Imola

Sport 3 Ottobre 2018

I complimenti di Moreno Mannini all'Imolese: «Ripagati gli sforzi, la città deve starle vicino affinché il sogno resti vivo»

L’Imolese in serie C fa tornare alla mente le grandi gesta del passato (non solo perché mancava dagli anni ’70) e di un calcio che ormai non esiste più, quando giovani di belle speranze partivano dai campi di provincia per provare a coronare il loro sogno di giocare in serie A. Anche Imola ha avuto i suoi «eroi», nati calcisticamente sulle rive del Santerno e finiti poi nell’Olimpo del calcio. Sotto l’orologio, quando si parla di loro, uno dei nomi che viene in mente è quello di Moreno Mannini (senza dimenticare Davide Bombardini e Giancarlo Marocchi, «Foffo» Beltrandi, Alfonso Bertozzi, Luca Capecchi e Roberto Mirri). 

L”ex difensore della Sampdoria ha provato addirittura l’emozione di giocare una finale di Coppa dei Campioni. Purtroppo alla fine arrivò una sconfitta, ma nel cielo di Wembley, quel 20 maggio del 1992, simbolicamente c’era tutta Imola insieme a lui. Quella stessa città che gli ha permesso, nel 2000, di giocare l’ultimo match di una carriera fatta di coppe e di vittorie. «Il ritorno dei rossoblù in serie C è qualcosa di molto positivo – ha ammesso Mannini – e ripaga presidente e staff di tutti gli investimenti fatti finora».

Hai continuato a seguire l’Imolese in questi anni?

«Sono il suo primo tifoso e, anche se non vado spesso allo stadio, ogni domenica sera m’informo sul risultato».

Secondo la tua esperienza, in serie C potrà essere una bella realtà o una meteora?

«Ha lottato molto per arrivarci e sono sicuro che respirare l’aria del professionismo le farà bene per il futuro».

Come detto, la società ha fatto molto finora. Pensi che ora tocchi anche ad altri stargli vicino?

«Certo e mi riferisco al pubblico e al Comune che devono, in ogni modo, far sì che questo sogno rimanga sempre vivo».

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» all”interno dello speciale dedicato all”Imolese.

Nella foto: Moreno Mannini, a sinistra, in uno scontro di gioco contro Giancarlo Marocchi

I complimenti di Moreno Mannini all'Imolese: «Ripagati gli sforzi, la città deve starle vicino affinché il sogno resti vivo»
Cronaca 3 Ottobre 2018

Con Digi e lode Hera premia tre scuole di Imola e stanzia altri 100.000 euro per il prossimo anno scolastico

Ci sono tre scuole di Imola premiate da Hera nell”ambito del progetto Digi e lode per il secondo quadrimestre dello scorso anno scolastico. Si tratta della scuola secondaria di primo grado San Giovanni Bosco, della primaria Pedagna e della primaria Rubri, che si sono aggiudicate 2.500 euro ciascuna.

In tutto le scuole premiate in ottobre sono 20, per un montepremi totale di 50.000 euro per il secondo quadrimestre (100.000 il totale messo in palio per il primo anno dell”iniziativa). Altre tre scuole imolesi avevano ottenuto il riconoscimento relativo alla prima parte dell”anno.

L”iniziativa ha avuto un grande successo, con oltre 200.000 attivazioni di servizi digitali, al punto che Hera ha deciso di rinnovare l”impegno anche per l”anno prossimo, con altri 100.000 euro in palio per 40 scuole del territorio servito dall”azienda, così suddivise: 30 scuole nei comuni con più di 50.000 abitanti, 10 in quelli sotto tale quota.

Qual è il meccanismo di Digi e lode? Ricordiamo che il progetto è stato lanciato un anno fa per contribuire alla digitalizzazione delle scuole. Sono gli stessi clienti di Hera, attivando i servizi digitali che l”azienda fornisce gratuitamente (la bolletta elettronica, l”iscrizione ai servizi online e alla app My Hera, il Rifiutologo e l”Acquologo), a determinare le graduatorie per concorrere al premio. In pratica ogni volta che un cliente attiva un servizio, compresa l”autolettura digitale, va ad incrementare il punteggio che poi sarà ripartito tra le scuole del suo comune.

Non solo: il cliente stesso può anche scegliere la scuola alla quale vuole devolvere il suo punteggio, indicandola direttamente sul sito web dell”iniziativa e in questo modo i punti saranno moltiplicati per cinque volte. Il finanziamento messo a disposizione di Hera andrà poi a sostenere progetti di digitalizzazione scolastica, scelti in autonomia dagli istituti.  

