Castel San Pietro Terme

Economia 18 Dicembre 2018

Dall'accordo tra Bio-on ed Hera nasce Lux-on che produrrà a Castel San Pietro bioplastica dall'anidride carbonica

Produrrà bioplastica dall”anidride carbonica catturata dall’atmosfera. Lux-On è la nuova società fondata da Bio-on, leader nel settore della bioplastica di alta qualità e dal Gruppo Hera. I laboratori e il primo impianto della newco, partecipata al 90 per cento da Bio-on e al 10 per cento da Hera, con la possibilità per quest’ultima di salire fino al 49,9 per cento delle quote, saranno costruiti entro il 2019 a Castel San Pietro Terme, vicino allo stabilimento industriale di Bio-on Plants.

Lux-on si avvarrà della nuova tecnologia sviluppata da Bio-on in due anni di ricerca che prevede l”uso dell’anidride carbonica presente in atmosfera a costo zero come fonte di carbonio per produrre bioplastica, naturale e biodegradabile al 100 per cento. Tale materia prima si affiancherà a quelle già usate da Bio-on per la produzione di bioplastica: melassi di barbabietola e canna da zucchero, scarti di frutta e patate, carboidrati, glicerolo e olio di frittura esausto. Tra l’altro l’uso della CO2 consentirà di ridurne la presenza in atmosfera, producendo in questo modo un beneficio per l”ambiente.

Tutto sarà interamente realizzato da tecnici Bio-on, in collaborazione con Hera. Un altro importante tassello del progetto è legato alle modalità di produzione dell”energia necessaria ad alimentare i processi, che si baserà solo sulla luce solare attraverso impianti fotovoltaici, mediante i quali non solo si alimenterà direttamente la produzione, ma si fornirà energia stoccabile (grazie alla tecnologia associata all”idrogeno) per l”alimentazione notturna. L”impianto infatti, che occuperà un”area di 1.500 metri quadri, di cui 600 coperti, sarà in funzione  24 ore al giorno sette giorni su settei.

L”accordo tra Bio-on ed Hera prevede inoltre una seconda linea di sviluppo per l”individuazione di sotto prodotti per la produzione di biopolimeri. In sostanza, si tratta della trasformazione della cellulosa di sfalci e potature in zuccheri semplici che, sottoposti a trattamento enzimatico, permettono di essere utilizzati in fermentazione. Tale processo è possibile grazie alla tecnologia di trattamento messa a punto da Hera, che sta valutandone l”applicazione anche per la produzione di biogas e biometano da sfalci e potature.

Da sottolineare che le bioplastiche di Bio-on vengono tutte da fonti vegetali rinnovabili, oltre che dalla CO2 e sono in grado di sostituire numerosi polimeri tradizionali ricavati dagli idrocarburi, con il vantaggio di essere ecosostenibili e biodegradabili al 100 per cento in modo naturale.

Nella foto il presidente di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano stringe la mano a Marco Astorri, presidente e Ceo di Bio-on Spa

Dall'accordo tra Bio-on ed Hera nasce Lux-on che produrrà a Castel San Pietro bioplastica dall'anidride carbonica
Cronaca 17 Dicembre 2018

A Castel San Pietro Terme l'imposta di soggiorno nel 2018 è un «tesoretto» che vale 200 mila euro

Dal 2015, anno dell’introduzione dell’imposta di soggiorno, i Comuni del circondario imolese che l’hanno adottata hanno a disposizione maggiori fondi da destinare al turismo stesso. Se per alcune Amministrazioni si tratta di numeri piccoli (i dati 2016 di Castel Guelfo, Casalfiumanese e Fontanelice non superavano i mille euro, Medicina lo scorso anno ne ha incassati poco più di 4 mila), per i territori più grandi arrivano a sei cifre: Castel San Pietro, ad esempio, ha una previsione di incasso per il 2018 superiore ai 200 mila euro, cifra non di poco conto soprattutto se paragonati ai 230 mila euro incassati invece da Imola, che dovrebbe poter contare su un maggior numero di strutture ricettive.

