Imola

Cultura e Spettacoli 3 Febbraio 2018

Settimana della Memoria, incontro con gli autori del libro «La Brigata Ebraica 1944-46»

Incontro con gli autori del libro La Brigata Ebraica 1944-1946 (Bacchilega editore), Luciano Caro, rabbino capo di Ferrara, della Romagna e della Repubblica di San Marino, e Romano Rossi, presidente dell’Associazione nazionale reduci della Friuli e tra i fondatori dell’associazione Amici della Brigata Ebraica. La seconda edizione del libro è stata notevolmente ampliata e, oltre a trattare della creazione della Brigata Ebraica, del suo ciclo operativo nella primavera del 1945, prende in esame anche gli aspetti meno noti, relativi al periodo successivo alla fine del conflitto, che portarono alla nascita dello Stato di Israele in Palestina. Incontro a cura di Cooperattivamente, Coop. Bacchilega e Comitato di Zona soci Coop Alleanza 3.0. Domenica 4 febbraio, alle ore 10.30, presso la sala delle Stagioni, in via Emilia 25.

Nella foto: la Brigata Ebraica

Settimana della Memoria, incontro con gli autori del libro «La Brigata Ebraica 1944-46»
Sport 3 Febbraio 2018

Atletica indoor, nuovo personale e secondo titolo italiano Juniores nel salto in alto per la «Sportiva dell'anno web» Marta Morara

Partono decisamente bene, per i colori imolesi, i Campionati italiani indoor Juniores e Promesse d”atletica che si svolgeranno, tra oggi e domani, ad Ancona.

In questa prima giornata, nel salto in alto Juniores, l”imolese Marta Morara (tesserata per l”Atletica Lugo), fresca vincitrice del premio «Sportivo dell”anno web», indetto proprio dal giornale sabato sera, ha conquistato il titolo nazionale con la misura di 1.79 che rappresenta anche il suo nuovo personale sia al coperto che outdoor e le ha permesso di bissare così il successo, nella stessa categoria, del 2017.

Marta ha saltato senza problemi al primo tentativo 1.65, ha commesso un errore a 1.69, prima di superare poi tranquillamente 1.72 e 1.74. Un errore a 1.79 non ha compromesso la vittoria finale, ma prima c”è stato anche il tempo di provare 1.82 che però l”ha vista fallire tutti e tre i tentativi.

d.b.

Nella foto: Marta Morara

Atletica indoor, nuovo personale e secondo titolo italiano Juniores nel salto in alto per la «Sportiva dell'anno web» Marta Morara
Sport 3 Febbraio 2018

Francesco Liberti, il Gatto Silvestro dell'Ic Futsal balzato dalla C2 alla serie A

Due reti in campionato (a Latina e Cisternino) e due in Coppa (contro Olimpia Regium e Pistoia) sono un bottino niente male per un giocatore che solo pochi mesi fa calcava i campi della serie C2 di futsal e, da agosto, si trova catapultato per la prima volta nel massimo campionato nazionale con la maglia dell”Ic Futsal. Questo è l’inizio della storia del riminese Francesco Liberti, laterale classe ’95 fisicamente simile alla «formica atomica» Giovinco e chiamato “Frajola” ovvero Gatto Silvestro in portoghese dal compagno di squadra Juninho (per via del suo carattere molto attivo), approdato in estate alla corte del tecnico Pedrini dopo un’annata, quella passata, condita da 46 gol ufficiali e che, partita dopo partita, ha iniziato a farsi amare dal pubblico della Cavina per le sue doti tecniche e agonistiche.

«Ho iniziato con questo sport solo nel 2016 – ha confessato il talentuoso numero 23 dell’Ic Futsal – e, fino ad allora, avevo praticato il calcio a 11. Ho cambiato benché avessi giocato a “calcetto” solo d’estate e ora posso dire d’aver fatto la scelta giusta. Qui c’è un ambiente sano con un’umanità incredibile e sembra di essere tra amici».

Prima le giovanili nel Rimini, poi il Borghi in Promozione, la Sammaurese in Eccellenza e, infine, la Ribelle in serie D, nello stesso girone con Parma e Imolese.

«Ho sempre giocato come Under in tutte le prime squadre e, in quel periodo, iniziai a chiedermi se veramente il calcio fosse la strada giusta per me. Ormai andavo avanti più per inerzia che per scelta, così decisi di passare all’Orange Forlimpopoli, una squadra nata da una collaborazione tra una società e una comunità terapeutica che utilizza il futsal, all’interno del progetto “Giocare liberi”, come strumento riabilitativo, richiamando ragazzi un po’ da tutta Italia».

