Imola

Sport 6 Novembre 2018

Ciclismo, un 2018 da incorniciare per l'imolese Alessia Patuelli

Il 2018 di Alessia Patuelli è stato speciale. L’imolese, 16 anni da compiere la vigilia di Natale, ha chiuso la stagione ciclistica con un titolo italiano su pista (inseguimento a squadre), cinque campionati regionali (uno su strada, quattro su pista) e ben 11 vittorie su strada in sei diverse regioni, oltre ad altri 8 podi, tra cui il terzo posto ai Tricolori su strada.

Alessia, avevi già vinto tanto da Esordiente, ma ti aspettavi questi risultati anche nel 2018?

«Ci speravo, ma è stata una sorpresa anche per me riuscire a vincere già a inizio stagione e continuare fino a settembre».

Un momento particolarmente emozionante?

«Sicuramente il successo alla Coppa Rosa (con oltre 160 partenti, nda): per me era un sogno. Sono stata contenta anche del Tricolore su pista e del podio agli Italiani su strada, ma la Coppa Rosa a Borgo Valsugana ha un significato speciale».

Hai corso alla Ciclistica Santerno Fabbi Imola da G4 a Esordiente di primo anno, mentre nelle ultime tre stagioni eri alla Re Artù Factory Team di Forlì. Il prossimo anno?

«Sarò Juniores al Team Breganze, diretto dall’ex professionista Davide Casarotto. Abbiamo scelto questa squadra perché dovrebbe permettermi di crescere gradualmente, con serenità. Poi ovviamente spero in qualche bel risultato, sfruttando il mio spunto veloce e cercando di difendermi anche in salita. Punterò soprattutto alle gare su strada e il calendario già a inizio stagione prevede appuntamenti importanti come la prova di Coppa delle Nazioni di Cittiglio e il Giro di Campania».

Passare a una squadra veneta è compatibile con gli impegni scolastici?

«Già quest’anno mi allenavo spesso con mio babbo, pur seguendo le indicazioni del diesse Mauro Orlati e degli altri tecnici, che mi hanno sempre seguita con grande disponibilità. Anche nel 2019 sarà così, quindi cercherò di conciliare bene i vari impegni».

Perché una ragazza oggi dovrebbe dedicarsi al ciclismo?

«Perché in bici ci si sente liberi. Perché è alternativo ai classici sport che praticano tutti. E’ gratificante, ti fa faticare, è uno sport completo in cui conta il fisico, ma anche e soprattutto la testa. E’ al tempo stesso uno sport individuale e di squadra. Non è solo prendo la bici e pedalo, come pensano in tanti: sarebbe bello farlo conoscere a più persone. E poi, in tutti gli sport che si praticano al chiuso o in un impianto sportivo, il panorama lo vedi solo dopo l’allenamento: in bici ce l’hai sempre davanti». (Massimo Marani)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”1 novembre.

Nella foto: Alessia Patuelli con la maglia tricolore dopo aver vinto i campionati italiani su pista (inseguimento a squadre)

Ciclismo, un 2018 da incorniciare per l'imolese Alessia Patuelli
Economia 6 Novembre 2018

Lavoro, tornano le Settimane della sicurezza promosse dal Tavolo 81: primo appuntamento il 7 novembre

«Quest’anno, per le Settimane della sicurezza, ci siamo fatti in quattro», spiega Stefano Bulgarelli, presidente del Tavolo 81, l’associazione che da circa vent’anni promuove e diffonde nel territorio imolese la cultura della sicurezza sul lavoro. Quattro, infatti, le iniziative programmate nei mercoledì del mese entrante.

