Castel San Pietro Terme

Cronaca 4 Dicembre 2018

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti

Quella dell’Avis è una storia di valori civici, di solidarietà e volontà di spendersi per il bene della propria comunità. Ma è anche una storia di sport e sana competizione, presupposti fondamentali per una vita piena di salute che ben si sposano con lo «stile Avis». Ebbene, un capitolo importante di questa storia riguarda l’Avis Podismo Castel San Pietro, che in oltre quarant’anni di attività ha collezionato e continua a collezionare successi. E l’edizione 2018 della rassegna La Festa della storia gli ha reso tributo dedicandogli la serata «L’infinita maratona dell’Avis Castello», condotta da Sauro Dalfiume e che ha proposto testimonianze e ricordi dei fondatori, degli atleti e dei dirigenti presenti tra il pubblico del Centro Bertella, tra aneddoti, risate e storiche rivalità.

L’Avis Podismo nasce nel 1973 dall’iniziativa di Orazio e Marino Galloni e dall’entusiastico appoggio dell’allora presidente della sezione castellana dell’Avis, Venusto Bottazzi. «Mio padre – ha ricordato Giorgia Bottazzi – iniziò persino ad allenarsi nonostante l’età, perché diceva di non poter fare brutte figure».

Il gruppo iniziale era costituito da una trentina di persone, comprendendo tutte le fasce di età ed anche alcune donne, cosa non usuale in quegli anni. L’obiettivo era attirare i giovani nell’orbita Avis attraverso lo sport e fare sì che nel mondo sportivo si parlasse dell’associazione. E a tal proposito venne costituita una squadra senior e una squadra di giovanissimi, composta da bambini che fremevano di entusiasmo per la corsa.

«Tutte le domeniche andavamo a gareggiare portandoci dietro i ragazzini – ha ricordato Marino Galloni, ex presidente dell’Avis locale -. E vedendo che il gruppo si allargava abbiamo iniziato a organizzare gare a Castel San Pietro». Le gare castellane erano due, una in marzo e una in dicembre, e attiravano circa duemila persone. Il coinvolgimento era grande: partecipavano intere famiglie, oltre ad alcuni atleti di livello agonistico come il castellano Claudio Cava, che ha raccolto le prime vittorie proprio in riva al Sillaro prima di spostarsi a Bologna. «Ricordo la goliardia che si respirava in quel gruppo durante le trasferte – ha raccontato -; tutti facevano un tifo indiavolato, che ti faceva dimenticare le sconfitte».

Quando iniziò a correre a Bologna, il legame con l’Avis Podismo rimase comunque forte. «Per più di un anno – ha aggiunto Cava – ho allenato il gruppo dei più giovani, con cui abbiamo vinto diversi titoli provinciali sia nell’individuale che nella staffetta».

I colori della divisa attuale, il giallo e il rosso di Castel San Pietro insieme al blu Avis, sono rimasti pressoché invariati nel tempo. «Negli anni Settanta e Ottanta si correva con le canotte di lana e i tubolari al ginocchio anche d’estate», ha ricordato l’attuale presidente della società podistica Franco Manfredi. Canotte che caratterizzano le fotografie del tempo, la maggior parte delle quali scattate in piazza XX Settembre con lo sfondo della chiesa del Santissimo Crocifisso a vegliare paternamente sui visi sorridenti dei corridori. E il clima famigliare che si viveva all’interno del gruppo era testimoniato dagli innumerevoli premi che il presidente Bottazzi metteva in palio per le gare so-cietarie. «Voleva che ognuno si sentisse vincitore», ha spiegato la figlia.

