Ozzano dell’Emilia

Cronaca 18 Settembre 2018

Novità per i cani a Ozzano: nuova area sgambo al parco Cevenini e il “patentino' del passeggio

Una nuova area per sgambatura cani è stata inaugurata venerdì 31 agosto nel parco tra via Galvani e via Salvo d’Acquisto. Si tratta di 1.500 metri quadrati recintati con due nuove fontanelle, costata alle casse comunali 18 mila euro.

Una bella novità per i tanti proprietari di cani ozzanesi (1883 quelli registrati ad oggi all’anagrafe canina regionale), che non mancano di far pervenire all’ente locale numerose segnalazioni.Per quanto concerne le aree di sgambo, alcuni hanno lamentato la presenza di buche all’interno degli spazi recintati. «Le segna-lazioni riguardano spesso il terreno malagevole delle aree – dice l’assessore all’Ambiente, Mariangela Corrado -, ma ricordiamo ai proprietari dei cani che le buche sono gli stessi animali a crearle. Comunque la nuova area di sgambatura è già dotata, per la prima volta ad Ozzano, di un’apposita paletta per sistemare il terreno, ed è utilizzabile da tutti».

Non è l’unica iniziativa per spronare al senso civico cani e soprattutto i loro padroni. È in arrivo anche un «patentino» del passeggio con bestiola al seguito. «Abbiamo preso i contatti, finora ufficiosi, con il centro cinofilo Felicia di Mercatale che, oltre alla pet-terapy, elargisce anche un apposito patentino del buon padrone e del buon cane – continua l’assessore Corrado -. Una certificazione rilasciata a chi dimostra di aver seguito una corretta formazione e adottato una condotta civile nel portare a spasso il cane».

Modalità e costi eventuali di un simile patentino sono ancora da definire, ma la Corrado assicura che «un accordo con il centro cinofilo potrebbe essere raggiunto nel giro di pochi mesi». Per ogni trasgressione in materia, dalle deiezioni non raccolte all’assenza di guinzaglio ove obbligatorio, vige l’ordinanza 57 del 2010, che prevede ammende da 60 a 360 euro. La stessa ordinanza indicava anche una distinzione tra aree di sgambatura vere e proprie (oggi tre, tra viale Due Giugno, via Galvani e Ponte Rizzoli, dove i cani possono essere liberati), aree dedicate ai cani (ossia le aree verdi pedonale rio Centonara, residence Claudia, di via Allende, l’area nei pressi del campo da baseball, quella a sud del parco della Vita di via Don Minzoni e, infine, quella in via Pertini, dove i cani vanno tenuti al guinzaglio) e aree riservate esclusivamente ai giochi per bambini, dove i cani non possono assolutamente entrare (ecco l’elenco: parchi di villa Maccaferri, della Resistenza, di via Verde a Ponte Rizzoli e «Federica Barbieri» in via Nardi; giardini di Tolara, di Mercatale, di via Pascoli, di via Andrea Costa e di via Dozza; aree verdi in via De Gasperi, via Berlinguer e a Maggio, nonché l’area a nord del parco della Vita.

Lo spazio di sgambatura appena inaugurato di via Galvani si trova all’interno del parco intitolato a Maurizio Cevenini. (ti.fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto un momento dell”inaugurazione della nuova area di sgambatura

Novità per i cani a Ozzano: nuova area sgambo al parco Cevenini e il “patentino' del passeggio
Cronaca 17 Settembre 2018

La Cna Ozzano da domani riapre in municipio, in attesa del ripristino della sede dopo l'incendio

La Cna di Ozzano “trova casa” nel municipio e riapre domani, martedì 18 settembre. La notizia è stata annunciata dal sindaco Luca Lelli con un post sulla sua pagina Facebook, nel quale si precisano i termini dell’accordo che consentirà all’associazione, priva di una sede dopo l’incendio che ha danneggiato nei giorni scorsi gli uffici di via Giovanni XXIII, di riprendere l’attività.

La Cna disporrà temporaneamente di un ufficio e di una saletta riunioni, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13, al primo piano dell’edificio comunale che ospita la polizia municipale e i carabinieri, al civico 2 di via Giovanni XXIII, quindi a 200 metri dalla sede danneggiata. In cambio della possibilità di continuare a fornire i propri servizi alle imprese artigiane della zona, l’associazione corrisponderà al Comune di Ozzano una somma a titolo di rimborso spese.

