Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Sport 27 Febbraio 2018

Calcio, Raffaele Franchini realizza il sogno di indossare la maglia dell'Imolese come suo padre

Dopo un lungo giro iniziato 15 anni fa a Castel San Pietro, per passare poi da Sassuolo, Ferrara, Viareggio, Roma, Venezia, Pordenone, Martina Franca, Fiorenzuola e Zola Presosa, Raffaele Franchini è finalmente arrivato all’Imolese, la squadra della sua città, dove è nato 33 anni fa. Il papà Maximo, edicolante di via d’Azeglio, che deve il suo nome sudamericano al padre emigrato in Cile negli anni ’40, dove sposò una ragazza locale, ha pure lui un passato calcistico in rossoblù risalente alla stagione ’73/74; 8 presenze in una squadra che, allenata da Nencetti (poi sostituito da Zanetti), arrivò ultima in serie D retrocedendo in Promozione.

Fra i tanti sogni nel cassetto, più o meno coronati, Raffaele custodiva anche quello di giocare nell’Imolese.

«Fino all’anno scorso la mia unica esperienza calcistica a Imola era quella fatta nella Tozzona da bambino. Poi Libero Vespignani mi notò quando giocavo negli Esordienti e mi portò a Castel San Pietro. Da allora ho sempre sperato un giorno di vestire la maglia che aveva indossato mio padre. Ma per vari motivi, e fra questi il fatto che negli anni in cui ero un giocatore parecchio gettonato a livello di serie C l’Imolese era in Eccellenza, non è mai successo. L’occasione è arrivata quest’anno».

Un’occasione che ti sei creato da solo.

«Diciamo che mi ha dato una mano il mio amico Marco Tattini. Tramite lui, lo scorso maggio incontrai il presidente Spagnoli, al quale espressi la voglia di venire a giocare nell’Imolese. Attesi a lungo una risposta, poi in luglio fui aggregato alla rosa durante la preparazione per svolgere un periodo di prova. Non fu facile, ma alla fine mi presero. In quel momento ho provato una grande soddisfazione. E finora credo di aver contraccambiato, facendomi sempre trovare pronto».

Anche se per la verità non giochi tantissimo.

«Ma non per questo mi sento messo in disparte. Sono venuto senza pretese, considerando che a offrirmi sono stato io. All’inizio ero il sesto attaccante. Ma sono ugualmente contento, perché gioco in una squadra professionistica in tutti i sensi. Ritengo di essere una figura importante per i giovani, che spesso mi chiedono consigli e si confrontano con me. Mi trovo bene anche nel ruolo dove mister Gadda mi fa giocare».

Quanti campionati hai vinto in carriera?

«Tre. La D a Castello, la C2 con Cisco Roma e Venezia. Ho disputato anche sette volte i play-off».

Quest’anno potrebbe capitarti di giocarli per l’ottava volta.

«Può darsi. Per ora sono ancora concentrato sul Rimini, anche se in classifica è lontano. Non pensavo tenesse un ritmo del genere. Noi abbiamo perso punti per strada, loro no. Ma non è ancora finita. A livello di prestazioni ultimamente abbiamo dimostrato di esserci. Possiamo vincere tutte le partite che restano, ma serve un pizzico di furbizia e scaltrezza in più».

Vincere sempre probabilmente non basterà.

«La fiammella della speranza arde ancora. Un occhio al Rimini dobbiamo tenerlo. Come li abbiamo battuti noi, possono riuscirci anche altri. Non bisogna demordere e vivere partita per partita. Il calcio ai vertici federali sta cambiando e probabilmente anche le regole sui ripescaggi. Per cui può diventare importante vincere i play-off e la Coppa Italia. Finora ho giocato sempre in questa competizione, facendo due gol, a Belluno e in casa con la Pianese. La Coppa ora è un obiettivo preciso per noi. E’ un trofeo che non ho mai vinto. Quando giocavo nella Cisco Roma persi una semifinale di Coppa Italia di serie C contro il Catanzaro».

a.d.p. 

L”intervista completa su “sabato sera” del 22 febbraio.