Nel 1982 il podismo castellano esce di scena, per poi ricomparire nel 1994 grazie all’unione con la Bruman Sport di Imola. La rinata società poté valersi dell’adesione di diversi corridori castellani e imolesi che abbandonarono le rispettive squadre di Bologna per correre a Castel San Pietro. La storia recente dell’Asd Atletica Avis Castel San Pietro è costellata di partecipazioni eccellenti, come quella alla New York city marathon del 2003, che coinvolse membri storici della podistica e alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, tra cui l’allora sindaco Graziano Prantoni. L’anello di congiunzione era l’assessore Libero Orsini, corridore Avis. «Il sindaco Prantoni venne addirittura chiamato sul podio poiché aveva stabilito il miglior tempo tra gli amministratori in corsa, battendo sindaci provenienti da tutto il mondo», ha ricordato. (ri.ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto il gruppo delle origini dell”Avis Podismo

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti
Cronaca 3 Dicembre 2018

Stasera 3 dicembre al teatro Cassero il commercio equo e solidale incontra il modello Riace

Il modello Riace sbarca nella città del Sillaro grazie all’iniziativa «Riace ci piace», organizzata dall’associazione Mandacarù e col patrocinio del Comune, nell’ambito del commercio equo e solidale. «A Castel San Pietro – motiva Andrea Trevisani, consigliere di amministrazione del consorzio Ctm-Altromercato – vi sono sia una presenza storica di persone impegnate nel commercio equo, come i soci di Mandacarù che per oltre 10 anni hanno gestito la “Bottega del Mondo”, sia la volontà politica di promuoverne i valori».

L’evento in agenda lunedì 3 dicembre, dalle ore 20.45, presso il teatro Cassero, sarà un’occasione per riflettere sulle tematiche dell’accoglienza e dell’economia solidale, partendo dall’esperienza maturata nel paese di Riace e diffusasi in altri comuni della Locride nel tentativo di risolvere le problematiche sociali ed economiche dovute allo spopolamento di quelle zone martoriate dalla criminalità organizzata. L’ospite della serata, che verrà intervistato dalla consigliera comunale castellana Sara Rouibi, sarà Maurizio Zavaglia, ex vicesindaco di Gioiosa Jonica e presidente della cooperativa Nelson Mandela, impegnato nell’accoglienza dei rifugiati provenienti dalla Siria e nella promozione della produzione agricola.

«L’attività della cooperativa di Gioiosa si basa soprattutto sulla produzione di olio – spiega ancora Trevisani -. E l’inserimento di migranti nel tessuto produttivo locale ha reso possibile nuove opportunità per la zona». A metà serata interverrà in collegamento telefonico lo stesso sindaco di Riace, Domenico (detto Mimmo) Lucano, diventato un simbolo dell’Italia che accoglie grazie alla sua ventennale attività di integrazione degli immigrati. La sua visione dell’ospitalità come opportunità per le comunità locali gli ha valso, nel 2016, l’inclusione da parte della rivista Fortune nella lista dei cinquanta leader più influenti del mondo. (ri. ra.)

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Stasera 3 dicembre al teatro Cassero il commercio equo e solidale incontra il modello Riace
Cultura e Spettacoli 2 Dicembre 2018

La valle del Sillaro tra testimonianze storiche e bellezze naturali raccontata in un video realizzato con immagini da drone

E” un punto di vista inedito quello che Giorgia Bottazzi e Fabio Avoni hanno regalato con le loro riprese aree della vallata del Sillaro, condensate in un video presentato al pubblico giusto un anno fa nell’ambito dell’edizione 2017 della Festa della storia, su iniziativa dell’Associazione culturale Terra Storia Memoria.

«Un viaggio reale e virtuale», lo definì allora Giorgia Bottazzi, lungo il corso del fiume da Castel San Pietro, precisamente dal ponte su cui la via Emilia ne passa le acque, fino alle sorgenti, oltrepassando i confini regionali e raggiungendo la Toscana. Per realizzare il video ci si è serviti di un moderno drone radiocomandato, aprendo così scorci inediti su un paesaggio familiare a tutti i castellani, esaltandone la bellezza e riscoprendo i frammenti di storia sparsi sulle colline appenniniche emiliane. La raccolta di immagini era durata un anno, fino a pochi giorni prima della presentazione della videoproduzione.

Un paesaggio, quello che corre al di sotto della telecamera, che muta con il passare delle stagioni, passando dalla delicatezza della primavera che lascia spazio alle roventi tonalità di giallo e verde del periodo estivo, che si spengono, poi, con l’avvento dell’autunno, soppiantato a sua volta dal candore della neve invernale. Un’esperienza quasi mistica, insomma, scandita dalla voce narrante della stessa Giorgia Bottazzi.

