Motosapiens

Motosapiens 24 Aprile 2019

“Vite in piega' a Imola, la mostra fotografica di Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro – il video-racconto

La prima volta fuori Belluno (dove è nato l’evento quest’anno alla quinta edizione) della mostra fotografica Vite in piega con immagini inedite dai mondiali MotoGP e Superbike firmate dai fotografi Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro ha fatto tappa ad Imola, non lontano dall’autodromo Enzo e Dino Ferrari cuore del motorsport locale, esattamente al Podere Naretta di Patrizia Suzzi, marshal e sommelier.

L’appuntamento, promosso dalla padrona di casa e dagli organizzatori Nicola Da Canal (tecnico SBK), Silvio Sanson (art director) ed Elisa Antoniazzi, è andato in scena il 23 marzo scorso, per un pomeriggio di grande passione motoristica ed enogastronomica al tempo stesso.

>>>Per chi c’era e per chi non c’era, ecco il video-racconto della mostra a Imola con le foto degli organizzatori e dei fotografi presenti!!!

mi.mo.

“Vite in piega' a Imola, la mostra fotografica di Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro – il video-racconto
Motosapiens 16 Marzo 2019

Piacenza Expo? Moto Bike Show!

Non solo Eicma di Milano, Motodays di Roma o Motor Bike Expo di Verona. Da quattro anni a questa parte c’è anche il Moto Bike Show di Piacenza (e, udite udite, a maggio debutta a Modena il Motor Valley Fest – al posto del Motor Show di Bologna). Insomma, il mondo dei motori va alla grande e lo fa vedere!

Per quanto piccolo di dimensione, il Moto Bike Show di Piacenza è un concentrato di passione per le due ruote (in particolare modo Harley e custom, ma non solo, anche street, touring, trial, enduro, epoca), di tattoo, di vintage e old style. Il tutto con un’ampia zona dedicata al mercato dell’usato dove trovare cose di ogni tipo e da ogni epoca storica ed anche cimeli, memorabilia, accessori, pezzi di ricambio, documentazioni, modellismo, …

Ma soprattutto moto customizzate e special bike uniche di ogni forma e tipo, nate da menti molto fantasiose (o forse proprio pazze – in senso buono)…

Qualche curiosità?!

Moto Bike Show è aperto anche domenica 17 marzo, e con il biglietto si può vincere una moto!

Foto: Massy Momard

Piacenza Expo? Moto Bike Show!
Motosapiens 16 Marzo 2019

Imparare il motociclismo fin dalle minimoto. Anche a Imola il progetto Fmi

Dopo Misano e Mugello, anche Imola entra a far parte del calendario della scuola federale di avviamento alla guida su minimoto della Fmi, un progetto dedicato a bambini e bambine fra i 6 e i 12 anni. La Nannelli Riders Academy, dal nome del pilota di Superbike e Supersport Gianluca Nannelli, sarà ad Imola per ben 20 date da marzo a ottobre.

«Si tratta di un progetto ludico-formativo per familiarizzare con le due ruote – spiega Nannelli – che punta non solo alla passione sportiva ed eventualmente agonistica ma anche alla sicurezza in previsione di un probabile futuro come utente della strada sulle due ruote, ad esempio con il ciclomotore. Proprio per il suo carattere di avvicinamento alla moto in maniera sana e consapevole, il costo dell’attività è di 49 euro a data, comprensivo del noleggio di tutto il materiale, più dieci euro di assicurazione medica».

Come detto potranno partecipare all’esperienza in pista (esattamente nel paddock 2) tutti i bambini e le bambine dai 6 ai 12 anni, imolesi e non. Il corso base insegnerà la posizione corretta di piedi e gomiti, l’attenzione a tenere o sguardo lontano, l’utilizzo combinato di gas e freno: nozioni base tutt’altro che inutili. Al corso base, che può essere ripetuto quando volte il bambino desidera, seguirà all’occorrenza un corso avanzato. Lo scopo del progetto è infatti tanto quello di formare futuri motociclisti responsabili o nuove promesse del motorsport, quanto rendere accessibile a tutti un primo approccio sicuro al mondo delle due ruote attraverso un’attività ludica e formativa al tempo stesso.

