Castel San Pietro Terme

Economia 14 Marzo 2018

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti

Se la vetreria Glastebo non è andata in frantumi dopo il fallimento avvenuto nel 2015, è anche per merito della tenacia di Tarik El Ouariti, trentacinquenne di origini marocchine, che nella sua attività di consulente aziendale si è adoperato per trovare imprenditori disposti a investire nell’impresa di via Meucci. Oggi El Ouariti è direttore generale della Glastebo International, la società italo-marocchina che lo scorso luglio ha acquistato all’asta l’azienda per 1 milione e 380 mila euro. La nuova proprietà fa capo a due aziende del settore, la Leali vetri di Castiglione delle Stiviere e la Miroiterie du Grand Maghreb (Mgm), con sede principale a Casablanca, socie ognuna al 50%. A fare da tramite tra le due realtà è stato proprio El Ouariti. «Nel 2016 – racconta – la Mgm voleva ampliarsi in Marocco e ho cominciato a vedere se erano possibili partnership “al contrario”, cioè dal Marocco verso l’Italia. Cercando in rete, mi sono imbattuto in Glastebo. Ho accompagnato il titolare della Mgm, Monsieur Bakoussi, in visita allo stabilimento di Castel San Pietro. In quel momento era interessato all’acquisto di macchinari per la lavorazione del vetro. Ci siamo resi conto che la Glastebo era una azienda ancora viva, con asset importanti costituiti non solo dai macchinari, ma soprattutto dall’esperienza del personale

. Al termine della visita Bakoussi mi disse che gli piangeva il cuore portare via le attrezzature, perché per lui era come sradicare denti sani. Da qui l’idea di trovare dei partner per acquistare l’azienda».

Dopo che la prima cordata ha poi dato forfait senza versare l’intero importo, El Ouariti non si è dato per vinto. «Ho girato mezzo mondo per trovare nuovi partner; sono andato in Algeria, Turchia, Belgio, Francia, spiegando che la Glastebo aveva un potenziale forte, con un nome e prodotti di qualità indiscutibile, a prezzi competitivi. Nel frattempo il signor Leali si era interessato all’azienda, ma aveva necessità di un socio, in quanto non avrebbe potuto gestirla da solo. L’ex management ci ha fatti incontrare poche settimane prima dell’asta. Leali è una persona lungimirante, ha portato la sua azienda a una crescita importante con prodotti reputati di grande qualità e, per caso, era anche innamorato del Marocco. E’ venuto a Casablanca, ha visitato la Mgm, ci si è capiti e si è costruito un piano industriale insieme».

La nuova gestione ha già ingranato la marcia. «Abbiamo confermato tutte le 24 persone in forza durante l’esercizio provvisorio – dettaglia il direttore generale – e assunto 5 agenti per l’Italia e due per l’estero. Abbiamo investito oltre 450 mila euro per l’acquisto di nuovi macchinari e stiamo migliorando il sistema di controllo di gestione, per portare l’azienda a diventare una industria 4.0, dove è possibile tracciare in tempo reale ogni singolo prodotto. L’obiettivo è rafforzare la Glastebo sul mercato locale, ma anche far crescere la quota di export, specie in Francia e Nordafrica, puntando sull’asse principale Bologna-Casablanca. In Marocco il settore edile è in piena espansione e ci attendiamo nuovi importanti ordinativi».

Anche per questo per il 2018 il budget punta a un fatturato di 5 milioni e mezzo di euro, in netta crescita rispetto ai 3,2 milioni del 2017 e ai 2,6 milioni del 2016, realizzati durante l’esercizio provvisorio dell’azienda. Nello stabilimento di via Meucci il vetro arriva in grandi lastre di 3,21 metri per sei, che vengono tagliate e lavorate per realizzare prodotti su misura per i settori edile, dell’arredamento, elettrodomestico, navale, automotive, aeronautico e militare. In una camera a temperatura controllata, dove si lavora con camice e cuffia, vengono assemblati i vetri laminati, che diventeranno antiproiettili. «L’8 marzo – conclude El Ouariti – sono in programma i test presso il poligono di Brescia per ottenere anche le certificazioni Br5 Ns e Br6 Ns, per prodotti antiproiettile e antischeggia». Vetri sempre più resistenti, quindi, come l’azienda castellana che li produce.

lo.mi.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo.