L’imposta è di carattere locale e viene applicata alle persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori classificati come località turistica o città d’arte. Tra circondario e dintorni l’hanno introdotta tutti, ad eccezione di Castel del Rio, il cui sindaco si è detto contrario fin dal primo giorno, e Mordano che, ad oggi, non rientra nell’elenco regionale dei territori ad economia prevalentemente turistica o città d’arte. Ozzano ha ottenuto l’iscrizione recentemente grazie alla presenza dell’antica città romana di Claterna e sta valutando l’introduzione dell’imposta.

Le tariffe erano state definite a suo tempo nel regolamento stilato insieme alle associazioni di categoria (indicativamente 2 euro a notte per gli hotel a 4 stelle, 1 euro e mezzo per i tre stelle e 1 euro per tutte le altre strutture) ma ogni Comune ha poi fatto qualche aggiustamento.

Come detto, una delle realtà che ha ottenuto grandi benefici dall’imposta è Castel San Pietro. Grazie allo sviluppo della cosiddetta Varignana valley, per la precisione del resort Palazzo di Varignana e strutture annesse, che negli anni hanno visto un notevole ampliamento, ma anche della riqualificazione e nuove camere presenti nell’Hotel Anusca nel capoluogo, in viale Terme, per citare due esempi. L’assessore al Turismo Tomas Cenni conferma che «gli introiti dell’imposta di soggiorno superano i 200 mila euro». Una somma di tutto rispetto, considerato che il turismo castellano, come conferma lo stesso Cenni, «è per lo più di tipo business e, come da regolamento, prevediamo un’imposta ridotta di soli 50 centesimi a notte, indipendentemente dalla struttura, per i soggiorni legati a questa tipologia di clienti».

L’Amministrazione ha già destinato i proventi 2018 al potenziamento degli eventi turistici, con contributi alla Pro Loco (oltre 60 mila euro), agli eventi sportivi con valenza turistica (di qui il sostegno, fra gli altri, al golf e alle associazioni di podismo, ciclismo e tennis e al Club Carrera per complessivi 30 mila euro circa), alla società turistica If per la promozione (27 mila euro), oltre che per spese per gli eventi patrocinati o pubblicitarie. (mi.mo.)

Nella foto una veduta di Castel San Pietro Terme tratta dal sito del Comune

A Castel San Pietro Terme l'imposta di soggiorno nel 2018 è un «tesoretto» che vale 200 mila euro
Cronaca 17 Dicembre 2018

Dossi rallentatori, nuova ciclabile e resta il doppio senso di marcia: come cambia via Colombarina

Velocità massima 30 chilometri orari, un nuovo tratto di pista ciclopedonale e dossi rallentatori, «salvando» il doppio senso di marcia su via Colombarina. Queste le soluzioni finali al termine del percorso partecipato nato dalle segnalazioni dei residenti delle vie Colombarina e Grandi in merito all’eccessiva velocità delle auto e alle condizioni di pericolo per pedoni e ciclisti.

Un tratto di ciclabile è previsto infatti anche per via Grandi. Le strade in questione sono residenziali ma strategiche per chi vuole evitare il traffico, notevole soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio, in corrispondenza del semaforo tra le vie Scania e Marconi (dove la Giunta Tinti vorrebbe realizzare una rotatoria). A prendere in mano la questione due anni fa erano stati i consiglieri comunali di maggioranza Eugenio Pruni (Pd) e Silvia Serotti (Sinistra in comune), presentando un’interpellanza, in risposta alla quale la Giunta aveva preso l’impegno di agire entro la fine del mandato (che scade la prossima primavera).

Nello stesso periodo, tra l’altro, era giunta al sindaco Fausto Tinti anche una analoga raccolta firme firmata dai residenti che sollevavano il problema della sicurezza. A quel punto sono iniziati gli incontri. «Insieme all’assessore alla Mobilità Tomas Cenni – racconta Pruni – abbiamo cercato di renderci conto in prima persona delle problematiche lamentate. Ci abbiamo messo due anni – ammette – ma oggi possiamo dire di avere raggiunto l’obiettivo».