Nella foto: Raffaele Franchini

Calcio, Raffaele Franchini realizza il sogno di indossare la maglia dell'Imolese come suo padre
Economia 27 Febbraio 2018

Agricoltura, fissato il prezzo delle patate. I commenti dei produttori: «Troppo basso e non copre i costi»

Ventun centesimi al chilo. E’ questo il prezzo fissato a metà gennaio dalla Borsa patate di Bologna per ripagare i produttori. Un prezzo che li costringerà non solo a non guadagnare nulla da un’annata già pessima dal punto di vista climatico, ma addirittura a non riuscire a coprire i costi, che lo scorso anno sono stati più alti del solito a causa soprattutto della siccità. 

In Italia si consumano ogni anno circa 2 milioni di tonnellate di patate, a fronte di una produzione che nel 2017 è stata di circa 1,3 milioni di tonnellate. Da qui la necessità di importare prodotti, in prevalenza da Francia e Germania. «Il raccolto 2017 – commenta Michele Filippini, presidente della nuova organizzazione di produttori Agripat – ha sofferto le avversità climatiche. Lo sforzo in fase di raccolta non è stato premiato dal mercato e il prezzo fissato è un risultato a due facce: discreto se consideriamo l’annata, pessimo se consideriamo la redditività del settore agricolo. Non siamo contenti del prezzo fissato dalla borsa, ma ci rendiamo conto che si sia garantito agli agricoltori associati un’annata non così disastrosa come era apparsa nella stagione estiva. Si segnala, comunque, una flessione degli acquisti domestici di patate in Italia a causa di vari fattori. Dobbiamo invertire la tendenza, scegliendo varietà gradite al consumatore e che possano essere destinate ai principali utilizzi in cucina». 

Passando ai produttori, la famiglia Montroni-Brini conduce un’azienda agricola che si estende nei comuni di Castel San Pietro, Imola e Dozza, con una ventina di ettari destinati anche alla produzione delle famose patate al selenio. «Chi produce questo tipo di patate – ci spiega Luisa Brini, che conduce l’azienda assieme al marito Roberto e alle due figlie Flavia e Chiara Montroni – può sperare in qualcosa in più dei 21 centesimi al chilo stabiliti dalla Borsa patate di Bologna, ma non è comunque sufficiente a garantire il rinnovamento delle attrezzature e delle tecnologie. Inoltre, il fattore di produzione che incide maggiormente sulla coltivazione delle patate è l’irrigazione e la scorsa stagione abbiamo speso molto di più rispetto agli altri anni. Noi utilizziamo una decina di pozzi di nostra proprietà, ma alla fine il costo dell’energia elettrica e del gasolio utilizzati è molto superiore al canone che pagheremmo se fossimo allacciati alla rete consortile. Rispetto agli altri Stati europei il problema principale è la scarsa competitività delle imprese italiane, dal momento che il costo del lavoro è troppo alto, quelli energetici e logistici sono sproporzionati e la burocrazia è esagerata».

Il trentenne imolese Fabrizio Pirazzoli, invece, coltiva terreni a Imola, Mordano, San Prospero, Castel Guelfo e Dozza. Produce solo varietà Primura certificata Patata di Bologna Dop e possiede una sessantina di ettari di proprietà, oltre ad una trentina in affitto, a rotazione. «In questi ultimi anni – spiega – tanti agricoltori si sono avvicinati a questo tipo di coltura e in tanti sono già scappati. Oggi, arrivando a incassare soltanto in primavera, non facciamo altro che anticipare i costi di produzione, facendo da “istituti di credito” per cooperative e consorzi. L’anno scorso sono stati più alti di circa il 7-8 per cento, mentre i quantitativi prodotti non sono stati elevati, senza contare le spese legate alle certificazioni che ci chiede il mercato. Il paradosso è che oggi la patata Dop viene venduta a un prezzo più basso di qualsiasi altra patata comune prodotta in Italia, Francia o Tunisia».

lo.mi.

L”articolo completo su “sabato sera” del 22 febbraio.

Nella foto: Fabrizio Pirazzoli

Agricoltura, fissato il prezzo delle patate. I commenti dei produttori: «Troppo basso e non copre i costi»
Cronaca 27 Febbraio 2018

Sanità, la Regione: presto il testamento biologico inserito nel Fascicolo elettronico

La Regione sta procedendo alla definizione di tempi e modi per poter inserire anche il testamento biologico nel Fascicolo sanitario elettronico. L’ha reso noto l’assessorato regionale alle Politiche per la salute. Avere nel Fascicolo le disposizioni anticipate sul trattamento sanitario, in previsione di un’eventuale incapacità futura, permette di renderle disponibili e visionabili con facilità on line anche ai fiduciari autorizzati. Ferma restando comunque la possibilità di modificare le disposizioni in qualsiasi momento, come già avviene nel caso della consegna in Comune.