In estate l’approdo in serie A agli ordini di Vanni Pedrini.

«Non mi aspettavo un salto simile. Sapevo che, avendo fatto molte reti, potevo ricevere una chiamata importante, ma questa è stata un’emozione incredibile. L’ambiente lo conoscevo abbastanza bene, visto che l’anno scorso non mi sono perso una partita alla Cavina e mi sono anche allenato qualche volta con la squadra. Pedrini è stato il primo che ho sentito, dopo il trasferimento, e lo stimo come persona e come allenatore. Inoltre, gli sono grato per la fiducia e per le belle parole nei miei confronti».

Ti sei trasferito a Imola?

«Da tre anni vivo a Forlì e faccio avanti e indietro in macchina tutti i giorni. Imola è una città tranquilla, ma ci sto solo il tempo degli allenamenti e delle partite. Nel tempo libero guardo il basket Nba (i Golden State di Steph Curry), qualche film d’azione o drammatici e studio all’università di Bologna come educatore sociale e culturale, ma non frequento le lezioni».

La più grande differenza tra la serie A e la C?

«Non tanto il fattore tecnico, che è comunque evidente, ma piuttosto l’intensità mentale. Nelle serie minori a volte puoi permetterti di staccare la spina, mentre qui non puoi perdere la concentrazione nemmeno per un secondo».

Hai sempre molti tifosi al tuo seguito in casa. Quanto sei legato alla tua ex squadra?

«Tra vecchi compagni e amici sono spesso in un bel numero alla Cavina. E’ come se fossero la mia famiglia e, per questo motivo, il numero della maglia l’ho scelto in onore dell’associazione Papa Giovanni XXIII che cura il progetto sociale e per una persona in particolare, sempre all’interno della squadra, che mi ha aiutato a cambiare la mia vita».

La partenza, però, non è stata delle migliori.

«A livello personale mi sono infortunato al menisco prima della preparazione e ho dovuto operarmi. Però non mi sono mai abbattuto, anzi ho sempre combattuto lavorando il doppio di prima per inserirmi bene nel gruppo e ritagliarmi il mio spazio. In generale, invece, abbiamo passato momenti difficili dovuti, soprattutto, alla giovane età e al fatto di essere una squadra nuova».

Sul “sabato sera” di giovedì 1 febbraio l”intervista completa al giocatore dell”Ic Futsal Francesco Liberti.

d.b.

Nella foto: Francesco Liberti

Francesco Liberti, il Gatto Silvestro dell'Ic Futsal balzato dalla C2 alla serie A
Economia 2 Febbraio 2018

Un 2017 positivo per la Sacmi che cresce e investe nel distretto modenese

Sacmi archivia un altro anno più che positivo, con il mercato Italia che, per il solo Ceramics, il business più rilevante del gruppo, fa un balzo in avanti di oltre il 23% in termini di volumi. Questo grazie anche alle sinergie con il distretto modenese della ceramica. «La straordinaria crescita del mercato Italia nel biennio – spiega Giuseppe Miselli, responsabile commerciale Italia della divisione Ceramica di Sacmi – conferma e rafforza il ruolo di Sacmi come principale partner tecnologico del distretto. I costanti investimenti in nuovi progetti, in particolare legati alla tecno-digitalizzazione delle soluzioni in ottica 4.0, hanno rafforzato la fiducia dei nostri clienti e questo si riflette nella costante crescita dei dipendenti diretti delle società Sacmi, che hanno sede in questo territorio».

Nel 2017 le persone impiegate nelle dieci aziende del gruppo con sede tra Fiorano (Modena) e Casalgrande (Reggio Emilia) hanno superato le 700 unità. «In chiusura di un altro anno particolarmente felice per il gruppo Sacmi – conferma il presidente Paolo Mongardi – dobbiamo sottolineare il valore della storica sinergia con il distretto, che si è concretizzata di recente in nuovi e importanti investimenti in persone e unità produttive». E’ dello scorso 21 dicembre l’acquisizione del 100% delle quote della Cmc di Casalgrande, storico protagonista del distretto nell’ambito delle costruzioni meccaniche per ceramiche e automazioni industriali, fornitore di sistemi di trasporto per lastre-piastrelle per la linea Continua+,  cui dipendenti sono passati in un solo esercizio da 45 a 62 unità. A ciò si aggiunge una nuova struttura (nella foto), costata 6 milioni e 800 mila euro, presso cui l’azienda si trasferirà entro aprile prossimo.