Come si ricorderà, l’incendio di domenica 9 settembre nella sede Cna, partito per cause accidentali dalla stanza che ospita server e attrezzature tecniche, ha costretto l’organizzazione a chiudere gli uffici per procedere ai lavori di bonifica (di locali e documenti, precisa il sindaco Lelli) e al rifacimento di alcuni impianti. L’intervento dovrebbe durare un paio di mesi, durante i quali la sede resterà chiusa. Nel frattempo, la Cna opererà dunque dagli uffici messi a disposizione dall’Amministrazione comunale.

«Ringrazio tutti, dai dipendenti comunali a Cna, dai vigili ai carabinieri – commenta il sindaco – perché con poco sforzo e in poco tempo abbiamo trovato una soluzione buona per tutti».

Nella foto il sindaco di Ozzano Luca Lelli

La Cna Ozzano da domani riapre in municipio, in attesa del ripristino della sede dopo l'incendio
Cronaca 12 Settembre 2018

Il mondo in miniatura dell'ozzanese Dino Naldi: una passione che va avanti da 50 anni

Cinquant’anni di modellini rigorosamente in scala 1:10. Dal 1968, infatti, Dino Naldi riproduce trattori, trebbie, mietitrebbie, buoi, cavalli, carri e tutto ciò che rappresenta la società contadina fin nei più minuziosi dettagli.

Nel suo garage a Ozzano sembra che il tempo sia cristallizzato. Si viene catapultati in un’altra epoca, dove il divertimento è un calesse in miniatura con un cavallo di legno. Il garage è diviso in due. Da una parte l’officina dove si trovano attrezzi per lavorare il ferro, dall’altra le vetrate con i modellini finiti, e un numero enorme di animali scolpiti, soprattutto buoi attaccati ai carri. C’è odore di legno lavorato, ma soprattutto odore di antico. Lo stupore continua quando Dino aziona un interruttore e i modellini iniziano a muoversi.

I modelli sono riportati fedelmente: c’è un Landini, un Laverda, trattori Fiat 55 e 70, con cingoli o senza, diffusissimi negli anni Cinquanta. Nulla è lasciato al caso, nemmeno le pieghe di un radiatore. Le pulegge trasmettono i movimenti agli ingranaggi della trebbia e poi alla pressa. Naldi inserisce un pugno di grano vero nel battitore, poi scende nei setacci separato dalla paglia attraverso l’aria di un ventilatore e, spogliato della pula, confluisce infine in minuscoli sacchi.

Dino Naldi, l’artefice di tutto questo, impiega dai sei mesi a un anno per costruire uno dei suoi modellini. «Da bambino costruivo con la terra-creta, poi verso il 1968 il primo trattore in scala, funzionante», racconta Dino, 81 anni, nato a Castel San Pietro e ozzanese dal 1963. Ora è in pensione, ma prima si occupava di movimento terra per la Coop Edilter. In gioventù è stato anche dipendente di un’azienda che lo assunse come trattorista. Da qui, forse, la capacità di riconoscere al volo i trattori. Una minuziosa ricerca della perfezione ha spinto Naldi a fotografare nelle fiere più importanti carrozze introvabili, oppure a conservare cartoline di calessi con accessori dimenticati per poterli riprodurre in tre dimensioni.Una storia, la sua, fortemente legata al territorio e agli anni più duri del secolo scorso. E forse sembra di vederlo, in quei modellini, un mondo contadino che non conosceva altra ricchezza che la terra.

«Mio padre restò 36 mesi in Libia – racconta -. Tornò poco prima dell’8 settembre del 1943. Venimmo sfollati nel 1944 dai tedeschi e fino alla fine della guerra rimanemmo in una caserma di Bologna, poi in una cantina di via Montebello. Dopo la Liberazione tornammo a casa e, avendo perso tutto, eravamo senza il cavallo e ricordo che i miei genitori conducevano da soli il carretto con tutti i nostri averi. Quando arrivammo a Varignana trovammo la casa bombardata e andammo ad abitare provvisoriamente presso il proprietario del podere».