Nelle foto: il direttore generale Tarik El Ouariti e una fase di realizzazione del vetro laminato

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti
Cronaca 13 Marzo 2018

I modellini in legno di Gianni Roncarati, da un violino alla Papamobile

La destrezza con la quale il signor Roncarati riesce a dare forma al legno è qualcosa di magico. Entrando nel suo appartamento, a catturare immediatamente lo sguardo sono i dettagliatissimi modellini, dotati di ingranaggi perfettamente funzionanti, che fanno bella mostra di sé sugli scaffali del salotto, testimoni della grande passione per i motori che da sempre accompagna il loro creatore. Dopo una vita passata in officina, infatti, Gianni Roncarati non è riuscito a rassegnarsi alla quiete della pensione e, oltre il restauro di moto d’epoca, ha scoperto una nuova vocazione: la lavorazione del legno, appunto. «Dal 1953 ho sempre lavorato con il ferro, e il legno neppure lo consideravo – racconta -. Poi mi sono trovato con tanto tempo libero da riempire…». Però non ha iniziato subito con i veicoli in scala: «La mia prima creazione – ricorda – fu un violino. Andai a Cremona e comprai diversi libri che spiegavano come costruirli».

E’ così che ha incominciato ad apprezzare le sensazioni che dare una forma al legno di acero e abete gli donava. «Dei primi lavori non ero molto soddisfatto, ma imparavo in fretta – ricorda ancora – e gli strumenti necessari me li costruivo con le mie mani». Con il solo aiuto di un tornio e di questi attrezzi artigianali, il signor Gianni ha iniziato a migliorare e ad affinare la propria tecnica, fino ad ottenere risultati considerabili soddisfacenti dalla sua indole perfezionista. Il passaggio dai violini ai modellini lignei è stato quasi naturale, un cerchio che si chiude per un uomo che vive di motori: «Il primo tentativo lo feci cercando di riprodurre la mia vecchia 500 bianca – racconta, mostrando la macchinina in questione -. Poi ci presi gusto e iniziai ad entrare nei particolari di ogni componente meccanico».

Ogni pezzo, ogni singolo ingranaggio che compone le macchine, è creato dal signor Roncarati sul suo banco di lavoro, con pazienza certosina e straordinaria competenza. Tutti gli sforzi e la pazienza infusi nel suo lavoro, che può assorbirlo anche per otto mesi per un singolo modellino, rendono ogni pezzo assolutamente unico: «Le persone a cui li mostro sembrano apprezzarli, anche se spesso è difficile convincerli del fatto che ogni pezzetto, ogni catena, ogni più piccolo particolare lo costruisco io – spiega, girando la manopola che attiva gli ingranaggi del motore inserito nella sua riproduzione di un trattore Landini -. Per questo tendo a non venderli, anche quando mi viene richiesto». Del resto è comprensibile, visto l’impegno e il tempo occorrenti. «Quando andammo con nostro figlio in visita in Vaticano per l’occasione decisi di costruire quella», racconta, puntando il dito sulla papamobile di legno, anch’essa contenente un motore con tanto di bielle e pistoni. «Ma mi resi presto conto – continua – di come gli addetti vaticani trattavano gli oggetti che la gente affidava loro per il Santo Padre, così scelsi di riportarla a casa». Le rifiniture sono curate nel minimo dettaglio, utilizzando materiali di recupero quali gomma, ritagli di pelle e altro, per dettagliare i sedili, le maniglie, fino ad arrivare ai pedali delle auto, senza lasciare spazio a imprecisioni di sorta. Il segreto di tanta pazienza è semplice: «Faccio solo ciò che davvero mi piace e mi interessa – sottolinea Roncarati – e concentrarmi non mi costa fatica. Anzi, mi aiuta molto e mi mantiene impegnato. Quando ho i miei attrezzi in mano mi sento sereno – spiega Gianni – perché sento sempre il bisogno di lavorare e tenermi occupato. E se posso farlo coniugando la mia passione per la meccanica, sono davvero un uomo felice».