Tornando alle attivazioni di servizi registrate in questo primo anno di Digi e lode, delle oltre 200.000 circa 65.000 hanno riguardato richieste per l’invio elettronico della bolletta (+41% rispetto a settembre 2017), quasi 41.000 sono state invece le iscrizioni ai servizi online (+17%). Poco meno di 50.000 scaricamenti per l”app del Rifiutologo, 50.300 quelli dell’app MyHera.

«L’accoglienza riservata all’iniziativa nelle scuole è stata ottima e ha senza dubbio contribuito a superare  il traguardo del 20% dei nostri clienti iscritti ai Servizi Hera Online e che hanno scelto l’invio elettronico della bolletta- commenta l”amministratore delegato di Hera Comm, Cristian Fabbri -. Questa iniziativa è la prova tangibile di come un”azienda del territorio possa agire da guida verso l”innovazione e la tutela dell”ambiente».    

Informazioni: http://digielode.gruppohera.it

Nella foto la premiazione della scuola San Giovanni Bosco

Con Digi e lode Hera premia tre scuole di Imola e stanzia altri 100.000 euro per il prossimo anno scolastico
Cronaca 2 Ottobre 2018

Imola servizi 0-6, dal 2019 più pubblico in materne e nidi: si parte con Gasparetto, Fontanelle e Piazza Romagna

Non solo ritorno al pubblico per le tre sezioni di scuola d’infanzia per la materna comunale “Gasparetto” che erano state esternalizzate dalla precedente Amministrazione e riapertura delle due sezioni di nido a Fontanelle e Piazza Romagna. La delibera d’indirizzo che la Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi, anche in seguito al confronto con le organizzazioni sindacali, detta una serie di linee guida che riguarda tutta l’impostazione che il nuovo governo cittadino vuole conferire al sistema educativo 0-6 anni: scuola dell’infanzia, nidi, rapporto pubblico-privato.

La prima disposizione riguarda però proprio la «re-internalizzazione progressiva dell”attività didattica» delle tre sezioni della scuola di Zolino, che si dovrà attuare, sempre da delibera, disponendo un nuovo «accordo quadro (quello attuale scadrà il 31 dicembre 2018) per la gestione di singole sezioni di scuola dell’infanzia realizzato in modo tale che l’esternalizzazione attuale venga completamente riassorbita a gestione diretta a partire dal 1 settembre 2021 (indicativamente, il recupero di una sezione ad ogni inizio di anno scolastico)». 

Il provvedimento prevede, in sostanza, che torni a completa gestione pubblica una sezione per ogni anno scolastico, a cominciare dal prossimo, per «non causare disagio agli attuali bambini iscritti e alle loro famiglie con un’eccessiva discontinuità operativa del servizio attualmente reso». L”accordo quadro dovrà a tal fine contenere i piani occupazionali annuali coerenti con questa decisione, continuando comunque a prevedere la possibilità di intervenire per situazioni di emergenza, previa intesa con i sindacati.

Alla base dell”indirizzo c”è l”obiettivo della Giunta 5 Stelle di mantenere la quota comunale nell”attuale sistema «tripartito» delle scuole dell”infanzia imolesi al 30% dei posti complessivi (un po” più di un terzo è rappresentato dagli istituti statali e il resto dalle scuole paritarie), anche per mantenere in capo all”ente locale una funzione di indirizzo e qualificazione del sistema.

Passando ai nidi d”infanzia, si conferma nella delibera il favore della Giunta per un potenziamento delle sezioni gestite dal pubblico. In questa direzione va la scelta di riportare almeno al 60% la quota comunale, riaprendo dall’anno scolastico 2019-2020 le due sezioni a Fontanelle e Piazza Romagna e ridimensionando le convenzioni con i gestori privati. La percentuale di posti nido a gestione diretta, attualmente, è del 53%, ma era al 60% nel 2015 e al 66% nel 2009. Anche in questo caso la motivazione dell”amministrazione è quella di «mantenere fortemente in capo all’ente pubblico il ruolo di riferimento per tutto il sistema locale dei servizi dedicati alla prima infanzia. 

