Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 14 Gennaio 2019

Dopo il furto da Droneland il titolare Achille Lordi dorme in negozio: «Non so come finirà se dovesse entrare qualcuno»

Quattro furti in quattro anni, sempre nel periodo natalizio, per Droneland, negozio specializzato in droni di via Orsini. Come vi avevamo già raccontato (leggi la news) l”ultimo in ordine di tempo è avvenuto nella notte tra mercoledì 19 e giovedì 20 dicembre. Da allora, Achille Lordi, il titolare, ha deciso di dormire alcune notti in negozio: «Non so come finirà se dovesse entrare di nuovo qualcuno…».

A motivarlo una certa disperazione. «L’attività non va male, ma lavoro per pagare i debiti dei furti e se continuiamo di questo passo sarò costretto a chiudere. Siamo ripartiti anche nel 2019, ma tra mille sacrifici». Il sistema d’allarme era disinserito perché, in passato, aveva creato qualche problema con i vicini. Una volta dentro hanno messo fuori uso la telecamera interna e si sono impossessati di sei droni professionali, del valore di 10 mila euro, di proprietà di alcuni clienti e portati in negozio per essere riparati. «Sapevano già cosa prendere, perché non hanno toccato altro. Ho un sospetto e aspetto di conoscere i risultati degli esami sulle impronte digitali…».

Lordi, quindi, dovrà rimborsare anche i clienti dato che il negozio attualmente non è assicurato: «Dopo l’ultimo furto di un anno fa non potevamo più pagare una polizza così alta. La cosa strana, però, è che nessuno dei vicini pare abbia sentito qualcosa, mentre una persona che vive molto più distante lungo la strada ha sentito un gran fracasso». (d.b.)

Nella foto: il titolare di Droneland Achille Lordi

Dopo il furto da Droneland il titolare Achille Lordi dorme in negozio: «Non so come finirà se dovesse entrare qualcuno»
Cronaca 14 Gennaio 2019

Guida in stato di ebbrezza, tre automobilisti denunciati dai carabinieri

Durante i consueti controlli alla circolazione stradale effettuati nel weekend, i carabinieri di Imola hanno denunciato tre automobilisti, un 48enne, un 32enne e un 24enne, con l”accusa di guida in stato di ebbrezza.

In particolare il primo, fermato dagli agenti di Sesto Imolese lungo la via Correcchio, era talmente ubriaco da procedere ripetutamente a zig-zag con la sua Fiat Punto. Notato per fortuna dai carabinieri è stato sottoposto all”alcol test che ha rilevato come il suo tasso alcolico fosse pari a 2,38 g/l. (d.b.)

Foto d”archivio

Guida in stato di ebbrezza, tre automobilisti denunciati dai carabinieri
Sport 14 Gennaio 2019

Pallavolo B2 femminile, la Vtb Pianamiele Ozzano si diverte… in Riviera

Prima gara del 2019 dolce per la Vtb Pianamiele Ozzano che surclassa 3-1 in casa la Riviera Rimini. Dopo essere andate sotto nel primo set, le ragazze di Casadio hanno ripreso in mano le redini del match, soffrendo solo nel terzo set finito ai vantaggi. Ora la Vtb con questo successo sale a 15 punti abbandonando seppur per poco la zona calda della classifica.

Nel prossimo turno, in programma sabato 19 (ore 20.30) la Pianamiele sarà ospite di Cremona. (d.b.)

Tabellino

Vtb Ozzano-Riviera Rimini 3-1 (21-25, 25-17, 27-25, 25-17)

Nella foto (di Annalisa Mazzini): le ragazze dela Vtb Pianamiele Ozzano

Pallavolo B2 femminile, la Vtb Pianamiele Ozzano si diverte… in Riviera
Sport 14 Gennaio 2019

Pallamano A2, Romagna corsaro sul campo del Camerano

Nell”ultima giornata del girone d”andata il Romagna supera 21-18 in trasferta il Camerano e chiude al 5° posto con 17 punti.

La squadra di Tassinari conduce la contesa fin dall”avvio, senza però chiudere i giochi in anticipo. Camerano resta, così, aggrappato al match fino agli ultimi minuti, ma il tentativo di rimonta si infrange contro il portiere ospite Martelli.

Nel prossimo turno, in programma sabato 19 (ore 19), i bianconeri affronteranno in trasferta Parma. (d.b.)