Pruni, che è presidente della Commissione lavori pubblici, ha portato il tema anche in due commissioni. La soluzione scelta prevede due nuovi tratti di ciclopedonale che unisca idealmente quella già esistente su via Scania fino a via Roma, all’altezza della Coop. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Dossi rallentatori, nuova ciclabile e resta il doppio senso di marcia: come cambia via Colombarina
Cultura e Spettacoli 16 Dicembre 2018

Ayrton Senna è «Simply the best», a Castello mostra con foto inedite di Angelo Orsi e Mirco Lazzari

«Simply the best», non solo come la canzone di Tina Turner ma anche, e soprattutto, come il pilota di Formula 1 che è stato: semplicemente il migliore. All’alba dei 25 anni dalla tragica scomparsa, triste anniversario che si celebrerà il primo maggio del prossimo anno, Castel San Pietro ricorda Senna non solo come il grande pilota che è stato ma anche, e soprattutto, come la persona timida e riservata, dolce e tenace che è stato Ayrton. A lui, infatti, è dedicata la mostra in programma all’interno del Natale castellano. Come detto, l’esposizione racconta la persona e il personaggio Ayrton Senna. Le immagini che lo ritraggono, una settantina quelle esposte alla saletta di arte contemporanea di via Matteotti 79, sono per lo più del fotografo bolognese Angelo Orsi, oggi in pensione dopo una lunga carriera per Autosprint come inviato per centinaia di gran premi di Formula 1 e, per qualche tempo, al seguito diretto dello stesso Senna, con il quale aveva potuto instaurare un «vero e proprio rapporto di amicizia», racconta.

Per Orsi si tratta della prima mostra con le fotografie dell’amico e pilota dopo la tragedia che lo ha strappato alla vita, ad Imola nel 1994. Alcuni scatti sono invece firmati da Mirco Lazzari, fotografo castellano della MotoGp e curatore di mostra e catalogo di «Simply the best». «Gli ultimi anni di Ayrton sono stati i miei primi come fotografo professionale – racconta Lazzari -. Il mio mentore era Angelo Orsi e grazie a lui ho imparato tanto, ho potuto trasformare una passione in un vero lavoro. Sempre per merito suo ho conosciuto Ayrton, lui e Angelo si frequentavano spesso nel tempo libero del pilota durante le lunghe settimane di test a Imola, per questo Ayrton frequentava ed amava la zona compresa fra Bologna, Castello, Dozza e Imola stessa. Questa mostra lo vuole ricordare così, semplicemente, nonostante fosse il migliore. Dietro a questa mostra ci sono tante ore di lavoro lungo gli ultimi sei mesi. Innanzitutto perché siamo partiti da fotografie analogiche, che abbiamo scelto fra oltre 300 scatti miei e di Orsi che immortalavano Ayrton nel suo tempo libero negli autodromi e fuori, durante i test e il lavoro ai box, prima o dopo le gare, insomma in ogni momento possibile. Poi c’è stato il lungo lavoro di scannerizzazione, della delicata scelta della carta per la migliore resa dei colori, infine della stampa. Ma il risultato, secondo me, è davvero emozionante».

Un motivo in più per visitare la mostra è perché si tratta, come detto, della prima personale del fotografo Orsi su Senna. Moltissime sue immagini sono state pubblicate su Autosprint, compresi gli scatti della sospensione rotta che hanno poi portato al processo. Ma per via del grande affetto, poi trasformatosi in un interminabile lutto, Orsi non ha mai voluto esporre nessuna delle tantissime immagini dell’amicopilota. «Se si è deciso, stavolta, è merito della nostra amicizia – ammette Lazzari -. Mi aveva promesso che prima o poi avremmo esposto le sue foto di Ayrton in occasione della mostra che ho organizzato sempre a Castello due anni fa, alle Cantine Bollini. Dopo quasi 25 anni dalla scomparsa di Senna quel momento è arrivato e l’emozione, per tutti quelli che ci hanno lavorato, è davvero tanta. Speriamo di trasmettere la stessa emozione anche ai visitatori».  La mostra, patrocinata dall’Amministrazione comunale castellana insieme a Città Metropolitana di Bologna e Regione Emilia Romagna, inaugura, oggi, domenica 16 dicembre alle 16.30 alla presenza dei fotografi. Resterà poi aperta tutti i giorni fino al 31 gennaio (ad eccezione del 24 dicembre e del 1º gennaio) dalle 16.30 alle 19, sempre ad ingresso libero. (mi.mo.)