Viene subito da chiedere che valore hanno tali oggetti. «Mai venduto neanche un pezzo» risponde Naldi. Molte sono state le offerte, da collezionisti e anche da qualche museo. Tutte respinte.  (ti.fu)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 settembre

Nella foto Dino Naldi con alcuni dei suoi modellini

Il mondo in miniatura dell'ozzanese Dino Naldi: una passione che va avanti da 50 anni
Cronaca 10 Settembre 2018

Fiamme nella sede Cna di Ozzano in via Giovanni XXIII. Uffici chiusi, avvertiti tutti gli associati

Fiamme alla sede della Cna di via Giovanni XXIII a Ozzano Emilia. Il rogo è divampato verso le ore 19 di ieri, quando all’interno non c’era nessuno. Stando a quanto ricostruito finora, l’incendio, che pare di natura accidentale, sarebbe partito dalla stanza che ospita server, collegamenti e attrezzature tecniche varie, per poi propagarsi anche agli uffici adiacenti.

Un rogo che ha costretto chiudere la sede ozzanese della Cna da oggi in attesa dei necessari interventi di ripristino. “Per quanto tempo lo rimarrà dipende dagli accertamenti e da una stima di quanto dovrà essere riparato o sostituito – fanno sapere da Cna Bologna -. Ci vorranno certamente diverse settimane, ma ci stiamo impegnando per far durare il minimo questo periodo. Abbiamo inviato un messaggio agli associati di Cna Ozzano – continuano dall”associazione di categoria -, spiegando quanto è successo e indicando tutti i contatti dei consulenti Cna, che in questo momento lavorano in altre sedi vicine continuando ad erogare i servizi e le informazioni necessarie”. Nell’arco di pochi giorni verrà predisposto “uno spazio vicino alla sede di Cna Ozzano in cui i soci potranno recarsi e vi troveranno tutti i servizi necessari” assicurano dall”associazione di di categoria.

La stima dei danni è ancora in corso. Sul posto tre squadre dei vigili del fuoco e i carabinieri.

Foto Cna Ozzano

Fiamme nella sede Cna di Ozzano in via Giovanni XXIII. Uffici chiusi, avvertiti tutti gli associati
Cronaca 7 Settembre 2018

Tentano di rubare un autobus di 12 metri ma finiscono contro una ringhiera, arrestata una coppia

Poteva avere conseguenze molto gravi l”episodio accaduto ieri pomeriggio a Bologna che ha visto protagonisti due giovani, un 24enne senza fissa dimora e una 21enne residente a Ozzano Emilia. Intorno alle 17 la coppia ha aperto una delle porte posteriori di uno degli autobus di linea Tper parcheggiato preso l”autostazione di piazza XX Settembre, ha trovato il mazzo di chiavi nascosto nell”abitacolo e ha messo in moto cercando di allontanarsi.

Cercare di spostare un mezzo lungo 12 metri, però, non è facile e l”improvvisato guidatore ha urtato una ringhiera. A quel punto un addetto si è accorto di quanto stava accadendo e ha allertato due autisti, che sono saliti velocemente a bordo. La coppia, dopo aver accampato la scusa di essere a bordo per cercare un oggetto smarrito tra i sedili, è scesa e ha dato luogo ad una discussione animata che è proseguita pure con la rapina ai danni di uno dei due autisti. Nel frattempo, però, erano stati chiamati i carabinieri che giunti sul posto hanno proceduto all’arresto dei due giovani per tentato furto, danneggiamento e rapina in concorso. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna sono stati rinchiusi in carcere.

Foto d”archivio

Tentano di rubare un autobus di 12 metri ma finiscono contro una ringhiera, arrestata una coppia
Cronaca 5 Settembre 2018

Giochi per i bambini e giochi d'acqua per il parco della Resistenza di Ozzano

Sono occorsi circa tre anni ma alla fine il parco della Resistenza di Ozzano si presenta rinnovato all”interno di un progetto che ha visto la partecipazione e la condivisione di cittadini grandi e piccoli e associazioni. Sabato 8 settembre alle ore 11 verrà inaugurata l”area giochi, attrezzata con nuove pavimentazioni e giochi d”acqua a sostituire la vecchia e fatiscente fontana.