Tabellino

Camerano-Romagna 18-21 (7-10)

Romagna: Martelli, Sami, Andalò 1, O. Boukhris 2, Gollini 3, La Posta, Panetti, F. Tassinari 4, Amaroli, Bosi, Leotta 3, Luppi, Medri, Rotaru, Babini. All. D. Tassinari.

Foto di Annalisa Mazzini (dalla pagina facebook del Romagna)

Pallamano A2, Romagna corsaro sul campo del Camerano
Cronaca 14 Gennaio 2019

Wegaplast Spa revoca un appalto, la Cgil lancia l'allarme: “A rischio 48 posti di lavoro'

“Wegaplast Spa ha sospeso il lavoro esterno in appalto all”Eurocoop Service, cooperativa di Rimini in liquidazione coatta amministrativa. Questa iniziativa unilaterale mette a rischio 48 posti di lavoro e non permette di dare corso agli adeguati ammortizzatori sociali a garanzia del reddito di questi lavoratori, nonché per favorire una procedura di cambio di appalto a tutela dell’occupazione”. La notizia è arrivata dalla Cgil, Filcams, Filctem e Filt. Il sindacato, preoccupato, ha organizzato per oggi uno sciopero di tutti i lavoratori coinvolti. 

Tanto per capirci, l”Eurocoop Service nel nostro territorio occupava circa una settantina di addetti distribuiti in diversi appalti. “In alcune realtà sono stati raggiunti accordi tra le organizzazioni sindacali e le singole aziende appaltatrici che hanno permesso di salvaguardare l’occupazione tramite il passaggio del personale” spiegano dal sindacato.

Invece la Wegaplast, azienda specializzata in stampi e stampaggio con sede a Toscanella di Dozza, venerdì scorso ha reso nota la sua decisione unilaterale. “Oggi pomeriggio è previsto un incontro presso la Regione Emilia Romagna per cercare una soluzione – aggiungono i sindacati -. Pertanto è incomprensibile l’atteggiamento assunto da Wegaplast Spa che non solo non ha dato disponibilità all’incontro, ma avrebbe potuto comunque attenderne l’esito”. Per domani è stata  fissata un”assemblea. (r.c.)

Wegaplast Spa revoca un appalto, la Cgil lancia l'allarme: “A rischio 48 posti di lavoro'
Sport 13 Gennaio 2019

Basket A2: Le Naturelle al tappeto a Udine contro il coach castellano Demis Cavina

Anche senza un americano (Simpson) è troppo forte Udine per Le Naturelle. In partita per i primi due quarti con un Crow importante al tiro (16 punti, 5 rimbalzi e 2 stoppate), Di Paolantonio vede la squadra subire il ko tecnico nel terzo quarto (31 punti di Udine) e perdere il filo del match. Vince quindi l”ex Demis Cavina e il coach di Castel San Pietro rilancia le quotazioni della sua squadra nella corsa verso la vetta della classifica.
Il primo parziale è un tiro al bersaglio con Le Naturelle che mettono nel paniere solo «uova» da tre tuorli (5 su 8 contro 1 su 8 da 2). Quattro marcatori (Crow due centri su due) e un + 7 a fine quarto (14-21). Ci mette due minuti e mezzo del secondo quarto Udine a rovesciare il match con l”ex Imola (sponda giallonera) Pinton che mette due triple di fila per il 24-21. Imola si aggrappa a Crow e il «Corvo» trascina il resto della squadra fino al controsorpasso. Alla pausa il tabellone del palazzetto intitolato al pugile Primo Carnera è illuminato sul 38-39.
Udine assesta una scarica di diretti al volto nel terzo quarto e Le Naturelle si aggrappano alle corde fino al 66-54. Raymond si rialza come Rocky prima che suoni il gong di fine terzo quarto sul 69-60.
L”ultimo quarto è troppo breve per le speranze di Imola che sbaglia troppo al tiro (solo 1 dentro sui primi 8 tentativi) e fa scorrere gli ultimi 6 minuti di partita senza sussulti. (p.b.)