Nella foto: a sinistra, Mirco Lazzari e Angelo Orsi al lavoro nella scelta delle immagini per la mostra. A destra, un”immagine di Ayrton Senna (scatto di Angelo Orsi) scelta per il manifesto della mostra

Ayrton Senna è «Simply the best», a Castello mostra con foto inedite di Angelo Orsi e Mirco Lazzari
Cultura e Spettacoli 15 Dicembre 2018

L'officina di Babbo Natale apre le porte nell'ex asilo di Osteria Grande

L’officina di Babbo Natale si trova a Osteria Grande. Non si tratta della vera ed unica officina di Santa Claus, che come tutti sanno ha sede al polo nord, ma è a dir poco del tutto simile a quella delle fiabe e dei racconti natalizi. A realizzarla, nell’ex asilo di Osteria Grande in via Emilia ponente 6351 (oggi abitazione privata), è stato un gruppo di mamme con una grande passione per il Natale, la festa delle feste per le famiglie. «Tutto è iniziato per caso – raccontano -. Anno dopo anno i nostri addobbi natalizi diventavano sempre più scenografici, fino a diventare una vera e propria officina di Babbo Natale. La nostra officina ha colpito al cuore alcune maestre della scuola materna della frazione, che ci hanno chiesto il permesso di portare in visita i loro piccoli alunni. Per noi è stata una gioia inaspettata ed immensa – continuano -. Così abbiamo deciso di aprire le porte a tutti».

L’open day del laboratorio di Babbo Natale è dunque in programma sabato 15 dicembre dalle 17.30 alle 19. La realizzazione e l’animazione, con Babbo Natale e i suoi folletti, è a cura di Danila, Roberta, Benedetta, Stefano, Antonella, Matilda, Matteo, Veronica, Beatrice e Michael. Il laboratorio di Babbo Natale di Osteria Grande è a metà fra un museo dei giocattoli e un’officina vera e propria con tanto di strumenti, l’officina dove Santa Claus, secondo la tradizione, realizza con l’aiuto dei suoi folletti i giochi che poi consegna ai bambini durante la notte di Natale per esaudire i desideri espressi nelle loro letterine. Per l’occasione dell’open day è stata installata, fuori dall’officina, anche una cassetta delle lettere per Babbo Natale, che aprirà durante la giornata di visita. Possono partecipare all’evento tutti i bambini «da zero a novantadue anni», recita l’invito. «Lavorare insieme per realizzare un nostro desiderio e poi condividere il risultato e fare felici tante altre persone è qualcosa di magico e speciale», dicono gli organizzatori, in pieno spirito natalizio. (mi.mo.)

Nella foto: l”officina di Babbo Natale ad Osteria Grande

L'officina di Babbo Natale apre le porte nell'ex asilo di Osteria Grande
Cronaca 13 Dicembre 2018

La Farmacia del Borgo di Castel San Pietro ha traslocato sulla via Emilia e farà orario continuato 8-20 dal lunedì al sabato

Trasloco sulla via Emilia per la Farmacia del Borgo, uno spazio con parcheggio e nuovi servizi come l’orario continuato dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta sabato 8 dicembre alla presenza del sindaco Fausto Tinti e del comico Paolo Cevoli, noto assessore alle varie ed eventuali, nonché amico del titolare, il farmacista bolognese Massimiliano Fracassi, che ha divertito i tanti presenti e ricevuto il camice da farmacista ad honorem.

«Siamo molto contenti che attraverso l’investimento e l’impegno dello staff della farmacia si completi e aumenti il servizio sanitario offerto alla nostra comunità – ha affermato Tinti -. C’era bisogno di un servizio con queste caratteristiche».