Eccone date e argomenti: 7 novembre (auditorium Cefla di via Bicocca, dalle ore 14.15) Il sovraccarico biomeccanico lavorativo: esperienze a confronto e nuove prospettive; 14 novembre (sala delle Stagioni di Legacoop, in via Emilia 25, dalle ore 14.30), Sicurezza delle coperture e di impianti e postazioni di lavoro sopraelevate: a che punto siamo?; 21 novembre (Trascoop di Castel San Pietro Terme, dalle ore 14.30) La sicurezza in logistica: dentro e fuori dal magazzino; infine 28 novembre (auditorium Sacmi, sempre dalle ore 14.30) Startup e idee innovative per la sicurezza sul lavoro. La partecipazione è gratuita, ma quest’anno tutti gli eventi sono a numero chiuso e ad iscrizione obbligatoria (online sul sito www.tavolo81imola.org).

Le Settimane della sicurezza giungono a corollario di un anno particolarmente intenso e impegnativo per il Tavolo 81. Il 28 aprile l’associazione ha festeggiato la Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro aggregandosi al movimento Italia loves sicurezza. Dal 2016 ad oggi, grazie all’opera di proselitismo condotta dal primo ambassador imolese, Andrea Zaratani, questo movimento è cresciuto anche nel circondario imolese. Così quest’anno da metà aprile a metà maggio si sono svolti ben 15 eventi, legati dal filo conduttore «salute e sicurezza sul lavoro» e che hanno coinvolto circa 7.800 persone.

«Eventi non solo tecnici – ha tenuto a sottolineare Bulgarelli -: abbiamo organizzato una camminata salutista, abbiamo partecipato ad una maratona partita dal sud Italia e che ha raggiunto Milano; abbiamo inserito un nostro gadget nel pacco gara della maratona di Rimini; abbiamo svolto eventi in aziende… Tutto questo per diffondere il messaggio della tutela della salute e della sicu-rezza sul lavoro».

Poi c’è il rapporto avviato con le scuole. Piccoli leader in safety è un format sviluppato dalla Fondazione Leadership in health and safety (organizzazione no-profit attiva nella promozione della cultura della salute e sicurezza) e dal Muba (il Museo dei bambini di Milano) e messo a disposizione dei partner del progetto Italia loves sicurezza a cui il Tavolo 81 aderisce. Obiettivo: diffondere una cultura della sicurezza tra i piccoli per avere, in futuro, adulti che si comportino in maniera più sicura.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione delle Settimane della sicurezza 2018

Lavoro, tornano le Settimane della sicurezza promosse dal Tavolo 81: primo appuntamento il 7 novembre
Cronaca 5 Novembre 2018

Il virologo Roberto Burioni a Imola l'8 novembre per CooperAttivaMente: «Anche io mi vaccino contro l'influenza»

«Ho fatto fare tutti i vaccini a mia figlia e io stesso mi vaccino ogni anno contro l’influenza». Ad affermarlo senza incertezze è Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, specialista di immunologia, diventato famoso per la sua battaglia a sostegno della scienza e della verità in campo medico, a partire dai vaccini. La sua pagina Facebook è seguita da oltre 432 mila persone e i suoi post hanno centinaia di condivisioni. 

Per questo ha ricevuto offese e minacce dal movimento no vax, pesanti attacchi online diretti anche contro la sua famiglia, come l’estate scorsa, quando si era riaccesa la polemica sull’obbligo delle vaccinazioni per poter frequentare le scuole. Nonostante ciò, Burioni non demorde.

Accanto all’impegno sulla rete ha aggiunto l’attività divulgativa con i libri, il terzo, dal titolo «Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani» (Rizzoli editore), lo presenterà a Imola giovedì 8 novembre alle ore 20.30 alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) all’interno del ciclo di iniziative organizzate da CooperAttivaMente, cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie.coop.

Nei libri si ritrova la stessa capacità di sintesi, semplicità e precisione dei post sui social. In «Balle mortali» Burioni mette in fila alcuni esempi, tra quelli italiani c’è la donna che soccombe ad un linfoma perché si affida alla Nuova Medicina Germanica, la ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina, ovviamente le pagine buie di Stamina e del metodo Di Bella preceduti dal siero «anticancro» di Liborio Bonifacio, ricavato da escrementi di capra.