r.r.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo

Nelle foto: Gianni Roncarati mostra orgoglioso alcuni dei suoi modellini in legno da cui creati come il trattore Landini, la Papamobile e una Moto Guzzi

I modellini in legno di Gianni Roncarati, da un violino alla Papamobile
Cronaca 13 Marzo 2018

Boschetto dinAmico, domani l'inaugurazione dello spazio verde per far pedalare gli anziani

Un boschetto dinAmico per il benessere fisico della terza età è il nuovo spazio verde nato a Cittaslow sul Sillaro, certificazione che attesta appunto il buon vivere e verrà inaugurato mercoledì 14 marzo, giornata nazionale del paesaggio, alle 17.21 (in caso di pioggia si slitterà a sabato 17 alle ore 17). Con la sua realizzazione, Castello abbraccia le direttive dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla terza età che, come si legge nel cartello posto all’ingresso, evidenziano «l’utilità sociale dell’attività fisica nell’invecchiamento come stimolo alle relazioni interpersonali, come strumento per accrescere l’autostima e come riscoperta di un ruolo sociale attivo».

Il boschetto dinAmico è un nuovo parco pubblico lungo il percorso pedonale che collega il Giardino degli Angeli con via Aldo Moro ed arredato con attrezzi ginnici per la terza età, il cui scopo è quello di promuovere il movimento come buona abitudine per la salute. A dare impulso al progetto è stato in primis il gruppo «Buonumore walking» che dal 2004 organizza camminate e di cui oggi fanno parte ben 230 persone. «L’idea era quella di dotare la comunità castellana di un parco per la terza età come ne esistono diversi in Europa, ma ancora pochi in Italia – racconta la referente, Patrizia Grandi -. Grazie al sostegno di tante realtà ed associazioni cui si è unita anche l’Amministrazione comunale, il Boschetto dinAmico è finalmente nato».

Ad abbracciare il progetto sono infatti stati differenti partner: Aido, Associazione nazionale carabinieri, Associazione nazionale alpini, Auser, Avis, Il Giardino degli Angeli, Pubblica assistenza Paolina e Terra Storia Memoria. «Inoltre, si è unita l’azienda castellana Trascoop che ha messo a disposizione materiali e manodopera per la realizzazione delle basi per gli attrezzi – aggiunge Laura Bertocchi, che oltre a far parte del gruppo Buonumore walking è consigliera comunale ed ha presentato il progetto all’Amministrazione -. Le associazioni, invece, si sono occupate di acquistare gli attrezzi, ovvero due panchine doppie per pedalare, una passerella per la mobilità assistita degli arti inferiori e una spalliera per gli esercizi, il cui valore complessivo è di circa ottomila euro. Alcune associazioni, poi, si occuperanno della sorveglianza del parco, altre della creazione di eventi per animarlo».

Il Comune, dal canto suo, ha messo a disposizione l’area e installato un palo per l’illuminazione. L’intenzione, però, è quella di illuminare l’intero percorso pedonale e già incluso nel progetto della nuova ciclabile di collegamento fra la collina e la città. «Abbiamo commissionato il progetto ad Area Blu in attesa di reperire le risorse per la nuova ciclabile e la sua illuminazione» conferma l’assessore alla Mobilità, Tomas Cenni.

mi.mo.

