Castel Guelfo

Cronaca 10 Giugno 2019

Castel Guelfo, tra le priorità del nuovo sindaco Claudio Franceschi il piano di rilancio del centro storico

Grazie al risultato elettorale che ha riconfermato il centrosinistra alla guida del Comune e «promosso» a primo cittadino il vicesindaco uscente Claudio Franceschi, il progetto per il centro storico presentato pubblicamente a marzo, su cui la precedente Giunta aveva lavorato per un anno intero, vedrà ora un’accelerazione. «Il centro del paese è uno dei capisaldi di tutte le strategie di presente e futuro – spiega il sindaco -. Per questo in capo al nuovo assessore Gianluigi Tozzoli ho accorpato le deleghe a Cultura, Commercio e Turismo, oltre che allo Sport, perché si tratta di tematiche strettamente connesse fra loro, nonché interdipendenti per quanto riguarda il nostro piano strategico sul centro storico».

Lo strumento chiave del piano strategico per valorizzare due edifici di pregio, ma abbandonati a loro stessi, all’interno delle mura guelfesi è concessione di valorizzazione. Gli edifici in questione sono il palazzo Zacchiroli, nell’omonima via, e le ex cantine Fabbri, che si trovano sotto al palazzo Malvezzi-Hercolani sede del municipio (in via Gramsci 10). La concessione di valorizzazione è uno strumento che consente di dare in concessione a privati immobili di proprietà dello Stato o degli enti locali a fronte di un canone a lungo termine (fino a 50 anni) concordato sulla base della ristrutturazione dell’immobile secondo un progetto approvato in fase di bando. Per capirci, si tratta dello stesso strumento utilizzato dall’Agenzia del demanio per il recupero di fari, torri ed edifici costieri abbandonati.

Entrambi gli edifici guelfesi interessanti al progetto, palazzo Zacchiroli e le ex cantine Fabbri, sono vincolati (ma non protetti) dalla Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio: palazzo Zacchiroli con destinazione d’uso residenziale; le ex cantine invece spaziano dall’uso commerciale a quello artigianale, alla ristorazione.

Un destino diverso è invece quello che attende l’ex oratorio del Santissimo Sacramento, o chiesa della Compagnia, gravemente danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ne restano in piedi solo le mura esterne, appoggiate agli altri edifici del centro storico, mentre il tetto è ormai del tutto inesistente. Trattandosi di un bene culturale protetto dalla Soprintendenza, l’ex chiesa non può rientrare nel percorso della concessione di valorizzazione perché necessita di un minuzioso restauro scientifico. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Nelle foto a sinistra le ex cantine Fabbri, a destra l”ex chiesa del Santissimo Sacramento

Castel Guelfo, tra le priorità del nuovo sindaco Claudio Franceschi il piano di rilancio del centro storico
Cronaca 29 Maggio 2019

Castel Guelfo, il saluto dell'ex sindaco Cristina Carpeggiani ai concittadini e il racconto della malattia che sta affrontando

«A pochi giorni dalle elezioni, desidero salutare tutti i cittadini che mi hanno dato il privilegio di essere il loro sindaco, e di essere al loro servizio per dieci anni. Dal 2009 ad oggi abbiamo attraversato assieme un lungo periodo in cui le risorse a nostra disposizione sono via via diminuite e garantire tutti i servizi è stata una sfida continua. Dare assistenza e la giusta attenzione alle persone, rispondere ai problemi e, a volte con mio grande rammarico, poter dedicare loro solo l’ascolto, perché non sempre la soluzione c’è, è stato per me fonte di grande crescita personale».

Cristina Carpeggiani ha cominciato così il breve scritto che indirizzato alla vigilia delle elezioni ai suoi concittadini per accomiatarsi dal suo ruolo di sindaca di Castel Guelfo. Era al secondo mandato e, come altri «colleghi» nel circondario, non poteva essere rieletta. Arrivata in paese a metà degli anni ’90 con marito e una figlia piccola, Carpeggiani ha rappresentato una delle tante nuove famiglie insediatesi nel paesino. Prima di vestire la fascia tricolore, per quattro anni è stata assessore alla Cultura nella Giunta Landi, forte del diploma di Liceo artistico, dell’Accademia di Belle arti e un lavoro come arredatrice di interni. In precedenza c’era stato l’avvicinamento alla politica come candidata del centro sinistra nella lista Insieme per Castel Guelfo a sostegno, per l’appunto, di Dino Landi.

