Dozza

Sport 9 Marzo 2019

La decima volta della «StraDozza», 4 chilometri per le superdonne di «Rina e le sue amiche»

Domani, domenica 10 marzo, in occasione della Festa della Donna, il gruppo di donne dozzesi «Rina e le sue Amiche», in collaborazione con l’Associazione Dozzese Calcio e con il patrocinio del Comune di Dozza, ha organizzato la camminata (non competitiva) per sole donne «StraDozza», che festeggia i 10 anni.

La partenza è prevista in piazza Zotti a Dozza alle ore 9.30, con ritrovo alle ore 8.30 per la distribuzione delle pettorine (da riconsegnare all’arrivo) e di un gadget ricordo. Quest’anno il percorso (di circa 4 km) è cambiato: la partenza è da piazza Zotti in direzione della Rocca. Si prosegue per le vie Monte del Re, Poggiaccio, Emilia (pista ciclabile, attraversando il centro di Toscanella) per arrivare in via Nuova Sabbioso e quindi al campo sportivo in via Nenni, dove saranno presenti il sindaco, il Gruppo Folcloristico Bandistico Dozzese e i ragazzi della Dozzese Calcio. Al termine della manifestazione, dal campo sportivo ci sarà un servizio di navetta per il rientro a Dozza.

L’iscrizione è ad offerta libera e il ricavato sarà  destinato all’Azienda Usl di Imola per completare il progetto iniziato la scorsa edizione per l’acquisto di uno strumento per la prevenzione dell’incontinenza femminile. La camminata si terrà anche in caso di maltempo. Per informazioni: Rina, tel. 347-3227377. (r.s.)

La decima volta della «StraDozza», 4 chilometri per le superdonne di «Rina e le sue amiche»
Cronaca 7 Marzo 2019

Per i semafori di Toscanella in arrivo luci a led e sincronizzazione, l'obiettivo è migliorare la sicurezza

A breve verrà messa in atto l’annunciata sincronizzazione dei semafori lungo la via Emilia che attraversa Toscanella in modo da ridurre i tempi di attraversamento del centro abitato. Sarà il tassello finale di una serie di interventi avviati questa settimana con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e soprattutto cercare di ovviare agli annosi problemi di attraversamento nella frazione cresciuta attorno alla via Emilia.

La prima parte dell’intervento consiste nella sostituzione delle lanterne semaforiche nell’impianto presente tra la statale, via Poggiaccio e piazza Gramsci con dei led. Questo consentirà un risparmio energetico, oltre a migliorare la visibilità rispetto a quelle attuali ad incandescenza, vecchie ed obsolete, e ad aumentare la sicurezza della viabilità. Inoltre «diminuirà il rischio di guasti, riducendo conseguentemente anche i disagi alla circolazione stradale» garantiscono dal Comune.

Successivamente si procederà alla sincronizzazione dei due semafori della frazione in modo da creare un flusso continuo con una velocità di percorrenza contenuta a circa 40 chilometri orari, in grado di offrire migliori standard di sicurezza, in particolare per pedoni e ciclisti, nonché minori emissioni inquinanti e rumore. «La sincronizzazione verrà monitorata nel tempo per verificarne l’efficacia e la necessità di aggiustamenti – commenta il sindaco Luca Albertazzi –. Con questa “onda verde” le code che si creeranno nei periodi di massimo flusso saranno confinate al di fuori del centro abitato portando a Toscanella importanti benefici. Questi interventi erano attesi anche a livello sovracomunale essendo la via Emilia un’arteria di collegamento molto utilizzata». (r.cr.)

Per i semafori di Toscanella in arrivo luci a led e sincronizzazione, l'obiettivo è migliorare la sicurezza
Cronaca 4 Marzo 2019

Tornano al Comune le chiavi della Bocciofila di Toscanella, nessuno disponibile a ricostituire il direttivo dell'associazione

Nonostante la maggioranza dei soci fosse contraria alla chiusura l’impasse nel quale versa attualmente la Bocciofila toscanellese, con un direttivo uscente e nessuno che voglia prenderne il posto, sta portando proprio in quella direzione. La «saracinesca» del bar dell’impianto di via Amendola è stata tirata giù dallo scorso primo febbraio, inizialmente «causa malattia», come recita il cartello ancora appeso sulla porta d’ingresso, ma da allora non è stata più riaperta.

