Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 5 Aprile 2021

Coronavirus, 48 nuovi casi a Imola. Più ricoveri in Emilia Romagna. Vaccinazioni: da domani nel Centro Artemide a Castel San Pietro

Risalgono i contagi refertati dall’Ausl di Imola oggi, sostanzialmente stabili i ricoveri. Sono 48 i nuovi positivi su circa 800 tamponi tra molecolari e antigenici rapidi. I guariti sono 42, i casi attivi quindi risalgono leggermente a 1040. I ricoveri Covid sono 78, di cui 71 nei reparti internistici del Santa Maria della Scaletta e 7 in Ecu, 20 (+1) in terapia intensiva di cui 8 ad Imola. Dei nuovi casi positivi odierni, 22 sono asintomatici, 19 sono emersi tramite tracciamento,; per quanto riguarda le fasce di età 8 hanno meno di 14 anni, 5 da 15 a 24 anni, 13 da 25 a 44 anni, 12 da 45 a 64 anni, 10 dai 65 anni in su. 

Nel resto dell’Emilia Romagna ritornano ad aumentare i ricoverati con Covid-19, mentre scendono a 1.493 i nuovi contagi oggi a fronte di numero molto basso di tamponi refertati in questi giorni festivi, appena 6.229. Si interrompe quindi il trend in calo degli ultimi giorni: in terapia intensiva ci sono 366 (+6) persone e 3.149 (+32) negli altri reparti Covid. Le persone guarite sono 1.437  quindi i casi attivi risalgono leggermente a quota 72.206. E si contano altre 38 vittime, tra cui un uomo di 50 anni in provincia di Ferrara. Dei nuovi positivi, 672 sono asintomatici, 464 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 673 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media è di 42,5 anni.  La situazione dei contagi nelle province vede in testa sempre Bologna (262 più i 48 di Imola), segue Modena (288), Rimini (201), Ferrara (143), Ravenna (135), Reggio Emilia (127),Parma (111), Cesena (84), Forlì (63), Piacenza (31).  

Le buone notizie arrivano dalla campagna vaccinale. Nel circondario imolese le somministrazoni non si sono fermate neppure in questi giorni di festa, e sono oramai 16.611 le prime dosi somministrate e 7.660 coloro che hanno completato il ciclo vaccinale con due dosi (su un totale di popolazione vaccinabile – cioè con più di 16 anni – di circa 111 mila persone).

E da domani – martedì 6 aprile – aprirà i battenti il nuovo hub vaccinale del Centro Congressi Artemide-Hotel Castello a Castel San Pietro. Le prime vaccinazioni nella struttura in viale Terme sono previste nel pomeriggio e saranno degli over 80 castellani. “Garantire per quanto possibile la prossimità è stato uno degli obiettivi che, insieme al sindaco Fausto Tinti ci ha indotto a cercare un ulteriore spazio vaccinale” spiega il direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi.

Ma la scelta ha anche altre motivazioni: da un lato ampliare al massimo la “potenza di fuoco”, nella prospettiva che arrivino tutte le dosi attese, e che si possa passare dalle attuali 6-700 iniezioni giornaliere a 1200-1500 (nel Centro Artemide si partirà con 120 vaccinazioni ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì), dall’altro lato evitare di intasare la Casa della Salute castellana affinché possa continuare ad operare anche per le attività ambulatoriali, visite ed esami.

La Casa della Salute di viale Oriani, infatti, viene già utilizzata per vaccinare gli anziani, trasportabili, seguiti dall’assistenza domiciliare (290 ad oggi), mentre le squadre vaccinali domiciliari ne hanno raggiunto altri 470 non trasportabili (altre 200 prime dosi e tutte le seconde saranno inoculate entro aprile).