L”idea, come detto, nasce nel 2015 all”interno del percorso partecipato Ozzano ti voglio bene che ha visto il coinvolgimento di cittadini, commercianti, Istituto comprensivo e associazioni. “Si trattava di un progetto di partecipazione e cittadinanza attiva portato avanti in un”ottica di condivisione, cura, abbellimento e riappropriazione degli spazi comuni quali  possono essere, appunto, parchi e aree giochi” spiega il sindaco Luca Lelli. Ad esempio, è stato organizzato anche un progetto didattico sui temi della Resistenza che ha visto il coinvolgimento dell”Anpi locale e di alcune classi della scuola media Panzacchi in un laboratorio di Urban knitting; i decori fatti a maglia e uncinetto hanno abbellito il parco della Resistenza in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile. Da qui anche l”idea di mettere mano all”area giochi e alla fontana.

“L”Amministrazione comunale ha accolto la proposta – interviene l”assessore all”Ambiente Mariangela Corrado -, e si è iniziato, lo scorso anno, con la sistemazione, pulitura e riverniciatura del Monumento ai Caduti che si trova nel parco. Lavori che sono stati eseguiti da un gruppo di cittadini, famiglie, volontari e da una delegazione di militari della Caserma Gamberini. Quest”anno si è proceduto invece con la riqualificazione della fontana e dell”area circostante”. 

L”area è stata completamente rivista pur nel rispetto del vecchio disegno della vasca. Sono state utilizzate pavimentazioni colorate e creati dei giochi d”acqua. “L”intera area diventa così un grande gioco – prosegue il sindaco -, grazie alla presenza dell”acqua e di sedute in legno, all”avvicendarsi di pavimentazioni colorate e all”ondulazione della superficie che conduce a una duna semicircolare. Un ruolo importante lo riveste anche la nuova illuminazione, più curata ed efficace, tanto da connotare l”area come una zona pensata per i giochi dei più piccini. E” stato previsto anche l”inserimento di una piccola attrezzatura che simula una sorta di telefono senza fili”.

L”importo totale dei lavori è stato di circa 64.000 euro più Iva e comprensivo degli oneri di sicurezza. Ad eseguire il tutto la ditta AR Group Srl mentre l”architetto Elena Vincenzi dello Studio Vveg si è occupata di progetto e direzione lavori.

Nelle foto un particolare dei giochi d”acqua

Giochi per i bambini e giochi d'acqua per il parco della Resistenza di Ozzano
Cronaca 3 Settembre 2018

Si affermano le società per ordinare cibi online e riceverli a domicilio: il fenomeno è partito da Ozzano

Foodora, Glovo, Deliveroo o Just Eat sono le nuove società nate e prosperate nell’era di internet per acquistare cibi online che poi vengono consegnati dai famosi rider. Alcuni siti di food-delivery hanno una diffusione internazionale, altri nazionale o locale. Il trasporto avviene principalmente in bicicletta, da qui anche il termine ciclofattorini, per ovviare i limiti delle Ztl, ma anche con motorini.

A Ozzano era il 2012 quando Gabriele Casali, esperto informatico, e Nicolò Boninsegna, allora studente di ingegneria, inventarono Magnyando.it, un sito web che si può definire l’antesignano delle piattaforme di food-delivery odierne. Un vero reperto archeologico per i tempi di Internet ma evidentemente l’idea era interessante perché, a soli tre mesi dalla sua comparsa, quando contava già un centinaio di ristoranti «adottati» e diverse migliaia di abbonati, Mangyando venne acquisita dalla Florital Srl di Venezia, azienda leader nello stoccaggio di prodotti ittici che l’anno prima, nel 2011, aveva fatturato 220 milioni di euro.

La transazione è valsa ai due ozzanesi 200 mila euro. Il nuovo proprietario in seguito ha chiuso il sito web, mantenendo però l’idea di base, ossia quella di accumulare crediti sulla piattaforma on-line spendibili poi in ordinazioni in ristoranti convenzionati, un metodo applicato nei siti di Florital. Poi è arrivata Pizzabo. Un’app creata quasi per gioco da Christian Sarcuni, ex-studente di ingegneria a Bologna, originario di Matera, venduta guarda caso a Just Eat per 51 milioni di euro, che successivamente ha chiuso l’app inglobandone alcune funzioni e buona parte dei dipendenti del capoluogo.