L’assunto è che gli uomini credono a quello che desiderano, non in ciò che è vero. E quando sono ammalati sono disposti a credere a qualunque bugia, a chiunque gli dica che guariranno, per questo le «balle» sono così pericolose.

Tra le pagine di «Balle Mortali» mette in fila una decina di sciocchezze scientifiche o supposte cure per malattie come il cancro o l’Aids, qual è la «balla» che l’ha colpita di più di tutte?
«Le ritengo tutte terribili, specialmente quelle dove lo Stato ha traballato tra la scienza e i ciarlatani (come il caso della cura Di Bella o l’intruglio Stamina di Davide Vannoni, ndr). Ma ad avermi colpito di più è il caso del bambino di sette anni morto per un’otite esattamente come accadde a mia nonna materna Maria nel 1933. Allora non c’erano gli antibiotici, ma è intollerabile che si possa morire nello stesso modo oggi, quando gli antibiotici avrebbero risolto il problema».

Come mai ci sono tanti medici e scienziati nelle fila dei «ciarlatani»? Non crede occorra una presa di posizione chiara dell’Ordine dei medici in tal senso?
«Ritengo che l’Ordine dei medici debba essere molto severo nei confronti dei propri iscritti quando propinano bugie pericolose abusando della fiducia dei loro pazienti. Molti medici sono protagonisti in senso negativo e noi dovremmo cacciarli dal nostro Ordine per la difesa della professione e dei pazienti stessi».

Lei è oggetto di pesanti attacchi da parte dei cosiddetti no vax, cosa l’ha spinta alla battaglia per una corretta informazione su medicina e scienza?
«E’ cominciato tutto due anni fa, quando mi trovavo negli Stati Uniti per lavoro, con la famiglia, leggevo le bugie che giravano sulle vaccinazioni e decisi di scrivere qualcosa nella mia pagina Facebook per contrastarle. Da lì sono cominciati gli attacchi, ed è incredibile perché è come attaccare chi dice che 2 più 2 fa 4 o che la terra è rotonda, io esprimo solo quanto dice la scienza. Hanno minacciato pure la mia famiglia, mia figlia, ma per me 2 più 2 continua a fare 4». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 1° novembre

Il virologo Roberto Burioni a Imola l'8 novembre per CooperAttivaMente: «Anche io mi vaccino contro l'influenza»
Cultura e Spettacoli 5 Novembre 2018

In concorso al Festival dei Popoli di Firenze il documentario «Pentcho» dell'imolese Sonne Film

«Bratislava, 1940. È un mattino di sole di maggio quando dal porto sul Danubio si muove il Pentcho, un malandato battello a pale con a bordo 500 ebrei. Al timone c’è un ex capitano di sottomarini russo che si è assunto il compito di portare tutti in salvo lontano dalla vecchia Europa. Nessuno sa che per riuscire nell’intento dovranno superare frontiere inaccessibili, sabotaggi, acque minate, tempeste e che questa odissea alla fine si concluderà dopo quattro lunghissimi anni».

Viene presentato così Pentcho, il nuovo documentario prodotto dall’imolese Sonne Film, che sarà in concorso alla 59a edizione del Festival dei Popoli di Firenze, con proiezione lunedì 5 novembre alle 21.15 al cinema teatro Alfieri.

Il regista Stefano Cattini, già premiato al Festival dei Popoli e finalista presso il David di Donatello, a quasi ottant’anni di distanza da questi eventi poco noti, ripercorre il viaggio del Pentcho, attraverso interviste e racconti dei protagonisti di questo viaggio incredibile e con immagini tratte dal presente: «È la storia di un vecchio e sovraccarico battello fluviale – si legge nel comunicato stampa – costretto ad affrontare il mare aperto per fuggire dall’Europa nazista», la cui incredibile avventura «testimonia una delle pagine più belle dei tempi della Shoah e allo stesso tempo del ruolo imprescindibile avuto dalla Marina Militare Italiana, nel salvataggio dei fuggitivi dopo un rocambolesco naufragio».