«Il barista non si è più presentato dopo l’assemblea del 31 gennaio nella quale è stata illustrata ai soci la situazione fiscale e le azioni imputate all’ex presidente Renzo Manzoni», spiegano i membri del direttivo dimissionario della Bocciofila toscanellese, l’associazione sportiva dilettantistica (asd) che gestisce l’omonima e ormai storica struttura nella frazione di Dozza.

Ma ricostruiamo la vicenda che sta portando a questo amaro epilogo. Durante l’assemblea dei soci di fine gennaio il direttivo dell’asd ha formalizzato le sue dimissioni e relazionato su un ammanco di alcune migliaia di euro imputato, per l’appunto, all’ex presidente Manzoni, già gestore anche del bar della Bocciofila nella sua veste di presidente de Gli amici della bistecca, associazione imolese che si occupava del bar in convenzione con l’asd Bocciofila toscanellese. Il problema è che, secondo il direttivo della bocciofila, Manzoni avrebbe svuotato il conto dell’asd in favore dell’associazione “Gli amici della bistecca”, tramite una serie di prelevamenti e bonifici effettuati negli ultimi sei mesi dello scorso anno.

L’avvocato dell’asd Bocciofila Vassilia Casselli mette le mani avanti: «Il percorso giudiziario è ancora fermo alle indagini – poi aggiunge decisa -. Dal canto nostro siamo risaliti ad un ammanco di 24.868 euro, cifra che non risulta avere alcun giustificativo in termini di fatture o altre spese imputabili alle attività dell’asd. Ad oggi non siamo ancora stati contattati né dal signor Manzoni, che solo a mezzo stampa ha dichiarato di possedere tutte le carte per dimostrare la correttezza dei conti, né dall’avvocato che ha scelto per rappresentarlo. Speriamo che la situazione si sblocchi quanto prima – conclude -. Nel frattempo l’asd Bocciofila sta operando in via formale per riottenere le chiavi del bar che erano state affidate all’associazione che lo gestiva, ovvero sempre allo stesso Manzoni».

Per il momento non è possibile avere altri ragguagli dato che né l’ex presidente né l’avvocato che lo rappresenta, contattati dopo gli ultimi sviluppi, hanno rilasciato alcuna dichiarazione a sabato sera.

Al di là di tutto questo, il problema più pressante e grave è che, dopo le dimissioni del direttivo (la motivazione formale, e comprensibile, è stata perché, avendo eletto loro Manzoni, non ritenevano più di essere qualificati per proseguire l’attività), non si sono trovati volontari per sostituirli. Per la precisione, lo scorso 18 febbraio è stata indetta una riunione per individuare il consiglio elettorale e un nuovo direttivo per guidare l’asd Bocciofila. Occorrevano cinque nomi ma se n’è fatto avanti solo uno, quindi l’assemblea si è sciolta nel nulla di fatto. «Per l’impossibilità di proseguire con le elezioni e la scelta dei nuovi consiglieri siamo obbligati a riportare in Comune le chiavi della struttura – concludono dal direttivo uscente – e passare la parola all’Amministrazione comunale. Resta il dispiacere di vedere chiuso un luogo di incontro e di sport importante per tante persone e diverse associazioni, ma all’orizzonte non si vede alcuna via di uscita da questo impasse burocratico». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 febbraio

Tornano al Comune le chiavi della Bocciofila di Toscanella, nessuno disponibile a ricostituire il direttivo dell'associazione
Cronaca 22 Febbraio 2019

Dozza e i suoi murales ospiti nella trasmissione Kilimangiaro su Rai 3

Dozza… sbarca nuovamente in tv. Domenica 24 febbraio, infatti, il piccolo borgo sarà ospite di Camila Raznovich e della sua trasmissione Kilimangiaro. Durante la puntata speciale, in onda a partire dalle 14.35 su Rai 3, i telespettatori saranno così catapultati in un viaggio attraverso l”Europa, alla scoperta di bellezze naturali e città affascinanti.