“Continuare a vaccinare in questa struttura – conclude Rossi – non sarebbe stato possibile senza limitare le attività ambulatoriali per esterni, le visite e gli esami che, dobbiamo ricordarlo, sono proseguite senza riduzioni dal settembre scorso, ed anzi, Castel San Pietro è diventato la seconda sede per le mammografie di screening, e questo ci ha permesso di recuperare i ritardi accumulati nel corso della prima ondata pandemica, quando tutte le attività sono rimaste bloccate”.(l.a.)

Nella foto l”interno del punto vaccinale nel Centro Artemide di Castel San Pietro (foto Ausl di Imola)

Coronavirus, 48 nuovi casi a Imola. Più ricoveri in Emilia Romagna. Vaccinazioni: da domani nel Centro Artemide a Castel San Pietro
Cronaca 5 Aprile 2021

Addio alla giornalista imolese Marina Garbesi, storica firma di Repubblica che iniziò a «sabato sera»

E’ scomparsa nella notte di Pasqua, all’età di 62 anni a causa di un male incurabile, Marina Garbesi, giornalista imolese e storica firma di Repubblica. Tra la fine degli anni Settanta agli inizi degli anni Ottanta ha lavorato anche con il nostro settimanale «sabato sera». I funerali si terranno domani, martedì 6 aprile, alle 15 a Santa Maria in Trastevere a Roma. Città dove viveva da trent’anni.

Questo il ricordo arrivato dal sindaco di Imola Marco Panieri: «Con la scomparsa di Marina Garbesi il giornalismo italiano perde una grande personalità, una figura appassionata e colta, innamorata del proprio mestiere. Il suo percorso giornalistico ha visto gli inizi nel settimanale “sabato sera” di Imola, la sua città natale, per poi approdare alla redazione di Bologna de “la Repubblica”, e da qui, giovanissima, a quella di Roma, per diventare una grande firma della Cronaca nazionale del quotidiano, per le cui pagine, con le sue alte qualità professionali, la sua scrittura precisa e la sua forte determinazione ha raccontato i grandi fatti di cronaca del Paese. Ha conservato rapporti con la sua città di origine, fatti di solide amicizie e sostegno nel promuovere alcune iniziative di grande spessore culturale. Ai famigliari le più sentite condoglianze a nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e della Città di Imola». (r.cr.)

Il ricordo di «sabato sera» a Marina Garbesi sul giornale in edicola da giovedì 8 aprile. 

Nella foto: Marina Garbesi

 

Addio alla giornalista imolese Marina Garbesi, storica firma di Repubblica che iniziò a «sabato sera»
Cronaca 5 Aprile 2021

Disabilità, nell’era Covid la scuola va anche a casa

Continua con forza l’impegno del servizio Diritto allo studio del Comune di Imola per assicurare l’inclusione scolastica di alunni e studenti a fronte del prolungamento dell’emergenza sanitaria e dell’apertura non continuativa delle scuole di tutti gli ordini e gradi. «L’ambito più rilevante è quello relativo agli interventi a supporto dell’inclusione scolastica di alunni con disabilità – spiega Licia Martini, responsabile del servizio –. Al momento, sono in carico al servizio 293 bambini e ragazzi: 1 al nido, 42 nelle scuole dell’infanzia comunali, statali e private paritarie, 109 nelle scuole primarie, 86 nelle secondarie di primo grado e 55 nelle secondarie di secondo grado e nella formazione professionale».

Inoltre, «dei 293 studenti seguiti, 273 usufruiscono di interventi individualizzati, definiti nell’ambito di una progettazione condivisa tra scuola, referenti dell’unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Asl e famiglia – aggiunge –. Sono stati attivati 169 interventi in presenza nel contesto scolastico, 136 interventi a distanza e 14 interventi domiciliari. In quest’ambito, 46 studenti usufruiscono di un doppio intervento: 38 in presenza+didattica a distanza (Dad), 7 in presenza+domiciliare a completamento orario, 1 Dad+domiciliare». (lu.ba.)