L”ultima parte della delibera riguarda invece più in generale come si intende governare il sistema misto pubblico-privato nei prossimi anni. A tal fine si conferma la validità dell’istituzione dell’albo dei nidi d’infanzia e piccoli gruppi educativi così come previsto dalla delibera 190/2014 del consiglio comunale, in cui si stabiliscono i criteri alla base del convenzionamento. Poiché l”albo però va rinnovato ogni due anni e quello in vigore scadrà nel marzo 2019, la Giunta ha dato mandato agli uffici di procedere al rinnovo prima del prossimo bando di iscrizione per i nidi. Una porta aperta verso i privati, «purchè di qualità accertata», si precisa dal Comune e pur «nel rafforzamento dell”offerta di servizio a gestione pubblica diretta».

Un”immagine della scuola intitolata a Maurizia Gasparetto tratta dal sito di Area Blu

Imola servizi 0-6, dal 2019 più pubblico in materne e nidi: si parte con Gasparetto, Fontanelle e Piazza Romagna
Sport 2 Ottobre 2018

Basket A2, il brand «Tekk» di Mt Distribution entra nella famiglia de Le Naturelle Imola

Non solo basket giocato per Le Naturelle Imola che, in vista dell”esordio in campionato, rafforza la propria partnership con la MT Distribution Srl, azienda di Calderara di Reno nata con un focus nel mondo dell”entertainment.

La conferma dell”impegno per la stagione in corso è testimoniata dall”ingresso appunto del brand Tekk, leader in Italia della pedalata assistita, che sarà presente sulla divisa da gara della società biancorossa.

r.s.

Nella foto: il capitano Patricio Prato

Basket A2, il brand «Tekk» di Mt Distribution entra nella famiglia de Le Naturelle Imola
Economia 2 Ottobre 2018

L'azienda Caci di Imola base di partenza per promuovere e valorizzare le noci italiane di varietà Chandler

Le noci 100% italiane partono da Imola per conquistare la penisola e il web. Prende infatti il via dall”azienda imolese Caci un progetto di promozione e valorizzazione delle noci italiane Chandler, che sarà accompagnato su internet dall”hashtag #amoreperlaterra e che si propone di diffondere tra i cittadini il gusto per un consumo consapevole di noci nazionali, sostenendo, in questo modo, i nostri produttori.

La base di partenza, come detto, è l”azienda agricola Caci di Imola, dalla quale avrà inizio, a metà ottobre, la raccolta dei frutti di 33 ettari di noceto, impiantato nel 2006. La produzione prevista va dai 1.200 ai 1.400 quintali di noci essiccate, che saranno lavorate direttamente in azienda per garantire una filiera corta e controllata in ogni fase. E per la commercializzazione ci si affida a internet: per acquistare le noci a chilometro zero, a 6 euro al chilo (la confezione è di 2,5 chilogrammi, per 15 euro in tutto di spesa, spedizione compresa), è sufficiente visitare il sito www.fruttaebacche.it. Frutta e bacche è un marchio dell”azienda ravennate Euro Company, leader nazionale nel settore della frutta secca e dei frutti disidratati, con oltre 17 mila tonnellate di prodotti venduti, per un totale di oltre 100 milioni di confezioni, realizzate attraverso 28 linee di confezionamento.

La filiera corta non è l”unico beneficio del progetto imolese, che strizza l”occhio anche al mangiare sano. Le proprietà delle noci sono infatti molteplici: contengono un’alta concentrazione di acidi grassi Omega-3, che contribuiscono alla salute soprattutto perché riducono il rischio di malattie cardiovascolari, contribuiscono a mantenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue e contengono quantità importanti di vitamine e minerali, in particolare la vitamina E, che protegge le cellule dallo stress ossidativo e il fosforo, che contribuisce al normale metabolismo energetico.

Passando invece alla noce Chandler, si tratta di una varietà originaria della California settentrionale, che prende il nome dal professor W.H. Chandler, che l”ha selezionata all’University of California U.C. Davis nel 1979. Tale tipo di noce ha trovato in Emilia Romagna il suo terreno ideale per diventare un prodotto di qualità, che presenta caratteristiche ben riconoscibili rispetto alle altre varietà di noci: l”ovale della forma, il colore chiaro con leggere sfumature scure, la pezzatura medio-grossa, il guscio sottile e liscio, il gheriglio chiaro, facile da sgusciare e con un sapore delicato, non privo di retrogusto che assomiglia al miele.