Tra i tanti servizi non perdetevi, quindi, il giro d’Italia del geologo Mario Tozzi che, come sempre alla ricerca dei più bei luoghi della Penisola, per l”occasione farà tappa proprio nel paese dei Murales. (d.b.)

Nella foto (dalla pagina facebook del Comune): il borgo di Dozza

Dozza e i suoi murales ospiti nella trasmissione Kilimangiaro su Rai 3
Cronaca 12 Febbraio 2019

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione

L’associazione sportiva dilettantistica Bocciofila toscanellese, che gestisce l’omonima struttura della frazione dozzese, non si è sciolta. Questo significa che, almeno per il momento, l’impianto non chiude i battenti, nonostante i conti pesantemente in rosso dell’associazione. Questa la decisione dei soci al termine di «un’infuocata» assemblea straordinaria convocata il 31 gennaio durante la quale sono volate accuse ben precise in merito alle cause della situazione (oltre due ore di discussione per una settantina di presenti, compresa la Giunta dozzese al completo e ben tre carabinieri in servizio a scongiurare eventuali problemi).

La vicenda è nata a fine anno, quando il direttivo ha dato l’allarme sulle casse vuote: secondo i consiglieri, che hanno detto di aver già presentato un esposto in procura in merito, il presidente Renzo Manzoni avrebbe «svuotato il conto corrente con una serie di bonifici e prelievi in favore dell’associazione “Gli amici della bistecca di Imola”», di cui sempre Manzoni è presidente. Le cifre di cui si parla, però, sono ancora incerte. Il direttivo, avvalendosi anche della collaborazione di un avvocato, sta cercando di ricostruire lo storico delle uscite e delle entrate degli ultimi sette mesi, da quando cioè Manzoni è diventato presidente, e parla di una «cifra fra i 10 e i 20 mila euro». A questi si aggiungerebbero fatture mai pagate per le ultime forniture di materiali, al momento impossibili da conteggiare, a detta dei consiglieri revisori presenti all’assemblea. Tali debiti, però, ha precisato l’avvocato Vassilia Casselli «dovrebbero per legge gravare su chi ha fatto gli ordini», ovvero sempre il presidente Manzoni.

Come detto, l’assemblea straordinaria era stata convocata con l’ordine del giorno specifico di sciogliere l’associazione. A sorpresa, però, nonostante il voto favorevole di sette consiglieri del direttivo su nove (Manzoni non si è presentato e il barista non ha votato) più una manciata di soci, la maggioranza assoluta della partecipatissima e lunga assemblea ha votato contro lo scioglimento. Pochissimi gli astenuti. Se l’Asd si fosse sciolta, ha spiegato il sindaco Luca Albertazzi, non si sarebbe potuta tenere aperta la bocciofila, il gestore è stato designato con bando pubblico e occorreva farne un altro. Gestione, tra l’altro, che formalmente è scaduta in dicembre ma è stata prorogata di un anno proprio dall’Amministrazione comunale per arrivare fino alla corposa ristrutturazione già prevista per l’inverno prossimo.

I lavori comporteranno messa a norma, ampliamento ed abbattimento delle barriere architettoniche per un totale di 990 mila euro per metà coperti da un contributo regionale e per metà da un mutuo agevolato per il credito sportivo richiesto dall’Amministrazione stessa. Tornando all’assemblea, il sindaco ha detto che forse «si potrebbe stralciare la sala più grande», ovvero tenerla chiusa risparmiando così sulle spese (secondo il direttivo la gestione dell’intera struttura costa «tre volte tanto quella del solo bar»). Questo permetterebbe di mantenere nella frazione almeno il ritrovo e l’aggregazione offerta dalle sale bar e tv, ma si perderebbe quella delle altre associazioni sportive che gravitano su questo grande spazio. I campi dove un tempo rotolavano le bocce, infatti, negli ultimi anni sono stati utilizzati per feste, sagre, tombolate e balera ma soprattutto per l’attività del judo e del tiro con l’arco.