Il progetto ha già coinvolto oltre 600 bambini ad oggi. La novità più recente è l’acquisizione di nuove minimoto elettriche per sensibilizzare anche sulle tematiche ambientali.

«Siamo orgogliosi di accogliere questa nuova esperienza anche ad Imola, dopo anni di ricerca del giusto progetto per sostenere l’avviamento al motorsport sul Santerno – commenta il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense -. La speranza è quella di diventare una fucina di nuovi grandi piloti di domani».

IL CALENDARIO COMPLETO ALL’AUTODROMO DI IMOLA

Marzo: 17, 23

Aprile: 6, 14, 27

Maggio: 22, 29

Giugno: 6, 29, 30

Luglio: 6, 11, 19

Agosto: 1, 7

Settembre: 16, 23

Ottobre: 15, 21

Per informazioni e prenotazioni: scuola.motociclismo@federmoto.it

mi.mo

Imparare il motociclismo fin dalle minimoto. Anche a Imola il progetto Fmi
Motosapiens 15 Marzo 2019

“Vite in piega' fa tappa in cantina a Imola, in mostra i fotografi Porrozzi, Oliana e Atti Lauro

Per la prima volta ad Imola (ma anche per la prima volta fuori Belluno, dove nasce l’evento quest’anno alla quinta edizione), la mostra fotografica “Vite in piega” con immagini inedite dai mondiali MotoGP e Superbike firmate dai fotografi Fabrizio Porrozzi, Massimo Oliana e Atti Lauro fa tappa non lontano dall’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, nel cuore delle colline imolesi produttrici di vini.

L’appuntamento, che unisce territorio e terra ma anche le passioni per l’enogastronomia e il motorsport, è in calendario per il prossimo sabato 23 marzo dalle 15 presso il Podere Naretta di via Ghiandolino 20 (Imola) di Patrizia Suzzi, che oltre ad essere sommelier fa anche parte del gruppo Marshal’s Team di Imola come commissario di percorso, spesso in pista vestita di arancione. Suo l’invito mosso agli organizzatori Nicola Da Canal (tecnico SBK), Silvio Sanson (art director) ed Elisa Antoniazzi che hanno così deciso per l’edizione imolese della mostra.

La mostra fotografica sarà corredata da moto, cimeli e memorabili dal mondo delle due ruote. Diversi piloti hanno inoltre già dato disponibilità di presenza, per un pomeriggio a tutto tondo all’insegna del motociclismo locale, italiano ed internazionale.

L’invito al pomeriggio di vino e moto è libero e gratuito per tutti gli appassionati di motori. In loco sarà possibile anche degustare i vini prodotti nella cantina “motoristica”. L’evento è legato, da tradizione, ad una raccolta fondi a scopo benefico.

mi.mo

Nelle foto. La mostra 2016 all’Hotel Astor; gli organizzatori e fotografi

“Vite in piega' fa tappa in cantina a Imola, in mostra i fotografi Porrozzi, Oliana e Atti Lauro
Motosapiens 7 Marzo 2019

Dalle moto alle barche: storia dell’azienda Mariver (dell’omonimo laghetto nel comune di Castel San Pietro)

Nella frazione Osteria Grande di Castel San Pietro Terme (Bologna), c’è un laghetto pubblico molto apprezzato di come Mariver, dall’omonima ditta in attività dal 1962 al 1988. Il nome completo del cantiere navale, che proprio a Osteria Grande aveva lo stabilimento più importanti, era MAnufatti RInforzati in VEtro Resina, ma forse non tutti sanno che prima della fama dovuta alla realizzazione di oltre una decina di esemplari di barche, il titolare Emilio Bignardi si occupava (anche) di carenature in vetro resina per moto da corsa.