Sacmi Forni investirà a Sassuolo 3 milioni e 200 mila euro per il recupero dell’area ex Continental, 14 mila metri quadri coperti, dove la produzione dei nuovi forni entrerà a regime entro il 2018. A Fiorano cresce il ruolo di Nuova Sima quale società di supporto al business Sacmi per tutte le attività legate al fine linea, e in particolare alla logistica delle grandi lastre, con 164 dipendenti e un buon numero di ulteriori assunzioni deliberate di recente. «Il 2017 – sottolinea Claudio Marani, direttore generale del gruppo Sacmi – ha rafforzato una direzione di sviluppo che Sacmi ha intrapreso da tempo, quella della ricerca di nuove soluzioni legate ai sistemi di controllo, alla sensoristica, all’automazione, alle nuove logiche di stoccaggio e gestione del magazzino. Tale rivoluzione è partita dal Ceramics, il nostro business più grande e importante, e si riflette in modo trasversale in tutte le attività del gruppo».

Nella foto: la nuova struttura della Sacmi

Un 2017 positivo per la Sacmi che cresce e investe nel distretto modenese
Sport 2 Febbraio 2018

«Rulo» di tamburi, parla il capitano e bomber dell'Imolese Gustavo Ferretti

“La situazione non è drammatica, ma non dobbiamo essere ipocriti, serve un’impresa per recuperare. Mancano 14 partite con 42 punti a disposizione, praticamente un bottino che vale una salvezza, senza dimenticare gli scontri diretti. Ad inizio 2018 abbiamo perso tanti punti che adesso fanno la differenza tra noi e il Rimini. In questo momento non possiamo fare altro che dare sempre il massimo fino alla fine, vincendo il più possibile e senza fare troppi calcoli”. queste le parole del capitano e bomber dell”Imolese, l”argentino Gustavo Ferretti detto “Rulo”, che domenica scorsa ha segnato il suo 9° gol stagionale, quello che può ridare speranza. 

L’Inter è più o meno nella stessa vostra situazione, ma nessuno in Italia crede che i nerazzurri possano vincere lo scudetto…
«Ma noi in proporzione siamo più forti dell’Inter rispetto alle nostre avversarie. Se all’Imolese rientrano tutti diventiamo la Juventus del girone».

Allora cos’è successo a questa Juve rossoblù?
«E’ stata una stagione particolare, il mister non è mai stato in difficoltà nel fare la formazione. Voglio dire che, a causa degli infortuni, non ha mai potuto scegliere. Se fossimo stati sempre al completo avremmo fatto un altro campionato, perché la qualità c’è».

Questo è un fattore. Poi c’è stato il cambio d’allenatore a pochi giorni dall’inizio della stagione, che non ha di certo agevolato la crescita tecnica. Sembravate in palla a metà dicembre, prima della sconfitta a Forlì. Quella partita vi ha spezzato le gambe?
«Non credo sia stata una mazzata a livello mentale, anche perché era l’ultima prima della sosta natalizia. E’ stata una brutta domenica a livello di risultato, ma anche una giornata storta, perché se a fine primo tempo fossimo stati avanti 2-0 non ci sarebbe stato niente da dire».

In ogni caso ha bloccato un possibile filotto.
«Come dicevo, sono sempre mancati elementi che realmente potevano dare tanto sul campo, nonostante sul mercato siano stati presi giocatori importanti».

Dopo la pausa sono poi arrivate due sconfitte e un pareggio, che hanno scavato il fosso.
«Quello che rimpiango di più è stato l’1-1 casalingo. Se avessimo vinto contro la Sangiovannese, pur perdendo a casa della Sammaurese e del Lentigione, saremmo stati a soli 7 punti dal Rimini e non sarebbe stata la stessa cosa».

Diamo il giusto valore agli avversari. Il Rimini sta comunque viaggiando forte, con 2,20 punti di media a partita.
«Sono d’accordo. Se andranno avanti fino alla fine a questi ritmi e chiuderanno la stagione con più di 80 punti, ci toglieremo il cappello».