Ciò su cui Albertazzi è stato molto chiaro è nel rispondere negativamente all’esplicita richiesta di «un aiuto economico» da parte del Comune. «E’ ingiustificabile in termini di legge» ha tagliato corto il sindaco. I soci della Bocciofila toscanellese hanno così deciso di proseguire le attività contando sul volontariato dei 165 iscritti e confidando sugli eventi di autofinanziamento. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Nella foto un momento dell”assemblea del 31 gennaio, alla quale erano presenti anche i carabinieri

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione
Cronaca 28 Gennaio 2019

E' arrivata a Toscanella RadioImmaginaria, l'emittente degli adolescenti nata nel 2010 a Castel Guelfo

Inaugurata la sede destinata ad ospitare la redazione di Radioimmaginaria, la prima e unica radio realizzata e condotta da adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni. La cerimonia di inaugurazione si è svolta mercoledì 16 gennaio, alla presenza degli ideatori e dei coordinatori del progetto, del sindaco Luca Albertazzi e dell’assessore comunale alle Politiche giovanili Luana Vittuari, di insegnanti e alunni della locale scuola media.

Radioimmaginaria (e-mail: immaginaria@gmail.com; sito web: www.radioimmaginaria.it) è nata nel 2010 a Castel Guelfo e oggi è un network con sedi sparse un po’ ovunque. Trasmette via web (sulla piattaforma Spreaker) un programma settimanale molto seguito dagli adolescenti. I ragazzi della redazione si alternano al microfono, mentre una rete di inviati da tutta Italia fornisce servizi e contributi.

La sede di Toscanella inaugurata il 16 gennaio si trova presso il centro comunale polivalente di piazza Libertà 3. E’ stata messa a disposizione dal Comune attraverso una convenzione; gli arredi sono stati acquistati grazie a un contributo regionale ottenuto partecipando ad un apposito bando per le politiche giovanili, mentre l’allestimento è stato effettuato da consiglieri comunali e volontari.

«Si tratta di un ottimo risultato – hanno commentano Albertazzi e Vittuari -. Si tratta di un percorso concreto e virtuoso per favorire l’aggregazione giovanile e cercare di rispondere alle specifiche esigenze di questa fascia di età». La redazione di Radioimmaginaria sarà presente nella nuova sede tutti i lunedì, dalle ore 19 alle 21.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

E' arrivata a Toscanella RadioImmaginaria, l'emittente degli adolescenti nata nel 2010 a Castel Guelfo
Cronaca 26 Gennaio 2019

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme

Il nuovo tratto di pista ciclopedonale che congiunge la frazione di Toscanella con il comune di Castel San Pietro è «praticamente concluso», conferma il sindaco dozzese Luca Albertazzi. Si tratta di un’opera strategica, in prospettiva, per raggiungere in sicurezza Bologna dall’imolese, un lavoro reso possibile dal finanziamento ottenuto a suo tempo dall’Amministrazione comunale all’interno del Bando per le periferie dell’allora Governo Gentiloni.

L’intervento dozzese, in capo alla ditta Taglioli Sergio di Sasso Marconi, ha un costo di 200 mila euro, dei quali 148 mila finanziati con le dette risorse statali e 52 mila dal Comune. «Mancano le ultime finiture e alcuni dettagli, ma si può ritenere la pista ciclopedonale finita – continua il sindaco -. L’apertura avverrà a breve, mentre l’inaugurazione si terrà in primavera; pensiamo ad un taglio del nastro con passeggiata in bici, come già avvenuto per il tratto verso Imola, che fu molto partecipata. Nella stessa giornata inaugureremo anche il nuovo percorso ciclopedonale di collegamento tra la zona industriale e la via Emilia, anche questo concluso e già utilizzato».

Si tratta, in questo caso, della ciclabile che unisce la statale e piazza Giovanni XXIII, molto frequentata per la presenza del supermercato Lem. Il tratto, interamente finanziato anch’esso col Bando per le periferie con 210 mila euro, è stato realizzato dalla Ingcos Srl di San Maurizio Canavese.

«La ciclabile tra Toscanella ed Imola è apprezzata e frequentata,confidiamo in un analogo successo per il nuovo tratto, anche se bisognerà attendere la realizzazione del collegamento con Castel San Pietro» conclude Albertazzi. Anche il Comune castellano è rientrato nei finanziamenti e dovrebbe realizzare l’opera entro il 2019.