Oggi è tempo di bilanci alla fine di una lunga avventura, dopo che nei mesi scorsi ha dovuto rallentare l’attività a causa della malattia. Una vicenda personale sulla quale ha deciso di non nascondersi. «Sto combattendo contro un tumore, una battaglia che mi ha fatto essere molto assente negli ultimi mesi e mi porta via tempo, ma che voglio vincere – esordisce decisa -. Ne voglio parlare perché credo sia importante per tutti coloro che in questo momento stanno lottando contro qualunque malattia. Uno dei rischi maggiori è l’isolamento, magari si pensa che chi sta male non voglia essere disturbato o preferisca star solo, ma non è così. La persona malata deve sentirsi vicina agli amici, ai famigliari, deve uscire di casa per quanto possibile anche se non è facile. Condividere il percorso con gli altri, con la comunità, ti dà la forza per lottare. E da Castel Guelfo ho ricevuto tanto affetto man mano che si veniva a sapere della mia situazione».

Carpeggiani è seguita da uno specialista, primario a Padova. «Non che non apprezzi la sanità dell’Emilia Romagna, ma ho preferito seguire il chirurgo che già conosce bene il mio caso perché mi ha operato ventiquattro anni fa quando era a Bologna. Il tumore è ritornato. Ma dopo si riparte, sempre. Io non mi sono fermata, lo si vede da tutto quello che ho fatto in questi ventiquattro anni». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 maggio 

Nella foto Cristina Carpeggiani in occasione del taglio del nastro della scuola materna “Mamma Felicia” nel 2017

Castel Guelfo, il saluto dell'ex sindaco Cristina Carpeggiani ai concittadini e il racconto della malattia che sta affrontando
Sport 3 Maggio 2019

Basket C Gold, gara-3 si colora di gialloblù e Castel Guelfo centra la salvezza

Missione compiuta per Castel Guelfo che in gara-3, battendo 88-79 Montecchio in casa, ha così centrato la salvezza. 

Ospiti più smaglianti in avvio, ma la squadra di coach Serio è in serata e rimane aggrappata al match. Musolesi e Saccà sono immarcabili, così i gialloblù ricuciono lo strappa e chiudono avanti all”intervallo lungo. E”, però, nel terzo parziale che Castel Guelfo piazza il break decisivo, Montecchio prova a resistere e a rientrare negli ultimi dieci minuti, ma senza riuscirci. Il palaMarchetti può così esplodere di gioia: anche il prossimo anno Castel Guelfo giocherà in C Gold.  

Tabellino

Prosic-Montecchio 88-79 (19-23, 39-34, 66-55)

Castel Guelfo: Musolesi 33, Saccà 17, Pieri 3, F. Govi 6, Grillini 7, Bergami 6, Lugli 7, Santini 5, Bonazzi, Baccarini 4. All. Serio.

Montecchio: Bertolini 10, Vecchi 12, Vanni 9, Negri 8, Astolfi 25, Seclì 2, Borghi ne, Guidi 4, Riccò 6, Gruosso 3. All. Martinelli.

Nella foto: time-out gialloblù

Basket C Gold, gara-3 si colora di gialloblù e Castel Guelfo centra la salvezza
Sport 30 Aprile 2019

Basket C Gold, Castel Guelfo espugna Montecchio e porta la serie play-out alla «bella»

Castel Guelfo doveva solo vincere per mandare la serie a gara-3 e l”ha fatto superando 75-70 Montecchio in trasferta. 

I padroni di casa hanno comandato le operazioni per ben più di 30 minuti, arrivando all”ultimo riposo avanti di 11 lunghezze. La squadra di Serio, però, ha avuto il merito di non mollare fino alla fine, con un quarto parziale da favola, trascinata in attacco da Saccà e Flippo Govi. Decisiva nel finale la freddezza ai liberi di Musolesi.