Il tabellino
Gsa Udine – Le Naturelle Imola 83-71 (14-21, 24-18, 31-21, 14-11)
Udine: Penna 3, Cortese 10, Spanghero 23, Powell 3, Mortellaro 9; Pellegrino 8, Nikolic 4, Pinton 14, Genovese 9. Ne: Visentini. All. Cavina.
Imola: Fultz 9, Bowers 8, Crow 16, Raymond 21, Simioni 4; Magrini 3, Rossi 8, Montanari 2. Ne: Ndaw, Wiltshire. All. Di Paolantonio.

Nella foto Isolapress, Tim Bowers.

Basket A2: Le Naturelle al tappeto a Udine contro il coach castellano Demis Cavina
Sport 13 Gennaio 2019

Basket C Gold, Zhytaryuk è il padrone del Ruggi e la Vsv Imola supera Fiorenzuola

Successo importante e prestigioso per la Vsv Imola che supera 75-68 al Ruggi Fiorenzuola, terza della classe e si porta a -2 dal gruppetto di squadre alle spalle di Rimini e Bologna Basket.

Primo quarto targato Fiorenzuola che scappa via con i canestri di Sprude e Colonnelli, mentre Imola è tenuta a galla da Zhytaryuk. Il match è equilibrato anche nel secondo parziale con nessuna della due squadre che riesce a prevalere sull”altra. Dopo l”intervallo lungo si segna davvero con il contagocce, le difese prevalgono sugli attacchi, ma le due squadre rimangono sempre a contatto. Nell”ultimo parziale si accende Casadei, Fiorenzuola ha le mani calde dall”arco ma perde per falli Sprude e l”Mvp Zhytaryuk, oltre a Percan, sigillano ai liberi la vittoria. 

Nel prossimo turno, in programma sabato 19 (ore 21), i gialloneri affronteranno in trasferta Anzola. (d.b.)

Tabellino

Npc-Fiorenzuola 75-68 (18-21, 41-42, 56-55)

Imola: Dal Fiume 3, Percan 16, Casadei 12, Magagnoli 7, Zhytaryuk 26, Turrini ne, Nucci ne, Murati ne, Zani ne, Aglio 8, Giuliani 3, Dalpozzo. All. Tassinari. 

Fiorenzuola: Galli, Cunico 8, Dias 2, Sprude 21, Lottici 15, Sichel, Carini ne, Fellegara ne, Zucchi, Colonnelli 18, Marletta ne, Yabre, Sabbadini 4. All. Lottici.

Nella foto: Zhytaryuk e Casadei

Basket C Gold, Zhytaryuk è il padrone del Ruggi e la Vsv Imola supera Fiorenzuola
Cultura e Spettacoli 13 Gennaio 2019

Alberto De Bernardi a Imola per parlare del suo libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche'

Terzo appuntamento con le iniziative organizzate da Anpi e Cidra, dopo Paolo Pezzino e Giovanni De Luna, sarà la volta di Alberto De Bernardi per parlare di “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”, titolo della serata, ma anche di un suo libro, da poco pubblicato da Donzelli editore.

Lo scopo di queste iniziative viene spiegato dal presidente dell’Anpi, Bruno Solaroli: «Come Anpi di Imola, in collaborazione con il Cidra, stiamo proponendo alla nostra comunità una serie di incontri al fine di analizzare lo “stato di salute” della società italiana dal punto di vista del suo patrimonio intangibile. Un obiettivo, detto così, certamente utopistico, ma che, compreso nell’ottica dei valori nati dalla Resistenza e confluiti nella nostra Carta Costituzionale, ci sembra attuabile. Tentare di capire i processi che stanno portando molti italiani ad abbracciare o, nella migliore delle ipotesi, ad assistere passivamente al proliferare di idee e azioni illiberali, antidemocrat-che, autoritarie e razziste rientra nella nostra missione e riempie di senso la nostra stessa esistenza. Un dibattito urgente perché pensiamo che il degrado culturale, valoriale, emotivo del cittadino italiano medio sia sotto gli occhi di tutti. Ma in che modo tentare una faticosa risalita? Quali processi dialogici dovremo attivare per invertire la rotta? Il termine antifascismo, a noi tanto caro, a forza di enfatizzazioni e strumentalizzazioni, provoca oggi, ogni volta che viene pronunciato, una certa insofferenza e repulsione. Come fare per riabilitarlo e perché è necessario farlo?».