Approfondimenti su «sabato sera» dell’1 aprile.

Nella foto: Licia Martini, responsabile del servizio Diritto allo studio del Comune di Imola

Disabilità, nell’era Covid la scuola va anche a casa
Cronaca 5 Aprile 2021

«Riolo Terme Bike Hub», giovedì 8 aprile la presentazione del progetto pilota di IF Imola Faenza Tourism Company

Si terrà giovedì 8 aprile, alle ore 10, sulla piattaforma Zoom e Live su YouTube, il webinar «Riolo Terme Bike Hub: una rete di comunità per lo sviluppo del territorio». Un incontro organizzato dalla Fondazione “Hub del Territorio ER Emilia-Romagna” con il patrocinio del Comune di Riolo Terme, per presentare il progetto pilota coordinato da IF Imola Faenza Tourism Company volto a sviluppare un territorio vocato al ciclismo e a valorizzare la rete di comunità che vede coinvolti appunto una molteplicità di soggetti pubblici e privati interessanti al mondo del cicloturismo.

L’idea è quella di rendere Riolo Terme un distretto ciclistico, una destinazione di portata nazionale e internazionale per il mondo delle due ruote, un luogo con tutte le caratteristiche così come ha già dimostrato il Mondiale di Ciclismo su strada che si è tenuto a settembre scorso. Questo è il progetto “Riolo Terme – Bike Hub”, un network di servizi orientati all’ospitalità degli appassionati della bicicletta.

Il progetto verrà illustrato nel dettaglio durante l’incontro di giovedì 8, in cui si toccheranno i vari aspetti delle reti di comunità per lo sviluppo del territorio, dello sviluppo sostenibile, dell’importanza degli eventi sportivi, dei servizi che verranno messi a disposizione, delle competenze artigianali, dei prodotti tradizionali e innovativi e della misurazione degli impatti che questi progetti hanno sul territorio. Dopo i saluti iniziali di Alfonso Nicolardi, sindaco di Riolo Terme e di Davide Cassani, presidente APT Emilia- Romagna, ad alternarsi “al tavolo dei relatori” saranno Everardo Minardi, Presidente del Comitato Scientifico di Hub del Territorio ER, Davide Missiroli, Direttore della Cooperativa Trasporti di Riolo Terme, Davide De Palma, organizzatore del Rally di Romagna MTB, Paola Berti, Presidente Proloco Riolo Terme, Francesca Fabbrica, Vice Presidente della Cooperativa Atlantide, Margherita Laghi, Responsabile Commerciale e Marketing Alberghi e Terme di Riolo, Stefano Serini, AD FRM Bike Technology, Lea Gardi, Presidente del Lavoro dei Contadini, Andrea Ragazzini, Sustainability manager. Modererà il dibattito Sara Cirone, Presidente della Fondazione Hub del Territorio ER Emilia-Romagna, mentre le conclusioni saranno di Marcella Pradella, direttore di IF Imola Faenza Tourism Company. (r.cr.)

Nella foto: la locandina dell’evento

«Riolo Terme Bike Hub», giovedì 8 aprile la presentazione del progetto pilota di IF Imola Faenza Tourism Company
Cronaca 5 Aprile 2021

Meno residenti nella Città metropolitana, a Castel del Rio il calo maggiore

Sono stabilmente sopra il milione di abitanti e in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente gli abitanti della Città metropolitana di Bologna che, al 31 dicembre 2020, sono 1.019.539 di cui 492.425 maschi e 527.114 femmine. Una diminuzione dello 0,19%, con 1.962 residenti in meno rispetto al 2019. Il circondario imolese non fa eccezione e quasi ovunque registra una contrazione del numero dei residenti, in particolare nella vallata del Santerno.