Come detto, quindi, ci vorrà la «bella» per decidere chi si salverà oppure dovrà affrontare una tra Bertinoro e San Lazzaro. Appuntamento venerdì 3 maggio (ore 21) al palaMarchetti di Castel Guelfo.

Tabellino

Montecchio-Prosic 70-75 (14-12, 41-34, 59-48)

Montecchio: Bertolini 18, Vecchi 8, Vanni 11, Negri 14, Astolfi 8, Seclì 5, Borghi ne, Guidi 1, Riccò 3, Gruosso 2. All. Martinelli.

Castel Guelfo: Musolesi 9, Saccà 21, Pieri, F. Govi 18, Grillini 7, Bergami 9, Lugli 9, Santini 2, Bonazzi, Bastoni ne, Baccarini. All. Serio.

Nella foto: coach Serio

Basket C Gold, Castel Guelfo espugna Montecchio e porta la serie play-out alla «bella»
Sport 26 Aprile 2019

Basket C Gold, play-out subito in salita per Castel Guelfo

Parte decisamente male l”avventura di Castel Guelfo nei play-out. Al palaMarchetti, infatti, la squadra di Serio esce sconfitta 73-59 in gara-1 e ora ha l”obbligo di vincere la prossima sfida (in programma martedì 30 aprile in trasferta, ore 21) per portare la serie alla «bella».

Gialloblù che tengono in equilibrio il match nel primo quarto, ma già nel secondo parziale lasciano campo libero agli ospiti che ne approfittano. Astolfi fa il bello ed il cattivo tempo, mentre Castel Guelfo fatica e non poco per trovare la via del canestro (solo 22 punti nei due quarti centrali). L”ultimo quarto non sposta l”ago della bilancia di un match che regala così a Montecchio un successo (il quarto compreso la stagione regolare) che avvicina incredibilmente i reggiani alla salvezza. (d.b.)

Tabellino

Prosic-Montecchio 59-73 (23-23, 36-47, 45-60)

Castel Guelfo: Bergami 12, Saccà 5, Pieri 6, F. Govi 11, Bastoni, Lugli 7, Musolesi 11, Santini, Bonazzi, Grillini 5, Baccarini 2. All. Serio. 

Montecchio: Bertolini 11, Vecchi 6, Vanni 11, Astolfi 20, Negri 4, Seclì 9, Borghi, Pasini ne, Guidi 2, Riccò 2, Gruosso 8. All. Martinelli.

Nella foto: Musolesi

Basket C Gold, play-out subito in salita per Castel Guelfo
Cronaca 24 Aprile 2019

Elezioni, a Castel Guelfo Lega e centro divisi al voto mentre il centrosinistra punta su Franceschi

A Castel Guelfo si prepara una sfida a tre per la fascia di sindaco il 26 maggio tra il centrosinistra e un centrodestra sostanzialmente diviso. Assente il Movimento 5 stelle, che cinque anni fa riuscì a raccogliere i voti per un consigliere comunale. Ma la notizia più eclatante è  che da un lato la Lega ha «catapultato» come candidato l’imolese Gianni Tonelli, attualmente deputato del Carroccio, con l’appoggio di Fratelli d’Italia e il sostegno di FI (senza candidati in lista o simbolo), mentre l’area moderata di centro guelfese, dopo alcune settimane di tira e molla, si è compattata dietro Francesco Dalto. Se questa mancanza di unità sempli?cherà la vita al candidato del centrosinistra, Claudio Franceschi, attuale vicesindaco, lo si scoprirà dopo lo spoglio delle schede. Sicuramente l’ha complicata agli altri due, perché in un comune come Castel Guelfo, con meno di 15 mila abitanti, tutto si decide al primo turno. 