La presentazione è stata arricchita dall’intervento di Eolo Zuppiroli che, da profondo conoscitore, ha descritto la conformazione geologica della vallata e le sue caratteristiche in termini di flora protetta. «La geologia segue una misurazione del tempo molto diversa da quella a cui l’uomo è abituato – ha spiegato allora -. L’età delle formazioni rocciose si misura nell’ordine dei milioni di anni e la loro diversa composizione racconta la storia del nostro territorio».

Sono molteplici, infatti, le tracce lasciate sulle rocce dalle acque ancestrali che ricoprivano la pianura Padana nell’antichità: le riprese del drone hanno mostrato chiaramente le conchiglie fossili incastonate nella formazione delle «sabbie gialle», che si estende tra la chiusa fluviale di Castel San Pietro e il paese di Civichella, e le creste frastagliate delle «argille scagliose», formatesi sul fondale del preistorico oceano Ligure tra 22 e 160 milioni di anni fa.

Visti dall’alto, questi antichi massicci ricordano gigantesche scaglie di un drago dormiente: è una visione di una bellezza inquietante, che stravolge il punto di vista su qualcosa di tanto familiare ai castellani come i calanchi. «I nostri monti – ha continuato Zuppiroli – sono estremamente antichi: monte Calderaro e monte Grande, ad esempio, sono resti di antiche isole oceaniche, trascinati dai sedimenti nella loro posizione attuale». Anche il leggendario Sasso di San Zanobi e i suoi cugini Sasso Nero e Sasso della Mantesca sono di formazione marina. «Trattasi di ofioliti – ha spiegato il relatore -, formazioni rocciose appartenenti all’antica catena vulcanica sottomarina che passava per queste zone».

Non è solo la variegata composizione geologica a risaltare nel video: l’occhio aereo ha messo a nudo anche la storia di queste terre, rivelando autentiche perle disseminate per la valle e le sue colline. Sulla vetta di un calanco, seminascosto dalla vegetazione, il campanile dell’antico borgo di Fiagnano, luogo natale di papa Onorio II, domina la vallata sottostante: è il solitario superstite del complesso ecclesiastico del paesino, la cui chiesetta è franata nel corso del tempo, inghiottita dallo strapiombo.

Su un’altra altura fa capolino il castello di Frassineto, con le sue porte ogivali e la torre medievale, sopravvissuti al passare dei secoli. Il drone, a questo punto, alzandosi di quota, regala uno scorcio a volo d’aquila sulla valle: ecco il Villaggio della Salute, ed ecco le braglie, le piscinette formate dall’imbrigliamento delle acque del Sillaro, popolarissime tra la gente del posto negli anni Settanta e Ottanta, e anche oggi molto frequentate. (ri. ra.)

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Nella foto una veduta aerea della valle del Sillaro

La valle del Sillaro tra testimonianze storiche e bellezze naturali raccontata in un video realizzato con immagini da drone
Cronaca 30 Novembre 2018

Il Comune di Castel San Pietro accelera per fare l'ascensore tra via Carducci e il parcheggio entro fine mandato

Castel San Pietro si appresta ad eliminare le due più note barriere architettoniche ancora presenti nel centro storico e pure il dislivello con il parcheggio di via Oriani, quello di fronte all’ex ospedale, oggi Casa della salute. Nulla di inedito, per carità, progetti promessi da tempo, che l’attuale Amministrazione comunale si è impegnata nero su bianco a realizzare entro la fine del mandato.

In particolare, la Giunta Tinti ha, di fatto, deciso di realizzare l’ascensore per collegare viale Carducci con il parcheggio approvando, con la delibera di Giunta del 15 novembre, l’affidamento dello studio di fattibilità tecnica ed economica dell’opera alla società in house Area Blu. Documento alla mano, Tinti dovrà portare l’opera in Consiglio comunale per inserirla nell’elenco 2018 delle opere pubbliche e dunque destinarvi i fondi già accantonati.

