Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 30 Maggio 2020

Disprezzò sui «social» il lavoro dei carabinieri dopo aver letto un articolo di giornale, 32enne denunciato

Un 32enne imolese è stato denunciato dai carabinieri per vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate. Il provvedimento è stato adottato al termine di un’indagine avviata dai militari dell’Arma dopo aver scoperto in prima persona che l’uomo, lo scorso 27 aprile, aveva commentato su Facebook con puro disprezzo un articolo apparso sul Nuovo Diario Messaggero e che faceva riferimento all’attività degli stessi carabinieri durante l’emergenza Coronavirus.

A tal proposito dalla Compagnia di Imola ricordano che «analoghi commenti lesivi di cittadini che disprezzano pubblicamente e quotidianamente le istituzioni costituiscono reato e possono essere segnalati alla Caserma di via Cosimo Morelli, nr. 10, telefonando al 0542/611800». (da.be)

Foto concessa dai carabinieri

Disprezzò sui «social» il lavoro dei carabinieri dopo aver letto un articolo di giornale, 32enne denunciato
Cronaca 30 Maggio 2020

I consigli del biologo Calzolari (Izsler) per difendersi dalle punture di zanzara: «Usare repellenti, ma ghiaccio e calendula danno sollievo»

Come ci possiamo difendere dalla zanzara, in particolare da quella tigre? Abbiamo chiesto alcuni consigli pratici a Mattia Calzolari, biologo dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (Izsler). «In primo luogo, è assolutamente fondamentale il controllo di tutte le possibili raccolte di acqua (sottovasi, secchi abbandonati, tombini), anche quelle più inaspettate. Se consideriamo che in un mese/quaranta giorni una zanzara tigre può arrivare a deporre fino a trecento o quattrocento uova, e che le larve sono esclusivamente acquatiche, ci rendiamo immediatamente conto di quanto sia importante effettuare questo controllo. Inoltre, è altrettanto indispen- sabile l’utilizzo dei repellenti. Esistono principi attivi come il Deet e l’Icaridina/Picaridina, con diverse concentrazioni, che devono essere utilizzati seguendo con estrema attenzione le indicazioni che vengono fornite nelle etichette, o molecole naturali come il Citrodiol. I trattamenti adulti- cidi dovrebbero essere limitati ai casi di emergenza, vale a dire ai casi conclamati di epidemie generate da zanzare autoctone, come è accaduto con la Chikungunya nel 2007. Altrimenti ci priviamo dell’arma più efficace che abbiamo a disposizione per fronteggiare una situazione del genere».

Nel caso di puntura da zanzara tigre, come intervenire?

«La reazione può variare molto da persona a persona. E generalmente la reazione è più forte quando si viene beccati le prime volte. Il ghiaccio può dare una mano per limitare il gonfiore del ponfo. Se, però, attraverso la puntura dovesse trasmettersi il virus, cosa che normalmente non succede nelle nostre zone, non esistono rimedi “casalinghi” assolutamente efficaci (al contrario, in molti casi non fanno proprio bene). Si deve ricorrere a una crema a base di cortisone, che il medico prescrive attraverso una ricetta e può essere acquistata in farmacia. Per alleviare il prurito, invece, una crema alla calendula può dare sollievo. Ma la precauzione più importante rimane quella di non grattarsi, per scongiurare un’infezione». (lu.ba.)

Nella foto: una zanzara pronta a pungere

I consigli del biologo Calzolari (Izsler) per difendersi dalle punture di zanzara: «Usare repellenti, ma ghiaccio e calendula danno sollievo»
Cronaca 30 Maggio 2020

Lotta alle zanzare, Gaiani (Ausl Imola) tra consigli e fake news su prevenzione e trattamenti

«In Italia abbiamo oltre 70 specie di zanzare. Nel nostro territorio si trovano prevalentemente la tigre, che si è diffusa negli ultimi quindici anni, e quella definita comune (culex pipiens). Quest’ultima, prima viveva negli stagni e nelle acque libere, ora le basta meno acqua e si è spostata anche nei tombini. E punge senza far rumore, senza emettere il classico ronzio fastidioso». Massimo Gaiani, tecnico della prevenzione del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola, racconta così l’evoluzione di questo fastidioso insetto e ammette che quella contro le zanzare «è una battaglia difficile», che parte dai trattamenti e include accorgimenti quando si esce di casa e l’utilizzo di repellenti idonei.