Tonelli, che di mestiere fa il poliziotto, è stato nominato segretario della Commissione parlamentare di inchiesta su mafie e associazioni criminali, inoltre è tuttora segretario nazionale aggiunto del Sap, il sindacato autonomo di polizia. Se vincerà non intende lasciare l’incarico in Parlamento per fare il sindaco dei guelfesi: «Non è incompatibile». Dalto, invece, 48 anni, geometra libero professionista, sposato, due figlie, da dieci anni è impegnato all’opposizione della maggioranza di centrosinistra che ha sostenuto le due Giunte Carpeggiani. Cinque anni fa a capo di La tua Castel Guelfo, in precedenza con il candidato sindaco Danilo Coronelli, il sostegno di Forza Italia e Udc. «Capisco che il voto sarà frammentato, pazienza, vincerà chi ha un voto in più. Io mi occupo di contenuti». Il centrosinistra, invece, si presenta compatto con Franceschi, 59 anni. In verità la sua lista è Insieme per Castel Guelfo, civica, quindi niente simboli di partito ma uno slogan che l’accompagna, «costruiamo insieme il futuro». L’obiettivo è riunire un’area allargata senza rinnegare il Partito democratico. «Sono iscritto – ricorda Franceschi – ma non ci interessano le tessere di partito. Ci rivolgiamo a coloro che si ispirano ai nostri valori in particolare sul sociale. In un paese vengono prima di tutto i bisogni della persona, scuola, anziani, ragazzi, e le politiche servono per sviluppare i servizi» ha dichiarato al momento della presentazione ufficiale. (l.a.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile. 

Nella foto: da sinistra Francesco Dalto, Claudio Franceschi e Gianni Tonelli.

Elezioni, a Castel Guelfo Lega e centro divisi al voto mentre il centrosinistra punta su Franceschi
Cronaca 9 Aprile 2019

Furto al «The Style Outlets» di Castel Guelfo, in manette quattro persone

Quattro uomini, di età compresa tra i 22 e i 47 anni, sono stati arrestati dai carabinieri dopo essere stati sorpresi domenica scorsa a rubare all’interno dei negozi del centro commerciale «The Style Outlets» di Castel Guelfo.

I ladri, residenti a Milano, Bologna, Firenze e Pescara, dovranno così rispondere di furto aggravato in concorso. I militari hanno inoltre recuperato la refurtiva, composta da capi di abbigliamento per un valore totale di circa 2.000 euro, che è stata restituita al legittimo proprietario. (d.b.)

Nella foto: i carabinieri al «The Style Outlets» di Castel Guelfo

Furto al «The Style Outlets» di Castel Guelfo, in manette quattro persone
Sport 5 Aprile 2019

Basket C Gold, Castel Guelfo perde ancora in casa e ora dovrà passare dai play-out

Castel Guelfo si congeda dal proprio pubblico, almeno per quanta riguarda la regula season, perdendo 86-73 contro Ferrara. Con questa sconfitta i gialloblù sono anche certi di dover prendere parte ai play-out.

Ferrara piazza subito un parziale shock di 11-0 che taglia le gambe ai ragazzi di coach Serio. Nel primo quarto, infatti, pare esserci solo una squadra in campo e non è quella di casa. Nel secondo quarto Grillini e compagni danno qualche segnale di risveglio, sia in difesa che in attacco, e almeno in parte accorciano il divario. Dopo l”intervallo lungo, però, Ferrara torna a farla da padrone e concede solo 9 punti ai padroni di casa. Con un vantaggio considerevole gli estensi controllano l”ultimo parziale che vede Castel Guelfo non mollare fino alla fine, ma ormai la vittoria è in ghiaccio per Ferrara.

Nel prossimo turno, in programma domenica 14 (ore 18), i gialloblù sfideranno in trasferta, nell”ultima partita di regular season, Bologna Basket. (d.b.)

Tabellino

Prosic-Ferrara 73-86 (15-38, 41-53, 50-71)

Castel Guelfo: Bergami 2, Sacca” 16, Santini 12, Pieri, F. Govi 8, Avoni ne, Lugli 10, Bonazzi, Bastoni 8, Grillini 17, Baccarini. All. Serio.