Nella foto: Patrizia Grandi, a sinistra, scherza pedalando su uno degli attrezzi

Boschetto dinAmico, domani l'inaugurazione dello spazio verde per far pedalare gli anziani
Cronaca 12 Marzo 2018

Sicurezza, dieci nuove telecamere a Castello. Il sito web dove controllare i veicoli rubati

Come riconoscere un eventuale veicolo rubato, se lo si incontra per strada? In questi tempi in cui nascono di fatto come funghi i gruppi di cittadini connessi fra loro tramite messaggini e WhatsApp per la sicurezza del proprio territorio, è bene sapere che un privato cittadino può verificare sul sito www.crimnet.dcpc.interno.gov.it se un veicolo risulta rubato semplicemente inserendo numero di targa o telaio. Le informazioni contenute nel sito, totalmente gratuite, hanno comunque una discrepanza di un paio di giorni con le informazioni ufficiali del Centro elaborazione dati (Ced) del Ministero, utilizzato da polizia e carabinieri per le indagini.

Nel frattempo sempre più Comuni si stanno dotando di telecamere di sorveglianza, poste in punti strategici del territorio per viabilità e sicurezza. A Castel San Pietro, ad esempio, sono in via di installazione dieci nuve telecamere leggi-targa, apparecchiature in grado sia di individuare veicoli rubati che circolano su strada, sia di “pizzicare” in tempo reale chi viaggia senza assicurazione o con la revisione scaduta, un vero pericolo che è in costante aumento (in quest’ultimo caso deve però essere presente a poca distanza una pattuglia della polizia municipale per fermare il conducente ed effettuare la verifica in tempo reale).

L”elenco completo delle nuove telecamere è su “sabato sera” dell”8 marzo.

gi.gi.

Nella foto: telecamere leggi-targa nel parcheggio nord della stazione ferroviaria castellana

Sicurezza, dieci nuove telecamere a Castello. Il sito web dove controllare i veicoli rubati
Cronaca 9 Marzo 2018

Titolare di una ditta di imballaggi si ferisce con la sega circolare

Grave infortunio sul lavoro questa mattina ad Osteria Grande. Il titolare di una ditta che tratta imballaggi, C.R., 50 anni, si è ferito gravemente mentre lavorava con una sega circolare. Era impegnato a tagliare del legno per un bancale quando è finito sotto la lama.  

L”uomo è stato soccorso e trasportato all”ospedale Maggiore di Bologna con elicottero del 118. Fortunatamente le sue condizioni non destano preoccupazioni, e non è in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e i tecnici della prevenzione del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell”Ausl di Imola. Questi ultimi hanno effettuato il sopralluogo ed i rilievi di routine, poi si è ritenuto di non dove procedere ad alcun sequestro”. 

La ditta si occupa principalmente della vendita di imballaggi usati in legno, plastica e metallo.

Titolare di una ditta di imballaggi si ferisce con la sega circolare
Cronaca 8 Marzo 2018

Castello mette a disposizione 50 mila euro di contributi per chi sostituisce la vecchia caldaia

Contributi economici per chi sostituisce la vecchia caldaia. Li mette a disposizione il bando del Comune di Castel San Pietro che mette a disposizione complessivamente 50 mila euro per quei cittadini che sostituiranno le vecchie caldaie a bassa efficienza energetica nelle abitazioni civili del territorio comunale.

I contributi possono essere richiesti per sostituire generatori di calore autonomi in uso da almeno 15 anni. Il generatore esistente potrà essere sostituito con un generatore a condensazione, oppure con un sistema ibrido a pompa di calore. Solo al di fuori del perimetro del territorio urbano, potranno essere sostituiti anche generatori alimentati a gpl o a gasolio o a biomassa, con caldaie a biomassa legnosa. In tutti i casi i nuovi impianti dovranno avere potenza minore o uguale a 35 chilowatt (kW). L’incentivo è pari a 20 euro per ogni chilowatt di potenza installata del nuovo generatore. Inoltre, sono ammessi ai contributi anche interventi nei quali alla sostituzione del generatore si aggiunge l’installazione di valvole termostatiche (o dispositivi analoghi) sui corpi scaldanti. In questo caso, l’incentivo sale a 25 euro per ogni chilowatt di potenza del nuovo generatore più ulteriori 15 euro per ogni valvola termostatica installata.