L'azienda Caci di Imola base di partenza per promuovere e valorizzare le noci italiane di varietà Chandler
Cronaca 2 Ottobre 2018

Montecatone saluta Gian Piero Belloni: il primario dell'Area Critica in pensione dopo 17 anni di servizio

E” andato in pensione dopo 17 anni di servizio a Montecatone il dottor Gian Piero Belloni, direttore del Dipartimento clinico – riabilitativo, primario dell”Area Critica dell”ospedale e, dal 2016, primario anche del reparto di Gravi Cerebrolesioni Acquisite.

Lo sostituirà, in qualità di facente funzioni dell”Area Critica, la dottoressa Mariella Uneddu, che già faceva parte dello staff, mentre la facente funzioni del reparto delle Gravi Cerebrolesioni sarà la dottoressa Pamela Salucci.

Al dottor Jacopo Bonavita, primario dell’Unità Spinale di Montecatone, toccherà invece svolgere anche il ruolo di direttore del Dipartimento clinico – riabilitativo e dell”integrazione.

Tornando al pensionamento del dottor Belloni, il direttore generale e sanitario di Montecatone, Roberto Pederzini, ha voluto salutarlo con queste parole: «Il dottor Belloni, persona di alto valore e ottimo professionista, ha contribuito con il suo impegno allo sviluppo e al miglioramento dell’intera azienda, lasciandoci una struttura di alto profilo conosciuta e apprezzata a livello nazionale. Credo davvero di rappresentare tutti i professionisti di Montecatone nel ringraziarlo per quanto ha fatto in questi anni e nell”augurargli il meglio per il futuro personale».

Una nota dell”Istituto ricorda che l”Area Critica di Montecatone è nata proprio in questi anni di percorso professionale del dottor Belloni ed è cresciuto in qualità proprio grazie al primario e ai suoi collaboratori.

«Oggi – prosegue la nota – l’Area Critica di Montecatone con la Terapia Intensiva e Sub Intensiva, recentemente ampliata, è un reparto moderno e all’avanguardia, dotato di grande professionalità e competenza. Permette una precoce presa in carico dei pazienti con lesioni complesse e con quadri clinici critici, garantendo una immediata attivazione del percorso riabilitativo. Tutto ciò va attribuito all’incarico ricevuto circa diciassette anni fa proprio dal dottor Belloni e alla sua capacità di svilupparlo e concretizzarlo nella struttura d”eccellenza di cui oggi dispone l’Istituto di Montecatone».

Nella foto il dottor Belloni con alcuni medici di Montecatone

Montecatone saluta Gian Piero Belloni: il primario dell'Area Critica in pensione dopo 17 anni di servizio
Cronaca 2 Ottobre 2018

Intervista a Francesco Cioria, il sommelier e manager che gestisce i vini del San Domenico

A trent’anni Francesco Cioria ha già alle spalle una carriera di successo. Originario di Vallata (Avellino), paese irpino di nemmeno 3 mila abitanti, dopo il diploma all’Istituto alberghiero di Vieste ha inanellato esperienze in Italia e all’estero. Tra il 2011 e il 2012 è per la prima volta al San Domenico. «Avevo sempre sentito parlare del San Domenico – spiega – e decisi di mandare il curriculum. Sono stato io a propormi. Ho fatto un tirocinio e poi sono stato assunto come cameriere». Nello stesso periodo completa il percorso per diventare sommelier Ais. «Fino a 16 anni non bevevo vino – così racconta come è nata la sua passione -. La passione è nata dopo, durante gli anni all’Istituto alberghiero. Mi sono reso conto che esisteva anche del vino buono. Con i soldi guadagnati lavorando in pizzeria nei weekend ho cominciato a comprare bottiglie da 20-30 euro, a leggere riviste di settore, ad assaggiare, a parlare con i produttori. E’ stato un susseguirsi».

Da appassionato, il primo impatto con la cantina del San Domenico se lo ricorda bene. «Mi misi le mani nei capelli – dice sorridendo -. Davanti a tanta maestosità sono rimasto shoccato per una ventina di minuti, non avevo mai visto niente del genere…». Alla fine del 2012 riparte per l’Australia. «E” un paese bellissimo. Ma per la ristorazione è ancora un po’ “primitivo” rispetto ad altri Paesi. Anche nei ristoranti importanti, in menu non manca l’hamburger…». Alla fine del 2014, ritorna al San Domenico. Questa volta da cliente. «Ero a cena per salutare gli ex colleghi. Tra una chiacchiera e l’altra, è arrivata la proposta di occuparmi della gestione della cantina. Non me lo aspettavo. La mattina dopo ero lì per firmare il contratto». Per Cioria comincia una nuova avventura, in un ruolo mai ricoperto prima. «Ho impiegato mesi per prendere conoscenza di tutto il patrimonio enologico. Ho catalogato bottiglia per bottiglia. E nel tempo sono arrivato ad assaggiare il 90 per cento di quello che abbiamo».