Il documentario è prodotto da Sonne Film con Rai Cinema e Mosaic Films.

Nella foto il produttore Giangiacomo De Stefano della Sonne Film

In concorso al Festival dei Popoli di Firenze il documentario «Pentcho» dell'imolese Sonne Film
Cronaca 5 Novembre 2018

Il 6 novembre a Imola tante iniziative per celebrare il 45° anniversario di Sante Zennaro

Con la delibera n. 142 del 6novembre 1973, il Consiglio provinciale di Bologna approvò all’unanimità la trasformazione dell’Istituto medico psico pedagogico Sante Zennaro in Centro di servizi sanitari e sociali. L’evento rappresentò il passaggio da un modello di contenzione e coercizione di tipo manicomiale a un modello di inclusione sociale, sanitaria e scolastica, precursore delle trasformazioni che, con la Legge 180 Basaglia (1978), portarono alla chiusura dei manicomi.

Anche in occasione dei 40 anni della Legge Basaglia, l’associazione PerLeDonne, l’Assemblea delle organizzazioni sociali e delle associazioni di volontariato, il Comune di Imola, l’Associazione di sviluppo del volontariato della città metropolitana di Bologna, Volabo intendono celebrare la delibera rivoluzionaria del 1973, che ebbe risonanza internazionale.

In questo ambito si è sviluppato il progetto «Sante Zennaro: Bene Comune! Trasformazione, cultura, gioco, artisticità…», che prevede un’importante iniziativa, in programma il prossimo martedì 6 novembre e che fa parte del più ampio calendario di eventi di Oltre la siepe.

Il primo momento della giornata, con inizio alle ore 8.30, nel parco del Sante Zennaro, in via Pirandello 12, prevede l’inaugurazione di tre sculture, facenti parte del sistema di opere d’arte progettate a suo tempo da Alessandro Tagliolini e restaurate in questi giorni da Maurizio Rambelli. Tagliolini, scultore e paesaggista romano, aveva progettato il lavoro per il parco del Sante Zennaro secondo uno stile astratto, con forme che stimolassero la fantasia perché, così pulite ed essenziali, in esse il bambino poteva vedere ciò che voleva; lo scivolo balena può essere una lumaca; il fiore una carrozza.

Alla cerimonia di inaugurazione parteciperanno i bambini e gli insegnanti di tutte le scuole presenti nel complesso Sante Zennaro e la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, alle 8.45 taglierà simbolicamente il nastro, mentre gli alunni si esibiranno in performance musicali. L’evento successivo in programma è un seminario di studi intitolato «Dalla contenzione alla partecipazione», che si svolgerà non più nel parco, ma presso la sala della Consulta delle ragazze e dei ragazzi, con inizio alle ore 9.45.

Dopo una breve pausa, si passerà all’ultimo evento della giornata, intitolato «La storia documentata», che prevede la proiezione di lavori multimediali e audiovisivi, della durata di circa 15 minuti ciascuno, a partire dalle ore 11.15.

Gli eventi sono gratuiti; per informazioni e iscrizioni contattare Roberta Gonni, responsabile Volabo, tel. 320 6647702.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Nella foto una veduta aerea di Sante Zennaro della fine degli anni Novanta

Il 6 novembre a Imola tante iniziative per celebrare il 45° anniversario di Sante Zennaro
Sport 4 Novembre 2018

Basket C Gold, «centello» con lode per la Vsv Imola a Castelnovo Monti

Seconda vittoria consecutiva (e prima in trasferta) per la Vsv Imola che liquida con un sonoro 100-76 Castelnovo Monti. Protagonista, come sette giorni fa al Ruggi, ancora Zhytaryuk, autore di 28 punti.