Ferrara: Davico 25, Mandic 2, Favali 11, Farioli 16, M. Ghirelli 7,  Petronio 10, Cattani 4, Natali, Caselli, Vigna, Magni 11, M. Ghirelli ne. All. Furlani. 

Nella foto: time-out guelfese

Basket C Gold, Castel Guelfo perde ancora in casa e ora dovrà passare dai play-out
Sport 31 Marzo 2019

Basket C Gold, la crisi senza fine di Castel Guelfo non si interrompe nemmeno a San Lazzaro

Altra sconfitta per Castel Guelfo che cade 78-72 in casa di San Lazzaro, formazione già certa di disputare i play-out.

Con questo ko si complica ulteriormente la corsa ai play-off per i guelfesi che ora dovranno vincere le ultime due gare stagionali e sperare in alcuni risultati favorevoli dagli altri campi. A San Lazzaro, però, dopo un primo tempo sottotono, la squadra di coach Serio, trascinata da Govi, cerca di rientrare in partita ma senza fortuna. 

Nel prossimo turno, in programma venerdì 5 (ore 21), i gialloblù sfideranno al palaMarchetti Ferrara. (d.b.)

Tabellino

San Lazzaro-Prosic 78-72 (27-22, 47-34, 62-56)

San Lazzaro: Lolli 5, Riguzzi 19, Degli Esposti Castori 3, Fabbri 5, Governatori 18, Perini, Naldi, Rosa, Cempini 2, Tedeschini 17, De Pascale 9. All. Bettazzi.

Castel Guelfo: Bastoni 8, Baccarini ne, Grillini 5, Avoni ne, Bergami 13, Lugli 3, Musolesi 12, Sacca” 4, Santini 6, Pieri, Govi 21, Bonazzi. All. Serio.

Nella foto: coach Serio

Basket C Gold, la crisi senza fine di Castel Guelfo non si interrompe nemmeno a San Lazzaro
Cronaca 31 Marzo 2019

Maria Mirandola, nota a Castel Guelfo come la maestra Ceccarini, racconta come riuscì a prendere il diploma magistrale

L’anno scorso, oltre a celebrarsi il centenario dalla fine della Prima guerra mondiale, Maria Mirandola compiva cento anni, festeggiata dalla famiglia e dal sindaco di Solarolo, dove ora risiede. Ma il 12 settembre 1918 Maria Mirandola è nata a Castel Guelfo, «e lì tornerò, nella bara», afferma decisa e divertita riguardo la propria fine. Ma torniamo all’inizio della storia. «Una volta si nasceva fra le mura domestiche – racconta -. Mia madre si era spostata da Castel Guelfo alla Fantuzza a casa di sua mamma per partorire me. Erano altri tempi, c’erano le levatrici comunali per assistere le partorienti insieme alle figure femminili della famiglia».

Il ritornello «erano altri tempi» ricorre di frequente chiacchierando con Maria, e in effetti così è, il mondo è cambiato davvero tanto negli ultimi cento anni. Cambiamenti talvolta repentini, ma più spesso graduali che quasi non ce ne si accorgeva. Così, senza saperlo, Maria ha fatto parte del cambiamento che ha portato al presente come oggi lo conosciamo, fatto di diritti oltre che di doveri. Ma per Maria non tutto era ovvio come per noi oggi. Innanzitutto non è stato banale realizzare il sogno di diventare maestra elementare, un desiderio maturato fin dai primi anni di scuola anche grazie alla propria maestra di allora, «Alice Ansaloni – ricorda benissimo – che portava sempre i capelli raccolti in un cucài (lo chignon, in dialetto) e una giacca colorata fatta di tanti quadrati ricamati a mano».