La Farmacia del Borgo è nata una decina di anni fa in via Mazzini, una sede assegnata con concorso e richiesta in base al numero di abitanti. Il trasferimento rientra sempre nell’area della pianta organica, ma la collocazione attuale è più ampia e comoda, nel tratto di statale che attraversa il paese, raggiungibile a piedi o in bici ma con un parcheggio dedicato per le auto dei clienti. ( l .a .)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto il taglio del nastro con Paolo Cevoli, Massimiilano Fracassi e il sindaco Fausto Tinti

La Farmacia del Borgo di Castel San Pietro ha traslocato sulla via Emilia e farà orario continuato 8-20 dal lunedì al sabato
Economia 12 Dicembre 2018

La vetreria Glastebo torna a crescere, commesse importanti anche all'estero

Nei mesi scorsi abbiamo raccontato la storia della vetreria Glastebo. Dopo il fallimento è andata all’asta per ben due volte ed è stata infine acquisita da una cordata italo-marocchina, costituita in parti uguali da Leali Vetri di Castiglione delle Stiviere e dalla Miroiterie du Grand Maghreb (Mgm) di Casablanca. Quando lo abbiamo incontrato nello stabilimento castellano in marzo, il nuovo direttore generale di Glastebo International, Tarik El Ouariti, si era posto l’obiettivo di rilanciare l’azienda di via Meucci. «In questo primo anno di gestione abbiamo ricominciato a crescere – ci aggiorna El Ouariti – e chiuderemo il 2018 con un fatturato di oltre 3 milioni e mezzo di euro, a fronte dei 3,2 milioni del 2017. Al momento stiamo cercando di costruire una rete con i nostri clienti e fornitori, perché senza una vera unione non è possibile dare il corretto valore ai nostri prodotti».

Nell’arco di quest’anno, Glastebo International ha riorganizzato i flussi di lavoro, introducendo un nuovo sistema per la tracciabilità degli ordini. Il prossimo passo sarà riuscire a prendere in carico gli ordini in tempo reale. «Siamo già in piena produzione – anticipa il general manager – e da gennaio aggiungeremo anche il turno notturno. Abbiamo commesse importanti anche all’estero, in particolare a Casablanca». Sono state inoltre avviate nuove collaborazioni con la multinazionale giapponese Kuraray, fornitrice dei plastici da laminazione, con l’industria vetraria torinese Cilvea e con la Logli Massimo di Prato, specializzata in balaustre, parapetti e pensiline, di recente acquisita dalla multinazionale Saint-Gobain. Inoltre, in progetto c’è l’acquisizione della stampa digitale e l’intenzione di introdurre la cosiddetta «tempera chimica», per l’indurimento di vetri supersottili e vetri destinati al mercato navale.

Nel frattempo l’assetto societario è cambiato. Socio di maggioranza è ora la Mgm al 49%, segue la Leali Vetri al 41%. Nella compagine è entrato l’attuale responsabile di produzione, Ivan Gianantoni, con una quota del 10%. «A livello societario abbiamo avuto qualche problema che ci ha un po’ rallentato – ammette Nour Eddine Bakoussi, titolare della Mgm – ma stiamo recuperando». Bakoussi gestisce a Casablanca l’impresa di famiglia specializzata nell’installazione vetri, fondata nel 1989 e con filiale a Marrakech. «Vengo da una famiglia di artigiani del vetro, mio nonno faceva già questo lavoro – ci spiega l’imprenditore, che a cadenza mensile fa tappa a Castel San Pietro -. La Mgm non si occupava di trasformazione. Per diversificare la mia attività sono venuto in Italia alla ricerca di materiale di qualità. Grazie all’ingegnere Tarik ho conosciuto Glastebo, in liquidazione. Vedere una impresa come questa a rischio smantellamento è stato per me come vedere estrarre un dente sano. Così abbiamo deciso di investire per salvarla, di presentarci al tribunale e di batterci con i concorrenti per aggiudicarcela. A Casablanca il prossimo anno partiranno i lavori per la realizzazione di due grandi torri. Lavoreremo per la nuova sede centrale della Banca popolare del Marocco, alta 26 piani, e per la nuova sede della Caisse de retraite (l’equivalente della nostra Inps, Ndr), alta 19 piani». (lo.mi).

L”articolo completo su «sabato sera» del 6 dicembre.