Pizzerie e ristoranti del circondario imolese e dintorni sono presenti ad oggi solo su Just Eat (quelle imolesi sono una dozzina). L’interesse è essenzialmente commerciale, utilizzano il sito come luogo dove essere trovati facilmente, sono però gli stessi dipendenti del ristorante ad effettuare le consegne: più che rider, dei normali pony-pizza. «Paghiamo al sito Just Eat una percentuale per ogni ordine – spiegano dalla pizzeria Sole e Luna di Ozzano -, così siamo facilmente contattabili da un cliente che naviga su internet».

Consegne effettuate dal personale interno anche a Imola, come nel caso di Sinestesie Food d’Autore, per citarne uno. «L’app di Just Eat viene usata dal cliente per fare l’ordine. Noi decidiamo se accettarla, quasi sempre l’accettiamo, valutando distanza e orario. Poi la consegna la facciamo io o mia moglie Federica», dice Luca Paesani titolare di Sinestesie.

Una scelta furba considerando che l’8 per cento degli italiani (pari a circa 4,4 milioni di persone) utilizza almeno una volta al mese i servizi on-line di consegna del cibo a casa cotto o in forma di spesa. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base degli ultimi dati Ismea/Nielsen dai quali emerge che si tratta di un’abitudine che coinvolge prevalentemente i consumatori nella fascia di età 25/34 anni. Oggi i siti più gettonati che si contendono il mercato nazionale italiano sono Just Eat, Foodora, Deliveroo, ma non mancano realtà locali con forte penetrazione nelle aree di riferimento. (ti.fu)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto i marchi di alcune società web di food-delivery

Si affermano le società per ordinare cibi online e riceverli a domicilio: il fenomeno è partito da Ozzano
Cronaca 1 Settembre 2018

Ozzano, un intervento da 700 mila euro per rinnovare il tetto e gli impianti del palazzetto dello sport

Con una traversia più lunga del solito, i lavori di ristrutturazione (riqualificazione energetica e impiantistica) del palazzetto dello sport di Ozzano Emilia sono stati assegnati, e si attendono molte novità. A cominciare dalla sostituzione del motivo colorato del tetto, chiamato da alcuni «la mongolfiera» e definito dal sindaco Luca Lelli «uno dei tratti distintivi di Ozzano da oltre 30 anni», fino al nome della struttura.

Con ordine. I lavori costeranno in tutto 700 mila euro, di cui 164 mila finanziati dalla Regione e i restanti 536 mila direttamente dal Comune, che ha ottenuto un parziale sblocco del Patto di stabilità, quello che vincola le spese delle amministrazioni a stringenti parametri con l’obiettivo di ridurre il deficit dello Stato. I primi paletti però li ha posti il calendario. Se i lavori non si concludono entro marzo 2019 si perde il contributo regionale. Tra settembre e giugno incombe il campionato di basket che dal prossimo anno vedrà la squadra ozzanese dei Flying Balls, fresca di promozione, «volare» in serie B.

Dunque non resta che la piccola finestra estiva tra agosto e inizio settembre per iniziare i lavori. Ovvero adesso. Se aggiungiamo poi che l’individuazione della ditta che eseguirà i lavori è passata attraverso due bandi comunali, il primo concluso il 12 luglio andato deserto, ecco il perché di un’assegnazione arrivata con l’acqua alla gola.

«Memori della passata esperienza dei lavori presso le scuole Rodari a fine 2017 – spiega Lelli -, dove una simile riqualificazione ha visto la partecipazione di circa 200 aziende con conseguente allungamento dei tempi per vagliare tuttele domande, avevamo scelto di inserire nel primo bando l’obbligo del sopralluogo. La ragione era appunto evitare documentazioni “fotocopia”, spesso presentate da ditte associate tra loro, che avrebbero causato uno slittamento dell’inizio dei lavori. Il problema è sorto quando solo tre aziende hanno chiesto il permesso di fare sopralluoghi, e tra queste solo una ha presentato un’offerta, ma irregolare».

