Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Cronaca 15 Maggio 2019

Maltempo, frane anche nel territorio di Castel San Pietro. Intervenuti tecnici del Comune e della Regione

Il maltempo che ha sferzato il nostro territorio nei giorni scorsi e, che anche oggi ci sta regalando pioggia e temperature invernali, ha creato qualche danno anche nel territorio del Comune di Castel San Pietro.

Una delle situazioni più critiche in via Destra Sillaro dove, a seguito delle forti precipitazioni, era franata parte della scarpata di monte, con la terra che aveva ostruito i fossi e occupato completamente la sede stradale. Una ditta specializzata, incaricata dal Comune dopo un sopralluogo effettuato con i carabinieri, è intervenuta con urgenza per riaprire la strada, realizzando alcuni fossi per scolare le acque. Un secondo sopralluogo nella stessa zona ha coinvolto anche i tecnici della Regione, poiché in caso di altre piogge il movimento franoso potrebbe riprendere e interrompere nuovamente la viabilità, rendendo necessari ulteriori interventi sovracomunali, in quanto la strada è l”unico accesso per varie abitazioni situate nei comuni di Castel San Pietro Terme, Monterenzio e Casalfiumanese.

Un altro intervento, invece, è stato effettuato sulla strada di Monte Cerere, colpita da una frana della scarpata di valle per una decina di metri. In questo caso è stato necessario chiudere la strada, ma non ci sono abitazioni isolate. Oggi è comunque previsto un ulteriore sopralluogo dei tecnici comunali, per verificare se è possibile riaprirla provvisoriamente a senso unico alternato. (d.b.)

Nella foto (dal sito del Comune di Castel San Pietro): i lavori in via Destra Sillaro

Maltempo, frane anche nel territorio di Castel San Pietro. Intervenuti tecnici del Comune e della Regione
Cronaca 15 Maggio 2019

Le foto di Marco Barbera da Kilis, al confine turco-siriano, in mostra dal 7 al 9 giugno nel primo chiostro dell'Osservanza

Marco Barbera, 28 anni, ha lasciato un pezzo di cuore a Kilis, città della Turchia al confine con la Siria che ha accolto e ospita, in condizioni di estrema povertà, centinaia di profughi scappati dalla guerra. Con la sua macchina fotografica ha partecipato in gennaio ad una spedizione umanitaria organizzata dall’associazione modenese «Time 4 life International», fondata da Elisa Fangareggi. Da questo viaggio è scaturito un reportage fotografico che vede come protagonisti i bambini siriani di Kilis, con il loro carico di sofferenza ma anche con la loro voglia di vivere, correre, giocare. Come tutti i bambini del mondo.

Quelle foto stanno per trasformarsi in una mostra itinerante. Una delle tappe sarà nella sua città, Imola, dal 7 al 9 giugno, in occasione di «Imola in Musica» all’interno del primo chiostro del complesso conventuale dell’Osservanza, inaugurato sabato 11 maggio dopo i restauri, in collaborazione con il comitato RestaurOsservanza. La fotografia per Barbera è una seconda attività. «Lavoro per la Saie, una ditta di Forlì per la quale sono collaudatore di macchinari farmaceutici dell’Ima di Ozzano. Ma ammetto che il mio sogno è fare il fotografo a tempo pieno».

Com’è nata la passione per la fotografia?
«Ho sempre avuto la passione per le foto. Ricordo gli scatti che feci da piccolissimo alle nozze di mia zia, emulando il fotografo di turno. I primi soldi guadagnati con i lavoretti estivi non li ho investiti in un’auto usata, ma in una macchina fotografica. Sono una persona schematica che si pone obiettivi e cerca di raggiungerli. Volevo imparare e mi sono detto che avevo tre strade: studiare da solo, pagarmi un corso o trovare qualcuno che mi insegnasse. Un giorno ho preso la bici e ho fatto il giro di tutti i fotografi di Imola, chiedendo la possibilità di lavorare gratis per loro. Sergio Villa aveva bisogno di qualcuno che gli smontasse i flash, così mi disse: vieni con me, e se vuoi scatta. Così ho iniziato a seguirlo, prima nemmeno le considerava le mie foto, poi sono arrivate le comunioni, le prime cresime. I matrimoni no, non si fidava. Allora mi sono detto: li faccio da solo. Ho conosciuto un grosso studio di Ravenna ed è cominciato tutto».

