Dozza

Cronaca 26 Gennaio 2019

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme

Il nuovo tratto di pista ciclopedonale che congiunge la frazione di Toscanella con il comune di Castel San Pietro è «praticamente concluso», conferma il sindaco dozzese Luca Albertazzi. Si tratta di un’opera strategica, in prospettiva, per raggiungere in sicurezza Bologna dall’imolese, un lavoro reso possibile dal finanziamento ottenuto a suo tempo dall’Amministrazione comunale all’interno del Bando per le periferie dell’allora Governo Gentiloni.

L’intervento dozzese, in capo alla ditta Taglioli Sergio di Sasso Marconi, ha un costo di 200 mila euro, dei quali 148 mila finanziati con le dette risorse statali e 52 mila dal Comune. «Mancano le ultime finiture e alcuni dettagli, ma si può ritenere la pista ciclopedonale finita – continua il sindaco -. L’apertura avverrà a breve, mentre l’inaugurazione si terrà in primavera; pensiamo ad un taglio del nastro con passeggiata in bici, come già avvenuto per il tratto verso Imola, che fu molto partecipata. Nella stessa giornata inaugureremo anche il nuovo percorso ciclopedonale di collegamento tra la zona industriale e la via Emilia, anche questo concluso e già utilizzato».

Si tratta, in questo caso, della ciclabile che unisce la statale e piazza Giovanni XXIII, molto frequentata per la presenza del supermercato Lem. Il tratto, interamente finanziato anch’esso col Bando per le periferie con 210 mila euro, è stato realizzato dalla Ingcos Srl di San Maurizio Canavese.

«La ciclabile tra Toscanella ed Imola è apprezzata e frequentata,confidiamo in un analogo successo per il nuovo tratto, anche se bisognerà attendere la realizzazione del collegamento con Castel San Pietro» conclude Albertazzi. Anche il Comune castellano è rientrato nei finanziamenti e dovrebbe realizzare l’opera entro il 2019.

La ciclabile della via Emilia coinvolge cinque comuni (San Lazzaro, Ozzano Emilia, Castel San Pietro, Dozza e Mordano) e prevede alcuni tratti nuovi di zecca e altri realizzati mettendo in sicurezza l’esistente,abbattendo le barriere architettoniche e migliorando la qualità del decoro urbano. Ozzano e Dozza sono a buon punto, Castello ha uno dei tratti più corposi, per l’appunto quello dal confine con Dozza fino al ponte sul Sillaro.(mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme
Cultura e Spettacoli 25 Gennaio 2019

La Rocca di Dozza ospita un'antologica di Vittoriana Benini, cento tele dagli anni Novanta

C’è la gioia del colore, ma anche la velata malinconia della caducità delle cose, degli affetti, delle persone. Questa è la pittura di Vittoriana Benini, che sa restituirci quel momento di vita e lasciarlo continuare per sempre. Un attimo, che l’artista mordanese sa cogliere in modo ottimo. Attimi eterni, sguardi fermati per sempre in quel preciso istante in cui dialogano con altri sguardi, con altre figure, ciascuna nella medesima condizione di fragilità umana, che nella coralità della composizione trova la forza di sfidare il tempo. Una sfida che costituisce la missione dell’artista. Tutto questo emerge con palese evidenza nella mostra antologica di Vittoriana Benini dal titolo Io Vittoriana, allestita nella rocca di Dozza fino a domenica 3 febbraio (dal lunedì al sabato ore 10-12.30 e 14.30-17, domenica e festivi 10-19.30).

Una mostra davvero antologica, con un centinaio di tele esposte, dagli anni ”90 ad oggi, con un cospicuo corpus proveniente da collezioni private; ricca e bella, perché ogni sala presenta opere capaci di accendere un faro, di attirare e catturare l’attenzione dello spettatore.Un’operazione culturale che consente davvero di cogliere la complessità e ricchezza artistica, riflesso di quella umana, della pittrice, da tempo protagonista di una ricerca figurativa del tutto personale, in grado di attirare l’attenzione, fra gli altri, di Vittorio Sgarbi e Carlo Lucarelli, oltre che riscuotere ampi consensi in tutta Italia e negli Stati Uniti. «Un’antologica in vita, perché voglio vederla anch’io, con tutte queste opere insieme, per la prima volta» scherza l’artista, con la disinvoltura di chi sa portare con lieta spensieratezza capelli color azzurro, leggeri come un soffio di primavera.