Il Fascicolo elettronico si candida a diventare davvero da un lato l’archivio virtuale della nostra salute, dall’altro uno strumento utile per semplificare le procedure di accesso alla sanità. Sul Fascicolo sanitario elettronico si possono conservare sotto forma di pdf o immagini i referti delle visite specialistiche, i verbali di pronto soccorso, i certificati vaccinali e le prescrizioni farmaceutiche, prenotare o disdire visite ed esami e pagare i ticket. Anche i referti radiografici si possono ricevere e conservare sul Fascicolo sanitario. Inoltre è possibile accedere e fare operazioni sul Fascicolo sanitario elettronico dei propri figli oppure, come detto, in quello di coloro dai quali si è ricevuta la delega, ad esempio di un parente anziano. Dalla scorsa settimana, inoltre, sul Fascicolo sono attive altre tre funzioni: la possibilità di cambiare il medico di medicina generale o il pediatra (evitando la fila allo Sportello del Cup), compilare l’autocertificazione della propria fascia di reddito (per le eventuali esenzioni), consultare il proprio libretto sanitario e le esenzioni.

L’Emilia Romagna è stata tre le prime Regioni ad introdurre il Fascicolo elettronico e oggi sono quasi 425 mila coloro che l’hanno attivato. Nel circondario di Imola sono 23.870 su circa 140 mila abitanti.

r.c.

Nella foto: l’iniziativa organizzata sabato 17 dall’Azienda Usl insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola per promuovere il Fascicolo elettronico

Sanità, la Regione: presto il testamento biologico inserito nel Fascicolo elettronico
Cronaca 27 Febbraio 2018

Spaccano la vetrata del discount con l'escavatore, ma fuggono a mani vuote

Tentato furto la notte scorsa ai danni del discount Dpiù di via Goito, nel quartiere Campanella a Imola. E” successo verso le 4. Qualcuno, utilizzando un mini escavatore, ha ridotto in frantumi la vetrata a fianco della porta d”ingresso del punto vendita. A quel punto è entrato nel supermercato ed è riuscito a manomettere, in parte, il sistema d”allarme. Il dispositivo, tuttavia, è collegato ad un servizio di vigilanza privata, che in poco tempo è arrivato sul posto.

I ladri, però, forse capendo che non avrebbero avuto tempo a sufficienza per portare a termine il colpo, so erano già allontanati facendo perdere le loro tracce, ma lasciando sul posto il mini escavatore.

I carabinieri, che stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza del punto vendita, stanno cercando anche di capire se, come probabile, il mezzo utilizzato per rompere la vetrata era stato rubato e a chi.

gi.gi.

Nella facciata del discount si nota la vetrata rotta coperta da un telo di plastica

Spaccano la vetrata del discount con l'escavatore, ma fuggono a mani vuote
Cronaca 26 Febbraio 2018

Maltempo e neve, scuole chiuse domani in vallata del Santerno

Domani martedì 27 febbraio scuole chiuse in vallata del Santerno, l”hanno deciso i quattro sindaci “al peggiorare delle condizioni climatiche, vista l’allerta meteo pervenuta dalla Regione Emilia Romagna”.

Domani resteranno a casa i bambini che frequentano tutti i plessi dell”Istituto comprensivo di vallata, materne, primarie e medie dei territori di Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio, sia nei capoluoghi che nelle frazioni (compresa la materna di San Martino in Pedriolo che fa capo alla Direzione didattica di Castel San Pietro).

La nuova allerta dell”Arpae riguarda le temperature che da questa sera fino a domani si prevedono in picchiata,  in particolare nelle zone collinari (allerta arancione). Questo complicherà la situazione proprio nelle zone dove è nevicato più volte negli ultimi giorni rendendo difficoltosi gli spostamenti dato che il freddo trasformerà i fiocchi in lastre di ghiaccio. Non a caso il Comune di Casalfiumanese precisa con una nota che la scelta di ordinare la chiusura delle scuole vuole “evitare rischi per i bambini che usufruiscono del trasporto scolastico così come per i bambini portati direttamente dai genitori”.