Dai matrimoni alle zone di guerra è un bel salto.
«Stavo passando un periodo di crisi profonda. Non facevo un viaggio da un po’ e avevo bisogno di dare una scossa al mio fotografare. Io sono fondamentalmente un ritrattista, nei miei scatti devono esserci delle persone, poi capita un panorama o un tramonto sul mare. Una sera il marito di mia sorella mi ha parlato dell’associazione “Time 4 Life international”, vista su Facebook e ho pensato che faceva per me».

Torniamo al viaggio a Kilis.
«L’associazione “Time 4 life Inter-national” ha volontari in tutta Italia, è strutturata, con due ragazzi stipendiati che studiano progetti concreti. In Benin, ad esempio, hanno creato un ospedale per i bambini. Elisa Fangareggi è attivissima, pur avendo due figli. Così sono partito con una spedizione umanitaria, portandomi dietro la macchina fotografica. Della guerra siriana avevo sentito parlare, ma non si conosce la situazione realmente. Guardando Google Maps si vedono delle chiazze, i campi profughi. Prima vedi quelli in Turchia, belli sistemati e ordinati, organizzati dal governo, mentre in Siria ci sono tutte tende blu ammassate. Quello che non si dice è che se vai in Siria devi rimanerci tre mesi, che il Paese è stato completamente distrutto, quei pochi bambini che sono riusciti a fuggire hanno visto le peggiori atrocità, con la disperazione negli occhi. Alla fine con altre due per-sone ho deciso anche di adottare un bambino a distanza».

Cos’ha visto tra Turchia e Siria?
«Time 4 Life lavora a Kilis, una città turca che si è ritrovata invasa dai profughi, il referente locale ha lavorato dieci anni in Italia e tutti lo chiamano Mimmo. Una volta alla settimana vengono portati pacchi alimentari alle famiglie dei campi. Noi abbiamo portato vestiti e giochi per i bambini e i neonati, che vivono in condizioni igieniche pietose, per strada o nei garage. In genere sono scappati con la famiglia, ma c’è anche un gruppo di orfani che vive in un istituto improvvisato, una casa distrutta. Entri nelle baracche però ti devi levare le scarpe, perché così vuole la loro cultura. I siriani li riconosci subito: leloro donne portano veli neri mentre quelle turche li indossa-no colorati. Il primo giorno ho fotografato un bambino nato da tre giorni in una baracca. Nella mie foto ci sono tutti bambini siriani. Bambini che corrono a piedi scalzi, che sorridono. Ma la foto che mi è rimasta dentro è quella di una ragazza. L’ho vista, ho fatto fermare il camion e l’ho fotografata. Quando poi ho rivisto l’immagine mi sono detto: dobbiamo fare qualcosa, devo donare queste foto perché smuovano le coscienze». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto sopra Marco Barbera fotografa un bambino di kilis. Nelle altre due immagini del reportage fotografico nella città al confine turco-siriana

Le foto di Marco Barbera da Kilis, al confine turco-siriano, in mostra dal 7 al 9 giugno nel primo chiostro dell'Osservanza
Cronaca 15 Maggio 2019

Il progetto “Diamoci un taglio' contro la violenza sulle donne dopo i parrucchieri coinvolge gli estetisti

Il progetto “Diamoci un taglio”, atterrato da Chicago a Imola lo scorso giugno, passa alla seconda fase di attuazione e oltre ai parrucchieri punta ora a coinvolgere anche gli estetisti. L’obiettivo è combattere la violenza sulle donne attraverso non più soltanto i saloni degli acconciatori locali, che in questi mesi sono diventati punti di informazione sulle realtà del territorio in grado di fornire un supporto alle donne maltrattate. Il progetto è nato e coordinato da una costola del Tavolo di contrasto alla violenza di genere, composto da Ausl di Imola, dalle associazioni Trama di terre e Perledonne e dal salone “Nuova immagine” di Cristiano Suzzi.