Gadda ha dichiarato che bisogna dare il massimo da qui alla fine per tanti motivi, non solo per la classifica, ma anche per il futuro di ognuno di voi o per guadagnarsi la riconferma.
«Ha ragione, bisogna sempre provarci e crederci. Allenarsi bene durante la settimana e dare tutto alla domenica. Questo è il calcio, se non si fa così, bisogna cambiare mestiere».

Ravenna, Parma, lo stesso Rimini, la Lucchese. Sono le ultime vincitrici del girone D andando a ritroso nel tempo. Insomma, a godere c’è sempre una piazza importante.
«Sono posti che danno punti a prescindere dal valore della squadra. La gente ti spinge fino al 90’ e non ti senti mai di avere perso fino al fischio finale. C’è un qualcosa in più che solo i calciatori possono capire».

Sul “sabato sera” di giovedì 1 febbraio tutta l”intervista al bomber dell”imolese.

p.z.

Nella foto: Gustavo Ferretti

«Rulo» di tamburi, parla il capitano e bomber dell'Imolese Gustavo Ferretti
Cronaca 2 Febbraio 2018

Matteo Gori di CucinaBarilla alla Coop. Ceramica, tradizione e innovazione in tavola

Proseguono gli appuntamenti degli Open Innovation Lab, nati per iniziativa di Imola Informatica e Innovami; il prossimo è Un buon prodotto non basta più. Per stare in tavola la ricetta giusta è innovare; al centro della conversazione, le nuove esigenze dei consumatori oramai sempre più digitali, approfondite con un ospite d’eccezione come Matteo Gori, managing director in CucinaBarilla.

Tra le best practice di CucinaBarilla raccontate da Gori ci sarà anche quella, lanciata nel 2015, che unisce la tradizione della buona tavola, di cui Barilla è un importante rappresentante, con la moderna tecnologia di Whirlpool e che integra i prodotti dell’azienda con un insieme di servizi correlati, forniti da partner. All’incontro, realizzato in collaborazione con l’Università di Bologna, interverranno anche Antonio Corradi (Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna), Claudio Bergamini (Imola Informatica) e Christian Gironi (Innovami), con l’intento di promuovere un laboratorio collettivo che coinvolga startup, imprese affermate, centri per l’innovazione, istituti di formazione, enti pubblici, studenti e anche i partecipanti.

In questa occasione, anche la Cooperativa Ceramica d’Imola è partner dell’evento. Venerdì 2 febbraio, alle ore 14.30 presso lo showroom della Cooperativa Ceramica d’Imola, via Vittorio Veneto 13.

Nella foto: Matteo Gori, managing director in CucinaBarilla.

Matteo Gori di CucinaBarilla alla Coop. Ceramica, tradizione e innovazione in tavola
Cronaca 1 Febbraio 2018

Sicurezza in città, parla il commissiario Adriana Cogode. IL VIDEO

Il commissario prefettizio Adriana Cogode, da poco insediata nel Comune di Imola dopo le dimissioni effettive del sindaco Daniele Manca, è intervenuta in conferenza stampa per spiegare quali misure saranno adottate per aumentare la sicurezza in città.

Nella foto: il commissario Adriana Cogode

Video a cura di Lara Alpi – montaggio redazione SabatoSera.it

Sicurezza in città, parla il commissiario Adriana Cogode. IL VIDEO
Cronaca 1 Febbraio 2018

Per gestire il Comune serviranno il commissario e un subcommissario

Per gestire la città non basterà il commissario, il prefetto nominerà anche un subcommissario: Domenico Miceli. Ad annunciarlo è stata, davanti ai giornalisti, la stessa Adriana Cogode, commissario straordinario di Imola a seguito delle dimissioni del sindaco Daniele Manca. Miceli è ipotizzabile che seguirà soprattutto tematiche legate a contabilità e bilanci: «E’ dirigente dell’area finanziaria della prefettura, gli darò alcune deleghe» ha dichiarato Cogode, che dovrà occuparsi dell’ordinaria amministrazione fino all’elezione del nuovo sindaco (le amministrative sono previste a fine maggio). Al di là della complessità di un Comune di 70 mila abitanti, la necessità di un supporto deriva dal fatto che Cogode manterrà le sue attività come viceprefetto vicario a Bologna, compresa la presidenza della commissione di vigilanza pubblici spettacoli per tutta la provincia. «Non sarò a Imola tutti i giorni – ha chiarito aggiungendo che – il primo impatto con la struttura è stato positivo, è efficiente e di grande professionalità».