Per presentare domanda c’è tempo fino alle ore 12.30 di lunedì 16 aprile. La graduatoria terrà conto della tipologia del soggetto richiedente (sono favoriti gli affittuari), del tipo di intervento in base all’efficienza energetica e dell’attestazione Isee. Il bando e i moduli da compilare sono sul sito del Comune di Castel San Pietro. Per informazioni ci si può rivolgere allo sportello dedicato presso l’ufficio tecnico, settore Ambiente e territorio, in piazza XX Settembre 3 (terzo piano), aperto il lunedì e il mercoledì dalle 9 alle 12 (telefono 051/6954106).

«Si tratta di una novità in ambito territoriale – commenta il presidente del Consiglio comunale, Stefano Trazzi, che ha anche la delega ai Progetti di risparmio energetico ed energie rinnovabili -. Oltre al vantaggio del risparmio energetico ed economico, il rinnovamento degli impianti termici civili contribuirà al miglioramento della qualità dell’aria e avrà un’importante ricaduta sull’indotto economico». Mediamente, fanno sapere dal Comune, «in ambito residenziale, il risparmio energetico conseguente alla sostituzione di un generatore di calore tradizionale con uno a condensazione è pari a circa il 10%, nei casi più virtuosi sino a circa il 20%».

gi.gi.

Castello mette a disposizione 50 mila euro di contributi per chi sostituisce la vecchia caldaia
Cronaca 7 Marzo 2018

Calamità, un sisma per finta in programma a Castel San Pietro

La città del Sillaro i prossimi 8, 9 e 10 giugno sarà invasa da un «esercito» di circa 800 volontari della Protezione civile, proprio come avviene in situazioni di emergenza dovute a calamità naturali. Niente paura, però: non si tratta di una catastrofe annunciata, bensì dell’esercitazione “Sisma, assistenza alla popolazione e salvaguardia della memoria” organizzata dal secondo raggruppamento dell’Associazione nazionale alpini (Lombardia ed Emilia Romagna), nell’ambito dell’addestramento annuale dei volontari, con il coordinamento locale dell’unità di Protezione civile sella sezione bolognese-romagnola.

Allarme terremoto! Per il 2018 la location scelta è proprio Castel San Pietro. L’emergenza che verrà simulata sarà un terremoto sufficientemente forte, quale «scenario a più alto rischio per il territorio scelto per l’esercitazione, essendo Castello in zona a rischio sismico 2», spiega Guglielmo Dotti, castellano, alpino e coordinatore dell’unità di Protezione civile della sezione bolognese-romagnola. «L’allarme verrà dato venerdì 8 giugno, alle ore 6.30, ipotizzando una scossa sismica di magnitudo 4 della scala Richter, a seguito della quale il sindaco provvederà ad attivare l’emergenza».

A seguito dell’allarme, i volontari cominceranno ad affluire a Castel San Pietro tra la mattina e il pomeriggio dello stesso giorno. I nuclei di Protezione civile della sezione bolognese-romagnola e quelli dell’Associazione nazionale alpini Emilia Romagna (Anarer) saranno invece impegnati già dal 6 giugno per l’allestimento del campo base, che sorgerà nell’area fra via Torricelli e via Avogadro (area di rimessaggio autobus) come previsto dal piano di protezione civile comunale, e del vicino campo di accoglienza e assistenza alla popolazione.

Il campo base e il campo per la popolazione. Il campo base sarà completo di tutti i moduli, dalla cucina ai servizi igienici, dal modulo sanitario a quello psicologico, dal modulo con centrale elettrica a quello per lo smistamento dei liquami. Il campo per la popolazione sarà invece solo accennato, con il montaggio di alcune tende di diversa tipologia e il picchettamento delle piazzole per altre tende, servizi igienici e percorsi del campo. «Lo scopo dell’esercitazione non è montare cento tende – spiega Dotti -, bensì testare la risposta dei volontari in un territorio collinare caratterizzato da vaste aree boschive, calanchi e corsi d’acqua. Le varie squadre, ordinarie e speciali, riceveranno istruzioni precise in busta chiusa il giorno stesso dell’esercitazione». Ad esempio la squadra cinofila dovrà occuparsi delle ricerche di un presunto minore disperso nella zona di monte Cerere. Le successive operazioni di smontaggio, invece, andranno avanti fino al 12 giugno.