«Mentre a livello nazionale si riscontra un declino demografico avviatosi dal 2015, ed accentuato dagli effetti dell’epidemia Covid-19, che mostra una diminuzione dello 0,6% – dicono da palazzo Malvezzi -, nel territorio metropolitano è il primo anno che si riscontra una diminuzione nei residenti, alla quale può aver contribuito anche la sistemazione dei flussi anagrafici conseguenti al censimento della popolazione e che solo l’andamento del prossimo biennio potrà o meno confermare».

Fanalino di coda di tutta la Città metropolitana, con una riduzione del 2,31% è Castel del Rio, che passa dai 1.213 residenti del 2019 ai 1.185 del 2020 (-28). Restando nel circondario imolese, seppur con percentuali minime, anche Mordano registra una contrazione dei residenti (-1,63% pari a 77 persone), così come Casalfiumanese (-1,08%, 37 residenti in meno), Borgo Tossignano (-0,89%, 29 residenti), Medicina (-0,85%, 141 residenti), Fontanelice (-0,41%, 8 residenti), Imola (-0,28%, 196 residenti), Castel San Pietro (-0,27%, 56 residenti) e Castel Guelfo (-0,15%, 7 residenti). Stesso discorso per Ozzano Emilia, che perde appena 6 residenti (-0,04%). Unico comune in controtendenza Dozza (+0,15%), che registra 10 residenti in più rispetto all’anno precedente. (gi.gi.)

Nella foto: l”infografica che mostra la variazione della popolazione residente (dal sito della Città metropolitana di Bologna)

Meno residenti nella Città metropolitana, a Castel del Rio il calo maggiore
Cronaca 5 Aprile 2021

Al volante con alcol quattro volte superiore al limite, denunciato 36enne

I carabinieri, duranti i controlli anti Covid sul territorio intensificati in questi giorni in occasione delle festività pasquali, hanno denunciato un 36enne per guida in stato di ebbrezza. L’uomo è stato sorpreso in viale Kennedy al volante di un’autovettura con un tasso alcoolemico pari a 2,27 g/l. Immediato anche il ritiro della patente ed il sequestro del mezzo. (da.be.)

Foto d’archivio

Al volante con alcol quattro volte superiore al limite, denunciato 36enne
Cronaca 5 Aprile 2021

A Mordano via San Francesco più sicura con la nuova rotonda dal cimitero

Via libera da parte del Comune di Mordano al progetto esecutivo per i lavori di messa in sicurezza dell’incrocio fra via Lama e via San Francesco, nelle vicinanze del cimitero, che prevede la realizzazione di una rotatoria. «L’intervento prevede una serie di opere tese alla messa in sicurezza dell’incrocio, che per sua conformazione non perpendicolare risulta pericoloso – si legge nella relazione tecnica –, alla migliore regolazione del traffico in uscita dal parcheggio del cimitero, che attualmente risulta con scarsa visibilità, all’abbattimento delle barriere architettoniche per il marciapiede adiacente al muro di cinta del cimitero e all’implementazione dell’illuminazione pubblica dell’incrocio».

L’importo complessivo del progetto è di 40 mila euro. Le opere edili, in particolare, prevedono l’allarga- mento della sede stradale, il raccordo con il marciapiede del cimitero, la realizzazione delle aiuole spartitraffico, l’asfaltatura e l’installazione della segnaletica verticale. Ventotto le giornate di lavori previste fra la consegna dei lavori e la conclusione dell’asfaltatura. (lu.ba.)

Approfondimenti su «sabato sera» dell’1 aprile.

Nella foto: il punto sulla San Francesco dove sorgerà la nuova rotonda

A Mordano via San Francesco più sicura con la nuova rotonda dal cimitero
Cronaca 4 Aprile 2021

Coronavirus, 22 nuovi casi e una vittima per Imola. Vaccino e vulnerabili: telefonata per 300 in cura nel Day hospital dell'Oncologia

Si conferma anche oggi il trend positivo dell”epidemia da Coronavirus nel circondario imolese. In netto calo i contagi registrati dall’Ausl di Imola, appena 22 su un migliaio di tamponi tra molecolari e antigenici rapidi. I guariti sono 65 quindi i casi attivi scendono a 1034. In lieve calo anche i ricoveri in terapia intensiva, che sono 19 (-1). Purtroppo si allunga ancora l”elenco delle vittime, con un uomo di Imola di 96 anni.