L”allerta riguarda anche il resto del circondario di Imola, ma con un grado di rischio minore (gialla).

l.a.

Nella foto carabinieri nella neve a Castel del Rio 

Maltempo e neve, scuole chiuse domani in vallata del Santerno
Cultura e Spettacoli 26 Febbraio 2018

«Gocce di musica», aperto il bando del contest per le band del territorio. E l'Avis lancia anche il concorso grafico

Ritorna con l”undicesima edizione uno dei concorsi più attesi dalle giovani band del territorio: Gocce di musica per la solidarietà, organizzato dallAvis Comunale Imola in collaborazione con il settimanale sabato sera, con l”app Sabato Sera Notizie e con il Centro giovanile Ca Vaina. Il contest, riservato ai gruppi musicali giovanili in cui almeno uno dei componenti risieda nel Circondario Imolese oppure a Ozzano Emilia, consiste in tre serate di selezione che si terranno a maggio e una finale che si svolgerà all”interno di Imola in musica. A ognuno degli eventi di selezione parteciperanno tre gruppi musicali e. ognuno, si esibirà con propri pezzi originali o cover ed almeno un pezzo inedito che si ispiri al tema della solidarietà.

La partecipazione al concorso è gratuita. La richiesta va effettuata su un modulo scaricabile dal sito dell”Avis Imola (dove si trova anche il bando) e deve essere inviata via email a giovani.imola@avis.it oppure consegnata personalmente entro giovedì 19 aprile 2018 alla segreteria dell”Avis in piazzale Giovanni Dalle Bande Nere 11 a Imola (dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30) o a Ca Vaina in viale Saffi 50/b (dal lunedì al mercoledì dalle 16 alle 24, giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 24, venerdì dalle 16 all”1 e sabato dalle 17 all”1). Per ciascun gruppo finalista è previsto un buono acquisto di 200 euro per materiale musicale o per sale prova presso un negozio o studio di registrazione abilitato (da utilizzare entro il 31 ottobre 2018), e per il vincitore un ulteriore buono di 500 euro. Inoltre è stato istituito il Premio speciale sabato sera. Informazioni: 0542/32158 Avis Imola, 0542/43610 Ca” Vaina.

Inoltre, da qualche anno, l”Avis Comunale Imola ha indetto il concorso Aspettando Gocce di Musica 6.0 per realizzare la locandina o il manifesto del contest attraverso un visual grafico legato alla musica e alla solidarietà. Il bando, e il modulo di iscrizione sono scaricabili dal sito dell”Avis Comunale Imola e vanno consegnati o recapitati via fax o con posta ordinaria presso la sede Avis Comunale Imola (fax 0542/24992). I lavori realizzati, una volta terminati, con i dati identificativi dellautore (nome, cognome, data di nascita e recapito telefonico) sono da consegnarsi via email allindirizzo: giovani.imola@avis.it  entro e non oltre il 18 marzo 2018. Il vincitore otterrà un buono acquisto di 200 euro da spendere presso MediaWorld a Imola, oltre a vedere il frutto del proprio con la propria firma promosso con affissioni e distribuzione in tutta la città e sui principali canali web legati al concorso.

r.c.

Nella foto: i P-Jam, vincitori dell”edizione 2017 del contest

«Gocce di musica», aperto il bando del contest per le band del territorio. E l'Avis lancia anche il concorso grafico
Cultura e Spettacoli 26 Febbraio 2018

Posticipato a domenica 11 marzo il Carnevale di Medicina

Il Carnevale di Medicina, originariamente previsto per la giornata di ieri, è stato posticipato a domenica 11 marzo a causa del maltempo.

Piazza Garibaldi e tutto il centro storico si animeranno a partire dalle 14 con musica, balli, giostre e intrattenimenti per grandi e più piccoli, con il ritorno dei carri allegorici. Il protagonista assoluto, però, sarà il concorso mascherato dove verrà premiata la maschera più bella e il gruppo più numeroso.

Presente uno stand di ristorazione in piazza. Per informazioni: Pro Loco 051/857529. Mail: info@prolomedicina.net

d.b.