Ed in effetti i temi cari alla pittrice ci sono tutti: la figura femminile, i ritratti, i fiori e la musica, i clown e le bambole, il cavalluccio a dondolo, i burattini. Tutti elementi che rimandano al suo mondo da bambina. Echi del passato che portano oggi alla grande capacità compositiva ed al pieno equilibrio cromatico fra colore e composizione: e proprio questa è la forza suggestiva che dà dimensione scultorea, a tutto tondo, alle sue tele, dove il colore ad olio, i pizzi e la matericità di certe forme di collage sono elementi fondanti della sua cifra stilistica. In tutto questo, un ruolo fondante lo giocano gli sguardi ed i volti, sia che si tratti di figure umane, che di bambole o burattini. Sguardi e volti a volte definiti, talvolta indefiniti, proprio per far cogliere meglio l’attimo, per lasciare allo spettatore la possibilità di prendere quell’indefinito e farne base per la propria interpretazione. Come nel ritratto a carboncino di Umberto Folli, omaggio al proprio maestro, ed ancora nel quadro L’estasi della musicista, in cui la condizione della donna ritratta emerge con tutta la sua forza suggestiva proprio dal non finito, da quel suo volto che la pittrice lascia volutamente sfumato.Lo sguardo del ritratto di Carlo Lucarelli, che accoglie il visitatore all’entrata, va allora rivisto all’uscita della mostra, per coglierne appieno il senso. Uno sguardo che invita ad entrare nell’esposizione, come in un viaggio fra tutte le situazioni raffigurate dalla pittrice, ma avvertendo nel contempo di essere pronti a subirne le conseguenze, emotivamente parlando. Perché la gestione delle emozioni che scaturiscono dalla visione delle tele è una responsabilità tutta dello spettatore. Che deve essere attrezzato, per andare oltre a quanto appare a prima vista. Perché le tele di Vittoriana Benini sono ricche: di colori, di simboli, di particolari tutti da scoprire poco alla volta e da assaporare poi tutti insieme, in una visione complessiva del quadro. Lo testimoniano bene opere quali Fuori scena, dove la maschera della vita rimane sempre sul volto dell’attore, od ancora Artisti di strada, ispirato ai buskers a Ferrara o Carta sospetta, che ha suscitato grande interesse alla mostra allestita al Complesso dei Dioscuri al Quirinale, nel 2013.

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 24 gennaio

Nella foto (di Isolapress) Vittoriana Benini con alcuni suoi quadri in mostra a Dozza

La Rocca di Dozza ospita un'antologica di Vittoriana Benini, cento tele dagli anni Novanta
Economia 17 Gennaio 2019

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività ai lavoratori di Eurocoop Service. Lo comunica la Cgil di Imola in una nota, precisando che l”intesa è stata firmata il 15 gennaio tra l”Assessorato regionale, il commissario liquidatore dell”azienda che si trova in liquidazione coatta amministrativa e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Ui, confederali e di categoria.

«Per salvaguardare 110 lavoratori – prosegue la nota – le organizzazioni sindacali hanno richiesto l”avvio della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, stante la sussistenza dei requisiti inerenti i percorsi di politiche attive del lavoro per il personale in esubero ed in base alla delibera regionale 1653 del 11 ottobre 2018 con pagamento diretto da parte dell’Inps. Ora l’accordo dovrà essere perfezionato al Ministero del lavoro e preceduto da una accordo regionale con l”Agenzia per il Lavoro sul piano di gestione, volto alla salvaguardia occupazionale e alle politiche attive».

«Contestualmente, considerando la procedura di licenziamento collettivo aperta, l”unico criterio per la cessazione dei rapporti di lavoro e per usufruire della Cigs sarà quello della non opposizione al licenziamento da manifestarsi in modo certificato», aggiunge la nota della Cgil.