Dei nuovi casi positivi odierni, 11 sono asintomatici emersi tramite tracciamento, 16 persone erano già isolate e solo 1 è riferibile ad un focolaio noto; per quanto riguarda le fasce di età sono 7 con meno di 14 anni, 1 da 15 a 24 anni, 3 da 25 a 44 anni, 6 da 45 a 64 anni, 5 dai 65 anni in su. Questi i dati dell’Imolese nel bollettino della pandemia dell’Azienda sanitaria.

Un”ulteriore buona notizie arrivano dalla campagna vaccinale. Nonostante i dubbi sulle consegne delle forniture da parte delle aziende farmaceutiche, si procede con l’accelerata prevista: ieri oltre 600 le vaccinazioni effettuate ieri e oggi alle 14 erano già 200 le vaccinazioni effettuate. Sono 16284 le prime dosi somministrate nel circondario imolese e 7562 le persone che hanno ricevuto anche la seconda (il 6% della popolazione del circondario).

Oltre ai target vaccinali per età, l’Ausl sta procedendo anche con le persone “estremamente vulnerabili” inserite nelle liste nominali per patologie o gravemente immunodepresse. In questi giorni, ad esempio, gli operatori dell”Oncologia, “oltre alle loro normali attività quotidiane di assistenza e cura che non si sono mai fermate durante la pandemia, stanno chiamando telefonicamente ad uno a uno i pazienti in cura presso il nostro Day hospital, circa 300 – si legge sulla pagina Facebook dell’Azienda sanitaria stessa -. In gran parte sono state e saranno vaccinate direttamente in reparto e in parte minore in un ambulatorio vaccinale territoriale dedicato”.

Anche nel resto dell”Emilia Romagna calano i ricoveri ma i contagi giornalieri sono ancora 1.700 seppur su pochi tamponi 19.778 in tutto (un 30 per cento in meno rispetto ai giorni scorsi). Le guarigioni sono 1.954 quindi i casi attivi scendono a 72.188. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 360 (-6) e 3.117 (-63) quelli negli altri reparti Covid. Ma ci sono ancora 35 vittime, tra cui un uomo di 40 anni a Bologna e uno di 53 a Ravenna, una donna di 52 in provincia di Forlì-Cesena. Dei nuovi positivi, 674 sono asintomatici, 486 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 753 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media è 41,7 anni.

La situazione dei contagi nelle province vede sempre in testa Bologna 403 più i 22 di Imola, a seguire Modena (302), Reggio Emilia (181), Parma (166), Ravenna (156), Ferrara (132), Cesena (109), Rimini (107), Forlì (98), Piacenza (24). (l.a.)

Nella foto anche l”Esercito oggi a dare una mano oggi per l”organizzazione delle operazioni vaccinali all”Osservanza a Imola (foto Ausl di Imola)

Coronavirus, 22 nuovi casi e una vittima per Imola. Vaccino e vulnerabili: telefonata per 300 in cura nel Day hospital dell'Oncologia
Cronaca 4 Aprile 2021

Quando un post diventa luogo, la «Resistenza» dei ragazzi per «riabitare» la nostra città

In quest’anno così complesso è difficile progettare, creare e celebrare, perché ogni nostra azione sembra essere all’insegna del timore, della preoccupazione, del malumore, della disillusione. Le norme di precauzione hanno creato, necessariamente, misure restrittive che ci hanno separato dai nostri luoghi di affezione, così come dalle nostre comuni pratiche socializzanti, dalla scuola al tempo libero, straniandoci dalla nostra città, dai luoghi di cultura e di divertimento e in molti casi dai luoghi di lavoro, come se fossimo all’interno di un improbabile film distopico, senza sapere chiaramente quando potremmo tornare alla «normalità».