In questo ragionamento si inserisce bene l’incontro con De Bernardi, in programma lunedì 14 gennaio, alle ore 20.30, presso la sala delle Stagioni in via Emilia 25. Alberto De Bernardi ha molti titoli per trattare questo argomento: è professore di Storia contemporanea all’Università di Bologna, è presidente di Refat, Rete internazionale per lo studio dei fascismi, autoritarismi, totalitarismi e transizioni democratiche. Altre sue pubblicazioni recenti sono “Da mondiale a globale. Storia del XX secolo” (B. Mondadori, 2008); “Storia dell’Italia unita” (con L . Ganapini, Garzanti, 2010); “Un paese in bilico. L’Italia degli ultimi trent’anni” (Laterza, 2014).

Quest’ultimo suo libro, “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”, affronta il pr-blema in chiave attuale, come afferma l’autore stesso: «Vi è oggi un uso semplificato e banalizzato, ma fortemente evocativo della storia, come chiave per capire i processi politici in corso, facendo perno sulla categoria di fascismo/antifascismo, dotata di una sua prepotente ricorsività e di una forza simbolica ineguagliabile; anzi di una costante attualità, perché in quella coppia di opposti si riassume tutta la lotta politica dell’Italia novecentesca fino ad oggi. Dietro questa forza però si nascondono molte debolezze: se ogni avversario di oggi non è altro che la reincarnazione di quello del passato, quale strategia si mette in campo per sconfiggerlo?».

La vittoria elettorale della destra populista il 4 marzo 2018 ha sortito, tra gli altri, l’effetto di reintrodurre prepotentemente nel dibattito pubblico la parola «fascismo», attribuendole una nuova attualità come esito possibile della crisi politica italiana e facendo riemergere, soprattutto nella sinistra, la chiamata alle armi sotto la bandiera dell’antifascismo. La contrapposizione fascismo/antifascismo, come non accadeva dagli anni di Tangentopoli, ha riassunto i caratteri di una chiave di lettura per il tempo presente, capace di proiettarsi anche in una dimensione europea. La forza di questo paradigma si traduce in una sovraesposizione dell’uso pubblico della storia, con costanti riferimenti alla Resistenza, alla crisi del 1920-1922, al duce, al razzismo, al neofascismo. La storia torna a essere – come in altre fasi critiche della vicenda repubblicana – uno strumento di lotta politica, con tutto il carico che questo comporta in termini di semplificazioni, strumentalizzazioni, rimozioni e a volte mistificazioni, che rischiano di inficiare la comprensione della realtà. (r.cu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Alberto De Bernardi a Imola per parlare del suo libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche'
Cultura e Spettacoli 13 Gennaio 2019

«CC» è il nuovo disco di Cristian Bagnoli, in cui suona anche Claudio «Gallo» Golinelli

Si chiama CC il quarto album di Cristian «Cicci» Bagnoli, chitarrista originario di Castel Bolognese ma imolese di adozione e formazione musicale. La sua storia, infatti, è strettamente legata a quella di un altro e ben noto musicista imolese, il bassista di Vasco Claudio «Gallo» Golinelli. «Se sono un musicista professionista lo devo al Gallo – ammette raccontando quella che sembra la trama di un film -. L’ho conosciuto nel 1999 a Cesenatico, allora ero un ventenne all’inizio di quella che pensavo sarebbe stata la mia carriera da chef, strada che avevo intrapreso seguendo la passione per la cucina che ancora oggi mi accompagna. Una sera, durante un concerto in un locale con una band di amici, i Dilagando, mi avvicina lui, il Gallo: mi ha fatto i complimenti e mi ha dato il suo numero di telefono. Aveva visto qualcosa di interessante in me e, nonostante quasi non ci credessi, ho iniziato a frequentarlo a casa sua e studiare musica insieme». Così all’inizio del nuovo millennio Bagnoli lascia il lavoro «manuale ed artistico» dello chef, come lo definisce lui stesso, e intraprende l’altrettanto manuale ed artistica carriera da chitarrista che lo avrebbe poi portato ad entrare nella Steve Rogers Band, a pubblicare quattro dischi e a collezionare diverse collaborazioni con grandi musicisti della scena nazionale ed internazionale.