Esistono trattamenti sia per le larve, sia per le zanzare adulte. Come farli e quando è opportuno fare l’uno anziché l’altro?

«I trattamenti adulticidi andrebbero evitati in questo periodo perché fanno strage anche di insetti utili, a partire dalle api, che in questo momento stanno svolgendo un ruolo importante per l’impollinazione e la lotta naturale ad altre infestanti dei nostri giardini. Nel 2019 la Regione aveva emanato un’ordinanza per vietarli fino a luglio, quest’anno non c’è questo vincolo, ma noi li sconsigliamo fino a luglio perché in questi primi mesi non sono necessari se si esegue una buona lotta larvicida».

Su internet e sui social girano molte fake news. Facciamo chiarezza, le zanzare possono trasmettere il Coronavirus?

«La risposta è stata riportata anche sul sito regionale il Covid-19 non può essere trasmesso con le punture delle zanzare. Anche l’Oms ha creato una sezione per sfatare alcuni falsi miti e conferma: ad oggi non ci sono informazioni o prove che suggeriscano che il Co- ronavirus, che si diffonde principalmente attraverso goccioline generate da naso e bocca, possa essere trasmesso dalle zanzare. Le zanzare, invece, possono trasmettere malattie quali Chikungunya e Dengue (la tigre) o West Nile (la comune). Per tenere lontane le zanzare, semplicemente, negli orari in cui ce ne sono di più, al mattino presto o verso le 17-19, non bisognerebbe uscire di casa. Quando non è possibile, è consigliabile indossare pantaloni lunghi e abiti chiari e usare prodotti repellenti. Per i bambini sotto ai 3 anni, invece, è meglio limitarsi, quando possibile, all’uso di una zanzariera (ad esempio legata a carrozzina o passeggino, ndr) con maglie da due millimetri, che va bene anche per i pappataci». (gi.gi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 28 maggio.

Nella foto: la campagna regionale per difendersi da zanzare e altri insetti

Lotta alle zanzare, Gaiani (Ausl Imola) tra consigli e fake news su prevenzione e trattamenti
Cronaca 30 Maggio 2020

In autunno il bando per la vendita all’asta dell’azienda Bio-On

A cinque mesi circa dalla dichiarazione di fallimento si è svolto ieri il Tavolo metropolitano di salvaguardia del patrimonio produttivo per un monitoraggio sulla situazione di Bio-On SPA e Bio-On Plants SRL, l’azienda del settore delle bioplastiche con uno stabilimento produttivo a Castel San Pietro. Nel corso dell”incontro è stata illustrata la situazione relativa ai lavoratori, in particolare agli ammortizzatori sociali attivati, se pur con qualche complessità dovuta ad informazioni non note al momento dell”accordo sindacale sottoscritto a fine gennaio, al fine di garantire ai lavoratori l”erogazione delle misure di sostegno al reddito. Per quanto riguarda la procedura di vendita, si prevede di pubblicare il bando d”asta nel periodo autunnale. Prossimamente, infatti, verrà attivata la dataroom finalizzata all”accesso informativo per le possibili manifestazioni d”interesse. All”incontro hanno partecipato l”assessore regionale Vincenzo Colla, il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti, sindaci ed assessori dei Comuni coinvolti, l”Agenzia regionale per il lavoro, il dottor Gaiani ed il dottor Monti per la curatela fallimentare, la dottoressa Mastropaolo custode giudiziario del pacchetto azionario, la dirigenza di Bio-On srl, rappresentanze dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. 

Città metropolitana e Regione hanno delineato un percorso attivo per  valorizzare, nel quadro delle procedure previste, la forte potenzialità di ricerca e innovazione di  Bio-On, espressa anche dalle elevate professionalità presenti, con l”obiettivo di promuovere soluzioni industriali che consentano di declinare a pieno le potenzialità di sviluppo dell”azienda.  «Con una azione fortemente concertata nello scorso autunno siamo comunque riusciti, a fronte di una situazione estremamente complessa, a delineare un percorso che ha messo in sicurezza lavoratori e lo specifico know how prodotto dall”azienda, –  dichiarano Fausto Tinti e Vincenzo Colla – In questa fase, concentriamo ancora di più l”attenzione sulle sorti dell”azienda, con un ruolo attivo delle Isituzioni, Città metropolitana e Regione. L”azienda ha un”operatività ed un importanza rilevante nel campo delle attività della filiera green economy, l”intenzione di Regione e Città metropolitana è di costruire le condizioni, nel rispetto delel procedure in atto, per promuovere misure ed azioni per costruire soluzioni industriali. Il nostro territorio ha la capacità di creare le condizioni per favorire investimenti di qualità in ambiti innovativi del new green deal». (da.be.)