Il progetto è stato diviso in due step: il primo, già messo in atto, era quello di coinvolgere i parrucchieri del territorio imolese, il secondo invece è ancora da realizzare e riguarda la partecipazione all’iniziativa anche degli estetisti. «L’idea – spiega Marcello Giusti per l’Ausl di Imola – è quella di far uscire la donna dal luogo istituzionale rappresentato dal consultorio per entrare nei luoghi della sua quotidianità, dove si prende cura di sé e dove ha la possibilità tra una chiacchiera e l’altra di “farsi sfuggire” qualcosa circa il suo disagio». E aggiunge: «Avevamo bisogno di un rappresentante dei parrucchieri per coinvolgere altri saloni nell’iniziativa e Cristiano Suzzi si è dimostrato da subito interessato».

Suzzi, già impegnato nel sociale con la società parmense Davines, che crea prodotti per gli acconciatori, racconta: «Sono orgoglioso di partecipare al progetto, poiché ritengo che provare a fare qualcosa “mettendoci la faccia” sia alla base del cambiamento. Infatti, penso che per la donna sapere che il suo parrucchiere abbia preso una posizione in merito a questo argomento delicato sia rassicurante, in quanto tra una signora e il suo acconciatore spesso si instaura un legame che va oltre taglio e piega». La volontà di portare questo progetto d’oltreoceano nella nostra città è partita dal consultorio di Imola, che ne era venuto a conoscenza e ha ottenuto un riscontro positivo sul territorio con sei saloni aderenti: Nuova immagine, Le Salon di Giusi, Hairstylist lookcenter di Zanoni Claudioe co., Salone Lara, Wind Hair Donatella e l’ultimo arrivato Hair Care By Milani srl a Toscanella. (se.zu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto: in piedi da sinistra i parrucchieri Emanuel Milani, Cristiano Suzzi, Lara Scarpetti e Claudio Zanoni. Sedute da sinistra Silvia Del Bianco (Asp), Maria Grazia Saccottelli e Anna Strazzari (Consultorio), Carmen La Rocca (Perledonne)

Il progetto “Diamoci un taglio' contro la violenza sulle donne dopo i parrucchieri coinvolge gli estetisti
Sport 14 Maggio 2019

Superbike 2019, gli scatti indimenticabili della tappa mondiale di Imola. IL VIDEO

Circa 72 mila spettatori hanno invaso l”autodromo di Imola per la quinta tappa del mondiale Superbike. Dal 10 al 12 maggio scorso, infatti, tanti appassionati si sono dati appuntamento sulle rive del Santerno per vedere da vicino gli assi delle due ruote.

Questo nonostante il maltempo che ha costretto gli organizzatori ad annullare domenica gara-2, ma che ha risparmiato la prima manche e la superpole race entrambe vinte dal campione del mondo in carica Jonathan Rea. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): l”arrivo trionfale di Jonathan Rea

Superbike 2019, gli scatti indimenticabili della tappa mondiale di Imola. IL VIDEO
Economia 14 Maggio 2019

Le casette del latte non rendono più, l'azienda Baiavolpe ha chiuso le sue tra Imola e Vallata

I tempi d’oro dei distributori di latte crudo sono finiti. Ne è convinto Maurizio Ronchini, 28 anni, proprietario dell’azienda agricola Baiavolpe di Fontanelice che gestiva tre «casette del latte» tra Imola e Fontanelice. Questi distributori si sono diffusi nei comuni del circondario negli ultimi dieci-quindici anni, permettono di acquistare latte crudo prodotto dalle aziende agricole della zona e, talvolta, anche prodotti caseari o uova. Un’opportunità per gli agricoltori di vendere direttamente ai consumatori e una comodità per i cittadini che possono acquistare il famoso litro di latte oppure le uova ad ogni ora del giorno e della notte anche quando i normali negozi hanno la saracinesca abbassata.

Il latte è fresco ed è venduto ad un prezzo modico, solitamente il costo è di 1 euro al litro; non essendo pastorizzato occorre bollirlo prima di utilizzarlo e va consumato entro tre giorni. Ronchini ha rilevato le tre «casette» nel 2016 ma la realtà si è rivelata meno rosea di come gli era stata dipinta: «Ho acquistato i distributori tra aprile e marzo, uno è quello che si trova a Imola in via Pirandello, presso il Sante Zennaro, il secondo è a Borgo Tossignano e l’ultimo a Fontanelice. Nella mia azienda ho venti vacche da latte, pensavo fosse un modo per valorizzare il mio prodotto e ottenere un prezzo maggiore. Il latte crudo venduto alla grande distribuzione – spiega – rende appena 35 centesimi al litro, quindi sembrava conveniente guadagnare 1 euro al litro, pur aggiungendo le spese di gestione delle “casette”».