L”ultimo passaggio riguarda la Wegaplast di Toscanella, che nei giorni scorsi (leggi l”articolo del 14 gennaio) aveva deciso di sospendere il lavoro esterno in appalto a Eurocoop Service. «La Wegaplast sta affrontando una riorganizzazione aziendale ed ha appena sottoscritto un accordo di Cassa integrazione ordinaria – concludono dalla Cgil -. La stessa azienda si è resa disponibile a sottoscrivere, in caso di future assunzioni, un accordo di prelazione a favore dei dipendenti Eurocoop che operavano in appalto in Wegaplast». (r.eco.)

Nella foto la sede della Wegaplast

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service
Cultura e Spettacoli 17 Gennaio 2019

Davide Dalfiume e Marco Dondarini in scena a Dozza spiegano che «la comicità è una cosa seria»

«Chi ce l’ha fatto fare?» A rispondere a questa domanda un po’ retorica ed un po’ esistenziale saranno Davide Dalfiume e Marco Dondarini, in scena al teatro comunale di Dozza venerdì 18 gennaio. La domanda, infatti, non è altro che il titolo del secondo spettacolo (dopo Insieme per caso) del duo comico nato nel 2014 per volere dell’elaboratore elettronico del programma televisivo Zelig, dove l’attore e comico castellano e il bolognese Dondarini sono stati casualmente accoppiati per la trasmissione in cui poi hanno spopolato. «Merito di una grande complicità che fin da subito si è instaurata fra di noi – ricorda Dalfiume -. Ci siamo trovati subito, è vero, ma nel tempo abbiamo coltivato questo rapporto con impegno e dedizione ed oggi siamo ancora più affiatati sia in scena sia nella vita. Possiamo considerarci perfino amici».Quando Dalfiume parla è sempre difficile capire se stia scherzando o dicendo sul serio, oppure se stia raccontando una verità un po’ scomoda con quel poco di ironia che basta a confondere l’interlocutore, o ancora se dalla sua bocca stia uscendo un concetto così improbabile che forse non ha capito l’argomento o forse si è sbagliato ad esprimersi. O forse sta solo facendo il comico, perché per lui «la comicità è una cosa seria», come dice sempre. Alla stessa maniera, insieme al compagno di avventure Dondarini, il duo porta in scena in Chi ce l’ha fatto fare? una serie di situazioni tra realtà e comicità che spiazzano lo spettatore.

«In questo spettacolo, che ha appena debuttato, portiamo in scena personaggi nuovi e situazioni inedite – spiega Dalfiume -. In ogni situazione quotidiana si può nascondere una gag. Per ora lo spettacolo è andato in scena solo nel Veneto e nel capoluogo bolognese, significa che ci stiamo ancora lavorando, che è un work in progress, ma del resto una nostra caratteristica è proprio l’improvvisazione in scena, dove cerchiamo di dare una risposta alla domanda nel titolo rappresentando una serie di situazioni quotidiane fatte di impegni che tutti prendiamo e poi dimentichiamo perché li abbiamo presi, e non sappiamo più chi ce lo ha fatto fare, appunto».

Come due Don Chisciotte e Sancho Panza moderni, come si legge nella presentazione minimale dello spettacolo, che affrontano come possono i loro mulini a vento, cercando di portare a casa, integra, una lucidità che non hanno. Insomma siete confusi?

«Siamo tutti confusi, le persone di oggi vivono confuse – dice Dalfiume -. Si è persa di vista la semplicità della vita e noi la riportiamo in scena. Basti pensare alle piaghe della burocrazia o alla frenesia di tutti i giorni… E mi viene in mente un’altra domanda, citando il grande Totò: siamo uomini o caporali? Lo stesso spettacolo di prossima rappresentazione a Dozza rappresenta un tipo di comicità fresco che mantiene comunque un legame con la grande tradizione comica italiana».

Siamo uomini che abbiamo bisogno di più semplicità quindi? Di comicità?

«Oggi si fa tanto per cercare di essere felici, ma poi chi è felice? In questo senso la mia comicità è quella piccola e semplice del quotidiano, adatta a tutte le persone e a tutti i giorni. Una comicità che vuole creare buonumore, come il nome dell’associazione che ho contribuito a far nascere vent’anni fa proprio allo scopo di produrre e divulgare il buon umore».