Nella foto: lo stabilimento di Bio-On

In autunno il bando per la vendita all’asta dell’azienda Bio-On
Sport 30 Maggio 2020

L’Atletica Sacmi Avis si allena, il presidente Cavini: «Attrezzi personali e distanze, ipotesi Tre Monti scaglionata»

Bentornata atletica leggera. Dopo oltre due mesi di stop forzato, anche la regina delle discipline sportive ha ripeso l’attività, nel rispetto dei protocolli e delle norme sanitarie. Ad Imola si è fatta trovare pronta la Sacmi Avis, i cui atleti di punta e non sono finalmente riusciti a riassaporare l’odore delle pedane dello stadio Romeo Galli. A raccontarci come sono andati i primi giorni d’allenamento post-lockdown è Massimo Cavini, presidente della società imolese. «Siamo ripartiti lunedì 11 maggio, in punta di piedi: c’era ancora qualche incertezza, sia a livello politico, sia all’interno della nostra società. La prima settimana è servita per testarci. Ogni ragazzo deve entrare al Romeo Galli con la mascherina, che può essere tolta all’interno dell’anello per correre. Abbiamo allestito tante postazioni con gel igienizzante, mentre i guanti non sono obbligatori. Non abbiamo troppa difficoltà con i distanziamenti, visto che lo spazio è ampio e i ragazzi sono molto rispettosi. A livello di servizi, invece, gli spogliatoi non sono disponibili. Ogni atleta poi ha il proprio attrezzo a disposizione per l’intera giornata, al termine della quale è tenuto a sanificarlo.

Il vostro sport, essendo individuale e non di contatto, va considerato tra quelli che prima potranno vedere il ritorno alle gare. Sei d’accordo?

«Direi di sì, anche se la Federazione ha già ricalendarizzato le gare 4 volte. Le difficoltà riguar- dano le gare di mezzofondo e le corse su strada, dove può esserci il problema del distanziamento. Si valuterà se fare partenze scaglionate, considerando il riferimento cronometrico. È un’ipotesi che stiamo vagliando anche noi per il Giro dei Tre Monti, almeno per mantenere la gara competitiva». (an.cas.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 28 maggio.

Nella foto: Francesco Conti all’entrata del Romeo Galli (dalla pagina Facebook dell’Atletica Imola)

L’Atletica Sacmi Avis si allena, il presidente Cavini: «Attrezzi personali e distanze, ipotesi Tre Monti scaglionata»
Cronaca 29 Maggio 2020

Coronavirus, solo 16 casi attivi nel circondario di Imola, l'Area critica dell'ospedale torna alla normalità, rimangono due posti in più per pazienti Covid

Ritornano a zero i nuovi casi positivi al Covid-19 nel bollettino quotidiano dell”Azienda usl di Imola. Inoltre, c”è un nuovo guarito definitivo a Imola. Restano quindi 394 i contagi refertati dall”inizio dell”epidemia, con 16 casi ancora attivi (positivi); nel dettaglio sono 7 a Imola, 5 a Medicina e 4 residenti fuori dai comuni del circondario imolese.

Anche nel resto della regione i numeri confermano la posizione dell”Emilia Romagna tra quelle a basso rischio secondo i parametri nazionali: i nuovi contagi oggi sono oggi 38 in più rispetto a ieri, 24 derivano sempre dall’attività di screening realizzata dalla Regione su persone asintomatiche tramite test sierologici e tamponi. Sono 216 le nuove guarigioni per un totale di 20.073. Dall’inizio della pandemia quindi i casi registrati in Emilia Romagna salgono così a 27.627, ma quelli ancora attivi sono solo 3.564 (-186). Purtroppo continua ad allungarsi anche l”elenco dei decessi, 8 in tutto oggi che potrano il totale a 4.102 (2 nel bolognese, circondario imolese escluso).