Cogode, che è Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, è entrata nella carriera prefettizia nel 1986. E’ un’esperta di prevenzione rischi e protezione civile, nonché di antimafia, ordine e sicurezza. Tra i vari incarichi, nel 2007 ha fatto parte della Commissione per la gestione del Comune di Castellammare del Golfo (Trapani) sciolto per infiltrazioni mafiose e nel 2015 della Commissione di indagine sul Comune di Brescello (Reggio Emilia), il cui Consiglio comunale è stato poi sciolto. Dopo il terremoto in Emilia Romagna del 2012 è stata coordinatrice dell’Ufficio ricostruzione e del Gruppo interforze e antimafia nell’ambito degli interventi di ricostruzione e degli appalti. «Sul tema della legalità spero di portare a compimento il protocollo su gare, appalti e servizi di fornitura avviato dal sindaco Manca – ha detto – e prevediamo un modello standard flessibile per la pianificazione dei grandi eventi alla luce delle nuove norme antiterrorismo, in particolare su chiusura dei varchi di accesso e vie di esodo». Forse, visti i problemi con l’impianto Tre Monti, potrà tornarle utile anche l’esperienza maturata durante l’emergenza rifiuti in Sicilia durante la quale ha coordinato il Comitato tecnico per l’autorizzazione delle discariche.

Per Imola il precedente commissariamento risale al 2008 quando Matteo Piantedosi, allora viceprefetto e attuale prefetto di Bologna, fu chiamato a reggere le sorti del Comune per una quarantina di giorni tra le dimissioni del sindaco Massimo Marchignoli (che diventò poi deputato) e la nomina del nuovo sindaco (Daniele Manca al primo mandato).

Altri particolari sul “sabato sera” dell”1 febbraio 2018.

l.a.

Nella foto: il commissario prefettizvio Adriana Cogode seduta alla scrivania nell’ufficio del sindaco di Imola

Per gestire il Comune serviranno il commissario e un subcommissario
Cronaca 1 Febbraio 2018

Spaccate in centro storico, si riunisce il Comitato per l'ordine pubblico dell'imolese

Sette esercizi commerciali visitati dai ladri in dieci giorni. Un copione che si è ripetuto in tre occasioni e che ha coinvolto locali che si trovano in pieno centro storico o nelle immediate vicinanze, tutti, con ogni probabilità, messi a segno dalle stesse persone. L’ultimo in ordine di tempo si è verificato lunedì 29 gennaio ai danni del «Dive Store» di viale Andrea Costa. Quando il negozio era chiuso per la pausa pranzo qualcuno è entrato dopo aver rotto la vetrina (prima aveva cercato di forzare la porta d’ingresso), poi si è appropriato di una ventina di erogatori e tre fucili da sub, del valore di oltre 6 mila euro, oltre a 30 euro che erano nella cassa. Secondo la polizia pare che nessuno si sia accorto di nulla sebbene la via a quell’ora sia molto trafficata.

Gli altri sei colpi, invece, sui quali stanno indagando i carabinieri, sono stati messi a segno durante la notte e hanno portato più danni ai locali che bottino ai ladri. Identico il modus operandi: una pietra o un oggetto pesante per rompere una vetrina, da cui i ladri si sono introdotti puntando al fondo cassa. Nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 gennaio è toccato all’edicola Martini, al bar Ai Giardini di via Orsini e alla pizzeria Porta Montanara. Dall’edicola Martini hanno preso 200 euro e un vecchio pc portatile, nel bar Ai Giardini, però, hanno tagliato il telo che copre l’ingresso ma poi non sono riusciti a forzare la saracinesca, nella cassa della pizzeria, infine, non c’era nulla, quindi se ne sono andati a mani vuote. A chiamare i carabinieri è stata l’edicolante la mattina dopo, ma, stando a quanto ricostruito da alcuni testimoni, i ladri avrebbero agito all’edicola poco dopo le 2; da alcune testimonianze pare che si siano diretti verso la stazione ferroviaria. La settimana prima, invece, furono «visitati» il bar Roma e il Barcode nella galleria sotto il palazzo del centro cittadino e l’Opera Dulcis di piazza Matteotti. A tal proposito, il comandante della polizia municipale imolese, Vasco Talenti, ha detto che dall’analisi delle immagini delle telecamere della videosorveglianza si vedevano «due persone che potrebbero far parte della stessa banda che ha messo in atto colpi simili in altre città lungo la via Emilia». Anche i carabinieri, che stanno visionando altri filmati, concordano con questa ipotesi e non disperano di riuscire ad individuarli.