Una bottega che oggi è diventata una realtà affermata e gestisce ben quattro teatri a Castel San Pietro, Conselice, Massa Lombarda e Dozza, l’ultimo entrato in ordine di tempo…

«Durante i primi anni di vita la Bottega del Buonumore era semplicemente uno spazio dove giocare in maniera donchisciottesca a fare teatro comico per gli avventori, più che per dei veri e propri spettatori. Eravamo a Mordano, era il 1998, e facevamo sketch e gag per ore per piccoli gruppi di persone o singoli individui che capitavano più o meno interessati. Provo tenerezza e nostalgia a ricordare quei tempi. Poi nel 1999 abbiamo dato vita all’associazione, che nel tempo è cresciuta ed oggi conta uno zoccolo duro di cinque persone e tante altre che ci affiancano per i vari progetti. La bottega, oggi, è un vero e proprio gruppo di lavoro fatto di persone specializzate nel proprio ruolo. Io ad esempio faccio il comico».

Non solo sulla scena…

«Non solo. All’interno della Bottega del Buonumore mi occupo anche di laboratori e corsi di comicità, non solo per imparare a far ridere ma più semplicemente per imparare a ridere ogni giorno. All’interno della Bottega del Buonumore c’è poi il numeroso gruppo del Buonumore Walking, che si occupa di passeggiare e trasmettere il buonumore, la salute e i corretti stili di vita camminando». (mi.mo.)

«Chi ce l’ha fatto fare?» va in scena al teatro comunale di Dozza venerdì 18 gennaio alle ore 21; biglietti 10 euro intero, 8 ridotto. Prenotazioni consigliate al numero 338/3183077.

L”intervista completa a Davide Dalfiume è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 17 gennaio

Nella foto Davide Dalfiume e Marco Dondarini (si tratta della foto nella locandina dello spettacolo «Chi ce l”ha fatto fare?»)

Davide Dalfiume e Marco Dondarini in scena a Dozza spiegano che «la comicità è una cosa seria»
Cronaca 14 Gennaio 2019

Wegaplast Spa revoca un appalto, la Cgil lancia l'allarme: “A rischio 48 posti di lavoro'

“Wegaplast Spa ha sospeso il lavoro esterno in appalto all”Eurocoop Service, cooperativa di Rimini in liquidazione coatta amministrativa. Questa iniziativa unilaterale mette a rischio 48 posti di lavoro e non permette di dare corso agli adeguati ammortizzatori sociali a garanzia del reddito di questi lavoratori, nonché per favorire una procedura di cambio di appalto a tutela dell’occupazione”. La notizia è arrivata dalla Cgil, Filcams, Filctem e Filt. Il sindacato, preoccupato, ha organizzato per oggi uno sciopero di tutti i lavoratori coinvolti. 

Tanto per capirci, l”Eurocoop Service nel nostro territorio occupava circa una settantina di addetti distribuiti in diversi appalti. “In alcune realtà sono stati raggiunti accordi tra le organizzazioni sindacali e le singole aziende appaltatrici che hanno permesso di salvaguardare l’occupazione tramite il passaggio del personale” spiegano dal sindacato.

Invece la Wegaplast, azienda specializzata in stampi e stampaggio con sede a Toscanella di Dozza, venerdì scorso ha reso nota la sua decisione unilaterale. “Oggi pomeriggio è previsto un incontro presso la Regione Emilia Romagna per cercare una soluzione – aggiungono i sindacati -. Pertanto è incomprensibile l’atteggiamento assunto da Wegaplast Spa che non solo non ha dato disponibilità all’incontro, ma avrebbe potuto comunque attenderne l’esito”. Per domani è stata  fissata un”assemblea. (r.c.)

Wegaplast Spa revoca un appalto, la Cgil lancia l'allarme: “A rischio 48 posti di lavoro'
Cronaca 12 Gennaio 2019

Paura a Toscanella, uomo aggredito e rapinato in un parcheggio

Un 70enne di Dozza è stato aggredito e rapinato nel parcheggio dietro alla pasticceria Berti a Toscanella. L”episodio è avvenuto giovedì sera. L”uomo stava camminando a piedi quando è stato avvicinato da tre persone che prima l”hanno colpito con un pugno al fianco e poi minacciato se si fosse messo ad urlare. A quel punto gli hanno sottratto i 200 euro contenuti nel portafoglio e una collanina, per poi dileguarsi.