Tutto da rifare, dunque. Archiviata la gara del 12 luglio come «deserta», si è passati a una seconda gara a invito. Il 6 agosto il lavoroè stato assegnato alla ditta Naldi Impianti di Castel San Pietro, che ha presentato un”offerta congiunta con Opere Costruzioni Generali di Imola e la Co.Ind di Villanova di Castenaso. L’azienda capofila, la Naldi Impianti, l’ha spuntata con il 3% di ribasso sul costo base preventivato, e dovrà svolgere gran parte delle opere mentre le società sportive continueranno ad allenarsi all’interno del palazzetto. Società che sono in crescita. Oltre ai cestisti Flying Balls, infatti, a Ozzano si allenerà anche il VolleyTeam Bologna. «Non ci sarà un periodo di chiusura – assicura il sindaco Lelli -. I lavori saranno compatibili conle attività sportive, per lo menocon gli allenamenti pomeridiani. Potrebbe giusto esserci una chiusura parziale, ad esempio per una settimana in occasione della sostituzione delle vetrate presso la palestra al piano superiore». (ti. fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto il palazzetto dello sport

Ozzano, un intervento da 700 mila euro per rinnovare il tetto e gli impianti del palazzetto dello sport
Cronaca 30 Agosto 2018

Inaugura domani a Ozzano la nuova area dedicata agli «amici a 4 zampe»

Domani pomeriggio, ad Ozzano, sarà inaugurata alle ore 18 la nuova area verde destinata allo sgambamento cani creata all”interno del parco dedicato a Maurizio Cevenini. «Quest”area – spiega il dice il sindaco Luca Lelli – e” nata su richiesta e per rispondere alle esigenze dei cittadini che gia” frequentavano il parco con i propri amici a 4 zampe, ma che erano costretti a tenerli al guinzaglio non essendoci uno spazio a loro dedicato».

Il costo complessivo dei lavori e” stato di circa  18mila euro, compreso di recinzione e servizi annessi. La fontanella di erogazione dell”acqua, ad esempio, e” stata collocata all”esterno della recinzione in modo che possa essere a disposizione di chiunque visto che è il parco è molto freqentato anche grazie alla presenza di un percorso ginnico. «Nel corso dell”esecuzione dei lavori – conclude il primo cittadino – alcuni residenti nella zona hanno chiesto all”Amministrazione comunale l”autorizzazione a poter installare, a loro spese, due porte da calcetto. A completamento dell”area, abbiamo deciso di autorizzare tale installazione ritenendo, questa richiesta, un bell”esempio di cittadinanza attiva e di sensibilità verso tutto ciò che e” pubblico e che va ad arricchire e migliorare il proprio territorio».

r.c.

Nella foto: la nuova area di sgambamento cani a Ozzano

Inaugura domani a Ozzano la nuova area dedicata agli «amici a 4 zampe»
Sport 18 Agosto 2018

Pallavolo B2 femminile: a Ozzano si rivede Claudio Casadio, un tecnico che ha fatto la storia di questo sport

Il passaggio di Claudio Casadio sulla panchina ozzanese del Volley Team Bologna, dopo aver vinto la B1 con San Lazzaro, ha caratterizzato l’estate del volley provinciale. Grazie alla scelta della società bolognese di spostare la B2 da Castelmaggiore a Ozzano, il tecnico di San Lazzaro tornerà ad allenare nel palazzetto in cui 12 anni fa, assieme ad Antoinnette White, conquistò la promozione in B1. Un binomio vincente iniziato tanti anni prima (stagione ’94-95) a Imola quando l’allora Famila neopromosso in A2 sorprese tutti, arrivando a ridosso dei play-off e che si confermò nel 2011/12 a San Lazzaro, sempre con il passaggio in B1.