I gialloneri giocano un match d”alto livello in attacco, concedendo qualcosa di troppo in difesa solo nei due quarti centrali. Il +9 di fine primo periodo indirizza già il match sulle rive del Santerno, anche se nel secondo parziale i padroni di casa si fanno più precisi al tiro e rimangono a galla. Imola allora, dopo l”intevallo lungo, spinge sull”acceleratore grazie sempre al pivot ucraino e a Percan e gli ultimi dieci minuti, nonostante la grinta dei padroni di casa fino alla fine, servono solo per le statistiche verso i titoli di coda.

La squadra di Tassinari ora dovrà pensare al prossimo turno, in programma sabato 10 (ore 18.30), quando saranno ospiti di Bertinoro. (d.b.)

Tabellino

Lg Competition-Npc 76-100 (19-28, 42-49, 66-77)

Castelnovo Monti: Magnani 14, Parma Benfenati 10, Franko 16, Longoni, Guarino 5, Levinskis 5, Varotta 6, Mallon 15, Lentini ne, Torlai, Prosek 4, Mabilli 1. All. Diacci. 

Imola: Dal Fiume 7, Nucci 8, Percan 24, Zhytaryuk 28, Aglio 8, Turrini ne, Murati, Casadei ne, Magagnoli 12, Dalpozzo 9, Giuliani 4. All. Tassinari.

Nella foto: la gioia della Vsv a fine gara

Basket C Gold, «centello» con lode per la Vsv Imola a Castelnovo Monti
Sport 4 Novembre 2018

Basket A2, l'asse americano fa volare Le Naturelle contro Ferrara

Successo 73-62 per Le Naturelle in casa contro Ferrara e seconda vittoria consecutiva per i ragazzi di coach Di Paolantonio grazie alle ottime prestazioni dei due americani Bowers e Raymond.

Magrini al posto di Crow è l”unica novità del quintetto imolese, ma il primo quarto è povero di canestri per tutte e due le squadre. Bowers allora si traveste da trascinatore e Le Naturelle chiudono avanti di una sola lunghezza alla sirena (12-11). Il secondo parziale si apre con lo show di Crow che sorprende Ferrara. Gli estensi però reagiscono e sorprendono la difesa biancorossa, ma a togliere le castagne dal fuoco ci pensano i due Usa che tengono a galla Imola all”intervallo lungo (26-31). Nel terzo quarto Ferrara alza i ritmi ma Le Naturelle rimangono in scia e addirittura mettono il naso avanti con Simioni prima e Fultz dopo. Dall”altra parte però Ferrara è chirurgica da tre e all”ultima pausa gli ospiti conducono 50-49. Il quarto periodo vede ancora Crow protagonista, gli estensi allora provano a non far scappare Imola, ma le «bombe» di Raymond e Montanari scavano il solco decisivo. Nel finale Ferrara spreca, Imola no e a gioire è solo il pubblico di casa. 

Nel prossimo turno, in programma domenica 11 (ore 18), Le Naturelle affronteranno ancora al Ruggi Ravenna. (d.b.)

Tabellino

Le Naturelle Imola Basket – Kleb Basket Ferrara 73-62 (12-11; 26-31; 49-50)

Imola: Ndaw ne, Montanari 3, Crow 13, Wiltshire ne, Fultz 5, Calabrese ne, Bowers 17, Rossi 4, Simioni 10, Raymond 21, Magrini. All. Di Paolantonio.

Ferrara: De Zardo 6, Conti, Swann 10, Petrolati ne, Hall 22, Fantoni 8, Molinaro 5, Mazzoleni ne, Barbon, Panni 11, Calò. All. Bonacina.

