Imola

Economia 15 Gennaio 2019

La famiglia Minguzzi tra la vendita di trattori e la passione per la lotta culminata nell'oro olimpico di Andrea

La storia di una impresa di famiglia che si mischia con la storia di imprese, sportive, sempre di famiglia. La lotta, comune ad ogni imprenditore, la lotta sulla materassina che molte volte non ha avuto niente di comune, ma tanto di speciale, se a farla era qualcuno con il cognome Minguzzi. Una storia che va raccontata cominciando dal capostipite Antonio che iniziò a vendere trattori nella campagna fuori Imola, e che è continuata tanto che anche chi non ha mai comprato un trattore per il lavoro nei campi o una macchina per il giardinaggio, conosce la bottega Minguzzi.

Se all’inizio l’attività era in prevalenza legata alle macchine agricole, nel tempo si è modificata sempre più anche come ferramenta e punto vendita per attrezzature da giardinaggio, fornendo anche un importante servizio di assistenza e riparazione di macchine e attrezzi. Negli anni la bottega ha anche cambiato più sedi: dal vecchio Molino Rosso di via Selice a piazza Caduti per la Libertà in centro storico, da piazza Bianconcini al più recente capannone in via Serraglio 9. E’ qui, nella casa-bottega dell’attuale titolare Massimo Minguzzi, che l’azienda di famiglia ha trasferito l’intera attività come unica sede, lasciando, sul finire dell’anno 2018, il precedente punto vendita di piazza Bianconcini.

Scavando nella memoria di Massimo Minguzzi il ricordo va al padre Antonio. «Iniziò a vendere le prime macchine agricole all’inizio degli anni Sessanta al vecchio Molino Rosso, dove ora sorge il famoso hotel ristorante, che allora gestiva la mia famiglia che aveva anche un pastificio – racconta -. Il nostro numero di telefono era semplicemente 363 e il telefono, grande e nero, stava nel pianerottolo delle scale. Successivamente babbo ha aperto il proprio negozio specializzato in centro ad Imola, in piazza Caduti per la Libertà, dove vendeva trattori ed altre macchine per l’agricoltura e faceva assistenza. Aveva anche un deposito in viale Marconi. Dopo piazza Caduti ci siamo spostati in piazza Bianconcini, ma oggi non ci stiamo più, soprattutto per i problemi di carico e scarico dei mezzi che vendiamo».

Massimo Minguzzi, classe 1951, ha a lungo gestito l’attività di famiglia insieme al fratello maggiore Dino, mentre oggi ad aiutare ed imparare il mestiere c’è il figlio Luca, che di anni ne ha ventisei. L’attuale capannone, che sorge proprio accanto alla casa di famiglia, è stato comprato negli anni Ottanta come ricovero per i mezzi più grandi, trattori e rimorchi, sia quelli in vendita sia quelli a cui fare assistenza.

Massimo Minguzzi, e più in generale la famiglia Minguzzi, sono noti anche per la passione e i risultati nella lotta, libera o greco romana che sia. «Io sono stato il primo in famiglia ad iniziare la storia dei Minguzzi nella lotta – racconta Massimo, che ha vinto i primi campionati nazionali nel 1968 e 1969 ed ha anche vinto due bronzi alle Universiadi di Mosca del 1973, il proprio traguardo più alto -. Poi ho allenato tutti i miei figli: Andrea, Valentina, Luca, Mirco e Serena. Complessivamente abbiamo vinto una sessantina di titoli nazionali».