Allora la lavorazione del vetro resina faceva parte delle nuove tecnologie; era infatti una lavorazione particolarmente avanzata per il tempo e Bignardi si era specializzato in maniera particolarmente efficace. “Fui avvicinato dal reparto corse della Moto Morini di Bologna che mi chiese di produrre una carenatura in vetro resina della loro moto reparto corse – racconta il titolare in un documento dedicato alla storia della propria azienda a cura di Clorindo Manzato e Luca Pace -. Proposi dunque un modello che con alcune variazioni portò la moto a guadagnare cinquecento giri di motore in aggiunta portandola, così, a conquistare il secondo posto nel Motomondiale – erano gli anni Sessanta, forse 1963 -, classe cc 250, con pilota Tarquinio Provini battuto solo dalla Honda. In quegli anni facevo carene per motociclette da corsa per tutte le marche italiane dell’epoca: Benelli, Mondial, Ducati, eccetera, ad eccezione della MV Agusta”.

Da questa esperienza nacque di fatto la Mariver, che si occupò anche di speciali carene automobilistiche per la Formula3, poi Formula2 ed infine Formula1, sebbene per poco tempo. Solo dopo la carriera nel campo delle due e quattro ruote il titolare, esperto velista, si dedicò alla passione originale, la nautica, con un buon successo ed una lunga carriera fermata solo dal sopraggiungere dell’età pensionabile.

Il laghetto Mariver di viale Lombardia, che a suo modo dunque fa parte della Motorvalley, è del Comune di Castel San Pietro Terme ed aperto al pubblico dal 1992. Da decenni il laghetto è utilizzato anche dalla scuola guida Scarani; lì ha conseguito la patente nautica, fra altri sportivi e piloti, nientedimeno che Valentino Rossi!

mi.mo

 

Nelle foto: moto Mondial con carena Mariver; collage di immagini dell’esame per la patente nautica di Valentino Rossi al laghetto Mariver

Dalle moto alle barche: storia dell’azienda Mariver (dell’omonimo laghetto nel comune di Castel San Pietro)
Motosapiens 26 Febbraio 2019

In gita alla Collezione Battilani di Imola, a lezione di tecnica delle moto

A lezione di storia della tecnica motocislitica, perchè per contribuire all’evoluzione futura di tecnica e tecnologia non si deve dimenticare il passato.

La settimana scorsa (venerdì 22 febbraio) alcune classi dell’istituto tecnico tecnologico Marconi di Forlì sono state ad Imola per una lezione sul campo molto particolare: l’uscita ha infatti avuto come obiettivo la Collezione Battilani di Imola, prestigiosa raccolta di moto che ripercorre l’evoluzione della motocicletta dalle prime biciclette motorizzate fino alla seconda guerra mondiale. Battilani, precursore in Italia del collezionismo di moto d’epoca, ha raccolto negli anni decine e decine di motociclette che riassumono i vari step evolutivi della tecnica e della tecnologia applicate al mondo delle due ruote a motore. Oltre ai numerosi esemplari di moto, fra cui l’Harley Davidson che stabilì il record dei 175 km/h sulla Roma-Ostia negli anni Venti del Novecento e una rara Indian Mod. O del 1917, Battilani ha collezionato un importante numero di Frera, il più importante marchio italiano fino agli inizi degli anni Trenta. La visita alla Collezione Battilani è anche l’occasione per scprire la storia dei personaggi che hanno fatto la storia delle moto, come la prima donna a partecipare ad una competizione di motociclette Vittorina Sambri, e marche poco conosciute oggi come la Pennazio, la Ollearo, la GC, la Condor con sidecar. Inoltre sono interessanti le collezioni di fari, candele, ruote e copertoni, riviste e cataloghi originali.

Insomma, un vero e proprio tempio della scienza legata al mondo delle moto, motivo per cui i professori dell’istituto Marconi di Forlì hanno scelto di proporre la meta fra le lezioni sul campo per l’anno in corso. Si tratta ufficialmente della prima scuola a fare questa scelta per il proprio percorso didattico, ma il padrone di casa Benito Battilani si è detto disponibile ad accogliere anche altre classi di altre scuole.