Nella foto (dalla pagina facebook dell”Andrea Costa): la curva biancorossa

Basket A2, l'asse americano fa volare Le Naturelle contro Ferrara
Sport 4 Novembre 2018

Calcio serie C, i prossimi avversari dell'Imolese: tutto sul Vicenza

La pentola a pressione dello stadio «Menti» pronta ad esplodere con i suoi abbondantissimi 6.000 abbonati, una squadra che Renzo Rosso (patron della Diesel) ha trapiantato da Bassano a Vicenza, un attaccante come Rachid Arma che in C fa la differenza (ma contro l”Imolese sarà squalificato), con alle spalle un trequartista come Curcio, reduce da 13 reti e 9 assist ad Arzachena. Agitate il tutto ed avrete una delle outsider del girone, soprattutto se la stagione dei ragazzi di Colella partirà con il piede giusto e l’entusiasmo sarà il denominatore comune delle domeniche vicentine. Telaio collaudato con tanti ex Bassano (Laurenti può essere una bella sorpresa), un centrocampo dove Giacomelli e De Falco sono elementi da serie B ed un Mantovani che, con 200 e passa presenze in serie A, comanderà una difesa nella quale fra i pali il titolare è il faentino Matteo Grandi. 

I veneti arrivano all”appuntamento dopo la vittoria 3-2 in casa contro la Virtus Verona che gli vale il 3° posto in classifica con 16 punti. Al Galli andrà quindi in scena una sfida ad alta quota, ma chi l”avrebbe detto anche solo poche settimane fa? Nel 4-3-1-2 tra i pali come detto giocherà Grandi, con il quartetto difensivo formato da Andreoni, Mantovani (o Pasini), Bizzotto e Stevanin; i tre di centrocampo dovrebbero essere Nicolò Bianchi, De Falco e Laurenti, con Curcio alle spalle di Giacomelli e, probabilmente, Maistrello.

In vista del match sono 21 i convocati dal tecnico Colella. (Davide Benericetti) 

Convocati Vicenza

Portieri: 1 Albertazzi, 22 Grandi. Difensori: 5 Bizzotto, 13 Pasini, 21 Bonetto,  24 Stevanin, 27 Andreoni, 29 Mantovani, 30 Rossi. Centrocampisti: 6 Zonta, 7 Laurenti, 8 N. Bianchi, 14 Zarpellon, 15 De Falco, 17 Salvi. Attaccanti: 10 Giacomelli, 11 Tronco, 18 Rover, 23 Maistrello, 26 Gashi, 28 Curcio.

Nella foto (dalla pagina facebook del Vicenza): la curva dei tifosi biancorossi

Calcio serie C, i prossimi avversari dell'Imolese: tutto sul Vicenza
Sport 4 Novembre 2018

Serie C: Imolese, con il Vicenza turnover per continuare la striscia positiva

L”Imolese che sfida il Vicenza in campionato cambia ancora interpreti dopo la vittoria in rimonta con la Lucchese nella sfida dei sedicesimi di Coppa Italia giocata alle Acque Minerali mercoledì 31 ottobre. La rosa ampia consente all”allenatore Dionisi di mantenere alto il livello agonistico della squadra. Torneranno in campo i giocatori che formano l”ossatura centrale, ovvero il portiere Rossi, il centrale difensivo Carini, il regista Carraro e il trequartista Belcastro, tutti a riposo in Coppa. Davanti lo show di Giovinco mercoledì scorso costringe Lanini e Rossetti, probabili titolari, ad alzare ancora il livello della loro prestazione per resistere alla concorrenza interna. Anche De Marchi potrebbe essere della partita dopo aver recuperato dall”infortunio che lo ha rallentato in allenamento da una decina di giorni. Non sarà comunque negli undici. A centrocampo Saber e Gargiulo dovrebbero completare il reparto, ma per il primo c”è un ballottaggio con Valentini. In difesa Garattoni e Sciacca saranno sulle fasce e Boccardi al centro con Carini. Fischio d”inizio alle 18.30 agli ordini del Sig. D”ascanio di Ancona, coadiuvato dagli assistenti Vitali di Brescia e Salvalaglio di Legnano. (Paolo Bernardi)

PROBABILE FORMAZIONE

IMOLESE (4-3-1-2): 22 Rossi; 18 Garattoni, 19 Boccardi, 26 Carini, 2 Sciacca; 24 Saber, 21 Carraro, 20 Gargiulo; 10 Belcastro; 17 Lanini, 27 Rossetti. (1 Zommers, 5 Checchi, 6 Tissone, 14 Zucchetti, 3 Sereni, 7 Tattini, 11 Giannini, 23 Rinaldi, 4 Bensaja, 8 Valentini, 29 Mosti, 28 Giovinco, 30 De Marchi). All. Dionisi.