Sull’onda dell’impegno preso durante la campagna elettorale di intervenire sulle barriere architettoniche del centro, che rendevano la vita difficile a disabili, anziani e mamme con i passeggini (si ricordi la «passeggiata» in carrozzina che fece in prima persona l’allora candidato Fausto Tinti su invito dei Giovani democratici), la Giunta ne ha già abbattute una decina, investendo 20 mila euro derivati dagli incassi dei parcheggi a pagamento. Si tratta di criticità quali gradini, restringimenti della zona pedonale e rampe non idonee.

Ora l’Amministrazione ha trovato la soluzione anche per due delle più problematiche: la rampetta troppo ripida per l’accesso al portico su via San Francesco, dove si trova l’ufficio postale, e i due fittoni all’altezza del civico 7 di via Matteotti. Eliminare questi ultimi si è rivelato un lavoro particolarmente complicato in quanto, diversamente dagli altri, si doveva intervenire su una proprietà privata. «I fittoni saranno rimossi grazie ad un accordo fra l’Amministrazione e la proprietà del portico dove si trovano gli ostacoli» spiega l’assessore all’Urbanistica Tomas Cenni, che ci sta lavorando da due anni. «Dell’affidamento per la rimozione se ne occuperà Area Blu – aggiunge Cenni -, la nostra intenzione è che si possa intervenire prima delle prossime festività natalizie oppure aspettare l’inizio del prossimo anno per non intralciare le attività natalizie nel centro storico».

La rampa di accesso alla Posta, invece, oggi utilizzabile al massimo per il carico e scarico e non per le carrozzine dei disabili, dovrà essere messa in sicurezza dal condominio proprietario del manufatto stesso. «Il nostro ufficio tecnico sta lavorando insieme a loro per l’aggiunta dell’apposito corri-mano e per diminuire la pendenza, che è eccessiva – conferma Cenni -. Nel frattempo stiamo ideando una ulteriore soluzione alternativa e migliorativa che collocheremo su via Palestro, ovvero un attraversamento pedonale rialzato per portare le persone ed eventuali carrozzine o passeggini “in quo-ta” all’altezza del portico». (l.a. mi.mo.)

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Nella foto l”allora candidato sindaco Fausto Tinti in carrozzina alle prese con le barriere architettoniche

Il Comune di Castel San Pietro accelera per fare l'ascensore tra via Carducci e il parcheggio entro fine mandato
Cultura e Spettacoli 30 Novembre 2018

A Castello domani si accendono le luminarie e si inaugura la pista di ghiaccio

A Castello il Natale è Castèlanadèl, gioco di parole dialettale che riassume gli ingredienti del Natale castellano, inclusa la pista per il pattinaggio sul ghiaccio che per il terzo anno di seguito è stata montata nella centralissima piazza XX Settembre, cuore del centro storico e cuore degli appuntamenti della festività invernale. Il via ufficiale di questo Castèlanadèl è previsto per sabato 1 dicembre, con l’accensione delle luminarie (alle 17.30) e l’inaugurazione della pista per il pattinaggio. Il prezzo per pattinare sul ghiaccio è di 6 euro all’ora.

Il programma del Castèlanadèl si concentrerà poi sui weekend 15-16 e 22-23 dicembre, con il mercatino dei prodotti di montagna in piazza XX Settembre e la fiera dei sapori di Natale per tutto il centro storico. Per i più piccoli, in piazza Acquaderni ci saranno anche la giostra tradizionale ed un ricco programma di animazioni a loro dedicati. L’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, è previsto anche il mercato straordinario. Come sempre, poi, Castèlanadèl prosegue con i fuochi d’artificio dalla torre del Cassero la notte di Capodanno e gli appuntamenti con le Befane per i bambini il 6 gennaio.

Nella foto la pista per pattinare sul ghiaccio a Castello nel 2016

A Castello domani si accendono le luminarie e si inaugura la pista di ghiaccio
Economia 29 Novembre 2018

L'ingresso del digitale nella saldatura: un convegno sull'argomento a Castel San Pietro il 5 dicembre

L’evoluzione delle tecnologie permette di scoprire sempre nuovi strumenti utili al miglioramento dei processi lavorativi. Tale progresso, però, richiede che chi opera nel settore tenga il passo con l’opportuna formazione.