Nel frattempo, le forze dell’ordine invitano i cittadini «a chiamare il 112 o il 113 qualora notassero o sentissero qualcosa di strano, anche se si tratta di un falso allarme». Per fare il punto sulla situazione martedì 6 febbraio presso il Commissariato si terrà una riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza del circondario, un sottocomitato dell’istituto prefettizio istituito in autunno nel quale siedono i rappresentati dei dieci comuni, i carabinieri, la finanza, la municipale e, a tirare le fila, il dirigente del Commissariato, Michele Pascarella: «Per quanto riguarda la polizia, stiamo potenziando i controlli del territorio. Una pattuglia c’è sempre – assicura Pascarella -, ventiquattro ore su ventiquattro, e in certi casi se ne aggiunge un’altra».

Per Adriana Cogode appena insediatasi come commissario straordinario a Imola, al posto del dimissionario sindaco Daniele Manca, non sarà una novità: nel suo ruolo di viceprefetto vicario di Bologna ha già partecipato a due riunioni del Comitato. Sui recenti accadimenti ha detto: «Il Comitato si riunirà con una certa frequenza per raccordare le attività, perché in tema di criminalità comune le forze di polizia devono rimodularsi e riorientare l’operatività in funzione di ciò che succede e della gravità. Comunque mi consta che questi episodi siano già stati  valutati e ci siano in corso delle indagini e va detto che questo territorio ha già fatto un ottimo lavoro sulla videosorveglianza che sarà messa in rete per tutto il circondario».

l.a. gi.gi.

Nella foto: la spaccata al bar Roma

Spaccate in centro storico, si riunisce il Comitato per l'ordine pubblico dell'imolese
Cronaca 31 Gennaio 2018

Telecamere leggi-targa per controllare confini e frazioni di Imola

«Sta per uscire il bando per trovare la ditta che installerà le telecamere leggi-targa, quindi, presumibilmente, entro l’inizio dell’estate saranno pronte». E’ questa la tempistica che il comandante della polizia municipale, Vasco Talenti, ha dato per l’installazione di 14 nuovi occhi elettronici che controlleranno confini e frazioni imolesi. Un intervento di cui si parla ormai da tempo. Si tratta di apparecchiature che, oltre a vigilare sulle strade immortalando magari eventuali auto rubate, sono pure in grado di «pizzicare» in tempo reale chi viaggia senza assicurazione o con la revisione scaduta. La sanzione, però, spetterà sempre e comunque alla pattuglia della municipale che riceverà in tempo reale la segnalazione sul tablet in dotazione e potrà così fermare l’automobilista, verificare in diretta ed, eventualmente, multare.

Le telecamere verranno installate lungo le direttrici principali (tra cui Montanara, Emilia, Selice), ma anche nella zona industriale e nelle frazioni di Sesto Imolese e Sasso Morelli. «Si aggiungeranno alle 29 telecamenre ambientali che già funzionano (installate tra centro storico, Pedagna e zona della stazione, ndr) e alle 13 che sono nel parco dell’Osservanza – dettaglia il vicesindaco e assessore alla Polizia municipale, Roberto Visani -. Inoltre, vorremmo sostituire 10 telecamere fisse che sono nei parcheggi a pagamento con altre in grado di ruotare. Tra l’altro, abbiamo appena affidato ad Area Blu il servizio unificato per la gestione della rete della videosorveglianza, pari a 100 mila euro all’anno».

Le nuove telecamere leggi-targa, come detto, saranno molto utili per individuare chi circola senza assicurazione o con la revisione scaduta, un «fenomeno grave, indice anche dell’irresponsabilità da parte dei cittadini» dice Visani. Utilizzando gli apparecchi Targa System mobili, nel 2017 i vigili urbani imolesi hanno contestato 210 violazioni per mancanza di copertura assicurativa e ben 883 sanzioni per veicoli non in regola con la revisione periodica. A questi si aggiungono 106 violazioni per guida usando apparecchi telefonici. «Sono comportamenti purtroppo ancora molto diffusi, a differenza della guida senza cinture di sicurezza (59 violazioni) o senza casco (7), che per fortuna sono ormai abitudini consolidate» conclude Talenti.

gi.gi.

Nella foto: il comandante della municipale Talenti e il vicesindaco Visani

Telecamere leggi-targa per controllare confini e frazioni di Imola

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