Nella foto (dalla pagina facebook dell”Imolese): Luca Belcastro

Serie C: Imolese, con il Vicenza turnover per continuare la striscia positiva
Cultura e Spettacoli 4 Novembre 2018

Premio alla migliore interpretazione per il corto «Mon clochard» dell'imolese Pezzoli al festival internazionale di Istrana

Un prestigioso riconoscimento per il cortometraggio «Mon clochard», ideato e realizzato dagli imolesi Gian Marco Pezzoli (regista) e Marta Bedeschi (sceneggiatrice), membri dell’associazione «Noi Giovani». L’opera ha infatti conquistato il 26 ottobre scorso, al 19° festival internazionale di cortometraggi «Fiaticorti» di Istrana (Treviso), il premio alla miglior interpretazione, assegnato al protagonista, l’attore Roberto Citran.

«Mon clochard» è stato girato un anno fa in un condominio di Imola. La storia è quella di Davide Mandelli (interpretato da Roberto Citran), un insegnante che abita in periferia, appunto in un condominio, dal quale esce per andare al lavoro o a fare la spesa, ma nel quale in realtà si trova intrappolato. Ad un certo punto nel cortile del condominio fa la sua comparsa un clochard di nome Leon (personaggio interpretato dall’altro attore protagonista, Giovanni Calcagno), che viene accolto con amore inspiegabile dagli altri condomini ma non da Davide, che anzi cova per lui un odio sempre crescente. E da quel momento realtà e finzione si mescolano.

Citran, di origini padovane e atteso a Imola dal 6 al 10 febbraio 2019 in uno spettacolo al teatro Ebe Stignani con Maria Amelia Monti, è stato premiato per la migliore interpretazione dalla giuria del festival, formata da Umberto Curi, Marco Segato e Alessandro Cinquegrani. Oltre a lui e a Calcagno, nel corto hanno recitato altri attori noti, come Bob Messini e Patrizia Piccinini, insieme ad alcune comparse locali.

A ritirare il premio al posto di Citran, impossibilitato a intervenire per un imprevisto, erano presenti Pezzoli e Bedeschi, che hanno commentato: «Siamo molto grati alla direzione artistica del Festival Fiaticorti e in particolare a Roberto, che fin dall’inizio ha appoggiato il nostro progetto. Il premio è meritatissimo e ci è dispiaciuto solo non poterlo condividere con lui. Mon Clochard ora sta continuando a girare per i Festival, ma per il 2019 è prevista una proiezione a Imola».

«Mon Clochard» è stato prodotto da Articolture, con il contributo dell’Associazione culturale imolese «Noi Giovani» e la collaborazione del Comune di Imola e della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Fondamentale, per la riuscita del progetto, il finanzamento della Regione Emilia-Romagna (Film Commission), insieme al sostegno e alla co-produzione della Manufactory Productions e della Combo Cooperativa.

Orgoglioso del riconoscimento, infine, il presidente di «Noi Giovani», Vincenzo Rossi, che ha spiegato le ragioni del sostegno a progetti come quello di «Mon clochard» con la «volontà di promuovere la città e le sue eccellenze» e il «desiderio di favorire la nascita di nuove figure professionali, mettendo in luce le loro competenze e le attività degli enti che le sostengono». (r.c.)

Nella foto Citran e Pezzoli durante le riprese svolte a Imola

Premio alla migliore interpretazione per il corto «Mon clochard» dell'imolese Pezzoli al festival internazionale di Istrana

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