Anche nel campo della saldatura l’evoluzione richiede aggiornamenti agli addetti, per questo motivo, sono aperte le iscrizioni per partecipare al convegno «Ingresso del digitale in saldatura: potenzialità per Industria e Formazione», rivolto a tecnici d’azienda e docenti, in programma mercoledì 5 dicembre dalle ore 14.30 alle 18 a Castel San Pietro, in via Meucci 27, presso la sede dell’azienda Tecna, che promuove l’evento insieme a Associati per Associati-Confindustria Emilia area Centro e Cebora, con il patrocinio di Miur, Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna, Regione Emilia Romagna e Comune di Castel San Pietro. I lavori si apriranno con il saluto del sindaco Fausto Tinti. 

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione da effettuarsi inviando una e-mail a: associatiperassociati@confindustriaemilia.it entro il 30 novembre 2018.

Durante il convegno, l’ingegner Mauro Monti di Csm-Rina presenterà Csm Weld, software che prevede la microstruttura, e relativa durezza, sia nella zona fusa che in quella termicamente alterata; si tratta dell’anteprima pubblica in Europa. Seguirà l’ingegner Kristian Frolli di Fk Tecnology, che presenterà Weld Trainer, un sistema didattico che migliora e velociz-za l’apprendimento nei processi Elettrodo, Tig (con/senza mate-riale di apporto) e Mig. Infine, l’ingegner Zhang Wenqi di Swantec presenterà Sorpas, software di analisi agli elementi finiti (Fea/Fem) per la simulazione e l’ottimizzazione della saldatura a resistenza e dell’unione meccanica.

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L'ingresso del digitale nella saldatura: un convegno sull'argomento a Castel San Pietro il 5 dicembre
Cronaca 27 Novembre 2018

Lavori alla stazione ferroviaria di Castello, in arrivo ascensori e altre migliorie

Si concluderanno tra la fine di dicembre e le prime settimane del 2019, meteo permettendo, i lavori in corso alla stazione ferroviaria castellana di viale Gramsci. L’intervento rientra nel pacchetto di investimenti programmati da Rete ferroviaria italiana (Rfi), la società partecipata di Ferrovie dello Stato che gestisce le infrastrutture ferroviarie, che a livello nazionale interessa complessivamente le 620 stazioni nelle quali si concentra la stragrande maggioranza del traffico ferroviario.

L’obiettivo è triplice: migliorare l’accessibilità, riqualificare gli ambienti e una maggior integrazione con le altre modalità di trasporto cittadine. Soprattutto verrà risolto l’annoso problema delle scale per raggiungere il secondo binario, che al momento presentano solo una ripida rampa a fianco degli scalini, davvero scomoda, ad esempio, per una mamma con un passeggino. Cominciato un anno fa, il progetto a livello nazionale dovrà essere completato in un decennio. Il circondario imolese non ha dovuto attendere molto: sul Santerno l’intervento si è svolto già nel 2017 e l’inaugurazione è avvenuta il 6 febbraio scorso, mentre sul Sillaro, come detto, i lavori sono in corso di realizzazione. L’importo dell’investimento è analogo per entrambe le stazioni: 4 milioni e mezzo di euro sono serviti per la riqualificazione della stazione di Imola, altrettanti ne serviranno per Castel San Pietro.

Venendo al dettaglio, nei mesi estivi è stato innalzato il marciapiede a servizio del binario 1 per portarlo a 55 centimetri, la misura standard stabilita a livello europeo per il servizio metropolitano al fine di agevolare anche ai portatori di handicap l’accesso ai treni, in particolar modo quelli più nuovi. Per quanto riguarda invece il marciapiede del binario 2, già alto a sufficienza, l’intervento prevede solo la ripavimentazione e l’aggiunta di nuovi servizi, come i percorsi tattili a terra per guidare le persone ipovedenti. Ma la vera novità è la realizzazione dei vani per i tanto attesi ascensori, che saranno tre per ovviare al problema delle scale per accedere al sottopassaggio: uno per permettere la discesa dal primo binario, uno per salire al secondo e un terzo sul lato opposto rispetto al fabbricato viaggiatori.