La Collezione Battilani (sita in via Poiano 1/b) fa parte del circuito Motorvalley ed è aperta liberamente (previa prenotazione al numero 0542 640961) a visitatori singoli o in gruppo. E da oggi, anche alle scuole!

mi.mo

Nelle foto: studenti dell’istituto Marconi di Forlì in “gita” alla Collezione Battilani

In gita alla Collezione Battilani di Imola, a lezione di tecnica delle moto
Motosapiens 16 Febbraio 2019

PCB Cannas e Battilani… Il video della mostra sul motociclismo vincente attorno a Imola

Un pubblico numeroso e curioso ha segnato il successo del secondo appuntamento fra storia e motori (dopo la rassegna dello scorso anno dedicata al marchio BBFT-rivedi la mostra qui) proposto dal motoclub Racing Imolese #96 in collaborazione con Corso Bacchilega e Motosapiens all’interno del cartellone di eventi Cooperattivamente. Quasi un centinaio di visitatori hanno infatti riempito il centro sociale La Stalla, lo scorso sabato, per la mostra PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola, appuntamento dedicato alle realizzazioni a due ruote degli anni Settanta del trio Casotti-Cricca-Bacchilega di Sesto Imolese e ai successi dei fratelli Cannas e del pilota Domenico Battilani.

A rievocare ricordi lontani di un «motociclismo d’altri tempi», come hanno detto i protagonisti di quegli anni, sono stati gli stessi Ettore Bacchilega, Rino Casotti, Domenico Battilani, Roberto e Carlo Cannas, che hanno raccontato la storia di tre amici appassionati che moto che hanno deciso, un giorno, di costruire un telaio da corsa per partecipare al campionato juniores classe 50 cc, e poi i successi tecnici, i risultati sportivi, le soddisfazioni pubbliche… Ma soprattutto la passione ancora tangibile che ieri li ha mossi fino a sporcarsi letteralmente le mani e sabato li ha portati ad emozionare i tanti che allora c’erano ed anche qualche giovanissimo che ha avuto la possibilità di scoprire un pezzetto di storia locale e del motociclismo. Ancora oggi, infatti, il marchio PCB è conosciutissimo in Italia e non solo tra i cultori delle microcilindrate, ed alcune realizzazioni gareggiano ancora nei campionati riservati ai mezzi d’epoca.

«Il motociclismo, anche quello di ieri, è un argomento che interessa ancora tanto questo territorio – ha detto il presidente del motoclub Racing Imolese #96 Fabrizio Ghini, lanciando un’anticipazione -: noi ne siamo molto felici e ci impegneremo per proporre un evento fra moto e storia ogni anno».

Per gli organizzatori sono doverosi alcuni ringraziamenti per la collaborazione e il supporto alla realizzazione dell’evento: Domenico Battilani, Carlo e Roberto Cannas, Rino Pasotti ed Ettore Bacchilega, Motoapiens, Coop Bacchilega, Sabato Sera, Consiglio di zona Soci Coop Alleanza 3.0, centro sociale la Stalla, Dario Ballardini, Mauro Battilani, Renato Costa, Fabrizio Ghini, Loris Lucchi, Marco Benfenati, Raffaele Lanza, Benito Magazzini, Loretta Marsigli, Maurizio Mazzoni, Luigi Rivola, Katia Romagnoli, Gianluca Giorgi, Federico Porrozzi dell’Archivio Claudio Porrozzi, Gianni Santandrea, Franco Solaroli, Roberto Zucchini, Alfio Tosi… E chi involontariamente è stato dimenticato!

mi.mo.

Foto di copertina: IsolaPress

FOCUS CANNAS a cura di Massimiliano Regazzi

1972 Roberto Cannas inizia a gareggiare con una Mondial 50 5 marce notevolmente modificata e con varie innovazioni. In una gara la moto addirittura non passa le verifiche pre gara in quanto il radiatore dell’acqua è posizionato nel codone dietro la moto, e questo spiazza i commissari tecnici.

1974 Il cinquanta è piccolo e c’è la necessità di sfogare la passione con una moto più grande ma economica. Dopo che Roberto Cannas aveva onorato il servizio militare l’anno precedente la scelta, come per molti altri piloti e scuderie, cadde sulla Benelli 250 che necessitava comunque di tante cure per poter essere competitiva e il nome Cannas diventa familiare nel paddock per le pregevoli realizzazioni Roberto e Carlo Cannas , e notate anche dalla stampa specializzata.