L’album CC, come le iniziali e contemporaneamente come il soprannome dell’autore, segue le pubblicazioni precedenti Trenta (2008), Imprevedibile (2011) e Rockambolo (2016) ed è uscito lo scorso 30 novembre con l’etichetta Videoradio. Si tratta di un cd non solo rock, genere con cui inevitabilmente è nato e cresciuto il chitarrista sia per merito del percorso con il Gallo sia per le influenze del padre che quando Bagnoli era piccolo ascoltava Queen, Dire Straits, Pink Floyd. «Questo album è quello della mia maturità da musicista, perché sono ormai diciotto anni che mi posso definire un professionista, anche se ho imbracciato la prima chitarra a undici anni – spiega -. E’ il mio primo disco con sonorità blues, genere per il quale nutro grande rispetto e che solo oggi ho sentito che potevo affrontare nelle mie composizioni. In questo disco la vera voce è la chitarra, è lei che racconta ed emoziona attraverso le note». Solo tre delle undici tracce sono infatti cantate dal chitarrista stesso, in italiano. Complessivamente si tratta di un viaggio fra rock e blues, prog e fusion, al quale hanno partecipato ospiti del calibro di Adriano Molinari (musicista di Zucchero), Fabrizio Foschini (Stadio), Max Gelsi (Elisa), Nicola Peruch (Zucchero, Pausini) e ovviamente Claudio «Gallo» Golinelli. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio 2019

Nelle foto, da sinistra, Cristian «Cicci» Bagnoli con Claudio Golinelli, e la copertina del suo disco

«CC» è il nuovo disco di Cristian Bagnoli, in cui suona anche Claudio «Gallo» Golinelli
Sport 13 Gennaio 2019

Calcio serie C, l'ex Milan Luca Antonini ora fa il procuratore e parla dell'Imolese

«Che consiglio darei all’Imolese in questo mercato? Di cambiare il meno possibile, visto che finora è stato fatto un lavoro egregio». Il suggerimento porta la firma di Luca Antonini, uno che, dopo aver vestito (fra le altre) le maglie di Milan e Genoa, ha deciso di diventare procuratore e che, oggi, rappresenta Nicola Mosti. Uno che, pur arrivato a fine mercato in maglia rossoblù, si è finora ritagliato uno spazio importante nella squadra di Dionisi. «La scelta dell’Imolese si sta rivelando come ce la aspettavamo. Mosti sta avendo la continuità che lo scorso anno era mancata fra Gavorrano e Viterbese: Imola è il posto giusto per crescere e farsi vedere. Credo che, per fare il salto di qualità, Nicola debba essere più freddo in fase di finalizzazione, ma per il resto ha tutto quello che mi piace in un giocatore, a partire dalla voglia di mettersi a disposizione del gruppo correndo tanto, cosa non scontata per il ruolo che fa».

A proposito di Dionisi, cosa ci dice?

«Mi avevano parlato benissimo di lui, sapevo che il suo calcio è molto propositivo ed il girone di andata lo ha confermato in ogni partita: questa sua mentalità è stata determinante nella scelta di Nicola di venire all’Imolese, che ha un mister intelligente, con la stessa ambizione dei suoi ragazzi nel crescere e migliorarsi ogni giorno assieme a loro, come mi ha detto quando ci siamo conosciuti. I ragazzi stravedono per lui e l’amalgama che si è creato si è visto non solo nelle vittorie, ma anche nei momenti in cui sono andati in svantaggio nelle partite: hanno sempre mantenuto la calma e ne sono venuti fuori con la forza del gioco».

Insomma, il direttore sportivo Ghinassi ha sbagliato poco o nulla.

«Quando negli anni scorsi sono arrivate critiche a Ghinassi, non si teneva conto che il mercato della serie D è molto difficile e ci sono squadre che spendono vagonate di soldi senza vincere niente, come per esempio il Rezzato nel girone lombardo. Anche in C non è semplice, ma la scelta di una rosa non troppo ampia e con due giocatori per ruolo è stata quella giusta ed intelligente, in modo che tutti i giovani scelti possano avere spazio. L’impostazione data alla squadra è lo specchio di quanto vuole la società: ho conosciuto Spagnoli ed ho trovato una persona equilibratissima e che trasmette questo aspetto ai giocatori. Un presidente giovane che garantisce all’Imolese un futuro calcistico importante». (an.mir.)

L”intervista completa su «sabato sera» del 10 gennaio.

Nella foto: a sinistra Luca Antonini con il suo assistito Nicola Mosti

Calcio serie C, l'ex Milan Luca Antonini ora fa il procuratore e parla dell'Imolese

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