Nella foto: maschere diuna precedente edizione del Carnevale di Medicina

Posticipato a domenica 11 marzo il Carnevale di Medicina
Sport 26 Febbraio 2018

Calcio, l'ex Imolese Pierluigi Baldazzi: «Anche con la Vis Pesaro eravamo lontani dalla vetta, vietato deprimersi»

L’ultima volta in cui il Montevarchi si è presentato al Romeo Galli, come accaduto mercoledì 21 febbraio, Pierluigi Baldazzi era in panchina nell’Imolese da teenager in quella squadra che a fine stagione, con Angelo Alessio come condottiero, conquistò la salvezza. A 13 anni di distanza «Pier», adesso da attaccante titolare, prova a guidare la Vis Pesaro nella rimonta sul Matelica che guida il girone F della serie D. «Un paio di settimane fa abbiamo vinto lo scontro diretto e siamo così riusciti a riaprire il campionato: adesso ce la giochiamo fino alla fine, senza dimenticare mai che ogni giornata può essere quella decisiva, perché in qualsiasi campo si vada a giocare non ci sono risultati scritti. In questo girone, dove ci sono trasferte da due giorni e campi caldi come Agnone, Campobasso e Avezzano, niente è scontato».

Le cose ad un certo punto andavano male: il -9 dal Matelica suonava come condanna anticipata sui sogni dell’ambiziosa Vis Pesaro che si è rimboccata le maniche, tornando in in scia alla lepre, un po’ quello che sogna di fare l’Imolese con il Rimini. Cosa fare in quei momenti quando tutto sembra andato? 

«La sera dopo che precipiti a -9 sembra tutto finito e da buttare, poi lo sconforto e la depressione li lasci da parte, pensando che non puoi far altro che andare avanti e continuare a lavorare con gli stimoli per pensare solo ed esclusivamente a te stesso, senza guardare la classifica degli altri. Scrollarsi di dosso tensioni e pressioni, vivendo ogni volta alla giornata: ecco la filosofia da seguire».

Il tuo viaggio, dopo l”Imolese, è proseguito a Castel San Pietro, Santarcangelo, Castellarano, Rimini, Fano e San Marino, a cavallo fra D e Lega Pro.

«All’Imolese cominciai con Alfonso Selleri, che sono contento sia riuscito lo scorso anno a levarsi la grande soddisfazione con il Ravenna: è un ragazzo d’oro, avrebbe meritato più fortuna nella sua esperienza a Imola».

Baldazzi e l’Imolese di Spagnoli?

«Ci fu un contatto con il presidente nel momento in cui venivo dall’infortunio (prima parte della stagione 2014/15, nda) ma non trovammo l’accordo a livello economico: sarebbe un orgoglio per me giocare con la squadra della mia città, mai dire mai…».

an.mir.

L”intervista completa su “sabato sera” in edicola del 22 febbraio

Nella foto: Pierluigi Baldazzi con la maglia della Vis Pesaro

Calcio, l'ex Imolese Pierluigi Baldazzi: «Anche con la Vis Pesaro eravamo lontani dalla vetta, vietato deprimersi»
Sport 26 Febbraio 2018

Boogie woogie al Club The Stars, il passatempo «social» con l'aiuto della Fondazione Crimola

«I want you to Boogie Woogie», canta uno dei primi brani di successo del genere nato dal blues e diffusosi a partire dagli anni Quaranta, Pinetop’s Boogie Woogie. Apparso per la prima volta negli Stati Uniti, oggi il boogie woogie è un ballo di coppia diffuso ovunque nel mondo che coinvolge tantissimi appassionati.

Ad Imola l’associazione sportiva dilettantistica Club The Stars raccoglie circa 200 soci appassionati di boogie woogie fra iscritti ai corsi di avviamento al ballo e coppie di ballerini agonisti. «Ballare è un passatempo social: fa conoscere fra loro persone diverse che hanno in comune la medesima passione e le fa frequentare dal vivo in diverse occasioni e sale da ballo». Per Elisabetta Mancurti, presidente dell’associazione, nonché socio fondatore del Club The Stars, è questa la più importante caratteristica del ballo.