L”ospedale di Imola, così come tutta la sanità regionale, prosegue la trasformazione per avviarsi ad una nuova normalità. Al momento sono al lavoro gli operai per riportare l”Area Critica alla logistica e organizzazione precedente, da lunedì 1 giugno sarà nuovamente operativa con due posti letti che rimarranno dedicati ad una eventuale recrudescenza dell”epidemia da Coronavirus.

“Nei mesi scorsi – dettagliano nella nota dell”Ausl -, l”area intensiva dedicata ai malati con Covid-19 era stata potenziata progressivamente fino a 16 posti letto, lasciandone solo 4 per l”assistenza ai pazienti noCovid e trasferendo l”Unità di Terapia intensiva cardiologica (Utic) al reparto di Cardiologia”. Oggi, però, non ci sono più pazienti Covid+ in terapia intensiva, quindi “i 4 posti letto di Utic tornano in Area critica”. Non solo. I letti destinati alla terapia intensiva e semintensiva tornano rispettivamente a 6 e 8, “ma 2 in più restano a disposizione su altrettanti box a pressione negativa, nell”eventualità che pazienti con sospetto Covid necessitino cure intensive in isolamento o per pazienti con diagnosi accertata in attesa di centralizzazione a Bologna” precisano sempre dall”Azienda sanitaria.

Nelle foto i lavori in Area Critica per il ritorno alla nuova normalità

Coronavirus, solo 16 casi attivi nel circondario di Imola, l'Area critica dell'ospedale torna alla normalità, rimangono due posti in più per pazienti Covid
Cronaca 29 Maggio 2020

A Bagnara scoperti i «furbetti» dei rifiuti, tra loro anche cittadini di Mordano e Imola

Ci sono anche dei cittadini di Mordano e di Imola tra i «furbetti» dei rifiuti responsabili di aver abbandonato l’immondizia fuori dai cassonetti di via Gramsci a Bagnara di Romagna, all’interno del parcheggio della Coop Reno. 

Ad individuarli l’occhio attento delle fototrappole mobili. Un totale di 46 sanzioni, tra bagnaresi e soprattutto cittadini di comuni limitrofi, di cui 16 elevate grazie ad alcuni «indizi» che i soggetti avevano distrattamente lasciato nell’immondizia e che hanno permesso di risalire alle loro identità. I trasgressori saranno così costretti a pagare 104 euro di multa per abbandono di rifiuti, a cui vanno aggiunti 166 euro per coloro che hanno commesso la violazione fuori dal proprio Comune di residenza. (da.be.)

Foto d’archivio

A Bagnara scoperti i «furbetti» dei rifiuti, tra loro anche cittadini di Mordano e Imola
Cronaca 29 Maggio 2020

Il Comune di Imola riduce la tariffa oraria (17-19) della sosta a pagamento sulle strade del centro

Il Comune, in collaborazione con Area Blu, ha deciso di ridurre la tariffa oraria da applicare alla sosta a pagamento relativa alla Zona A, che comprende le strade più vicine alle aree pedonali del centro storico. Nella fascia oraria dalle 17 alle 19, quindi, il costo passerà da € 1,50 a € 1,10. La riduzione della tariffa sarà in vigore nel periodo compreso tra il 3 giugno 2020 ed il 31 ottobre 2020.

La decisione è stata presa per sostenere la ripresa delle attività economiche del centro, favorendo l’accesso alle attività stesse, con la riduzione dei costi della sosta nelle strade più vicine a loro. Il Comune, infatti, ha «ritenuto che la fase di riapertura delle attività economiche del centro abitato di Imola necessiti di azioni di accompagnamento che possano favorire la ripresa graduale e progressiva del tessuto economico sociale, nell’auspicio di riattivare il ruolo di volano socio economico per una completa ripartenza delle attività che hanno sede in città».

Questa decisione di ridurre la tariffa dei parcheggi su strada si va ad aggiungere a quella presa dal Comune di mettere a disposizione 5000 biglietti che consentono di parcheggiare 2 ore gratuitamente nei parcheggi a sbarre.