Per chiudere il quadro di famiglia va ricordata Celestina Becca, moglie e mamma di questa famiglia di campioni, con un passato da ottima pallavolista. Tanti successi da mettere in fila cominciando con Andrea che si è anche meritato il titolo di Commendatore dopo che, con il gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, ha trionfato alle Olimpiadi di Pechino; poi Valentina e Mirco dell’Unione Sportiva Imolese Lotta, che sono rispettivamente la campionessa nazionale in carica e uno degli atleti azzurri in lista per le Olimpiadi di Tokyo 2020. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto la famiglia Minguzzi

La famiglia Minguzzi tra la vendita di trattori e la passione per la lotta culminata nell'oro olimpico di Andrea
Sport 15 Gennaio 2019

Imola e il Mondiale di Motocross a Ferragosto, più danni che vantaggi

La chiamano cherofobia, ovvero la paura di essere felici, ed ancora una volta questa patologia  rischia di manifestarsi all’Enzo e Dino Ferrari. Pochi giorni prima di Natale, infatti, la Youthstream (il promotore del Mondiale di Motocross) ha diramato l’ennesima versione del calendario 2019, anticipando la gara sul Santerno  dal 22 settembre al 18 agosto. Un cambio di data imprevisto e repentino e subito la direzione dell’autodromo è stata costretta a emettere un comunicato stampa nel quale: «Formula Imola tiene precisare che non è stato ancora raggiunto un accordo per tale spostamento e che la richiesta fatta da Youthstream, promotrice del Mondiale Mxgp, è al vaglio della società che, in accordo con il socio unico Conami e l’Amministrazione comunale, fornirà nei tempi opportuni una risposta dopo un’attenta e precisa valutazione».

La decisione della Youthstream è partita da alcuni episodi, tra cui la cancellazione del Gran Premio della Svizzera fondamentalmente per grane burocratiche  (ed anche economiche) che hanno appunto lasciato libera la data del 18 agosto, ma anche la richiesta degli organizzatori di Hong Kong di spostare il loro Gran Premio da aprile proprio al 22 settembre. Imola quindi, da perla pregiata del calendario, visto il buon esordio, ad anatra zoppa e sacrificatissima della stessa scena iridata. Le voci di «radio paddock» dicono che il promotore avrebbe promesso a Formula Imola un abbattimento quasi completo delle «royalties» relative alla gara (ovvero i diritti da pagare) ma certo la data è molto complicata, soprattutto per le teoriche condizioni climatiche a cui ci si potrebbe trovare di fronte, che non metterebbero certo in crisi l’allestimento della pista, bensì l’eventuale gradimento del pubblico per la nuova collocazione temporale.

Se proprio vogliamo vedere delle cose positive in questo cambiamento, trattandosi allo stato delle cose della quartultima prova, i campionati sarebbero sicuramente ancora aperti rispetto allo scorso anno, quando ormai era tutto segnato e quindi una gara con più interesse. Il verdetto definitivo, speriamo positivo, dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.  In sede di composizione dell’articolo che state leggendo, l’ufficio stampa dell’autodromo ci ha comunicato che la decisione non verrà presa prima di metà gennaio e si sta valutando la situazione, anche perché gli uffici di Formula Imola hanno riaperto lo scorso 7 gennaio. (m.r.)

Nella foto (Isolapress): un momento del Mondiale di Motocross del 20 settembre 2018 a Imola

Imola e il Mondiale di Motocross a Ferragosto, più danni che vantaggi
Economia 14 Gennaio 2019

L'azienda Imola Legno ha premiato 11 studenti con le borse di studio alla memoria del co-fondatore Elio Poli

Anche quest’anno Imola Legno ha assegnato le borse di studio intitolate alla memoria di Elio Poli, co-fondatore dell’azienda scomparso nel 2011. La premiazione è avvenuta lo scorso 19 dicembre.

«Questa iniziativa, giunta alla sua sesta edizione – spiega l’amministratrice delegata, Silvia Poli – vuole commemorare la considerazione che Elio Poli aveva per il ruolo dell’educazione scolastica nello sviluppo della persona. Il concorso, inizialmente dedicato solo ai figli dei dipendenti, è stato aperto anche agli studenti delle scuole di Imola e Lugo e agli studenti universitari residenti nei due comuni».

Le 11 borse sono state assegnate in base alla media scolastica nell’anno scolastico 2017-18 e al risultato di una prova incentrata sul tema «La sostenibilità della terra e delle sue risorse», che a seconda del livello scolastico dei partecipanti doveva esser sviluppato in un disegno (scuole primarie), un tema (scuole medie e superiori) o una tesina (università).