1979 L’aretino Gian Franco Sabatini vince il titolo di categoria della TT3 (250 centrimetri cubici 2 tempi) dopo una stagione non facile per questo campionato che vede la Benelli -Cannas aggiudicarsi, tra le altre la gara di Imola. Contemporaneamente il bolognese Bruno Montanari si aggiudica, nell’automobilismo, il campionato di Formula 4 aperto a prototipi con motore di derivazione motociclistica. La vettura è spinta da un propulsore Benelli 2 tempi ed è costruita completamente in officina dai fratelli Cannas

1980 In campo automobilistico viene allestita una piccola serie di vetture sviluppate sia dal punto di vista aerodinamico sia del motore. Sabatini, passato alla 500 Grand Prix come cilindrata preponderante, riutilizza quando possibile anche la sua fida Benelli Cannas nella Grand Prix classe 250 ed ottiene a Monza il 15° tempo con la derivata di serie in mezzo ad uno stuolo di Grand Prix.

1981 William Marsigli vince il campionato italiano salita della TT3 con una Benelli Cannas evoluta nel motore e nel telaio , mentre Franco Guardigli, pilota di Sesto Imolese, si difende bene nella velocità sempre nella TT3. Intanto inizia a vedere la luce il pregevole progetto di Roberto Cannas, ovvero una rivoluzionaria 500 4 cilindri 2 tempi pensata dopo una stagione impiegata come meccanico di Graziano Rossi nel Motomondiale 500.

1982 William Marsigli diventa campione europeo di corse in salita, a cui si aggiunge il terzo posto nel campionato italiano a solo due punti dal vincitore e nonostante cinque vittorie di tappa.

1983 L’arrivo oramai implacabile delle due tempi di derivazione sportiva giapponesi anche nella produzione di serie e l’introduzione di nuove categorie rendono ormai alcuni motorizzazione italiane obsolete, anche a causa della mancanza di sviluppo da parte della casa madre. I Cannas, a questo punto, prediligono lo sviluppo del Benelli 400 4 tempi utilizzato nella Formula 4 e Roberto continua lo sviluppo della “sua” 500. Tre anni più tardi la Cannas scese in pista a Misano per le prove del campionato italiano e poi non venne più utilizzata per ovvi motivi di budget. Ma di quello moto si è tramandato il mito, negli anni, tra gli ancora innumerevoli cultori del 2 tempi grazie anche a una serie di soluzioni innovative e la ricerca della massima compattezza della motocicletta.

FOCUS BATTILANI a cura di Massimiliano Regazzi

Domenico Battilani inizia a gareggiare nel 1967 nel Campionato Italiano Juniores con una Ducati 125 nella scuderia Speedygonzales, e il primo risultato si rivela un 4° sullo stradale di Milano Marittima. Nello stesso anno conobbe il campionissimo Tarquinio Provini.

1968 Tramite Tarquinio Provini, Battilani ottiene una MotoBi 175 (con carter fusi in terra 4 marce).

1969 Battilani partecipa al Campionato Italiano Juniores con la MotoBi 175, vincendo la prima gara sullo stradale di Rimini con la pioggia e si classifica 2° in campionato

1970 Tramite sempre l’amico Tarquinio Provini, Battilani ottiene una MotoBi 175 preparata da Zanzani, vero mago nella preparazione di queste moto.

1971-72 La carriera agonistica di Battilani si ferma momentaneamente perché, pur avendo guadagnato l’accesso al prestigioso Campionato italiano Seniores (dove partecipavano anche i big del mondiale di allora coem Agosti o Pasolini ), non ha la disponibilità economica. Nel 1972, tuttavia, Battilani conosce i fortissimi riders finlandesi Jarno Saarinen e Teuvo Lansivuori in una occasione tutta particolare. I due piloti cadono durante le prove a Imola e si erano recati presso un negozio/officina a chiedere aiuto per rimettere insieme le motociclette con i motori rotti: Battilani è presente e si offre per aiutarli, facendo da due moto distrutte una pronta per correre. Da quell’episodionasce il rapporto con Saarinen e Lansivuori, facendogli da meccanico e cronometrista.