Proseguendo nell’elenco, il pacchetto di lavori prevede anche la ristrutturazione generale del sottopasso, delle pensiline a copertura dei marciapiedi di attesa e del fabbricato viaggiatori, con il rifacimento dei tetti, la ritinteggiatura delle facciate, nonché la risistemazione della sala d’attesa. In arrivo anche un nuovo impianto di illuminazione a led e il potenziamento dell’informazione al pubblico mediante l’installazione di più diffusori. Infine, serrà rifatto il marciapiede esterno sul lato della piazza. (mi.ta.)  

L”articolo completo su «sabato sera» del 22 novembre.

Nella foto (di Rebecca Conti): la porta di accesso al primo binario oggi chiusa

Lavori alla stazione ferroviaria di Castello, in arrivo ascensori e altre migliorie
Castel San Pietro Terme 22 Novembre 2018

«STAGIONI DEL PENSIERO», CONFERENZA SU ARGOMENTI DI MATEMATICA

ANTICHI SOTTERRANEI DEL COMUNE – L”assessorato alla Cultura e alle Politiche giovanili del Comune organizza Stagioni del pensiero, ciclo di tre incontri sul pensiero scientifico aperti a tutti, ma rivolti soprattutto agli studenti. Le iniziative si svolgono con la supervisione del professor Nicola Arcozzi, professore di Analisi matematica dell”Università di Bologna. Il primo appuntamento prevede due argomenti, Il calcolo differenziale, a cura di Nicolò Forcillo, laureato in matematica e attualmente ricercatore nell”ambito dei problemi di frontiera libera, e Tutto o niente: la storia dello zero e dell”infinito, a cura di Alessandro Gollini, matematico, aspirante crittografo e studente magistrale all”Università di Trento. Su richiesta, agli studenti delle scuole superiori che partecipino in maniera continuativa agli incontri, verrà rilasciato un attestato di frequenza valido per il riconoscimento dei crediti scolastici. Castel San Pietro, piazza XX Settembre 5

Economia 21 Novembre 2018

Sui colli di Varignana l'oliveto più grande dell'Emilia Romagna che nel 2020 raggiungerà i 110 ettari coltivati

Quello che a regime diventerà l’oliveto più grande dell’Emilia Romagna e forse di tutto il nord Italia si trova sulle colline castellane. Ne è titolare Agrivar, l’azienda agricola della società Palazzo di Varignana a sua volta controllata dal colosso dei servizi informativi bancari Crif, che ha destinato a oliveto 110 ettari dei propri terreni, per lo più limitrofi all’omonimo resort di via Ca’ Masino.

In misura minore qui si coltivano anche vigna, orto e frutteto, i cui prodotti sono destinati sia alla ristorazione all’interno del resort sia alla vendita. Palazzo di Varignana ha però deciso di puntare in modo consistente sull’olivicoltura per vari motivi. «Innanzitutto – ci spiega Chiara Del Vecchio, alla direzione delle Risorse umane e dell’organizzazione interna di Palazzo di Varignana – perché siamo innamorati dell’Oro verde, che è il re dei condimenti della tradizione culinaria mediterranea. Negli ultimi anni, grazie anche al supporto della scienza medica, si è giunti alla consapevolezza delle qualità salutistiche dell’extravergine di oliva, che sempre più viene utilizzato da popolazioni al di fuori dell’area mediterranea, le cui culture gastronomiche prevedono utilizzo di grassi saturi. Abbiamo in questo modo ripreso un’antica coltivazione che, da ricerche bibliografiche, era presente a Varignana fino alla seconda metà del 1700. In seguito a studi e ricerche effettuate con il supporto dei nostri tecnici, relativamente alle caratteristiche pedoclimatiche di questo territorio, abbiamo selezionato le cultivar maggiormente vocate e a esso adattabili. Coltiviamo in prevalenza varietà autoctone quali Ghiacciola e Nostrana, oltre a Maurino selezione Vittoria, Leccio del Corno, Grignano e gli impollinatori Pendolino e Verzola. Il nostro progetto prevede la produzione di extravergine di eccellenza, da far degustare nei nostri ristoranti e da commercializzare attraverso i nostri shop e la piattaforma di e-commerce sul sito www.palazzodivarignana.com, quest’ultima al momento disponibile solo per l’Italia, ma a breve anche per tutta Europa, perché vogliamo che il nostro progetto diventi di portata internazionale. In seguito alla bella esperienza del “temporary store” in galleria Cavour a Bologna, che ci ha dato tante soddisfazioni e visibilità, abbiamo inoltre riproposto lo stesso format con il punto vendita di Palazzo di Varignana a Milano Brera, che sarà aperto fino al prossimo 31 marzo».