«Sono appassionata di boogie e lo ballo da sempre, per me e gli altri ballerini con cui condividevo questa passione è stato naturale fondare il Club The Stars nel 1993 allo scopo di raccogliere altri appassionati del genere – continua -. Fin da subito abbiamo aperto corsi di boogie per tutte le età, a partire dai 5-6 anni e senza alcun limite, infatti contiamo anche soci ballerini ultra ottantenni; accanto, portiamo avanti da sempre l’attività agonistica anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio che ogni anno sostiene l’acquisto di divise ed altro materiale per le gare e ci aiuta a coprire le spese di iscrizione e trasferta. In questi 25 anni di attività abbiamo vinto così tante medaglie e coppe, che non saprei contarle. Nei primi anni Duemila siamo anche stati la squadra vice campione del mondo per ben due volte».

Ogni anno il Club The Stars partecipa a sei competizioni nazionali ed altre 4 o 5 internazionali, fra campionati di ballo e singole coppe; si tratta sempre di competizioni Coni ufficiali, cui l’Asd può prendere parte grazie all’iscrizione alla Fids, Federazione italiana di danza sportiva. Ad esempio il prossimo 3 marzo 7 coppie di ballerini imolesi saranno impegnate nella Coppa del Mondo che andrà in scena in Francia. Alle competizioni partecipano per lo più ballerini di 15-20 anni di età, ma si può iniziare già dagli 8 anni «se si ha la stoffa e la voglia». Il Club The Stars ha agonisti attivi anche nella categoria Senior Over 35, fra cui una coppia che vanta nel proprio curriculum tre titoli italiani e tre mondiali.

Oltre al contributo della Fondazione ed altri piccoli sponsor, l’Asd si sostiene con i corsi di avviamento al ballo, presso il centro sociale Campanella, tenuti dai due maestri tecnici di boogie Mirko Benericetti e la stessa Mancurti, che sono anche i coach della squadra sportiva. Accanto al boogie il Club The Stars tiene anche corsi di hip hop per bambini e ragazzi. «Recentemente poi abbiamo aggiunto anche il lindy hop, ballo di coppia simile al boogie ma dal diverso atteggiamento – continua la presidente –. Rispetto a qualche anno fa, infatti, il boogie e gli altri balli anni Quaranta e Cinquanta sono tornati di moda anche per i giovani, che sempre più numerosi si avvicinano al ballo ma anche alla moda e allo stile di vita vintage. All’estero, poi, questa moda è ancora più coinvolgente e sono organizzati con frequenza dei veri e propri festival swing che contano migliaia di partecipanti».

Ad esempio c’è il recente «Rock that swing festival» tenutosi a Monaco, fra i cui organizzatori figura anche una ventenne ex allieva del Club The Stars trasferitasi in Svezia per fare del boogie una vera professione. Nel suo piccolo, il Club The Stars propone un evento swing alle Cantine Zuffa sabato sera (24 febbraio): un’opportunità per conoscere il boogie e lasciarsi trasportare dalle sue note vivaci. 

mi.mo.

Nella foto: alcuni ballerini del Club The Stars

Boogie woogie al Club The Stars, il passatempo «social» con l'aiuto della Fondazione Crimola
Sport 26 Febbraio 2018

Intervista a Raffaele Franchini, imolese doc al primo anno in rossoblù come suo padre

Dopo un lungo giro iniziato 15 anni fa a Castel San Pietro, per passare poi da Sassuolo, Ferrara, Viareggio, Roma, Venezia, Pordenone, Martina Franca, Fiorenzuola e Zola Presosa, Raffaele Franchini è finalmente arrivato all’Imolese, la squadra della sua città, dove è nato 33 anni fa. Il papà Maximo, edicolante di via d’Azeglio, che deve il suo nome sudamericano al padre emigrato in Cile negli anni ’40, dove sposò una ragazza locale, ha pure lui un passato calcistico in rossoblù risalente alla stagione ’73/74; 8 presenze in una squadra che, allenata da Nencetti (poi sostituito da Zanetti), arrivò ultima in serie D retrocedendo in Promozione.

Fra i tanti sogni nel cassetto, più o meno coronati, Raffaele custodiva anche quello di giocare nell’Imolese.