La ciclabile della via Emilia coinvolge cinque comuni (San Lazzaro, Ozzano Emilia, Castel San Pietro, Dozza e Mordano) e prevede alcuni tratti nuovi di zecca e altri realizzati mettendo in sicurezza l’esistente,abbattendo le barriere architettoniche e migliorando la qualità del decoro urbano. Ozzano e Dozza sono a buon punto, Castello ha uno dei tratti più corposi, per l’appunto quello dal confine con Dozza fino al ponte sul Sillaro.(mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Quasi completata la ciclabile sulla via Emilia che congiunge Toscanella con Castel San Pietro Terme
Cultura e Spettacoli 25 Gennaio 2019

La Rocca di Dozza ospita un'antologica di Vittoriana Benini, cento tele dagli anni Novanta

C’è la gioia del colore, ma anche la velata malinconia della caducità delle cose, degli affetti, delle persone. Questa è la pittura di Vittoriana Benini, che sa restituirci quel momento di vita e lasciarlo continuare per sempre. Un attimo, che l’artista mordanese sa cogliere in modo ottimo. Attimi eterni, sguardi fermati per sempre in quel preciso istante in cui dialogano con altri sguardi, con altre figure, ciascuna nella medesima condizione di fragilità umana, che nella coralità della composizione trova la forza di sfidare il tempo. Una sfida che costituisce la missione dell’artista. Tutto questo emerge con palese evidenza nella mostra antologica di Vittoriana Benini dal titolo Io Vittoriana, allestita nella rocca di Dozza fino a domenica 3 febbraio (dal lunedì al sabato ore 10-12.30 e 14.30-17, domenica e festivi 10-19.30).

Una mostra davvero antologica, con un centinaio di tele esposte, dagli anni ”90 ad oggi, con un cospicuo corpus proveniente da collezioni private; ricca e bella, perché ogni sala presenta opere capaci di accendere un faro, di attirare e catturare l’attenzione dello spettatore.Un’operazione culturale che consente davvero di cogliere la complessità e ricchezza artistica, riflesso di quella umana, della pittrice, da tempo protagonista di una ricerca figurativa del tutto personale, in grado di attirare l’attenzione, fra gli altri, di Vittorio Sgarbi e Carlo Lucarelli, oltre che riscuotere ampi consensi in tutta Italia e negli Stati Uniti. «Un’antologica in vita, perché voglio vederla anch’io, con tutte queste opere insieme, per la prima volta» scherza l’artista, con la disinvoltura di chi sa portare con lieta spensieratezza capelli color azzurro, leggeri come un soffio di primavera.

Ed in effetti i temi cari alla pittrice ci sono tutti: la figura femminile, i ritratti, i fiori e la musica, i clown e le bambole, il cavalluccio a dondolo, i burattini. Tutti elementi che rimandano al suo mondo da bambina. Echi del passato che portano oggi alla grande capacità compositiva ed al pieno equilibrio cromatico fra colore e composizione: e proprio questa è la forza suggestiva che dà dimensione scultorea, a tutto tondo, alle sue tele, dove il colore ad olio, i pizzi e la matericità di certe forme di collage sono elementi fondanti della sua cifra stilistica. In tutto questo, un ruolo fondante lo giocano gli sguardi ed i volti, sia che si tratti di figure umane, che di bambole o burattini. Sguardi e volti a volte definiti, talvolta indefiniti, proprio per far cogliere meglio l’attimo, per lasciare allo spettatore la possibilità di prendere quell’indefinito e farne base per la propria interpretazione. Come nel ritratto a carboncino di Umberto Folli, omaggio al proprio maestro, ed ancora nel quadro L’estasi della musicista, in cui la condizione della donna ritratta emerge con tutta la sua forza suggestiva proprio dal non finito, da quel suo volto che la pittrice lascia volutamente sfumato.Lo sguardo del ritratto di Carlo Lucarelli, che accoglie il visitatore all’entrata, va allora rivisto all’uscita della mostra, per coglierne appieno il senso. Uno sguardo che invita ad entrare nell’esposizione, come in un viaggio fra tutte le situazioni raffigurate dalla pittrice, ma avvertendo nel contempo di essere pronti a subirne le conseguenze, emotivamente parlando. Perché la gestione delle emozioni che scaturiscono dalla visione delle tele è una responsabilità tutta dello spettatore. Che deve essere attrezzato, per andare oltre a quanto appare a prima vista. Perché le tele di Vittoriana Benini sono ricche: di colori, di simboli, di particolari tutti da scoprire poco alla volta e da assaporare poi tutti insieme, in una visione complessiva del quadro. Lo testimoniano bene opere quali Fuori scena, dove la maschera della vita rimane sempre sul volto dell’attore, od ancora Artisti di strada, ispirato ai buskers a Ferrara o Carta sospetta, che ha suscitato grande interesse alla mostra allestita al Complesso dei Dioscuri al Quirinale, nel 2013.