E i riconoscimenti non tardano ad arrivare. Nel 2016 viene nominato «Miglior sommelier d’Italia» nell’ambito del Best Italian wine awards, mentre quest’anno si è aggiudicato il premio speciale Dire fare sognare, promosso da Partesa (gruppo Heineken Italia). Il 5 ottobre invece riceverà a Parma il titolo di «Ambasciatore dello champagne», assegnato dal Comité Champagne allo scopo di mettere in luce le professionalità in grado di meglio far conoscere e apprezzare questo tipo di vini. Sotto al San Domenico c’è un tempio consacrato al dio Bacco. Antiche stanze in mattoni a vista e volte a botte, che custodiscono un patrimonio enologico unico nel suo genere, esclusivo tanto quanto il famoso ristorante stellato a cui appartiene. Da quattro anni il «custode del tempio» è il giovane sommelier Francesco Cioria. E’ lui a raccontarci l’importanza di questo luogo.

Quali sono le peculiarità della cantina che gestisce?

«Il San Domenico esiste dal 1970. Ha quindi alle spalle quasi 50 anni di storie, collezioni e acquisti. Abbiamo un totale di circa 12 mila bottiglie e 1.800 etichette. Contando anche i distillati, il numero sale a più di 2 mila etichette. In Emilia Romagna non credo ci siano altre cantine come questa e in Italia ce ne sono poche. Oggi solo i ristoranti storici possono permettersi di averne una simile. Per i ristoranti più recenti immobilizzare un certo capitale da destinare al vino è più complicato».

A proposito di capitale, è possibile quantificarne il valore?

«E’ difficile fare una stima effettiva. Spesso sono bottiglie acquistate diversi decenni fa, a un prezzo che ad oggi non è più lo stesso. Il 35 per cento della nostra collezione è costituita da pezzi che hanno più di vent’anni». 

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 27 settembre.

Nella foto; Francesco Cioria, sommelier e responsabile della cantina del «Ssan Domenico».

Intervista a Francesco Cioria, il sommelier e manager che gestisce i vini del San Domenico
Sport 1 Ottobre 2018

Le emozioni del Mondiale motocross all'autodromo di Imola. IL VIDEO

Circa 35 mila spettatori presenti, tante emozioni e, per noi italiani, il titolo mondiale nella Wmx, di Kiara Fontanesi. Questo e tanto altro nell”ultima tappa del Mondiale motocross andato in scena sabato e domenica all”autodromo di Imola.

Appuntamento quindi al 2019, con il circuito imolese che sarà ancora sede dell”ultima sfida iridata. Non mancheranno però le novità…

r.s.

Su sabato sera del 4 ottobre il racconto dell”evento a due ruote

Nella foto (Isolapress): scatto suggestivo durante una gara

Le emozioni del Mondiale motocross all'autodromo di Imola. IL VIDEO
Sport 1 Ottobre 2018

L'universo giovanile rossoblu' è cresciuto esponenzialmente dopo il ripescaggio dell'Imolese in serie C

La data storica, quella che tutti i tifosi rossoblù ricorderanno a lungo, è quella di venerdì 3 agosto 2018. Si tratta infatti del giorno in cui la Lega Pro ha diramato il comunicato in cui ufficializzava il ripescaggio dell’Imolese in serie C. Un mondo nuovo per tutta la società: sono cambiati gli obiettivi della squadra e il target di mercato della dirigenza. Ciò che è restato intatto, invece, è l’ambizione di una proprietà che, da quando si è instaurata a Imola, non ha fatto altro che investire per creare una sorta di oasi calcistica al centro tecnico Bacchilega. Già, perché se negli occhi del tifoso medio restano le prodezze di Belcastro, i gol di Ferretti e gli addii turbolenti con i tecnici Pagliuca, Baldini e Filippini, gli addetti ai lavori possono gustarsi al meglio una società che sta crescendo a 360°.