1972-73 Tramite Lansivuori Battilani ottiene un motore Yamaha 125 raffreddata ad aria, che monta in un telaio Italjet di derivazione stradale modificato da lui stesso, utilizzando tra l’altro la sella, le sospensioni e i freni del MotoBi. Con questa moto partecipa al Campionato Italiano Juniores. A Imola arriva un 4° posto con giro più veloce dopo una gara in rimonta perchè la motocicletta non era partita prontamente al via per un problema ai carburatori.

1974 Battilani vince il Campionato Italiano Juniores con la Italjet-Yamaha 125. Nelle selettiva ottiene un sesto, un quarto ed un settimo, mentre nelle finali mette il risultato al sicuro con due primi posti (di cui uno a Misano) su tre gare .

1975-1978 Battilani partecipa al Campionato Italiano Seniores nella categoria 125 e 350. Contemporaneamente, dopo la morte di Saarinen, ha continuato a fare da meccanico a Lansivuori quando è necessario, sempre con un occhio di riguardo verso i nuovi talenti. La collaborazione con il compianto Saarinen, Lansivuori e con i fratelli Soolonen in un primo tempo è stata fondamentale per avere accesso ad informazioni tecnologiche allora non disponibili a tutti.

Tra le altre note fece esordire (1975) Maria Teresa Ravaioli, poi partecipò al campionato Italiano juniores 125 affidando le sue Italjet-Yamaha a Massimo Matteoni e Giorgio Avveduti. Matteoni cade e si frattura una gamba mentre è in testa la campionato, il testimone lo prende dunque Avveduti che – secondo – passa in testa e vince il Campionato Italiano Juniores. L’anno successivo Battilani affida le moto a Diego Golinelli e Pierluigi Aldrovandi. Da registrare, nelle stagioni successive la partecipazione al Campionato Italiano Juniores con Gerani prima con la Italjet-Yamaha 125 poi con una motocicletta con motore MBA e telaio Golinelli, moto che monta anteriormente il freno DiPi controrotante. Inoltre Domenico Battilani ha contribuito alla nascita del marchio BBFT (una delle “B” della sigla è infatti legata al cognome Battilani) , e negli anni successivi, continua a tenere innumerevoli contatti con piloti e tecnici di tutto il mondo, cercando di trasmettere e la passione per le moto anche alle nuove generazioni.

PCB Cannas e Battilani… Il video della mostra sul motociclismo vincente attorno a Imola
Motosapiens 2 Febbraio 2019

PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola… Torna protagonista il 9 febbraio

PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola. Questo è il titolo dell’evento che si svolge sabato 9 febbraio al centro sociale La Stalla, in via Serraglio 20/B, dalle 14 alle 18 organizzato dal Motoclub racing Imolese #96 in collaborazione con Motosapiens e il cartellone di eventi CooperAttivaMente.
Dopo la rassegna che ebbe grande successo nel 2018 sulla BBFT, storica moto imolese che tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 calcò le piste nelle classi 50 ed 80 grazie alla grande passione dei fratelli Tosi e di un gruppo di amici, la curiosità di capire e soprattutto conoscere o ricordare quei momenti davvero importanti per il motociclismo è stata davvero tanta. E proprio Alfio Tosi, nel ricordare il compianto fratello Ivo, ha tenuto a sottolineare che la loro passione partiva da Sesto Imolese (da dove venivano) e furono in qualche modo contagiati dalla grande determinazione di un pilota, Domenico Battilani, che li accompagnò dalle prime scorribande alle gare.
Insomma, in un certo senso, abbiamo allargato l’obiettivo su un periodo davvero pieno di fermento non solo in città, ma anche in tutto l’estesissimo territorio imolese. Qualcuno, in gergo televisivo, potrebbe parlare di spin-off, ovvero le serie derivate da un filone principale di successo, ma con la differenza che queste storie sono tutte uguali, o meglio hanno tutta la loro importanza racchiusa, nel nostro caso, nella sigla PCB (Pasotti, Cricca, Bacchilega) e nei cognomi Cannas ed appunto Battilani. Per questo motivo la rassegna fra moto e storia di quest’anno voluta da Coop Bacchilega e Motoclub Racing Imolese #96 si intitola: PCB, Cannas e Battilani, il motociclismo vincente attorno a Imola.
Il marchio PCB racchiude, come già anticipato, l’esperienza di tre appassionati di Sesto Imolese (purtroppo Cricca è scomparso prematuramente a seguito di un incidente sul lavoro) che fino alla fine degli anni ’70 idearono parti ciclistiche complete, elaborarono motori, sempre nell’alveo della cilindrata 50, poi culminata con una pregevole realizzazione di una 80 centimetri cubici che tuttavia non corse mai. Ancora oggi il marchio PCB è conosciutissimo in Italia e non solo tra i cultori delle microcilindrate, ed alcune realizzazioni gareggiano ancora nei campionati riservati a mezzi d’epoca.
Passando a Cannas, proprio quest’anno si celebrano i 40 anni di una impresa che ha dell’incredibile, ovvero la contemporanea vittoria di un titolo tricolore nelle moto ed uno nelle auto. Era il 1979 e l’aretino Gian Franco Sabatini si aggiudicò il campionato nella TT3 con la Benelli 250 preparata dai fratelli Cannas (all’anagrafe Paolo, Roberto e Carlo), ed allo stesso tempo il bolognese Bruno Montanari vinse la Formula 4, campionato aperto a vetture con motori di derivazione motociclistica. Cannas poi è legato anche ad una pregevole realizzazione di un 500 2 tempi 4 cilindri dotato di pregevoli innovazioni per l’epoca ma che purtroppo non poté prendere il volo agonistico per i problemi di budget, in un periodo dove le case giapponesi arrivarono nella massima classe senza badare a spese.
Infine, ma non per ultimo, Domenico Battilani. Dalla sua un titolo Junior nel 1974, ma sicuramente, oltre alle doti di pilota dimostrate nell’epopea del passaggio dai circuiti stradali agli impianti moderni, Battilani è stato vicino come meccanico, ma anche consigliere, a grandissimi piloti come Tarquinio Provini, Massimo Matteoni, Teuvo Lansivuori e Jarno Saarinen, nomi questi ultimi che all’inizio degli anni ’70 portarono una ventata di novità e curiosità attorno ad un motociclismo che stava cambiando e che era sempre con meno frontiere e tutto il movimento imolese protagonista in casa e nel mondo.
m.r.
Nelle foto: in copertina, il trio (da sinistra) Bacchilega, Pazzaglia e Pasotti a Misano; Sabatini sulla Benelli 250 preparata dai fratelli Cannas; Domenico Dattilani in pista
PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola… Torna protagonista il 9 febbraio
Motosapiens 22 Gennaio 2019

Kawasaki e palestra, il doppio 2019 di Ayrton Badovini

E’ doppia la stagione 2019 del pilota biellese (ma residente a Castel Bolognese, nel ravennate) Ayrton Badovini: da un lato la Kawasaki del team Pedercini (in foto la presentazione al MBE di Verona) per il campionato mondiale Supersport, dall’altro la nuovissima palestra Fitness Ayrton ASD, inaugurata a Castel Bolognese lo scorso 2 gennaio.

Grazie alla lunga esperienza nel fitness e nel training dovuto alla carriera nel mondo delle moto, Badovini ha infatti scelto di aprire la propria personalissima palestra grazie all’aiuto di altri quattro soci fra cui il preparatore atletico di sempre e tecnico federale Mauro Garolla.

“Il nostro obiettivo è quello di seguire le persone in maniera specifica per ogni tipo di allenamento e con qualunque macchinario o anche con i pesi – spiega Bado#86 -. Capita che anche coloro che frequentano da tempo le palestre non sanno fare in maniera corretta gli esercizi di base del corpo libero; così capitano asimmetrie che minano l’efficacia dell’esercizio e sono da correggere”.