AAA sfollati volontari cercansi. Nelle tende montate per la popolazione potranno dormire eventuali famiglie volontarie interessante a fare l’esperienza di evacuazione in caso di calamità. Le scuole ed i cittadini saranno comunque coinvolti a vario titolo durante l’esercitazione.

Gli alpini lasciano il segno. Oltre a fungere da test per i volontari, infatti, la simulazione ha lo scopo di far conoscere al territorio la realtà della Protezione civile, la sua organizzazione ed i mezzi di cui dispone. «Lasceremo un segno tangibile del nostro passaggio – assicura Dotti -. Innanzitutto all’esercitazione seguirà un report pratico con le eventuali criticità emerse, a tutto vantaggio del piano di protezione civile comunale. Poi stiamo pensando alla realizzazione di una pubblicazione snella, contenente consigli ed informazioni utili in caso di emergenza, da distribuire alla popolazione. Infine prevediamo alcuni interventi di miglioria del territorio, come la manutenzione della passerella sul Sillaro, la pulizia del terrazzo naturale sulla Valpadana, con posa di una staccionata a protezione, e il recupero ambientale dell’area con valenza culturale della fornace romana (tra la via Emilia e via Conventino, Ndr). Sarà un grande evento ed una grande opportunità per Castello».

mi.mo

Nella foto: esercitazione di protezione civile

Calamità, un sisma per finta in programma a Castel San Pietro
Economia 1 Marzo 2018

Economia, l'azienda Bio-on studierà come produrre bioplastiche dagli scarti delle barbabietole

Il progetto nato dalla collaborazione tra la società di ricerca Bio-on ed il gruppo agroindustriale Maccaferri compie un altro passo in avanti. E’ di qualche giorno fa la notizia che Seci, holding del gruppo appartenente alla famiglia Maccaferri, avvierà la produzione di bioplastiche nel proprio sito di San Quirico, in provincia di Parma.

A fornire il know how necessario sarà appunto Bio-on, la società bolognese che sta convertendo lo stabilimento ex Granarolo di Gaiana, in comune di Castel San Pietro, ove intende iniziare a produrre in proprio i Phas (poliidrossialcanoati), ovvero polimeri ottenuti da scarti o sottoprodotti di origine vegetale che per le loro caratteristiche termo-meccaniche sono in grado di sostituire numerosi polimeri tradizionali ottenuti dal petrolio, ma col vantaggio di essere biodegradabili. Riuscire a produrre bioplastiche in un proprio stabilimento rappresenta per Bio-on la consacrazione definitiva come player della chimica ecosostenibile, perché sino ad oggi la società bolognese si era limitata a fare ricerca ed a studiare le relative tecnologie produttive, concedendo a terzi licenze d’uso sui propri brevetti. «Siamo orgogliosi – commenta il presidente di Bio-on, Marco Astorri – di realizzare un importante progetto produttivo assieme al gruppo Maccaferri, uno dei gruppi industriali più importanti d’Europa, ampliando, tramite la concessione delle licenze, lo sviluppo del promettente business dei biopolimeri ad alta prestazione messi a punto dai nostri laboratori».

Quest’ultimo progetto sarà realizzato da Sebiplast, società del gruppo Maccaferri, nel sito produttivo di San Quirico, dove oggi sorge lo zuccherificio gestito dalla Sadam, società operativa del gruppo Seci. Ubicazione che permetterà di poter beneficiare di servizi comuni e creare sinergie con lo zuccherificio, dato che le bioplastiche sviluppate da Bio-on vengono ottenute da scarti vegetali. L’obiettivo è di avviare la produzione fra circa 24 mesi, con una potenzialità iniziale di 5.000 tonnellate annue, con possibilità di raddoppiarla e possibili future integrazioni con altre attività industriali legate alla chimica verde.