«Fino all’anno scorso la mia unica esperienza calcistica a Imola era quella fatta nella Tozzona da bambino. Poi Libero Vespignani mi notò quando giocavo negli Esordienti e mi portò a Castel San Pietro. Da allora ho sempre sperato un giorno di vestire la maglia che aveva indossato mio padre. Ma per vari motivi, e fra questi il fatto che negli anni in cui ero un giocatore parecchio gettonato a livello di serie C l’Imolese era in Eccellenza, non è mai successo. L’occasione è arrivata quest’anno».

Un’occasione che ti sei creato da solo.

«Diciamo che mi ha dato una mano il mio amico Marco Tattini. Tramite lui, lo scorso maggio incontrai il presidente Spagnoli, al quale espressi la voglia di venire a giocare nell’Imolese. Attesi a lungo una risposta, poi in luglio fui aggregato alla rosa durante la preparazione per svolgere un periodo di prova. Non fu facile, ma alla fine mi presero. In quel momento ho provato una grande soddisfazione. E finora credo di aver contraccambiato, facendomi sempre trovare pronto».

Anche se per la verità non giochi tantissimo.

«Ma non per questo mi sento messo in disparte. Sono venuto senza pretese, considerando che a offrirmi sono stato io. All’inizio ero il sesto attaccante. Ma sono ugualmente contento, perché gioco in una squadra professionistica in tutti i sensi. Ritengo di essere una figura importante per i giovani, che spesso mi chiedono consigli e si confrontano con me. Mi trovo bene anche nel ruolo dove mister Gadda mi fa giocare».

Qualche volta ti è capitato pure di essere schierato trequartista.

«L’ho fatto più volte. Prima alla Cisco e poi all’Atletico Roma, dove giocavo alle spalle di Daniel Ciofani, attuale capitano del Frosinone. In due anni con me Daniel realizzò 50 gol; 12 i miei assist e 7 i rigori che gli procurai. Quel ruolo l’ho svolto nel Venezia, dove ho vinto un campionato giocando dietro a Denis Godeas, e poi anche a Pordenone. Anche Alfredo Aglietti, nel Viareggio, in certe partite mi impiegò in quella posizione. Oggi in verità sono più trequartista che esterno. Comunque l’importante per me è giocare in avanti. Sono veloce e scaltro nel buttarmi sulle palle che vagano per l’area. Le occasioni me le creo sempre. Però ultimamente mi piace più far fare gol agli altri che segnare personalmente. L’assist mi gratifica moltissimo».

Quanti campionati hai vinto in carriera?

«Tre. La D a Castello, la C2 con Cisco Roma e Venezia. Ho disputato anche sette volte i play-off».

Quest’anno potrebbe capitarti di giocarli per l’ottava volta.

«Può darsi. Per ora sono ancora concentrato sul Rimini, anche se in classifica è lontano. Non pensavo tenesse un ritmo del genere. Noi abbiamo perso punti per strada, loro no. Ma non è ancora finita. A livello di prestazioni ultimamente abbiamo dimostrato di esserci. Possiamo vincere tutte le partite che restano, ma serve un pizzico di furbizia e scaltrezza in più».

Vincere sempre probabilmente non basterà.

«La fiammella della speranza arde ancora. Un occhio al Rimini dobbiamo tenerlo. Come li abbiamo battuti noi, possono riuscirci anche altri. Non bisogna demordere e vivere partita per partita. Il calcio ai vertici federali sta cambiando e probabilmente anche le regole sui ripescaggi. Per cui può diventare importante vincere i play-off e la Coppa Italia. Finora ho giocato sempre in questa competizione, facendo due gol, a Belluno e in casa con la Pianese. La Coppa ora è un obiettivo preciso per noi. E’ un trofeo che non ho mai vinto. Quando giocavo nella Cisco Roma persi una semifinale di Coppa Italia di serie C contro il Catanzaro».

Il calcio professionistico resta un obiettivo primario per l’Imolese.

«Questa società merita il professionismo. Già ora non c’è niente qui che non sia professionistico. Di solito un campionato si vince quando una società è pronta. E quella dell’Imolese lo è. In serie D non esistono posti così. Forse il Pordenone è quello che si avvicina di più come organizzazione, ma gioca in C. Purtroppo su 20 squadre ne va su direttamente solo una».

A.d.p. 

L”intervista completa su “sabato sera” del 22 febbraio.

Nella foto: Raffaele Franchini

Intervista a Raffaele Franchini, imolese doc  al primo anno in rossoblù come suo padre

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