Di fatto una palestra classica (ma nuova) come oggi non se ne vedono più tante, fra moda e mode. Un luogo dove non solo allenarsi ma imparare le modalità migliori e più efficaci per raggiungere il proprio obiettivo. Venendo dal mondo professionistico delle due ruote, sport altamente atletico diversamente da quanto potrebbe sembrare, Badovini conosce l’importanza dell’allenamento. “Partendo dal mio mondo, quello del motociclismo, noi qui puntiamo alla preparazione specifica per il raggiungimento di ogni obiettivo personale o sportivo di chi entra – continua Badovini -. Non solo: puntiamo anche alla riabilitazione motoria dopo un infortunio, al dimagrimento, al potenziamento, all’alimentazione“.

La palestra al momento è decisamente caratterizzata dallo stile motociclistico della carriera di Bado: foto, tute, pezzi di moto. “Ma siamo in grado di preparare chiunque per qualunque sport – garantisce -. Per ora siamo contenti del riscontro dell’utenza, ma siamo appena all’inizio ed abbiamo ancora tanto potenziale”.

La palestra Fitness Ayrton, in via Martiri di Felisio 300,è aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 7 alle 21, il martedì e il giovedì dalle 9 alle 22, il sabato dalle 8 alle 18 (domenica chiuso).

mi.mo

Foto Massy Momard

In copertina Badovini con il sindaco di Castel Bolognese

Kawasaki e palestra, il doppio 2019 di Ayrton Badovini
Motosapiens 27 Dicembre 2018

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)

Sono quelli con la divisa arancione, senza di loro non si scende in pista: sono i marshal, o commissari di percorso (o pista) o ancora ufficiali di gara (o pista), professionalità specializzate nella sicurezza in pista. I marshal, distribuiti su tutto il tracciato in corrispondenza delle curve e delle varianti, non solo segnalano eventuali incidenti o altri eventi in corso in pista con le apposite bandiere, ma intervengono anche per ripristinare la sicurezza del tracciato, recuperare i mezzi incidentali, pulire la pista; inoltre sono loro ad autorizzare gli interventi del personale medico per il soccorso di eventuali feriti.

Forse non lo sapevate, le bandiere che possono essere utilizzate in pista sono una decina!

Ma come si diventa marshal?

I commissari di pista per le gare automobilistiche sono gestiti dall’Aci, mentre quelli per le gare motociclistiche dalla Fmi. Per questo per diventare marshal sono necessarie licenze diverse per le diverse gare, auto o moto. Per entrare in possesso della licenza, dunque, è necessario seguire i corsi organizzati dalle varie federazioni e i relativi corsi di aggiornamento continuo. Per partecipare ad un corso per il conseguimento di una nuova licenza è necessario iscriversi ad un club o motoclub con regolare tessera annuale (che garantisce l’assicurazione per l’attività in pista) ed essere in possesso di certificato medico di idoneità sportiva non agonistica (nuova disposizione a partire dal 2019). Possono esercitare l’attività di marshal tutte le persone fra i 18 e i 68 anni compiuti che siano in possesso delle caratteristiche precedentemente elencate. Ma attenzione: essere marshal è sicuramente un lavoro specializzato, ma si tratta pur sempre di un’attività volontaria non retribuita bensì solamente rimborsata.

Marshal è pura passione per il motorsport!

SAVE THE DATE. Per i veri interessati, a gennaio all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è previsto un nuovo corso per max quaranta nuove licenze. Per maggiori informazioni è necessario contattare il Marshal’s Team Imola: commissari@autodromoimola.it, infomarshalsteam@gmail.com.

mi.mo.

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)

Motosapiens – Chi siamo

Motociclismo consapevole, informato, appassionato. La filosofia di Motosapiens è un po’ quella di far girare le cose per contribuire a far girare il mondo: dando spazio a novità e curiosità, informazioni ed approfondimenti, racconti ed eventi.  Senza dimenticare viaggi e viaggiatori, invenzioni ed inventori, storia e storici, campioni e campionati.
 
Io sono Milena Monti, giornalista e motociclista. E questo blog è la mia striscia d’asfalto virtuale da percorrere con tutto quello che la strada mi proporrà, curva dopo curva.

FB Like Box

MAIN SPONSOR

Font Resize
Contrast