Sono stati così premiati Riccardo Piselli (5ª elementare), Serena Faretina (2ª elementare), Sara Pierrotti (3ª elementare), Maya Zanotti (2ª media), Sofia Piselli (2ª media), Marco Trione (2ª media), Fabio Veroli (3ª superiore), Alessandro Patuelli (3ª superiore), Valentina Moreschini (5ª superiore), Silvia Malacarne (università) e Eleonora Lodovici (università).

Il servizio completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto la premiazione

L'azienda Imola Legno ha premiato 11 studenti con le borse di studio alla memoria del co-fondatore Elio Poli
Economia 14 Gennaio 2019

Imola Legno porta in sede il punto vendita Stil Legno. L'ad Silvia Poli: «Migliore servizio ai privati grazie a tempi più brevi»

Se il mercato dell’edilizia stenta a ripartire, c’è chi nel frattempo si è riorganizzato per affrontare nuove sfide. E’ il caso di Imola Legno, nata più di 40 anni fa come azienda importatrice di legname e oggi specializzata anche nell’offerta di semilavorati.

Il cambiamento più evidente è legato al punto vendita, Stil Legno. Dopo aver lasciato i locali in affitto in via Vighi, da poco più di un mese ha riaperto nella sede della casa madre in via Don Luigi Sturzo. «Ora gli orari sono legati a quelli dell’azienda – ci aggiorna l’amministratrice delegata, Silvia Poli – ma il servizio ai privati sarà anche migliore di prima, dato che ora abbiamo il nostro magazzino a pochi metri di distanza e possiamo garantire tempi di risposta più brevi. Abbiamo scelto di puntare sull’arredo da giardino e su misura, su porte e infissi in legno, mentre abbiamo abbandonato l’arredo per interni».

Gli anni della crisi hanno cambiato l’azienda imolese. «Abbiamo sofferto parecchio – ammette Poli – ma ci siamo riorganizzati. In quest’ultimo decennio è cambiata molto, ad esempio, la tipologia dei nostri prodotti. Il core business rimane quello dei pannelli in legno, che per primi abbiamo cominciato a importare in Italia. Ora puntiamo anche sui semilavorati e sui servizi di logistica, perché il mercato e l’indotto sono cambiati. Un settore che sta crescendo molto è quello delle costruzioni in legno per edilizia civile, industriale e pubblica. Tra l’altro siamo cofinanziatori del master in Costruzioni in legno che si svolge a Imola». (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto il cofondatore di Imola Legno Enzo Poli con i figli Matteo e Silvia

Imola Legno porta in sede il punto vendita Stil Legno. L'ad Silvia Poli: «Migliore servizio ai privati grazie a tempi più brevi»
Cronaca 14 Gennaio 2019

Dopo il furto da Droneland il titolare Achille Lordi dorme in negozio: «Non so come finirà se dovesse entrare qualcuno»

Quattro furti in quattro anni, sempre nel periodo natalizio, per Droneland, negozio specializzato in droni di via Orsini. Come vi avevamo già raccontato (leggi la news) l”ultimo in ordine di tempo è avvenuto nella notte tra mercoledì 19 e giovedì 20 dicembre. Da allora, Achille Lordi, il titolare, ha deciso di dormire alcune notti in negozio: «Non so come finirà se dovesse entrare di nuovo qualcuno…».

A motivarlo una certa disperazione. «L’attività non va male, ma lavoro per pagare i debiti dei furti e se continuiamo di questo passo sarò costretto a chiudere. Siamo ripartiti anche nel 2019, ma tra mille sacrifici». Il sistema d’allarme era disinserito perché, in passato, aveva creato qualche problema con i vicini. Una volta dentro hanno messo fuori uso la telecamera interna e si sono impossessati di sei droni professionali, del valore di 10 mila euro, di proprietà di alcuni clienti e portati in negozio per essere riparati. «Sapevano già cosa prendere, perché non hanno toccato altro. Ho un sospetto e aspetto di conoscere i risultati degli esami sulle impronte digitali…».