Uno spettacolo di colori cui la foto in bianco e nero non rende giustizia ma che brilla ancora negli occhi di Maria, che è diventata maestra soprattutto grazie alla propria tenacia. «Se non avessi fatto la maestra non avrei saputo cos’altro fare – ammette la maestra Ceccarini, come ancora la ricordano in molti a Castel Guelfo, dal cognome del marito e maresciallo del paese -. Terminata la quinta elementare ho avuto in dono dei campi da coltivare. La mia era una famiglia di contadini, lavoravamo anche la terra di proprietà dei signori Ruffo Bacci di Bologna e un pezzo di terreno è stato un bel dono. Io però volevo studiare. Ne ho parlato con mio padre, ma siccome eravamo tanti in famiglia, ben 11 fra cui 4 fratelli e 3 sorelle fra maggiori e minori, era impossibile. Mi diceva: come facciamo se anche gli altri vogliono studiare? A 16 anni ho anche scritto a Mussolini, pur di continuare gli studi. Imbucavo le lettere con la mia richiesta di un sostegno economico per il percorso scolastico alla posta di Castel Guelfo, ma non ricevevo mai risposta… Poi – dalla determinazione, l’intuizione – ho imbucato l’ennesima lettera a Bologna e poco tempo dopo sono stata convocata in Comune per la risposta! Subito sono stata rimproverata per il disturbo arrecato a Mussolini, che aveva ben altre cose a cui pensare, mi disse una segretaria comunale austera. Ma insieme alla lettera c’erano 200 lire che ho utilizzato per comprare libri e dizionari. Quello è stato l’unico aiuto. Così ho lavorato la terra fino ai 18 anni, però sempre convinta a riprendere gli studi e diventare insegnante».

Nonostante fossero «altri tempi», Maria non si arrese. «A 18 anni (diversamente da oggi Maria non era ancora maggiorenne perché fino al 1975 la maggiore età si raggiungeva a 21 anni) ero brava nei campi: zappavo, sarchiavo, eccetera, ma non faceva per me. «La Maria dovete farla studiare se non volete vederla morire», diceva un garzone a mio padre. Così il babbo ha radunato la famiglia e ha chiesto a tutti un parere sulla possibilità di rimandarmi a scuola. «E finalmente sono tornata sui banchi, io già grande insieme a tanti più giovani di me», racconta felice oggi come ieri Maria, che forse anche grazie alla soddisfazione per la carriera tanto desiderata è arrivata a superare il traguardo non da poco dei 100 anni.

«A scuola allora non si portava il grembiule – continua a ricordare -. Quando ero piccola io c’era una bella miseria. Spesso la cena era a base di fagioli sconditi, che noi bambini mangiavamo seduti in riga sulla panca in cucina prima che tornassero i grandi dai campi, affamati e stanchi. Papà Ernesto ci aveva insegnato a mettere in ordine i vestiti per l’indomani sul comodino o sulla sedia vicino al letto, in caso arrivasse la bèssa bura, cioè un temporale con tromba d’aria in grado di scoperchiare il tetto di casa».

Il percorso di studi di Maria è dunque proseguito presso l’istituto delle suore Visitandine di Castel San Pietro e poi all’istituto magistrale di Imola. Per frequentare la scuola viveva da una sorella sposata, dal lunedì al venerdì, per poi tornare a casa solo il fine settimana in bicicletta. «Mi piaceva studiare l’italiano e le materie letterarie più che quelle scientifiche, ma bisognava studiare tutto». E infatti la maestra Mirandola ha insegnato tutto, nella sua carriera, perché allora gli insegnanti seguivano le proprie classi in tutte le materie scolastiche. Di solito, i primi due anni delle elementari erano destinati alle maestre, agli insegnanti maschi, invece, venivano assegnate le classi dalla terza alla quinta. «Le maestre erano come delle mamme, insegnavano anche ad allacciarsi le scarpe perché certi bambini le mettevano solo per andare a scuola – spiega-. Allora il lavoro della maestra lo si imparava per lo più sul campo, non esistevano i tirocini come oggi». (mi.mo.)

La storia completa della maestra Maria Mirandola è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto, a sinistra un”immagine giovanile di Maria Mirandola, a destra la signora Mirandola come è ora insieme al presidente dell”Arci Castel Guelfo Ruggero Morini

Maria Mirandola, nota a Castel Guelfo come la maestra Ceccarini, racconta come riuscì a prendere il diploma magistrale

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