Una triste storia che, per fortuna, non si è conclusa con un epilogo peggiore. La vittima, infatti, se l”è cavata solo con un grosso spavento e nessuna ferita, tanto da non richiedere alcuna cura medica. I carabinieri di Imola e di Dozza, che seguono le indagini, stanno vagliando le telecamere della zona per provare a risalire all”identità dei rapinatori e invitano chiunque abbia visto o sentito qualcosa a contattare le forze dell”ordine. (d.b.)

Foto d”archivio

Paura a Toscanella, uomo aggredito e rapinato in un parcheggio
Cronaca 8 Gennaio 2019

Per la rivista Forbes il borgo di Dozza è tra le mete italiane più autentiche e ricche di fascino per chi viaggia

Una conferma internazionale per Dozza come meta turistica di prima scelta. Arriva dal sito della rivista Forbes, che ha inserito il borgo tra le tre piccole città italiane da non perdere se si è in cerca di luoghi autentici e di fascino.

L”articolo è della giornalista Irene S. Levine, che un po” provocatoriamente, nei suoi consigli di viaggio, invita i lettori a «dimenticare» Firenze, Venezia e Roma, puntando piuttosto su piccoli centri appunto più autentici e meno turistici, anche se ammette che le tre celebri città devono essere visitate almeno una volta nella vita.Di Dozza la collaboratrice di Forbes, che in passato aveva già scritto articoli sul territorio bolognese, dimostra di apprezzare il borgo come «museo vivente», con i muri dipinti da importanti artisti contemporanei che risaltano tra le strette vie del borgo medievale. Inoltre, si sottolinea la presenza dell”Enoteca regionale e la possibilità di gustare piatti tipici (in particolare la piadina e i formaggi) nei ristoranti del paese.

Il fatto che Dozza sia stata inserita, con Galatina e San Gusmè, tra le tre piccole città imperdibili del paese fa ovviamente piacere a If Imola Faenza, la società di turismo dei territori imolese e faentino. «L”aumento dell”interesse per le mete del nostro territorio è frutto delle azioni promosse in sinergia con Bologna Welcome e con la destinazione turistica Bologna metropolitana», sottolinea il direttore Erik Lanzoni.

Per leggere l”articolo di Forbes: https://www.forbes.com/sites/irenelevine/2019/01/05/3-unforgettable-under-the-radar-towns-in-italy/#59928ec6a02a

Per la rivista Forbes il borgo di Dozza è tra le mete italiane più autentiche e ricche di fascino per chi viaggia
Cronaca 3 Gennaio 2019

Riconoscimenti per le persone e le associazioni che si sono distinte nel territorio del Comune di Dozza

L”Amministrazione comunale di Dozza ha concluso il 2018 istituendo e consegnando riconoscimenti a persone o associazioni che si sono particolarmente distinte nei vari campi come, ad esempio, lo sport, il volontariato e l”attività culturale. «Come Amministrazione Comunale – commenta il sindaco Luca Albertazzi – vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno segnalato, con tanto di documentazione, associazioni o persone degne di elogio. La loro collaborazione è stata di sicura importanza per poter consegnare un piccolo simbolo della nostra riconoscenza». 

Nello specifico sono stati premiati: Maria Rosaria Abate, Nadia Nanni e Ilario Zavagli (dipendenti del Comune di Dozza andati in pensione nel 2018), Sofia Cimatti (campionessa Europea di beach tennis), Giada Martignani (campionessa regionale categoria junior livello silverB di ginnastica artistica), Sofia Giacomelli e Ardea Monti (componenti della squadra terza classificata alla fase nazionale Fisac di ginnastica acrobatica), l”Asd Sport Village Karate Bologna sede di Dozza (in occasione dei 25 anni di attività nel territorio comunale), Novella Ferri (attività di volontariato in diverse associazioni del territorio), Sanzio Beltrandi (importante e lunga attività di volontariato nel territorio),  Luigi Grillini (impegno civile come referente locale dell’Anpi), Mario Manfredini (attività di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica), Arena Ricchi (fondatrice dell’Associazione “Insieme per un futuro Migliore”) e l”Associazione Incontri (attività culturale svolta nel territorio). (d.b.)