Lordi, quindi, dovrà rimborsare anche i clienti dato che il negozio attualmente non è assicurato: «Dopo l’ultimo furto di un anno fa non potevamo più pagare una polizza così alta. La cosa strana, però, è che nessuno dei vicini pare abbia sentito qualcosa, mentre una persona che vive molto più distante lungo la strada ha sentito un gran fracasso». (d.b.)

Nella foto: il titolare di Droneland Achille Lordi

Dopo il furto da Droneland il titolare Achille Lordi dorme in negozio: «Non so come finirà se dovesse entrare qualcuno»
Cronaca 14 Gennaio 2019

Guida in stato di ebbrezza, tre automobilisti denunciati dai carabinieri

Durante i consueti controlli alla circolazione stradale effettuati nel weekend, i carabinieri di Imola hanno denunciato tre automobilisti, un 48enne, un 32enne e un 24enne, con l”accusa di guida in stato di ebbrezza.

In particolare il primo, fermato dagli agenti di Sesto Imolese lungo la via Correcchio, era talmente ubriaco da procedere ripetutamente a zig-zag con la sua Fiat Punto. Notato per fortuna dai carabinieri è stato sottoposto all”alcol test che ha rilevato come il suo tasso alcolico fosse pari a 2,38 g/l. (d.b.)

Foto d”archivio

Guida in stato di ebbrezza, tre automobilisti denunciati dai carabinieri
Sport 14 Gennaio 2019

Pallamano A2, Romagna corsaro sul campo del Camerano

Nell”ultima giornata del girone d”andata il Romagna supera 21-18 in trasferta il Camerano e chiude al 5° posto con 17 punti.

La squadra di Tassinari conduce la contesa fin dall”avvio, senza però chiudere i giochi in anticipo. Camerano resta, così, aggrappato al match fino agli ultimi minuti, ma il tentativo di rimonta si infrange contro il portiere ospite Martelli.

Nel prossimo turno, in programma sabato 19 (ore 19), i bianconeri affronteranno in trasferta Parma. (d.b.)

Tabellino

Camerano-Romagna 18-21 (7-10)

Romagna: Martelli, Sami, Andalò 1, O. Boukhris 2, Gollini 3, La Posta, Panetti, F. Tassinari 4, Amaroli, Bosi, Leotta 3, Luppi, Medri, Rotaru, Babini. All. D. Tassinari.

Foto di Annalisa Mazzini (dalla pagina facebook del Romagna)

Pallamano A2, Romagna corsaro sul campo del Camerano
Sport 13 Gennaio 2019

Basket C Gold, Zhytaryuk è il padrone del Ruggi e la Vsv Imola supera Fiorenzuola

Successo importante e prestigioso per la Vsv Imola che supera 75-68 al Ruggi Fiorenzuola, terza della classe e si porta a -2 dal gruppetto di squadre alle spalle di Rimini e Bologna Basket.

Primo quarto targato Fiorenzuola che scappa via con i canestri di Sprude e Colonnelli, mentre Imola è tenuta a galla da Zhytaryuk. Il match è equilibrato anche nel secondo parziale con nessuna della due squadre che riesce a prevalere sull”altra. Dopo l”intervallo lungo si segna davvero con il contagocce, le difese prevalgono sugli attacchi, ma le due squadre rimangono sempre a contatto. Nell”ultimo parziale si accende Casadei, Fiorenzuola ha le mani calde dall”arco ma perde per falli Sprude e l”Mvp Zhytaryuk, oltre a Percan, sigillano ai liberi la vittoria. 

Nel prossimo turno, in programma sabato 19 (ore 21), i gialloneri affronteranno in trasferta Anzola. (d.b.)

Tabellino

Npc-Fiorenzuola 75-68 (18-21, 41-42, 56-55)

Imola: Dal Fiume 3, Percan 16, Casadei 12, Magagnoli 7, Zhytaryuk 26, Turrini ne, Nucci ne, Murati ne, Zani ne, Aglio 8, Giuliani 3, Dalpozzo. All. Tassinari. 