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 24 gennaio

Nella foto (di Isolapress) Vittoriana Benini con alcuni suoi quadri in mostra a Dozza

La Rocca di Dozza ospita un'antologica di Vittoriana Benini, cento tele dagli anni Novanta
Economia 17 Gennaio 2019

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività ai lavoratori di Eurocoop Service. Lo comunica la Cgil di Imola in una nota, precisando che l”intesa è stata firmata il 15 gennaio tra l”Assessorato regionale, il commissario liquidatore dell”azienda che si trova in liquidazione coatta amministrativa e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Ui, confederali e di categoria.

«Per salvaguardare 110 lavoratori – prosegue la nota – le organizzazioni sindacali hanno richiesto l”avvio della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, stante la sussistenza dei requisiti inerenti i percorsi di politiche attive del lavoro per il personale in esubero ed in base alla delibera regionale 1653 del 11 ottobre 2018 con pagamento diretto da parte dell’Inps. Ora l’accordo dovrà essere perfezionato al Ministero del lavoro e preceduto da una accordo regionale con l”Agenzia per il Lavoro sul piano di gestione, volto alla salvaguardia occupazionale e alle politiche attive».

«Contestualmente, considerando la procedura di licenziamento collettivo aperta, l”unico criterio per la cessazione dei rapporti di lavoro e per usufruire della Cigs sarà quello della non opposizione al licenziamento da manifestarsi in modo certificato», aggiunge la nota della Cgil.

L”ultimo passaggio riguarda la Wegaplast di Toscanella, che nei giorni scorsi (leggi l”articolo del 14 gennaio) aveva deciso di sospendere il lavoro esterno in appalto a Eurocoop Service. «La Wegaplast sta affrontando una riorganizzazione aziendale ed ha appena sottoscritto un accordo di Cassa integrazione ordinaria – concludono dalla Cgil -. La stessa azienda si è resa disponibile a sottoscrivere, in caso di future assunzioni, un accordo di prelazione a favore dei dipendenti Eurocoop che operavano in appalto in Wegaplast». (r.eco.)

Nella foto la sede della Wegaplast

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service
Cultura e Spettacoli 17 Gennaio 2019

Davide Dalfiume e Marco Dondarini in scena a Dozza spiegano che «la comicità è una cosa seria»

«Chi ce l’ha fatto fare?» A rispondere a questa domanda un po’ retorica ed un po’ esistenziale saranno Davide Dalfiume e Marco Dondarini, in scena al teatro comunale di Dozza venerdì 18 gennaio. La domanda, infatti, non è altro che il titolo del secondo spettacolo (dopo Insieme per caso) del duo comico nato nel 2014 per volere dell’elaboratore elettronico del programma televisivo Zelig, dove l’attore e comico castellano e il bolognese Dondarini sono stati casualmente accoppiati per la trasmissione in cui poi hanno spopolato. «Merito di una grande complicità che fin da subito si è instaurata fra di noi – ricorda Dalfiume -. Ci siamo trovati subito, è vero, ma nel tempo abbiamo coltivato questo rapporto con impegno e dedizione ed oggi siamo ancora più affiatati sia in scena sia nella vita. Possiamo considerarci perfino amici».Quando Dalfiume parla è sempre difficile capire se stia scherzando o dicendo sul serio, oppure se stia raccontando una verità un po’ scomoda con quel poco di ironia che basta a confondere l’interlocutore, o ancora se dalla sua bocca stia uscendo un concetto così improbabile che forse non ha capito l’argomento o forse si è sbagliato ad esprimersi. O forse sta solo facendo il comico, perché per lui «la comicità è una cosa seria», come dice sempre. Alla stessa maniera, insieme al compagno di avventure Dondarini, il duo porta in scena in Chi ce l’ha fatto fare? una serie di situazioni tra realtà e comicità che spiazzano lo spettatore.