Nella foto: parcheggio lungo viale Zappi a Imola

Il Comune di Imola riduce la tariffa oraria (17-19) della sosta a pagamento sulle strade del centro
Economia 29 Maggio 2020

Alce Nero completa il trasloco, anche la palazzina uffici si trasferisce a Castel San Pietro

Si completa la discesa a valle di Alce Nero, il marchio che commercializza oltre 300 prodotti alimentari biologici, dai biscotti alla pasta, passando per miele, passate, cereali, legumi e tanto altro. Nel 2015 aveva spostato il magazzino da Monterenzio (sede abbandonata nel 2016) in via Henry Ford a Castel San Pietro, tra Arcese e Decathlon, passando da 3.500 a 11 mila posti pallet. Una scelta dettata dalla straordinaria crescita del mercato dei prodotti «bio». «Un anno e mezzo fa abbiamo preso in affitto un’altra parte del fabbricato che già ospitava il magazzino – racconta l’amministratore delegato di Alce Nero, Massimo Monti –. Complessivamente, ora abbiamo circa 13 mila metri quadrati e 22 mila posti pallet, nei quali in media stocchiamo 4 milioni di prodotti».

La novità principale, però, risiede nella scelta di spostare sul Sillaro non solo la parte logistica, ma anche tutti gli uffici, rendendo così Castello la nuova sede operativa della società a tutti gli effetti, dove lavoreranno tutti gli 80 dipendenti. «Da Monterenzio ci eravamo trasferiti a San Lazzaro, poi si è presentata l’occasione di affittare invia Ford l’intera palazzina uffici – prosegue Monti –. La ditta di autotrasporti che condivide con noi una piccola parte dello stabile, infatti, non aveva necessità di utilizzarli. Sono 800 metri quadrati che abbiamo finito di ristrutturare e arredare proprio in questi giorni con un investimento da 400 mila euro». La scelta del sito castellano non è casuale. «Il magazzino è più funzionale perché molto vicino al casello dell’A14 e, avendo gli uffici nello stesso posto, è più semplice mostrare i prodotti e quello che facciamo ai clienti –motiva Monti –. Inoltre, in questa posizione siamo più vicini al nostro azionista di maggioranza, la Cesenate Conserve Alimentari Spa (che realizza a marchio Alce Nero passate, sughi pronti, pesti, sottolio, succhi, zuppe e omogeneizzati, ndr)». (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 maggio

Alce Nero completa il trasloco, anche la palazzina uffici si trasferisce a Castel San Pietro
Cronaca 29 Maggio 2020

Coronavirus, la Tenuta Ca' Lunga dona 600 bottiglie di vino agli operatori sanitari dei reparti Covid di Imola

Paolo Cassetta, titolare della Tenuta Ca” Lunga, ha voluto donare 600 bottiglie di vino doc a tutti gli operatori sanitari dell’Ausl di Imola che in questi mesi sono stati al fronte contro il Coronavirus. Le bottiglie, portate ieri all”Ospedale S. Maria della Scaletta, saranno distribuite nei prossimi giorni anche per festeggiare così la fine dell”emergenza ospedaliera. «Ci tenevamo davvero molto a poter fare questo dono a medici, infermieri ed operatori socio-sanitari impegnati per tante settimane nella cura e nell”assistenza dei malati di Covid,  per ringraziare ognuno di loro per quanto fatto per la nostra comunità – ha detto Paolo Cassetta consegnando le bottiglie, del valore di 3.000 euro, al direttore generale Andrea Rossi, al Direttore del Dipartimento Medico Oncologico Antonio Maestri e al direttore del reparto Medicina B (reparto Covid) Stefano Pasquali -. Con l’augurio che queste bottiglie possano donare un po’ di spensieratezza a tutti gli eroi che sono stati in prima linea in questo periodo, quando alla sera tornano a casa dalle loro famiglie».

Parole di ringraziamento anche per il direttore generale Andrea Rossi. « Grazie per questo pensiero dedicato ad ogni operatore e all”Azienda nel suo complesso, una vicinanza che ancora una volta ci dimostra la vicinanza della nostra comunità, un vero capitale sociale del territorio». E per Rossi anche un omaggio speciale: una magnum completamente dipinta a mano. »La porteremo in direzione e la stapperemo quando potremo davvero segnare la fine della pandemia» ha concluso. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): la consegna delle bottiglie

Coronavirus, la Tenuta Ca' Lunga dona 600 bottiglie di vino agli operatori sanitari dei reparti Covid di Imola

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