Fiorenzuola: Galli, Cunico 8, Dias 2, Sprude 21, Lottici 15, Sichel, Carini ne, Fellegara ne, Zucchi, Colonnelli 18, Marletta ne, Yabre, Sabbadini 4. All. Lottici.

Nella foto: Zhytaryuk e Casadei

Basket C Gold, Zhytaryuk è il padrone del Ruggi e la Vsv Imola supera Fiorenzuola
Cultura e Spettacoli 13 Gennaio 2019

Alberto De Bernardi a Imola per parlare del suo libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche'

Terzo appuntamento con le iniziative organizzate da Anpi e Cidra, dopo Paolo Pezzino e Giovanni De Luna, sarà la volta di Alberto De Bernardi per parlare di “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”, titolo della serata, ma anche di un suo libro, da poco pubblicato da Donzelli editore.

Lo scopo di queste iniziative viene spiegato dal presidente dell’Anpi, Bruno Solaroli: «Come Anpi di Imola, in collaborazione con il Cidra, stiamo proponendo alla nostra comunità una serie di incontri al fine di analizzare lo “stato di salute” della società italiana dal punto di vista del suo patrimonio intangibile. Un obiettivo, detto così, certamente utopistico, ma che, compreso nell’ottica dei valori nati dalla Resistenza e confluiti nella nostra Carta Costituzionale, ci sembra attuabile. Tentare di capire i processi che stanno portando molti italiani ad abbracciare o, nella migliore delle ipotesi, ad assistere passivamente al proliferare di idee e azioni illiberali, antidemocrat-che, autoritarie e razziste rientra nella nostra missione e riempie di senso la nostra stessa esistenza. Un dibattito urgente perché pensiamo che il degrado culturale, valoriale, emotivo del cittadino italiano medio sia sotto gli occhi di tutti. Ma in che modo tentare una faticosa risalita? Quali processi dialogici dovremo attivare per invertire la rotta? Il termine antifascismo, a noi tanto caro, a forza di enfatizzazioni e strumentalizzazioni, provoca oggi, ogni volta che viene pronunciato, una certa insofferenza e repulsione. Come fare per riabilitarlo e perché è necessario farlo?».

In questo ragionamento si inserisce bene l’incontro con De Bernardi, in programma lunedì 14 gennaio, alle ore 20.30, presso la sala delle Stagioni in via Emilia 25. Alberto De Bernardi ha molti titoli per trattare questo argomento: è professore di Storia contemporanea all’Università di Bologna, è presidente di Refat, Rete internazionale per lo studio dei fascismi, autoritarismi, totalitarismi e transizioni democratiche. Altre sue pubblicazioni recenti sono “Da mondiale a globale. Storia del XX secolo” (B. Mondadori, 2008); “Storia dell’Italia unita” (con L . Ganapini, Garzanti, 2010); “Un paese in bilico. L’Italia degli ultimi trent’anni” (Laterza, 2014).

Quest’ultimo suo libro, “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”, affronta il pr-blema in chiave attuale, come afferma l’autore stesso: «Vi è oggi un uso semplificato e banalizzato, ma fortemente evocativo della storia, come chiave per capire i processi politici in corso, facendo perno sulla categoria di fascismo/antifascismo, dotata di una sua prepotente ricorsività e di una forza simbolica ineguagliabile; anzi di una costante attualità, perché in quella coppia di opposti si riassume tutta la lotta politica dell’Italia novecentesca fino ad oggi. Dietro questa forza però si nascondono molte debolezze: se ogni avversario di oggi non è altro che la reincarnazione di quello del passato, quale strategia si mette in campo per sconfiggerlo?».