Tre flash di una carriera lunghissima, visto che quest’anno il tecnico nativo di Castel Guelfo festeggerà i 60 anni, di cui 40 in panchina. Ci vorrebbe un libro per raccontare questa storia, anche se in maniera schematica possiamo dividerla in tre periodi ben distinti. Un infortunio lo costrinse a smettere di giocare e a spingerlo ad allenare a San Lazzaro. Poi gli anni da professionista in giro per l’Emilia Romagna (6 anni a Imola, di cui due in A1) con alcuni excursus fuori regione (Firenze e Roma, ad esempio) e poi dal 2006, con l’arrivo della cattedra da professore, il ritorno nelle palestre bolognesi. L’attualità è storia recente, visto che poco più di un mese fa Casadio sì è accasato al Volley Team Bologna, lasciando San Lazzaro dopo 8 anni. «Vincendo il campionato di B1 avevo raggiunto l’obiettivo che mi ero posto quando sono tornato ad allenare a casa mia 8 anni fa. Però, quando la società ha rinunciato all’A2 per questioni economiche, chiedendomi di allenare le giovani in C o addirittura in D, non me la sono sentita. Ho ancora voglia di sfide più appaganti e la proposta di allenare una B2 con tutte Under 18 a pochi chilometri da casa mi è sembrata interessante. E in più a Ozzano ritrovo un palazzetto che considero il migliore per la pallavolo della provincia di Bologna. La presenza di un direttore tecnico preparato come Gian Luca Alberti ha inciso positivamente sulla mia decisione».

Chi è restato con un pugno di mosche in mano è Massimo Benedetti, che si è trovato senza squadra un po’ a sorpresa.

«Mi è dispiaciuto molto, ma anche a me è capitata una cosa simile in passato. Con Massimo ho un buon rapporto e penso abbia capito che è stata la società a cercarmi. Io dopo tanti anni ero già pronto a stare fermo».

Sarà un progetto a lunga scadenza, cosa ti aspetti da questo primo anno?

«Abbiamo una squadra giovane, ma c’è del buono su cui si può lavorare per migliorare. Con la partenza di Rebecca Piva dovremo inventarci qualcosa per sostituire una schiacciatrice da 20 punti a partita, ma sono convinto che faremo bene, anche se non conosco il livello del girone. L’obiettivo, come tutte le mie squadre, è quello di crescere nel corso della stagione e quindi mi aspetto qualche difficoltà iniziale e un girone di ritorno importante. Un traguardo a cui tengo è quello di qualificarci per le finali nazionali Under 18, considerando che potremo fare affidamento anche su altri elementi, in particolare su un paio di giocatrici che faranno la B2 con la Clai».

Farà un certo effetto tornare da avversario a Imola?

«Sono nato in via Larga a Castel Guelfo e ho più parenti che abitano a Imola rispetto a quelli di San Lazzaro. Per questo mi sento anche imolese e indubbiamente mi verranno in mente tanti ricordi quando tornerò in via Volta. Mio padre, che è morto due anni fa, era abbonato a sabato sera e ho sempre continuato a tenermi informato sulla pallavolo imolese».

A Imola sei stato in due momenti diversi e la seconda volta l’hai portata ad ottenere un sorprendente ottavo posto al primo anno in A1.

«Il primo anno in B1 sfiorammo la promozione perdendo all’ultima giornata, poi abbiamo sempre disputato delle ottime stagioni, ma arrivammo in A2 per la rinuncia del San Lazzaro. Al primo anno azzeccammo una straniera come la White e disputammo una stagione super per una neopromossa. Fui richiamato nel 2000 quando il Famila era stato promosso in A1 e con un budget ridotto disputammo un campionato notevole in un Ruggi sempre gremito. Poi l’anno dopo chiudemmo penultimi, saremmo stati ripescati, ma la società per questioni economiche decise di vendere il diritto e scendere di categoria».

Nell’arco di 40 anni la pallavolo è diventata un altro sport, anche tu sei cambiato tanto?

«Anche a livello femminile adesso c’è una fisicità impressionante. Per fare un esempio, la mia San Lazzaro che fece la finale scudetto, oggi non sarebbe competitiva. In più gli attacchi da seconda linea e la presenza del libero hanno rivoluzionato il modo di stare in campo. Io so di essere molto più bravo adesso rispetto al passato, anche se sono su una panchina di B2. L’esperienza mi ha fatto migliorare molto e di mio credo di averci messo la capacità di rimettermi sempre in gioco non accontentandomi mai. Se avrò energie continuerò ad allenare ancora per molti anni. Fra i miei successori giovani credo che Turrini della Clai e Guarnieri, che fa il secondo a Ravenna in A2, siano i più preparati».

c.a.t.

L”articolo completo su «sabato sera» del 2 agosto.

Nella foto: Claudio Casadio

Pallavolo B2 femminile: a Ozzano si rivede Claudio Casadio, un tecnico che ha fatto la storia di questo sport

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