Di fronte a tale situazione il progetto Quando un Posto diventa un luogo che da alcuni anni, tramite Arte e Storia, accompagna – in occasione delle celebrazioni annuali della Resistenza – e dà vita con le Scuole ai luoghi simbolo della città, sembrava ragionevolmente saltato. In realtà però proprio l’indissolubile legame con il concetto di «Resistenza» ci ha messo nella condizione di riflettere e di renderci conto, invece, che quest’anno, più che mai, valeva la pena di mettere in atto un nuovo esercizio di memoria, di appartenenza e di recupero dello spazio umano e storico.

Dopo una prima idea di fare tutto on- line, abbiamo pensato che lo spazio andava ritrasformato in luogo, andava reso familiare anche alla luce dell’emergenza, e come abitarlo in sicurezza, dando rappresentanza dell’impegno dei ragazzi, se non con l’essenza della loro presenza: la voce e la memoria. Si stanno dunque raccogliendo le voci degli studenti di Imola che hanno aderito al progetto che oltre adottare con creazioni nuove il passato dei luoghi, stanno anche facendo una riflessione sul recente passato, che li ha visti vivere personalmente una libertà negata, chiedendosi «cosa mi ha tolto e cosa mi ha dato il Covid». Al contempo i nostri pensieri verranno anche trascritti in piccoli messaggi sui post-it, come facevano i partigiani, che in taluni casi riuscivano a improvvisare tipografie segrete per diffondere messaggi di libertà, così noi diffondere- mo le nostre riflessioni, rubate da brevi incontri on-line, attaccandole alla base dei monumenti in occasioni delle sobrie e simboliche celebrazioni. (Annalisa Cattani)

Approfondimenti e scuole coinvolte su «sabato sera» dell’1 aprile.

Quando un post diventa luogo, la «Resistenza» dei ragazzi per «riabitare» la nostra città
Cronaca 4 Aprile 2021

A Santo Spirito il presepio di Pasqua: passione, morte e resurrezione nell’arte

Quando si parla di presepio, in genere viene in mente l’immagine di Gesù neonato nella stalla tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ma esiste anche il presepio pasquale, che propone le scene tratte dai racconti evangelici della passione, morte e resurrezione di Cristo. Quest’anno il parroco della chiesa imolese di Santo Spirito, don Marco Renzi, ha deciso per la prima volta di allestirne uno, utilizzando la struttura già pronta nell’atrio della chiesa per il presepio natalizio.

E nel bollettino parrocchiale don Marco racconta, insieme agli autori, il significato di una tradizione diffusa nel XVIII e XIX secolo, ma in seguito dimenticata. Il presepe quaresimale è tuttavia diffuso nell’Europa meridionale ed esempi interessanti si trovano in alcune chiese austriache e tedesche, come le 45 scene della passione del duomo di Bamberga, in Germania.

Dall’Ultima Cena alla crocifissione sul Calvario fino ai discepoli stupiti davanti al sepolcro vuoto, a Santo Spirito sono rappresentati attraverso immagini tratte da celebri opere (vedi il Cenacolo di Leonardo) i tre giorni cruciali della storia per la fede cristiana. «I materiali – spiegano gli autori – sono per quest’anno poveri, artistiche statue a tema sarebbero costose, ma le opere d’arte riprodotte sono comunque stupende: lavori celeberrimi di grandi artisti, che lungo i secoli si sono misurati con la rappresentazione del mistero pasquale». Il presepio resterà allestito fino a dopo Pasqua. (r.cr.)

Nella foto: il presepio di Pasqua a Santo Spirito

A Santo Spirito il presepio di Pasqua: passione, morte e resurrezione nell’arte

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