Nella foto: lo staff al completo di «Glastebo International»

La vetreria Glastebo torna a crescere, commesse importanti anche all'estero
Economia 11 Dicembre 2018

Il 12 dicembre a Castel San Pietro inaugura Cm-Fima, controllata Sacmi che fa macchine per incartare cioccolatini

Il gruppo imolese Sacmi ha scelto la zona industriale di Castel San Pietro per la sede della propria controllata Cm-Fima, azienda che a fine agosto si è trasferita in via Ca’ Bianca, a due passi dal casello dell’autostrada, lasciando Ozzano Emilia. Una nuova sede, opportunamente ristrutturata, che in prospettiva diventerà il perno delle strategie Sacmi per lo sviluppo del business dell’incarto del cioccolato e altri prodotti dell’industria dolciaria.

Qui infatti si producono i macchinari utilizzati per avvolgere cioccolatini, caramelle e gelatine dalle forme e misure più disparate, ma anche barrette e tavolette di cioccolato. La strategia Sacmi, infatti, prevede un ampio piano di investimenti in tecnologie e strutture; lo spostamento della sede a Castel San Pietro rappresenta un passaggio chiave in questo ambito e prende le mosse «dall’ampio know how che questo territorio esprime nell’ambito del packa-ging primario e delle tecnologie per l’incarto» motiva Giovanni Campolungo, amministratore delegato della nuova divisione Sacmi Packaging & Chocolate, di cui Cm-Fima fa parte.

Sacmi ha ampliato e riqualificato l’immobile, dalla superficie di oltre 8 mila metri quadrati, tra officina, area amministrativa e servizi; ad oggi ospita tutte le attività del brand Cm-Fima ed è stato dimensionato per consentire una ulteriore diversificazione e crescita del gruppo Sacmi in questo settore. «L’investimento realizzato a Castel San Pietro – prosegue Campolungo – non deve essere inquadrato come un punto d’arrivo, bensì come il primo passo di una strategia che vedrà ancora più importanti investimenti in tecnologie e competenze. Si tratta allo stesso tempo di un forte segnale di appartenenza al gruppo Sacmi, che è oggi azionista unico di rife-rimento per il business Packaging & Chocolate».

Ritenuta strategica dal punto di vista logistico, l’ubicazione a Castel San Pietro consolida anche «un virtuoso rapporto con l’amministrazione locale – aggiunge il presidente di Sacmi Imola, Paolo Mongardi – che si è dimostrata particolarmente sensibile all’opportunità che questa nuova sede Sacmi può rappresentare per l’economia del territorio».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto la nuova sede di Cm-Fima in via Ca” Bianca a Castel San Pietro Terme

Il 12 dicembre a Castel San Pietro inaugura Cm-Fima, controllata Sacmi che fa macchine per incartare cioccolatini
Cronaca 7 Dicembre 2018

Due bus al prezzo di uno per gli studenti delle frazioni castellane grazie alla sperimentazione decisa dal Comune

Due bus al prezzo di uno per i ragazzi delle frazioni più lontane. Grazie ad una sperimentazione votata dalla Giunta comunale castellana, quest’anno gli studenti che abitano nelle piccole frazioni e frequentano le scuole superiori fuori dal territorio comunale potranno usufruire degli autobus scolastici gialli che trasportano i più piccoli fino agli istituti del capoluogo senza alcun costo aggiuntivo. L’importante è che abbiano acquistato un abbonamento Tper.

La novità nasce dalla petizione con la quale alcune famiglie residenti a Molino Nuovo, la frazione collinare lungo la via Viara, hanno chiesto al Comune di risolvere l’annoso problema delle mancate coincidenze tra i mezzi di trasporto pubblici su gomma che collegano Castel San Pietro con le altre città dove sono presenti degli istituti superiori, come Imola, e quelli che da Castello si dirigono poi verso le frazioni. Alcuni studenti erano obbligati ad attendere ore prima di poter tornare a casa dopo la mattinata a scuola.