La vittoria elettorale della destra populista il 4 marzo 2018 ha sortito, tra gli altri, l’effetto di reintrodurre prepotentemente nel dibattito pubblico la parola «fascismo», attribuendole una nuova attualità come esito possibile della crisi politica italiana e facendo riemergere, soprattutto nella sinistra, la chiamata alle armi sotto la bandiera dell’antifascismo. La contrapposizione fascismo/antifascismo, come non accadeva dagli anni di Tangentopoli, ha riassunto i caratteri di una chiave di lettura per il tempo presente, capace di proiettarsi anche in una dimensione europea. La forza di questo paradigma si traduce in una sovraesposizione dell’uso pubblico della storia, con costanti riferimenti alla Resistenza, alla crisi del 1920-1922, al duce, al razzismo, al neofascismo. La storia torna a essere – come in altre fasi critiche della vicenda repubblicana – uno strumento di lotta politica, con tutto il carico che questo comporta in termini di semplificazioni, strumentalizzazioni, rimozioni e a volte mistificazioni, che rischiano di inficiare la comprensione della realtà. (r.cu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Alberto De Bernardi a Imola per parlare del suo libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche'
Cultura e Spettacoli 13 Gennaio 2019

«CC» è il nuovo disco di Cristian Bagnoli, in cui suona anche Claudio «Gallo» Golinelli

Si chiama CC il quarto album di Cristian «Cicci» Bagnoli, chitarrista originario di Castel Bolognese ma imolese di adozione e formazione musicale. La sua storia, infatti, è strettamente legata a quella di un altro e ben noto musicista imolese, il bassista di Vasco Claudio «Gallo» Golinelli. «Se sono un musicista professionista lo devo al Gallo – ammette raccontando quella che sembra la trama di un film -. L’ho conosciuto nel 1999 a Cesenatico, allora ero un ventenne all’inizio di quella che pensavo sarebbe stata la mia carriera da chef, strada che avevo intrapreso seguendo la passione per la cucina che ancora oggi mi accompagna. Una sera, durante un concerto in un locale con una band di amici, i Dilagando, mi avvicina lui, il Gallo: mi ha fatto i complimenti e mi ha dato il suo numero di telefono. Aveva visto qualcosa di interessante in me e, nonostante quasi non ci credessi, ho iniziato a frequentarlo a casa sua e studiare musica insieme». Così all’inizio del nuovo millennio Bagnoli lascia il lavoro «manuale ed artistico» dello chef, come lo definisce lui stesso, e intraprende l’altrettanto manuale ed artistica carriera da chitarrista che lo avrebbe poi portato ad entrare nella Steve Rogers Band, a pubblicare quattro dischi e a collezionare diverse collaborazioni con grandi musicisti della scena nazionale ed internazionale.

L’album CC, come le iniziali e contemporaneamente come il soprannome dell’autore, segue le pubblicazioni precedenti Trenta (2008), Imprevedibile (2011) e Rockambolo (2016) ed è uscito lo scorso 30 novembre con l’etichetta Videoradio. Si tratta di un cd non solo rock, genere con cui inevitabilmente è nato e cresciuto il chitarrista sia per merito del percorso con il Gallo sia per le influenze del padre che quando Bagnoli era piccolo ascoltava Queen, Dire Straits, Pink Floyd. «Questo album è quello della mia maturità da musicista, perché sono ormai diciotto anni che mi posso definire un professionista, anche se ho imbracciato la prima chitarra a undici anni – spiega -. E’ il mio primo disco con sonorità blues, genere per il quale nutro grande rispetto e che solo oggi ho sentito che potevo affrontare nelle mie composizioni. In questo disco la vera voce è la chitarra, è lei che racconta ed emoziona attraverso le note». Solo tre delle undici tracce sono infatti cantate dal chitarrista stesso, in italiano. Complessivamente si tratta di un viaggio fra rock e blues, prog e fusion, al quale hanno partecipato ospiti del calibro di Adriano Molinari (musicista di Zucchero), Fabrizio Foschini (Stadio), Max Gelsi (Elisa), Nicola Peruch (Zucchero, Pausini) e ovviamente Claudio «Gallo» Golinelli. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio 2019

Nelle foto, da sinistra, Cristian «Cicci» Bagnoli con Claudio Golinelli, e la copertina del suo disco

«CC» è il nuovo disco di Cristian Bagnoli, in cui suona anche Claudio «Gallo» Golinelli

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