In qualche caso il produttore è uno solo, in altri la stessa «casetta» è utilizzata da diverse aziende per i singoli prodotti, ciascuna con le sue macchine, è il caso, ad esempio, di quella di Imola dove Ronchini vende solo il latte, un’altra azienda le uova e ci sarebbe una terza per i formaggi. Comunque sia, i costi si sono rivelati più alti di quanto il giovane agricoltore si aspettasse e i guadagni piuttosto magri. «Forse una volta la rendita era maggiore ma adesso erano soprattutto spese e impegno. Alla fine con il guadagno non riuscivo a coprire neanche lo stipendio dell’operaio che se ne occupava. La situazione non era più sostenibile – conclude Ronchini -. Penso che i distributori siano utilizzati prevalentemente da persone anziane. Per molti la soluzione più comoda rimane comprare il latte nei supermercati, perché non ci si deve andare apposta, non è da bollire e non è da consumare entro tre giorni».

Così a giugno dell’anno scorso ha chiuso i distributori di Fontanelice e Borgo, a novembre anche quello di Imola. Per le due «casette del latte» nei piccoli paesi della vallata del Santerno non sembra non esserci futuro, le attrezzature interne sono già state smantellate. (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto la casetta del latte in via Pirandello a Imola

Le casette del latte non rendono più, l'azienda Baiavolpe ha chiuso le sue tra Imola e Vallata
Cronaca 14 Maggio 2019

Elezioni, ad Ozzano il sindaco uscente Luca Lelli si troverà di fronte l'ex vicesindaco Aldo Gori e Monia Vason

Ad Ozzano Emilia è corsa a tre per la poltrona di sindaco. A differenza di cinque anni fa, infatti, non c’è traccia del Movimento 5 Stelle che prese il 22,66% con Maurizio Visani candidato, divenendo il secondo partito in città. Chi si ripresenta, invece, è il primo cittadino uscente Luca Lelli, che da mesi ha ufficializzato la candidatura per il secondo mandato. Con una novità, la lista che lo sostiene non sarà Progetto Ozzano, con la quale si aggiudicò le amministrative 2014 (vinse col 57,24%), bensì la civica Passione in Comune – Luca Lelli Sindaco. «Abbiamo ricevuto il sostegno di alcuni partiti come Pd, +Europa, Italia in Comune e Psi – precisa Lelli -. L’anno scorso abbiamo avviato un percorso di apertura e condivisione, che è passato prima dal Partito democratico ozzanese poi si è aperto a chi condividesse con noi certi valori, andando oltre gli schemi precedenti». Da qui il nome diverso della lista. Lelli, 43 anni il prossimo 17 maggio, risiede a Ozzano da sempre insieme alla madre. Perito aziendale corrispondente in lingue estere, è laureato in Scienze politiche, si occupa dell’amministrazione di condomini ed è socio di uno studio di Bologna dal quale è «in distacco» da quando è divenuto sindaco.

Un colpo di scena che non è piaciuto a tutti. Non a caso Lelli si trova come sfidante Aldo Gori, classe ’46, moglie e una figlia. Pensionato dopo una vita di lavoro come operaio all’Ima in cui ha svolto anche attività sindacale; fino a due anni fa è stato anche presidente della Pro Loco locale. «Ora mi dedico al progetto Fare impresa in Dozza – spiega Gori – dove con altri pensionati delle aziende Ima, G.D. e Marchesini Group andiamo nel carcere bolognese per insegnare la meccanica e dare a quei ragazzi una nuova chance di riscatto sociale». Soprattutto Gori in passato è stato assessore e vicesindaco proprio a Ozzano ma ora si candida con una lista civica non appoggiata da alcun partito. «Sono stato assessore all’Ambiente e Lavori pubblici l’ultimo anno della Giunta Conti, poi vicesindaco nel primo mandato della sindaca Loretta Masotti». Poi ha lasciato la politica attiva. «Ma ora Lelli ha deciso di creare una civica insieme all’opposizione. Alcuni cittadini non vi si riconoscono, il nostro obiettivo è portare nel Comune la voce di chi si è sentito escluso».