La collaborazione tra Bio-on e Sadam risale al 2015, anno in cui ha preso avvio un progetto più ampio per la sintesi sia di biocarburanti che di bioplastiche. «Siamo soddisfatti di continuare questo importante percorso – ha commentato dal canto suo Massimo Maccaferri, presidente di Sadam – grazie all’appoggio della Regione, che ha rilasciato una prima importante tranche di finanziamenti per la realizzazione delle prime fasi di progettazione. E’ un risultato molto positivo anche per la crescita del nostro gruppo nel nuovo settore della “chimica verde”, con un approccio ecocompatibile ed ecosostenibile».

L”articolo completo su sabato sera dell”1 marzo.

r.e.

Nella foto: barbabietole da zucchero

Economia, l'azienda Bio-on studierà come produrre bioplastiche dagli scarti delle barbabietole
Cronaca 28 Febbraio 2018

Raccolta rifiuti, a Castello quattro punti informativi per provare i nuovi servizi

Il tema della raccolta dei rifiuti non passa mai di moda e torna d”attualità in questi giorni a Castel San Pietro. Entro questa settimana, infatti, nella città termale, terminerà il lavoro degli informatori ambientali (leggi la news) che dal mese di gennaio operano porta a porta al fine di consegnare i materali necessari alla raccolta differenziata.

A questo proposito, Hera e il Comune, hanno organizzato quattro punti informativi che saranno a disposizione dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 nelle giornate di lunedì 5 e martedì 6 marzo (Sala Sassi, in via F.lli Cervi 3), oltre a venerdì 9 e sabato 10 marzo (Centro civico, in via Broccoli 41 a Osteria Grande).

Qual è lo scopo? Il personale formato risponderà a tutte le richieste dei cittadini e saranno a disposizione le nuove tipologie di contenitori per i rifiuti. Inoltre i cittadini potranno iniziare a prendere familiarità con la tessera per aprirli. Si potrà, inoltre, ritirare il kit di materiali necessari all’utilizzo dei nuovi servizi.

Successivamente, dal 13 marzo, materiali e le tessere si potranno ritirare esclusivamente agli sportelli aperti in Municipio (Piazza XX Settembre 3) tutti i mercoledì dalle 9 alle 12 e al Centro civico di Osteria Grande, in via Broccoli 40, aperto tutti i martedì dalle 15 alle 18.

r.c.

Nella foto: informatori ambientali al lavoro

Raccolta rifiuti, a Castello quattro punti informativi per provare i nuovi servizi
Cronaca 24 Febbraio 2018

Castel San Pietro, pubblicità “No vax'' non autorizzata: rimozione e multa

Nei giorni scorsi, in uno dei principali incroci di Castel San Pietro – quello tra viale Roma e via Emilia – la polizia municipale su segnalazione di un cittadino ha provveduto a far rimuovere un furgone vela con apposto un cartellone pubblicitario con contenuti che criticavano l”efficacia delle vaccinazioni. Gli agenti hanno fatto rimuovere e multato i titolari per pubblicità non autorizzata.

“Siamo estremamente preoccupati di quanto è avvenuto – commenta il sindaco Fausto Tinti -: fare disinformazione è da considerarsi un atto sconsiderato che alimenta solo paure nella nostra comunità. La salute dei cittadini, di tutti i cittadini, va tutelata”.

Anche i  consiglieri  regionali del Pd Paolo  Calvano,  Francesca  Marchetti  e  Nadia  Rossi  commentano  in  maniera  estremamente  negativa l’ennesima uscita pubblica dei comitati no vax e rivolgono un appello preoccupato affinchè venga “deguatamente contrastata la propalazione di dati totalmente falsi e infondati”.

La scritta della foto, tratta dalla pagina Facebook della consigliera Francesca Marchetti, è stata volutamente oscurata nelle parti contenenti le informazioni false.

Castel San Pietro, pubblicità “No vax'' non autorizzata: rimozione e multa

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