’area della stazione dove c’era l’edicola dopo la ristrutturazione

Edicole in stazione e ospedale, deserti i bandi, costano poco ma nessuno è interessato

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