Uno dei grandi  cambiamenti per il mondo Imolese, arrivato di riflesso al ripescaggio della prima squadra, riguarderà i campionati che andranno a disputare le squadre del settore giovanile. Dalla prossima stagione, infatti, le formazioni rossoblù non parteciperanno più ai campionati provinciali o regionali, bensì a quelli nazionali professionisti. Partendo dall’alto, sotto la prima squadra ci sarà la formazione Berretti (dal nome del campionato a cui parteciperà) allenata da Francesco Sintini, che si occuperà pure dell’annata 2005 (lo scorso anno vincitrice del titolo italiano Under 13 Fair Play). A scendere, troviamo l’Under 17 di Alberto Cardi, l’Under 16 di Danilo Donati (tornato in rossoblù dopo alcuni anni) e l’Under 15 di Andrea Casadio: queste formazioni disputeranno i campionati con le altre squadre di serie C, secondo una suddivisione per gironi che sarà analoga a quella della prima squadra.

L’Under 14 di Sintini e l’Under 13 di Gianluca Montori saranno invece impegnate nei campionati regionali professionisti, mentre tutte le formazioni dell’attività di base potranno disputare i campionati provinciali sotto età. Una grande soddisfazione per il presidente Lorenzo Spagnoli, che ha sempre dichiarato di voler regalare il professionismo anche per dare una gioia (e delle partite stimolanti) ai ragazzi del proprio vivaio, da sempre florido e capace di fornire numerosi giocatori alle squadre di serie A e B.

an.cas.

L”articolo completo sull”inserto speciale di «sabato sera» del 20 settembre dedicato all”Imolese.

Nella foto (Isolapress): alcuni bambini del settore giovanile col presidente Lorenzo Spagnoli in primo piano. Era la serata della presentazione delle nuove maglie da Elio’s e infatti sullo sfondo ci sono i «modelli» (a partire da sinistra) Giovinco, Lanini, Valentini, De Gori, Belcastro e Rossi

L'universo giovanile rossoblu' è cresciuto esponenzialmente dopo il ripescaggio dell'Imolese in serie C
Cronaca 1 Ottobre 2018

C’erano una volta… i Mondiali di ciclismo, alla Fiera del Santerno nel 1968 presenta Gianni Boncompagni

Il 23 settembre è stato un giorno di festa per Imola graziealla consegna del Grifo d’oro Città di Imola a Vittorio Adorni in occasione dei 50 anni dalla vittoria ai Campionati Mondiali di ciclismo su strada, disputatisi a Imola l’1 settembre 1968, sul circuito dei tre Monti con arrivo in autodromo.

Quell”anno qualcuno ricorderà che fu davvero un periodo di grande festa per tutta la città. Per l’occasione fu istituito anche il Comitato promotore cittadino di Imola dei campionati mondiali di ciclismo su strada 1968, presidente il sindaco Amedeo Ruggi. Perfino la Fiera del Santerno che si svolse dal 25 agosto all”1 settembre, per l”occasione venne ribattezzata “Fiera dei mondiali” proprio per la concomitanza con l’avvenimento ciclistico. 

E fu davvero un anno speciale per la mostra campionaria che attirerò più pubblico del solito soprattutto la sera di venerdì 30 agosto. Nel teatro all’aperto del cortile delle scuole Carducci fu organizzato il “Gala Musicale dei Campionati del Mondo di Ciclismo” in onore dei partecipanti alla gara su due ruote, “i più noti dei quali – è annunciato dai giornali dell’epoca – saranno presenti e si esibiranno in alcuni divertenti ed originali interventi, anche nell’interpretazione di alcune canzoni”. Sul palcoscenico “cantanti di chiara fama, quali Gianni Pettenati e Marisa Sannia”. Lo spettacolo sarà presentato da Gianni Boncompagni”.

Storie e avvenimenti di un passato che ritorna ricostruiti, questi come altri, dalla giornalista imolese Alessandra Giovannini. “Ripercorrere la storia della Fiera del Santerno di Imola che ci ha tenuto compagnia dal 1947 al 1992, vuol dire far riemergere nomi, attività, avvenimenti – racconta -. Momenti della storia di Imola che sto raccogliendo nella pubblicazione di prossima uscita e dal titolo Fiera del Santerno: storia di una città”. La giornalista ha anche un appello da lanciare: “Per aggiungere pezzi importanti sono indispensabili anche i ricordi che molti imolesi e non solo hanno nei cassetti perché tutti, almeno una volta, siamo andati alla Fiera del Santerno! Chiunque avesse qualche cosa da poter aggiungere alle pagine del libro può contattarmi scrivendo ad antalex2@libero.it oppure telefonando al 3472375848”. (r.c.)

C’erano una volta… i Mondiali di ciclismo, alla Fiera del Santerno nel 1968 presenta Gianni Boncompagni

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