«In questo spettacolo, che ha appena debuttato, portiamo in scena personaggi nuovi e situazioni inedite – spiega Dalfiume -. In ogni situazione quotidiana si può nascondere una gag. Per ora lo spettacolo è andato in scena solo nel Veneto e nel capoluogo bolognese, significa che ci stiamo ancora lavorando, che è un work in progress, ma del resto una nostra caratteristica è proprio l’improvvisazione in scena, dove cerchiamo di dare una risposta alla domanda nel titolo rappresentando una serie di situazioni quotidiane fatte di impegni che tutti prendiamo e poi dimentichiamo perché li abbiamo presi, e non sappiamo più chi ce lo ha fatto fare, appunto».

Come due Don Chisciotte e Sancho Panza moderni, come si legge nella presentazione minimale dello spettacolo, che affrontano come possono i loro mulini a vento, cercando di portare a casa, integra, una lucidità che non hanno. Insomma siete confusi?

«Siamo tutti confusi, le persone di oggi vivono confuse – dice Dalfiume -. Si è persa di vista la semplicità della vita e noi la riportiamo in scena. Basti pensare alle piaghe della burocrazia o alla frenesia di tutti i giorni… E mi viene in mente un’altra domanda, citando il grande Totò: siamo uomini o caporali? Lo stesso spettacolo di prossima rappresentazione a Dozza rappresenta un tipo di comicità fresco che mantiene comunque un legame con la grande tradizione comica italiana».

Siamo uomini che abbiamo bisogno di più semplicità quindi? Di comicità?

«Oggi si fa tanto per cercare di essere felici, ma poi chi è felice? In questo senso la mia comicità è quella piccola e semplice del quotidiano, adatta a tutte le persone e a tutti i giorni. Una comicità che vuole creare buonumore, come il nome dell’associazione che ho contribuito a far nascere vent’anni fa proprio allo scopo di produrre e divulgare il buon umore».

Una bottega che oggi è diventata una realtà affermata e gestisce ben quattro teatri a Castel San Pietro, Conselice, Massa Lombarda e Dozza, l’ultimo entrato in ordine di tempo…

«Durante i primi anni di vita la Bottega del Buonumore era semplicemente uno spazio dove giocare in maniera donchisciottesca a fare teatro comico per gli avventori, più che per dei veri e propri spettatori. Eravamo a Mordano, era il 1998, e facevamo sketch e gag per ore per piccoli gruppi di persone o singoli individui che capitavano più o meno interessati. Provo tenerezza e nostalgia a ricordare quei tempi. Poi nel 1999 abbiamo dato vita all’associazione, che nel tempo è cresciuta ed oggi conta uno zoccolo duro di cinque persone e tante altre che ci affiancano per i vari progetti. La bottega, oggi, è un vero e proprio gruppo di lavoro fatto di persone specializzate nel proprio ruolo. Io ad esempio faccio il comico».

Non solo sulla scena…

«Non solo. All’interno della Bottega del Buonumore mi occupo anche di laboratori e corsi di comicità, non solo per imparare a far ridere ma più semplicemente per imparare a ridere ogni giorno. All’interno della Bottega del Buonumore c’è poi il numeroso gruppo del Buonumore Walking, che si occupa di passeggiare e trasmettere il buonumore, la salute e i corretti stili di vita camminando». (mi.mo.)

«Chi ce l’ha fatto fare?» va in scena al teatro comunale di Dozza venerdì 18 gennaio alle ore 21; biglietti 10 euro intero, 8 ridotto. Prenotazioni consigliate al numero 338/3183077.

L”intervista completa a Davide Dalfiume è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 17 gennaio

Nella foto Davide Dalfiume e Marco Dondarini (si tratta della foto nella locandina dello spettacolo «Chi ce l”ha fatto fare?»)

Davide Dalfiume e Marco Dondarini in scena a Dozza spiegano che «la comicità è una cosa seria»

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