La sperimentazione proseguirà con questa modalità, in sostanza gratuitamente, per l’intero anno scolastico 2018-19, al termine del quale, precisa l”assessore alla Mobilità, Tomas Cenni, «la nuova Giunta dovrà fare un bilancio del servizio e dei costi e decidere se proseguire oppure no». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Due bus al prezzo di uno per gli studenti delle frazioni castellane grazie alla sperimentazione decisa dal Comune
Sport 5 Dicembre 2018

Sarà un 2019 pieno di grandi novità per il Golf Club Le Fonti di Castello. Intervista al presidente Ivano Serrantoni

Si va a scuola, al Golf Club Le Fonti, per imparare lo swing, il gioco lungo, il gioco corto ed il put, ma anche il gioco sul percorso. Da gennaio 2019 sarà Enrico Trentin, 44 anni di Bassano del Grappa (Vicenza), professionista e allenatore di atleti dilettanti e professionisti (52 titoli italiani e 24 internazionali vinti) ad aiutare gli «allievi» di tutte le età, in collaborazione con altri due giocatori professionisti: Giovanni Dassù ed Emanuele Lattanzi (da oltre 15 anni «maestro» a Le Fonti).

Il presidente del Circolo Le Fonti, Ivano Serrantoni, ha presentato il «team» della Golf Academy (di cui fanno parte anche Marco Crespi e Gregory Molteni) ad un’interessata platea di giocatori (soci e non soci) che ha gremito la sala riunioni della Club House di viale Terme. Partendo dalla premessa che… «Nel 2022 in Italia ci sarà la Ryder Cup e purtroppo stiamo notando un’energia troppo sopita per un avvenimento di portata mondiale, che potrà dare un’immagine importante al golf italiano» e che… «In dieci anni al Golf Le Fonti abbiamo organizzato una decina di eventi nazionali ed internazionali», il presidente Serrantoni ha poi spiegato «il perché di questa Golf Academy», in un’ottica di «situazioni sempre nuove e sempre diverse per i nostri soci, ai quali quest’anno abbiamo anche abbassato le quote sociali». «Con la Enrico Trentin School – ha continuato Serrantoni – vogliamo cambiare il concetto di questi anni, nei quali il maestro-professionista rimane in campo pratica ed attende l’allievo-cliente… E’ sbagliato! Occorre andare incontro al cliente, utilizzando tutte le attrezzature tecnologiche possibili, pensando di approcciarsi all’allievo in funzione dei suoi desideri e delle sue ambizioni anche in base a corporatura, età, impegno. Ragionare per obiettivi è fondamentale in questa didattica: facendo il mio caso, ho chiesto a Trentin di poter avanzare il colpo di 20 metri, per ora me ne ha concessi 15, verificando se l’obiettivo è raggiungibile».

Quello castellano è uno dei pochissimi campi di golf in Italia di proprietà comunale, grazie ad un accordo pubblico-privato che sul finire degli anni ’90 vide protagonisti l’Amministrazione comunale e l’imprenditore Giuseppe Bombi (titolare della Cicli Cinzia, nonché sponsor delle principali società sportive castellane, calcio e ciclismo in particolare). Grazie a questa sinergia fu realizzato l’impianto golfistico castellano e dall’anno 2000 (inaugurazione) ad oggi, al Club Le Fonti sono «nati» oltre 5.000 nuovi giocatori, con una buona percentuale di giovani e donne. Serrantoni ha quindi ricordato che: «Dal 2007 il Golf Le Fonti è stato nominato dalla Federazione italiana golf come Centro Tecnico Federale Femminile, un progetto importante che continua con la nomina per il Circolo di Punto Rosa e che prevede programmi ed eventi per il golf femminile. Anche la Golf Academy di Trentin sarà punto cardine del progetto federale Il Golf è donna».

Si possono chiedere informazioni sulla Golf Academy e prenotare le lezioni alla segreteria del Golf Club Le Fonti (tel. 051-6951958, mail: info@golfclublefonti.it). (s.d.f.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 29 novembre.

Nella foto (Isolapress): una veduta del Golf Club Le Fonti di Castel San Pietro

Sarà un 2019 pieno di grandi novità per il Golf Club Le Fonti di Castello. Intervista al presidente Ivano Serrantoni

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