Terza sfidante è Monia Vason, 43 anni, convivente, una figlia, di professione grafica editoriale, insegna danza e ginnastica da più di vent’anni. «Da piccola ho vissuto la città e la sua storia attraverso gli occhi di mio padre, mentre ora la vedo attraverso i miei e scorgo la sua bellezza e le sue potenzialità inespresse». E’ la candidata della lista Noi per Ozzano appoggiata da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc. Cinque anni fa era nella lista civica che sosteneva Loris Olivi sindaco ma non venne eletta. «Rappresento Fratelli d’Italia che è il mio partito di appartenenza da quando è nato nel 2012 – chiarisce -. Sono entrata in politica per provare a cambiare le cose, e piano piano ho capito che quello che manca è un filo diretto tra amministrazione e cittadino. Il primo progetto che intendo portare a termine è la creazione dello Sportello amico per ascoltare e aiutare in maniera concreta le persone». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 9 maggio.

Nella foto: da sinistra Luca Lelli, Aldo Gori e Monia Vason

Elezioni, ad Ozzano il sindaco uscente Luca Lelli si troverà di fronte l'ex vicesindaco Aldo Gori e Monia Vason
Cronaca 14 Maggio 2019

Chiusa la sperimentazione sull'Urologia metropolitana, il dottor Emilio Emili torna direttore del solo reparto di Imola

L’1 maggio si è conclusa la sperimentazione interaziendale metropolitana in ambito urologico. Emilio Emili è ritornato ad essere il direttore del «solo» Dipartimento di Chirurgia dell’Ausl di Imola e del relativo reparto di Urologia. La notizia ufficiale è arrivata dall’Azienda sanitaria, ma già a metà marzo il direttore generale Andrea Rossi l’aveva anticipato davanti ai consiglieri comunali imolesi e ai cittadini in occasione della Commissione sulla situazione socio-sanitaria e gli scenari futuri. Sul tema non era mancato neppure il pressing della politica (la sindaca Sangiorgi aveva chiesto esplicitamente di «lasciare le soluzioni interaziendali» proprio in occasione della Commissione di marzo).

La sperimentazione dell’unità operativa complessa interaziendale di Urologia tra l’Ausl di Bologna e quella di Imola è nata l’1 luglio 2017, venne attivata come convenzione triennale per sperimentare il nuovo progetto riorganizzativo che prevedeva la conduzione unificata in forma interaziendale delle attività di Urologia dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, dell’ospedale Maggiore di Bologna e dell’ospedale di San Giovanni in Persiceto, Porretta Terme e Bazzano.

Rossi dettaglia così le motivazioni che hanno portato a ritornare alla situazione iniziale senza neppure aspettare la fine del triennio: «In questi due anni il dottor Emili ha garantito positivamente la funzione direzionale sui cinque reparti. Sono stati raggiunti alcuni degli obiettivi che ci si era prefissati e che restano importanti punti fermi; tra gli altri: la valutazione multidisciplinare dei casi complessi di urologia oncologica, la mappatura delle competenze dei professionisti e l’avvio di programmi formativi mirati, la riorganizzazione del lavoro dei reparti di degenza ed il governo delle prestazioni ambulatoriali. D’altro lato non sono mancate criticità, dovute soprattutto alla complessità organizzativa e a vincoli tecnico-giuridici, che hanno determinato un insufficiente controllo dei tempi di attesa per ricoveri programmati sul versante bolognese, un importante obietti-o che la Regione Emilia Romagna ha dato a tutte le Aziende». Da qui la decisione presa dalle direzioni generali e della Conferenza territoriale socio-sanitaria metropolitana (dove siede come vicepresidente la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi) di «ridefinire consensualmente la sperimentazione – ragguaglia Rossi – e riportare sia i risultati positivi che le criticità, rilevate all’interno dei lavori programmatori di area metropolitana avviati in queste settimane». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nelle foto il direttore dell”Urologia di Imola Emilio Emili e il direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi

Chiusa la sperimentazione sull'Urologia metropolitana, il dottor Emilio Emili torna direttore del solo reparto di Imola
Cronaca 14 Maggio 2019

Dal 15 maggio al via i cantieri di Hera per la sostituzione di tubature dell'acqua in via Comezzano e in via Pediano

Hera darà il via da domani, mercoledì 15 maggio, a due cantieri per la posa di nuove tubature della rete idrica dell”acquedotto a Imola, in via Comezzano (tra il civico 16 e via Suore) e in via Pediano (tra il civico 6/a e il civico 13). In tutto il tratto di nuova installazione sarà lungo 1.600 metri, di cui 1.000 in via Comezzano e il resto in via Pediano.