Nella foto: il riconoscimento ai tre dipendenti del Comune di Dozza andati in pensione

Riconoscimenti per le persone e le associazioni che si sono distinte nel territorio del Comune di Dozza
Cronaca 19 Dicembre 2018

L'ex hotel Gloria di Toscanella acquistato da una società cinese, il suo nuovo nome sarà Hotel Dozza

L’ex hotel Gloria, chiuso ormai da anni, rinascerà tra qualche mese a nuova vita e con un nuovo nome: Hotel Dozza. «Pensiamo di chiamarlo così per rendere più riconoscibile dove si trova», anticipa Gianni Hu, uno dei soci della proprietà di origine cinese che gestisce già un’altra struttura ricettiva nella zona fiera di Bologna.

Stando a quanto raccontano dalla proprietà, l’albergo, che si trova sulla via Emilia al centro della frazione dozzese di Toscanella, «dovrebbe riaprire a marzo». «L’obiettivo era quello di inaugurare prima della fine dell’anno ma i lavori di ristrutturazione stanno durando più del previsto – continua Hu -. Abbiamo investito circa centomila euro per ripulire la facciata e cambiare gli infissi, rifare alcuni bagni, ripristinare i rivestimenti interni e l’ascensore ed adeguare alla normativa esistente le scale antincendio esterne. Al momento non prevediamo di ripristinare il ristorante al piano terra, che c’era un tempo».

Complessivamente il nuovo hotel dovrebbe contare su 24 camere, disponibili, come detto, dalla prossima primavera. «Sarà un hotel piccolo ma accogliente», conclude Hu. Una nuova struttura che contribuirà all’economia dozzese, ad esempio considerando gli introiti che arriveranno dall’imposta di soggiorno che saranno tenuti a pagare i clienti della struttura. Ad oggi, dopo la chiusura dell’hotel Monte del Re, nel comune non sono presenti alberghi ma solo bed and breakfast e case vacanze (da notare che anche per queste strutture è prevista la tassa di soggiorno). (mi.mo.)

Nella foto l”ex hotel Gloria a Toscanella

L'ex hotel Gloria di Toscanella acquistato da una società cinese, il suo nuovo nome sarà Hotel Dozza
Cronaca 30 Novembre 2018

Maltrattamento degli animali e violenza interpersonale, un convegno a Dozza l'1 e 2 dicembre

Il corpo delle Guardie ambientali della Città metropolitana di Bologna organizza, in collaborazione con Link-Italia, col patrocinio del Comune di Dozza e la partecipazione della Fondazione Dozza città d’arte, il convegno Link – Collegamento tra maltrattamento di animali e violenza interpersonale, in programma per sabato 1 e domenica 2 dicembre.

Interverranno al convegno Francesca Sorcinelli, presidente di Link-Italia (Aps) ed educatrice professionale presso l’Asp del Comune di Modena; il Nucleo anti violenza – Nav della polizia locale di Cento, con il progetto DoMinA – Donne, Minori, Animali; Marco Strano, psicologo e criminologo, presidente del Centro studi per la Legalità, la sicurezza e la giustizia; Claudia Taccani, del Foro di Milano, responsabile dello sportello legale di Oipa Italia; Silvia Rubini, veterinario dirigente della sezione Ferrara dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, e Ruth Pozzi, ufficiale della polizia provinciale di Alessandria e vice-presidente dell’Associazione animalisti Onlus.

Il convegno tratterà il maltrattamento e l’uccisione di animali, grave reato da contrastare di per sé, quale sintomo di una situazione esistenziale patogena ed efficiente indicatore di pericolosità sociale. Il convegno è ad accesso libero, previo accreditamento (modulo scaricabile su http://cgam.it/wp-content/uploads/Scheda-iscrizione.pdf ) sino ad un numero massimo di 100 partecipanti; i lavori si svilupperanno poi dalle ore 8.30 alle 18 di entrambe le giornate di sabato e domenica, nella mattinata di sabato nella sala maggiore della Rocca e dalle 14 di sabato e per tutta domenica al Teatro Comunale di Dozza.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Maltrattamento degli animali e violenza interpersonale, un convegno a Dozza l'1 e 2 dicembre

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