Il progetto agronomico messo in campo da Agrivar è ambizioso. «Ad oggi – prosegue – gli ettari già completati sono 70, con 34 mila piante. Completeremo le piantumazioni nel 2020 per raggiungere il regime produttivo nel 2023-2024. A regime l’estensione degli oliveti sarà di 110 ettari. La stragrande maggioranza di essi si trova a Varignana. Abbiamo anche un podere sulla via Malvezza nel quale abbiamo realizzato un impianto intensivo di oliveto con 900 piante per ettaro». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto gli olivi di Agrivar sui colli di Varignana

Sui colli di Varignana l'oliveto più grande dell'Emilia Romagna che nel 2020 raggiungerà i 110 ettari coltivati
Cronaca 20 Novembre 2018

La sicurezza dentro e fuori dal magazzino, un incontro del Tavolo 81 il 21 novembre a Castel San Pietro

Dopo molti anni di relativa calma, il settore della logistica in Italia è oggi in piena trasformazione, spinto com’è dai rapidi e radicali cambiamenti imposti dall’e-commerce e da altri trend epocali. Si pensi a cosa succede con Amazon, alle centrali di stoccaggio e scambio che porteranno a ridosso delle città un traffico maggiore dal punto di vista della necessità di veicolare merci e un traffico minore dal punto di vista dei volumi trasportati.

«Il trasporto su gomma, per quanto vituperato, rimarrà comunque la modalità di trasporto di riferimento», tiene a rimarcare Davide Baroncini, responsabile commerciale di Dekra, una delle più importanti organizzazioni al mondo nei settori della mobilità, industriale e della formazione.

Lo scorso 16 ottobre Dekra ha presentato a Roma il rapporto annuale sulla sicurezza stradale del trasporto merci. Ebbene, tale rapporto ha evidenziato un costante aumento degli incidenti mortali causati dal fattore umano ed al contempo ha lanciato un grido di allarme sullo stato delle infrastrutture nel nostro Paese, insufficienti e con una manutenzione carente. Ecco perché il terzo appuntamento con Le settimane della sicurezza (organizzate come ogni anno dal Tavolo 81), in agenda per mercoledì 21 novembre, con inizio alle ore 14.30, presso la sede di Trascoop, in via Giulio Golini 251, a Castel San Pietro, sarà dedicato alla sicurezza in logistica, dentro e fuori dal magazzino.

«Durante il convegno forniremo delle autentiche pillole di sicurezza che, se ben applicate, potranno fare diminuire i rischi», anticipa Baroncini. Come l’importanza di avere gli specchietti sempre orientati nel modo giusto. «Sembrerà una banalità ma c’è una normativa europea che impone per i mezzi di trasporto la regolazione degli specchietti prima di mettersi in marcia, perché un corretto angolo di visuale fa sì che si eviti il famoso “arrotamento”».

E poi il corretto fissaggio dei carichi. «Il cattivo stivamento delle merci può provocare lo sbandamento del mezzo e quindi essere causa di incidenti». Ne parlerà Paolo Moggi di Federtrasporti, mentre Girolamo Simonato, comandante di polizia municipale ed esperto di sicurezza stradale, spiegherà come recepire la norma sul fissaggio dei carichi in rap-porto al codice della strada. E ancora: Cinzia Obici (Ausl di Imola) farà il punto sul piano regionale della logistica; mentre Alessandro Millo (Ispettorato del lavoro di Bologna) parlerà degli appalti sottocosto e delle responsabilità del committente.

La sicurezza dentro e fuori dal magazzino, un incontro del Tavolo 81 il 21 novembre a Castel San Pietro

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