Il duplice intervento, dell”importo complessivo di 110.000 euro, comprenderà anche il rifacimento degli allacciamenti degli utenti. La scelta di procedere è stata fatta da Hera in considerazione del fatto che i due tratti interessati sono vetusti e quindi a maggior rischio di rotture. L”intervento di completa sostituzione, che rientra nel programma di rinnovo delle reti pianificato in base alla criticità rilevate nel sistema, dovrà pertanto prevenire questa eventualità e i conseguenti disagi per i residenti. 

Per quanto riguarda tempi e modalità, i lavori proseguiranno fino alla fine di giugno e richiederanno una regolamentazione del traffico in zona mediante un semaforo provvisorio, al fine di garantire comunque sempre il passaggio. Ovviamente un”apposita segnaletica avviserà della presenza del cantiere, che sarà gestito, assicura Hera, «con la massima attenzione per arrecare il minor disagio possibile». (r.cr.)

Dal 15 maggio al via i cantieri di Hera per la sostituzione di tubature dell'acqua in via Comezzano e in via Pediano
Sport 14 Maggio 2019

Arti marziali, argento tricolore per il 57enne imolese di origini siriane Marwan Mario Zin Eddin

La sezione Mma (mixed martial arts) dell’Usi Lotta ha fatto un figurone ai campionati italiani grazie al 57enne Marwan Mario Zin Eddin, imolese di origini siriane e con un passato da pugile professionista. «Non ho mai smesso di allenarmi da solo – racconta -, quando mio figlio ha iniziato a fare lotta con l’Usil, anche io ho ripreso a frequentare la palestra ed allenarmi con Minguzzi, Zarbo e gli altri tecnici. Nonostante l’età ho deciso di rimettermi in gioco e partecipare al campionato italiano di Mma contro altri atleti veri».

Così si è iscritto alla gara, non fra i Master, bensì nella categoria Assoluti insieme ad atleti più giovani, vincendo tre incontri grazie ai quali si è guadagnato l’argento nei 70 kg, cintura Blu. 

Nella foto: Marwan Mario Zin Eddin

Arti marziali, argento tricolore per il 57enne imolese di origini siriane Marwan Mario Zin Eddin
Cronaca 14 Maggio 2019

Maltempo, l'assessore Longhi alla Regione: «Si facciano al più presto gli interventi per mettere in sicurezza il Sillaro»

«Da tempo sono stati chiesti interventi per la messa in sicurezza del Sillaro». L”esondazione del torrente Sillaro, avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 maggio e nella mattina del 13 nelle vicinanze di Sesto Imolese e a Giardino, ha suscitato la reazione decisa dell”assessore all”Ambiente del Comune di Imola, Andrea Longhi. 

«C”è un profondo senso di frustrazione nel constatare l’esondazione del Sillaro nel territorio del Comune di Imola, pensando che da tempo l’Amministrazione comunale ha chiesto alla Regione Emilia Romagna di mettere in sicurezza il torrente Sillaro, a cominciare dalla pulizia dell’alveo e delle sponde, mentre ad oggi siamo ancora in attesa degli interventi – dichiara Longhi -. Alcune settimana fa, ho fatto anche un incontro di persona in Regione, per chiedere a che punto erano i lavori e la settimana scorsa ho inviato una lettera di sollecito alla Regione stessa, temendo il rischio di esondazioni, in conseguenza dei cambiamenti climatici che caratterizzano anche il nostro territorio».

Riferendo la situazione degli agricoltori alle prese con i campi allagati e le abitazioni lambite dall’acqua, l”assessore afferma di apprezzare «il tempestivo intervento dei tecnici della Regione per la messa in sicurezza delle zone colpite e delle famiglie che vi abitano». «Ma auspichiamo – conclude – che avvengano in tempi brevissimi quei necessari lavori di sistemazione idraulica in grado di mettere in sicurezza il torrente e riportare serenità a tutte le persone che vivono accanto al Sillaro». (r.cr.)

Nella foto il Sillaro esondato e, nel riquadro, l”assessore Andrea Longhi

Maltempo, l'assessore Longhi alla Regione: «Si facciano al più presto gli interventi per mettere in sicurezza il Sillaro»

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